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Candidate alla Regione: Marina Navarra (intervista)

marinanavarra 350 260Marina Navarra, candidata di Potere al Popolo al Consiglio Regionale del Lazio. E' operaia presso l'azienda farmaceutica Sanofi-Aventis di Anagni, dirigente di Rifondazione comunista Frosinone, ha frequentato l'Istituto Magistrale statale Regina margherita ad Anagni. Rappresentante sindacale prima nella Cgil oggi nella Unione Sindacale di Base. E' di Sgurgola dove vive con i suoi figli, Luna e Francesco Maria.

Qui il video con Marina Navarra intervistata da Nadeia De Gasperis, Vicedirettore di UNOeTRE.it

 

 

 

 
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Potere al Popolo aderisce alla manifestazione “BASTA ACEA ATO5"

  • Pubblicato in Partiti

poterealpopolo 350 260Potere al Popolo prov. di Frosinone, aderirà alla manifestazione “BASTA ACEA ATO5" che si terrà a Frosinone, Sabato 17 febbraio con partenza dal piazzale del vecchio stadio. La vicenda di Acea, è emblematica di come il capitale grazie ai comitati d’affari che occupano il Parlamento e le assise locali, riesce a vessare i cittadini, lucrando su un bene fondamentale per la vita come l’acqua. Nel 2011 il popolo sovrano attraverso un referendum ha decretato che sull’acqua è vietato fare profitti con l’abolizione della remunerazione del capitale investito.

I sindaci dei Comuni compresi nei vari ATO stranamente ignorano il referendum continuando ad approvare tariffe illegali comprensive del profitto per il gestore. Dal 1° gennaio 2012 con il decreto Salva-Italia, del governo Monti, la determinazione delle tariffe viene demandata ad un organo specifico l’Autorità per l’Energia il Gas ed il Servizio Idrico (AEEGSI) il quale stabilisce che le tariffa debba coprire interamente i costi sostenuti dal gestore, fra questi figura il costo della risorsa finanziaria, in pratica la vecchia remunerazione del capitale eliminato dal referendum, viene reintrodotto sotto altro nome. Ma il tracollo si ha nel maggio del 2017 quando il Consiglio di Stato respinge definitivamente i ricorsi presentati dalle associazioni dei consumatori sulla mancata attuazione del referendum nella determinazione della tariffa.

Secondo il supremo giudice amministrativo, ai sensi della normativa italiana ed europea attualmente in vigore il servizio idrico è un servizio a “rilevanza economica” dunque deve assicurare una rendita direttamente stabilita dai mercati finanziari. Con buona pace di quei 26 milioni di cittadini che hanno votato per l’acqua pubblica, Acea è legittimata a distribuire dividendi milionari ai propri azionisti, sacrificando gli investimenti per l’efficientamento , e ad assicurare il profitto proprio attraverso la tariffa.

Il Comune di Roma è il maggiore di questi azionisti detenendo il 51% delle azioni di Acea, ma la sindaca pentastellata Raggi pur promettendo in campagna elettorale la rideterminazione degli assetti societari di Acea, verso una maggiore predominanza del pubblico e una quota di investimenti maggior per l’adeguamento della rete idrica, nulla ha fatto.

Il Movimento che prometteva di aprire il Parlamento come una scatola di tonno non è riuscito neanche a scalfire lo scafandro della multi utility romana. Uguale responsabilità ha la Regione a guida Pd. Pressata dalle normative europee il Consiglio guidato da Zingaretti, approva la legge 5 recependo tutte le indicazioni del forum dei movimenti per l’acqua. Sembra fatta. La legge propone la gestione pubblica della risorsa. Ma siccome gli interessi del Capitale (Acea) sono intoccabili, la normativa non verrà mai applicata per la mancanza dei decreti attutivi, per altro licenziati pochi giorni fa, che di fatto peggiorano la situazione attuale. La meritoria attività dei movimenti per l’acqua pubblica attivi nella nostra Provincia organizzano manifestazioni e offrono consulenza per contestare e non pagare bollette, “creative” . E’ la giusta strada. Bisogna colpire il capitale fin dentro il portafoglio.

Ma a soccorrere Acea ci pensa il comitato d’affari a guida Pd che è al governo. Con il decreto del 22 febbraio 2016 il ministro dell’economia e delle finanze Padoan autorizza la riscossione coattiva dei crediti vantati da Acea Ato5 nei confronti degli utenti della Provincia di Frosinone. In pratica solo a Frosinone e Provincia una legge speciale prefigura per chi non paga un reato penale con la possibilità del distacco del contatore. La vicenda della risoluzione del contratto richiesta da 11 sindaci guidati dal primo cittadino del Capoluogo Ottaviani , alla fine rivela lo scopo esclusivamente elettoralistico dell’operazione.

