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'Asilo Nido Pollicino', lettera aperta al Sindaco

Pollicino Frosinone 350 260 mindi Gaetano Ambrosiano - Lettera aperta al Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani

oggetto: “Asilo Nido Pollicino”

«Caro Sindaco
In Italia, il 17 giugno 1850 a Milano viene fondato il primo asilo-nido “Ricovero per lattanti” per i figli delle operaie, istituzione laica e gratuita, grazie alla filantropa Laura Solera Mantegazza e a un gruppo di studiosi che denunciano il fenomeno dell’abbandono minorile. Altri asili-nido verranno fondati successivamente a Milano, e nella stessa città, grazie a questi interventi, verrà abolita, nel 1868, la Ruota degli esposti, dove i bambini venivano abbandonati. Il regime fascista istituisce nel 1925 l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia, che ha come obbiettivi la difesa ed il potenziamento della famiglia e della natalità. “Anche se nel pieno spirito del regime fascista, lo scopo dell’opera è quello di espellere le donne dal mondo del lavoro affinché possano dedicarsi esclusivamente alla maternità per dare figli al regime”. Accanto a questo proposito, l’opera però sostiene le madri bisognose e indigenti, promuove la diffusione di conoscenze scientifiche riguardo alla puericultura e istituisce la creazione di asili nido, con carattere assistenziale, nelle fabbriche in cui lavorano più di 50 donne.

La legge che istituisce gli asili nido veri e propri è però del 1971, ed è la legge 1044/71, che definisce il nido come un “servizio sociale di interesse pubblico”. La sua funzione è però ancora solo assistenzialistica, e non viene fatto cenno alle potenzialità educative di un asilo nido.
L’asilo nido è una istituzione di carattere assistenziale ed educativo derivante da esigenze della società moderna: la madre, pur avendo il diritto di usufruire di periodi di assenza dal lavoro per il primo anno di vita del bambino, ha spesso difficoltà a provvedere all’assistenza del piccolo; qui si inserisce il nido, che le viene in aiuto accogliendo minori dai sei mesi ai 3 anni di età.

Le finalità dell’asilo nido di base sono sostanzialmente tre:
1) Educative, affiancando i genitori nella crescita dei loro figli , attraverso anche un Progetto Educativo stilato dagli operatori che comprende attività che cercano di soddisfare i bisogni dei bambini nel rispetto dei loro tempi di crescita;
2) Sociali, offrendo ai bambini un luogo di socializzazione e di relazione con gli altri bambini;
3) Culturali, in quanto offrono un modello culturale che non opera discriminazione nell’erogazione del servizio, e sono inoltre luoghi di promozione della cultura dei diritti dell’infanzia.

Non vi è dubbio che l’asilo nido goda attualmente di molti consensi in vasti strati della popolazione, poiché sembra risolvere il problema di dove e a chi lasciare i piccoli, specie quando un genitore è solo o quando in una famiglia lavorano entrambi i coniugi. Inoltre, poiché l’asilo nido si propone come un luogo più ricco di stimoli sociali, culturali, linguistici ed educativi rispetto a una normale famiglia, questa istituzione sembra adattarsi benissimo sia a tutti i bambini normali sia a quelli che presentano qualche disabilità: ritardo mentale, autismo e altre patologie invalidanti. Per tale motivo, da parte di molte componenti della società: famiglie e associazioni, sindacati e politici, medici e amministratori, è sempre più pressante la richiesta di più asili nido, così da soddisfare il “bisogno” di ogni comune, di ogni quartiere, di ogni famiglia, ma anche di ogni donna che intende impegnarsi pienamente nelle attività lavorative e sociali.
Vivamente speriamo di arrivare all’istituzione degli asili nido di quartiere atti a garantire un efficienza ed un incremento nella qualità della vita della nostra città. Ma al momento speriamo vivamente che si risolva in direzione positiva lo stato di servizio dell’asilo nido “Pollicino” per quello che riguarda il termine di fine anno scolastico come speriamo in maggiori attenzioni per quello che noi crediamo la base per il futuro della nostra società. E’ chiaro che sui bambini non devono cadere le nostre colpe o le nostre diverse visioni, al contrario dobbiamo prodigarci affinché essi trovino un mondo migliore di quello che noi viviamo e la politica come noi che la pratichiamo ci conduce a delle responsabilità da cui non possiamo sottrarci.

