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Disoccupati. Prima di tutto applicare l'accordo del 9 maggio

VertenzaFrusinate 7giu17 350 260Ignazio Mazzoli con Tiziano Ziroli, 9 giugno 2017 - Sin dalla mattina hanno voluto segnalare che per loro era una giornata importante. Si sono attestati sullo scalone esterno del palazzo dell’Amministrazione provinciale per dire a tutti che erano in attesa d'una risposta che a loro interessava particolarmente: l’esito dell’incontro tra sindacati e Regione Lazio sui provvedimenti urgenti per i disoccupati delle aree di crisi complessa di Frosinone e Rieti che si discutevano a Roma.
Sin dalla mattina si sono messi ad aspettare una risposta che sarebbe arrivata nel pomeriggio e lo hanno fatto per rendere evidente ancora una volta che loro hanno fretta. Infatti questo incontro si sarebbe dovuto fare prima e non ad otto giorni dalla fine della mobilità per migliaia di disoccupati che resteranno senza alcun reddito.

Hanno partecipato all’incontro l’Assessora regionale Lucia Valente e i suoi funzionari, i dirigenti regionali e provinciali di Cgil, Cisl, UIL e Ugl. Mancava il Presidente Nicola Zingaretti a cui i sindacati avevano chiesto con “urgenza” l’incontro.

L'incontro con i Sindacati

Sono da poco passate le 16,30 quando Cgil, Cisl, UIL e Ugl del Frusinate raggiungono i disoccupati nel salone della Provincia a piazza Gramsci.
L’attesa sta per finire. Che si dicono? Ne parlo con Tiziano Ziroli che insieme anche ad altri disoccupati ha partecipato a tutti gli incontri al Ministero del Lavoro che hanno preceduto questo del 7 in Regione.
«La percezione che si è avuta nella riunione del 7 giugno tra Vertenza Frusinate e sindacati è positiva, perché è sembrata esserci quella collaborazione che da sempre auspichiamo. Forse c'è voglia veramente di cambiare passo, di accelerare per far si che il tutto diventi esecutivo nel più breve tempo possibile?
In ogni caso questa volta mi sento fiducioso e speranzoso, aspetto solo con ansia il passaggio al senato sperando che la “manovrina” sia approvata e con essa gli emendamenti che ci interessano.»


Da cosa nasce questo nuovo sentimento di speranza?
«Dobbiamo partire dallo spiegare e chiarire che il giorno 7 giugno i sindacati non hanno firmato un accordo, ma un protocollo d'intesa. C’è da fare questa precisazione perché sia chiaro a tutti che ancora non c’è un vero e proprio accordo con la Regione, ma un’intesa per poter poi fare un accordo sui tirocini e la mobilità in deroga.»
Non c'è un accordo anche perché gli emendamenti che sbloccano i soldi alla regione ancora devono passare per il voto del senato, e quindi sino a che non c'è quel voto non è possibile discutere di altro?
Nel complesso il protocollo d'intesa è veramente una novità rispetto al niente assoluto che c'è stato sino a qualche tempo fa, però c'è un però, che è bene puntualizzare: nel protocollo si parla di tirocini legati alla mobilità in deroga. Cioè! che vuol dire? Faranno i tirocini solo quelli che percepiranno la deroga della mobilità?
Diciamo che questo punto mi lascia perplesso perché lascerebbe fuori chi già è senza reddito da molto tempo.
E soprattutto mi lascia perplesso perché non era ciò che si era stabilito – con noi di Vertenza Frusinate - al Ministero del Lavoro, e cioè i tirocini erano una via da approntare e la deroga della mobilità avrebbe, invece, affrontato l’emergenza.»


Un colpo di teatro. L’emergenza è sparita. Cancellata. Al realismo degli incontri al Ministero del Lavoro si sono sostituiti gli ideologismi pregiudiziali della Regione Lazio, del suo assessore al lavoro. Si conferma la permanente assenza del presidente Zingaretti di fronte a questo dramma sociale della disoccupazione nella sua Regione: 380mila disoccupati. Non sono affar suo?
Due danni produce questa strada che si vorrebbe scegliere: non affronta l’emergenza e riduce la platea degli aventi diritto a riprendere il lavoro.
C’è un problema di tempi, di urgenze umane di sopravvivenza che impediscono anche di apprezzare pienamente le buone volontà, che pure ci sono. Un sapore rancido di propaganda elettorale ci assale.

Con molta competenza, ancora una volta Ziroli ricorda come stanno esattamente i termini della questione confortato dal risentimento del Deputato Nazzareno Pilozzi (interpellato telefonicamente), autore proponente dei due emendamenti in approvazione, che ripete anche all’Assessorato Valente come due siano gli emendamenti da esaminare e da utilizzare separatamente perché così sono nati per esigenze diverse.

«I 19,600 milioni dell’emendamento 53.0423 servono solo per la proroga della “mobilità” non per pagare le retribuzioni di 500 euro per i tirocini, per i quali verranno sbloccati i soldi fermi all’Inps, delle CIG straordinarie non utilizzate, con l’emendamento 55.030. Per ora questi risultano approvati solo alla Camera dei Deputati e devono passare al Senato ed essere votati anche in quel ramo del Parlamento se ci saranno la volontà politica e i voti necessari renderli legge entro e non oltre il 23 giugno. Come dico e diciamo sempre...ancora, stiamo con i piedi per terra, perché l'emendamento è passato solo alla camera, ma aspettiamo il Senato e il protocollo d'intesa siglato il 7 giugno dalle organizzazioni sindacali con la Regione Lazio è ancora solo un protocollo d'intesa, quindi l'accordo nei dettagli lo dobbiamo costruire passo dopo passo, nell'attesa che ci sia il via libera del Senato.»

Cosa fare subito e cosa non dire

Importante questo richiamo alla concreta realtà che fa Tiziano Ziroli. Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti e tutti i cittadini del Lazio si aspettano programmi e progetti che rimettano in moto lo sviluppo e l’occupazione e quindi aspettiamo di conoscere quale sarà l’accordo che sindacati e Regione Lazio riusciranno a definire. Ora però non c’è spazio per informazioni fantasiose e più ancora non c'è ragione per commenti privi di fondamenti logici e politici.
Infatti non c'è alcuna rivoluzione degli ammortizzatori sociali, intanto perché nessuno ne ha abusato preferendo vivere senza lavorare, questa è una vulgata calunniosa contro le vittime di un sistema che chiede disoccupati per poter pagare di meno chi lavora.
Come pure non ci sono ragioni per immaginare che nell’incontro del 7 giugno ci siano state ipotesi di leggi per il Reddito di cittadinanza attiva. Per piacere non pasticciamo pensando al 2018. È un atto inqualificabile fare campagna elettorale sulle tragedie delle persone. Ci sono in cantiere forse dei progetti, ma non basta avanzare esigenze, se si crede al reddito di cittadinanza attiva nel Lazio c’è l’ottima proposta di Vertenza Frusinate da condividere e semmai da migliorare: si chiama “Reddito minimo far un lavoro ed un altro”. Altri consiglieri regionali l’hanno già fatto.
Appunto si parta con il condividerla e contribuire a presentarla. Nelle prossime settimane si raccoglieranno le firme per farne una proposta di legge popolare.
Per oggi l’emergenza è il 14 giugno, quelle somme ad essa destinate, non debbono essere dirottate verso altri utilizzi. È solo un piccolo cerotto sull’angolo di una ferita enorme che non si sa ancora come curare.

 
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