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BASTAACEA

bastaacea 350 minBASTAACEA è il titolo dato alla Manifestazione indetta per sabato 23 marzo 2019 promossa dal variegato mondo dei Comitati per l’Acqua Pubblica. Il raduno si terrà a Ceccano con partenza del corteo dal Piazzale della Stazione alle ore 10 ed arrivo con interventi degli organizzatori a Piazza Berardi.

Una manifestazione necessaria considerato il silenzio delle forze politiche, sindacali e istituzionali. E visti gli aumenti tariffari, i pessimi servizi, l’incapacità gestionale e il non rispetto degli adempimenti dovuti.
Nel sostenere l’iniziativa dei Comitati dell’Acqua Pubblica voglio accompagnare la mia adesione con alcuni dati che ritengo fondamentali. Già un anno fa espressi alcune considerazioni sulla politica di ATO5 con un articolo che ripropongo attraverso il seguente link http://www.loffredi.it/files/Acea-aumenti-astronomici.pdf
Cosa è successo? In questi giorni i cittadini stanno pagando le bollette non quelle deIiberate a marzo '18 ma quelle approvate il 1 agosto dello stesso anno. Insomma in un anno il gruppo monopolista, attraverso la complicità di alcuni sindaci, ha stabilito due aumenti tariffari. Con aumenti che arrivano alle stelle e che vengono sottoposti all’attenzione di chi legge.

 

 

Categoria domestico residente
Agevolata, consumo da 0 a 55 mc rispetto a marzo aumento del  83%
Base, consumo da 56 a 109 mc           “           “           “               5%
I Supero, consumo da 110 a 162 mc   “           “           “             24%
II Supero, consumo da 163 a 216 mc  “           “           “              7%
III Supero, consumo oltre i 217 mc     “           “           “            16%

Le tariffe sono condizionate anche dalle perdite idriche. E’ interessante allora sapere che sia durante il 2016 che nel 2017 la stessa Acea Ato 5 riconosce che le perdite si attestano attorno al 77%. Incredibile: la grande impresa che avrebbe dovuto assicurare efficienza e razionalizzazione e che nel 2003 prometteva di ridurre le perdite al 25 % ora ammette che la dispersione è aumentata !
Oggi, a confermare incapacità e inefficienza, il grande Gruppo arriva ad ipotizzare che lo spreco dell’acqua non avrebbe la motivazione legata solo all’usura delle tubature ma anche altre motivazioni: gli allacci abusivi.
Dopo sedici anni i luminari della tecnica e della razionalizzazione ipotizzano una ruberia che ammesso fosse vera aggraverebbe la loro situazione e renderebbe ancora più risibile la loro credibilità.

Ecco perché è necessario affermare con forza e decisione BASTAACEA
Ceccano 20 Marzo 2019

 

 

 

 

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BASTAACEA

bastaacea 350 minBASTAACEA è il titolo dato alla Manifestazione indetta per sabato 23 marzo 2019 promossa dal variegato mondo dei Comitati per l’Acqua Pubblica. Il raduno si terrà a Ceccano con partenza del corteo dal Piazzale della Stazione alle ore 10 ed arrivo con interventi degli organizzatori a Piazza Berardi.

Una manifestazione necessaria considerato il silenzio delle forze politiche, sindacali e istituzionali. E visti gli aumenti tariffari, i pessimi servizi, l’incapacità gestionale e il non rispetto degli adempimenti dovuti.
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Cosa è successo? In questi giorni i cittadini stanno pagando le bollette non quelle deIiberate a marzo '18 ma quelle approvate il 1 agosto dello stesso anno. Insomma in un anno il gruppo monopolista, attraverso la complicità di alcuni sindaci, ha stabilito due aumenti tariffari. Con aumenti che arrivano alle stelle e che vengono sottoposti all’attenzione di chi legge.