Il 19 gennaio data del prossimo consiglio comunale ci attendiamo dalla sua figura con carica di Primo Cittadino, attraverso i responsabili del settore una relazione di bilancio positiva a riguardo della situazione del Pollicino, che oltre arrivare a termine di fine anno abbia un futuro a seguire per il lavoro che svolge all’interno della nostra comunità. Ma quello che chiediamo per il futuro è un maggiore investimento e progettazione sia nel pubblico che nel privato in quelli che sono i servizi della prima infanzia.»

*Gaetano Ambrosiano
Coordinatore Provinciale ART.1 MdP

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Riggi: Appello al Sindaco per l'asilo nido Pollicino

Frosinone 350 260 minDaniele Riggi: “Rivolgo un appello al Sindaco, all'Assessore al Bilancio e all'Assessore alla Pubblica Istruzione: consentiamo all'asilo nido Pollicino di proseguire l'attività didattica, almeno fino alla fine di questo anno scolastico”

L'attuale legge di bilancio varata dal governo giallo-verde si sta rivelando l'ennesima tagliola sui bilanci comunali, dato che riduce ulteriormente le già scarse risorse disponibili per i servizi ai cittadini. L'asilo nido comunale “Pollicino” vive da diverso tempo una situazione precaria, infatti il servizio, in assenza di nuova gara per l'affidamento, va avanti attraverso delle proroghe. Adesso, a causa anche dei recenti tagli imposti dal Governo, c'è il forte rischio che nel bilancio comunale di quest'anno non ci siano le risorse sufficienti per garantire il proseguimento dell'attività del servizio, almeno fino alla fine dell'anno scolastico. Sarebbe veramente clamoroso e ingiusto interrompere un servizio didattico ad anno scolastico inoltrato, considerando che i genitori hanno già versato le quote di iscrizione e, soprattutto, hanno organizzato i propri impegni lavorativi e personali sapendo di poter contare sul supporto del servizio. In questo modo rischiamo di danneggiare le famiglie, con cui il Comune ha preso degli impegni, i bambini, che vedrebbero interrotto il loro percorso didattico, e, soprattutto, i lavoratori e le lavoratrici dell'asilo, che in questi anni hanno garantito con professionalità un servizio utile a tutta la comunità. Capisco che in una situazione economica così drammatica sia difficile mantenere operativi tutti i servizi a domanda individuale, va anche detto, però, che nel caso degli asili nido le quote versate per il servizio da parte dell'utenza consentono di bilanciare parte della spesa, generando così una “perdita controllata”. L'asilo nido Pollicino, tra l'altro, in questi anni ha sempre svolto un servizio di qualità, apprezzato dall'utenza, che ha consentito a molte famiglie frusinati, a fronte di impegni di vita e di lavoro sempre più pressanti, di poter garantire ai propri figli un'educazione socio-affettiva adeguata nella seconda infanzia, ad un costo accessibile.

In tempi così difficili, non tutti hanno le risorse economiche per potersi permettere servizi educativi privati, così come non tutte le coppie di genitori hanno la fortuna di avere a casa familiari a cui poter affidare la cura dei propri bambini. Spero, dunque, che ci sia la volontà politica di garantire il proseguimento del servizio almeno fino alla fine di quest'anno scolastico, diversamente si andrebbe incontro a un precedente veramente imbarazzante per la nostra Amministrazione, che non può pensare di avviare dei servizi scolastici senza essere certa della copertura finanziaria almeno fino alla fine dell'anno didattico. Sono convinto che per un servizio così apprezzato e importante ci sia la disponibilità di tutto il consiglio comunale, maggioranza e minoranza, a intraprendere una battaglia comune presso la Regione o il Ministero per ottenere dei canali di finanziamento; intanto cerchiamo di eliminare il più possibile le spese velleitarie.

 

 

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Caso Asilo Nido “Pollicino”, altro che “Mille asili in mille giorni”.

