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Acqua pubblica: inaccettabile ignavia della Giunta Zingaretti

acquapubblica 2si 350 260Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio - Inaccettabile ignavia della Giunta Zingaretti sull'attuazione della legge per l'acqua pubblica
Gli attivisti occupano Consiglio regionale e ottengono un incontro con l'Ass.re Refrigeri.
Oggi in un Consiglio regionale praticamente deserto sono state discusse le due interrogazioni presentate da M5S e Insieme per il Lazio con cui si chiedeva al Presidente Zingaretti e all'Ass.re Refrigeri cosa intendessero fare per attuare la legge regionale sull'acqua pubblica (L. R. 5/2014) a quasi 4 anni dalla sua approvazione, ovvero quando sarebbe stato approvato il provvedimento di definizione degli ambiti di bacino idrografico (ABI).

Zingaretti e Refrigeri non hanno avuto neanche il coraggio di presentarsi in aula per rispondere del loro ritardo nell'applicazione della legge. Hanno delegato un ignaro Ass.re Fabiani il quale, in risposta alle interrogazioni, si è limitato a leggere una laconica nota degli uffici tecnici con cui si ribadiva il ritornello tanto caro a Refrigeri: stiamo predisponendo, stiamo lavorando.

E' evidente che una risposta del genere è inaccettabile dopo tutto questo tempo, quando siamo sull'orlo della fine legislatura, dopo che come comitati abbiamo avanzato e fatto depositare già da 3 anni, da consiglieri di maggioranza e opposizione, una proposta di legge dettagliata sulla definizione degli ambiti, dopo che la Giunta ha formalmente incaricato il Prof. A. Lucarelli per la redazione di una proposta a riguardo e che quest'ultimo a metà giugno ha consegnato all'Ass.re Refrigeri il suo lavoro.

A questo punto, a seguito dell'ennesimo rinvio, è esplosa la rabbia delle decine di attivisti dei comitati per l'acqua pubblica presenti in Consiglio che, di fatto, con le loro proteste hanno bloccato la seduta e hanno chiesto, minacciando l'occupazione della sala, di fissare nel più breve tempo possibile un incontro con l'Ass.re Refrigeri.

La situazione si è sbloccata quando è stato comunicato che l'Ass.re Refrigeri ha dato la sua disponibilità a svolgere l'incontro per mercoledì 29 novembre alle 17.00 presso la sede della Giunta.

L'ignavia dimostrata dalla Regione fino a questo momento è un chiaro segnale di come questa Amministrazione abbia deciso di mantenere lo status quo e quindi di rendersi complice delle peggiori gestioni ed essere collusa con gli interessi privatistici di Acea che da sempre aspira a diventare il gestore unico regionale.

Le decine di attivisti presenti oggi lo hanno ribadito chiaramente: l'unica strada per tutelare la risorsa di fronte all'emergenza idrica e difendere gli interessi della collettività è l'attuazione della legge 5/2014.

Parteciperemo numerosi all'incontro con l'Assessore Refrigeri del 29 novembre, determinati a non fare un passo indietro sul raggiungimento di una gestione pubblica dell'acqua nel Lazio e decisi a non accettare più risposte evasive.

Lo ribadiremo anche in quell'occasione, l'attuazione della legge sull'acqua è solo ed esclusivamente una questione di volontà politica.
I cittadini si sono espressi chiaramente con il referendum del 2011 e ogni volta che sono stati chiamati ad esprimersi a riguardo.

Ora sta alla Giunta Zingaretti e alla maggioranza che la sostiene dimostrare di essere rappresentanti del popolo e non delle lobbies che vogliono lucrare sull'acqua.

Ora sta alla Giunta Zingaretti e alla maggioranza che la sostiene dimostrare di essere parte della soluzione e non parte del problema.

Come comitati per l'acqua ci impegneremo e lavoreremo fino all'ultimo per far prevalere una scelta di civiltà e di rispetto della democrazia.

Roma, 22 novembre 2017.

 
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M5S. Chi Non vuole l'acqua pubblica a Veroli?

M5S Veroli 350 260da M5S Veroli -  Qualche giorno fa si è riunita la consulta d'ambito territoriale e tra i vari punti all'ordine del giorno si è discusso anche della risoluzione contrattuale con ACEA ato 5 S.p.A. Nessuna parola è venuta fuori dal nostro Sindaco Simone Cretaro ad oggi molto silente sulla materia acqua pubblica, la sensazione è quella che il nostro primo cittadino voglia evitare ogni discussione sul territorio verolano in merito alle possibili proposte per ripubblicizzare il servizio idrico. Noi attivisti del meetup movimento 5 stelle di Veroli qualche settimana fa abbiamo chiesto al nostro Primo Cittadino di proporre proprio in consulta d'ambito uno studio di fattibilità di un'azienda pubblica a gestione del servizio idrico indicandogli anche tutti i possibili strumenti economico finanziari da individuare, con il fine di restituire finalmente la gestione del servizio idrico ai cittadini ma questo non è avvenuto anzi proposte sono state avanzate da altri Sindaci i quali hanno proposto l'attivazione della clausola compromissoria, tanto per rinfrescare la mente ai nostri politici locali, quel concetto che abbiamo più volte evocato insieme ad altre considerazioni nel consiglio di Novembre 2016 quando fummo zittiti, dopo essere stati chiamati in causa dal Primo Cittadino, dal Presidente del Consiglio Giuseppe Mignardi e fu votata stando ai fatti il mandato di non risolvere il contratto con ACEA anche se in più occasioni i cittadini verolani hanno espresso volontà contraria.
Ad oggi oltre a non aver presentato la proposta in consulta ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta in merito, anzi questo silenzio ci fa capire quanto il nostro Sindaco non è favorevole alla ripubblicizzazione, per questo lanciamo un appello a tutti i cittadini manteniamo alta l'attenzione sul tema acqua pubblica e ricordiamo ai nostri politici locali che ripubblicizzare è un dovere morale e non un piacere di partito.

