fbpx
Menu
A+ A A-

Rocco Vinaggi è il nuovo Segretario della Fgci

  • Pubblicato in Partiti

vinaggi 350 260 minSi è svolta nella giornata di ieri l’Assemblea provinciale degli iscritti alla FGCI che ha portato all’elezione del nuovo segretario provinciale, Rocco Vinaggi. Ventisettenne, laureato ed impiegato in una società di consulenza, si è sentito onorato per l’elezione a segretario provinciale della Federazione Giovanile Comunista Italiana. Queste le sue prime parole da segretario:

“Sono davvero onorato di ricoprire questa carica e sarà mia grande premura dare il meglio di me per replicare i brillanti risultati ottenuti dalla mia predecessora, Linda Malizia. Ringrazio tutti i compagni che hanno creduto in me dandomi la possibilità di vivere questa esperienza. Desidero concludere il mio breve intervento citando il mio mentore politico, il grande Presidente della Repubblica e partigiano, Sandro Pertini. Nel messaggio di fine anno agli Italiani, che si ebbe nel 1978, disse una frase bellissima: “I giovani non hanno bisogno di sermoni, i giovani hanno bisogno di esempi di onestà, di coerenza e di altruismo”. Pertanto invito i giovani miei coetanei e me stesso ad essere più onesti, coerenti ed altruisti per lasciare alle generazioni successive un mondo migliore, che sia il meno possibile corrotto ed individualista.”

Il segretario provinciale del PCI Frosinone
ORESTE DELLA POSTA

Leggi tutto...

Della Posta (Pci): Ideal Standard, grande incertezza

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Una dichiarazione di Oreste Della Posta - «Io credo che sia bene precisare alcune cose sulla vicenda Ideal Standard di Roccasecca. Come dimostra la crisi scoppiata a Torino, dove una grande multinazionale chiude, si può facilmente paragonare alla logica che è stata attuata per il sito di Roccasecca dove la delocalizzazione né ha fatto da padrone spinta dal liberismo economico che nonostante la crisi del 2008 continua a dominare le scelte del PD e di Forza Italia.
Il gruppo finanziario dell'Ideal Standard nel 2014 decide di chiudere il sito di Pordenone mentre a Roccasecca nel 2015 gli operai decidono di rinunciare a parte del proprio salario, 80 euro al mese, per finanziare gli investimenti che dovevano essere attuati fino al 2020. Un accordo del tutto disatteso dai vertici aziendali. Lo stabilimento sempre in attivo, con un margine di guadagno elevato produce con un costo di 50 euro a pezzo e vendono a 100 euro al pezzo. Sfido l'azienda a contestare questi dati. Roccasecca è al secondo posto dopo lo stabilimento bulgaro.
È chiaro a questo punto che la decisione di chiudere non è una decisione industriale ma sembra seguire le logiche finanziarie molte strane, il Governo dovrebbe analizzare queste logiche e in tutti i modi cercare di condizionarle e trovare soluzioni positive per i circa 500 dipendenti Ideal Standard. Innanzitutto partire dai finanziamenti pubblici che l'azienda ha avuto nel corso degli anni, si parla di circa 40 milioni di euro, poi di conseguenza lo stato dovrebbe bandire la vendita dei prodotti nel suolo nazionale e costringere i vertici aziendali a bonificare l'area del sito di Roccasecca.
L'incontro svoltosi ieri presso il MISE ha visto un'azienda determinata verso la chiusura dello stabilimento indifferente verso i propri operai che nel corso degli ultimi anni hanno fatto grandi sacrifici per garantire la produzione e indifferente verso qualsiasi altro tipo di soluzione.
Spunta dall'incontro un piccolo barlume di luce con l'ipotesi delll'interessamento di un gruppo industriale per il sito di Roccasecca. Per adesso non si conoscono ne i dettagli e nemmeno il nome dell'interessato. Speriamo che si possa aprire per gli operai di roccasecca uno spiraglio per ritornare a produrre nello stabilimento di Roccasecca.»
Il segretario provinciale del PCI Frosinone
Oreste Della Posta

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Voto 2018: Je so' pazzo, Pci e Prc insieme

Je so pazzo 350 260 mindi Ignazio Mazzoli - Piccola, minuta, giovanissima e vivacissima comincia scusandosi del ritardo con cui è arrivata (lieve assai in verità), Federica Illianu dà immediatamente l’dea che parla per farsi capire da tutti, che è abituata a stare fra la gente e con tutti riesce a comunicare. Federica è una delle animatrici del movimento che nasce dai centri sociali napoletani e che va sotto il nome di “je so’ pazzo”, (il gruppo nacque in un ex Ospedale Psichiatrico Giudiziario OPG - ndr)..
Nelle sue parole nessuna voglia di follie, si chiamano così da una canzone di Pino Daniele che ha fra i suoi versi anche questo “c'ho il popolo che mi aspetta” Della vitalità costruttiva dei centri sociali di Napoli avevamo sentito parlare da Luigi De Magistris, Sindaco di Napoli quando venne qualche settimana addietro a Isola Liri, invitato dal PRC frusinate.

