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Trivelle. No ad una ulteriore presa in giro

noTriv 350 mindi Nadeia De Gasperis - Il comitati per il "No Triv" rifiuta di incontrare il Ministro per l’Ambiente Costa, dopo il via libera a tre nuove esplorazioni petrolifere nel Mar Ionio e la conferma di quelle già ‘vistate’ in Emilia-Romagna. Gli attivisti del movimento, nonostante fino ad ora siano stati sempre disponibili a incontri sulle questioni di merito con il governo, non si prestano a una ulteriore presa in giro. Le ragioni sono chiare, non rendersi zimbelli autorizzando foto di gruppo che vanifichino la ferma posizione del comitato contro le scelte di questo governo che hanno aspramente combattuto.

Quello che hanno voluto farci credere è che l’autorizzazione alle nuove trivellazioni nel Mar Ionio fossero dovute, adducendo come ragione il fatto che quello della Valutazione di Impatto Ambientale fosse un procedimento già avviato sul quale non si poteva intervenire, perché in verità, spiega la senatrice De Petris, fino all'autorizzazione finale si può rivedere la scelta amministrativa. Il testo Unico dell'Ambiente prevede che la V.I.A. possa essere rieditata qualora emergano impatti non valutati. Quello che serve e che invece manca è proprio la volontà politica

Il Ministro Costa intanto, dà la colpa al suo predecessore e a quelli che definisce gli”amici dell’ambiente di sinistra”, riferendo che quello delle autorizzazioni non sia altro che il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo. Ma gli attivisti del M5 S e i comitati non ci stanno, così come non ci sta la sinistra di governo.
Intanto le politiche di estrazione degli combustibili fossili nei fondali dei nostri mari contrasta con la politica di decarbonizzazione tesa a combattere "il cambiamento climatico”, rappresentando un rischio concreto per la biodiversità dei nostri ecosistemi.

Le prospezioni implicano l’utilizzo di tecnologie ad altissimo impatto sull’ambiente. A destare preoccupazione sono le tecniche utilizzate che potrebbero avere ripercussioni negative sulla fauna e sulla flora marina presenti:” l’air-gun”, tecnica adottata, infatti, ispeziona i fondali marini attraverso spari fortissimi e continui di aria compressa.

È facile immaginare, dunque, le ripercussioni negative su un equilibrio già tanto fragile in cui versa l’ambiente in cui viviamo e che ci dà continui segnali che invitano a desistere sullo sfruttamento ulteriore del nostro territorio.

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"Dalla legge di stabilità un'ulteriore beffa per la sanità pubblica"

medici sanita 350 260di Fabrizio Salvatori - Legge di stabilità, il sindacato scova un altro miliardo di tagli alla sanità. Contro l'elemosina del contratto del pubblico impiego protestano pure i medici.
"Dalla legge di stabilità un'ulteriore beffa per la sanità pubblica". E' la denuncia dell'Anaao Assomed sulla mancanza di fondi destinati ai rinnovi contrattuali. "Si costinua, così - commenta il segretario nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise - a privare il contratto delle risorse necessarie a farne uno strumento di governo e innovazione, additando il lavoro al servizio dello Stato come parassitario ed improduttivo, degno al più di una citazione e di una mancia. La versione 2.0 degli insulti di brunettiana memoria".
"Dopo 6 anni di blocco contrattuale - si legge nella nota - che ha comportato una perdita del potere di acquisto delle retribuzioni media del 20%, maggiore per i giovani, e di 25.000 posti di lavoro, il Governo ha destinato alla sanità, parte del pubblico impiego, un non finanziamento per un non contratto. Una proroga mascherata del blocco, un adempimento puramente formale alla sentenza della Corte Costituzionale, cui aveva dichiarato, a difesa del blocco contrattuale, un valore economico del rinnovo dei contratti pubblici di 7 miliardi l'anno, per poi stanziare per il 2016 solo 200 milioni (7 euro lordi al mese a testa), anche autofinanziati". I medici dell’Anaao ricordano che il costo della Pubblica Amministrazione per cittadino ed il numero di addetti in rapporto alla popolazione sono i più bassi in Europa, dopo la Germania, con una spesa sanitaria più alta di quella italiana di 30 miliardi di euro all'anno; e che tagli e ticket tengono 6 milioni di italiani lontani dalle cure mettendo le famiglie a rischio di impoverimento per eventi sanitari. “Specie tra i 20 milioni di cittadini del Sud – si legge nel documento Anaao - figli di un dio minore, lasciati alle prese con un diritto alla salute meno diritto che nel resto del Paese. Nel frattempo imperversa la caccia ai Medici in un clima oscurantista che pensa di risolvere ogni problema nel solito modo, sanzionare, punire, licenziare i medici dipendenti o convenzionati”.

