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A un mese dall’annuncio ministeriale, la DHI ancora abita alla Certosa

5stellextrisulti Vacca Bonisoli Frusone 350 mindi Paola Rolletta (da farodiroma.it) - Trisulti. Passato un mese dall’annuncio ministeriale, la DHI ancora abita alla Certosa. “Grazie al Ministro Bonisoli – La Legalità torna alla Certosa di Trisulti”. Così dice il manifesto che è stato affisso a Collepardo, il piccolo comune della Ciociaria, elevato agli onori della cronaca mondiale, negli ultimi mesi.

Ci sono le foto di Gianluca Vacca, sottosegretario del Mibac, il ministro Alberto Bonisoli, e il deputato Luca Frusone, che rivendicano il ripristino della legalità alla Certosa di Trisulti. Ma, passato un mese dall’annuncio dell’avvio dell’iter di annullamento, (e non di revoca come qualcuno ha scritto) della concessione alla Dignitatis Humanae Institute, Benjamin Harnwell, il pupillo di Steve Bannon, abita ancora nelle sacre stanze.

Il 31 di maggio, infatti, è stato dato l’annuncio dell’avvio dell’iter per cacciare la DHI dalla Certosa, dopo il parere dell’Avvocatura dello Stato che ha rilevato ciò che un anno fa a diversi addetti ai lavori era già chiaro: l’associazione religiosa ultraconservatrice non possiedeva i requisiti per l’utilizzo della Certosa.

La DHI ha cominciato a perdere pezzi. Il cardinale Elio Sgreccia è morto. Il cardinale Renato Martino si è dimesso a dicembre dello scorso anno, dopo la prima marcia di protesta organizzata dalla rete di associazioni locali, Comunità Solidali. Il vescovo di Anagni-Alatri, Lorenzo Loppa, ha fatto un passo indietro, disconoscendo la bontà della DHI, smentendo addirittura se stesso, nella lettera del 2015 in cui perorava la causa della concessione alla organizzazione di Steve Bannon.

E finalmente anche il “pezzo da 90” della DHI, il cardinale americano Raymond Burke ha deciso di dimettersi con una lettera infuocata contro Steve Bannon.

Ci sono volute due marce, due interpellanze parlamentari, la relazione di un avvocato amministrativista che suggeriva l’istanza di annullamento in autotutela per i vizi evidenti fin dall’inizio del procedimento, duemila firme di cittadini da tutto il mondo, centinaia di articoli e servizi televisivi da tutto il mondo, il parere dell’Avvocatura dello Stato per fare chiarezza intorno a questa torbida vicenda e finalmente il Mibac ha deciso di procedere all’avvio dell’iter di annullamento della concessione.

Però ci sono ancora troppi punti oscuri in questa vicenda della pubblica amministrazione. Il contratto di concessione venne firmato il 14 febbraio del 2018. Nel mese di aprile, la DHI, insieme al suo socio locale “Le guide di Cicerone”, ha cominciato a staccare i biglietti, 5 euro l’uno, per l’ingresso dei visitatori.

Ma la DHI ancora non aveva ricevuto il verbale di consegna, il documento che perfeziona e dunque conclude formalmente l’atto amministrativo. Tanto è vero che durante l’assemblea aperta dopo la prima marcia del 29 dicembre scorso, nella sala del Comune di Collepardo, alla domanda perché non avessero ancora iniziato i lavori di manuntenzione, Benjamin Harnwell rispose che ancora non potevano farlo perché non avevano il verbale di consegna. E allora, a che titolo viveva dentro la Certosa e soprattutto, a che titolo vendeva i biglietti? Nessuna risposta.

Succede poi, che Nicola Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, faccia un’interpellanza parlamentare il 25 gennaio 2019, in cui denuncia l’illegalità della concessione. Curiosamente, il 29 gennaio, il primo giorno lavorativo dopo l’interpellanza, il Polo Museale del Lazio, nella persona dela sua direttrice, Edith Gabrielli, firma il verbale di consegna, in cui c’è scritto, tra l’altro, che: “Il Concessionario, com la sottoscrizione del presente verbale, entra nella piena disponibilità dell’Immobile ai fini dell’attuazione dell’atto di concessione e dell’esercizio delle facoltà d’uso e di godimento. Dal momento dela consegna e per tutta la durata della concessione, il Concessionario assume la responsabilità di custodia del bene, manlevando il Ministero da ogni responsabilità e onere di qualsivoglia natura.”