 

 

Categoria domestico residente
Agevolata, consumo da 0 a 55 mc rispetto a marzo aumento del  83%
Base, consumo da 56 a 109 mc           “           “           “               5%
I Supero, consumo da 110 a 162 mc   “           “           “             24%
II Supero, consumo da 163 a 216 mc  “           “           “              7%
III Supero, consumo oltre i 217 mc     “           “           “            16%

Le tariffe sono condizionate anche dalle perdite idriche. E’ interessante allora sapere che sia durante il 2016 che nel 2017 la stessa Acea Ato 5 riconosce che le perdite si attestano attorno al 77%. Incredibile: la grande impresa che avrebbe dovuto assicurare efficienza e razionalizzazione e che nel 2003 prometteva di ridurre le perdite al 25 % ora ammette che la dispersione è aumentata !
Oggi, a confermare incapacità e inefficienza, il grande Gruppo arriva ad ipotizzare che lo spreco dell’acqua non avrebbe la motivazione legata solo all’usura delle tubature ma anche altre motivazioni: gli allacci abusivi.
Dopo sedici anni i luminari della tecnica e della razionalizzazione ipotizzano una ruberia che ammesso fosse vera aggraverebbe la loro situazione e renderebbe ancora più risibile la loro credibilità.

Ecco perché è necessario affermare con forza e decisione BASTAACEA
Ceccano 20 Marzo 2019

 

 

 

 

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Ceccano. Conferenza stampa del Coordinamento Acqua Pubblica

Campioni di acqua fornita da AceaAto5 a Ceccano mindi Valentino Bettinelli - Ancora la questiona idrica a tenere banco nella provincia di Frosinone. La sala consiliare del Comune di Ceccano ha visto la presenza di molti cittadini accorsi in occasione della conferenza stampa convocata dal Coordinamento Acqua Pubblica per la mattinata del 1 ottobre 2018.
Sul banco degli imputati il gestore Acea Ato 5, ritenuto responsabile di una cattiva gestione e di continue vessazioni nei confronti degli utenti.
L’onere di apertura dell’incontro è ricaduto sul portavoce ceccanese Domenico Aversa, il quale ha ringraziato per la nutrita presenza il “popolo dell’acqua”, rappresentato dai vari comitati che operano sul territorio provinciale. Lo stesso Aversa ha ribadito la ferma intenzione del coordinamento tutto di “continuare in questa lotta, al fine di arrivare a difendersi ad armi pari con il gestore”, chiamando anche in causa la politica, obbligata a “tornare a svolgere il suo ruolo di supporto alle necessità della cittadinanza”.
Nella conferenza la parte politica era rappresentata dal Sindaco di Ceccano Roberto Caligiore e dal Senatore Massimo Ruspandini. Se il parlamentare si è concentrato maggiormente sul suo impegno a livello nazionale, che potrebbe portare la questione sui banchi delle commissioni di competenza, il Sindaco Caligiore si è soffermato sul problema locale. L’obiettivo del primo cittadino fabraterno, il quale ha riconosciuto ai comitati la primogenitura della battaglia, è quello di superare la gestione privata di marca Ato 5. Lo stesso Caligiore si è fatto promotore, assieme ad altri sindaci, del fronte anti Acea, portando avanti il processo di risoluzione contrattuale, approvato in sede di assemblea dei sindaci il 13 dicembre 2016. A diretta domanda su un’alternativa di gestione, però, Caligiore si trincera dietro un rimpallo di responsabilità nei confronti della “nota burocrazia italiana, fatta di ricorsi su ricorsi, che non consentono l’effettivaCeccano noAceaAto5 il tavolo politici e rappresentanti della associazione promotrice min messa in atto del progetto”, non esplicitando una reale opportunità di differente gestione del servizio idrico.

A curare la parte più tecnica del dibattito, l’Ingegnere Mario Antonellis, che si è unito agli altri relatori nell’intercettare “l’ignavia della politica”, aggiungendo una considerazione rilevante sulle “responsabilità non marginali della magistratura”, contestando il merito delle sentenze arrivate negli anni in favore di Acea.
Oltre al problema gestionale e di vessazione economica nei confronti degli utenti, l’Ing. Antonellis ha tenuto a sottolineare gravi responsabilità sulla non potabilità delle acque; condizione che crea innumerevoli problemi per la salute dei cittadini.
Obiettivo di Antonellis anche la S.T.O., accusata dallo stesso di “operare in favore del gestore e non dell’utenza”.
Al termine del suo intervento, l’Ingegnere ha presentato un documento, indirizzato a Roberto Fico, Giovanni Tria e al Comune di Roma

Capitale (in quanto partecipante nelle quote societarie Acea), in cui si richiede lo stralcio del Decreto Padoan del 22 febbraio 2016 (G.U. n. 58 del 10/03/2016); decreto che concede alla società Acea Ato 5 il recupero coattivo dei crediti potenziali, senza l’intervento dei tribunali deputati al giudizio.
Con la presentazione di tale documento i relatori hanno ringraziato tutti i presenti, dando appuntamento a successivi momenti di confronto su un tema di stretta attualità per i cittadini.

