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Acea. Un’interminabile assemblea dei sindaci di oltre 5 ore

acquapubblica 350 260di Alessandro Redirossi da l'Inchiesta Quotidiano - Tariffe congelate e tracollo Pd. Questo l’esito di un’interminabile assemblea dei sindaci di oltre 5 ore sulle tariffe del servizio idrico gestito in provincia di Frosinone da Acea. Un’assemblea che, come da tradizione, è sembrata più un “circo” nelle modalità di svolgimento ma che alla fine, rispetto a un mese fa, è giunta a una decisione.

Sul tavolo dei sindaci c’era sostanzialmente la stessa proposta di deliberazione della Sto di un mese fa su cui i sindaci si spaccarono non decidendo nulla. Acea ha già fatto il 30 maggio la propria proposta all’Aeegsi (l’Autorità per l’energia) rispetto all’adeguamento per quanto riguarda le tariffe dell’acqua: ha prospettato un conguaglio complessivo 2016-2019 da 77,5 milioni di euro da spalmare nelle bollette attraverso le tariffe de gli anni dal 2021 al 2027. Adesso toccava ai sindaci fare la propria proposta partendo dalla bozza di delibera della Sto (la segreteria tecnica dell’Aato che gestisce il servizio). In base alla proposta della Sto il conguaglio nei confronti di Acea si sarebbe ridotto alla metà circa (34,8 milioni di euro) da recuperare sulle tariffe fra 2021 e 2033.

Per quanto riguarda dunque la determinazione del moltiplicatore tariffario, nella proposta Sto, si sarebbe arrivati a un incremento dell’8%. Prima dell’inizio dell’assemblea, i sindaci dell’area di centrodestra si sono radunati in un’aula, quelli di area Pd in un’altra.

Due "fazioni"?

Le due “fazioni” hanno retto per tutta l’assemblea. Da una parte i sindaci del Pd si sono aggrappati all’emendamento con primo firmatario Gianpio Sarracco (sindaco Pd di Fontana Liri) che avallava la proposta tariffaria per l’annualità 2016-19 presentata dalla Sto con incremento dell’8% «che è comunque – ha detto Sarracco – migliorativa nei confronti degli interessi degli utenti in quanto adotta un moltiplicatore tariffario dell’8% inferiore rispetto alla tariffa provvisoria fissata al 9% e che sarà oggetto di verifica», congelando poi la questione dei conguagli. Ha invitato poi i sindaci «a non giocare al ribasso con soluzioni errate dal punto di vista amministrativo e giuridico» riferendosi alla “fazione” opposta.

Dall’altra parte della barricata c’erano i sindaci Nicola Ottaviani (Frosinone), Carlo Maria D’Alessandro (Cassino), Roberto De Donatis (Sora) e Roberto Caligiore (Ceccano), che erano già arrivati a una sintesi su una proposta che ha messo insieme diversi sindaci di centrodestra (e non solo).

L’emendamento, a prima firma di Ottaviani, univa due proposte presentate nella conferenza di un mese fa dal sindaco del capoluogo e dal sindaco di Ceccano Roberto Caligiore: il primo, assieme al sindaco di Roccasecca Giuseppe Sacco, aveva allora chiesto di non prevedere incrementi tariffari; il secondo di sospendere la decisione sulle tariffe in attesa dell’evoluzione della procedura avviata a inizio anno dai sindaci per la risoluzione da Acea, con i termini ad adempiere concessi al gestore che scadranno a metà settembre. Così l’emendamento a prima firma di Ottaviani ha ottenuto la convergenza anche del sindaco di Ceccano.

Cosa prevede? Di richiedere Aeegsi (che avrà l’ultima parola sulla tariffa) una sospensione del procedimento per la determinazione della tariffa 2016-2019, in attesa che venga definita la procedura di cui all’articolo 34 della Convenzione relativa alla gestione del servizio idrico e inerente la risoluzione da Acea.

