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Veroli verso il voto 2019: Marco Bussagli e scuole di S. Francesca

bussagli s. francesca 350 minIl candidato a sindaco di Veroli, Marco Bussagli, ha incontrato come promesso un nutrito gruppo di genitori della scuola media di Santa Francesca.
Tema dell’incontro il futuro della scuola media che un anno fa ha rischiato di chiudere.

«La reazione dei genitori che hanno sperimentato l'indifferenza dell'attuale Amministrazione alla loro legittima protesta, ha avuto la meglio e la sezione è stata finalmente riaperta. Da cittadino –ha dichiarato il candidato a sindaco, Marco Bussagli- non capisco come si possa pensare di togliere ad una comunità un presidio scolastico che non solo si configura come baluardo educativo di prim'ordine, ma anche come propulsore economico della zona. Senza contare che quella della Scuola Media di Santa Francesca è una struttura d'eccellenza che può vantare impianti sportivi rari in tutta la provincia».

L'incontro è stata l'occasione per spiegare i principali punti del programma del candidato sindaco che vedono elementi qualificanti come la nomina di un "Assessore al Territorio" che prevenga queste e altre criticità, di un "Assessore all'Europa" che permetta di convogliare le risorse finanziarie della UE su Veroli e l'attuazione di un piano di rilancio che passa dal tentativo di collocare sul territorio una Facoltà di Agraria in grado non solo di fare ricerca, ma di migliorare la qualità dei prodotti agricoli verolani, favorendone poi, con i mezzi adeguati la commercializzazione.

 

 

 

 

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M5S: Gli addetti alle pulizie delle scuole verso l’internalizzazione. Finalmente!

foto Segneri M5S 350 260 minSegneri, M5S - Con il voto favorevole di oggi in Commissioni riunite Lavoro e Cultura, si fa un passo importante verso l’internalizzazione degli addetti alle pulizie delle scuole.

Roma, 17/10/2018 “Finalmente si pone un fermo ad anni di esternalizzazioni selvagge fatte dai governi precedenti, che hanno portato solo precarizzazione e aggiungerei anche disperazione tra i lavoratori. Oggi infatti abbiamo votato in Commissioni riunite Lavoro e Cultura, la mozione che aprirà finalmente il percorso sulle internalizzazioni per gli addetti alle pulizie delle scuole ex LSU Ata. Il voto favorevole è stato quasi unanime, con la sola astensione del PD che ha in questo modo ammesso la gravissima miopia politica che ha avuto in questi anni, con gravissime ricadute sul tessuto sociale, come il caso del Lotto 5 Frosinone- Latina, in cui la mala gestione del servizio di pulizie da parte della cooperativa Ma.Ca., denunciato anche dall’Autorità nazionale anticorruzione, ha portato alla revoca dell’appalto stesso, con conseguenti disagi e ripercussioni drammatiche, sia nel servizio stesso, che nella vita dei lavoratori, privati di retribuzione e tutele. E’ arrivato il momento di dare un segnale di cambiamento reale e con questo atto di indirizzo che le commissioni hanno dato al governo, finalmente si attiverà quel percorso di internalizzazione del servizio di pulizie delle scuole pubbliche, tanto sperato e per cui i lavoratori si battono da anni.” – lo dichiara con piena soddisfazione la Deputata Enrica Segneri del MoVimento 5 Stelle.

 

 

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SegnerI e Trano (M5S) "Pulizie delle scuole, avviato nuovo bando di gara straordinario"

M5S logo minda Segneri e Trano (M5S) "Lotto 5 addetti alle pulizie delle scuole, avviato il nuovo bando di gara straordinario"
Roma, 31/08/2018 - “A seguito della sentenza pubblicata il 23 agosto scorso, in cui il Tar di Latina ha dichiarato il difetto di giurisdizione in merito alla vicenda inerente il contenzioso instaurato dalla ditta Ma.Ca. nei confronti del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca e delle istituzioni scolastiche coinvolte, si sta finalmente per sbloccare una situazione al limite dell’assurdo che perdura da troppi anni, grazie anche al completo disinteresse che c’è stato dai politici che mi hanno preceduto.”

