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Tre criticità a sinistra

sinistra 500300di Ivano Alteri - Nelle ultime settimane, due eventi di un certo spessore hanno caratterizzato la discussione avviata all'interno della sinistra italiana: l'assemblea al Teatro Brancaccio di Roma, convocata da Anna Falcone e Tomaso Montanari con altri; e la manifestazione pubblica di Piazza SS. Apostoli, convocata dal movimento di Pisapia e MDP Articolo 1 di Bersani, Speranza, D'Alema ed altri. Forse come mai prima, essi hanno suscitato, almeno in noi, la netta impressione di non essere di fronte all'ennesimo chiacchiericcio cui eravamo abituati e quasi rassegnati da tempo, visto l'insistito e accorato richiamo all'unità pervenuto da più parti, pur con i consueti e immancabili distinguo, e la puntualizzazione che tale unità non possa consistere nella mera creazione di un cartello elettorale in vista delle elezioni politiche del 2018.

Questi due punti di partenza, tuttavia, non costituiscono di per sé l'assicurazione che poi tutto non degeneri nell'ennesima proliferazione di liste di area o, al contrario, in un'armata brancaleone intruppata a forza all'interno di una lista unica costruita in ottica emergenziale, con l'unico scopo di garantirsi qualche posto in parlamento purchessia. C'è anzi il rischio concreto che ciò accada effettivamente, soprattutto considerate alcune criticità che notiamo all'interno di quella discussione complessiva, e giudichiamo di una certa importanza.

Il mondo cattolico e la Chiesa

In ordine di tempo, una prima criticità l'abbiamo rilevata nella riflessione del Brancaccio, pur colma di spunti interessantissimi e importanti prese di posizione, dove però non ha trovato posto alcuna considerazione su una questione che personalmente riteniamo dirimente, ossia il rapporto della sinistra col mondo cattolico e con la Chiesa. Non solo da oggi, col pontificato “rivoluzionario” di Papa Francesco, ma già da ieri, sia nella riflessione teorica sia nell'azione politica, la sinistra, almeno una sua parte rilevante, aveva attribuito a tale questione un'importanza molto particolare, data la particolare condizione dell'Italia quale paese in cui insiste lo Stato del Vaticano, centro della cristianità cattolica.
Molti, per questo, si limitano ad affrontarla in termini di rapporti fra stati; ma noi pensiamo che sia fin troppo riduttivo. Pur sorvolando sulle riflessioni di Gramsci in proposito, e sull'azione politica di Togliatti col suo “busseremo e ribusseremo”, pronunciato in occasione dell'apposito convegno di Trento del '51, sarebbe a nostro parere semplicemente errato e ingiusto sottovalutare il significato storico, sociale e politico che ha avuto quella dottrina che la Chiesa è andata sviluppando a partire dal 1891, con la sua prima enciclica sociale “Rerum Novarum”. Non ignoriamo le posizioni assunte dalla stessa Chiesa nei confronti della sinistra e delle sue organizzazioni politiche; non dimentichiamo le scomuniche contro di esse e i suoi aderenti, e neanche le sue complicità con movimenti ferocemente antipopolari. Ma non dimentichiamo neanche il ruolo svolto dai cattolici nella lotta resistenziale al fascismo, nella elaborazione della Costituzione e nella costruzione della repubblica; né, tanto meno, possiamo dimenticare il loro contributo nella realizzazione di quella rete di diritti sociali e civili che ha caratterizzato la storia italiana nei trenta-quaranta anni successivi all'avvento del nuovo ordine democratico.


Quella stessa criticità, bisogna dire, non era invece presente nell'iniziativa di Piazza SS. Apostoli dell'altro pezzo della sinistra. In quella occasione, a più riprese, il tema del rapporto con i cattolici è stato ricordato e posto all'attenzione dei presenti, sia in termini di alleanze politiche sia in termini di sensibilità culturali a cui non rinunciare. Riteniamo, pertanto, che questo sia un divario da colmare al più presto, pur essendo noi consapevoli della potenzialità “divisiva” del tema, ed anzi, proprio perché consapevoli di questo.

Psi, Prc, Pci, altre formazioni

In entrambe le occasioni, poi, abbiamo notato una seconda e una terza criticità, relative, in questo caso, ai soggetti politici da coinvolgere nell'auspicato processo unitario. Partendo dalla giusta considerazione che tale processo non debba risolversi in una sommatoria di ceto politico, infatti, si è giunti alla conclusione, a nostro parere un po' troppo affrettata, che si possa fare a meno di coinvolgere quella miriade di partitini che nella sinistra insistono, forse considerandoli del tutto marginali sul piano elettorale. Ma se uno dei presupposti di partenza deve essere proprio il carattere eminentemente politico dell'eventuale adesione al progetto unitario, la rilevanza elettorale di una forza politica dovrebbe essere posta in secondo piano, per concentrarsi invece sulle eventuali ragioni di fondo della sua esistenza. In quest'ottica, non ci parrebbe irrilevante riflettere sulle ragioni che vedono, ad esempio, Rifondazione Comunista e il nuovo Pci ai margini di questa discussione, quando non completamente fuori. Altrettanto valga per tutti gli altri frammenti anche pulviscolari che pur caratterizzano la realtà della sinistra italiana e la sua storia.

Ed è proprio a partire da quest'ultima che abbiamo notato, anche con un po' di sorpresa, una terza criticità nel dibattito relativa al Partito Socialista Italiano. In realtà, mentre a Piazza SS. Apostoli ogni riferimento al Psi era assente (forse contenuto implicitamente nella formula di centrosinistra), al Teatro Brancaccio esso è stato evocato in negativo, richiamandosi a quanto sta avvenendo in Europa, dove Podemos e Syritza stanno rivoluzionando il rispettivo sistema politico proprio a partire dalla rottura con la vecchia area socialista. Ma, anche a prescindere dalle particolarità di ogni paese e dagli esiti a cui possono giungere in essi tali esperimenti, ci chiediamo se sia davvero possibile pensare di ricostruire la sinistra a prescindere dalle sue radici e rinunciando definitivamente all'orizzonte socialista sotto qualsiasi forma. Personalmente pensiamo di no, anche considerando che tutto l'attuale pulviscolo aveva una casa comune proprio in quel partito.
D'altra parte, non si può ignorare neanche l'auto esclusione dello stesso Psi dal dibattito: anch'esso ritiene che si possa ricostruire la sinistra a prescindere dalla radice socialista?

Sì dirà che seguire il percorso che noi stiamo delineando sarebbe estenuante e scomodissimo. Ma pensiamo che sarebbe velleitario ogni altro tentativo che non cogliesse in pieno la gravità di una situazione in cui tutto sembra ormai perduto; e perciò non ricorresse con pazienza al motto gramsciano secondo cui “quando tutto è o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all’opera, ricominciando dall’inizio”.

Frosinone 17 luglio 2017

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PCI. I danni all'ambiente nel frusinate

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260da PCI Frosinone - L’inquinamento si sa che è una tematica molto sensibile attualmente e risulta essere una piaga sociale piuttosto rilevante a livello globale. Non bastano le campagne promozionali per invogliare ad un risparmio energetico e ad adottare uno stile di vita sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e dell’intero ecosistema. Purtroppo la nostra provincia, in termini di inquinamento non è seconda a nessuno, tant’è vero che le si da il triste appellativo di “terra dei veleni”. Essendo nell’entroterra e circondata dai monti, geograficamente non si colloca in una posizione favorevole per il ricambio dell’aria, quindi è facile immaginare che la qualità di quest’ultima è davvero pessima.

Diversi comuni si sono attrezzati per la rilevazione delle polveri sottili (le cosidette pm 10) ed anche in questo periodo i valori registrati sono vicini alla soglia massima di sforamento: si parla all’incirca di cinquanta microgrammi per metro cubo. Il dramma ambientale della provincia di Frosinone sconta anche un lungo periodo in cui molte imprese hanno illecitamente interrato rifiuti tossici, senza che la politica locale facesse adeguati controlli per evitare tutto questo. E’ vero che la concentrazione del settore manifatturiero da un lato giova alla nostra provincia poiché ha offerto e continua a offrire posti di lavoro, ma questo non significa che le fabbriche possano inquinare indiscriminatamente. Inoltre, ad aggravare la tossicità dell’ambiente ci sono anche due impianti di smaltimento rifiuti presenti nel giro di pochi chilometri: la SAF di Colfelice ed il termo combustore di San Vittore del Lazio, già tristemente famoso nelle cronache correnti in quanto un’indagine dell’Arpalazio ha fatto registrare un livello di contaminazione delle acque sotterranee, nelle vicinanze del sito, per alcuni parametri superiore ai livelli consentiti.

Anche nella Valle del Sacco la situazione non è migliore: dalle rilevazioni effettuate il fiume ciociaro ha evidenziato valori di cromo, diossina e plutonio superiori alle concentrazioni consentite e la cosa più grave è che ancora viene utilizzato per l’abbeveramento di persone e bestiame, nonché per l’irrigazione dei campi. Non è esente da note di demerito nemmeno il cassinate, che oltre ad essere stata una terra bersagliata da seppellimenti di rifiuti speciali e da discariche abusive che continuano a spuntare come funghi nei luoghi più impensabili (tra cui anche le foreste demaniali), è sempre al centro delle notizie di cronaca per la grave situazione ambientale che la caratterizza. Addirittura risulta ancora in corso un’indagine relativa al seppellimento a venti metri di profondità di fusti di botulino provenienti dal Nord italia. Questo degrado si è scoperto soltanto da un anno in una zona a vocazione agricola, al confine tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, presso il corso del canale Nocione. Difatti sono morti alcuni animali da cortile poco tempo dopo aver bevuto dall’acqua del canale, la quale era divenuta di color ruggine. L’ovvia conseguenza di questo stato di cose è un aumento vertiginoso dei casi di tumore nella nostra provincia.

Le amministrazioni locali dovrebbero proteggere i cittadini attraverso l’inasprimento delle sanzioni per chi commette questi reati, aumentando i controlli da parte della polizia provinciale e di tutti i volontari. Inoltre devono avviare al più presto le operazioni di bonifica, che devono chiudersi nei tempi più celeri possibili. Per rendere più salubre l’aria invece, potrebbe essere utile un potenziamento delle aree verdi attraverso un arricchimento della dotazione arborea e premiare tutti i cittadini che assumono comportamenti virtuosi in ambito energetico.


Il segretario del Pci Frosinone
Oreste Della Posta

 
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PCI e PRC Ceccano incalzano Caligiore

Municipio di Ceccanoda PCI E PRC Ceccano - Il Partito comunista italiano e il Partito di rifondazione comunista questa mattina hanno protocollato negli uffici del comune di Ceccano una richiesta di incontro con l'Assessore ai servizi sociali. Dopo aver fatto due richieste scritte in cui chiedevamo alla giunta se sapessero quanti disoccupati ci sono sul territorio di Ceccano, se sapessero quante famiglie si rivolgono ai servizi sociali e non avendo avuto ancora risposta, le segreterie dei due partiti nelle persone di Tiziano Ziroli per il PCI e Adriano Papetti per il PRC hanno fatto formale richiesta di incontro. Nella nostra cittadina si parla di tutto, ma di disoccupazione e di famiglie in difficoltà non ne parla nessuno... Ora vediamo se l'assessore ci riceve .. Aspettiamo con fiducia.

 
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PCI. Della Posta ricorda Michele De Simone

  • Pubblicato in Partiti

MicheleDeSimonedi Oreste Della Posta - Il ricordo va a quel lontano 1986, ovvero al XXVII° Congresso del Partito Comunista Italiano, dove per la prima volta si presentarono gli emendamenti del compagno Cossutta che affermavano che non si era esaurita la spinta della "Rivoluzione di Ottobre". Il compagno Michele De Simone aderì fin da subito a questi emendamenti che ci portarono al Congresso Provinciale a prendere l'11% dei consensi della platea congressuale.
Di seguito dopo la scissione della "Bolognina" del '91 aderì al nascente Partito della Rifondazione Comunista candidandosi alle elezioni provinciali ottenendo ua notevole messe di voti. Poi nel '98 aderì al Partito dei Comunisti Italiani dove con la sua candidatura alla Regione contribuì alla vittoria del centrosinistra diventando consulente dell'Assessore Regionale alla semplificazione amministrativa e ai consumatori, mettendo tutto il sui impegno per la difesa dei diritti e il sostegno dei consumatori.
Quello che rimane più impresso nella mia memoria è il suo sorriso e la sua disponibilità verso chi ne ha bisogno. Di fatti Michele affermava sempre: "chi è comunista deve avere una moralità impeccabile e uno spirito altruista e sociale". Lui si è sempre comportato secondo questi principi avendo dell'essere umano una visione positiva. In questo abbiamo perso un Compagno e un Amico eccezionale per le sue doti umane.
Caro Michele io non so se esista il Paradiso, ma se esiste sicuramente sarai Lì perché il cristianesimo si può riassumere in questa frase: ama il prossimo tuo come te stesso, e tu questo hai fatto nella tua esistenza.
I Comunisti di Frosinone non ti dimenticheranno mai!
Il segretario del PCI Frosinone, Oreste Della Posta

 
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Il "Dramma lavoro" visto dal PCI

  • Pubblicato in Partiti

di Redazione - La FederPCI 2 1apr17azione di Frosinone del PCI rompe gli indugi. Ieri, 1 aprile, ha svolto il suo "Convegno sul lavoro" presso l'Amministrazione provinciale. Dopo un introduzione del Segretario della Federazioe Oreste Della Posta e u saluto del Segreatrio del Circdolo di Frosinone città, Marcello Colasanti che ha chiesto ancue un mibito di raccoglimento per il barbaro assassinio di Emanuele Morganti di Alatri, Tiziano Ziroli della segrereri e responsabile dei problemi del lavoro ha svolto un'appassionata relazione sul tema: "Il Dramma lavoro in provincia e in Italia (ne diamo conto con una video-intervista al sresso Ziroli). Erano presneti: Agnese Palma della CGIL regionale, il candidato a Sindaco di Frosinone Stefano Pizzutelli e Laura Collinoli di "Frosinone in comune", Gianmarco Capogna di Possibile e Pasquale Caggiano di Sinistra Italiana.
Il Prof. Piergiovanni Alleva, Assessore della Giunta regionale dell'Emilia e Romagna non ha potuto essere presente ed ha inviaot un messaggio che qui, integralmente, risportiamo per il particolare riferimento all'attualissima eseigenza del "Reddito Garantito ed eliminazione disoccupazione mediante solidarietà espansiva"

«Nello scusarmi per la mia assenza dovuta ad una improvvisa esigenza familiare, vi ribadisco il mio pensiero sulla assoluta necessità di garantire un reddito, quantomeno minimo, a tutti i cittadini con la precisazione che per quelli in età di lavoro, ossia ancora collocabili sul mercato del lavoro, il reddito garantito debba essere però un reddito da lavoro.PCI 4 1apr17
A questo scopo suggerisco che la legislazione sull'assegno sociale sia estesa a tutti i soggetti che hanno compiuto i 55 anni e siano privi di altri redditi.
Per il resto ritengo necessario incrementare i contratti di solidarietà espansiva riducendo l'orario settimanale da 5 a 4 giornate e fornendo una compensazionedi 2/3 almeno della perdita, mediante destinazione a questo scopo dei risparmi contributivi e salariali sui nuovi lavoratori assunti nella misura di 1 per ogni 5 che accettano la suddetta riduzione di orario, nonchè, attraverso contributi regionali e attraverso l'utilizzo virtuoso del welfare aziendale; ossia, assicura re lo stipendio a chi accetta la riduzione di orario mediante il pagamento in titoli rappresentativi spendibili presso la grande distribuzione commerciale che con effetto di sconto all'ingrosso, potrebbero essere procurati dalle aziende con sconti alti fino al 20%.
E' una soluzione semplice per il problema centrale di riassorbimento della disoccupazione che è dato dalla riduzione di orario a PCI 3 1apr17parità o, quasi parità, di sala
rio con utilizzo di tutte le risorse disponibile.
In questo senso depositato proposta di legge presso la Regione Emilia Romagna.

Fraterni Saluti

Prof. Avv. Piergiovanni Alleva»

 

L'intervista video a Tiziano Ziroli

 

 

 

 
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PCI e Cgil si incontrano

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260da Pci Frosinone - Il Partito Comunista Italiano ha incontrato il giorno 22 marzo 2017 il segretario provinciale della CGIL Frosinone - Latina Anselmo Briganti, per il PCI erano presenti il segretario provinciale Oreste Della Posta e per la segreteria del PCI Marcello Colasanti con delega alla comunicazione e sanità e Ziroli Tiziano con delega al lavoro e occupazione.
L'incontro è durato poco piu' di un ora, e si sono toccati punti importanti sulla questione dell'occupazione e della disoccupazione nella nostra provincia.
Si ritiene necessaria una forte mobilitazione unitaria dei sindacati e dei partiti di sinistra che hanno nei loro programmi ilBriganti DellaPosta lavoro come punto focale.
Il Partito Comunista Italiano ha presentato il suo documento sul lavoro, di contro il sindacato ha dichiarato che anche loro stanno lavorando su un loro documento, si è convenuti comunque che questo è il momento di collaborare tutti insieme, visto anche il fatto che la nostra provincia è stata decretata area di crisi complessa, e che tale decreto potrebbe portare delle agevolazioni al nostro territorio, ma c'è bisogno urgente di una progettualità' che al momento manca.
Su questo punto ci siamo trovati in accordo che la Regione Lazio deve nell'immediato convocare un tavolo regionale per programmare insieme alla provincia una nuova progettualita', il sindacato trova che l'ambiente debba essere un punto cardine della nuova progettazione del territorio, cosa condivisa anche dal Partito Comunista Italiano.
Auspichiamo che a breve il partito possa incontrare anche gli altri sindacati per poter tutti insieme contribuire a far risorgere la provincia di Frosinone.
PCI FEDERAZIONE DI FROSINONE

 

 

 

 
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PCI. Un documento per il lavoro e unità d'intenti

  • Pubblicato in Partiti

LAVORO 350 260Tiziano Ziroli intervistato da Ignazio Mazzoli - Mercoledì 1°marzo 2017 la federazione di Frosinone del Pci ha presentato un documento sui problemi del Lavoro in provincia di Frosinone. UNOeTRE.it ha già pubblicato un’intervista video al segretario Oreste Della Posta, oggi vuole approfondire la proposta comunista con Tiziano Ziroli della segreteria e responsabile dei problemi del lavoro e dell'occupazione per il suo partito.

Ziroli quali sono le fonti a cui avete attinto per fornire i dati che sono nel documento?

Ci siamo basati sui dati Istat per le statistiche nazionali, per i dati regionali abbiamo utilizzato quelli della delibera della Regione Lazio 522 del 9/9 2016 e per quelli provinciali ci siamo basati sui dati dell'Ufficio dell'impiego di Frosinone e della Camera di Commercio. Non temiamo contestazioni, le fonti sono ben individuate.

 La grave crisi dell’occupazione nel frusinate, che denunciate, quali radici ha?

Le radici della crisi occupazionale purtroppo sono di matrice internazionale, però nel nostro territorio la crisi ha radici nella poca attenzione che nel corso degli anni la politica locale ha avuto nei confronti del territorio, non si è cercato negli anni di individuare e sviluppare una nuova politica industriale, ma non solo. Per esempio nel corso del tumultuoso sviluppo industriale si fece lo sbaglio, in questo territorio, di abbandonare totalmente lo sviluppo di una moderna agricoltura. Non dimentichiamo che venuta a mancare la Cassa del Mezzogiorno non si pensò d’individuare e perseguire nuovi sbocchi occupazionali e nuove forme di lavoro.

Di chi sono le responsabilità?

Le responsabilità, secondo me, si possono equamente dividere tra la politica i sindacati e gli stessi imprenditori, perché nessuno dei tre ha avuto la lungimiranza di guardare al futuro del territorio.

Quali misure proponete nell’immediato e in prospettiva?

Nell'immediato per tamponare l'emergenza di mancanza di reddito proponiamo da subito che la Regione Lazio prenda in seria considerazione l'istaurazione di un reddito minimo garantito, ma anche l’utilizzo dei disoccupati per lavori di pubblica utilità fronteggiando insieme due emergenze, quella della massiccia disoccupazione provinciale e la mancanza di lavoratori che penalizza fortemente le attività dei 91 comuni della provincia. Basta sentire i sindaci per averne la conferma.

Il 3 marzo Vertenza Frusinate ha presentato una sua proposta di reddito di sopravvivenza e noi comunisti la appoggeremo.
In prospettiva come già scritto nel documento, ci sarà bisogno di una seria politica attiva per sviluppare di nuovo occupazione e lavoro in Ciociaria. Noi comunisti abbiamo pensato all'edilizia, che è stata per molti anni pietra miliare del nostro territorio, ma puntando a una edilizia mirante soprattutto alla ristrutturazione dei nostri centri storici oramai abbandonati e, che risolverebbe anche il problema delle esigenze abitative nel cuore delle nostre città che spesso sono colpite dall’abbandono e dallo svuotamento.
Pensiamo seriamente all'agricoltura imperniata sui prodotti tipici locali che potrebbe anche favorire forme di reindustrializzazione, magari nella moderna forma della green economy.
Tutte queste scelte, però, richiedono forte volontà politica per farle. Il documento che abbiamo scritto deve mettere le gambe e non rimanere solo un bel documento scritto bene.

Una delle questioni sollevate nel documento è insicurezza nel trovare e mantenere un lavoro: cosa proponete?

Oramai con la desertificazione industriale in corso trovare lavoro e diventato quasi impossibile, e specialmente per le fasce di età molto adulte, poi c'è da dire che le politiche nazionali non aiutano perché con il jobs act e con la liberalizzazione dei voucher il lavoro e diventato, quel poco che si trova è molto precario.Bandiera pci 350 260
A livello a nazionale proponiamo che venga abolito il job act e che venga ristabilito l'articolo 18. Però, ripeto, per far ripartire l’occupazione noi proponiamo intanto che i disoccupati vengano utilizzati per lavori di servizio, nei comuni con fondi e aiuti regionali.

Quali sono i prossimi impegni del vostro partito?

Il 1° aprile 2017 faremo un convegno regionale sul lavoro con il contributo di un esponente della segreteria nazionale Piergiovanni Alleva, un giuslavorista Consigliere regionale di opposizione nella Regione Emilia Romagna.

Come e con chi costruirete l’iniziativa unitaria per nuova occupazione di cui parla Della Posta nell’intervista video?

Noi vorremmo costruirla con tutti i partiti alternativi al PD, che è oggi il principale responsabile di questa drammatica situazione. Puntiamo ad una iniziativa unitaria. Il documento verrà spedito a tutti i partiti che ritengono il lavoro l’asse centrale della ripresa e dello sviluppo del territorio, intanto partiremo con il chiedere loro di istaurare un tavolo per discutere insieme del documento.
Il documento lo invieremo anche ai sindacati ai quali chiederemo, nuovamente d’incontrarli.

 
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5 marzo 2017

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Il PCI e il Lavoro

  • Pubblicato in Partiti

Ziroli DellaPosta

 Il documento del PCi sul Lavoro in provincia di Frosinone dopo un'introduzione del Segretario Oreste Della Posta è stato illistrato da Tiziano Ziroli della segreteria responsabile dei problemi del lavoro e dell'occupazione per il suo partito.

Segue la video intervista a Oreste Della Posta

 

 

 

 Pci Ziroli DellaPosta Moro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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"Frosinone in Comune" incontrerà il PCI

  • Pubblicato in Partiti

frosinone corso della repubblica 350 260da Frosinone in Comune - "Frosinone in Comune ha tra le sue priorità quella di recuperare una qualità della vita che non solo non metta a repentaglio la salute dei cittadini, ma che sia migliore sotto ogni profilo. Per questo motivo il movimento è pronto a confrontarsi con chiunque abbia a cuore tutto questo".
Il movimento politico che vede candidato alla carica di sindaco Stefano Pizzutelli risponde all'appello lanciato da Oreste Della Posta e Marcello Colasanti, dei Comunisti Italiani, dichiarandosi disponibile ad un confronto sui programmi e le tematiche che più interessano la città di Frosinone.
"Come si legge, tra le altre cose, nel nostro manifesto - è sottolineato ancora nel comunicato - Frosinone in Comune nasce con un sogno. È il sogno che ruota intorno a parole come bellezza, trasparenza e competenza.
Qui, non in un’altra città o in un Paese diverso. Qui a Frosinone, che è la nostra città, il luogo in cui siamo nati e cresciuti e che vogliamo diventi più vivibile per tutti, dai bambini agli anziani.
Ecco allora la bellezza, in cui è racchiuso tutto. Un ambiente più sano, un luogo migliore, un posto più giusto, dove le differenze sociali siano mitigate da politiche che non lascino indietro nessuno. Una città dove si abbia voglia di restare e in cui tanti desiderano arrivare. Per abitarci o lavorare.
Ecco la trasparenza, dove tutto questo sia reso possibile da una gestione della cosa pubblica senza imbrogli, bugie, trabocchetti, espedienti, sotterfugi. Una gestione limpida come una casa di vetro e che metta insieme le migliori competenze. Perché nulla può essere lasciato al caso e ogni cosa va affrontata nella giusta maniera e con i mezzi più opportuni per farlo.
È questo ciò che vogliamo e siamo in grado di fare. Questo l’obiettivo di un gruppo di persone che si è messo insieme per disegnare questa città".

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PCI propone confronto per il voto a Frosinone

PCI elez Frdall'Ufficio Stampa del PCI Frosinone - Il Partito Comunista Italiano, consapevole delle difficoltà politiche nazionali, considerato peraltro il generale clima di incertezza politica e del possibile mutamento degli equilibri, ribadisce la disponibilità immediata al confronto sulla base del programma politico proposto alla città.
Nel confermare la disponibilità al dialogo sui temi amministrativi e sui tanti problemi che attanagliano la Città, ritenendo di dover uscire al più presto dalle sacche determinate dai soliti giochi di potere, legati per lo più a personaggi che hanno tenuto e, tengono in scacco l'intera politica cittadina da ormai troppo temp, ritengono di aprire un confronto sulle condivisioni e quale base di sviluppo sostenibile della Città e del territorio.
Rammentando che occore recuperare da subito una qualità della vita che non metta a repentaglio la salute dell'intera cittadinanza e che quindi passi per la risoluzione dei problemi legati al lavoro, sanità, cultura ecc
Su tali basi i comunisti sono pronti al dialogo e a una proficua collaborazione con quanti condividono le proposte e un percorso politico che recuperi i temi della sinistra, anteponendo questi, ai soliti interessi di bottega.

Frosinone 22 febbraio 2017

PCI Frosinone
Oreste Della Posta

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