Sempre in base a tale emendamento si precisa poi che, se la richiesta di sospensione non venisse accolta dall’Autorità, bisognerebbe comunque sospendere gli incrementi tariffari, confermando la precedente tariffa (quella del 2015 in sostanza) relativa al servizio idrico gestito da Acea senza aumenti, rimandando la decisione su eventuali conguagli tariffari alla fase successiva alla verifica sugli inadempimenti che i sindaci hanno deciso di contestare a inizio anno ad Acea.

Decidersi: è inadempiente o no?

«Come possiamo con la mano sinistra contestare degli inadempimenti al gestore – ha detto Ottaviani – e con la destra dargli quello che bisognerebbe dargli se fosse adempiente?».

Sul tavolo anche un altro emendamento, presentato dal Comune di Alatri (il sindaco Giuseppe Morini però era assente e rappresentato da un delegato), in base al quale gli incrementi tariffari si sarebbero dovuti ancorare agli investimenti effettivamente effettuati da Acea.

Alla fine si è capito che a livello di numeri e consistenza numerica della popolazione rappresentata, solo la proposta con primo firmatario Ottaviani avrebbe avuto qualche chances di passare. Così i sindaci di Fontana Liri Sarracco e quello di Veroli Simone Cretaro hanno chiesto una sospensione dell’assemblea per trovare una sintesi. Dopo quasi un’ora, però, le due “fazioni” di sindaci non hanno trovato una via d’uscita unica e alla fine il Pd ha giocato l’ultimo disperato tentativo con una proposta del sindaco di Veroli Cretaro per rimandare la decisione a un momento successivo alla scadenza dei tempi concessi ad Acea prima della decisione sulla risoluzione contrattuale.

A quel punto ha preso la parola il sindaco di Ceccano Roberto Caligiore, ricordando come la sua proposta di sospendere ogni decisione in attesa dell’iter per la risoluzione era stata bocciata un mese prima da quasi tutti i sindaci e sponsorizzando l’emendamento Ottaviani.

La proposta di Cretaro, messa in votazione, è stata bocciata con 34 no, 25 sì e un’astensione. Stessa sorte per quella di Sarraco, bocciata con 32 no, 24 sì e 4 astensioni. A passare è stata invece la proposta che ha compattato Ottaviani, D’Alessandro, Caligiore e De Donatis, che aveva dalla sua parte l’ok dei Comuni più grandi (fra cui Frosinone, Cassino, Ceccano, Sora, Roccasecca) e che ha “pescato” anche in maniera trasversale fra i sindaci, come testimoniano emblematicamente le posizioni proprio di De Donatis e Fabrizi di Boville ad esempio.

Prima della votazione della proposta Ottaviani non sono mancati momenti di tensione, in particolare con un vivace battibecco fra Sarracco (che ha chiesto “serietà” ai sindaci di centrodestra) e D’Alessandro.

La proposta del fronte dei sindaci guidato da Ottaviani ha raccolto 33 sì, 15 no e 2 astensioni con diversi sindaci dell’area Pd che hanno abbandonato l’Aula (in fase di votazione) nel tentativo con ogni probabilità di far mancare il numero legale: un’immagine emblematica del tracollo Dem da tutti i punti di vista. Per ora i sindaci, dunque, hanno deciso a maggioranza di mettere in freezer le tariffe alla fine di uno spettacolo, come sempre, da dimenticare.