I movimenti sono indispensabili

Federica informa che da novembre ad oggi “siamo cresciuti”. Ormai c’è una rete in tutta Italia animata dalle loro idee e soprattutto dalle loro iniziative. In tutta Italia si sono già svolte 70 assemblee in preparazione di quella nazionale a Roma domenica 17 all’Ambra Iovinellik. che deciderà come andare alla campagna elettorale del 2018. Il messaggio è chiaro e diretto «Sinistra dal basso, "Je so pazzo" con PRC e PCI organizzano a Roma l'assemblea di quelli che non si rassegnano al "No" di Montanari e Falcone.» Il contributo dei movimenti sarà fondamentale in questa esperienza elettorale e la voglia di esserci per garantire una partecipazione dal basso nelle parole della Illianu contrassegnano come ci sia la volontà di limitare e ridurre l’astensione.
Lo abbiamo scritto più volte, se andrà a votare solo il 45% degli aventi diritto al voto sarà appena il 18 -20% (il famoso 40% del Rosatellum) dei votanti ad esprimere la maggioranza che governerà il Paese. Un’assoluta minoranza al potere. Occorre non astenersi se si vuole davvero cambiare qualcosa. Per fare questo è necessario che le persone si riprendano i propri spazi.
La giovanissima Federica (ma guardandola negli occhi si può leggere un’esperienza più adulta) rincuora: c’è «disgregazione, ma non rassegnazione». E’ un’affermazione importante. «Ci sono tante lotte in corso. Dovremo metterle in rete tutte, saper finalizzare tutte queste soggettività.» Bandiera pci 350 260
Viena da scrivere “magari”, dal momento che la sinistra oggi è una torre di Babele.
Avanza una domanda «Come far partecipare il popolo?» E dà la risposta a chi l’ascolta «Rispondendo alle esigenze»
L’elenco degli esempi concreti si sgrana facilmente, rivelando agli occhi di chi ascolta come si organizza la solidarietà anche fra ceti diversi. Medici, avvocati, altri professionisti che si mettono a disposizione di chi ha bisogni, i più diversi, e tutti insieme sono impegnati a rivendicare i diritti feriti e conculcati.
La sfida elettorale, in questo scenario, è solo un mezzo. «Nelle istituzioni bisogna esserci». Federica, abituata a parlare e a farsi capire da tutti, chiara, semplice, stringata e molto incisiva chiude. nei tempi previsti, il suo intervento. Saranno simili a lei i futuri dirigenti di una nuova sinistra popolare e di massa?

Ci riecheggiamo tante condivisibili ispirazioni che abbiamo ascoltato 18 giugno al Brancaccio e una bella espressione di Paolo Ferrero, qui a Frosinone: “i bisogni non hanno colore di partito, sono esigenze a cui dare risposte”. Le risposte, invece aggiungiamo noi, hanno sempre un colore. Possono essere di sinistra o di destra e la differenza c’è, ecco perché bisogna saperle dare senza farsi strappare di mano dalla destra il disagio sociale, la sua conseguente protesta e le giuste e coerenti soluzioni ispirate alla Costituzione.

Ma dove avviene tutto ciò? A Frosinone, nella sede dell’associazione “Oltre l’Occidente” che da sempre ormai ospita generosamente e gratuitamente tutto ciò che si muove nel mondo della sinistra, delle aree culturali progressiste e libertarie. Si scende in quello che un tempo era lo spazio di una rinomata parrucchiera e che oggi grazie al lavoro di Paolo Iafrate e dei suoi collaboratori è diventato luogo di appuntamenti politici e culturali, con una biblioteca di molte migliaia di volumi e uno studio di attrezzature informatiche e di realizzazioni di video e pubblicazioni.

Gli interventi

Oreste Della Posta, del PCI e Paolo Ceccano, del PRC, entrambi segretari delle federazioni dei partiti che hanno organizzato questo incontro, illustrano l’impegno messo in campo. “Le sinistre filo UE sono state tutte massacrate dove si è votato in Europa” dice Della Posta, intravvedendo un futuro roseo per loro. Paolo Ceccano sottolinea quanto “la sala oggi è piena e ricorda come l’assemblea di Sora lo sia stata anche di più”. Gli organizzatori infondono fiducia nel progetto che domenica 17 definirà nome e simbolo per la campa elettore 2018.Il nome sembra scontato: “Potere al popolo”, il simbolo è ancora avvolto dalla segretezza o dalla discussione fra chi non vorrebbe rinunciare ai propri simboli e chi vuole qualcosa di nuovo. Vedremo.

Intervengono in otto Rino Tarallo, Alberto Carè, Mario Rufo, Adriano Papetti, Maurizio Federico, Roberto D’Ambrosi, Marina Navarra, Karlo Barbudos Sorano.