 
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Una class action nei confronti di Acqualatina

acqualatina logoda Avvocati Massimo Clemente e Cristian Lombardi - "Si è costituito nei giorni scorsi un comitato di avvocati civilisti e penalisti del sudpontino con l'intento di promuovere una class action nei confronti di Acqualatina, a seguito delle interruzioni dei flussi idrici che stanno interessando il nostro comprensorio da alcune settimane e che è fonte di gravissimi danni per i privati e per le attività commerciali.
L'azione sarà completamente gratuita per i cittadini e le cittadine che vorranno aderire. L'obiettivo dei difensori è quello di portare avanti una battaglia in sede giudiziaria per il riconoscimento dei diritti degli utenti in relazione alla somministrazione di acqua e ai conclamati inadempimenti del gestore. Inoltre, sono assolutamente censurabili e contra legem le dichiarazioni rese da Acqualatina che non intende, alla luce dell'adempimento parziale e dei danni cagionati alla popolazione, prevedere un benché minimo rimborso nelle fatture e tanto configura certamente un abuso di posizione dominante con una lesione del sinallagma contrattuale.
I fatti per i quali si stanno interessando anche le Amministrazioni comunali sono documentati e provano che Acqualatina ha responsabilità che non dipendono esclusivamente dalla siccità ma ancor più dalla inesistente manutenzione operata sulle condotte.
Inoltre, Acqualatina non rispetta gli orari di interruzione che essa stessa a volte detta e a volte no, con una informazione deficitaria che cagiona gravissimi danni all'utenza che deve modificare forzosamente le proprie abitudini di vita, in un periodo quale quello estivo che richiede invece un fabbisogno maggiore di acqua che, ricordiamo, è anche potabile.
Ad oggi sono state già raccolte numerose adesioni e chiediamo che gli interessati ci contattino o sulla pagina facebook "Class Action Acqualatina" ovvero all'indirizzo mail: , entro il 30 Giugno 2017.
Nei prossimi giorni gli avvocati sostenuti da privati cittadini e dal Comitato Parco degli Aurunci saranno in Piazza per raccogliere altre adesioni.
Ovviamente, sarà gradito, chiunque altro Voglia attivarsi apportando un proprio contributo.

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Per sostenere il Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

bandiera comitato acquapubblica 350 260da Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone - Chi siamo e cosa vogliamo.

La parola ‘comitato’ è semplicemente un nome collettivo che denota una pluralità di individui. Di fatto siamo un gruppo aperto di persone unite da un grave disagio comune: Acea Ato5 spa e la gestione di una risorsa essenziale alla nostra vita.
Il comitato esiste (attualmente ci sono persone di Frosinone, Acuto, Sgurgola, Ceprano, Veroli, Torrice, Boville, Ceccano, Alatri, Ferentino, Collepardo, Isola del Liri) convinto dei doveri di solidarietà sociale, di cittadinanza attiva e responsabilità civile.
Queste belle parole tradotte significano non accettare in silenzio il disagio morale, economico e fisico che proviamo.
Ognuno dà quello che può tra i tanti impegni delle nostre vite di tutti giorni, vite da giovani e meno giovani, vite con figli o senza, con lavoro o mancanza di lavoro, vite con progetti che cercano una realizzazione o solo un mantenimento. Nelle vite di tutti c’è comunque l’acqua.

Abitiamo un territorio ricco di ottima acqua, ma compriamo acqua morta imbottigliata nella plastica, buttiamo ‘merda’ nei nostri fiumi e ne inondiamo i campi, anneriamo l’acqua dei nostri pozzi, buttiamo metri cubi d’acqua dai buchi delle reti idriche, captiamo troppo dalle nostre sorgenti, stressiamo l’ambiente e ci ammaliamo.

Questo lo facciamo pagando.
Pagando, con una tariffa tra le più alte d’Italia, un soggetto privato che dovrebbe gestire un servizio alla cittadinanza. Questo soggetto privato, con la complicità di numerosi amministratori che hanno nome e cognome, non ha mai garantito i necessari investimenti e si è intascato milioni di euro dalle nostre tasche, lasciandoci tuttora con i depuratori non funzionanti e le reti idriche a pezzi.

Il comitato continua ad esistere con grande sforzo volontario. Lo sforzo è dettato per lo più dalla mancanza di riscontro da parte di coloro che esercitano il governo e la gestione della cosa pubblica nei nostri comuni, nella nostra provincia e nella nostra regione, e che hanno la responsabilità politica di riportare la risorsa ed il servizio sotto il controllo dei cittadini.

Ci appelliamo a tutti gli utenti del servizio idrico e a tutti i cittadini e le realtà associative della valle del sacco e della provincia affinchè sostengano il comitato e contribuiscano ad arrestare questo degrado politico ed ambientale.

Nessuna soluzione post Acea Ato 5 spa è valida se non passa per la preliminare definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico in cui effettuare la gestione complessiva delle risorse idriche e, quindi, se non si dà completa attuazione alla Legge Regionale n. 5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”.