Infatti il TAR boccia l’istanza per gravi vizi procedurali. Di fronte ad un tale danno per il benessere di cittadini , arrecato dagli interessi del capitale privato supportato dall’oligarchia politica, non resta che la mobilitazione a cominciare da sabato 17 febbraio a Frosinone. Invitiamo tutti i cittadini a partecipare, per liberarci da Acea, ma soprattutto per ribadire che se non s’impone la gestione pubblica e partecipata della risorsa idrica, sottraendola alle mire del mercato, nessuna impugnazione di bolletta o reclamo sarà efficace. Rimane comunque indispensabile continuare a contestare le fatture e rendere più dura la protesta.
Non serve la risoluzione ma la RIVOLUZIONE.

 
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Potere al Popolo Frosinone ha presentato i candidati al voto 2018

poterealpopolo 350 260Comunicato - Potere al Popolo Frosinone ha presentato i candidati alle elezioni regionali del Lazio e alla Camera e al Senato
Frosinone, 8 febbraio 2018 – Sono state presentate ieri sera a Frosinone le candidature di Potere al Popolo Frosinone per le elezioni regionali del Lazio, per Camera e Senato.
Candidati alle elezioni Regionali del Lazio sono Maddè Guglielmo, Carla Corsetti, Emiliano Lanni, Rosaria Gabriele, Ivan Visentini, Marina Navarra. Candidati alla Camera dei deputati - Uninominale: Carla Corsetti, Vincenza Durante. Candidati alla Camera dei deputati – Plurinominale: Paolo Ceccano, Antonella Spagnoli. Al Senato: Maddè Guglielmo, Ivan Visentini, Marina Navarra.
«Abrogazione del Jobs Act, della Legge Fornero ma non solo – ha spiegato durante il suo intervento Carla Corsetti – Gli obiettivi sono molteplici e riguardano anche la prospettiva di ridisegnare nuovamente la sinistra in Italia partendo dalla Costituzione Antifascista, partendo da una Costituzione Antirazzista e quindi riaffermare i valori fondanti della nostra nazione che nascono dalla Resistenza».
«Potere al Popolo – ha detto Maddè Guglielmo durante il suo lungo intervento - perché oggi purtroppo la politica ha disatteso quelle che sono state per decenni le esigenze dei cittadini. Oggi Potere al Popolo porta nelle proprie liste dinanzi ai cittadini quello che probabilmente è il vero problema italiano che va dall’occupazione, alla sanità, all’ambiente, alla scuola. Una coerenza che parte dal basso per arrivare in quelle stanze, dove si legifera, nei palazzi del potere. Un discorso a parte va fatto per i lavoratori e per i diritti e la dignità calpestati attraverso il Jobs act. Chiediamo pertanto l’abrogazione della legge in vigore e l’abrogazione di quella legge Fornero che rappresenta oggi il vero strumento anti-democratico e contro tutti i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. Le risorse ci sono, le proposte valide sono: riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, l’istituzione di una patrimoniale e la legittimazione di quel riconoscimento, dopo anni di sacrifici, che è il rapporto pensionistico che non può essere legato all’aspettativa di vita e ad un sistema contributivo. Separazione del sistema previdenziale da quello assistenziale».

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Il programma per l’Italia di Potere al Popolo

poterealpopolo 350 260 La lista Potere al Popolo prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo: il loro programma, i sondaggi e i candidati.

l nome è Potere al Popolo, con orgoglio tendono a precisare, si tratta per loro “dell’unica lista di sinistra” che prenderà parte alle elezioni politiche del 4 marzo.

Come è nata la lista Potere al Popolo e soprattutto il programma elettorale? Quest'ultimo è il frutto di circa 100 assemblee territoriali.

Nasce Potere al Popolo

Con la presenza di Potere al Popolo si può dire che lo scacchiere politico delle elezioni del 4 marzo può essere considerato completo. Ecco dunque che alle urne ci saranno Forza Nuova in tandem con Fiamma Tricolore, CasaPound, il centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi con l’Italia), il centrosinistra ( PD, Lista Insieme, +Europa e Civica Popolare), Liberi e Uguali (MDP, Sinistra Italiana e Possibile) e Potere al Popolo.

