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Gatta: “Con la Straccecano vincono solidarietà e partecipazione”

GattaGerardo 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Anche nel corso della 15a edizione della “Straceccano” si è assistito non solo al podismo, ma anche a tanta solidarietà e partecipazione. Ogni anno l'infaticabile Gerardo Gatta, presidente dell'Atletica Ceccano, e tutti i suoi più stretti collaboratori rinnovano e inseriscono tante iniziative rivolte sia a chi soffre sia verso quelle persone che fanno della solidarietà una loro ragione di vita, a cominciare dai donatori Avis del neo responsabile locale Daniele Panella. Proprio con Gerardo Gatta quindi si traccia un bilancio di questa edizione e si indica la rotta per le prossime. “Intanto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno voluto condividere con noi, ancora una volta, una mattinata splendida e coinvolgente – esordisce il presidente dell'Atletica Ceccano – Nonostante la concomitanza con altre gare a livello regionale, siamo riusciti a portare a Ceccano qualcosa come 550 podisti proveniente da tutto il Lazio. Anche quest'anno abbiano voluto regalare un momento di gioia e spensieratezza a tutti quei ragazzi e persone meno fortunate di noi, come nel caso del piccolo Cristian o di Francesco Crispino. Senza dimenticare il sostegno all'Unicef guidato dall'avvocato Gargaruti e l'Avis del neo responsabile locale Panella”.

Momento significativo di questa 15a edizione anche la diversificazione del percorso che ha permesso una maggiore partecipazione? “Ceccano può vantare angoli turistici molto significativi a livello turistico. A parte il Castello dei Conti nella parte alta della Città, da questa edizione abbiamo voluto inserire nel tracciato dei 9.300 chilometri, anche Castel Sindici, vero e proprio 'gioiello' e vanto per il nostro territorio. I podisti che hanno transitato al suo interno sono rimasti sbalorditi e piacevolmente impressionati per la sua bellezza e maestosità. Alcuni volontari, che vorrei ringraziare, si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire il viale e gli angoli circostanti, all'interno del Castello proprio per agevolare il passaggio dei podisti. Ritengo debbano essere questi gli aspetti che vanno messi in risalto quando si organizzano e si tengono eventi come la 'Straceccano'.”

In conclusione è sempre bello quando trionfa lo sport? “Occorre rimarcare con forza il momento che sta vivendo lo sport nella nostra città – conclude Gerardo Gatta – Intanto vorrei fare i complimenti alle squadre di calcio e calcio a5 del Ceccano 1920 per la vittoria nei rispettivi campionati. Senza dimenticare il titolo provinciale dei Giovanissimi della Fabrateria Vetus. Ma altre discipline come la Ginnastica, il Pugilato, il Rugby, il Ciclismo, le Arti Marziali e tante altre stanno contribuendo in modo notevole alla crescita dell'attività sportiva e sociale soprattutto tra i giovani e i meno giovani. E' la dimostrazione di come la gente abbia voglia di trascorre il proprio tempo libero in modo sano e corretto. Ritengo che vi sia spazio per tutti, senza gelosie e nel massimo rispetto, perché, come dicevo prima, a vincere deve essere sempre lo sport. E di questo va dato merito anche all'amministrazione comunale che riserva sempre molta attenzione a tutto il movimento sportivo della nostra città. Da parte mia quindi non posso non rinnovare a tutti l'appuntamento all'anno prossimo per la disputa della 16a edizione della 'Straceccano'.”

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Eleggere il Capo della Stato: brutta gatta da pelare per Renzi e Berlusconi

Aula di Montecitorio 350 260di Elia Fiorillo - L'imminente arrivo della prima convocazione dei Grandi Elettori per l'elezione del presidente della Repubblica manda in fibrillazione i partiti. Certo per trovare un nome che identifichi le idee, i sentimenti del partito stesso, ma anche per qualche "resa dei conti" interna da portare a termine.

