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Le due facce dell'assemblea del 1° dicembre '17

menoindividualismopiùsolidarietà 350 mindi Ignazio Mazzoli - Narrare l’assemblea del 1° dicembre, valutarla o commentarla, confesso, non mi sembra cosa facile. Nel Salone dell’Amministrazione provinciale di Frosinone si è svolto un evento di natura politica, a più facce. Certamente ha avuto due tempi e due facce, sotto gli occhi di una presidenza ridotta all’essenziale: Anna Falcone, Daniela Mastracci, Dionisio Paglia e chi scrive, nel ruolo di coordinatore.

La prima faccia

Il desiderio di rappresentare le battaglie sociali ed economiche in cui molti cittadini sono impegnati, unito alla curiosità di conoscere Anna Falcone, importante protagonista del dibattito politico italiano ed in particolare di quello nella sinistra, ha spinto molti ad essere presenti ed a seguire con attenzione gli interventi. Diciamo subito, numerosi e non riconducibili (svista di qualche cronista) ad uno soltanto, anche se autorevole, come quello di Ivano Alteri, che ha rotto il “ghiaccio” ed ha introdotto l’aspetto più politico del pomeriggio del 1° dicembre: «non possiamo e non dobbiamo accontentarci (che si è interrotto il percorso iniziato con il Brancaccio il 18 giugno e si arriva all’appuntamento del 3 dicembre senza tutti quelli che in quel percorso volevano impegnarsi - ndr) L'assemblea del 1° dicembre a Frosinone, potrebbe essere l'occasione per procedere oltre, per non accontentarsi»
Il dibattito è stato anche molto altro. Una rappresentazione di ciò che accade non solo in provincia, ma anche oltre, come le questioni della Sanità a Colleferro che la dottoressa Ina Camilli ha, con precisione appassionata, descritto chiamando in causa direttamente Zingaretti e anticipando che la fine del commissariamento non rappresenterà la ripresa della sanità pubblica nel Lazio. Da Sezze, in provincia di Latina, la professoressa Paola Bucciarelli, insegnante precaria, ha fatto il punto delle lotte in corso nella scuola e come siano inascoltate dal Ministero e da tutte le autorità scolastiche. Da Sora la professoressa Pina Isopo, insegnante di italiano per stranieri, nel raccontare la sua esperienza con gli immigrati ha bene sottolineato cosa dovrebbero essere le politiche d’inclusione che purtroppo in Italia, né qui in provincia si fanno e al contrario le iniziative che si attuano sono più mortificanti che ospitali. Il dottor Giuliano Fabi, conoscitore delle criticità sanitarie del nostro territorio, in uno straordinario intervento di solo cinque minuti, ha saputo illustrare misure e provvedimenti per ridurre le liste d’attesa, le file al pronto soccorso e migliorare le prestazioni dei tanti generosi medici di famiglia senza costi aggiuntivi, senza privatizzare, ma solo utilizzando per bene i fondi già spesi per la tessera sanitaria. Faremo una campagna per l’attuazione di queste proposte. Ha chiuso questo giro d’interventi Gino Rossi, voce dei disoccupati. Nelle sue parole c’erano la solidarietà per i lavoratoriassemblea1dic17 350 min dell’Idealassemblea1dic17 350 min Standard, i ritardi allucinanti dell’Inps nel pagare la mobilità in deroga adducendo motivi incredibili nel tecnologico 2017. Con forza ha saputo sottolineare come la lotta di Vertenza Frusinate ha prodotto risultati il 9 maggio al Ministero del lavoro non solo per i ciociari ma per tantissimi disoccupati italiani e l’impegno che essi hanno posto per la presentazione della legge regionale d’iniziativa popolare per il reddito d’inserimento e di reinserimento nel mondo del lavoro invitando tutti a firmare per raggiungere le 10.000 firme necessarie per farla andare in discussione e all’approvazione.

Mentre, nell’interesse generale si svolgevano queste testimonianze, l’assemblea approvava all’unanimità due odg, uno di solidarietà con i lavoratori dell’Ideal Standard rimasti senza lavoro e l’altro con i disoccupati ai quali non viene pagata la mobilità prorogata.