 
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Acqua pubblica: la proposta del M5S

acquapubblica 2si 350 260dal Tavolo provinciale acqua pubblica del M5S - «Bisogna iniziare a pensare seriamente a un dopo ACEA, se la volontà dei Sindaci rimane quella manifestata nell’ultima assemblea, non possiamo farci trovare impreparati. Bisogna individuare delle soluzioni alternative.» - A dichiararlo è la rappresentanza del tavolo provinciale acqua pubblica del M5S. L’ultima assemblea dei sindaci ha sancito l’ultimatum ad Acea, o adempie entro settembre oppure se ne deve andare. – «Chi gestirà il servizio idrico integrato nella auspicabile ipotesi che Acea ato5 Spa sia costretta ad andarsene? Qualcuno dei sindaci della Provincia di Frosinone oppure qualche lungimirante politico di quelli che calcano la scena ormai da decenni si è posto il quesito di chi sostituirà Acea? Sappiamo che i politici di questo territorio non hanno mai brillato per lungimiranza e la programmazione dello sviluppo del nostro amato territorio provinciale è spesso lasciata al caso. Le cabine di regia politiche che di volta in volta si sono avvicendate hanno spesso portato avanti progetti in modo disordinato e confuso con risultati che sono sotto gli occhi di tutti.» – Nasce dunque dagli attivisti 5 Stelle del territorio la voglia di offrire un contributo concreto, raccogliendo una sfida tanto difficile quanto non impossibile. Ed è per questo che sabato il Tavolo Acqua Pubblica si è riunito a Frosinone illustrando ai numerosi attivisti e al portavoce del territorio Frusone, un progetto di gestione dell’acqua tramite la costituzione di un Impresa Sociale nella forma giuridica della SPA ad azionariato popolare. – «Spieghiamo in breve gli elementi essenziali della proposta illustrata: l’impresa sociale è un’organizzazione privata con finalità di interesse generale. Per garantire ciò, vi è il divieto della distribuzione degli utili ed il divieto assoluto di remunerazione del capitale investito. Sarebbero dunque gli utenti stessi del sistema idrico a capitalizzare la società ed a permettere l’avvio e la successiva gestione, considerando infatti la numerosità degli utenti, che in provincia ammontano circa a 185.000. Si otterrebbero tariffe più basse ed una gestione più efficiente del servizio e si eliminerebbe alla radice il problema del lucro sulla gestione del servizio idrico. Impresa sociale vuol dire quindi partecipazione nelle decisioni che toccano direttamente i soci cittadini e vuol dire soprattutto riappropriarsi direttamente delle scelte strategiche del servizio idrico, degli investimenti da effettuare, delle tariffe sociali da stabilire per le famiglie in particolari difficoltà.» – «Abbiamo intenzione per settembre di organizzare un incontro pubblico, al quale inviteremo tutti i sindaci della provincia, dove presenteremo nei dettagli la nostra proposta, che crediamo possa essere un punto di partenza su cui incardinare un’alternativa concreta alla gestione di ACEA. Auspichiamo che tale proposta sia valutata nel merito e approfondita, dalla nostra avranno la massima disponibilità e collaborazione sotto tutti gli aspetti. Inoltre è nelle nostre intenzioni presentare questa proposta anche a Roma, per dare un contributo nel grande progetto di ripubblicizzazione dell’acqua.»

 
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Acqua pubblica: oggi fermiamo il decreto Madia

acquapubblica 2si 350 260dal Comitato Acqua Pubblica Frosinone - Acqua Pubblica - Buon compleanno referendum! 5 anni fa abbiamo vinto contro le privatizzazioni di Ronchi, oggi fermiamo il decreto Madia! In questi giorni il referendum sull'acqua bene comune e per la difesa dei servizi pubblici compie 5 anni. Sono stati anni vissuti pericolosamente. Anni in cui l'esito referendario è stato ripetutamente messo sotto attacco dai Governi succedutisi alla guida del Paese. Solo la persisente mobilitazione del movimento per l'acqua ha finora evitato che venisse completamente stravolto.

Il 12 e 13 giugno 2011, infatti, oltre 26 milioni di persone si recarono alle urne per bloccare il progetto del Governo Berlusconi di definitiva privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici locali.