Molti gli spunti. Una sola soddisfazione: finalmente una prova concreta di unità su idee condivise. “Voglia di recuperare rapporti umani”. “Amarezzbandiere rifondazione 360 260a per la cancellazione dell’assemblea del Brancaccio il 18 novembre scorso”. “Non si può delegare a chi ha votato SI di affrontare il disagio”. “Facciamoci rappresentare da chi fa le battaglie”. Ritrova cittadinanza la richiesta di “disarmo e lotta per la pace che assicurerebbero giganteschi risparmi da destinare a sanare le ferite della società”. “Oggi si vive una fase nuova, non di divisione fra PCI e PRC che si dividevano sempre sulle alleanze elettorali, ora non è più così” (sarà anche a Frosinone dove qualche contraddizioni non manca?)
Concludono questo incontro carico di aspettative Giovanni Russo Spena e Ugo Moro, Per PRC e PCI. Il primo sottolinea con forza che «siamo di fronte ad un progetto politico che riunifica conflitto e mutualismo (...) I più vecchi si mettano al servizio della nuova classe dirigente» e suggerisce accorgimenti per il voto: «i tempi stretti possono impedire manovre e opportunismo. Un mondo ci divide da Liberi e Uguali ma evitiamo di concentrarci nella polemica con loro, parliamo dei bisogni e delle soluzioni impendo sempre la guerra fra ultimi e penultimi». Ugo Moro incoraggia il suo PCI dichiarando che «è la strada giusta perché fatta di umanità e umiltà. Ci siamo divisi tante volte ora stiamo insieme senza imporre primati, alla pari».
Questo impegno comune continuerà, dichiarano tutti. Non farà la fine della lista Ingroia abbiamo sentito ripetere. Sarà il germe di una nuova formazione di sinistra? Finché non sapremo come si organizzeranno sarà difficile individuare il possibile futuro.
15 dicembre 2017

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

PCI: il 10 novembre: si fermi la Ciociaria!

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260di Oreste Della Posta - Data la drammatica situazione nel nostro paese che aldilà delle statistiche che gli indicatori economici ancora non parlano di ripresa economica tale da far ripartire i consumi, il lavoro é sempre più precario. Aumenta la sofferenza sociale e 11 milioni di italiani rinuncia alle cure per mancanza di disponibilità economica e i nostri giovani sono costretti ad emigrare nei Paesi europei per cercare lavoro, basti pensare che nel 2016 125.000 ragazzi sono andati all'estero.
Tutto ciò è aggravato da una macchina dello Stato che funziona malissimo e da una burocrazia asfissiante. Nonostante ciò in Italia ci permettiamo il lusso di spendere circa 80 milioni al giorno per stare nell'alleanza atlantica (NATO) e basterebbe ridurre del 10% questa spesa per finanziare il reddito di cittadinanza.
Il meridione d'Italia si impoverisce sempre di più, emergenza ambientale ormai esplosa da Nord a Sud senza che nessun piano di risanamento risulti finanziato o programmato.
Occorre una politica seria di redistribuzione del reddito e della ricchezza nel nostro paese, la forbice e il gap sociale-economico si sta allargando paurosamente con l'accumulo della ricchezza nelle mani di una fascia sempre più ristretta di persone e il ceto medio che scivola sempre più rapidamente nella povertà.
Per questi motivi il PCI sostiene aderisce allo sciopero generale proclamato da alcune sigle extra-confederali per il 10 novembre (USB,COBAS, ECC...) perché riteniamo che il tempo della mediazione sia finito ed inizia quello della lotta contro le politiche neoliberiste dell'Europa e dei Governi delle banche e della grande finanza che ci stanno togliendo diritto e tutele spostando di fatto sempre più a destra l'asse politico
Se guardiamo alla nostra provincia i dati sono ancora più drammatici e ogni forma di silenzio sarà considerata come forma di complicità e colpevolezza.
Il PCI fa appello alle lavoratrici, ai lavoratori, ai disoccupati, ai pensionati e alla società civile in generale perché aderiscano e partecipino allo sciopero generale del 10 novembre per contribuire alla sua riuscita e segnare l'inizio di una grande mobilitazione di massa per riprenderci i diritti che decenni di politiche liberiste ci hanno defraudato il Lavoro, la santità e la scuola pubblica.
Il segretario provinciale del PCI Frosinone
Oreste Della Posta

Leggi tutto...

PCI. Investimenti pubblici e Reddito di dignità

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Dichiarazione di Oreste Della Posta - Partendo dalla considerazione che i Comunisti della provincia di Frosinone hanno salutato positivamente la proroga di 1 anno degli ammortizzatori sociali per tutti quei cittadini e lavoratori che di fatto sarebbero rimasti senza lavoro e quindi senza nessuna forma di reddito o perché non hanno raggiunto i requisiti per andare in pensione dopo la riforma Fornero, conseguenza dell'inserimento della nostra provincia nell'area di crisi complessa - obiettivo per il quale si è battuta "Vertenza Frusinate'"-.


È chiaro che nell'attuale situazione occorre una forte spinta per ridare ossigeno all'economia, che al di là di tutte le statistiche, gli indicatori economici dicono che la crisi è ancora in atto e che i consumi nella nostra provincia non sono ripartiti affatto e questo nonostante si sia registrata una lieve ripresa nell'ambito del settore chimico-farmaceutico e metalmeccanico, nettamente insufficiente per dare risposta alla crisi occupazionale.