 

 

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Acqua pubblica: perché costituire un nuovo Ato?

acquapubblica 2si 350 260di Ina Camilli, Rappresentante Comitato residenti Colleferro - La Conferenza dei Sindaci dell’ATO2 del 23 aprile 2018 ha approvato l’unanimità con votazione nominale – 46 voti - la mozione per la revoca di tre delibere della Giunta regionale del Lazio riguardanti la costituzione del nuovo ATO6 – formata da 50 Comuni, tra cui Colleferro - e per dare mandato all’Ente di Governo di ricorrere al TAR del Lazio. Presenti a Palazzo Valentini Mauro Alessandri, Assessore ai Lavori Pubblici, Tutela del Territorio e Mobilità, rappresentanti del Movimento 5 stelle, comitati e associazioni del territorio regionale.
Il Sindaco di Albano, Nicola Marini, ha illustrato un documento, condiviso da altri Sindaci, sulle criticità e violazioni delle norme sul Sistema Idrico Integrato (SII), rendendo evidente in tutti i passaggi le ripercussioni negative che l’operazione avrebbe sulle casse comunali e sulla erogazione del servizio.
I Sindaci hanno quindi chiesto la revoca delle Delibere della Giunta regionale (nn. 56, 129 e 152/2018) che hanno modificato l’ATO2 e creato il nuovo ATO6 ed hanno chiarito i motivi della loro contrarietà alla ridefinizione degli Ambiti territoriali ottimali (ATO), motivi di opportunità politica, di rispetto della normativa vigente, di valutazione delle ripercussioni sulle altre situazioni e dei rischi insiti in un simile precedente.
Premesso che la Delibera n. 152 è stata adottata due giorni prima delle elezioni regionali del 4 marzo 2018, i Sindaci hanno fatto presente la carenza di motivazione rispetto alla scelta operata della Regione di modificare e costituire il nuovo ATO. Questione però ormai tardiva perchè non vi sarebbe il tempo per una nuova convocazione della Conferenza, con l’approssimarsi della scadenza del 7 maggio.
I Sindaci hanno sottolineato che non vi è stato un confronto con la Regione, che non li ha coinvolti direttamente in un percorso condiviso, ma informati a decisione presa, agendo unilateralmente, senza sentire preventivamente gli Enti locali, compreso il CAL (Consiglio delle Autonomie Locali), comitati e associazioni, in difformità e in contrasto con le disposizioni in vigore su un bene primario pubblico, non privato, come l’acqua.
E’ ancora più grave che una questione così complessa e che coinvolge interessi diffusi non sia stata demandata per competenza al Tavolo tecnico per la ripubblicizzazione del Sistema Idrico Integrato di ATO2, costituito a gennaio di quest’anno e operativo proprio sul tema dell’acqua e composto proprio dai Sindaci dello stesso ambito!
La Giunta inoltre è intervenuta con un atto amministrativo, mentre la costituzione di un nuovo ambito deve avvenire per legge, con l’acquisizione del parere della Commissione consigliare.
E’ stato ribadito che la creazione del nuovo ambito non tiene conto né del criterio provinciale (non potendosi costituire un sub Ato provinciale), né di quello idrografico (Comuni geograficamente vicini e che utilizzano le stesse fonti). Questo provoca una frammentazione territoriale non ripagata in termini di vantaggi economici e non supportata da una valutazione sulle economie di scala delle varie infrastrutture idriche, carente la pianificazione e programmazione degli investimenti sul territorio, anche per la mancata previsione di norme attuative.
Sotto l’aspetto economico si addossano ai Comuni, fin dal momento della costituzione del nuovo ATO, un debito milionario con il “vantaggio” di perdere l’introito del canone pagato dal gestore a fronte di un aumento delle tariffe per gli utenti. Sul nuovo ATO 6 si scaricherebbero i costi di investimento effettuati da ATO2, mentre peggiorerebbe la qualità dell’acqua che sarebbe pompata dai pozzi, mentre oggi, in gran parte, arriva nelle case dei cittadini direttamente dalla sorgente. Meno acqua sorgiva e fondi, più debiti e tariffe più alte.
I Sindaci chiedono, al di là delle azioni burocratico-legali decise dalla Conferenza, di dialogare e confrontarsi politicamente con la Regione, di concordare l’avvio di forme di partecipazione reale .
Nell'ATO2 di Roma la Conferenza dei Sindaci e dei Presidenti delle Province hanno confermato ACEA SpA soggetto affidatario del SSI per il tramite di Acea ATO2 SpA. E’ una società di capitali individuata attraverso un affidamento diretto e al suo capitale sociale partecipano tutti gli Enti locali appartenenti all'ATO2. Il capitale sociale ammonta a euro 362.834mila possedute da Acea SpA, Comune di Roma, Comuni dell'ATO 2 Lazio Centrale, Provincia di Roma.
Acea ATO 2, con circa 3.7-3.9 milioni di abitanti e 112 Comuni, è l’ambito più grande d’Italia. Le fonti di approvvigionamento sono 210, con circa 10.000 km di rete idrica e 361 milioni di metri cubi di acqua erogata. Con la costituzione dell’ATO 6 si stima un ambito di circa 500 mila abitanti.
Può darsi che il disegno della Regione sia quello di non restare in ACEA e cambiare gestore, ma un nuovo disegno geopolitico degli ATO, tra Roma e Frosinone, che interessa decine di Comuni e migliaia di abitanti e/o utenti deve passare per i territori e non essere calato dall’alto, con una operazione verticistica decisa quando Zingaretti – prima del voto del 4 marzo 2018 - aveva la maggioranza in Consiglio regionale.
Dopo le elezioni la situazione politica è cambiata e per fare un passo avanti è necessario che tutti gli attori locali siano protagonisti. E’ chiaro che qui la politica regionale ha tenuto in scarsissima considerazione gli interessi dei territori e dei Sindaci e che d’ora in poi è importante il consenso delle realtà locali.
Come è chiaro che l’ATO6 è un nuovo soggetto a cui assegnare personale dirigenziale a carico della collettività, senza avere garanzie di ricevere in cambio un servizio equilibrato, economico, efficiente e di qualità per gli utenti.
Colleferro 24.4.2018
Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro

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Tappa della Carovana dell'Acqua

carovanadellacqua 350 min21 marzo 2018 ore 18.00 – PER LA GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA – Tappa carovana dell’acqua – Frosinone c/o Oltre l’Occidente (Largo A. Paleario 7)

Ripubblicizzare il servizio idrico senza Se e senza Spa

L’acqua è un diritto umano universale ed è la risorsa fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi.

L’acqua è un obiettivo strategico mondiale di scontro con il sistema capitalistico-finanziario.

La gestione partecipativa delle comunità locali è un modello sociale alternativo.

È necessario giungere ad un sistema di finanziamento non volto al profitto e che garantisca gli investimenti.

In tutti questi anni i comitati dell’acqua sono stati da ostacolo all’insieme delle norme introdotte che hanno disatteso l’esito referendario e hanno presentato proposte e contenuti volti a cambiare rotta.

Ora riteniamo necessario:

– avviare un Tavolo tecnico per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato;

– predisporre uno studio di fattibilità tecnica ed economica che esamini le diverse opzioni di ripubblicizzazione;

– modificare la DGR n. 56/2018 affinché si definisca il nuovo Ambito di Bacino Idrografico “Sacco”;

– avviare una fase di rigoroso controllo e coordinamento dell’operato del gestore volto alla tutela della qualità e quantità della risorsa e di reale difesa degli utenti dalle pratiche commerciali scorrette.

Sono invitati a partecipare i neoparlamentari e neoconsiglieri regionali territoriali, gli amministratori locali, gli organi di stampa.

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1000 contro Acea Ato 5

1000controAcea 2 350 minAngelino Loffredi - Dal vecchio Campo sportivo fino alla Villa Comunale: questo è stato il percorso dei manifestanti contro Acea. Una necessaria e giusta manifestazione realizzata non solo per protestare contro le continue inefficienze ma anche per mettere in evidenza un movimento di persone che non si arrende alle prepotenze e chiede giustizia.