Lo dichiarano in una nota congiunta senza giri di parole i deputati del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri e Raffaele Trano che incalzano – “Servizi di pulizia non garantiti, lavoratori non tutelati e un appalto revocato per gravi inadempienze acclarate solo per il lotto 5 a cui fanno riferimento le province di Frosinone e Latina, è stato il frutto di scelte politiche sconsiderate e prive di qualsiasi attenzione verso le istituzioni e verso la cittadinanza. Con estrema difficoltà, grazie all’impegno del Miur, dei Dirigenti scolastici, dei provveditorati, del Ministero del lavoro, dell’Ispettorato del lavoro, delle sigle sindacali e soprattutto dei lavoratori che non hanno mai mollato, si sta ripristinando una situazione di normalità, cercando di riallineare il lotto 5 alla scadenza naturale di tutto l’appalto nazionale Consip, costituito da un totale 14 lotti, prevista per giugno 2019. E proprio per garantire l’ordinato espletamento dei servizi di pulizia ed il mantenimento dei livelli occupazionali e reddituali della platea dei lavoratori interessati secondo quanto previsto dalla normativa vigente, il MIUR ha avviato una nuova procedura di evidenza pubblica, ai sensi dell’art. 63 del D.Lgs 50/2016, per l’affidamento dei servizi di pulizia nelle Istituzioni scolastiche del solo lotto 5 per l’anno scolastico 2018/2019.”

E continuano – “Secondo quanto scritto in una nota diramata dalla Direzione Generale del MIUR i tempi tecnici per l’espletamento della procedura negoziata, alla luce della difficile e gravosa situazione di urgenza venutasi a determinare nelle istituzioni scolastiche delle province di Latina e Frosinone, sono stimabili entro i 2 mesi. In questi 2 mesi le istituzioni scolastiche effettueranno degli affidamenti diretti medio tempore, mediante il ricorso al Mercato elettronico della pubblica amministrazione (Mepa) e secondo il principio di rotazione dei fornitori. Grazie a tali affidamenti le istituzioni scolastiche potranno coprire l’erogazione dei servizi nel periodo compreso tra l’1 settembre ed il 30 ottobre 2018, nelle more dell’attivazione del nuovo contratto quadro che il MIUR stipulerà con l’azienda aggiudicataria. Ciò al fine di assicurare la continuità dei servizi.” – e concludono – “Non c’è nulla che non può essere fatto se alla base c’è la volontà vera di cambiare le cose per il bene dei cittadini.”

 

 

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Segneri, M5S. Pulizie delle scuole, basta esternalizzazioni

EnricaSegneri 350 260 minEnrica Segneri, M5S. Pulizie delle scuole, basta esternalizzazioni. A settembre risoluzione per avviare finalmente il percorso di internalizzazione di 12mila lavoratori
Frosinone, 11/08/2018. «Sono molto felice di annunciare che da settembre avvieremo il percorso che porterà dal 2019, all’internalizzazione dei 12mila lavoratori dei servizi di pulizia nelle scuole, mettendo fine alle esternalizzazioni, colpite da continue inchieste della magistratura, sentenze dell’ANAC e dell’ANTITRUST, rendendo la scuola un luogo più dignitoso e pulito e facendo risparmiare allo stato ben 200 milioni all’anno che potranno essere reinvestiti nel mondo della scuola.»

Lo dichiara la Deputata 5 stelle Enrica Segneri, prima cofirmataria della risoluzione in commissione cultura del Presidente Gallo, che permetterà di avviare ciò che i lavoratori addetti alla pulizia del lotto 5 di Frosinone e Latina chiedono da anni. E continua – «I lavoratori addetti alla pulizia delle scuole del lotto 5 avranno finalmente la giustizia che meritano, dopo anni di condizioni di lavoro indegne, senza diritti e senza retribuzione. Ci tenevo anche ad aggiungere che la particolare situazione del lotto 5 sta facendo il suo percorso, purtroppo un po’ più a rilento del previsto, in quanto il MIUR è in attesa dell’esito del ricorso che la Maca ha fatto contro il ministero stesso, che secondo quanto comunicato dal presidente del Tar di Latina Vinciguerra, la sentenza dovrebbe però essere pubblicata nei prossimi giorni e comunque non oltre il 4 settembre. Confidando in un esito favorevole verso i lavoratori, il MIUR ha già pronto il bando per un appalto straordinario che permetterà al lotto 5 di allinearsi a tutti gli altri e concludersi con il termine previsto di giugno 2019.”