Ma allora, non si capisce a che titolo Benjamin Harnwell, della DHI, stesse – e sta ancora! – nella Certosa e a che titolo, con il suo socio locale, vendesse – e vende ancora! – biglietti per l’ingresso. E non si capisce come lo stesso Mibac, nel suo braccio del Polo Museale del Lazio, abbia praticamente fatto uno sconto di 100 mila euro alla DHI. E tutto sembra quasi contraddire quanto affermato il sottosegretario Gianluca Vacca, “Ricordo solo che la concessione è datata 14 febbraio 2018, dunque tutta la procedura di affidamento è stata avviata, seguita e finalizzata sotto il precedente governo. Quando siamo arrivati noi, a giugno 2018, i giochi già erano fatti”.

Mentre si fanno sempre più manifesti i segni di degrado, mentre si vocifera, sempre più insistentemente, la sparizione di oggetti e libri, la domanda è: Ministro Bonisoli, ma quando torna davvero la legalità alla Certosa?
Roma - 01/07/2019

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La Certosa da liberare, ma restano ombre e interrogativi

tomasomontanari 350 260 minA seguito dell'avvio della verifica della concessione della Certosa di Trisunlti a Steve Bannon, il 3 giugno scorso, sul sito emergenzacultura.org, Tomaso Montanari - storico dell'arte, accademico, editorialista e saggista italiano* - svolge alcune considerazioni che meritano di essere ulteriormente divulgate. Eccole qui di seguito con il titolo: "Tomaso Montanari, Certosa di Trisulti strappata a Bannon, ma le ombre (nere) restano"

«Il lieto fine dell’incredibile storia della Certosa di Trisulti – ceduta per diciannove anni all’internazionale nera di Steve Bannon dal ministro per i Beni culturali Dario Franceschini nel febbraio 2018 e oggi recuperata al patrimonio nazionale grazie al suo successore Alberto Bonisoli, che ha potuto far leva su alcuni vizi formali della pratica – non dissipa le ombre e gli interrogativi.

 * La prima questione riguarda il ruolo che in tutta la vicenda ha giocato la Lega di Matteo Salvini. Il cardinale Raymond Leo Burke (il capo morale dell’ultradestra cattolica che ama Trump e contesta radicalmente papa Francesco) presiede l’Advisory Board dell’Dignitatis Humanae Institute cui era stata affidata la Certosa. Ma è anche il presidente della Fondazione Sciacca, il cui consiglio scientifico ha come presidente Matteo Salvini e come vice Giancarlo Giorgetti. D’altra parte, notissimi e numerosi sono gli incontri pubblici tra Burke e Salvini.

Ma non è solo Burke: lo stesso Bannon è stato in stretti rapporti con Armando Siri (da cui avrebbe mutuato l’idea della Scuola di formazione politica da fondare a Trisulti), e Report ha ben documentato come sia stato il figlio di Paolo Arata, Federico, ad accompagnare Bannon in una visita ufficiale da Salvini al Viminale. Ce n’è abbastanza per chiedersi se, di fatto, Trisulti non stesse per diventare la sede di rappresentanza della politica internazionale occidentale della Lega (a quella orientale, verso Putin, pensano i post-nazisti vicinissimi a Salvini la cui trama è stata svelata da una fondamentale inchiesta di Claudio Gatti: I demoni di Salvini, appena uscita da Chiarelettere).

 * Una seconda questione riguarda l’estrema fragilità del nostro patrimonio culturale. Nell’articolo che scrissi (tra i primi: su Repubblica del 18 febbraio 2018) sul passaggio di Trisulti a Bannon, mi domandavo: «E se domani una Scientology, o qualche setta danarosa, si volesse prendere un altro monumento, cosa risponderebbe il nostro Ministero? Non stiamo forse aprendo la strada ad un pericolosissimo shopping internazionale, attraverso il quale i più singolari movimenti potranno acquisire fantastiche sedi di rappresentanza nel nostro Paese? È ormai da tempo evidente che l’alienazione (materiale o morale) del patrimonio culturale italiano rischia di negare alla radice il progetto della Costituzione, che lo vuole leva fondamentale per il “pieno sviluppo della persona umana” e per il “progresso spirituale della società”. Ma era difficile anche solo immaginare che proprio un pezzo pregiatissimo di quel patrimonio diventasse la base italiana della propaganda del pensiero intollerante e inquietante di Bannon e Trump. Non sarà il caso di porsi finalmente qualche domanda?».

