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Per il Premio Nobel al Comune di Riace

riace paese accoglienza 350 260 minSta per essere presentata ufficialmente la candidatura del Comune di Riace per il Premio Nobel per la Pace 2019, come riporta l'articolo del Corriere della Calabria del 5 dic 2018.

Possono sottoscrivere la richiesta, che sarà inoltrata al Comitato per l’assegnazione dei premi Nobel:

 

- i singoli cittadini, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1mBGI0d5DsfOgMG3g2FR_sfAha1At1G68maqySAWsXW0

- le associazioni, tramite il link

https://drive.google.com/open?id=1XAMQJQAbP0mEgkqvBmIbXQWqfcAQClwSsXMNGuyfP-0

- i docenti universitari (anche in pensione) devono utilizzare il link

https://goo.gl/forms/FUPzMH7okIvcOzkm1

- i parlamentari o ex parlamentari devono utilizzare il link

https://docs.google.com/forms/d/1mP_3RHhvWXYe8EfE-_9w6i0Seo8Gl-q07OuQrMvq108/edit

 

LA RICHIESTA DEVE ESSERE SOTTOSCRITTA E INVIATA ENTRO IL 30 GENNAIO 2019

 

È importante che tutti coloro che condividono l’iniziativa estendano il messaggio alla loro rete di contatti.

Di seguito il testo dell’appello diffuso dalla rete di associazioni proponenti.

NOBEL PER LA PACE A RIACE

Siamo una rete di organizzazioni della società civile, NGO e Comuni che vogliono promuovere una Campagna a favore dell’assegnazione del premio Nobel per la pace 2019 a Riace, il piccolo Comune calabrese che invece di rinchiudere i rifugiati in campi profughi li ha integrati nella sua vita di tutti i giorni.

Riace è conosciuta in tutta Europa per il suo modello innovativo di accoglienza e di inclusione dei rifugiati che ha ridato vita ad un territorio quasi spopolato a causa dell’emigrazione e della endemica mancanza di lavoro. Le case abbandonate sono state restaurate utilizzando fondi regionali, sono stati aperti numerosi laboratori artigianali e sono state avviate molte altre attività che hanno creato lavoro sia per i rifugiati che per i residenti.

Nel 2018 il Sindaco di Riace, Domenico Lucano, è stato arrestato, poi rilasciato, sospeso dalla carica e infine esiliato dal Comune con un provvedimento di divieto di dimora per “impedire la reiterazione del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Un provvedimento che rappresenta un gesto politico preceduto dal blocco nel 2016 dell’erogazione dei fondi destinati al programma di accoglienza e inserimento degli immigrati, che lasciò Riace in condizioni precarie.

Gli atti giudiziari intrapresi nei confronti del Sindaco Lucano appaiono essere un chiaro tentativo di porre fine ad una esperienza che contrasta chiaramente con le attività dei Governi che si oppongono all’accoglienza e all’inclusione dei rifugiati e mostrano tolleranza in casi di attività fraudolente messe in atto nei centri di accoglienza di tutta Italia e in una Regione dove il crimine organizzato - non di rado - opera impunemente.

Supportare la nomina del Comune di Riace per il Nobel della pace è un atto di impegno civile e un orizzonte di convivenza per la stessa Europa.

 

Il Comitato promotore:

RECOSOL; MUNICIPIO VIII ROMA; COMUNITÀ DI BASE SAN PAOLO; LEFT; ARCI ROMA, COMUNI VIRTUOSI; CISDA; NOI SIAMO CHIESA; ISDEE, FESTIVAL "ROMA INCONTRA IL MONDO" 2019

 

 

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Quello che c’è di politico nell’arresto del Sindaco di Riace

Giulio Cavalli 350 260Nadeia De Gasperis intervista Giulio Cavalli 

Quanto c’è di politico nell’arresto del Sindaco di Riace, Mimmo Lucano?
Non è mia abitudine entrare nelle scelte giudiziarie, sempre speranzoso che davvero esista una separazione dei poteri che non sia solo declamata. Lo stesso Mimmo Lucano ha dichiarato di avere consapevolmente commesso delle irregolarità e quindi è normale che la giustizia faccia ciò che ritiene utile e giusto. L’oscenità politica dell’arresto di Lucano sta tutta nell’uso che è stato fatto della vicenda giudiziaria e nel perfetto tempismo per distruggere la persona e soprattutto il modello di integrazione che rappresenta. L’arresto di Mimmo Lucano diventa politico nel momento in cui c’è un evidente pezzo di Paese che usa oggi Lucano (come ieri le ONG) per sostenere tesi che nulla hanno a che vedere con la vicenda giudiziaria.

L’ostilità palesata dal Ministro Salvini nei confronti di Domenico Lucano, come la frase “sei uno zero” hanno influito su questa vicenda? Se sì, in che modo?
Ogni periodo storico risente dell’humus culturale, sentimentale e politico che è alimentato (purtroppo) dalla propaganda: credo che sia innegabile che chi ha voluto usare la mano pesante contro Lucano sia perfettamente consapevole di convergere con questo nostro pessimo tempo.

 I capi di imputazione attribuiti a Mimmo Lucano pensano siano reati o possiamo chiamarla “disobbedienza civile”?
Ogni volta che nella Storia un Paese ha compiuto una passo in avanti sui temi dei diritti ha dovuto scontrarsi con principi di legalità ingiusti. Mimmo Lucano (come molti altri) è un disobbediente dichiarato e mi pare impossibile non esserlo in un Paese che da anni rispedisce persone nei lager libici e riesce a farlo con le carte a posto oltre che con la propria coscienza.

Perché il modello Riace ha funzionato ed è preso come esempio da tutto il mondo?
Perché c’è cuore e c’è intelligenza oltre al burocrazia. E perché Riace ha avuto il coraggio di riconoscersi ormai vuota senza quel patetico amor proprio tipico dei nazionalismi. Il modello Riace funziona perché non c’è accoglienza ma contaminazione: persone con diversi talenti si incontrano per rispondere alle identiche necessità.

Crede nei piccoli esempi di accoglienza come soluzione al problema dell’immigrazione?
Credo che mischiarsi (e uso volutamente questa parola che ha un profumo bellissimo e che qualcuno vorrebbe sporcare con accezioni negative) sia l’unica soluzione. Qualcuno di noi è mai riuscito a creare relazioni nella vita con qualcuno che abbiamo tenuto relegato nella periferia della nostra quotidianità? Non scherziamo, su.
6. Cosa dobbiamo aspettarci d’ora in poi? Cosa accadrà se i migranti di Riace non potranno fare ritorno in quel paese?
Non accadrà nulla di diverso da ciò che è naturale che accada: gli uomini si mescolano, la fame e la guerra se ne fregano dei mari e dei muri, la Storia e la cultura sono contaminazioni continue, da sempre, nonostante i parrucconi conservatori.

Sora (Fr), 16/10/2018

*Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.

 

 

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Brutti segnali da Lodi e da Riace

MimmoLucano 350 260 mindi Tiziano Ziroli - Lodi…Riace…SONO TORNATI!!! Le notizie che si leggono questi giorni sui social e non sui telegiornali, sono molto inquietanti. Mi riferisco ai fatti di Lodi e di Riace.

A Lodi una preside di una scuola vieta agli studenti stranieri di stare a mensa con i loro compagni “italiani”. Agli stessi vieta anche di prendere il bus scolastico… La cosa mi indigna profondamente oltre che a preoccuparmi molto.

La scuola non dovrebbe essere quel luogo dove si insegna anche il rispetto, l’uguaglianza, dove si insegna che non è giusto e non si deve discriminare nessuno?
Bhe se viene permesso in questa scuola e, non dovrebbe essere permesso, si spera che non succeda in altre scuole. Il segnale e un segnale inquietante è un segnale che vogliono insegnare ai nostri figli che ci sono persone di serie “A”e persone di serie “B”, vogliono riportarci indietro di 70 anni.
Questo crea solo inizio di odio tra i giovani crea quell’astio che non dovrebbe esserci, la scuola deve insegnare l’integrazione non la disgregazione.

A Riace un sindaco viene arrestato per aver trovato un modo di integrare gli immigrati, ora quegli stessi verranno portati via tutti e non si sa dove (mentre pubblichiamo c’è già un contrordine parziale ndr).
Il momento ripeto è preoccupante per la piega che sta prendendo il razzismo. Sa di fascismo alle porte. Non possiamo e non dobbiamo permetterlo, i nostri nonni combatterono e si fecero uccidere per renderci una nazione democratica e noi non possiamo permettere che il passato ritorni.

FACCIO UN APPELLO A TUTTI/E LE PERSONE CHE SI SENTONO COMPAGNI, CHE RICORDANO IL SIGNIFICATO DI TALE PAROLA, E’ ORA CHE TUTTI I VERI COMPAGNI SI RIUNISCANO E TROVINO UNA SINTESI IN BREVISSIMO TEMPO, CIO’ CHE STA SUCCEDENDO E GRAVE E PERICOLOSO…BASTA TROVARE OGNI VOLTA MOTIVAZIONI STUPIDE PER NON RIUNIRSI…IN ITALA C’E URGENTE BISOGNO DI COMPAGNI/E …
LODI…RIACE….SONO SOLO L’INIZIO..ANCHE SE GIA’ E DA TEMPO CHE E INIZIATA LA GUERRA AL POVERO…
COMPAGNI/E UNIAMOCI…L’ITALIA NE HA BISOGNO…IL POVERO NE HA BISOGNO….LA LIBERTA’ NE HA BISOGNO….

 

 

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I 'volontari della solidarietà'

Volontari solidarietà mindi Valentino Bettinelli - La pioggia batte forte su Frosinone. È sabato pomeriggio. Eppure da Piazzale Gramsci arriva forte un messaggio di solidarietà e accoglienza.
Dalle 16:00, e per le successive due ore, lo spiazzo antistante il palazzo della Provincia ha visto la presenza di un sit-in organizzato dalla Rete Provinciale delle Comunità Solidali.

I pacifici manifestanti hanno unito le forze per trasmettere la propria vicinanza al sindaco di Riace Domenico Lucano, a seguito delle recenti vicende giudiziarie riguardanti il coraggioso primo cittadino della locride.
L’obiettivo di questa comunità, spiega Daniela Bianchi, è “quello di unire le coscienze di tutti coloro si riconoscano nei valori dell’accoglienza, dell’integrazione e dell’antirazzismo”.

Una partecipazione trasversale che vede coinvolti partiti politici, associazioni, organizzazioni di tutela ambientale e liberi cittadini. Tutti legati dal filo della solidarietà.
La manifestazione rappresenta la prima vera uscita ufficiale della rete, che si propone come organo pluralista, a difesa di quei principi solidali e umani espressi anche e soprattutto nella Carta Costituzionale.
Dopo la nascita spontanea, mossa da un senso di doverosa ribellione nei confronti di una politica governativa xenofoba e oppressiva nei confronti dei più deboli, la rete ha accolto ulteriori adesioni. Il manifesto diffuso dai militanti ha ottenuto un gran numero di sottoscrizioni. Anche la manifestazione di ieri ha permesso di intercettare le istanze di nuovi firmatari, che hanno deciso di unirsi alle attività.
Un successo che segna l’inizio di una nuova stagione, periodo in cui la rete delle Comunità Solidali si impegnerà nel creare altri momenti di aggregazione, al fine di contrastare l’attuale narrazione, imponendo un nuovo linguaggio fondato sulle storie reali.

Dopo il presidio, tutti i presenti si sono riuniti nei locali del Grid. Aggregazione che ha permesso di sviluppare un dialogo costruttivo sul futuro prossimo. Il gruppo composto da “volontari della solidarietà” ha iniziato a ragionare su piani a breve termine e metodi di diffusione dei propri ideali. In primo piano il rapporto diretto con la gente e le attività da implementare all’interno delle scuole. In programma anche delle manifestazioni, che verrano rivelate a breve, in cui aprire delle finestre sui vari temi che fungono da struttura ideologica portante del Manifesto.
Una realtà, quella delle Comunità Solidali della Provincia di Frosinone, nata da poco, ma già in grande espansione sul territorio. Un baluardo di ambizioni concrete che mira a ricostruire una coscienza civile solidale, partendo dal nostro territorio. È proprio dal basso che bisogna ripartire per ricostituire un equilibrio sociale dei popoli basato sul rispetto delle necessità altrui.

 

 

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'Arrestateci tutti'

MimmoLucano 350 260 mindi Nadeia De Gasperis - Non è passato molto tempo, era giugno dell’anno corrente, quando Salvini definiva amabilmente il sindaco di Riace, “uno zero”, intimandogli di farlo finire in galera, lo diceva mentre in un video annunciava una sua prossima visita nella Locride, commentava dicendo che al sindaco non avrebbe dedicato mezzo pensiero, perché non lo meritava.
Un atteggiamento deprecabile da parte di qualsiasi uomo, ma inaccettabile per un uomo eletto dal popolo, un popolo, che sebbene non abbia simpatia per i migranti, abita i territori del nostro Paese e conosce le dinamiche che stanno spopolando i piccoli nuclei.

Se l’arresto di Domenico Lucano non è frutto di una manovra politica, certo i presupposti per un atteggiamento persecutorio da parte di alcuni esponenti politici c’erano tutti.
Perché il modello Riace non piace alla destra? Naturalmente perchè smonta i toni propagandistici di una campagna razzista che si tiene in piedi per l’odio che respira. Qualcuno molto placidamente risponde “perché non mi piace che un paese sia abitato da questa gente.” Meglio spopolato che colorato, insomma.
Eppure, la gente lo sa, sa che gli anziani non amano abitare questi vecchi paesi da soli ed è proprio grazie ai giovani che li ripopolano, che ha un senso la loro resistenza ad abitare quei luoghi. Che sia viva l’idea che ci sia un futuro dopo di loro.

“Non è giusto che i cittadini italiani siano andati via e ora arrivino gli immigrati”, replica qualche giornalista d’assalto di stampo destroide, una offesa alla propria intelligenza o cosa? Se i paesini si sono spopolati, lo sappiamo bene, la colpa è delle mancate politiche sui territori, è la crisi economica che costringe a lasciare paesini e Paese, è la mancata attenzione al welfare sociale.
Questo uomo della Locride che chiamano ‘u curdu ha avuto la lungimiranza di capire la ricchezza di questa gente venuta dal mare, da varie terre ma dal mare, tutti approdati a questi speranza.
Lo ha riconosciuto tutto il mondo, perché sebbene la gestione del problema del flusso dei migranti non sia di facile soluzione, non può esistere politico illuminato che non capisca la grande risorsa delle piccole soluzioni che si consumano agli angoli del mondo, che sono satelliti di speranza, modelli da studiare e seguire, lo ha capito chi ha collocato Mimmo Lucano tra i 50 uomini più influenti della terra, speriamo lo capisca anche la legge italiana, che a volte bisogna abdicare a se stessa perché a volte la disobbedienza civile è la forma di resistenza che conserva la nostra sana e robusta costituzione democratica.

Ora questo dice la stampa estera:
«La piccola cittadina di Riace, situata in una delle regioni più povere d'Italia, è diventata famosa negli ultimi anni per aver messo al laccio la tendenza dei tassi di disoccupazione e dell'emigrazione netta, in quanto gli italiani del sud fuggono a nord alla ricerca di un'occupazione retribuita. E piuttosto che rispondere alle crisi economiche e del mercato del lavoro incolpando i migranti stranieri come il nuovo governo populista di destra, Riace ha ospitato almeno 6.000 migranti dal 1998, quando una barca di profughi curdi che fuggono dalla repressione in Turchia e in Iraq è atterrata Sulla Costa Calabrese a pochi chilometri dalla città.»

Mentre i nostri politici di governo festeggiano per l’arresto di Mimmo Lucano e la destra cerca di trovare del marcio laddove la propria coscienza non può aspirare di arrivare, perché è più facile rigettare che accogliere, è più facile ritenere un problema irrisolvibile che rimboccarsi le maniche per cercare di trovare una soluzione, è più facile essere disumani che umani, perché essere umani costa fatica, la fatica di essere fedeli sempre a se stessi e agli altri, alla idea di un mondo giusto e migliore.

Gli stessi PM sostengono che Mimmo Lucano non abbia avuto alcun arricchimento personale dalle vicende per le quali è stato arrestato, ma forse solo da questa affermazione il sindaco desidererà difendersi, perché non c’è ricchezza più grande di quella che ha costruito lui.

 

 

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