Come previsto ha lasciato il Quirinale il giorno dopo la fine del semestre di presidenza italiano del Consiglio dell'Unione Europea. Se un rimpianto gli è passato per la testa, a Giorgio Napolitano, forse è stato quello di aver accettato un altro mandato presidenziale, sia pur a scadenza anticipata. E come poteva dire di no quando buona parte del Parlamento gli aveva chiesto in extremis un bis? Fu rieletto con 738 voti su 997. Un bel risultato. Solo i Grillini, Sel e Fratelli d'Italia gli voltarono le spalle. Tanti gli applausi sinceri ricevuti al suo commiato. Ma anche critiche, previste, dai suoi oppositori di sempre: Grillo in primis. Il commiato di Silvio Berlusconi a Napolitano è stato tutto teso a mettere le mani avanti sulla prossima nomina dell'inquilino quirinalizio: "Vogliamo sperare che si possa arrivare ad un Capo dello Stato che sia garante di tutti e non di una parte". E continua, l'ex Cavaliere, sostenendo di "pretendere di avere un presidente che non sia un seguito di tre presidenti di sinistra che hanno portato questo paese a questa situazione non democratica". In verità ascrivere Scalfaro e Ciampi alla sinistra sembra un vero azzardo. Per Napolitano poi fu proprio Berlusconi all'epoca a volere che rimanesse proprio per evitare guai peggiori sul fronte della democrazia.

L'imminente arrivo della prima convocazione dei Grandi Elettori per l'elezione del presidente della Repubblica manda in fibrillazione i partiti. Certo per trovare un nome che identifichi le idee, i sentimenti del partito stesso, ma anche per qualche "resa dei conti" interna da portare a termine. "Il patto del Nazareno", sia a destra che a sinistra, ha i suoi oppositori. L'occasione è propizia per intimare ai leader sottoscrittori correzioni di rotta. Lo fa la minoranza del Pd mandando espliciti messaggi al presidente-segretario Renzi, che non può appiattirsi su intese che con le idee-forza della sinistra non hanno niente a che spartire. Sicuramente la porta sbattuta da Cofferati accentua le divisioni interne ai democrat. A maggior ragione, non stando al potere, lo fa la minoranza di Forza Italia che sempre più esplicitamente accusa il Capo carismatico di aver perso la bussola da quando salì nella sede del Pd e si accordò con Renzi. Brunetta proprio non né può più di stare buono e tranquillo, lui che come un drago sputa fuoco ad ogni esclamazione. Ma anche il giovane Fitto non ha nessuna intenzione di far passare il momento topico senza aver battuto un solo colpo.

Dal canto loro sia Silvio che Matteo hanno un problema: non possono apparire come non determinanti nella scelta del successore di Napolitano. Alcuni nomi che circolano sono divisivi: Prodi, Bersani, Chiamparino, Fassino, Gianni Letta, D'Alema, Casini. Altri potrebbero essere punti di mediazione da proporre anche alle altre forze politiche vicine al Governo: Veltroni, Amato, Mattarella, Bonino. Finocchiaro. Poi ci sono i tecnici da "ultima spiaggia": Visco, Cantone, Padovan. E, infine, le cariche istituzionali: Boldrini e Grasso. Berlusconi potrebbe giocare d'anticipo su Renzi proponendogli uno della sua squadra: Veltroni, per esempio. Sarebbe imbarazzante per Renzi dire di no.

Chi sta a guardare preoccupato è Matteo Salvini. Dopo tanta esposizione mediatica che la sua Lega non vedeva da tempo, non può permettersi un passo falso...massmediatico. Intrupparsi con Alfano e Berlusconi non gli conviene, tranne se non si tratti di personaggio a lui vicino. Sparerà ad alzo zero un nome significativo ed emblematico che non avrà alcuna possibilità di essere eletto. La stessa cosa la farà Beppe Grillo? Non è detto. Potrebbe provare a cambiare gioco, comunque mantenendo le sue caratteristiche di "bastian contrario", ma puntando su di un nome a cui ne' Berlusconi, né Renzi potrebbero dire di no. Un tecnico, per esempio, o uno specchiato intellettuale al di sopra della mischia. Entrerebbe in gioco "a gamba tesa", certo creando problemi ai pattisti del Nazzareno, ma non alla democrazia italiana.

La partita per il Quirinale è delicatissima, sia per l'importante ruolo "super partes" proprio del presidente della Repubblica, ma anche per il modo in cui essa verrà giocata. Speriamo bene....

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