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"Per non tornare al buio. Dialoghi sull’aborto"

liviaturco libro 395 260di Anna Elisa De Santis - Venerdì 7 luglio l'Auditorium della Biblioteca comunale di Ceccano è stato animato dalla presentazione del libro "Per non tornare al buio. Dialoghi sull’aborto", Ediesse edizioni, 2016, di Livia Turco, a cura di Chiara Micali, esperta di organizzazione sanitaria.
Erano presenti l’autrice e la curatrice.


L’on. Livia Turco ha raccontato, in alcuni cenni e con emozione il suo impegno politico giovanile e poi di parlamentare, di donna di governo, per la tutela della dignità delle donne, per la sessualità libera e consapevole, per la maternità responsabile.
Il libro scritto, ha spiegato, è per lei in continuità con questo impegno di vita. Un libro che affronta lo spinoso problema del rapporto tra l'obiezione di coscienza dei medici e il diritto delle donne ad avvalersi in modo tranquillo della Legge 22 maggio 1978, n. 194.
È un libro scaturito dalla preoccupazione che le hanno provocato una serie di notizie sull’attuazione in Italia della legge 194.
La cronaca riferiva vicende eclatanti e ripetute di trattamenti mortificanti per le donne alla ricerca di ospedali dove effettuare l’interruzione di gravidanza e delle rigidità dell’organizzazione amministrativa incapace di rendere le dovute prestazioni sanitarie. Da qui la decisione di non restare in silenzio.
Ha preso forma l’idea di un libro con cui prendere la parola, intervenire.
È iniziata la ricerca dei dati che ora sono alla base del lavoro pubblicato con la partecipe curatela di Chiara Micali: l'obiezione di coscienza è pari al 70% dei medici ospedalieri. Conseguenti sono i disagi sull' organizzazione sanitaria. Dal dato, lo studio e poi la proposta. Attingendo dall’esperienza da lei avuta nel metodo della promozione del dialogo tra le parti, quando ha lavorato come Ministro.


Il titolo del libro contiene già il progetto che lo ispira: dialoghi sull’aborto. Il dialogo, i dialoghi, sono di confronto con l’organizzazione sanitaria, medici e personale. Affiorano motivazioni, con tutto il loro spessore, di chi ha fatto obiezione di coscienza, e la realtà dolorosa che la mancata risposta sanitaria arreca alle donne in attesa dell’interruzione di gravidanza, l’IVG nel linguaggio della 194. L’aborto, parola che nella realtà comune indica un evento in sé fra i più difficili nella vita femminile.
Il confronto ha riguardato anche i riflessi che la scelta di obiezione determina a carico degli altri medici e operatori, i quali sostengono l’intero onere di un servizio alle quali le utenti hanno diritto.
La finalità dichiarata del libro è quella di dare un contributo per trovare risposte operative, di promuovere il metodo del dialogo nella prassi amministrativa e di governo, affinché, ha precisato l’On. Livia Turco con parole sentite, le donne non siano lasciate sole, per evitare che la risposta torni ad essere quella della clandestinità. Ha anche aggiunto che sono indispensabili politiche di welfare e per il lavoro delle donne che rendano effettiva, senza limitazioni dovute alla mancanza di lavoro e servizi, la loro possibilità di affrontare in autonomia sia la scelta dell'interruzione di gravidanza che quella della maternità.
La Dott.ssa Roberta Cassetti, psicologa, al tavolo di presidenza dell'incontro, ha sottolineato che l'argomento affrontato nel libro non è più rinviabile e che esso ha un impatto forte sulla vita delle donne, sulla loro salute e serenità nella difficile esperienza dell'aborto. Ha ricordato come il problema sia di particolare asprezza nel territorio ciociaro.