Forse erano più di mille persone, arrabbiate ma composte quelle che hanno attraversato la parte bassa della città di Frosinone. Suoni di fischietti e cori hanno accompagnato il corteo.

Erano anni che nel capoluogo non si assisteva ad una manifestazione tanto partecipata. Dopo i sindaci e gli amministratori comunali il corteo è stato aperto dalla delegazione di Ceccano la più numerosa e organizzata guidata dall’inesauribile Domenico Aversa. Poi tanti altri cittadini provenienti da ogni angolo della provincia. 10000controAcea:17feb18

Pochissimi i politici presenti. Sono stati visti in giro Paolo Ceccano, Marco Maddalena, Gian Marco Capogna, Anna Rosa Frate, Anna Maria Bellisario, Maddè il più frenetico che con il suo megafono si è fatto sentire illustrando a tutti i contenuti della manifestazione. La delegazione più numerosa è sembrata quella pentastellata.

Alla Villa Comunale hanno preso la parola Francesco Notarcola, il sindaco di Ceccano Roberto Calligiore e il Responsabile del Coordinamento Acqua Pubblica Mario Antonellis. Fra tanti applausi hanno ricordato le malefatte dell’azienda monopolista, hanno invitato tutti ad avere coraggio e proseguire la lotta.

 

 
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Acqua: I 6 Ato di Zingaretti schiaffo alla partecipazione e all'acqua pubblica

bandiera regione min 350 260di Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone - Da oltre 3 anni comitati e sindaci hanno avanzato una proposta dettagliata di revisione degli Ato regionali, basata su solide argomentazioni scientifiche e gestionali, finalizzata alla creazione di una pluralità di ambiti di bacino idrografici, modellati sull'effettiva conformazione del territorio, al fine da garantire una gestione dell'acqua davvero sostenibile e vicina alle comunità locali.

Con questo metodo, radicato nei principi della legge regionale 5/2014 sulla gestione dell'acqua, venivano individuati 19 ABI, sui quali aprire un confronto con le istituzioni e i territori, considerando anche eventuali accorpamenti. Confronto mai realizzato, poichè dopo aver lasciato languire per anni quel testo, l'Assessore Refrigeri circa due mesi fa ha sottoposto una bozza di proposta su 6 Ato, stroncata dai comitati e da molti sindaci delle zone interessate.

Oggi apprendiamo che con un atto unilaterale la giunta ha approvato quella stessa proposta, rivendicando una partecipazione che è invece stata rifiutata e calpestata, così come i principi della legge 5, nel costituire un nuovo Ato 6 che non ha alcun fondamento idrogeologico. Un atto ancora più grave nel momento in cui diversi sindaci dell'Ato2 stanno discutendo la ripubblicizzazione di Acea Ato2, dimostrando la necessità e volontà di decidere in prima persona sull'acqua.

Una norma che poteva e doveva avviare un percorso di rinnovamento nella governance dell’acqua e concludere l’esperienza fallimentare dell’attuale servizio idrico integrato nella provincia di Frosinone che la popolazione paga profumatamente e garantisce ogni anno rilevanti utili alla società privata che lo gestisce e ai suoi azionisti.

Invece, addirittura, la giunta Zingaretti propone la separazione di netto del bacino idrografico del Sacco in due ATOBI distinti e molto eterogenei, spazzando via ogni ipotesi di governo efficace del nostro territorio e di soluzione reale delle criticità che lo caratterizzano in termini ambientali, sociali ed economici.

Se questo atto della giunta aveva lo scopo di raccogliere consensi elettorali sull'acqua pubblica, la mira è sbagliata! Se si intendeva invece far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla, probabilmente i poteri forti di Acea ne saranno soddisfatti.

Come si comporterà la politica locale in Valle del Sacco in difesa del proprio territorio e delle sue risorse rispetto a quest’atto amministrativo regionale che ci fa perdere un’enorme occasione verso una tutela della qualità e della quantità delle risorse idriche, un governo sostenibile del territorio e una partecipazione adeguata degli enti locali e della comunità?

Naturalmente come coordinamento regionale continueremo la nostra azione nei territori e nelle sedi istituzionali a difesa dell'acqua pubblica senza se e senza SpA.