10 giorni prima della scadenza referendaria l'allora Sindaco di Firenze, Matteo Renzi, pubblicava sul suo profilo Facebook il seguente post: “Referendum. Vado a votare sì all’acqua pubblica ...".

Ora Matteo Renzi è Segretario del PD, Presidente del Consiglio e il PD è il principale partito di maggioranza. Quali migliori condizioni per attuare l'esito referendario e rispettare la volontà popolare?
Ma qual'era la volontà popolare?

Così la riassumeva la Corte costituzionale: "rendere estranei alle logiche del profitto il governo e la gestione dell’acqua." Invece il Governo ha deciso di muoversi lungo una direzione contraria, soprattutto con i decreti attuativi della legge Madia, i cui obiettivi espliciti, riportati nella relazione di accompagnamento, sono “la riduzione della gestione pubblica ai soli casi di stretta necessità” e il “rafforzamento del ruolo dei soggetti privati”.

Il decreto Madia sui servizi pubblici locali vieta, inoltre, la gestione pubblica per i servizi a rete, quindi acqua inclusa, e ripristina l’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito” nella composizione della tariffa, nell’esatta dicitura che 26 milioni di cittadini avevano abrogato. E' significativo che proprio mentre milioni di italiane e italiani stanno per votare le future amministrazioni delle loro città, il Governo discuta un decreto che, di fatto, viola l'art. 75 della Costituzione e sposta la gestione dei servizi pubblici dai consigli comunali ai consigli di amministrazione. Bloccare questo progetto è innanzitutto una questione di democrazia.

Per cui in questi giorni sono in programma decine di iniziative diffuse sui territori e prosegue la raccolta firme sulla petizione popolare per il ritiro di questi decreti nell'ambito del “Firma Day” promosso dalla campagna sui referendum sociali e costituzionali. Inoltre, come movimento per l'acqua, contestiamo lo stravolgimento della legge per la ripubblicizzazione dell'acqua compiuta dalla maggioranza alla Camera il 20 Aprile scorso.

Per questo nei giorni in cui ricorre il 5° compleanno del referendum nelle iniziative in programma intendiamo ribadire la richiesta di ritiro immediato del decreto Madia e il ripristino del testo originario della legge per l'acqua.

Roma, 10 Giugno 2016.

Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

e-mail cell. 340 4921168

Fb: COMITATO PROVINCIALE ACQUA PUBBLICA FROSINONE

Web: http://www.acquabenecomune.org

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M5S, noi come sempre c'eravamo venerdì 27

falòdibollette 350 260dal Tavolo Acqua Pubblica Provinciale M5S - “Noi siamo gli unici che possiamo permetterci di camminare insieme ai cittadini in una manifestazione per l'acqua pubblica”

“Strano, sembrano tutti per l'acqua pubblica, a parole, perché poi quando si tratta di metterci la faccia succede che sia solo il M5S a farlo” - queste le dichiarazioni del tavolo acqua pubblica del M5S, composto da diversi attivisti dei mu della provincia - “Venerdì c'è stata una grande manifestazione a Frosinone organizzata dal Comitato provinciale acqua pubblica, una fiaccolata che si è conclusa con il gesto simbolico di bruciare le bollette di ACEA, nessun politico di destra né del PD era affianco dei cittadini, l'unico presente era il nostro portavoce Luca Frusone. Questo non fa altro che sottolineare quanto sindaci e politici locali non abbiano veramente a cuore la battaglia sull'acqua, ma la strumentalizzino ogni qual volta vogliano racimolare preferenze e consenso. Il MoVimento 5 Stelle era presente in quella manifestazione, come lo è sempre stato in tutte le occasioni dove si poteva difendere l'acqua come bene comune e non vendibile. Ci teniamo a sottolineare come solo il M5S difenda l'acqua pubblica all'interno delle istituzioni, sia a livello parlamentare che regionale. E proprio in quest'ultima sede è importante ora focalizzare l'attenzione dei cittadini. C'è la legge 5 regionale che deve essere attuata, se ciò accadesse, la Regione Lazio potrebbe mettere in seria difficoltà il diabolico disegno di privatizzazione di Renzi. I nostri consiglieri in Regione sono mesi che si battono per portare la voce dei cittadini, chiedendo l'attuazione della legge, ma il PD continua a rimandare. Siamo stanchi, dunque, che i vari Sindaci sul territorio facciano credere ai cittadini che sono per l'acqua pubblica e poi quando si tratta di metterci realmente la faccia, sono sempre assenti.” - “ Il tavolo acqua pubblica M5S provinciale condanna le politiche di servilismo alle multinazionali da parte dei partiti, e continua a mettere in atto, al fianco di tutti i cittadini associazioni e comitati che difendono da anni l'acqua pubblica, politiche volte al perseguimento reale della gestione pubblica dell'acqua. Il movimento 5 stelle è per l'acqua pubblica e fino alla fine non mollerà un centimetro sui partiti che ad oggi hanno portato alla deriva il servizio idrico integrato nella provincia di Frosinone creando anche in molti casi dei veri e propri drammi sociali.”