La nascita e la realizzazione politica di Potere al Popolo è stata rapida anche se affonda le radici nella tradizione ormai secolare della sinistra in Italia. Si può dire che è anche il risultato del clima creato dalla scissione nel Partito Democratico.

Il distacco della parte più radicale del PD ha aperto un orizzonte nuovo, tanto che si iniziò da subito a parlare di un progetto per unificare la frammentata sinistra nel nostro paese. Lasciando perdere il tentativo molto timido e incerto di Giuliano Pisapia, uno slancio a riguardo è stato dato da Tomaso Montanari e Anna Falcone. Quelli che sono stati poi denominati “la sinsitra del Brancaccio”, attraverso una serie di incontri ed eventi avevano iniziato a tessere una fitta tela. Quando però la data delle elezioni si è avvicinata, ognuno fatto le proprie scelte.

La nascita di Liberi e Uguali e l’investitura di Pietro Grasso come leader ha provocato l’allontanamento di quelli del "brancaccio e di Rifondazione comunista. Così quello che sembrava essere la fine di un progetto politico è stato soltanto un nuovo inizio.

Per merito dei ragazzi dell’ex Opg "Je so’ pazz" di Napoli, il 18 novembre è nata l’idea di creare una lista a livello nazionale da presentare alle elezioni politiche. Visti i tanti scontenti a sinistra, il progetto ha preso subito piede trovando concretezza nell’ufficialialità della presenza alle urne di Potere al Popolo.

La nascita di Potere al Popolo è stata dettata quindi dalla necessità di sentirsi rappresentati a livello politico da parte della galassia dei movimenti della sinistra di lotta. Un novità assoluta quindi per una lista si pone come molto distante non solo dal PD, ma anche da Liberi e Uguali.

Visto che la nuova legge elettorale prevede che ogni lista determini un proprio capo politico, Potere al Popolo per questo ruolo ha scelto Viola Carofalo, una ricercatrice precaria di 37 anni che preferisce però essere definita “portavoce”.

Al progetto poi ha aderito anche Rifondazione Comunista assieme a Sinistra Anticapitalista, Eurostop e Pci.
Presenti anche numerosi movimenti che operano in tutta la penisola: dai No Tav, No Tap e No Muos, fino ai Clash City Workers che si occupano di questioni relative al mondo del lavoro principalmente a Roma e a Milano. Queste sono soltanto alcune delle sigle che hanno aderito a Potere al Popolo.

Il Programma

Esso si articola in 15 punti e si conclude con un capitolo davvero strategico dedicato a mutualismo, solidarietà e potere popolare laddove si afferma “per noi potere al popolo significa restituire alle classi popolari il controllo sulla produzione e sulla distribuzione della ricchezza; significa realizzare la democrazia nel suo senso vero e originario”. Una scommessa difficile ma l’unica possibile, anche per ridare all’Italia un futuro degno di essere vissuto e il ruolo di laboratorio politico e culturale che da tempo sembra aver perso per lo squallore insanabile della sua classe politica e imprenditoriale. Accettiamo la sfida!
A differenza della maggior parte delle altre forze politiche, Potere al Popolo ha elaborato il suo programma elettoralecon un gran numero di assemblee territoriali più che gremite. Alla fine è stato pubblicato sul proprio sito un dettagliato e approfondito programma che si snoda in 15 punti con, alla base, l’idea di “voler costruire una vera democrazia e ridare potere al popolo”.

1 - Difesa e rilancio della Costituzione nata dalla Resistenza
2 - Rottura dei trattati dell’Unione Europea
3 - Pace e disarmo con addio alla NATO e rescissione di tutti i trattati militari
4 - Cancellazione del Jobs Act e della riforma Fornero sul lavoro
5 - Abolizione riforma Fornero delle pensioni
6 - Ripristino della progressività del sistema fiscale e imposta sui grandi patrimoni
7 - Cancellazione della Buona Scuola
8 - Almeno 1% del Pil investito nella cultura
9 - Istituzione del Reddito minimo garantito
10 - Piano straordinario per la messa a disposizione di 1.000.000 di alloggi sociali in 10 anni, attraverso il prioritario riutilizzo del patrimonio esistente
11 - Estensione diritti sociali ai migranti e accoglienza per i richiedenti asilo
12 - Lotta alla violenza contro le donne e le persone LGBTQI
13 - Salvaguardia dell’ambiente e il risanamento dei danni connessi al cattivo uso delle risorse
14 - Politica di investimenti pubblici in settori produttivi mirati allo sviluppo dei territori più svantaggiati
15 - Depenalizzazione di una serie di reati ereditati dall’ordinamento fascista del Codice Rocco e amnistia per i reati legati alle lotte sociali, sindacali e ambientali

