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Sanità. Orecchie da mercante di fronte alla denuncie. Non desistiamo

sanità malasanità 350 260di Angelino Loffredi - Finalmente posso iniziare a scrivere questa Nota riportando due notizie non brutte, non incredibili o allucinanti, come purtroppo spesso sono costretto a fare, ma al contrario da ritenere promettenti.
La prima riguarda una lettera inviata dal Sindaco di Anagni Fausto Bassetta, il 6 settembre 2017, al Commissario straordinario della ASL di Frosinone Macchitella e alla Regione Lazio nella persona di Zingaretti, per richiamarli agli impegni assunti per il miglioramento dei servizi erogati dal presidio sanitario di Anagni “visto il protrarsi dei disagi per l’utenza che afferisce alla struttura“.
Il Sindaco con millimetrica precisione, a tale proposito, ricorda ai suoi interlocutori l’Atto Aziendale e la pubblicazione sul Burl (21-4-2015), le modifiche apportate dalla Conferenza dei sindaci (novembre 2016) che secondo l’estensore della lettera potrebbero assicurare al Presidio “i primi provvedimenti di rilancio, indispensabili per assicurare uno standard accettabile di assistenza e un potenziamento dell’area di emergenza-urgenza in un vasto comprensorio del Nord Ciociaria“.
Una premessa, quella del Sindaco, molto critica e coraggiosa anche perché rivolta al Presidente della Regione, unica autorità amministrativa e politica dallo stesso sempre riconosciuta e apprezzata. Il sindaco Bassetta nella seconda parte della missiva non demorde, non esprime critiche generiche ma entra nei contenuti e con uno stile asciutto, comprensibile e efficace indica il divario fra annunci e fatti: il mancato arrivo entro il 20 giugno della nuova TAC, l’inesistente potenziamento delle attività ambulatoriali per Diabetologia, Angiologia e Pneumologia e il rinvio senza scadenza dell’attivazione della Ricoveri limitati ad un solo giorno (Day Surgery) presso le sale operatorie. Dopo di ciò Fausto Bassetta rileva che a distanza di tre mesi “nessun servizio è stato attivato“. Egli non si dilunga in ulteriori considerazioni e minacce , si limita solamente ad aggiungerne un’altra più che significativa perchè esprime un preoccupante aspetto politico: “disservizi relativi ad attività in essere, i quali aumentano la sensazione di abbandono e il senso di sfiducia da parte dei cittadini”.

La seconda notizia riguarda una dichiarazione dell’Assessore regionale Mauro Buschini che attraverso il quotidiano “L’Inchiesta“ fa sapere che durante gli ultimi 12 mesi presso gli Ambufest sono stati registrati 8 mila accessi.
Gli Ambufest, ricordo, sono presidi realizzati per alleggerire il lavoro dei Pronto Soccorso. Si trovano presso Frosinone (Viale Mazzini), Sora (Via Piemonte ) e Cassino (Via De Bosis). Sono attivi dalle ore 10 fino alle 19 durante il fine settimana e negli altri giorni festivi.
Il numero di 8.000 accessi potrebbe essere un fatto positivo, comunque, anche se settoriale non è da sottovalutare, mentre il dato importante e decisivo da esaminare rimane quello dell’intasamento dei Pronto Soccorso, veri gironi infernali.
L’assessore Buschini darebbe un contributo alla nostra conoscenza se ne riportasse anche i tempi di attesa, la dotazione delle strutture e la quantità e qualità del personale. Inoltre offrirebbe un servizio eccellente se facesse conoscere a tutti anche l’attività svolta dai PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale ), dalle Casa della Salute e dalle Guardia Medica, presidi che, tutti insieme se ben coordinati, dovrebbero concorrere a evitare l’ingorgo dei Pronto Soccorso.
Seguito a ricordargli che Trasparenza e Partecipazione costituiscono l’antidoto alle brutte azioni.

Agli inizi di agosto riportavo un intervento del giornalista Pierfederico Pennarella che a sua volta riprendeva una caustica Nota della Federazione Italiana Autonoma Lavoratori Sanità dal titolo "La risonanza magnetica non funziona, anzi sì. Ma per pochi intimi ".
Il giornalista ne riportava gli aspetti più intriganti. "L’apparecchiatura era in dotazione all’ex ospedale di Frosinone, ma poi è stata portata al "SS. Trinità" di Sora. Il macchinario ha funzionato solo per pochi mesi: è stata aperta una ‘lista di attesa’, ma stante la presenza di pochi medici radiologi la lista è stata bloccata definitivamente da almeno due anni. Ma non per tutti, stando alle informazioni di cui è venuto in possesso il sindacato".
La mia era una nota che faceva propria una accusa non secondaria e che avrebbe meritato una rapida smentita sia da parte dei dirigenti sanitari che dei politici. Non è stato purtroppo cosi. Chi doveva è rimasto in silenzio ma a farlo, fortunatamente, a spiegare l’arcano è stato il NAS dei Carabinieri. Anche se le indagini sono ancora in corso, sappiamo che, anche questa volta è Pierfederico Pernarella a dare la notizia, riportando dati molto significativi. Innanzi tutto si conferma che l’uso dei macchinari, a dir poco dal 2016, va considerato abusivo: su 50 accessi solo per 19 risulta il passaggio attraverso il Centro Prenotazione.
Ovviamente il sindacato FIALS non è rimasto zitto e immediatamente ha preso posizione. Sono accessi in tutti i casi ritenuti “ 'forzati' in quanto la lista d’attesa al Recup risulta bloccata. Sempre tale sindacato rincara la dose aiutandoci a capire meglio il maledetto imbroglio, i pazienti ricoverati al SS Trinità che necessitano di una Risonanza vengono trasportati a Frosinone o Cassino con tutto ciò che ne consegue sotto il profilo anche dei costi, spese per il trasporto ma anche per i giorni di degenza in più in attesa dell’esame. Spese a cui vanno aggiunte anche quelle di manutenzione per mantenere in tensione il magnete pronto per l’utilizzo. Va registrato e fatto conoscere inoltre che per queste gravi disfunzioni il Commissario straordinario della ASL di Frosinone consapevole del (mis) fatto si è limitato solo ad un richiamo verbale per 'omessa vigilanza' nei confronti del direttore dell’Ospedale di Sora".


Spese superflue, dunque, abusi ma anche privilegi, questo è quanto avviene nel momento in cui c’è omertà e si pratica il fiancheggiamento.

 
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