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Il 40% di Corbyn e possibili significati

jeremy corbyndi Daniela Mastracci - Le riflessioni sul 4 Dicembre...diciamo riproposte ad hoc.
Perché Corbyn prende tantissimissimi voti fra i Giovani e guarda un pò il nostro 4 dicembre cosa ci diceva: gli under 34 hanno votato contro la riforma costituzionale tra il 69% e l’81%.
Bisogna che la Sinistra Sinistra si dia una mossa proprio a partire da questi dati, nonché quelli relativi alla enorme disoccupazione e perciò alla voglia di cambiamento all'insegna del "Lavoro".
All'insegna del Lavoro e non all'insegna del nazionalismo, razzismo, xenofobia, e nemmeno di un fumoso e non meglio identificato voto antisistema: chi non lavora più, chi non ha mai ancora trovato lavoro, chi vede il lavoro come una chimera irraggiungibile, VUOLE VOTARE CHI GLI DICE CHIARAMENTE CHE FARA' DI TUTTO PERCHE' IL LAVORO CI SIA, SIA GARANTITO E TUTELATO E PER CHI COMUNQUE NON LO POTESSE PIU' AVERE, SI DEVE SOSTENERE CON FORZA IL REDDITO MINIMO GARANTITO

Finalmente Corbyn spazza via Tony Blair

Corbyn raggiunge il 40% dei voti: 261 seggi alla Camera dei Comuni. Finalmente Corbyn spazza via Tony Blair. E con lui tutto intero il moderatismo blairista della terza via. Jeremy Corbyn ha motivo di esultare per essere stato capace di condurre, a 68 anni, una campagna frizzante, con una versione rinnovata del suo programma da vecchio socialista, tornando a far guadagnare seggi al suo partito per la prima volta dal 1997, anno della prima vittoria elettorale di Tony Blair. Un vero miracolo, per un uomo spesso sottovalutato, talora irriso e in genere osteggiato dall'establishment, non esclusa una parte della nomenklatura laburista. Ma capace, a dispetto di tutto, di risvegliare entusiasmi sopiti, fra i giovani e i meno fortunati. Entusiasmi che dalle piazze questa volta paiono essersi riversati anche nelle urne."
Se ci dicevano “meno Stato, più privato”, se ci dicevano che il problema era proprio il troppo Stato, se insomma ci dicevano che privatizzare fosse un bene in sé, e andava fatto, sennò ci sarebbero state derive... verso cosa? Gridare al cataclisma è stato un must negli anni scorsi. Hanno sempre gridato al disastro, e così facendo ci hanno spaventato, piegato, indottrinato. Ma ancor di più siamo stati indottrinati perché poi a piegarsi è stata proprio la Sinistra, certa Sinistra. Asservita, ha ratificato il diktat del privatizzare, liberalizzare. Facendo la guerra ai sindacati, ai lavoratori, precarizzando, e poi dicendoci che la realtà è liquida, complessa, mica decifrabile nelle categorie ormai “vecchie”. No, tutto era nuovo e nuovo il linguaggio, fino al punto che quando parlano i politici non si capisce quasi niente: tra termini tecnici economicisti e un inglese fai da te, a forza di sproloquiare di astrusi teoremi macro e micro economici, ci hanno anche fatto credere che la politica non fosse più roba per noi, normali cittadini. E anche questo ha contribuito, per un verso ad allontanare, per un altro, a non far crescere critiche, perché ridotti all’ignoranza delle grandi decisioni del mondo del capitale finanziario, che è diventato il mondo della politica tout court.

La lingua semplice e chiara del socialismo

Allora se viene un Corbyn e parla la lingua semplice e chiara delle nazionalizzazioni, dell’università gratuita, delle case popolari, della sanità per tutti, Corbyn prende una quantità sorprendente di voti. Perché parla la lingua chiara del socialismo, che niente affatto è qualcosa da cui rifuggire, perché tremendo e pericoloso, ma al contrario è la più alta e nobile visione della politica, perché è quella per tutti: guarda ai tanti e non ai pochi. Come dice il motto di Corbyn “for the many, not for the few” vuole uguaglianza, equità fiscale, accesso per tutti alla cultura, alla sanità, alla casa, ai servizi in toto, direi. Parla di nazionalizzazioni, perché il profitto sulla pelle dei cittadini è un’ingiustizia. E parla di tutele, perché invece è giustizia garantire e tutelare, per consentire a tutti una vita dignitosa e senza diventare merce scaduta e ricattabile
Insomma se si parla una lingua chiara si arriva a tutti: e qui molti, moltissimi che non andavano a votare ci tornano e votano per Corbyn. Tantissimi giovani ma non solo. Soprattutto voglio sottolineare che l’affluenza al voto è stata del 68% degli aventi diritto, la più alta da 20 anni.

La partecipazione al voto torna a crescere

Anche in questo dato riecheggia il nostro 4 dicembre: al voto quasi il 65% degli aventi diritto. Un numero cui non eravamo più abituati.
Allora più del 60% al voto: il 40% circa a Corbyn. Leggiamo questo dato e il dato del nostro 4 dicembre insieme, e ne viene fuori una grande speranza: se e solo se si cammina contromano, come ha detto un incredulo Mentana, e cioè si vada nella direzione inversa del moderatismo, delle privatizzazioni, del neoliberismo che ha bruciato posti di lavoro e impoverito milioni di donne e uomini. Solo se si va contro corrente rispetto alla flessibilità divenuta un must per il neoliberismo, assieme alla deregulation dei capitali. E a chi ancora tra l’incredulo e lo sconcerto, come ieri sera sembrava Caprarica e con lui tanta italica informazione, direi: guardate bene oltre l’orizzonte che vi ha permeato lo sguardo fino ad oggi, guardate oltre il pensiero unico che vi ha tanto influenzato, in buona o mala fede adesso poco importa, perché la dietro c’è l’Alternativa che avevate dato per impossibile.
Anche da noi ci vuole un’inversione netta. Radicale. Seria. Senza paura di pronunciare parole che sembravano uscite per sempre dal vocabolario della politica: Socialismo.

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