Questo non può che avvenire con un forte piano di investimenti pubblici mirati per quei settori capaci di rilanciare la nostra economia e creare sviluppo e occupazione, pensiamo al turismo con la valorizzazione dello straordinario patrimonio artistico-archeologico, pensiamo al riassetto idrogeologico e messa in sicurezza del territorio, interventi di rifacimento e recupero a livello edilizio dei nostri centri storici, valorizzazione e tutela del prodotto (gastronomico, enologico, artigianale, ecc.) caratteristico locale,finanziare possibilmente tutte le idee, progettualita e start up specie quelli legati al web.
Crediamo che l'intervento pubblico assume carattere di priorità, anche perché solo il capitale privato è nettamente insufficiente per permettere alla nostra provincia di agganciarsi a quella piccola ripresa economica che si registra in campo nazionale.


Ma prima che questi interventi producano gli effetti e i risultati occorre che venga istituito da subito un reddito di dignità, di cittadinanza, come lo si vuol chiamare per tutti quei cittadini e lavoratori che dopo la riforma Fornero rischiano di trovarsi senza nessuna forma di reddito.


Noi Comunisti riteniamo che questa proposta deve essere immediatamente calendarizzata dal Consiglio Regionale per dare risposte concrete ai bisogni e alle necessità delle famiglie che dal 2008, nei vari settori, sono state investite da una crisi economica devastante e che ha aumentato enormemente il gap economico e sociale.
Nel ritenere colpevole ogni ritardo nell'istituire tale reddito facciamo appello a tutte le forze politiche presenti in Regione affinché si impegnino in questo senso dimostrando di non essere sorde al bisogno di aiuto e dare risposte alle giuste aspettative dei cittadini.


Il segretario provinciale del PCI Frosinone
Oreste Della Posta

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Il PCI e l'emergenza idrica

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Bruno Barbona, responsabile della comunicazione Pci Frusinate - L’Acqua, emergenza per tutti, affare per pochi, quando a gestire la crisi è una Società per Azioni, anche la crisi può diventare un investimento. Così nelle ormai molteplici crisi sistemiche dell’Italia la crisi idrica che stiamo vivendo, per altro ampliamente annunciata già a far data dallo scorso marzo, in conseguenza della scarsa precipitazione nevosa, ci ha come sempre trovato impreparati, infatti nulla è stato programmato per evitare lo stato delle attuali condizioni.
Questo partito non può non stigmatizzare come di fronte ad una crisi ampliamente annunciata, la politica non ha potuto far altro che genuflettersi ad Acea abdicando a tutte le norme, i regolamenti i divieti e le tutele.
Intanto perche oltre e aldilà della crisi, nella Regione Lazio il costo medio del servizio idrico si attesta intorno a circa 387 €, con un rincaro complessivo negli ultimi 8 anni del 79,2% con punte anche più significative, il che una volta tanto pone la nostra regione tra le più salate del paese.
Stiamo assistito solo in queste ore all’intervento della regione relativamente alla contrarietà al maggior attingimento presso il lago di Bracciano, cosa per altro condivisibile, ma nel contempo in modo sottaciuto da tutti la stessa Regione ha autorizzato un maggior prelievo presso la sorgente del Pertuso nel Comune di Filettino per 190 l/s che aggiunti ai già 360 prelevati fanno circa 550 l/s, mettendo in serio pericolo l’ecosistema del fiume Aniene, vale la pena ricordare che la sorgente insiste all’interno del Parco dei Monti Sinbruini e in zona ZTL.
Il parco a cui è affidata la tutela non parla, La regione autorizza ulteriori prelievi, La Acea S.P.A titolare per il 96,46% di Acea ATO2 ( nata nel 1999) di proprietà per il 3,54% di Roma Capitale per il 51,00% del Comune di Roma per il 23,3% di Suez per il circa 5% Caltagirone ed altri, gestisce con il solo Ato 2 Roma, circa 734 milioni di metri cubi a cui va aggiunto il volume relativo agli altri Ambiti territoriali, per un valore reale delle perdite stimato in circa il 44,1% pari a circa 210 milioni di metri cubi, nel contempo i continui emungimenti hanno prodotto un prelievo sui territori che mette a rischio l’intero ecosistema.
Ci poniamo quindi una serie di domande a cui vorremmo che tutti potessimo dare risposte atte a consentire di non dover più ricorrere al continuo sfruttamento delle sorgenti intervenendo con la normale programmazione che necessità, e che dovrebbe essere affidata alla classe politica più che a delle Società per azioni che per loro natura non sono certo delle Onlus.
Va ricordato come giusto 6 anni orsono nel 2011 26 milioni di persone hanno partecipato vincendolo, al referendum per la gestione pubblica dell’acqua, ma una classe politica sorda e senza principi ha snobbato tale risultato, preferendo al principio dell’interesse universale al diritto a l’acqua di tutti i cittadini, l’interesse di pochi, il Sindaco di Roma Proprietario di Acea SpA, la Regione Lazio titolare delle concessioni, lo stato centrale che ha sottratto la gestione ai comuni preferendo un soggetto privato con scopo di lucro, che tra il 2015-2016 ha ricavato circa 70 milioni con ricavi in crescita per almeno 16,3% che se fossero almeno in parte stati reinvestiti per sanare le condotte, molte delle quali hanno una età media superiore a trenta anni, eliminando le enormi perdite di carico forse la crisi sarebbe più sopportabile, forse avremmo una maggiore risorsa a disposizione, e un minor impatto ambientale.
In tal caso la Società non avrebbe potuto distribuire utili per 26,63% come avvenuto negli e ultimi due anni. Con una operazione come si comprende dal sapore amaro, di togliere ai poveri con bollette sempre più salate e dare ai ricci azionisti.
Noi riteniamo che una sana politica volta ad evitare inutili sprechi, una più oculata gestione della risorsa idrica, ma forse solo impedire ai nasoni di sprecare acqua in alcuni momenti può essere un esempio.
I comunisti preoccupati per il cambiamento climatico, e la conseguente desertificazione, che sta determinando problemi gravi all’intero ecosistema, ritengono di dover essere artefici di un nuovo modo di gestire le risorse del pianeta, e con esse la risorsa più importante in questa ottica chiedono una presa di coscienza della classe politica per un ripensamento dell’intero sistema di gestione.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Nessuno di noi mai lo considerò un eretico