Nessun miglioramento della qualità delle acque, e quindi dell’ambiente e della nostra qualità della vita, è possibile se non previa una vera e definitiva bonifica delle aree inquinate comprese nel SIN della Valle del Sacco e delle tante altre aree degradate presenti nel nostro territorio.

Nessuna alternativa gestionale è condivisibile se non passa per la giustizia sociale e il rispetto dei diritti individuali e collettivi.

Nessun ulteriore benefit può essere riconosciuto al gestore attuale a cui, anzi, va chiesto il giusto risarcimento alla collettività dei danni sociali e ambientali determinati dallo stesso e da chi doveva controllarlo, per effetto delle inadempienze contestate da anni dal comitato.

Tutti i cittadini, gli amministratori seri, i tecnici, le forze dell’ordine e i magistrati sono invitati a collaborare.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

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Continua la polemica per l'acqua pubblica anche a Veroli.

acquapubblica 2si 350 260dall'Ufficio stampa del Comune di Veroli - In riferimento alla lettera aperta degli attivisti del Movimento 5 Stelle, pubblicata oggi da organi di stampa, il Sindaco di Veroli ritiene opportuno fare alcune precisazioni che appaiono necessarie per fornire ai cittadini Verolani un quadro complessivo sulla questione ACEA.
“Innanzitutto, contrariamente a quanto si apprende dal contenuto dell’articolo, il Consiglio comunale ha approvato una delibera con cui si mandato al Sindaco di votare l’eventuale risoluzione contrattuale a condizione che ci sia il parere tecnico favorevole della STO, cioè della Segreteria Tecnico-Operativa nella sua qualità di organo tecnico e di ausilio dell’Ambito Territoriale Ottimale.
La motivazione è, o meglio, dovrebbe essere facilmente intuibile visto che la risoluzione contrattuale presuppone l’accertamento dell’esistenza di presupposti tecnici e giuridici.
Del tutto fuori luogo e chiaramente faziosa appare poi la circostanza della mancata possibilità di intervento durante il consiglio per due ordini di motivi: il primo, durante il consiglio comunale non è possibile dare la parola al pubblico; il secondo, nonostante tale divieto, è stata data la parola ad alcune persone presenti in aula.
Fatte queste doverose premesse, la lettera aperta contiene diverse imprecisioni e molte mancanze che denotano l’approccio approssimativo e strumentale della questione ACEA.
1) Non si spiega ai cittadini cosa succede in caso di risoluzione contrattuale con ACEA.
L’attuale gestore, ACEA Spa, rimarrebbe a gestire il servizio per un periodo che si aggira sui due anni.
Infatti, l’art. 7, comma 3, della Convenzione di Gestione prevede “qualsiasi controversia dovesse insorgere, a qualsiasi titolo, tra le parti ed anche in caso di risoluzione, scioglimento del contratto per qualsiasi titolo o ragione, scadenza del termine di convenzione ....(omissis) ....il Gestore sarà obbligato a garantire la continuità del servizio fino all’eventuale consegna al nuovo Gestore, e, comunque, non oltre il termine di 12 mesi, agli stessi patti e condizioni; qualora intervenissero circostanze e fattori non prevedibili, di cui, in ogni caso, nessuna delle parti è responsabile, detto termine sarà protratto di ulteriori 6 mesi. Oltre tali termini, la continuità dei servizi viene garantita previa rinegoziazione, secondo criteri di buona fede, delle condizioni di gestione, in modo da assicurare l’equilibrio economico finanziario del Gestore”.
Durante il primo periodo di proroga (mesi 12), quindi, i servizi dovranno essere mantenuti dal Gestore attuale agli stessi patti e condizioni ovvero di fatto restano in essere ancora per detto periodo vincoli contrattuali che impongono alle parti il rispetto delle condizioni previste nel negozio giuridico oramai risolto.
2) Non si spiega ai cittadini che in caso di risoluzione il Comune di Veroli non potrà comunque tornare a gestire direttamente il servizio idrico e fognario.
Infatti, le uniche forme di gestione del servizio possibili sono le seguenti:
• affidamento del servizio con procedura di evidenza pubblica (quindi attraverso una nuova gara per individuare un nuovo gestore);
• affidamento del servizio a società mista il cui socio privato sia scelto mediante procedura ad evidenza pubblica (quindi attraverso la creazione di una nuova società nella quale ci siano soci pubblici e soci privati, quest’ultimi scelti sempre attraverso una gara);
• affidamento del servizio a soggetto interamente pubblico in house (quindi attraverso la creazione di un Ente pubblico, ad esempio consorzio, società per azioni, ecc.).
3) Non si dice poi in caso di risoluzione e a prescindere dagli eventuali danni cosa bisogna corrispondere ad Acea.