Intanto, il sindacato scova un miliardo di tagli alla sanità, nascosto nelle pieghe dei minori trasferimenti alle Regioni. “Un ulteriore drammatico taglio di circa un miliardo di euro che si somma a quelli già previsti al fondo sanitario nazionale”, si legge in una nota a firma di Cecilia Taranto, segretaria nazionale della Fp Cgil, e Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, che spiegano: “Da quanto apprendiamo dalle bozze di legge di Stabilità si nasconde un ulteriore drammatico taglio alla Sanità di circa un miliardo di euro, dopo quelli previsti al fondo sanitario nazionale”. L'articolo 46, infatti, spiegano i due dirigenti sindacali, “prevede che saranno rideterminati i finanziamenti alle Regioni, ricomprendendo per questa via anche le risorse destinate alla sanità, alle quali si chiede un ulteriore sacrificio di 1.800 milioni per il 2016, 3.980 milioni di euro per il 2017 e 5.480 per ciascuno degli anni 2018 e 2019”. Secondo Taranto e Cozza “la richiesta alle Regioni di un ulteriore contributo alla finanza pubblica si tradurrà inevitabilmente, e come tutti sanno, in nuovi tagli alla sanità, con la drastica riduzione delle prestazioni ai cittadini. Si ripete lo stesso schema dello scorso anno: il governo taglia alle Regioni, con queste ultime che tagliano la sanità. Si sta cancellando progressivamente il diritto alla salute”.
fonte, controlacrisi.org

 

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SANITA’: Ulteriore pugno in faccia al territorio

SANITA': Ulteriore pugno in faccia al territoCgil Cisl Uil sposta anche il centro di medicina trasfusionale dall'Ospedale Spaziani di Frosinone a Tor Vergata - Roma.Una decisione assunta in sordina, senza la doverosa concertazione con le parti sociali e senza tenere conto delle esigenze effettive della popolazione utente del frusinate. Spostare il baricentro dallo Spaziani a Tor Vergata, centralizzare la lavorazione del sangue raccolto in provincia di Frosinone presso la struttura romana non risponde ad una logica efficientista e neanche gestionale, poiché nella nostra Provincia, si raccolgono circa 12.000 sacche l'anno, mentre a Tor Vergata meno della metà. Nel nostro territorio provinciale vi sono 30 punti di raccolta, alcuni dei quali ai confini della Campania e dell'Abruzzo. Il sangue raccolto deve essere lavorato entro le 6 ore dal prelievo per ottenere la produzione di plasma finalizzato all'ottenimento di farmaci ed emoderivati. In provincia di Frosinone siamo stati i primi nella Regione Lazio a produrre le più alte percentuali di plasma di categoria B, arrivando fino al 94% della raccoltanel 2012. Inoltre,la dotazione organica del personale Tecnico Sanitario di Laboratorio Biomedico, rappresentato da circa 15 unità complessive, risulterebbe, viceversa, in esubero e sicuramente da riallocare non in area di Medicina Trasfusionale. A fronte, poi, di un abbassamento dei livelli di sicurezza trasfusionali - LEA trasfusionali - si produrrebbe un aumento dei costi di gestione (di personale e di automezzi), conseguenti alla necessità di garantire tale servizio h 24. Tutto ciò può avere solo il significato di un atto predatorio nei confronti di una Provincia che, per la Sanità laziale, ha pagato già pesantemente, in termini di riduzioni di Posti Letto (territorio con rapporto abitanti/PL più basso del Lazio), chiusura degli ospedali, chiusura dei servizi, carenza di personale medico, paramedico ed amministrativo, senza avere in cambio una risposta sanitaria che sia qualitativa, dignitosa, efficiente e che certamente non assicura una efficace tutela della salute dei cittadini. Se tuttora i malati riescono ad avere accesso alle cure, è solo grazie alla abnegazione ed al lavoro svolto dai sanitari, che continuano ad operare in situazioni di disagio estremo con un surplus di responsabilità e sottoposti al peso schiacciante della sindrome del burnout. Questa rappresentata, insieme alla ben nota situazione dei tre Pronto Soccorso, che sono ormai il vero inferno dantesco degli Ospedali di Sora, Cassino e Frosinone, altro non è che il paradossale sistema sanitario frusinate che come, un domino, ha spazzato via, un tassello dopo l'altro, tutti i servizi fino ad implodere nella irragionevolezza di una governance di sistema farneticante.
CGIL CISL e UIL di Frosinone percorreranno tutte le strade, per ottenere una riorganizzazione efficiente della Sanità, attraverso la ricognizione ponderata delle strutture e del personale senza scompensi nel rapporto con gli altri territori laziali e l'azione di protesta assumerà, sempre più, il peso specifico di una valanga.

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