Due giorni dopo fui attaccato (tanto per cambiare!) dal Foglio, con un articolo dal titolo eloquente «I beni culturali negati ai “teocon”. Le assurde idee di Montanari contro un bando intelligente del Mibact». E il 22 sulla stessa Repubblica comparve una lunga intervista a Benjamin Harnwell (l’uomo di Bannon cui era affidata Trisulti) in cui non si citava mai il mio pezzo, e che aveva un titolo a dir poco accomodante: « È vero, stimo Bannon ma salverò la Certosa».
In gioco c’era il giudizio sulla monetizzazione del patrimonio culturale definitivamente compiuto da Matteo Renzi e Dario Franceschini: tutta la bellezza dell’Italia doveva finalmente obbedire all’unica vera religione, quella del mercato.

Da qui derivava l’aberrante idea di assegnare i nostri monumenti a chi offriva di più: e Bannon aveva offerto 100.000 euro l’anno, a fronte di alcune piccole cooperative di giovani studiosi precari, che potevano tirarne fuori 4000 o 6000. E quando Nicola Zingaretti, come presidente del Lazio, chiese di rivedere l’assegnazione di Trisulti a Bannon, anche lui seppe opporre alla distopia dell’internazionale nera solo il mantra della valorizzazione.

 * Ed è qui la morale della storia, che va ben oltre la cronaca amministrativa delle carte del Mibac.

In Franceschini che dà un monumento nazionale a Bannon ‘perché così vogliono le regole del mercato’ c’è tutta la tragedia della post-sinistra europea, diventata – da Blair in poi – la casta dei sacerdoti del mercato, e dunque dello stato delle cose. Il dramma del voto giovanile alla Lega sta tutto qua: nell’assenza, dall’altra parte, di una qualunque visione del mondo che vada oltre il dominio eterno dei ricchi.

Non basta riprendersi Trisulti, bisognerebbe avere una politica, una visione, un’utopia di giustizia ed eguaglianza a cui consacrarla. Come quella della nostra Costituzione, per esempio.»

 

* e aggiungiamo promotore dell'appello del Brancaccio insieme ad Anna Falcone il 18 giugno 2017

 

fonte: emergenzacultura.org

 

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Parte la verifica della concessione a Steve Bannon

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Sulla assegnazione della Concessione del Ministero dei Beni culturali alla Associazione Dignitatis Humanae Istitute, per capirci Steve Bannon, per l’utilizzo della Certosa di Trisulti si è aperta da ieri una verifica per accertare la veridicità degli elementi che ne determinarono la scelta.

E’ un fatto positivo. Un tema che ha appassionato un Movimento di opposizione alle scelte del già Ministro Franceschini, sollecitato dalle Reti Solidali, animato da Daniela Bianchi che portò a due marce in direzione della Certosa e a conseguenti dichiarazioni e prese di posizione. Il giornale UNOeTRE.it fece la sua parte contribuendo a mantenere alta nella nostra provincia l’attenzione attorno alla depredazione. A chi è interessato a conoscere di più propongo di leggere questa nota https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6550-certosa-di-trisulti-non-restare-con-le-mani-in-mano.html

In attesa che ci venga resa giustizia è necessario, proprio ora, mantenere alta l’attenzione perché tutto è ancora da decidere. Nello stesso tempo mi corre l’obbligo di ricordare che l’azione di autotutela è stata preparata da l’Architetto Marcello Cervini e l’avvocato Felice Spirito. E’ vero che ci sono state le marce ma va anche riconosciuto che l’unico atto politico è stato determinato dall’incontro e dalla iniziativa dell’Onorevole Fratoianni con il Sottosegretario Vacca. Giustamente Daniela Bianchi inoltre riconosce anche il contributo dato dalla stampa nazionale e internazionale, in particolar modo quella tedesca. Al nostro territorio insomma è stato più solidale chi è lontano che non chi è vicino. Mancano infatti ancora le adesioni ed il sostegno del Presidente dell’Amministrazione Provinciale e del Sindaco di Frosinone. Oltre che quello dei Sindacati e dei Partiti.

1 giugno 2019

 

 

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Frusone: chiesto parere all'Avvocatura dello Stato per Certosa di Trisulti

Certosa di Trisulti 350 260Comunicato - Il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone segnala una novità importante sulla concessione della Certosa di Trisulti, caso tornato alla ribalta nazionale.