 

 

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Segneri: Addetti pulizie delle scuole, incontro positivo...

foto Segneri M5S 350 260 minSegneri (M5S) Addetti pulizie delle scuole, ieri incontro positivo, ma non abbassiamo la guardia, si lavora in massima sinergia tra Miur, Ministero del Lavoro e Anac

Roma, 05/06/2018“Incontro molto positivo quello di ieri presso il MIUR per la questione addetti alle pulizie della scuola del lotto 5 delle province di Frosinone e Latina. Si è aperta infatti una fase di forte sinergia con il Ministero del lavoro, a breve infatti un altro incontro si terrà proprio presso quest’ultimo. Si sono incardinate diverse strade che portano tutte verso un unico obiettivo, la tutela dei posti di lavoro e la garanzia del servizio di pulizia delle scuole. A breve infatti il Dirigente del Ministero dell’Istruzione attuerà tutte le azioni per predisporre un bando di gara che permetterà l’aggiudicazione del nuovo appalto fino a giugno 2019, termine in cui scadranno tutti gli appalti Consip in tutti gli altri lotti d’Italia. Nel frattempo si procederà per pochi mesi volti a garantire il servizio, con gli affidamenti diretti da parte delle scuole.

Entrambe le azioni verranno coordinate, coinvolgendo l’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), in modo tale che ditte gravemente inadempienti e lesive nei confronti delle Istituzioni pubbliche e dei lavoratori come la Maca, non possano come si suol dire “uscire dalla porta e rientrare dalla finestra”. Anche per questo motivo, si sta valutando la possibilità di portare avanti un’azione legale da parte del Ministero del lavoro contro la Maca, per gravissime inadempienze e irregolarità nei confronti dei lavoratori.” – lo dichiara la deputata del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri, che ieri ha partecipato al tavolo presso il Ministero dell’Istruzione insieme all’on. Luigi Gallo della Commissione Cultura e Raffaele Trano eletto del territorio della provincia di Latina. E conclude – “Per quanto riguarda i mesi da gennaio a maggio 2018, si proseguirà con il pagamento in surroga dei lavoratori, confidando sempre nella massima collaborazione dei Dirigenti scolastici. Ad oggi sembra che in provincia di Frosinone siano solo quattro i Dirigenti delle scuole che non vogliono recepire le direttive del Ministero dell’Istruzione. A breve inoltre avvieremo un tavolo politico di raccordo tra Ministero del Lavoro e MIUR, in cui affronteremo la questione sull’internalizzazione del servizio, una sfida a cui noi del MoVimento 5 Stelle non intendiamo rinunciare e che dobbiamo portare fermamente avanti.”

 

 

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Enrica Segneri: necessario e urgente un nuovo bando per le pulizie delle scuole

enricasegneri 350 260dichiarazione di Enrica Segneri Deputata M5S - "E’ necessario e urgente indire un nuovo bando per le pulizie delle scuole". “Giovedi scorso i lavoratori addetti alle pulizie dei plessi scolastici del lotto 5 (province di Latina e Frosinone), hanno manifestato davanti la sede del Miur per rivendicare il loro diritto al lavoro e ad essere retribuiti. Durante la mattinata è stato indetto dal MIUR stesso un tavolo d’urgenza in cui ho partecipato insieme al mio collega Raffale Trano e ai sindacalisti delle sigle Filcams Cgil, Uiltrasporti Uil e Fisascat Cisl.