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Acqua. 'Le forze politiche si azzuffano; invece di organizzare la giusta protesta popolare'

acquapubblica 2si 350 260di Angelino Loffredi - Sta facendo discutere la sentenza di annullamento del TAR di Latina verso i sindaci che nelle sedute assembleari del 16 febbraio e 13 dicembre 2016 avevano rescisso il contratto con Acea. Confesso di aver simpatizzato con quei sindaci che a partire dall’incontro tenuto a Ceccano, a dicembre 2015, avviarono l’ipotesi rescissoria. E non me ne pento!
Esistevano ed ancor oggi esistono tanti giusti motivi per muoversi in tale direzione. A tutti propongo di approfondire quanto allora scrivevo attraverso il seguente link:
https://www.unoetre.it/radici/itemlist/tag/valutare.html

Tale importante questione verrà riproposta da 33 sindaci presso il Consiglio di Stato.
La sentenza del TAR di Latina è stata motivata dal fatto che i sindaci non hanno mostrato sufficienti elementi di prova per dimostrare le inadempienze del Gestore. Se questo è stato l’argomento decisivo, da questo bisogna partire per discutere e riflettere su quanto avvenuto.
Anche se non ho fra le mani le argomentazioni poste dai sindaci qualche autocritica, credo, dovrebbero farla, sia per quanto riguarda il ruolo esercitato dalla Segreteria Tecnica Operativa (STO) che per l’uso del parere legale del professore Farnetani. Si tratta infatti di due clamorosi autogol che hanno portato tanta acqua al mulino di Acea.
Perché tutte le motivazioni per la rescissione si sono ridotte solo al tema degli investimenti? Perché si seguita ad affermare che ACEA sia stata inadempiente solo fino al 2014 quando anche in questi ultimi anni la situazione è peggiorata?

È vero, nel 2015 gli investimenti sono stati pari a 17,7 milioni, il 5% in più rispetto alle previsioni e il 90% in più rispetto all’anno precedente. È anche vero che tale risultato è figlio dell’impegno per fronteggiare, o meglio per rispondere, da parte del Gestore al movimento di lotta sviluppatosi proprio nel 2014 e 2015. Aldilà di queste considerazioni esistono ulteriori e gravi temi idonei a dimostrare le inadempienze di ACEA e da utilizzare. E alcuni meritano di essere indicati.

- Le rotture della rete e la perdita del flusso idrico. I dati riguardanti l’ammontare complessivo della stessa io non li conosco ma potrebbero essere rilevati facilmente da qualsiasi sindaco. Tali perdite vanno ad incidere nella formazione finale della tariffa. Non dimentichiamo mai che i Frusinati pagano il doppio degli utenti romani.
- Mancata regolarità del flusso idrico nelle abitazioni e nelle attività produttive, per circa 6 ore al giorno, anche in questo periodo invernale.
- Potabilità e limpidezza dell’acqua.
- Funzionamento regolare dei depuratori.
- Infine, esiste un tema poco conosciuto dai cittadini. Il monopolista con la Convenzione stipulata il 27 giugno 2003 ha rilevato tutto il patrimonio idrico e fognante appartenente ai comuni. Una eccezionale ricchezza! Un patrimonio per il quale i comuni avevano contratto mutui. Succede che i comuni ancora li stanno pagando. O meglio ad ogni scadenza ne anticipano i pagamenti per ricevere successivamente il rimborso. C’è però un piccolo, grande problema: i comuni sono tre anni che aspettano di ricevere il corrispettivo delle rate anticipate. Mi sembra troppo!

Il fatto più deludente in tutte queste vicende è che le forze politiche si azzuffano; invece di organizzare la giusta protesta popolare si delegittimano con toni tanto virulenti quanto sterili, per scaricarsi le responsabilità sull’accaduto.
I cittadini giustamente si lamentano ma debbono avere un supporto, un alleato. I primi alleati debbono essere i comuni e i sindaci in prima persona. I comuni rappresentano il primo anello di congiunzione fra popolo e Stato. E’ nell’esercizio di questi momenti unificanti e giusti che lo Stato esercita la sua naturale funzione e afferma la propria autorevolezza.

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«Sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale»

acquapubblica 2si 350 260L'Inchiesta intervista l'Ing. Mario Antonellis - La strategia è quella di sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale e, comunque, di andare avanti ed attrezzarsi anche legalmente per resistere e controbattere alle pretese del gestore idrico. In ogni caso di chiedere che venga dimissionata la segreteria tecnica organizzativa (Sto), rea di non aver controllato adeguatamente e di aver in pratica ostacolato la risoluzione contrattuale. Questa la linea emersa dall'ultima riunione dei comitati del. Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone che si riunito ad Isola Lini nella serata di sabato scorso.