La seconda faccia

Alle 18,00 in punto Ha preso la parola Anna Falcone per avviare la conversazione con Mdp, Pci, Prc, Possibile e Sinistra Italiana. Il suo dire ha riguardato: «Orizzonte e progetto della “Sinistra che ancora non c’è” rivolgendosi “a tutte e tutti coloro che hanno camminato con noi nel percorso del Brancaccio”».
Ha ringraziato anche da Frosinone i tanti appelli allo “spirito del Brancaccio” che si sono succeduti dopo la cancellazione dell’incontro del 18 novembre. Il suo messaggio principale nell’assemblea si può riassumere così: «Eravamo e siamo a tutt’oggi convinti che la formazione di una alleanza fra cittadini e forze politiche per la difesa della Costituzione e la riaffermazione dei diritti cancellati dalle politiche neoliberiste degli ultimi governi, la costruzione di un fronte unico e innovativo della Sinistra verso un progetto più grande dei suoi singoli pezzi, il rilancio delle politiche per l’uguaglianza e per una democrazia compiuta, in tutte le sue forme partecipative e sostanziali siano e restino l’obiettivo primario di ogni ragionamento e azione politica della stagione che viviamo. A gennaio si riprenderà l’iniziativa». - Quale rischio ora? - «Con la legge elettorale “Rosatellum”, poca o niente sinistra unita davvero, l’astensione non sarà riassorbita, si consegnerà il Parlamento a chi, di sicuro, le mani sulla Costituzione ce le rimetterà e questa volta i 2/3, forse, ce li avranno perciò non ci sarà referendum che tenga. Con un Parlamento senza vera voce del popolo democratico la Costituzione è a rischio per davvero.» Il NO del 4 dicembre 2016 sarebbe cancellato per sempre.

Ad oggi, tuttavia questa proposta di avviarsi verso la formazione di una lista unica a Sinistra in modo ampiamente partecipato, democratico, libero e trasparente, non ha avuto la risposta sperata e necessaria. VertenzaFrusinate assemblea1dic17 350 min

Gli interventi seguiti hanno confermato che questo obiettivo oggi non è possibile raggiungerlo. Paolo Ceccano, Prc; Marco Maddalena, Sinistra Italiana; Anna Rosa Frate, Possibile; anche in questa occasione frusinate hanno manifestato, direi con generosità, l’intenzione di riprendere quel “percorso del Brancaccio”. Ma, non si è andati molto al di là di un apprezzamento delle parole pronunciate. La giustezza delle posizioni del Brancaccio, non può offuscare il bisogno di ascolto. Purtroppo l’attenzione era tutta concentrata sulla lista e sulle elezioni, senza nulla concedere alla necessità di creare un organismo che potesse raccogliere i frammenti della sinistra con la rinuncia a sigle e bandiere. Orami come si andrà al voto conta poco, il problema è: che partito dare alla sinistra che non c’è? La conversazione si è fatta un po’ confusa fra Falcone e alcuni intervenuti, con ripetute interruzioni. Il pubblico dà segni di nervosismo e comincia ad andarsene. La seconda faccia dell’incontro è quella dell’abbandono del salone, di cui porta la responsabilità anche la mia eccessiva tolleranza verso le interruzioni e le frequenti precisazioni. C’è forse, anche, un deciso rifiuto di queste polemiche fra dirigenti? Chissà?

Oreste della Posta ha confermato la posizione del suo partito di seguire una propria strada. L’intervento infuocato di Massimiliano Massimi, per MdP, mirato contro la posizione di Falcone e Montanari che non hanno partecipato alle quote per formare la lista, ha reso evidente come sia, la sua formazione, l’ostacolo principale ad una unità, che, nello spirito del Brancaccio, andasse dalle associazioni e dalle liste civiche fino a raccogliere tutte o quasi le formazioni di sinistra. Quante liste di sinistra ci saranno: due o tre o…?

Ci sono due scheletri nell’armadio di Mdp che forse diverranno, dal 3 dicembre, di tutto “Liberi e Uguali”: a) una sorta di nostalgia del PD (approdo futuro?) e b) la mancanza assoluta di autocritica. Nessuno sente il bisogno di chiedere scusa non solo al popolo della sinistra, ma a tutto il popolo italiano per le fallimentari scelte neoliberiste fatte a partire dal congresso dei DS del febbraio 1997 e poi da tutto il PD con una catastrofica disoccupazione, la povertà a livelli da paura, una precarietà dilagante?

Non “ci accontentiamo”. Chi vuole l’unità della sinistra ha da lavorare, tanto da lavorare e senza egoismi e senza aspettative personali e senza nervosismi. Nessuno possiede la verità.

3 dicembre 2017

 

Interventi scritti, svolti e non svolti in assemblea: Non vogliamo accontentarci  di Ivano Alteri, Università oggi di Fausto Pellecchia, Parla Rocco Vinaggi precario FCA licenziato , Proposte concrete e utili per la sanità frusinate  di Giuliano Fabi.

 
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