 
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Acqua pubblica. Frusone: "Il PD lascia via libera alle privatizzazioni"

movimento 5 stelle bandiera 350 260dall'Ufficio Stampa del Deputato Luca Frusone, M5S - "Il PD distrugge la nostra legge per l’acqua pubblica lasciando il via libera alle privatizzazioni".

“Non posso che esprimere tutta la mia delusione e amarezza per quello che si è compiuto in aula a proposito di acqua pubblica, ci siamo trovati ancora una volta davanti alla meschinità del partito democratico, il quale ha stravolto totalmente la nostra legge, rendendola addirittura asservita ai privati.” – esordisce così il Deputato 5 Stelle Frusone a seguito della battaglia in aula per difendere la legge M5S sull'acqua pubblica – “Si chiamava "Legge popolare per la ripubblicizzazione dell'acqua". La prima firma era del MoVimento 5 Stelle, ed era una legge volta a far rispettare una volta per tutte la volontà di 27 milioni di cittadini, che con il referendum del 2011, avevano chiesto a gran voce, che la gestione dell'acqua restasse pubblica. "Era", perché di quella volontà non è rimasto nulla. Il PD infatti cancellando l’articolo 6, cuore delle legge che definiva la gestione pubblica dell’acqua riconsegnando pienamente ai comuni la gestione delle infrastrutture dei servizi idrici, ha derubato definitivamente i cittadini di poter usufruire dell’acqua come un bene pubblico ed inalienabile. Il governo Renzi, ha quindi volutamente lasciato il via libera alle privatizzazioni.” – e continua – “Ci siamo trovati addirittura costretti a dover ritirare tutte le nostre firme su quella che era la nostra legge, proprio perché non potevamo sottoscrivere questo scempio. Ma non è tutto. A seguito delle nostre manifestazioni di disappunto in Commissione ambiente, la Boldrini ha sospeso diversi miei colleghi. Tutto ciò credo chiarisca bene la considerazione che il governo abbia dell’opposizione.” – e conclude – “La battaglia non finisce qui, noi non ci arrendiamo e abbiamo ancora sospesa la legge 5 regionale d'iniziativa popolare, per la quale i miei colleghi del Movimento 5 Stelle in Regione so che daranno filo da torcere a Buschini e a tutto il suo partito pro lobbisti. Ma bisogna purtroppo evidenziare una sempre più preoccupante mancanza di democrazia in questo Paese, che ci fa scivolare addirittura al 77° posto per libertà di stampa, dietro il Burkina Faso, con un Presidente del consiglio che predica l’astensionismo alla vigilia di un Referendum come quello contro le trivellazioni in mare. Tutto ciò è vergognoso e non è né esagerato né tanto meno populista affermare tristemente che siamo sotto regime. La differenza tra noi e il partito unico PD e FI è che mentre loro non rispettano lo strumento referendario, invitando persino a non recarsi alle urne (lo fece anche Forza Italia al referendum sull'acqua pubblica), noi proponiamo addirittura il Referendum senza quorum. Ciò che ci differenzia è che noi ascoltiamo i cittadini, loro invece le multinazionali.

