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10 luglio: Vertenza Frusinate e i risultati della sua iniziativa

VertenzaFrusinate 7giu17 350 260di Ignazio Mazzoli - Lunedì 10 luglio. Ore 15,44: “me sa’ che semo ‘na trentina”, conta uno dei disoccupati. Ore 16,05 già sono diventati 45, i presenti nel salone di rappresentanza della Provincia in piazza Gramsci a Frosinone. Continueranno ad aumentare. Fa un caldo bestiale.
Alle 16,10 Gino Rossi annuncia che vuol iniziare il suo rendiconto delle iniziative che hanno portato alla proroga della “mobilità” per 12 mesi a tutti quelli che la perderanno entro il 31 dicembre del 2017. «È doveroso che questa informazione la dia Vertenza Frusinate – esordisce Rossi - perché è il nostro metodo di lavoro riferire e raccontare puntualmente delle iniziative intraprese e dei risultati raggiunti soprattutto quando c’è qualcosa di utile da far conoscere. Questo non esclude altri momenti di approfondimento anche con i sindacati.
Non vogliamo riconoscimenti, ma 4 anni fa non si parlava di disoccupazione e della mancanza di reddito. Noi non abbiamo perso occasioni, anche occupando spesso diverse sale della Provincia, ma soprattutto cercando il dialogo con tutti, Istituzioni, partiti, sindacati e singoli eletti. Con i Vescovi e con tantissimi Sindaci, più volte con il Prefetto, dottoressa Zarrilli.
Ci vedevano, alcuni, con fastidio. Dopo 4 anni siamo riusciti a rendere evidente che il disagio sociale è talmente grande che la situazione sarebbe diventata insostenibile.»

Una lotta utile a tutti i disoccupati

Gino Rossi ricostruisce tutti gli incontri. «Grazie alla nostra lotta – prosegue - risultati da noi cercati e raggiunti sono disponibili anche nelle altre regioni italiane che ospitano 14 aree di crisi complessa.
Ancora oggi non ci chiamano con il nostro nome: Vertenza Frusinate. Noi, però, dobbiamo rimanere impegnati perché siamo quelli che vogliono ritrovare il lavoro. Oggi abbiamo conquistato solo un piccolo sollievo. Ci siamo messi insieme cercando dialogo, ma abbiamo trovato grossi ostacoli soprattutto nella Regione Lazio. Vertenza Frusinate non chiuderà, dovrà allargarsi, crescere perché la disoccupazione diventa cronica e non può essere oggetto di attenzione sporadica ed in occasioni d’emergenza.
Il 13 tutti dovremo essere ad Anagni per sentire che dirà l’assessora Lucia Valente che ci aveva liquidato dicendoci “arrangiatevi” perché non avremmo dovuto aspettarci nulla in quanto inutilizzabili (sic? ndr). Cari compagni e colleghi, non abbiamo vinto la partita. Abbiamo fatto solo un goal. Ci ascoltano? Non lo so. Forse si avvicinano le prossime elezioni.
Dobbiamo ora saper fare proposte con l’occhio al futuro. C’è posto per tutti in Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti.»

La disoccupazione è male cronico da affrontare ogni giorno con politiche precise e con strumenti organizzativi specifici

Sembra insieme un invito ed un appello per rendere chiaro che in ogni caso occorre un luogo, una sede specifica in cui la disoccupazione venga affrontata in tutti i suoi aspetti e per tutte le implicazioni dell’epoca attuale lacerata fra una mortificante creazione di un estesa riserva di disoccupati per tenere bassi salari insieme alla limitazione dei diritti dei lavoratori e un reale riduzione di aree di lavoro per la presenza di automazione crescente che invece di alleviare soltanto le fatiche espelle manodopera e distrugge opportunità di lavoro e di lavori. Il grande “gioco” della sopravvivenza deve individuare opportunità nuove ed ha bisogno dell’intelligenza e della fantasia di tutti e soprattutto di una politica non subalterna agli interessi consolidati di pochi, ma autonoma e creativa.