AchilleMigliorelli 350 260di Ermisio Mazzocchi - Un impegno costante per una politica di grandi valori ideali e sociali. Questo è Achille Migliorelli.
Comunista, iscritto al PCI da giovanissimo. La sua terra devastata dalla guerra e dall'emigrazione doveva ricostruire il futuro e Achille fu l'artefice e il protagonista di quella rinascita.
Sindaco all'età di 26 anni, il primo e unico sindaco comunista in un territorio dove la DC aveva il dominio assoluto nei comuni che circondavano la sua S. Giorgio a Liri. In pieno boom economico, la sua tenacia e le sue capacità politiche gli consentirono di essere eletto alla prima carica delle sua città.
Non era solo questo.
Migliorelli era una figura poliedrica, colta, aperta, disponibile al dialogo, costruttore di rapporti politici convergenti su progetti avanzati di rinnovamento sia negli atti amministrativi sia nei partiti, in particolare quello a quale lui apparteneva.
Non era un conformista. Si proiettava sempre in una visione degli avvenimenti con una sua interpretazione per approfondire, capire, trovare altre strade per dare risposte soddisfacenti e giuste.

Da sempre uomo di sinistra

Migliorelli è sempre stato un uomo di sinistra. Non è mai venuto meno a questa matrice culturale - politica e questo non ha mai costituito un elemento di rottura, di divisione, ma era rivolto a trovare una unità non formale, ma nella sostanza delle scelte politiche.
Il dialogo come strumento per costruire una politica sana, costruttiva, di forti idee nell'interesse del popolo. Nel PCI ebbe un ruolo non secondario nella ricerca di percorsi che salvaguardassero la democrazia interna, il libero dibattito.
Non accettò che il centralismo democratico si trasformasse in centralismo burocratico come ebbe a definire la questione del "Manifesto", opponendosi con determinate argomentazioni alla decisone della Direzione nazionale del PCI di radiare i promotori di quella esperienza politica.
Non è l'unico caso. Molteplici sono state le sue posizioni di dissenso, mai distruttive e tutte rivolte a unire per meglio rispondere ai problemi.
Il suo è stato un percorso politico lineare, chiaro, senza ombre, con molti interrogativi, questo sì.
La sua formazione politico - amministrativa lo portava a porsi domande, a capire non in modo dogmatico i processi della società e le trasformazioni del suo partito, prima il PCI e poi il PD.

Fermamente convinto di dover difendere i diritti garantiti dalla Costituzione

Saldamente ancorato ai valori della democrazia costituzionale, che era stata la sua bussola di orientamento nel suo impegno come amministratore che come dirigente politico, non aveva avuto dubbi a schierarsi per il NO.
Infaticabile nel perseguire le sue convinzioni, non aveva mai abbandonato il suo impegno politico come lo ara stato in quegli anni che ricopri la carica di sindaco, come nei vivaci dibattiti politici nelle interminabili riunioni nel Comitato di zona del PCI e negli organismi dirigenti provinciale del PCI.
Non da meno lo fu nella trasformazione dei partiti, sino al PD.
Nessuno di noi mai lo considerò un eretico. Era considerato un interlocutore prezioso per esperienza e per la sua profonda passione della politica, quella al servizio dei lavoratori, delle parti più deboli della società, dell'intera comunità cittadina, indistintamente che si trattasse del suo paese che di tutta l'Italia.
Non lascia un vuoto. Lascia una patrimonio ricco di valori, di passione, di rigore morale, di impegno sino all'ultimo minuto.
Non molti hanno avuto questa infinita e forte spinta propulsiva, costante e visibile, su cui tutti avrebbero potuto fare affidamento, senza avere il timore di essere lasciati in mezzo al guado.
E quelli che oggi si stringono intorno a lui sanno di essere come "Il viandante ansioso di varcare il torrente, getta pietre una sull'altra nel profondo dell'acqua, poi posa sicuro il suo piede sulle ultime che affiorano, perché sa che quelle riprese nel gorgo sosteranno il suo peso" (Rosselli).
Ciao compagno Migliorelli.


lì 7 settembre 2017

 

Leggi tutto...

