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E uno. La proroga della mobilità c'è

Dignità 350 260di Ignazio Mazzoli - C'E' LA PROROGA DELLA MOBILITA' PER CHI L’HA PERSA. UN PASSO IN AVANTI. PICCOLO, MA E' UN PASSO IN AVANTI. C'E' STATO ASCOLTO.
Alle 18.30 circa di oggi 4 luglio 2017 CGIL, CISL, UIL, UGL di Frosinone hanno comunicato la conclusione dell’incontro fra sindacati e Regione su alcune misure d’emergenza per i disoccupati che avevano perso la mobilità, ma anche possibili misure per altri disoccupati in attesa di nuove occasioni di lavoro.


«Abbiamo posto sul tavolo – hanno scritto nel loro comunicato i sindacati - una serie di questioni attinenti le difficoltà occupazionali del Territorio Frusinate e una serie di richieste che, a nostro avviso, possono risolvere alleviare le difficoltà dei disoccupati di lunga durata e di altre persone che vivono il dramma della mancanza di lavoro.
Da domattina inizieremo a raccogliere le domande per prorogare la mobilità a coloro i quali ne sono rimasti privi nel periodo 1 gennaio 2017 - 31 luglio 2017. Successivamente si proseguirà con gli altri fino ad arrivare al 31 dicembre 2017.»

Bene, era quanto ci si aspettava dopo una settimana di strani tentennamenti da parti di chi cercava di spostare l’asse degli impegni regionali solo sui tirocini anche a costo di distorcere l’utilizzo di somme previste per utilizzi differenti. Molto bene per tutte quelle volontà sindacali che su questo obiettivo non avevano avuto dubbi sin dall’inizio. Per obiettività d’informazione dobbiamo riportare l’opinione di molti disoccupati che hanno riferito come il segretario della Cisl, Enrico Coppotelli, in particolare in questa settimana, nel frusinate, sia stato sempre disponibile ad ascoltare e rassicurare tutti i disoccupati che l’hanno cercato, prima dell’odierno incontro, fino a giungere alla presa di posizione pubblica con un post su FB il 2 luglio affermando fra l'altro: «In via prioritaria dovranno essere prorogate le mobilità in deroga, anche per l’anno 2017, a tutti coloro che hanno già beneficiato del suddetto ammortizzatore e per i quali scadrà nel periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2017.» Un rassicurante forte messaggio per chi era ansiosamente in attesa dell’esito positivo che ora sembra arrivato.

"Dovremo fare di più"

C’è un passaggio che merita attenzione, laddove si dice «Con questa modalità daremo la possibilità alle persone di avere una fonte di reddito ma dovremmo fare di più, infatti, la Regione Lazio ha aggiornato il Tavolo per la stipula dell'Accordo Quadro al 14 luglio, con la presenza, oltre che delle Organizzazioni Sindacali, anche delle Associazioni Datoriali, per prendere impegni a 360 gradi sui tirocini, le politiche attive e la ricollocazione dei Lavoratori.»
Importante quel «ma dovremo fare di più». E' insieme affermazione di nuovo impegno e anche autocritica per decine di mesi di silenzio e forse disattenzione verso un gigantesco fenomeno di disoccupazione in questa nostra provincia, ma anche i tutta la regione dove si contano fra 350-380.000 disoccupati

«Sarà un impegno costante e continuo - scrivono nel comunicato - che dovrà vederci impegnati tutti, in maniera corale, per risolvere intanto le angustie di coloro che sono privi di reddito e poi immaginare un nuovo, diverso e rinnovato sviluppo del Territorio della Provincia di Frosinone.»

La lotta unitaria dei disoccupati frusinati, avviata 48 mesi addietro, vede oggi un concreto spiraglio di luce ed ottiene un’importante segnale: la disoccupazione oggi tutti la vedono e se ne debbono occupare. Bravi disoccupati uniti, in particolare quelli che, riuniti in Vertenza Frusinate, con più continuità si sono impegnati e democraticamente battuti per uscire dal buio della dimenticanza e dal fastidio di quelle forze politiche che preferivano ignorarli. Hanno dovuto abbattere un muro spesso di sordità, quello costituito dalle posizioni di intransigente rifiuto delle situazioni d’emergenza assunte dalla Giunta Regionale del Lazio. Oggi anche questo organo ha dovuto arrendersi alla tenacia dei disoccupati e mutare il proprio atteggiamento.

I sindacati oggi affermano «È tempo di puntare non più solo su un sistema di tutele per difendere il posto di lavoro. È tempo di costruire un sistema di tutele per la persona nel lavoro. È tempo di passare dal tutelare il lavoratore nel suo posto di lavoro a tutelare il lavoratore in quanto soggetto sociale.» … «L’insicurezza dei lavoratori oggi è legata alla mancanza di tutele nelle più delicate fasi di transizione lavorativa. È ora di spostare l’attenzione sindacale anche verso la costruzione di queste nuove tutele.»

D'ora in poi bisogna dedicarsi ai lavori di utilità sociale e a quelli da conquistare con i tirocini per i quali si aspetta un piano realizzabile e concreto, d’intesa con Comuni e Imprese. Aspettiamo il prosieguo degli incontri a partire da quello del 14 luglio prossimo con tutte le firme e i consensi necessari.

C'è un sensibilità nuova

E’ nata una sensibilità nuova? Pensiamo di si, intanto nei sindacati dei lavoratori. Un atto conseguente e opportuno sarebbe dare una struttura specifica organizzata in cui i disoccupati possano ritrovarsi unitariamente a fianco dei sindacati a cui rivolgono o vogliono rivolgere la loro fiducia per avere tutta la difesa, l’assistenza e l’iniziativa necessarie ad affrontare il futuro con meno paure e più speranze. Ne hanno tanto bisogno.
Nelle prossime ore ci occuperemo che la raccolta delle domande funzioni speditamete e nella massima trasparenza, soprattutto per quanto riguarda gli esiti

Ignazio Mazzoli 4 luglio 2017

aggiornato il 5 luglio 2017 alle ore 08,33

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