La STO, quindi, la Segreteria Tecnico-Operativa nella sua qualità di organo tecnico e di ausilio dell’Ambito Territoriale Ottimale, ha precisato che, a seguito della risoluzione contrattuale, bisogna corrispondere ad Acea il valore residuo degli investimenti e le spese di progettazione unitamente ai conguagli ad oggi maturati.
Il valore residuo degli investimenti fino al 2015 è pari a 64 milioni di euro, per il 2016 ammontano ad euro 17 milioni, e per il 2017 altri 17 milioni per un totale di 98 MILIONI DI EURO.
Al Gestore dovranno essere riconosciute per intero le somme maturate nel biennio 2016-2017 per spese di progettazione, consulenze, indagini riferibili ad investimenti programmati.
Inoltre, ad Acea dovranno essere riconosciuti i conguagli ad oggi maturati che sono:
• mln di euro conguagli approvati relativi agli anni 2006-2011 così come riconosciuti dal Tribunale amministrativo;
• 53 mln di euro conguagli approvati dall’Autorità con la delibera AEEGSI n. 51/2016 e relativi agli anni 2012-2015;
Conguagli relativi agli anni 2016-2017 non ancora determinati, in quanto la Conferenza dei sindaci non ha approvato l’aggiornamento tariffario 2016-2019, i cui scenari sono i seguenti:
• L’Ente d’Ambito non procede all’aggiornamento delle tariffe 2016-2017, e si utilizza il Pef approvato dall’Autorità: conguagli 28 milioni di euro, 16,2 milioni di euro per il 2016; 11,7 per il 2017;
• L’Ente d’Ambito approva tariffe 2016-2017 secondo quanto previsto dalla relazione STO: 21,6 milioni di euro, al netto delle penali applicate di 11 milioni di euro, da aggiornare in base alle controdeduzioni della diffida ad adempiere: 13,3 milioni nel 2016 e 11 milioni per il 2017 (scenario più vantaggioso perché abbassa di 6 milioni il conguaglio da riconoscere al gestore);
• L’AEEGSI procede con la diffida dell’ATO che entro 30 giorni deve provvedere all’aggiornamento tariffario sulla base dell’istanza presentata dal Gestore che prevede conguagli pari a 47,7 milioni di euro: 25,7 milioni per il 2016 e 22 milioni per il 2017.
In sede di Conferenza dei Sindaci si può comunque bocciare la proposta e presentarne una alternativa.
• A ciò si aggiungano i conguagli derivanti dalla discordanza tra i volumi fatturati e i volumi misurati.
• Al Gestore andranno riconosciuti anche 10,7 milioni di euro previsti dall’atto transattivo stipulato nel 2007. In corso contenzioso giudiziario per ulteriori pretese del gestore.
Ai predetti importi dovranno essere sottratte le seguenti somme:
• importi per canoni concessori rivalutati: 21 milioni di euro per il periodo 2012-2015 e 7 milioni per il periodo 2006-2011;
• aggiornamento delle penali per le inadempienze non soddisfatte o soddisfatte in parte con la diffida ad adempiere.
• Tali somme sono immediatamente esigibili da parte del Gestore uscente al termine del rapporto contrattuale, i meccanismi di recupero di tali somme saranno oggetto di decisione da parte della Conferenza dei Sindaci.
• Alle somme innanzi esposte andranno aggiunte i costi del contenzioso giudiziario, ad oggi, non quantificabili.
4) Non si dice, infine, che la Conferenza dei Sindaci di Ato 5 ha attivato la procedura per la risoluzione della Convenzione di Gestione con l’invio al gestore di una diffida ad adempiere che Acea ha riscontrato nel termine concesso.
Sulla base delle controdeduzioni di ACEA, la STO pubblicava la propria relazione del 7/10/2016 sullo stato di attuazione alla data del 14/09/2016 ritenendo superate in parte le contestazioni sollevate e per altre ritenendo necessarie delle integrazioni.
La predetta relazione della STO veniva redatta tenendo conto anche del parere legale dell’Avv. Farnetani, il quale, viste le controdeduzioni di ACEA, evidenziava che “allo stato degli atti e dei fatti, quali risultanti dalla relazione della STO, non sembra che gli inadempimenti tutt’ora persistenti e non sanati dal gestore rivestano la necessaria gravità da legittimare il provvedimento di risoluzione del contratto ai sensi dell’art. 34 della Convenzione di Gestione e dell’art. 34 del disciplinare tecnico”. Detto parere dell’avv. Farnetani è stato integrato in data 11/10/2016 con la precisione che “l’inadempimento attualmente imputabile al gestore è decisamente ridimensionato rispetto a quello contestato nel Febbraio 2016 talché sarebbe rischioso – con la certezza di un complesso contenzioso – sostenere che sussistano ancora oggi i presupposti per la risoluzione del contratto ex art. 34 della convenzione di gestione e del disciplinare tecnico.
Concludo questo mio intervento invitando i grillini ad avere un atteggiamento più responsabile nell’affrontare le delicate questioni che attengono alle tasche dei cittadini e a farsi promotori di iniziative verso l’azionista di maggioranza di ACEA Spa che, oggi, è il Comune di Roma”.