PCI. La Festa di Agosto 2017

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Comunicato da Pci Frosinone - Grande successo della XLIV edizione della festa dei comunisti di Aquino

La manifestazione di quest'anno è stata una vera e propria rivelazione, ricca di novità, che ha visto la partecipazione di numerosi cittadini, militanti e simpatizzanti

IL PCI RINGRAZIA
Noi militanti delle sezioni PCI e FGCI di Aquino desideriamo ringraziare tutti coloro che sono intervenuti agli eventi delle tre giornate di festa e tutti i cittadini (anche quelli dei comuni limitrofi) che grazie al loro contributo economico hanno permesso la realizzazione della manifestazione. Un grande ringraziamento anche a tutti coloro che hanno lavorato "dietro le quinte" provvedendo all'organizzazione degli eventi, che si sono prodigati molto affinché il popolo accorrente venisse messo nelle migliori condizioni per poter vivere serenamente questi momenti di svago e di dibattito politico. Il nostro augurio è quello di ripetere il prossimo anno il grande successo riscosso in questa edizione, promettendoci di impegnarci fino in fondo per stare vicino alla cittadinanza e introdurre sempre più novità, come quelle apprezzate in questa edizio- ne. Nella convinzione che il buon lavoro fatto (soprattutto in vista delle elezioni politiche del prossimo anno) produrrà i suoi frutti, il nostro obiettivo è stato ed è quello di dare l'idea di un'associazione vicina ai bisogni reali del popolo. Infine un ringraziamento all'Amministrazione Comunale, che ci ha concesso il permesso per la realizzazione degli eventi.

La sintesi delle 3 giornate

 Clicca sul link che segue  pdf Festa PCI Aquino 2017 (220 KB)

Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...

Quando l'autonomia del PCI cambiò i rapporti fra la forze democratiche

 Alexander Dubcek 350 260di Ermisio Mazzocchi - Il 21 agosto 1968 le truppe del Patto di Varsavia invadono la Cecoslovacchia, stroncando la politica di riforme di Dubček*. Una avvenimento che avvia un processo di cambiamento nei rapporti internazionali e di una diversa politica del PCI nello scenario italiano ed europeo. Si potrebbe affermare che questa data segna l'inizio di una nuova epoca della sinistra e della geopolitica internazionale.
A distanza di soli due giorni dall’invasione (23 agosto 1968) la Direzione nazionale del PCI esprime il proprio “dissenso” e “riprovazione” per l’intervento militare, affermando che “non è consentito in nessun caso commettere violazione dell’indipendenza di ogni Stato” I dirigenti del PCI, a differenza di quanto era avvenuto ai tempi dell’invasione dell’Ungheria, condannano in modo inequivocabile la scelta del PCUS. Il PCI si avvia verso un cambiamento della propria linea politica, non solo per una sempre maggiore autonomia dall’Unione sovietica ma, cosa più importante, ritiene necessario sciogliere sia l’Alleanza Atlantica sia il Patto di Varsavia, riconoscendo all’Europa un ruolo essenziale per mantenere la pace. La scelta europeista del PCI comporta l’accettazione del Mercato Comune Europeo. Si dà impulso alle trattative politiche europee, in particolar modo con il SPD di Willy Brandt. Un tema esaminato in un eclatante articolo di Berlinguer su “Rinascita” in cui il partito comunista pone la questione della democrazia, della libertà dei popoli, della loro autodeterminazione. Una posizione largamente condivisa dai gruppi dirigenti delle Federazioni provinciali del PCI e sostanzialmente dall’intero partito, nonché dall’organizzazione dei giovani comunisti (FGCI), schierati sulle scelte fatte dalla Direzione nazionale nel Comitato centrale del 27 agosto 1968. Anche il PCI di Frosinone si mobilita. Il 2 e il 3 settembre 1968 la segreteria provinciale convoca il Comitato Federale e la Commissione Federale di Controllo per discutere la situazione della Cecoslovacchia. Il Comitato Federale si conclude con l’approvazione di un documento di condanna. Questo il testo.

 