«Ci sono voluti anni prima che la maggioranza dei Sindaci, in modo trasversale, comprendesse a pieno le ragioni delle nostre lotte - ha spiegato il leader del coordinamento, Mario Antonellis -, e soprattutto prendessero atto non solo delle vessazioni delle inadempienze e della mala gestione idrica, che era ed è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto prendessero coscienza di documenti "lampanti" che rendessero necessario un cambiamento di rotta. Ripetiamo ci sono voluti anni prima che ciò suc¬cedesse, soprattutto che la maggioranza di loro abbandonasse le oscure trame dei partiti, che si svincolasse dai potentati politici di turno, fino a coalizzare le loro azioni contro il gestore romano, che annovera propaggini indelebili ed endemiche anche dalle nostre parti. Ricordiamo come in molte assemblee abbiamo applaudito Sindaci e Ammini¬stratori che ci sembravano "rivoluzionari" secondo il nostro schema mentale, salvo poi scoprire che la loro base ideologica era completamente opposta alla nostra. Ci siamo ritrovati insieme, dopo aver approfondito il tema, sulle stesso versante, superando di fatto sovrastrutture inutili. Del resto l'argomento, del bene comune per eccellenza, non dovrebbe essere base di scontro, tanto meno politico, come purtroppo continua ad essere».

Ora - sempre secondo Antonellis - «nonostante gravi errori commessi nel passato, l'indirizzo vo-luto dalla stragrande maggioranza dei cittadini utenti della provincia di Frosinone è stato portato avanti da 33 addetti ai lavori. Si è parlato della sta¬gione del "Partito dei Sindaci" proprio per marcare una linea di confine con quella che era stata la politica acquiescente alle lobby di potere alla finanza e agli affari. Adesso in molti ci pongono una domanda: ma questi 33 hanno agito in buona fede rispetto al percorso intrapreso verso la risoluzione contrattuale o in modo solo speculativo e demagogico? La mia risposta è lapidaria pensando di interpretare anche il pensiero del Coordinamento. Nelle condizioni poste e per le azioni intraprese, posso affermare che la loro azione, almeno in questa circostanza, era ormai dettata da una fondata convinzione. Lo dimostra il fatto che: - intrapresero un percorso condiviso fatto di incontri, riunioni e di verifiche a partire da quella storica del 15 gennaio 2015 a Ceccano; - che si adeguarono a portare nei diversi consigli comunali delibere poi approvate, quasi sempre all'unanimità, in cui si sono state messe in evidenza, in modo dettagliato, le ragioni profonde della necessità della risoluzione; - nono¬stante tutto hanno combattuto contro gli intralci e i sabotaggi, frapposti dall'apparato tecnico dell'Autorità d'Ambito che tutto ha fatto meno che tutelare i cittadini; - che l'Atea temendo il peggio è giunta prima a insulti razzisti, poi a minacce di ritorsioni patrimoniali personali e infamanti pur di farli desistere; - nonostante tutto, sono andati avanti fino alla votazione sulla risoluzione contrattuale».

Ma oggi, dopo la sentenza del Tar di Latina? «La peggior cosa che adesso possa succedere - risponde Antonellis - è che quella stagione e quella unità d'intenti si lasci intimorire da una sentenza che è un attentato alla democrazia diretta o che si lasci indebolire dalle insane pratiche della opposizione demagogica... Diciamolo chiaramente, chi in questo momento gioca allo sfascio e allo sciacallaggio politico, sul bene comune per eccellenza, e addirittura gioisce, si pone ancora una volta con¬tro il popolo ciociaro facendo inesorabilmente il gioco di Acea. Da amministratore, più che da attivista, pensando di rappresentare anche il sentimento comune del Coordinamento - conclude Antonellis -, nutro profondo disagio rispetto ad una sentenza che da un lato riconosce a pieno il primato della politica e la piena validità dei deliberati Comunali, quindi del popolo, a favore della estromissione del Gestore, e dall'altro, senza mezzi termini, condannai rappresentanti liberamente eletti dai cit¬tadini che hanno assunto decisioni a tutela di tutti gli utenti, a salvaguardia del patrimonio pubblico e della salute, "per abuso di potere".

Siamo di fronte alla peggiore delle ragioni che si potevano inventare per continuare ad alimentare il più grande scandalo che si sia mai verificato in terra di Ciociaria. Siamo di fronte ad un "cortociuto istituzionale". E' come dire che le istituzioni locali non hanno alcuna voce in capitolo. Se abuso di potere, c'è stato è stato ben indirizzato contro chi, pur essendo cittadino ciociaro, come lo sono i rappresentanti della Sto, lautamente pagati dalle tasche degli utenti, invece di tutelarli, hanno agito in modo talmente negligente e a favore dell'Eesattore da essere richiamati più volte dalla stessa Aeegsi, giungendo al punto di dare l'appiglio ad Acea di opporsi e poi ai giudici di annullare il dispositivo con il loro sconcertante parere negativo. I veri nemici del popopolo ciociaro per una volta si sono dichiarati con le loro firme».

fonte: L'inchiesta quotidiano del 3 gennaio 2018

 
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Ceccano: tutta la città in turnazione idrica

ceccano palazzo antonelli 350 253Antonio Ciotoli, Segretario sezione "Pertini" PSI Ceccano - Tutto la città in turnazione idrica e l’Amministrazione comunale latita. Che fine ha fatto il Sindaco Caligiore e le sue 4 fantomatiche autobotti? L’intera area comunale è sottoposta a turnazione da più di cinque mesi senza regole certe o chiare, senza comunicazioni coerenti e aggiornate da parte del gestore e senza che l’Amministrazione comunale se ne curi, nascondendosi dietro un silenzio a dir poco imbarazzante.

Dalla pseudo-sicurezza opposta e reiterata di fronte alle decine di segnalazioni che abbiamo sollevato negli scorsi mesi, Caligiore ora si trincera in un silenzio che si trasforma nei fatti in "sodalizio" con il gestore: gestore che tra l’altro aveva dichiarato “cacciato” più di un anno fa ormai.

L'Amministrazione comunale si svela inadeguata, incapace di produrre risoluzioni efficaci per le criticità nel territorio. Nella città è in atto una vera e propria emergenza, come mai registrata negli scorsi anni, e il Sindaco nasconde la testa sotto la sabbia e fa finta di nulla.

La cittadinanza è davvero provata e stufa di subire distacchi giornalieri che si stanno trasformando in una vera e propria spinta psicologica ad investimenti privati non pretendibili dal gestore ACEA. Non è concepibile, quando non sussistano impedimenti tecnici irrisolvibili, che per avere acqua corrente in casa la cittadinanza sia obbligata o addirittura costretta all’istallazione di cisterna ed autoclave a proprie spese.

Le turnazioni in essere a Ceccano non sono compatibili con la vita normale delle famiglie. Il distacco preordinato per tutte le sere alle ore 20.30 è un impedimento alla normale vita familiare, specie per le persone che lavorano tutto il giorno e che possono godere solo alla sera di qualche ora di tranquillità in casa.

Non è possibile che i distacchi dipendano dalla variabilità degli umori e delle necessità del gestore idrico, e pertanto risentano in continuazione di variazione di orario e di giorno, nonostante sia presente un inutile comunicato sul sito web dell’ATO 5 in cui si comunica che tutto in tutto Comune è in atto una turnazione per tutti i giorni e fino a quando non si sa. Dire sempre e fare poi come si vuole non è comunicazione e soprattutto non è comunicazione utile.

Soltanto molte aree della città l’acqua è tornata con più di un ora di ritardo sull'orario previsto e non di certo per problemi tecnici.

Occorre che l’Amministrazione comunale si assuma l’onere di risolvere il problema e che trovi le soluzioni necessarie anche in accordo con il gestore.

Siano definite turnazioni più adeguate alle esigenze delle famiglie e siano eliminate quelle non strettamente necessarie.

Ceccano non è un borghetto di una decine di famiglie, isolato in un deserto del terzo mondo. È una città grande con esigenze sacrosante e che fanno riferimento a famiglie che hanno bisogno di un servizio idrico pubblico adeguato e il Sindaco non può più disinteressarsene bellamente come invece fatto fino ad oggi.

 
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