Rossi insiste sull’importanza della partecipazione attiva: «Il riconoscimento di Area di crisi complessa non è piovuto dal cielo, così come l’accordo di programma non ci fu regalato anche se qualcuno ce l’ha trafugato, si tratta di conquiste dei lavoratori che non si sono arresi.
Abbiamo saputo sfruttare il dibattito in Parlamento sulla “manovrina”, per ottenere l’emendamento che consentisse la proroga della “mobilità”, ma abbiamo ottenuto anche di più (con i due emendamenti presentati dal Deputato Pilozzi ndr) cioè lo sblocco di fondi fermi all’Inps che verranno utilizzati per i tirocini finalizzati ai lavori di utilità sociale.
E’ sincero l’apprezzamento per il lavoro svolto dalla Senatrice Maria Spilabotte e soprattutto dal sottosegretario, Senatrice Franca Biondelli vera anima del risultato raggiunto. E’ stata come “una mamma” dice Rossi e, non dimentica il Deputato Nazzareno Pilozzi presentatore degli emendamenti.
«Un gran lavoro è quello svolto da noi disoccupati che abbiamo studiato utilizzando al meglio l‘aiuto di amici esperti che generosamente ci sono stati vicini. Dimostra anche questo che non ci siamo mai isolati. Noi abbiamo amici e sostenitori. Chi è solo non li ha. C’è qualche messa punto da fare – riferisce sempre Rossi – chi, fra gli aventi diritto, beneficia dell’ "ottava salvaguardia" dovrebbe pagarsi alcuni contributi da solo. Si sta vedendo come risolvere il problema. Il 14 sarà tutto firmato, così ci assicurano e quindi avremo un quadro completo e forse definitivo di quello che ci aspetta». E riassume «Quindi: mobilità cessate entro il 31 dicembre 17 saranno prorogate di 12 mesi, secondo, da settembre ricollocazione al lavoro nei comuni e nelle imprese disponibili attraverso i tirocini.» Come sempre negli interventi di Gino Rossi una forte attenzione ai sindacati: «lavorino unitariamente, non pensino a fare solo tesserati alla propria organizzazione. Abbiamo bisogno della loro unità».
Intanto non dimentica le indicazioni di lavoro: «Il 17 luglio al Centro per l’impiego a firmare il “Patto di servizio” e poi ognuno vada al proprio Caf. Ci dicono che l’erogazione della “mobilità prorogata” sarà rapida. L’hanno scorso ci sono stati rallentamenti per errori dell’Inps che non ha potuto pagare somme che invece doveva recuperare perché versate a chi non spettavano. Il totale dell’assegno dovrebbe arrivare a somme vicine al precedente ammortizzatore sociale sommando 500 euro al lavoratore più altre integrazioni. La novità oggi conquistata dai sindacati è che la mobilità l’avranno tutti gli aventi diritto anche se non saranno coinvolti nei tirocini.»

Un bel risultato, ma c’è un cruccio che aleggia nel salone: “chi gestirà i tirocini?" chiedono dalla sala.
La richiesta è MASSIMA TRASPARENZA perché non ci siano privilegi clientelari. L’occhio comunque resta attento al domani: «Non dimentichiamoci che fra un anno i nostri problemi si presenteranno di nuovo.»

Siamo stati il valore aggiunto

Come si legge siamo di fronte ad un’informazione dettagliata come avrebbero fatto sindacalisti di professione e con pari qualità la prosegue Romeo Caruso anche lui importante protagonista del risultato raggiunto e dell’iniziativa generale di Vertenza Frusinate.
«L’importanza dell’esistenza di Vertenza Frusinate è innegabile – così avvia il suo intervento, - noi non neghiamo riconoscimenti al contributo dei sindacati, ma da parte loro non c’è lo stesso comportamento verso l’enorme lavoro dei disoccupati uniti di Vertenza Frusinate. Basta pensare al grande contributo dato a superare l’artificiosa contrapposizione fra politiche per il lavoro definite attive e quelle considerate passive. Queste “due” politiche, invece, sono complementari e funzionali fra di loro. Infatti le sole, cosiddette, politiche attive sono state un fallimento. Qui, intorno a questo chiarimento-convincimento sta la base su cui si legittimò la mobilità in deroga non solo all’attenzione dei politici presenti al Ministero del Lavoro, ma anche di tutti i Direttori degli uffici che dovevano predisporre gli atti necessari a rendere esecutiva e praticabile la proroga.
Non si nomina assolutamente Vertenza Frusinate per non riconoscerla? Gelosie corporative, come altro chiamarle? Nell’incontro al Ministero si sono fatte cose straordinarie. Noi siamo stati il valore aggiunto. Il sindacato è insostituibile, ma deve essere più aperto e disponibile agli apporti esterni.
È ora di pensare al futuro e prima di tutto occorre un nuovo piano industriale.
Potremo prepararci e intanto chiediamo una Commissione per definire idee e progetti concreti di una nuova e rapida iniziativa industriale in questo territorio. Potremo anche noi, lì, partecipare anche con nostre proposte in uno sforzo comune in cui ognuno faccia la propria parte e il proprio mestiere.»

L’applauso finale è chiaramente di soddisfazione e liberatorio. Ora dovranno pensare a riavviarsi verso nuovi impegni.

 
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