«Il Comitato federale e la Commissione federale di controllo della Federazione comunista di Frosinone, dopo ampio e appassionato dibattito
approvano
la posizione assunta dall’Ufficio politico, dalla Direzione e dal Comitato centrale del nostro partito di grave dissenso e riprovazione per l’intervento militare dell’Unione sovietica e degli altri quattro paesi del Patto di Varsavia in Cecoslovacchia.
si associano
all’augurio rivolto dal C.C. e dalla C.C.C. al popolo e ai comunisti cecoslovacchi a ché possano “portare avanti con il pieno recupero della loro indipendenza e libertà d’azione, il processo di rinnovamento democratico e di consolidamento della società socialista”, così come sono convinti che il ritiro delle truppe e il rapido ripristino della normalità in Cecoslovacchia è “oggi il passo che innanzitutto occorre compiere perché i rapporti tra i Paesi socialisti possano condurre, sulla base dell’eguaglianza e del rispetto dell’indipendenza e della sovranità di ogni Stato, a un miglioramento della collaborazione in tutti i campi e a un reale rafforzamento dell’unità.
Il C.F. e la C.F.C. ritengono che, nella presente difficile situazione, impegno principale dei comunisti italiani debba essere quello della ricerca dell’unità del movimento operaio e comunista mondiale e, coerentemente con le nostre posizioni espresse più volte nell’ambito della precisa collocazione internazionalista del PCI, a dare il loro contributo perché si costruiscano nuovi rapporti fra tutte le forze socialiste e progressiste e a portare avanti sempre più rapidamente il processo di rinnovamento aperto dal XX Congresso.
Il C.F. e la C.F.C., nel concordare con il C.C. e la C.C.C. che l’autonomia dell’elaborazione e delle scelte politiche, la costante ricerca di una via italiana di accesso e di costruzione del socialismo sono per ilPCI la forza concreta, irrinunciabile della sua presenza e partecipazione in un movimento che vuole spezzare nel mondo la prepotenza aggressiva dell’imperialismo che vuole rompere la logica delle divisioni nei blocchi militari e politici contrapposti, che vuole scuotere il peso intollerante dell’oppressione, dello sfruttamento, della morte per fame che grava ancora su tanta parte dell’umanità, che vuole avanzare sulla strada del socialismo;
raccolgono l’appello del C.C. e della C.C.C. a impegnare tutto il partito a respingere e battere la campagna anticomunista scatenata da coloro che non possono dare nessuna lezione di moralità per avere approvato l’aggressione contro il popolo del Vietnam e gli altri crimini dell’imperialismo nel mondo e che sostengono la presenza di truppe e di basi straniere nel nostro territorio; a prendere tutte quelle iniziative perché nell’ambito della nostra linea internazionalista di solidarietà con la Cecoslovacchia, di amicizia con l’Unione Sovietica e con tutti i paesi socialisti vada avanti e si rafforzi la lotta per la pace, contro l’atlantismo, per il superamento dei blocchi, ricercando tutte le possibili forme di collaborazione e incontro tra le forze di sinistra, socialiste e cattoliche per andare avanti verso il rinnovamento democratico e il socialismo».

 

Sono passati 49 anni da quegli avvenimenti. Tuttavia, come dimostra questo documento, si gettarono in quel momento i germi di una politica che apriva a un dialogo tra le forze comuniste, socialiste e cattoliche, che accompagnò un proficuo periodo di riforme in Italia e una nascente cultura europeista. I fatti Cecoslovacchi con tutte le loro implicazioni internazionali, danno il via a un processo inarrestabile di cambiamenti che portarono alla fine della guerra fredda, al dissolvimento dell'Urss, al ruolo centrale dell'UE. Un nuovo scenario politico, che coincise, in Italia, con la fine dei partiti che erano stati protagonisti della ricostruzione del paese e fondatori della Costituzione democratica. Un'altra epoca era all'orizzonte.


lì 21 agosto 2017

---------------------
*Alexander Dubček, nato a Strážov, nella Slovacchia occidentale, il 27 novembre 1921, partecipa alla lotta partigiana contro i nazifascisti. Dopo la liberazione, ritorna a lavorare in fabbrica e ricopre diversi incarichi nel partito comunista, sino a diventare membro della direzione provinciale. Da questo momento è un susseguirsi di incarichi che lo porteranno a essere eletto il 5 gennaio 1968 primo segretario del Partito comunista cecoslovacco. Il nuovo percorso delle riforme e della democratizzazione del paese trova resistenze e difficoltà. La primavera di Praga precipita con l’invasione e la sostituzione di Dubček avvenuta il 17 aprile del 1969. Successivamente è nominato per un breve periodo, presidente dell’assemblea federale. In seguito è inviato come ambasciatore ad Ankara, capitale della Turchia. Richiamato poco dopo in patria, privato di ogni funzione ed espulso dal partito, trova lavoro prima come impiegato e poi come fabbro nell’Ente forestale dello Stato. Muore il 7 novembre 1992, all'età di 71 anni.

Leggi tutto...

Tre criticità a sinistra

sinistra 500300di Ivano Alteri - Nelle ultime settimane, due eventi di un certo spessore hanno caratterizzato la discussione avviata all'interno della sinistra italiana: l'assemblea al Teatro Brancaccio di Roma, convocata da Anna Falcone e Tomaso Montanari con altri; e la manifestazione pubblica di Piazza SS. Apostoli, convocata dal movimento di Pisapia e MDP Articolo 1 di Bersani, Speranza, D'Alema ed altri. Forse come mai prima, essi hanno suscitato, almeno in noi, la netta impressione di non essere di fronte all'ennesimo chiacchiericcio cui eravamo abituati e quasi rassegnati da tempo, visto l'insistito e accorato richiamo all'unità pervenuto da più parti, pur con i consueti e immancabili distinguo, e la puntualizzazione che tale unità non possa consistere nella mera creazione di un cartello elettorale in vista delle elezioni politiche del 2018.

Questi due punti di partenza, tuttavia, non costituiscono di per sé l'assicurazione che poi tutto non degeneri nell'ennesima proliferazione di liste di area o, al contrario, in un'armata brancaleone intruppata a forza all'interno di una lista unica costruita in ottica emergenziale, con l'unico scopo di garantirsi qualche posto in parlamento purchessia. C'è anzi il rischio concreto che ciò accada effettivamente, soprattutto considerate alcune criticità che notiamo all'interno di quella discussione complessiva, e giudichiamo di una certa importanza.