 
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Subito la legge 238 per sottrarre l’acqua agli interessi privati

acquapubblica 2si 350 260dal Comitato Provinciale Acqua Pubblica Frosinone - Questa mattina i comitati dell’acqua del Lazio hanno nuovamente invaso gli uffici del Consiglio Regionale per richiamare con forza l’attenzione sull’applicazione della legge n. 5 del 2014 intitolata “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”. L’occasione era l’ennesima interrogazione all’ineffabile assessore Refrigeri.

L’obiettivo dei numerosi cittadini intervenuti non era certo quello di essere presi nuovamente in giro dall’assessore, per conto del presidente Zingaretti, e da parte dello stesso Consiglio.

Quello che ci interessava era chiarire che, dopo due anni dall’approvazione della suddetta legge, non intendiamo accettare più un’ennesima dilazione.

Approvare subito la proposta di legge 238 del 2015

Pretendiamo, invece, che il Consiglio si esprima ora e subito sulla proposta di legge 238 del 2015, presentata dai comitati e fatta propria da più di 10 consiglieri regionali, la quale costituisce l’unico strumento per sottrarre la gestione dell’acqua agli interessi dei grandi operatori economici e finanziari quali ACEA s.p.a.

Il presidente del Consiglio regionale, Leodori, abbandonando l’aula, ha incontrato i cittadini ed ha assunto l’impegno di portare alla conferenza dei capigruppo il 15 aprile la calendarizzazione della proposta di legge 238/2015. Semmai la Giunta dovesse presentare entro quel termine la sua “fantomatica” proposta di sottoporle entrambe alla discussione in aula.

La fissazione di questo termine è un risultato ottenuto dalla mobilitazione dei cittadini, ma non è sufficiente a garantire un esito positivo dell’intera vicenda.
Solo con una mobilitazione costante e diffusa, che coinvolga tutti i territori possiamo sperare di fermare il disegno di privatizzazione della gestione del sistema idrico integrato nella regione Lazio, disegno che rientra in quello più ampio di cessione al mercato di tutti i servizi pubblici locali, acqua compresa, che il governo nazionale sta velocemente perseguendo. Se tale disegno non verrà ostacolato dai cittadini sarà impossibile in futuro riprendere il controllo e la gestione di un bene indispensabile alla vita come l’acqua.
La prossima volta dovremo essere molti di più.

Coordinamento regionale acqua pubblica Lazio, 23/03/2016

 
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"Paura di Equitalia!? Ma de che !? E’ solo l'ultima follia del governo Renzi"

acquapubblica 2si 350 260da Acqua pubblica Frosinone - Quello che ci meraviglia è che chi fa il giornalista di mestiere dovrebbe stare molto attento a divulgare notizie fuorvianti senza andare nel merito del problema. Lo abbiamo detto fino alla noia le bollette dell'acqua sono il corrispettivo di un servizio e non un tributo. Basterebbe questo per bloccare ogni illazione, ma si sa in Italia tutti hanno il terrore di Equitalia e quindi ACEA è andata ad elemosinare al ministro Padoan qualcosa che non può avere nessun effetto pratico, AL SOLO SCOPO DI METTERE PAURA AGLI UTENTI.