«A seguito del materiale che ho fornito al Ministero dei Beni Culturali sulle modalità opache dell’assegnazione della Certosa di Trisulti all’associazione Dignitatis Humanae Institute; in particolare, la vacuità di alcuni requisiti della DHI mostra come l’ex ministro dei Beni culturali Franceschini (PD) e i suoi uomini siano stati “distratti” nella procedura, l’attuale sottosegretario ai Beni culturali Vacca ha disposto tutti gli accertamenti del caso su eventuali omissioni, inadempienze e carenze tali da costituire anche causa di decadenza della concessione stessa» spiega il deputato M5S Frusone che continua «Ancora una volta dobbiamo cercare di riparare i danni dei nostri predecessori: il nuovo governo ha dovuto prendere atto della concessione avvenuta nel febbraio 2018 con il governo del PD, ma sta verificando la correttezza della procedura: è stato chiesto infatti un parere all’Avvocatura dello Stato, per valutare se le incongruenze registrate sono tali da legittimare l’eventuale revoca della concessione».

Il deputato pentastellato Frusone conclude «Si resta sconcertati di fronte a dichiarazioni o ad attività di proteste di esponenenti politici del territorio che, quando potevano rilevare le criticità della procedura, erano "distratti" lasciando soli nella denuncia qualche giornalista locale e il sottoscritto. Gli stessi che non hanno mosso un dito allora si dicono preoccupati per il destino della Certosa oggi. Per me resta una questione di legalità: non si tratta di essere contro o a favore di qualcuno. I finti paladini che sollevano questioni solo in base alle convenienze politiche del momento non aggiungono nulla al nostro territorio»

 

 

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Certosa di Trisulti: le 'preoccupazion' a scoppio ritardato di Zingaretti

Certosa di Trisulti 350 260«La "preoccupazione" di Zingaretti, Segretario del PD e Presidente della Regione Lazio, sulla presenza di "formazioni politiche sovraniste" nella Certosa di Trisulti arriva fuori tempo massimo perché la concessione del bene culturale è del 14 febbraio 2018, atto finale di un percorso cominciato anni prima: l'intera procedura è quindi stata gestita dal governo precedente a guida PD» dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone che continua «Zingaretti ha fatto bene a scrivere al Ministro dei Beni culturali. Peccato che abbia sbagliato tempi e destinatario, visto che il responsabile della concessione è Franceschini. All'attuale Ministro dei Beni culturali, Bonisoli, il Segretario del PD Zingaretti avrebbe dovuto scrivere per scusarsi delle decisioni nefaste prese dal suo partito. Da parte nostra - assicura il deputato pentastellato - c'è la massima attenzione nel vagliare i profili di legittimità della concessione, voluta da PD.

Come ha sottolineato il ministro Bonisoli l'associazione DHI, a cui è stata affidata la gestione della Certosa, è lontana anni luce dal nostro modo di pensare. Ma qui non siamo a una scelta su Bannon; è una questione di rispetto delle regole che stiamo verificando partendo dal mio esposto all'Anac». In conclusione, il deputato M5S Frusone ricorda che «quando c'era da sollevare la questione, oltre alle associazioni, sono intervenuti giornalisti locali coraggiosi, che hanno raccontato i fatti, e il sottoscritto, unico a denunciare all'Anac, mentre dalle parti del PD si preferiva stare in silenzio per tenere nascosta la propria responsabilità. Adesso che c'è qualche telecamera, gli esponenti del PD si rifanno vivi e il consigliere regionale Buschini ci fa sapere che condivide le "preoccupazioni" a scoppio ritardato di Zingaretti. Ma quando entrambi potevano incidere sul comportamento del ministro Franceschini, perché se ne sono ben guardati?»

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Certosa di Trisulti: non restare con le mani in mano

CertosadiTrisultidi Angelino Loffredi - Questo giornale volendo mantenere alta l’attenzione attorno al tema riguardante la Concessione della Certosa di Trisulti sente la necessità di puntualizzare alcuni momenti che si stanno vivendo, rilevando nello stesso tempo modifiche di posizioni, contraddizioni e ambiguità.

Per riepilogare, due settimane fa abbiamo fatto circolare in rete questa Nota "Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione" (https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6499-violenza-alla-certosa-di-trisulti-e-piu-ancora-alla-costituzione) ora vogliamo partire approfondendo la delibera del Ministero dei beni e delle attività culturali che all’inizio del 2018 assegnava la Concessione della Certosa di Trisulti alla Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione finanziata da Steve Bannon, ex consulente di Tramp, che gode l’appoggio del cardinale Burke, ritenuto anti papa Francesco, per l’irrisoria somma di 100.000 euro l’anno con possibilità di riduzione per lavori di ristrutturazioni o di restauro.