Il mondo cattolico e la Chiesa

In ordine di tempo, una prima criticità l'abbiamo rilevata nella riflessione del Brancaccio, pur colma di spunti interessantissimi e importanti prese di posizione, dove però non ha trovato posto alcuna considerazione su una questione che personalmente riteniamo dirimente, ossia il rapporto della sinistra col mondo cattolico e con la Chiesa. Non solo da oggi, col pontificato “rivoluzionario” di Papa Francesco, ma già da ieri, sia nella riflessione teorica sia nell'azione politica, la sinistra, almeno una sua parte rilevante, aveva attribuito a tale questione un'importanza molto particolare, data la particolare condizione dell'Italia quale paese in cui insiste lo Stato del Vaticano, centro della cristianità cattolica.
Molti, per questo, si limitano ad affrontarla in termini di rapporti fra stati; ma noi pensiamo che sia fin troppo riduttivo. Pur sorvolando sulle riflessioni di Gramsci in proposito, e sull'azione politica di Togliatti col suo “busseremo e ribusseremo”, pronunciato in occasione dell'apposito convegno di Trento del '51, sarebbe a nostro parere semplicemente errato e ingiusto sottovalutare il significato storico, sociale e politico che ha avuto quella dottrina che la Chiesa è andata sviluppando a partire dal 1891, con la sua prima enciclica sociale “Rerum Novarum”. Non ignoriamo le posizioni assunte dalla stessa Chiesa nei confronti della sinistra e delle sue organizzazioni politiche; non dimentichiamo le scomuniche contro di esse e i suoi aderenti, e neanche le sue complicità con movimenti ferocemente antipopolari. Ma non dimentichiamo neanche il ruolo svolto dai cattolici nella lotta resistenziale al fascismo, nella elaborazione della Costituzione e nella costruzione della repubblica; né, tanto meno, possiamo dimenticare il loro contributo nella realizzazione di quella rete di diritti sociali e civili che ha caratterizzato la storia italiana nei trenta-quaranta anni successivi all'avvento del nuovo ordine democratico.


Quella stessa criticità, bisogna dire, non era invece presente nell'iniziativa di Piazza SS. Apostoli dell'altro pezzo della sinistra. In quella occasione, a più riprese, il tema del rapporto con i cattolici è stato ricordato e posto all'attenzione dei presenti, sia in termini di alleanze politiche sia in termini di sensibilità culturali a cui non rinunciare. Riteniamo, pertanto, che questo sia un divario da colmare al più presto, pur essendo noi consapevoli della potenzialità “divisiva” del tema, ed anzi, proprio perché consapevoli di questo.

Psi, Prc, Pci, altre formazioni

In entrambe le occasioni, poi, abbiamo notato una seconda e una terza criticità, relative, in questo caso, ai soggetti politici da coinvolgere nell'auspicato processo unitario. Partendo dalla giusta considerazione che tale processo non debba risolversi in una sommatoria di ceto politico, infatti, si è giunti alla conclusione, a nostro parere un po' troppo affrettata, che si possa fare a meno di coinvolgere quella miriade di partitini che nella sinistra insistono, forse considerandoli del tutto marginali sul piano elettorale. Ma se uno dei presupposti di partenza deve essere proprio il carattere eminentemente politico dell'eventuale adesione al progetto unitario, la rilevanza elettorale di una forza politica dovrebbe essere posta in secondo piano, per concentrarsi invece sulle eventuali ragioni di fondo della sua esistenza. In quest'ottica, non ci parrebbe irrilevante riflettere sulle ragioni che vedono, ad esempio, Rifondazione Comunista e il nuovo Pci ai margini di questa discussione, quando non completamente fuori. Altrettanto valga per tutti gli altri frammenti anche pulviscolari che pur caratterizzano la realtà della sinistra italiana e la sua storia.

Ed è proprio a partire da quest'ultima che abbiamo notato, anche con un po' di sorpresa, una terza criticità nel dibattito relativa al Partito Socialista Italiano. In realtà, mentre a Piazza SS. Apostoli ogni riferimento al Psi era assente (forse contenuto implicitamente nella formula di centrosinistra), al Teatro Brancaccio esso è stato evocato in negativo, richiamandosi a quanto sta avvenendo in Europa, dove Podemos e Syritza stanno rivoluzionando il rispettivo sistema politico proprio a partire dalla rottura con la vecchia area socialista. Ma, anche a prescindere dalle particolarità di ogni paese e dagli esiti a cui possono giungere in essi tali esperimenti, ci chiediamo se sia davvero possibile pensare di ricostruire la sinistra a prescindere dalle sue radici e rinunciando definitivamente all'orizzonte socialista sotto qualsiasi forma. Personalmente pensiamo di no, anche considerando che tutto l'attuale pulviscolo aveva una casa comune proprio in quel partito.
D'altra parte, non si può ignorare neanche l'auto esclusione dello stesso Psi dal dibattito: anch'esso ritiene che si possa ricostruire la sinistra a prescindere dalla radice socialista?

Sì dirà che seguire il percorso che noi stiamo delineando sarebbe estenuante e scomodissimo. Ma pensiamo che sarebbe velleitario ogni altro tentativo che non cogliesse in pieno la gravità di una situazione in cui tutto sembra ormai perduto; e perciò non ricorresse con pazienza al motto gramsciano secondo cui “quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”.

Frosinone 17 luglio 2017

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici