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«E questo sarebbe fronteggiare l’emergenza?»

Dignità 350 260Ignazio Mazzoli intervista Gino Rossi «E questo sarebbe fronteggiare l’emergenza?» Gino Rossi è un fiume in piena. Ricorda con estrema precisone, scolpita nella sua memoria, la corsa contro il tempo perché coloro che stavano perdendo la mobilità non si trovassero di botto senza alcun reddito con cui fronteggiare le esigenze familiari.

«A fine maggio 2017: Nel corso della discussione sul decreto 50/2017, la Commissione Bilancio della Camera dei Deputati ha approvato l'emendamento 53.042 per assicurare la proroga della mobilità a chi l’avrebbe persa nel 2017 (circa 2000 in provincia di Frosinone di cui una gran parte resta senza mobilità sin dal 14 giugno scorsa) Dai primi di giugno il decreto citato è legge. Questo voto rende definitivo l’accordo raggiunto il nove maggio presso il ministero del lavoro a cui hanno partecipato anche i disoccupati Vertenza Frusinate (richiedenti dell’incontro e proponenti delle proposte poi definite e condivise) e la Regione Lazio, con i relativi uffici competenti ministeriali e regionali.
Il 4 luglio 2017 CGIL, CISL, UIL, UGL di Frosinone concludono l’incontro con la Regione Lazio concordando alcune misure d’emergenza per i disoccupati che avevano perso la mobilità, ma anche possibili misure per altri disoccupati in attesa di nuove occasioni di lavoro. Ogni comunicato dichiara che i tempi dovranno essere brevissimi per l’attuazione dei provvedimenti e l’erogazione della mobilità prorogata.»

9 maggio, 9 giugno, 9 luglio, 9 agosto, 9 settembre e fra poco 9 ottobre: cinque mesi non sono troppo lunghi per dare risposta ad un’emergenza? Come non capire lo stato d’animo di questi disoccupati?

Cosa è successo dopo?

«1 – il 31 agosto la Regione Lazio ha ricevuto le domande di chi pensava di aver diritto alla proroga; 2 – Ne ha fatto una selezione e ne sono rimaste abilitate 684 fra le province di Frosinone e Rieti; 3 – nel frattempo gli uffici provinciali per l’impiego avrebbero dovuto raccogliere i moduli firmati con l’accettazione del “Patto di Servizio” da parte dei disoccupati che hanno diritto alla mobilità prorogata; 4 – i moduli non sono mai arrivati e nemmeno le disposizioni agli Uffici per l’Impiego;
Abbiamo fatto, puntualmente, come Vertenza Frusinate – Disoccupati uniti, almeno 3 assemblee per tenere sempre informati i nostri colleghi disoccupati anche perché abbiamo saputo che La Regione ha già la disponibilità di ben 21 milioni per fronteggiare l’erogazione delle mobilità prorogate e ci siamo chiesti: perché ancora non ha fatto il decreto da inviare all’Inps per consentire l’erogazione delle somme. Perché?»

Qual è il clima dell’attesa?

«Si dice da più parti che i tempi si sarebbero accorciati di sei mersi per questa operazione. Rispetto a quali date si sono accorciati chi stabilisce i tempi. Li stabilisce l’emergenza o qualcuno a favolino seduto su una sedia? Ora spunta anche un doppio passaggio: domande alla Regione e da qui al Ministero e di nuovo alla Regione. E’ perentorio: Sono da respingere le voci che parlano di tempi d’attesa fino a gennaio febbraio dicendo che si sono accorciati. Chiediamo che queste voci vengano smentite e non solo a parole. Altrimenti saremmo di fronte a degli irresponsabili;
Ma non basta: le imprese chiedono ai Sindacati un unico elenco per tutte le sigle e i sindacati si ostinano a fare ognuno il proprio elenco e forse con le proprie preferenze. La trasparenza dov’è?»

Insomma per Gino Rossi è un autentico doloroso bailamme quello in cui si trovano famiglie che non sanno come fronteggiare affitti, bollette, libri scolastici e tanto altro.
«Se i soldi ci sono, - propone Gino Rossi - come si sa per bocca della Regione, si trovino soluzioni opportune per accelerare i tempi di erogazione. Perché non si fa una convenzione con le banche che possono anticipare le somme che spettano a chi ne ha titolo e che verranno a loro rimborsate dall’Inps. Quindi assolutamente garantite.»

Intervista a Gino Rossi di Vertenza Frusinate - Disoccupati uniti, raccolta da Ignazio Mazzoli 26 settembre 2017

 

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