Bisogna riconoscere che il primo tempestivo segnale di opposizione a tale scelta fu di Luca Frusone, deputato di 5 Stelle, il quale sin dal 8 gennaio 2018 inviava all’Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto denuncia. Nello stesso il parlamentare evidenziava che il Bando richiedeva una “documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente avviso, di almeno un immobile pubblico e privato“. Lo stesso, entrando minuziosamente nel merito, metteva in evidenza che la fondazione assegnataria “ha indicato la gestione di un piccolo museo monastico di Civita“ Per precisare poi ulteriormente “A Civita di Collepardo vi è una piccola chiesa dedicata a San Michele, con in corso lavori di consolidamento, senza alcun museo“.

Ecco dunque un punto centrale, inequivocabile: fra i requisiti è stato inventato una museo, oltre tutto di pochi metri quadrati. Ma l’onorevole un anno fa scopriva anche un altro “altarino” “Risulterebbe direttrice del museo tale Martina Veglianti che a quanto risulta non ha alcun rapporto di lavoro con la Fondazione Dignitatis Umanae Insitute“. (*altro)
L’Autorità anticorruzione non ha accolto l’esposto del deputato, forse, per le gravi informazioni evidenziate, avrebbe dovuto inviarlo alla Magistratura ordinaria. Non lo fece, ancora non lo fa ma il fatto più sconcertante è che da quando sostiene questo governo, pur di fronte ad un clamore mondiale non è in grado di prendere alcuna iniziativa.

Luciano Granieri con la sua “Cronaca di un affidamento annunciato“ (http://aut-frosinone.blogspot.com/2019/01/certosa-di-trisulti-cronaca-di.html) nelle ultime settimane ha messo in evidenza con una dettagliata ricostruzione il verminaio che vorrebbe avvolgere Papa Francesco, i vari tentativi per favorire la Fondazione di Bannon e di condizionare la scelta dell’allora Ministro Franceschini. Nella complessa ricostruzione appare anche una lettera del Vescovo di Anagni Loppa del 24 ottobre 2014, molto tempo prima del Bando. Con tale lettera il Vescovo assicurava il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente onorario della famigerata fondazione, a proposito della Certosa, di essere “personalmente contento che la vita di questo complesso possa continuare con un istituto come Dignitatis Umanae dedito alla promozione umana“.
Nella lettera il vescovo si metteva a disposizione del Cardinale al quale assicurava “può contare senz’altro sul mio sostegno tenuto debito conto anche il parere e la disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari e dell’Abate dom Silvestro Buttarazzi".

Se questa adesione veniva scritta quattro anni fa, oggi assistiamo ad un capovolgimento di posizione. Se prima il vescovo era vicino alle posizioni degli anti papa Francesco oggi infatti leggiamo una intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire che “gli fa male vedere che Trisulti è finita in mano a un gruppo di vetero-cattolici, a dei tradizionalisti che compongono la fronda anti Francesco”.
E’ più che evidente che dentro il mondo cattolico è aperta una lotta senza quartiere, il cui esito è imprevedibile per colpire il Papa e la sua idea di Chiesa. I suoi avversari vogliono batterlo per estendere nuove crociate ed eliminare nel mondo ogni forma di democrazia. Il tema è al centro dell’attenzione di tutti i giornali del mondo ma vanno rilevati anche i silenzi dell’ex Ministro Franceschini ma anche la mancanza di notizie riguardanti il nome del funzionario ministeriale firmatario la scandalosa Concessione.

Esistono validi motivi per richiedere la revoca della concessione sia per mancanza di requisiti della Fondazione e sia perché il fine, lo scopo della stessa è in contrasto con la natura della nostra Costituzione. Non dimentichiamo che lo stesso Steve Bannon ha dichiarato al Corriere della Sera “ ll compito” sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“.
Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli“, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione. Idee, scopi, volontà che non hanno niente a che fare con la Costituzione italiana.

* altre notizie http://www.farodiroma.it/un-abuso-allombra-della-madonna-del-sacchetto-la-certosa-destinata-ai-teocon-bannon-anche-non-requisiti-p-rolletta-s-cavalleri/

 

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La7 si occupa della Certosa di Trisulti

MarcoMaddalena 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - Trisulti, perla degli Ernici, anima della Ciociaria e Terra d'Europa. Questa è stata da sempre la natura della Certosa, messa in discussione dall’attuale gestione della Fondazione DHI. La Dignitatis Humanae Institute, guidata in loco da Benjamin Harnwell e finanziata da Steve Bannon, ha risposto e vinto il bando del Ministero dei Beni Culturali reso pubblico nel 2016. Da allora la gestione di uno dei siti religiosi più importanti del Centro Italia, tappa fondamentale della Via Benedicti, è affidato ad un Ente privato e politicamente schierato.

La vicenda, a lungo passata in sordina, ha ottenuto una nuova voce con la marcia tenutasi il 29 Dicembre scorso. Cinque chilometri, da Collepardo fino alla Certosa, percorsi da un centinaio di persone radunate sotto la sigla di Comunità Solidali. L'iniziativa della rete, formata da associazioni, parti politiche e liberi cittadini, mirava a risvegliare le coscienze riguardo un bene comune sottratto alla collettività.

L'eco della manifestazione ha permesso l'arrivo in Ciociaria dei media nazionali. In particolare nella mattinata di Sabato 12 Gennaio, una troupe del programma di La7 “Di Martedì”, si è interessata più da vicino alle sorti di Trisulti, raccogliendo tutte le voci in capitolo. Prima, infatti, di intervistare i manifestanti, la giornalista Emanuela Pendola haDanielaBiamchi 350 min rivolto le sue domande al suddetto guardiano, Harnwell. Quest'ultimo ha ridimensionamento il dissenso, sottolineando come la protesta abbia una sola natura, quella politica. Alla domanda riguardante i fondi, ha chiarito che oltre alle libere donazioni, sarà lo stesso Bannon a sovvenzionare il progetto: una scuola di formazione giudaico-cristiana, per “arruolare nuovi guerrieri sovranisti pronti a sovvertire gli equilibri in Europa”.

CarlaCorsetti minProprio questo disegno, chiaramente espresso dallo stesso Bannon, è contestato dai membri di Comunità Solidali intervistati. Marco Maddalena ha voluto ribadire che “La Certosa è un bene comune, la cui fruibilità dei servizi viene impedita se non addirittura persa (Liquoreria, Farmacia e Biblioteca). Anche lo Stato, non avendo trovato 100mila euro annui da investire su un bene culturale così rilevante, ha l'ulteriore colpa di non aver condotto un'assegnazione limpida.”

A rinforzare queste parole, quelle di Daniela Bianchi, già consigliere regionale del Lazio che sostiene il valore simbolico del luogo. “Nessuna scuola politica può intaccare la valenza di Trisulti. Non possiamo pensare che la Ciociaria diventi il baluardo della chiusura sovranista e xenofoba. Nostra volontà quella di riaffermare, partendo proprio dalla Certosa, i valori di una democrazia di respiro europeo.”

Tra le varie voci che si sono espresse, quella dell’Avvocato Corsetti, che da tempo studia la situazione e spiega come “Già dal 2014, prima dell'ufficialità del bando, si dava per ovvia l'assegnazione alla DHI". È stato impedito a Comuni ed altri Enti presumibilmente idonei, di rispondere alla gara di gestione. In più, la situazione della Certosa, porta a galla dei dissidi interni al Vaticano. Bannon gode dell'appoggio dell'ala più conservatrice del clero, come dei Cardinali Burke e Martino, nonostante le divergenze con il Santo Padre ha ottenuto la concessione.

Harmwell minL'appuntamento di fine anno non sarà un unicum; prossimo obiettivo è una manifestazione a carattere nazionale, da organizzare inMarcoMaddalena min parallelo con l'interrogazione parlamentare portata avanti da Nicola Fratoianni. L'intenzione è avere chiarimenti sul bando, capire perché è stato scritto ad hoc per la DHI e soprattutto quale sarà il futuro di un bene tanto prezioso.
Per ora appuntamento a Martedì prossimo in prima serata, dove su La 7, nel programma di Floris, andrà in onda il materiale raccolto in quel di Trisulti.

 

 

 

 

 

 

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L'On. Frusone e la concessione della Certosa di Trisulti. Intervista

Certosa di Trisulti 390 260 minIgnazio Mazzoli intervista il Deputato Luca Frusone del M5S – Martedì 8 gennaio 2019

On. Luca Frusone farodiroma.it il nove febbraio 2018 pubblicò il testo pressoché integrale del suo esposto all'Anac (anticorruzione) e una denuncia-querela dei 5stelle sulla concessione della Certosa di Trisulti al DHI (Dignitatis Humanae Institute). Fu il primo e l’unico. Perché intraprese questa iniziativa insieme al M5S?