Chiara Micali è intervenuta sulla necessità di affrontare senza altri ritardi il problema, da affrontare superando l’approccio ideologico che non guarda alla realtà e produce sofferenza. Proprio su questo l’On. Livia Turco è tornata ampiamente nelle conclusioni, seguite con attenzione dai presenti, soprattutto giovani e donne.
Sono stati loro a porre domande sui punti chiave collegati al problema, come quello della laicità dello Stato e delle ragioni della situazione denunciata nel libro.
La necessità di rafforzare i diritti delle donne e degli altri soggetti che nella nostra epoca vivono condizioni di disuguaglianza e diminuzione, è stata la risposta data dall’On. Livia Turco, che ha anche richiamato in proposito la gravità pratica e ideale della posizione che le scelte di governo vanno formalizzando contro i migranti.
Il senso del libro e quello dell’incontro tenutosi a Ceccano per saperne di più con l’autrice, è affiorato infine proprio in queste battute finali.
Il rispetto per la persona umana è il valore etico ineludibile in una società democratica, nei suoi aspetti istituzionali e nella sua comunità. La laicità non fa eccezione. Essa resta un orpello, una parola elegante e vuota se non ci si riconosce attorno al cardine della dignità umana.
A chi osserva, dopo aver partecipato a un evento così interessante, resta l’immagine di energie che dal magma della coscienza politica e civile, spingono per dare forza ad una pubblica amministrazione operosa nel rispetto dei diritti umani e per l’attuazione delle leggi dello Stato. Compresa la 194.

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Dialoghi sull'aborto con Livia Turco

Per non tornare al buio aborto 350di Diego Protani - Si terrà il 7 Luglio alle ore 21 presso la Biblioteca Comunale l'incontro con l'On. Livia Turco che presenterà il suo libro "Per non tornare al buio" edito da Ediesse. L'evento è promosso dall'ass. Il centro del fiume ed al tavolo dei relatori ci sarà anche la dott.ssa Roberta Cassetti.

Livia Turco, a lungo parlamentare e ministra della Solidarietà sociale e della Salute, presidente della Fondazione Nilde Iotti, firma un libro curato dalla giornalista Chiara Micali, con esperienza nel settore della sanità pubblica nazionale, per non tornare «a quegli anni oscuri in cui le donne erano costrette ad abortire in clandestinità. »

Oggi come ieri l’obiezione di coscienza di medici e mediche tocca il 70%, media nazionale che è da rimandare a territori dove può scendere o salire fino a toccare il 100%.

Il libro mette due diritti a confronto: quello delle donne a vedere applicata la legge e quello della professione medica in cui l’obiezione è quasi sempre motivata da pensieri religiosi. Quelli che possiamo leggere nel libro sono dialoghi inediti, anche molto sinceri e che, forse per la prima volta almeno in una dimensione così pubblica come può essere quella di un libro, mettono a nudo ragioni e motivazioni di una scelta professionale e personale allo stesso tempo.

Livia Turco nasce a Morozzo, comune piemontese della provincia di Cuneo, il 13 febbraio 1955. Cresce in una famiglia cattolica operaia e studia prima a Cuneo, poi a Torino, dove consegue una laurea in filosofia. E' proprio durante la sua frequentazione universitaria che inizia la sua attività politica studentesca: si iscrive al Partito Comunista Italiano, per le cui fila verrà eletta deputata per la prima volta nel 1987.

Giovanissima si iscrive alla Fgci di Torino, diventandone segretario provinciale nel 1978.Livia Turco

Favorevole alla svolta della Bolognina - che dal giorno dell'annuncio della svolta (12 novembre 1989) porterà allo scioglimento del Partito Comunista Italiano (3 febbraio 1991) - dà la propria adesione al Partito Democratico della Sinistra, che poi diventeranno Democratici di Sinistra: conferma così il suo seggio alla Camera dei Deputati dal 1992 fino al 2001.

Dal maggio del 1996 all'ottobre del 1998 ricopre la carica di Ministro per la Solidarietà Sociale nel governo guidato da Prodi e poi riconfermata nel governo D'Alema, tornerà poi a far il Ministro della Salute nell'ultimo governo Prodi dal 2006 al 2008.

 
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