Questi sono soltanto dei titoli dei quindici punti del programma elettorale che si può trovare in tutta la loro interezza nel sito del movimento.

fonte: dagli articoli di Alessandro Cipolla money.it

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«Potere al Popolo»: una voce da dentro

poterealpopolo 350 260di Giuseppe Di Pede - Assemblea nazionale di “ Potere al Popolo”, Roma Teatro Ambra Jovinelli 18 Dicembre 2017.
Bellissima assemblea a Roma, dove si è dato inizio al cammini di “Potere al Popolo”, lista di Sinistra che si presenterà alle prossime elezioni nazionali.

Grande partecipazione, teatro strapieno e fuori tanta gente che non ha potuto assistere, ma comunque motivata e pronta a partire per questo viaggio.
L’assemblea è stata autofinanziata, infatti tutti i militanti intervenuti hanno dato un piccolo contributo economico per permettere il pagamento del teatro.
All’inizio è stato presentato il simbolo, che è formato dalla scritta al centro “Potere al Popolo” in nero, su sfondo bianco, affiancate da una stella rossa, il tutto è circondato da una bordatura rossa, lo stesso è stato salutato con un grande applauso degli interventuti.

Il Saluto di apertura è stato affidato ad un Compagno Palestinese, che con un’accorato appello, ha sensibilizzato l’assemblea alla condizione del popolo Palestinese e soprattutto le pericolose ripercussioni avute dopo le dichiarazioni di Trump.
L’apertura vera e propria è stata affidata alla compagna Chiara Capretti dell’ex OPG Occupato, che ha tracciato le linee guida del movimento, tra cui l’attuazione della Costituzione, lavoro, mutualismo e solidarietà dal basso; un welfare che ridistribuisca la ricchezza facendo pagare le tasse ai patrimoni; nazionalizzazione dei servizi e difesa del pubblico a partire da istruzione e sanità; migranti e accoglienza; autodeterminazione e difesa dei diritti Lgbtq.
Ha rimarcato che quello delle elezioni è solo di una tappa di un progetto a lunga gittata, ha invitato i militanti a non perdersi d’animo e fare il necessario per la riuscita alle prossime elezioni.
Bellissimo l’intervento di Haidi Giuliani, salutata da un grande applauso da tutto il teatro in piedi, che ha riconosciuto questa, come una bellissima esperienza di libertà ed ha invitato tutte/i a mobilitarsi.

Hanno portato il loro saluto Podemos, Il Partito Comunista Spagnolo, il rappresentante di “France Insoumise” di Jan Luc Mélenchone e il rappresentante di DEMA Il Prof. Aragno che ha portato i saluti del Sindaco De Magistris che aderisce al movimento.
Hanno portato il loro contributo l’euro parlamentare Forenza, il segretario del PCI Alborese, il segretario del PRC Acerbo, Turigliatto di Sinistra Anticapitalista, Nicoletta Dosio del movimento NO TAV e Giorgio Cremaschi di Eurostop.
Si sono susseguiti interventi di tante associazioni e movimenti, vertenze importanti come Almaviva e AST, che da tutta l’italia hanno aderito al progetto, e tutti hanno rimarcando con forza la volontà di esserci e farsi sentire.

A tirare le conclusioni è stata Viola Carofalo, giovane compagna di Je So Pazzo. Il suo richiamo è quello al lavoro sociale capillare, a sostituire con la guerriglia dei rapporti diretti la mancanza dei media mainstream, ad essere “militanti” in questa sfida, una parola rimossa o pronunciata quasi con pudore fino a questa mattina e che invece è tornata ad assumere il suo valore dinamico, includente, responsabilizzante di chi sa che questa sfida andrà giocata non tanto nel ristretto recinto del popolo della sinistra quanto nei settori sociali devastati e impoveriti da dieci anni di misure antipopolari e venticinque anni di sanguinosa, inutile e strumentale “riduzione del debito pubblico” imposta dall’Unione Europea dal trattato di Maastricht a oggi.
I presupposti sono buoni, gli animi sono caldi e pronti a lanciarsi i una sfida molto difficile ma non impossibile.
Potere al Popolo!!!

 
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