La Certosa è sempre stato un luogo che ho frequentato sin da piccolo, crescendo è diventato poi un luogo da mostrare con orgoglio a parenti e amici che venivano a visitare la Ciociaria. Quando ho saputo del bando non ero del tutto contrario, mi rendo conto che un bene del genere è difficile da mantenere e purtroppo i monaci cistercensi non potevano certo sobbarcarsi questo impegno, ma avrei preferito che i privati entrassero in maniera diversa. Avrei preferito un mecenate che si interessasse alla Certosa senza però usarla per scopi personali oppure la possibilità di poter adottare i beni con un crowdfunding locale, alla fine siamo 500 mila in provincia, con un euro l’anno si supera di molto il prezzo che oggi deve pagare DHI. Dopo aver visto le carte intrapresi la strada della denuncia perché per me c’erano delle forzature nel percorso amministrativo e che la DHI non avesse i requisiti richiesti. Semplicemente una richiesta di chiarimenti e che venisse rispettata la legge. Per me non è questione di Bannon o non Bannon, anzi ritengo strumentali alcune posizioni prese successivamente al bando. Alcune persone potevano parlare prima quando Franceschini intraprese questa strada con un bando troppo generico che non metteva chissà quali paletti all’utilizzo del bene, e non solo per la Certosa ma per molti altri immobili con una storia simile in tutta Italia. Nel momento in cui non si contesta l’idea che qualcuno possa sviluppare un proprio progetto attraverso un bene del genere diventa piuttosto ipocrita lamentarsi dopo perché colui a cui viene concesso il bene non ha le stesse idee politiche. Per me si doveva trovare un altro modo sin dall’inizio.

A conclusione del suo esposto lei conclude che con esso: “si intende formulare denuncia-querela, in relazione ai fatti sovra descritti se verificati dagli accertamenti delle autorità”. Quali sono le precise risposte che lei ha ricevuto?

Purtroppo non ho ricevuto risposte nel merito dall’anticorruzione ma una risposta di rigetto che non fa luce sulla questione dei requisiti che avevo sollevato. Il bando è un procedimento amministrativo e per poter sollevare delle questioni e chiedere ad un giudice di stabilire se qualcosa non va serve un ricorso al giudice amministrativo ma gli unici che potevano farlo erano gli altri che avevano partecipato al bando e che non hanno intrapreso questa strada.

 LucaFrusone 3 350 260

On. Frusone ormai da più parti (organi d'informazione, associazioni e finanche istituzioni religiose fra cui alcune ciociare) si sollevano dubbi sulla legittimità della concessione a DHI. Lei stesso nell'esposto "lamenta di non aver - potuto risalire - alla documentazione depositata dall’Istituto Dignitatis Humanae che lo ha reso idoneo alla vincita del bando, ma dai fatti sovraesposti è chiara la mancanza dei requisiti dell’Istituto almeno per quanto riguarda la lettera b) del punto 4 (documentata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale) sempre se consideriamo la gestione del “Piccolo museo monastico di Civita” un’esperienza conforme a quella richiesta nel punto c)”. Lei conferma questa sua critica o lamentela?

Sì, e mi sembrano anche molto tirate alcune risposte che sono state date sui giornali come per esempio che l’esperienza almeno quinquennale non sta a significare che per partecipare si doveva avere almeno 5 anni di esperienza ma che l’esperienza doveva essere maturata nell’ultimo quinquennio. Un’interpretazione estremamente originale per non usare altri termini.

 

Lei e il suo gruppo parlamentare intendete proseguire perché si accerti la correttezza giuridica e legale della concessione e si revochi questa concessione che appare a tanti in aperto conflitto non solo con il bando del 2016, ma anche con la stessa Costituzione italiana per le finalità che Stephen K. Bannon e i suoi accoliti si prefiggono volendo trasformare il monastero in una "scuola di gladiatori per guerrieri della cultura" (Chico Harlan, 25 dicembre 2018 dal Wastington Post). Minaccioso linguaggio, chiaramente in conflitto con l'art 3 della nostra Costituzione. La revoca di questa concessione è un diritto per affermare che gli atti di governo di questo nostro Paese sono uguali per tutti?

Ho richiesto la concessione per capire bene i termini. Uno dei miei timori era relativo alla custodia dei beni, soprattutto della biblioteca Statale del Monumento Trisulti. Fortunatamente quella è fuori da tutto questo discorso e rimane di libera consultazione. Politicizzare questa questione non porterà a nulla se non a fare confusione. La concessione è stata firmata a seguito del bando del 2016, con il vecchio Governo ed era piuttosto generico sulle attività che si potevano intraprendere. Sarebbe stato opportuno vincolare maggiormente i beni a specifici progetti o indirizzi. Purtroppo parla principalmente di manutenzione e valorizzazione dei siti previsti nel bando, senza specificare cosa si intenda per valorizzazione. Se non si vogliono fare solo chiacchiere le ipotesi di revoca devono attenersi alla concessione e agli eventuali inadempimenti che da questa dipendono.