Pollicino Frosinone 350 260 mindi Anna Rosa Frate - La questione della Delibera Comunale sull’Affidamento in concessione della gestione dell’Asilo Nido “Pollicino” sito in Corso Lazio è paradigmatica da una parte del comportamento di Ottaviani che spende cifre assurde per cartelloni e stupidaggini simili e che preferisce dare in concessione un asili nido fregandosene di tutto. Fregandosene anche del parere dell’ANAC nella persona di Raffaele Cantone che precisa che la concessione è un istituto che non si puo’ utilizzare nella fattispecie, ma che occorre una vera gara di appalto. E dall’altra del comportamento schizofrenico del Partito Democratico che in Consiglio Comunale si defila, esce, si astiene.

Il Partito Democratico di Frosinone disconosce così le politiche renziane che inglobano nella Buona Scuola il cosidettod emendamento Puglisi che renderebbe i nidi e le scuole dell’infanzia un diritto universale e non un servizio a domanda individuale anche se poi non si stanzia per loro un euro. Lontanissimo quindi dai “Mille asili in mille giorni”.
Oggi la tendenza dei Paesi piu’ accorti alle politiche sociali (Paesi del Nord Europa, Francia , Germania) e’ di definire chiaramente i nidi d’infanzia come servizi educativi a tutti gli effetti, integrati alla scuola d’infanzia con l’obiettivo di garantire ai bambini e alle bambine pari opportunita’ di educazione, istruzione, cura relazione e gioco, superando disuguaglianze e barriere territoriali, economiche, etniche e culturali.

Perche’ l’obiettivo si realizzi in Italia, occorrono due condizioni :
1. Il superamento delle disparità territoriali nei livelli di copertura (26% dell’Emilia, 2% della Calabria) La media nazionale tra pubblico, privato e convenzionate si arriva al 20%. Ben lontano dall’obiettivo del 33% che l’unione Europea si era dato.
2. La seconda condizione è l’accessibilita’ economica del servizio
Quindi la scarsità dell’offerta, le differenze territoriali, i costi, rendono difficile ai genitori, in particolare alle madri, conciliare la ricerca ed il mantenimento di una occupazione in presenza di un bambino molto piccolo. Con i chiari effetti negativi sia sulla permanenza delle donne nel mercato del lavoro sia sulle decisioni di mettere al mondo un figlio. Si stima che la nascita di un secondo figlio fa precipitare le famiglie nella categoria della povertà relativa.
Anche la possibilità di avere accesso alla Mensa scolastica contribuisce a garantire il pieno godimento del diritto allo studio, del diritto alla salute e del diritto alla non discriminazione. Alla presenza di tempo pieno e mensa scolastica, diminuisce la dispersione scolastica che sta diventando in Italia una grave problema.
Secondo Il IV Piano Nazionale sull’infanzia investire sulla mensa scolastica diviene un forte strumento di contrasto alla povertà. Garantire almeno un pasto proteico al giorno ai bambini può migliorare la condizione del 5,7% dei minori poveri.

Uno studio della Fondazione Giacomo Brodolini, seguendo uno studio svolto dalla Camera Federale del Lavoro austriaca, procedendo con una serie simulazione finanziaria sostiene che gli asili nido in poco tempo si pagano da sè!!
In breve a 160 mila posti aggiuntivi creati negli asili nido, si stima un aumento di circa 70 mila posti li lavoro nel settore scolastico, 14 mila in settori collegati un aumento dell’occupazione dei genitori tra i 54 mila nello scenario pessimista e 107 mila in quello ottimista.
La tassazione dell’occupazione aggiuntiva e’ la fonte principale dei proventi. Insomma un circolo virtuoso nel giro di 5/6 anni.

Il caso Ostia di questi giorni  la conseguenza dello smembramento dello Stato Sociale a seguito del quale anche il pacco alimentare diventa voto di scambio. Dove l’unico punto di aggregazione del quartiere è la palestra di boxe degli Spada.
Quindi il problema della povertà, dell’esclusione sociale e della discriminazione dovrebbero essere all’ordine del giorno a tutti i livelli ma soprattutto per i Comuni che sono le istituzioni più vicine ai cittadini .La delibera sugli asili nido in questo caso procede esattamente in direzione contraria.

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