 
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"Si scrive acqua ma si legge Democrazia"

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Amici M5S Veroli - Gli attivisti M5S di Veroli consegneranno una lettera aperta al sindaco ed al consiglio comunale viste le deduzioni del sindaco che lo hanno portato, complici tutti i consiglieri ed assessori comunali a deliberare di fatto, viste anche le ultime vicende, contro una possibile ripubblicizzazione, gli attivisti sono stati chiamati in causa dal sindaco anche in consiglio comunale e nel mentre spiegavano le loro ragioni sulla risoluzione sono stati bloccati dal presidente del consiglio Giuseppe Mignardi,che ha definitivamente fermato ogni discussione democratica aperta dal Primo Cittadino, il quale stava di fatto dando parola su questo tema importante anche ai cittadini presenti creando così un'interazione libera e democratica con i suoi concittadini.

Il nostro disaccordo con la STO e con il Sindaco

Così ad oggi dobbiamo scrivere le risposte alle deduzione del Sindaco con lettera aperta, noi non siamo d'accordo con il primo cittadino riguardo le considerazioni della STO, le quali sono state parziali rispetto alle inadempienze di Acea dimenticando soprattutto gli obblighi contrattuali, poi errato è anche il concetto secondo cui in fase di risoluzione i comuni si vedrebbero caricati dei relativi costi, perchè al gestore verrebbero riconosciute solo le somme effettivamente impiegate e non recuperate, altro punto a sfavore delle deduzioni del nostro Sindaco sono le determinazioni di queste somme le quali dovranno avvenire attraverso commissione bilaterale considerando anche che ACEA nell'anno 2014-2015 ha chiuso con un utile di 10 milioni di euro, considerando anche il fatto che si dovrà pronunciare la magistratura ordinaria e non più il T.A.R.
Altro punto sfavorevole ad ACEA ed alla tesi del Sindaco riguarda i costi che graverebbero sui comuni, in base alle leggi ed hai documenti contrattuali quelle somme ricadrebbero sul nuovo piano d'Ambito quindi de facto non cambierebbe niente rispetto ai conguagli contabilizzati sulle fatture da ACEA.
Altra cosa importante è che sta per essere stralciato il servizio idrico dalla riforma Madia e quindi si potrà rigestire il servizio pubblicamente e questo grazie anche al contributo dei cittadini verolani che hanno firmato la petizione che abbiamo portato qualche tempo fa, cioè quando ci è stato verbalizzata la multa per intenderci.

Infine abbiamo anche chiesto al nostro primo cittadino che faccia di tutto in assemblea ed in consiglio comunale per avviare procedure legali per danno erariale nei confronti dei precedenti sindaci i quali a parere del T.A.R. sono stati i principali responsabili di questa situazione e che i conguagli siano fatti pagare a loro e non ai cittadini.
Con questo augurio gli attivisti del M5S di Veroli e gli attivisti del "Forum Italiano Acqua Pubblica" ribadiscono con ancor più forza che ripubblicizzare è possibile, conveniente e democratico, per usare uno slogan del 2011, SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE DEMOCRAZIA.

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AceaAto5. E’ risoluzione?...quasi, forse

acquapubblica 2si 350 260di Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone - Risolutamente irrisoluti. All'Assemblea dei sindaci di ieri 13 ottobre è mancato il classico soldo per fare una lira. Ma come? Per stabilire 3 o 6 mesi di tempo da concedere ad Acea per eliminare le inadempienze, per definire la tariffa del 2016, il fronte dei sindaci anti - Acea si è premunito della necessaria mozione per far prevalere il proprio punto di vista mentre quando si è dovuto decidere se procedere o meno alla risoluzione se ne sono dimenticati?
Sgomberiamo immediatamente il campo alle cialtronate con cui gli uomini di Renzi e Scalia tentano di giustificare l'ingiustificabile. E' la STO che ha formulato contestazioni parzialissime e nonostante il Comitato provinciale acqua pubblica abbia a più riprese sollecitato l'integrazione delle stesse, questa STO, vero e proprio cavallo di Troia di Acea in seno all'ATO, se ne è guardata bene provvedendo solo a redigere il compitino di comodo che chiunque, non completamente ingenuo, si aspettava.
Per quanto riguarda, invece, il parere legale: è mai possibile che in Italia non esistesse un altro avvocato a cui rivolgersi che non svolgesse il proprio compito per l'Autorità idrica toscana, dove i sindaci e le comunità locali non contano praticamente nulla e a dettare legge è Acea S.p.a che controlla tutte le società meno una della regione? Un avvocato di quella Firenze di Renzi e di quella Publiacqua (controllata di Acea) deputata alla gestione del S.I.I. su tutto il territorio controllato da Acea S.p.a?
Quello che conta è, però, che la risoluzione per colpa del contratto non sia stata archiviata ed ora senza ulteriore indugio deve essere formalmente disposta. Siamo stanchi di sentire i lamenti sui possibili rischi legali, e crediamo che la soluzione di questa vicenda sia tutta politica.

Il Comune di Roma che detiene il 51% di Acea S.p.a. ci liberi dai soci privati di Acea, Caltagirone e Suez

Per questo il 27 ottobre saremo a Roma, insieme agli altri territori, per partecipare al primo Consiglio popolare dell'acqua per chiedere all'amministrazione Raggi di tener fede agli impegni elettorali assunti che prevedono la ripubblicizzazione di Acea S.p.a. Questo significa che il Comune di Roma che detiene il 51% di Acea S.p.a. deve liberare i territori occupati dai soci privati di Acea, Caltagirone e Suez, e, quindi, impedire ad Acea di opporsi alla risoluzione contrattuale dell' Ato 5!
In queste settimane chiederemo conto alla Regione Lazio della Legge n. 5 "Tutela, governo e gestione pubblica delle acque", strumento indispensabile perché a decidere di un bene indispensabile come l'acqua tornino ad essere i consigli comunali e i cittadini.
Saremo di fronte al Parlamento perché il decreto Madia che obbliga alla privatizzazione dei servizi pubblici sia ritirato e non ci accontenteremo di quanto già annunciato sull'esclusione da esso della sola gestione dell'acqua.
Ci aspettiamo che anche gli amministratori che a parole dichiarano di essere preoccupati e di agire nell'interesse dei cittadini siano al nostro fianco ed assicuriamo che questo sarà l'unico riconoscimento da tenere in considerazione anche sul piano elettorale.