8 gennaio 2019

 

 

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Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Angelino Loffredi - Nella giornata di sabato 29 dicembre il paesino di Collepardo ha ospitato due iniziative organizzate dalla Rete delle Comunità Solidali (in mattinata la Marcia, il pomeriggio il dibattito) per difendere la Certosa di Trisulti dall’assalto predatorio della destra integralista ed anti-Bergoglio.

Il dato che a me preme evidenziare riguarda il fatto che se teniamo presente che tali momenti sono stati fatti conoscere solo qualche giorno prima, privi di una necessaria ricostruzione del (mis)fatto e di una ipotesi di iniziative da tenere a medio termine, oltre che dalla non adesione del sindaco di Collepardo mi sento di dire che la presenza di 300 persone alla marcia rappresenta un lusinghiero risultato.

Cosa è successo di così importante e grave da far accendere i riflettori da parte di giornali e tv nazionali e esteri, su la Certosa di Trisulti, sito benedettino consacrato nel 1211, situato a 825 metri sul mare nel territorio di Collepardo?

Proverò, pertanto, a ricostruire gli avvenimenti accaduti negli ultimi mesi. Scrivo “proverò” perché tanti di questi non risultano essere di chiara comprensione. Parto allora da un dato inequivocabile: il Ministro Dario Franceschini, sviluppando il pensiero perverso delle privatizzazioni, decide di dare in Concessione un bene pubblico e monumento nazionale, sotto la cura e la gestione del Ministero dei beni culturali, attraverso un Bando. Vincitrice dello stesso risulta essere la Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione vicina o meglio finanziata da Steve Bannon, già consigliere di Trump e al cardinale Raymond Burke meglio conosciuto come l’oppositore di Papa Francesco. La Fondazione quindi potrà utilizzare il sito versando allo Stato 100.000 euro l’anno, somma riducibile se accompagnata da opere di ristrutturazione o di manutenzione.

A proposito della fase preparatoria che ha preceduto il Bando, l’avvocata Carla Corsetti, in un articolo pubblicato sul settimanale LEFT il 28 settembre 2018, ci porta a conoscenza di una missiva del Cardinale Martino, già Presidente della succitata Fondazione, inviata a Parolin Segretario di Stato, per sollecitare il Papa ad intervenire sul Ministro Franceschini a favore della Fondazione.

Alla data di oggi lo scritto della Corsetti non ha avuto nessuna contestazione, rettifica o richiesta di precisazioni. L’altro dato da conoscere riguarda la presenza nel Bando, sulla base del quale si è giunti alla concessione, di Parametri soggettivi, discrezionali che hanno permesso di escludere altre organizzazioni.
La funzione del sito non sarà ne museale, ne religiosa, ne storica se ti tiene conto di una realtà di studio applicato della farmacologia anche perché l’intervista di Bannon al Corriere della sera (rilasciata a Viviana Mazza) conferma il carattere completamente diverso. “Il compito” dice Bannon “sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“. Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli “, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione.

Benjamin Harnwell, guardiano del sito, durante l’incontro pomeridiano di sabato 28, tenuto presso la Sala del Consiglio Comunale di Collepardo, ha avuto una reazione idrofoba nei confronti di Carla Corsetti quando questa metteva in evidenza che la Concessione non era un atto del Vaticano, ma dello Stato italiano, pertanto ogni atto deve essere adeguato ai princìpi costituzionali. Una scuola, così come disegnata da Bannon, ostile a chi non accetta quelle idee, è fuori da ogni valore della Costituzione.

Se la Concessione è a dir poco “discutibile“, cosa si fa ? Innanzi tutto, bisogna respingere l’ipotesi che non ci sia più niente da fare, per essere pronti ad incassare qualche misero piatto di lenticchie. È necessario, al contrario, dare corpo al significato delle iniziative del 29 dicembre: creare una organizzazione, ipotizzare ricorsi e raccogliere contributi, coinvolgere studiosi di materie giuridiche e forze politiche.

La vicenda che stiamo vivendo è molto inquietante, non riguarda solo il destino di Papa Francesco, ma anche quello della sua chiesa e soprattutto della democrazia nostra e della stessa Europa.

 

 

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