A seguito della revoca dell’appalto alla RTI (Rete Temporanea d’impresa) formata da Maca (capofila), Smeraldo e Servizi Generali, da parte di Consip nel dicembre scorso, “per gravi inadempimenti nella condotta e gestione del contratto (tra cui il mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori)”, la situazione si trova ora in grave stallo.

Il Miur in questi mesi è intervenuto con un provvedimento che dà mandato ai dirigenti scolastici ai pagamenti in surroga dei lavoratori, pagando gli arretrati fino a dicembre 2017. Questo grazie al lavoro in sinergia che il MIUR sta attuando con l’Ispettorato del lavoro di Frosinone e Latina e con le sigle sindacali.

Ad oggi in provincia di Frosinone hanno aderito ai pagamenti in surroga 52 circoli su 59, i lavoratori sono in attesa dimovimento 5 stelle bandiera 350 260 una totale adesione dei dirigenti. In provincia di Latina, sembrerebbe che la situazione si stia sbloccando in queste ore.

Nel frattempo la Maca ha impugnato sia la revoca dell’appalto contro Consip, sia i provvedimenti del MIUR. A giorni la sentenza del Tar di Latina.

I sindacati in queste ore denunciano che durante scioperi e manifestazioni, i lavoratori nelle scuole verrebbero sostituiti da interinali forniti proprio da Maca. La situazione sarebbe totalmente fuori controllo e priva di qualsiasi legalità. Oltre il danno la beffa. Una situazione inaccettabile che segnalerò all'ANAC e al MEF.

Intanto è stato convocato per lunedì prossimo un nuovo incontro presso il MIUR.”

 

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«Qui niente poveri o disabili»: è il biglietto da visita di alcune scuole

alternanzascuolalavorodi Nadeia De Gasperis - Quando un ragazzo accoltella una insegnante, dove vanno rintracciate le cause? Questa è la domanda che abbiamo posto ad alcuni docenti di ordine e grado diversi non più di un mese fa, ma la cronaca si è arricchita di nuovi episodi, rintracciabili in video divenuti “virali”, così si dice quando uno strumento si fa veicolo di una malattia. Ma cosa e chi è malato? La scuola? I ragazzi? Le famiglie?

Qualcuno, dondolandosi comodamente sulle certezze di un’amaca, ci rivela che ad essere violenti sono i figli dei poveri. Redarguito reagisce offendendo ancor più i lettori vittime di fraintendimento. Stupidi e poveri. “I figli dei liceali, frequentano i licei”e tanto basta a salvarli dalla barbarie. Eppure ricordo un film di De Matteo, che vede due famiglie della medio-alta borghesia alle prese con una cruda realtà, il crimine di cui si sono macchiati i loro figli, che hanno picchiato a morte un clochard, così per gioco. Il regista ci mostra la famiglia come miniatura della società. Per aver protetto troppo i loro figli, si trovano al cospetto del dilemma più duro “cosa faresti se tuo figlio si macchiasse di un crimine efferato?

Ma a scanso di equivoci, e fuor di metafora, la cronaca ci racconta come con una prosa da censura, alcune scuole prestigiose e selettive, si autopromuovono con spot del calibro “qui niente poveri o disabili”.
Una delle insegnanti che abbiamo intervistato, che lavora nel sostegno, ci ricorda che le scuole meno inclusive sono proprio i licei, dove perfino un DSA (deficit specifico dell’apprendimento) diventa nota di disturbo.
In fondo le statistiche stesse ci raccontano che il bullo alfa, il capobranco insomma, è di solito di estrazione sociale alta.
Leggo di un insegnate che racconta di come la sua scuola sia riuscita a recuperare alcuni soggetti che si atteggiavano a bulli, facendoli incontrare periodicamente con bambini down e anziani di una casa di cura. Il ragazzo maturava una sensibilità insospettabile. Ma certo, aggiunge, non tutte le scuole possono permettersi di mettere in azione programmi extra-ordinari.
La gente si divide, qualcuno reclama maggiore rigidità, qualcuno invoca la galera, qualcuno difende i propri figli e condanna quelli degli altri. Le combinazioni ci sono tutte. E intanto nella società liquida, così definita da Bauman, i ragazzi faticano a tenersi a galla, qualcuno non sa neppure nuotare e qualcuno, pur navigando in buone acque, non sa che pesci prendere.
C’è chi dà la colpa ai social network. Una insegnante intervistata avverte “Sembrerà strano ma i nostri ragazzi, cd nativi digitali, di fatto usano Internet per poche applicazioni, sempre le stesse e senza nessuna consapevolezza; in un mondo sempre più digitalizzato tutto questo rischia di emarginarli in situazioni di “digital divide”.

Un ‘altra delle insegnati intervistate ci dice “Spesso dico ai miei colleghi che siamo rimasti tra gli ultimi presidi di “legalità” a cui le famiglie o i ragazzi possono rivolgersi. Attraverso l’attività educativa abbiamo modo di toccare con mano i disagi e le difficoltà quotidiane con cui le famiglie fanno i conti continuamente.” Mentre il preside in pensione ci ricorda come un clima che indulge alla scostumatezza, alla arroganza alla irrisione di valori che fanno la dignità della persona, perfino alla noncuranza di quelle più fragili e indifese. A mio avviso sta qui la verità l’esempio semplice semplice del papà col suv parcheggiato sul marciapiedi che aspetta suo figlio, non è da sottovalutare.
Così si derubrica un atto di violenza a pubblico ufficiale, ma prima ancora verso un altro essere umano, a goliardia. Pulire i giardinetti e svuotare i cestini non educa alla cultura del rispetto e il rispetto è garantito da una precisa collocazione di ruoli di cui la scuola non ha più traccia.
“In questa realtà, ricca di contraddizioni, le forme di violenza e di intolleranza emergono come crisi profonde, ferite, lacerazioni, dissidi nelle relazioni interpersonali, più frequentemente proprio nei luoghi dove la qualità dei rapporti dovrebbe sostanziare l’esperienza della vita umana: nella famiglia e nella scuola.
Perché? Difficile dare una risposta univoca. È possibile ipotizzare, tuttavia, che occorre ripartire proprio dagli spazi dell’educazione e dell’amore, con volontà individuali e collettive.” Aggiunge il nostro preside.

Mi sento di condividere un’ultima considerazione che vi riporto, ossia che la scuola è situata in un territorio che deve farsi carico dei suoi problemi. Dialogare, pianificare con essa l’azione educativa richiede coerenza, continuità, chiama in causa una intera comunità educativa e se il docente è stato assurto a mera figura impiegatizia non sarà facile che svolga bene il suo ruolo.
Così voglio concludere, con un pensiero di una ragazza del liceo, alla quale una insegnate intervistata ha girato la nostra domanda
”Il futuro è nelle nostre mani, dicono, Siamo rovinati, penso. Non vedo più ragazzi che cantano guardando il mare, che fotografano solo con gli occhi qualcosa come un tramonto. Quelli che nelle notti d’estate guardano il cielo, quelli che si emozionano. Siamo attaccati al dettaglio più stupido, pronti a giudicare e a pensare che siano sempre gli altri, gli adulti a sbagliare. Tutto ci è dovuto e, guai a chi pensa il contrario. Di chi è la colpa? Nostra.”

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Rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nelle scuole

Rsu 350 260 mindi Paola Bucciarelli - Il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie prova di democrazia per ricostruire una scuola come comunità educante.

Il 17, 18 e 19 aprile 2018 si terranno le elezioni per il rinnovo delle RSU.
RSU vuol dire Rappresentanza Sindacale Unitaria. È un organismo sindacale che esiste in ogni luogo di lavoro pubblico e privato ed è costituito da almeno tre persone elette da tutti i lavoratori iscritti e non iscritti al sindacato.
Sono state istituite con l'"Accordo Collettivo Quadro per la costituzione delle Rappresentanza Sindacali Unitarie per il personale dei comparti delle Pubbliche Amministrazioni e per la definizione del relativo Regolamento Elettorale" del 7 agosto 1998.
Nella scuola si votò per la prima volta dal 13 al 16 dicembre 2000. L’ultima volta, nel marzo del 2015, è stata introdotta un'importante novità: anche i lavoratori a tempo determinato hanno potuto votare ed essere eletti. Questo per iniziare a dare piena rappresentanza a tutti coloro che sono lavoratori precari.

La RSU si forma con le elezioni a cui debbono partecipare il 50% +1 degli elettori. In caso contrario la RSU non si costituisce e occorre indire nuove elezioni.
I componenti delle RSU sono eletti su liste del sindacato ma possono anche essere non iscritti a quel sindacato, in ogni caso gli eletti rappresentano tutti i lavoratori, non il sindacato nella cui lista sono stati eletti.
La RSU, dunque, tutela i lavoratori collettivamente. Sono uno strumento fondamentale per garantire i diritti fondamentali di lavoratrici e lavoratori, per assicurare la trasparenza nelle scelte e nella ridistribuzione delle risorse.
Queste poche informazioni servono per ricordare che la tutela e la dignità del lavoro passa non solo dalle norme del contratto nazionale, ma anche dalle decisioni che si prendono in ogni luogo di lavoro. Ciò soprattutto negli ultimi anni visto i pesanti e negativi interventi che ha subito tutto il mondo della scuola, dell’università e della ricerca.
Il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie (RSU) nel pubblico impiego il 17, 18 e 19 aprile 2018 è una prova importante di democrazia. Sarà importante vedere la partecipazione al voto delle lavoratrici e dei lavoratori.
Saranno un ulteriore segnale della società alla politica.

Questa tornata elettorale è importante perché le nuove RSU si misureranno con un nuovo contratto; riconquistato, non senza difficoltà, dopo 9 anni. Nove lunghissimi anni in cui è cambiata la vita nelle scuole.
Si sono trasformate le relazioni interne tra dirigenti e docenti. È cambiato il ruolo del docente. Il carattere comune a questi cambiamenti è l’individualismo e la competizione sfrenata degli uni contro gli altri: dirigenti contro insegnanti, docenti contro docenti, famiglie contro insegnanti. Ad avere la peggio sono stati i docenti: soli contro tutto e tutti. Isolati, schiacciati dal peso di un lavoro che ha perso la sua funzione originaria. Un lavoro diventato alienante: solo una mera prestazione individuale obbligatoria per un pezzo di salario.

Anche il sindacato risente dei processi di individualizzazione e del senso di smarrimento dei lavoratori.
Il sindacato sembra essere sempre più marginale e periferico, utile solo come tutela individuale o servizio di consulenza ma nulla più.
Questa deriva è stata cavalcata dalla politica che ha pensato che introducendo sanzioni disciplinari sempre più dure e dirigenti “sceriffi” o comunque con maggiori poteri, avrebbe risolto i problemi di gestione della scuola.

In questi quasi dieci anni di vacanza contrattuale c’è stata una caduta verticale della qualità delle relazioni nella scuola.
I gravi danni causati da tutti questi processi di individualizzazione, mercificazione e alienazione richiedono un gigantesco lavoro culturale e professionale cui rimettere mano.
A questo compito dovranno dedicarsi le RSU elette. Dovranno recuperare tutti gli spazi di partecipazione e contrattazione che il nuovo contratto offre arginando il potere unilaterale dei dirigenti.
Dovranno riprendere un confronto sindacale forte e che riapra un percorso di democrazia partecipativa.
I docenti devono tornare a decidere sui processi di organizzazione del lavoro e il sindacato deve contribuire a ricostruire tutto ciò. Il sindacato deve tentare, riappropriandosi fino in fondo dei singoli luoghi di lavoro, di proporre l’idea di una scuola come comunità educante.

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«Oltre l’indignazione l'impegno. Le scuole contro la violenza sulle donne»

fermati non mi uccidere 350 260dall’Ufficio Stampa della Consigliera regionale Daniela Bianchi* - “Oltre l’indignazione l'impegno. Le scuole contro la violenza sulle donne" è la giornata di mobilitazione indetta dalla Regione domani 25 set-tembre con la quale è stato chiesto agli istituti scolastici di organizzare una grande mobilitazione cul-turale con attività, dibattiti e approfondimenti sul tema.

Sono molte le scuole della Provincia di Frosinone che si sono subito attivate e hanno dato la loro adesione, alcune delle quali saranno visitate dalla Consigliera Regione Daniela Bianchi, vice-Presidente della Commissione Cultura e tra le firmatarie della legge regionale contro la violenza di genere approvata nel 2014.

In particolare la Consigliera Bianchi incontrerà i ragazzi e gli insegnanti del Liceo Scientifico e Lin-guistico di Ceccano, del Liceo Artistico di Frosinone e dell’Istituto Comprensivo 3 di Frosinone.

Durante gli incontri saranno anche illustrate le 10 misure messe in atto dalla Regione Lazio per contrastare il fenomeno, tra cui i progetti di prevenzione nelle scuole e la app "App 112 – Where are U" che permette di chiedere subito aiuto in caso di necessità. Tutte le info sull'iniziativa sul sito http://www.regione.lazio.it/rl/giornataimpegno/

 

*del gruppo "Insieme per il Lazio" e vice-Presidente della Commissione Cultura e pari opportunità del Consiglio Regionale del Lazio.

 
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Scuole e Provincia promuovono la vendita di merendine, CocaCola, ecc

distributori automatici 350 260 mindi Daniela Mastracci - Distributori automatici a scuola. La scuola pubblica italiana ha fatto entrare nei suoi corridoi i distributori automatici, con annesse merendine, patatine, bibite (coca cola, aranciata, thè, succhi, etc)
Poi è accaduto che le stesse scuole abbiano chiamato l’esperto esterno per l’educazione alimentare. Hanno sentito la “necessità” di progetti pomeridiani sull’educazione alimentare. Si è innescato un meccanismo che ha reso necessario ciò che con la Scuola, prima dell’ingresso delle “macchinette”, non c’entrava nulla. Ovvero, anziché fare un passo indietro circa le macchinette, individuate come causa di potenziali disturbi alimentari, le si è lasciate ove fossero, ma con la “necessità” di accompagnarle da esperti in “buona” alimentazione.
La didattica può risultare penalizzata, perché il docente deve impegnare parte del suo tempo alla ricerca dell’esperto esterno, nonché a progettare il progetto pomeridiano; etero-diretta a finalità sopraggiunte, non legate alle discipline se non per collegamenti fantasiosi e forzosi.
Ne va della didattica anche dal lato degli studenti: attratti dalle macchinette tendono ad uscire più spesso dalla propria aula per poter acquistare i prodotti in bella mostra. Si chiede però che gli studenti siano disciplinati e vadano alle macchinette solo alla ricreazione: si pretende una maturità e una educazione a regole ed orari che, però, non può essere presupposta, al contrario, deve essere appunto un obiettivo dell’educazione scolastica in toto.

Business istituzionale e spese familiari supplementari

Da sottolineare l’aspetto economico: devono essere messi a disposizione fondi destinati a pagare i docenti che facciano i progetti pomeridiani, con annessa “azzuffatina” in collegio docenti per scegliere tra i progetti proposti, e deliberare su quelli più o meno congrui al curriculo dell’istituto. Cosi come occorre destinare fondi per pagare l’esperto esterno. La scuola deve attingere, oltre che ai fondi dell’istituto, sempre più asciutti, a fondi regionali, nazionali (poco), europei: ovvero tali istituzioni promuovono i loro nuovi compiti come appaltatori e finanziatori, mediante bando, in linea con la de-finanziarizzazione statale, la competitività tra le scuole, la messa a sistema di “bisogni” legati al mercato, alle sue nuove proposte, e alle proposte di “curare” i mali di proposte precedenti (merendine e bibite producono malattie e obesità, si corre ai ripari inventando corsi di educazione alimentare, educazione al “biologico”, fitness scolastico e privato)
In data 01-08-2017, il Consiglio Provinciale della Provincia di Frosinone ha deliberato a proposito del Regolamento che “disciplina le concessioni in uso a terzi degli spazi all’interno delle scuole, appartenenti in proprietà o ad altro titolo all’Istituzione, per la gestione e l’uso di punti di ristoro (bar interno o chiosco), dei distributori automatici per la vendita e somministrazione di bevande ed alimenti”. “L’uso dei locali è concesso dal Dirigente del Settore Edilizia Scolastica e Pubblica Istruzione, previa richiesta motivata del Dirigente scolastico a seguito del parere espresso dal Consiglio d’istituto interessato.” All’articolo 5 si delibera che “A titolo di corrispettivo per l’uso degli spazi scolastici, all’interno di ogni singolo plesso ove presente il punto di ristoro, (…) il concessionario è tenuto a corrispondere all’Ente Provincia, un canone annuo…(nonché) un canone annuale per le scuole…” (vai all'asterisco per scaricare il Regolamnto integrale ndr) La Provincia avvierà una procedura di aggiudicazione per l’affidamento degli spazi destinati ai distributori e all’eventuale bar.
Sia alla Provincia che alla scuola spetterà un certo corrispettivo economico da parte dall’azienda appaltatrice. Questa ricava un profitto dalla vendita dei suoi prodotti alimentari, profitto che quindi proviene dal denaro speso dagli studenti: ovvero la scuola richiede il servizio ristoro, ricava denaro dal concessionario e quindi, indirettamente, dai soldi delle famiglie, per cui la ditta appaltatrice avrà corso il rischio di “aprire” il punto ristoro. Onde evitare che i ragazzi acquistino solo merendine e patatine e bevano bibite gassate, la scuola erge se stessa a dispensatore di consigli di cibo e bevande sane. Attiva e paga i professori che se ne occuperanno. La famiglia spende denaro in merendine e poi deve avallare il compito nobile dell’istituto, ovvero la “necessità” dell’educazione alimentare (al che alle merendine si sostituiscono confezioni di frutta tagliate a pezzettini, la cui data di scadenza è pressoché sempre assai ravvicinata e poco controllabile da bambini che mettono soldi e prendono il prodotto, leggendo la data magari sbiadita? Si vedono poi allineati yogurt, parmigiano e grissini confezionate dalla tale multinazionale, e succhi di frutta al posto delle bibite gassate: ma quanto zucchero contiene mediamente un succo d frutta confezionato?)
Come si può evincere si innesca un circuito di messa a valore di spazi interni all’istituto, in concessione per i distributori, e di messa a valore della “fame” e “sete” di bambini e adolescenti, attratti dalle macchinette, il cui vero scopo è sfamare e dissetare, oppure indurre un desiderio capriccioso? E sostituiscono la merenda da casa, con aumento della spesa quotidiana delle famiglie, oltre che dei rischi della salute dei figli vogliosi?
E’ un circuito cui basterebbe non soggiacere ab origine: ovvero NON mettere le macchinette nelle scuole, anziché ospitare nuovi mezzi di estrazione di valore, sfruttamento dei locali scolastici e del desiderio infantile, denaro delle famiglie. Famiglie doppiamente sfruttate sia per la spesa in merende e bevande che, se acquistate e preparate da casa, tutti converranno, costano assai meno dei prezzi del distributore automatico. Sfruttate poi per avviare il circuito dell’esperto esterno, del progetto pomeridiano, finanziati in parte dalla quota spettante alla scuola stessa sull’appalto delle macchinette. Se poi aggiungiamo che accade sempre più spesso che i progetti pomeridiani “offerti” dalle scuole sono a pagamento, il cerchio si chiude a tutto danno di studenti e famiglie. A vantaggio delle aziende che interverranno, di docenti che, piegati da un rinnovo contrattuale atteso e mancato da 10 anni, stipendi perciò al palo, aumento del costo della vita cui si soggiace inermi, possono vedere nei corsi extracurriculari una fonte di “aggiustamento” del reddito.

*Il Regolamento Provinciale in pdf, da scaricare dal link che segue   pdf Regolamento dei locali e degli spazi melle scuole - Luglio 2017 (49 KB)

 

 
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