 
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Acqua. Cambiare strada è possibile ed è un diritto

acquapubblica 2si 350 260dal Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone (dopo il testo una proposta da respingere) - L’Assemblea dei Sindaci dell’Ato 5 si trova di nuovo di fronte ad un bivio: sostenere con forza e determinazione le tesi emerse nei mesi (o meglio negli anni) scorsi in tutto il territorio provinciale circa l’inadeguatezza della gestione del servizio idrico integrato da parte di Acea Ato5 S.p.a. a fronte di un costo elevatissimo, oppure credere che quanto fatto in pochi mesi dal gestore serva a riequilibrare una malagestione di anni e cedere nuovamente alle sue minacce che poco velatamente si evincono leggendo le sue risposte alle inadempienze contestategli a febbraio scorso?

E’ evidente a tutti, infatti, o almeno lo era fino a ieri a molti sindaci che ora hanno dei strani ripensamenti, che la gestione finora effettuata da Acea Ato 5 S.p.a. non è stata assolutamente positiva e che troppe sono state le inadempienze contestategli negli anni. Non possono bastare le azioni messe in campo dal gestore negli ultimi mesi per far dimenticare un decennio di disservizi. Non possono bastare alcuni interventi infrastrutturali che dovevano essere realizzati da anni a farle riguadagnare una verginità, nè tantomeno il parere di uno sconosciuto avvocato toscano.

Le inadempienze contestate a febbraio 2016 sono solo una parte di quelle imputate ad Acea Ato 5 S.p.a. L’azione che svolgiamo quotidianamente e da anni come comitati locali (comitati nati spontaneamente da tanti utenti determinati nel portare avanti contestazioni legittime e da liberi cittadini convinti che l’acqua non possa essere merce da vendere sul mercato) ci restituisce quella che è la vera faccia del gestore e del servizio che offre. Migliaia di contestazioni rivolte al gestore e per conoscenza alla STO hanno rilevato pratiche commerciali scorrette da parte del gestore come per esempio la mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori con conseguente fatturazione sulla base di stime e con l’invio di conguagli pluriennali di elevata entità, o come gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata a causa di perdite occulte nell’impianto idrico sia attribuito all’utenza con l’applicazione dell’aliquota più alta.

Contestazioni che non hanno trovato risposta come avrebbero dovuto da Disciplinare Tecnico, mentre chi contesta è gravemente annoverato tra i morosi. Non solo, infatti, il gestore in presenza di formale reclamo non ha sospeso cautelativamente le procedure di riscossione e distacco delle utenza ostacolando l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori ma come il gestore abbia avviato immediatamente le procedure di morosità minacciando il distacco ed arrivando ad attuarlo.
Formali contestazioni rilevano quindi come la gestione di Acea Ato 5 S.p.a non solo sia connotata da una mancanza di diligenza ma anche da un carattere agressivo volto a determinare un indebito condizionamento.

Se i sindaci vogliono prendere la giusta direzione, quella giusta per tutti noi, domani devono voltare realmente pagina e prendere una strada diversa.
Una strada in cui non sia il gestore privato a dettare legge, forte della multinazionale che sta alle sue spalle, del Governo Renzi e delle Autorità nazionali appositamente create per favorire i privati nella gestione dei servizi pubblici. Ma che sia l’Autorità d’Ambito, gli amministratori comunali e tutti gli utenti a decidere come gestire il servizio e a quale costo.

Cambiare strada non è solo possibile ma a questo punto è un diritto!

La legge regionale n. 5 del 2014 è vigente, basta soltanto renderla attuativa!
I cittadini e i comitati che hanno promosso quella legge d’iniziativa popolare attendono una risposta da oltre un anno, ma l’Assessore regionale Refrigeri competente per la materia è abile a sviare, a prendere tempo e a prendere in giro i cittadini. Ma il tempo è ormai scaduto! La Giunta regionale presieduta da Nicola Zingaretti e il Consiglio regionale che l’ha votata all’unanimità ha dimenticato quella sua legge?
All’inerzia della Regione devono rispondere gli amministratori comunali e tutti i cittadini.
In questa situazione la palla è in mano ai Sindaci, i quali hanno il compito intanto di verificare accuratamente se i mancati interventi contestati a febbraio scorso al gestore privato siano stati realmente e correttamente effettuati in questi ultimi mesi, così come sostiene il gestore. Noi abbiamo diversi dubbi.

Domani i sindaci hanno l’onere di rispondere prima di tutto ai cittadini/utenti e non solo ad Acea perché la decisione che prenderanno avrà in ogni caso ripercussioni sulla popolazione, sulla qualità della vita dei cittadini e sulle loro tasche.
Le pretese, le minacce e i paventati mancati guadagni di Acea sono indubbiamente secondari in questo panorama.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

La proposta di delibera che dovrebbe esser approvata domani. Un vergognosa dimostrazione di sottomissione ad Acea. Inaccettabile e da respingere.

Acqua Proposta di delibera per 13ott16

 
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Acea, Ato5 & C: il gioco delle tre carte

acquapubblica 2si 350 260da Comitato Acqua Pubblica Provincia Frosinone - Ci siamo. Chi il diciannove febbraio sminuiva, dando credito alle panzane sulla regolarità del voto, il fatto che tredici anni dopo l’inizio della tragedia l’Assemblea dei sindaci avesse messo finalmente in mora per la prima volta ACEA ATO 5 S.p.A., oggi spara a tutta pagina il fatto che il gestore si difende assumendo le sue asserite ragioni come verità di cui la parte pubblica viene chiamata a rispondere. Di questa sedicente informazione fatta di mistificazione a senso unico non dovremmo semplicemente curarci se non fosse lo strumento utile e necessario alla politica locale per giungere all’ennesimo misfatto predisposto dietro le risse da pollaio tra Partito Democratico e Forza Italia.

Un po' di chiarezza

Cerchiamo allora di fare un minimo di chiarezza. Che ACEA ATO 5 S.p.A. presentasse le proprie controdeduzioni era ovvio e scontato (tutti hanno il diritto di difendersi). Il fatto che le abbia presentate non significa affatto che siano fondate. Per fare questo è necessario prendere le contestazioni fatte dall’Autorità d’Ambito, confrontarle con le controdeduzioni presentate dal gestore ed esaminare la documentazione comprovante le affermazioni della parti. Dunque, allo stato, nulla è mutato rispetto a 48 ore fa e solo dopo la procedura appena accennata sarà possibile valutare il reale stato dell’arte della vicenda “messa in mora”. Pubblicare a tutta pagina come dirimenti gli scritti difensivi del gestore può servire solo a pilotare la gestione della vicenda verso la soluzione gradita al privato, togliendo peraltro le castagne dal fuoco ad una Segreteria Tecnica e ad una Consulta dei Sindaci – dove siedono oltre a Pompeo gli stessi sindaci che in Assemblea dei Sindaci innalzano gli stendardi della propria parte politica (Partito Democratico e Forza Italia!), e che in questi sei mesi tutto hanno fatto meno che agire nell’interesse dei cittadini.

Cosa si doveva fare e cosa non si è fatto

Infatti, qualora ACEA ATO 5 S.p.A. si dovesse trovare in condizioni di potersi considerare “adempiente” rispetto alla messa in mora, Segreteria Tecnica e Consulta dei Sindaci dovrebbero essere chiamati a rispondere di quanto segue: Come comitato, senza utilizzare la demagogia di qualche supporter di precise parti politiche, uso a fare cagnara e da claque e nelle riunioni, abbiamo fatto presente, anche con documenti formalmente trasmessi come: - la messa in mora decisa il 18 febbraio doveva venire integrata con le ulteriori e storiche inadempienze del gestore, non legate alla questione degli investimenti (foglia di fico con cui i sindaci si sono giustificati per aver fatto passare le tariffe folli che subiamo senza attivare prima la procedura ex art. 34), ma legate ai normali costi operativi che il gestore ha sempre incassato e che sono facilmente desumibili nella convenzione di gestione, ovvero il famoso contratto che ci incatena sino al 2032. - il comportamento del gestore doveva essere regolato in modo che cessassero le vessazioni degli utenti attraverso la modifica della Carta dei Servizi (che non deve essere concordata col gestore!), e con l’Otuc che aveva formalmente approvato la proposta di modifica in tal senso. In questi sei mesi nulla in questo senso è stato fatto, anzi, l’unica cosa su cui si è esercitata la Segreteria Tecnica è stata quella di predisporre una proposta di tariffa per il 2016 che di fatto individuava in ACEA ATO 5 S.p.A. il miglior gestore possibile e riconosceva, posticipandone solo l’incasso, gli ulteriori conguagli pretesi dal gestore. A questo punto è evidente come l’attendibilità e la buona fede dei tecnici della Segreteria Tecnica non sono ulteriormente riconoscibili e non ci fideremo delle relative valutazioni sulla vicenda. Se i tecnici, gli amministratori e le parti politiche, pensano di fare i compari al banchetto delle tre carte e la pallina è già sotto il bicchiere di ACEA, sappiano che i cittadini non abbasseranno la testa “usi a tacer pagando” e con, l’acqua, si riprenderanno la propria vita.

Frosinone, 16 settembre 2016 

 
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Acea. Un’interminabile assemblea dei sindaci di oltre 5 ore

acquapubblica 350 260di Alessandro Redirossi da l'Inchiesta Quotidiano - Tariffe congelate e tracollo Pd. Questo l’esito di un’interminabile assemblea dei sindaci di oltre 5 ore sulle tariffe del servizio idrico gestito in provincia di Frosinone da Acea. Un’assemblea che, come da tradizione, è sembrata più un “circo” nelle modalità di svolgimento ma che alla fine, rispetto a un mese fa, è giunta a una decisione.

Sul tavolo dei sindaci c’era sostanzialmente la stessa proposta di deliberazione della Sto di un mese fa su cui i sindaci si spaccarono non decidendo nulla. Acea ha già fatto il 30 maggio la propria proposta all’Aeegsi (l’Autorità per l’energia) rispetto all’adeguamento per quanto riguarda le tariffe dell’acqua: ha prospettato un conguaglio complessivo 2016-2019 da 77,5 milioni di euro da spalmare nelle bollette attraverso le tariffe de gli anni dal 2021 al 2027. Adesso toccava ai sindaci fare la propria proposta partendo dalla bozza di delibera della Sto (la segreteria tecnica dell’Aato che gestisce il servizio). In base alla proposta della Sto il conguaglio nei confronti di Acea si sarebbe ridotto alla metà circa (34,8 milioni di euro) da recuperare sulle tariffe fra 2021 e 2033.

Per quanto riguarda dunque la determinazione del moltiplicatore tariffario, nella proposta Sto, si sarebbe arrivati a un incremento dell’8%. Prima dell’inizio dell’assemblea, i sindaci dell’area di centrodestra si sono radunati in un’aula, quelli di area Pd in un’altra.

Due "fazioni"?

Le due “fazioni” hanno retto per tutta l’assemblea. Da una parte i sindaci del Pd si sono aggrappati all’emendamento con primo firmatario Gianpio Sarracco (sindaco Pd di Fontana Liri) che avallava la proposta tariffaria per l’annualità 2016-19 presentata dalla Sto con incremento dell’8% «che è comunque – ha detto Sarracco – migliorativa nei confronti degli interessi degli utenti in quanto adotta un moltiplicatore tariffario dell’8% inferiore rispetto alla tariffa provvisoria fissata al 9% e che sarà oggetto di verifica», congelando poi la questione dei conguagli. Ha invitato poi i sindaci «a non giocare al ribasso con soluzioni errate dal punto di vista amministrativo e giuridico» riferendosi alla “fazione” opposta.

Dall’altra parte della barricata c’erano i sindaci Nicola Ottaviani (Frosinone), Carlo Maria D’Alessandro (Cassino), Roberto De Donatis (Sora) e Roberto Caligiore (Ceccano), che erano già arrivati a una sintesi su una proposta che ha messo insieme diversi sindaci di centrodestra (e non solo).

L’emendamento, a prima firma di Ottaviani, univa due proposte presentate nella conferenza di un mese fa dal sindaco del capoluogo e dal sindaco di Ceccano Roberto Caligiore: il primo, assieme al sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, aveva allora chiesto di non prevedere incrementi tariffari; il secondo di sospendere la decisione sulle tariffe in attesa dell’evoluzione della procedura avviata a inizio anno dai sindaci per la risoluzione da Acea, con i termini ad adempiere concessi al gestore che scadranno a metà settembre. Così l’emendamento a prima firma di Ottaviani ha ottenuto la convergenza anche del sindaco di Ceccano.

Cosa prevede? Di richiedere Aeegsi (che avrà l’ultima parola sulla tariffa) una sospensione del procedimento per la determinazione della tariffa 2016-2019, in attesa che venga definita la procedura di cui all’articolo 34 della Convenzione relativa alla gestione del servizio idrico e inerente la risoluzione da Acea.

Sempre in base a tale emendamento si precisa poi che, se la richiesta di sospensione non venisse accolta dall’Autorità, bisognerebbe comunque sospendere gli incrementi tariffari, confermando la precedente tariffa (quella del 2015 in sostanza) relativa al servizio idrico gestito da Acea senza aumenti, rimandando la decisione su eventuali conguagli tariffari alla fase successiva alla verifica sugli inadempimenti che i sindaci hanno deciso di contestare a inizio anno ad Acea.

Decidersi: è inadempiente o no?

«Come possiamo con la mano sinistra contestare degli inadempimenti al gestore – ha detto Ottaviani – e con la destra dargli quello che bisognerebbe dargli se fosse adempiente?».

Sul tavolo anche un altro emendamento, presentato dal Comune di Alatri (il sindaco Giuseppe Morini però era assente e rappresentato da un delegato), in base al quale gli incrementi tariffari si sarebbero dovuti ancorare agli investimenti effettivamente effettuati da Acea.

Alla fine si è capito che a livello di numeri e consistenza numerica della popolazione rappresentata, solo la proposta con primo firmatario Ottaviani avrebbe avuto qualche chances di passare. Così i sindaci di Fontana Liri Sarracco e quello di Veroli Simone Cretaro hanno chiesto una sospensione dell’assemblea per trovare una sintesi. Dopo quasi un’ora, però, le due “fazioni” di sindaci non hanno trovato una via d’uscita unica e alla fine il Pd ha giocato l’ultimo disperato tentativo con una proposta del sindaco di Veroli Cretaro per rimandare la decisione a un momento successivo alla scadenza dei tempi concessi ad Acea prima della decisione sulla risoluzione contrattuale.

A quel punto ha preso la parola il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, ricordando come la sua proposta di sospendere ogni decisione in attesa dell’iter per la risoluzione era stata bocciata un mese prima da quasi tutti i sindaci e sponsorizzando l’emendamento Ottaviani.

La proposta di Cretaro, messa in votazione, è stata bocciata con 34 no, 25 sì e un’astensione. Stessa sorte per quella di Sarraco, bocciata con 32 no, 24 sì e 4 astensioni. A passare è stata invece la proposta che ha compattato Ottaviani, D’Alessandro, Caligiore e De Donatis, che aveva dalla sua parte l’ok dei Comuni più grandi (fra cui Frosinone, Cassino, Ceccano, Sora, Roccasecca) e che ha “pescato” anche in maniera trasversale fra i sindaci, come testimoniano emblematicamente le posizioni proprio di De Donatis e Fabrizi di Boville ad esempio.

Prima della votazione della proposta Ottaviani non sono mancati momenti di tensione, in particolare con un vivace battibecco fra Sarracco (che ha chiesto “serietà” ai sindaci di centrodestra) e D’Alessandro.

La proposta del fronte dei sindaci guidato da Ottaviani ha raccolto 33 sì, 15 no e 2 astensioni con diversi sindaci dell’area Pd che hanno abbandonato l’Aula (in fase di votazione) nel tentativo con ogni probabilità di far mancare il numero legale: un’immagine emblematica del tracollo Dem da tutti i punti di vista. Per ora i sindaci, dunque, hanno deciso a maggioranza di mettere in freezer le tariffe alla fine di uno spettacolo, come sempre, da dimenticare.

 
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