Ammesso che Equitalia accettasse di comportarsi come agente riscossore per conto di ACEA qualora non riuscisse poi ad incamerare i soldi delle bollette cosa fa? Manda gli utenti davanti ad un tribunale tributario che invece appunto di occuparsi di tributi dovrebbe snaturare il suo ruolo occuparsi di morosità conclamata, di conguagli illegali, di fatture per consumi fantasma, di mancanza di letture di oneri non dovuti per la depurazione di tariffe illegali ed illegittime etc. etc. etc. ?????? Signori basta!!!!!! Prima ancora che un utente reclamante venga considerato moroso ce ne passa e comunque TUTTO E' DI COMPETENZA DEI GIUDICI ORDINARI.
Ancora una volta i media locali non hanno niente di meglio da fare che da cassa di risonanza alle stupidaggini PRO ESATTORE.

A 24 giorni dall'Assemblea dei Sindaci

Intanto sono passati esattamente 24 giorni dall’Assemblea “FARSA” del 18 febbraio e non c’è traccia di un verbale di assemblea come pure non c’è un atto sostanziale che vada verso la Messa in mora di ACEA e tutto il resto.
E’ EMERGENZA DEMOCRATICA e c’è chi parla di scemenze per sviare i problemi??????
Siamo stati lapidati per aver chiarito dalla prima ora la grave sceneggiata consumata ai DANNI DEI CITTADINI UTENTI della provincia di FrosinonE il 18 Febbraio scorso.
Ci hanno anche accusato, senza vergogna, di aver Depotenziato un risultato storico!!!!! Quale???
Adesso tutti si leccano le ferite, Verificando che sono stati ingannati per l’ennesima volta. Ma noi novelli masanielli, così ci chiamano, insieme a Sindaci avveduti abbiamo fatto i nomi dei responsabili.

Contro chi è il movimento dell'acqua

Il movimento dell’acqua è inevitabilmente contro le prerogative del governo, contro chi è a capo di questa provincia, contro i partiti che lo supportano, contro la cabina di regia dell’AUTORITA’ D’AMBITO, contro la STO e contro i Sindaci Ignavi.
Il movimento dell’acqua non ha paura di questo “apparato” che ha mantenuto e vuole ancora mantenere in piedi il piu grande scandalo che si sia mai verificato in provincia di Frosinone.
Il movimento dell’acqua sta cambiando pelle ora sta assumendo le sembianze di un MOVIMENTO DI LOTTA e sa difendersi benissimo dai soprusi, dalle vessazioni inaudite a livello di macelleria sociale, e dagli atti di vandalismo messi in atto da ACEA.
Chi ha paura di combattere questa battaglia di civiltà può starsene tranquillamente a casa a subire supinamente i soprusi.
C’è però un limite invalicabile alla sopportazione. Non Costringeteci a dover fare LA PRESA DEL PALAZZO DELLA PROVINCIA!!!!!!!

 
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Acea Ato 5. Quando si dice che il pesce puzza dalla testa

acquapubblica 2si 350 260A seguito del decreto ministeriale sulla riscossione coattiva dei crediti della società Acea Ato 5 riportiamo il comunicato stampa del Comitato provinciale acqua pubblica di Frosinone.

dal Comitato provinciale acqua pubblica di Frosinone del 12 marzo 2016 - Anche il ministro Padoan, a nome e per conto di Acea Ato 5 Spa, tenta di piegare i cittadini ciociari agli appetiti del gestore del servizio idrico.

Non conta nulla la pessima qualità del servizio idrico in provincia di Frosinone; non conta nulla il mancato rispetto degli impegni contrattuali e degli investimenti; non contano nulla i comportamenti vessatori nei confronti degli utenti. Ad Acea Ato 5 Spa deve essere assicurato il profitto, addirittura paventando temuti dissesti finanziari, quando invece Acea Ato 5 Spa ha chiuso i bilanci degli ultimi anni con utili netti di svariati milioni di euro, continuando ad utilizzare il nostro territorio come un bancomat.
Stavolta è il ministro Padoan a scomodarsi a favore di Acea e a spendere il suo tempo prezioso, invece di dedicarsi ai ben più rilevanti problemi dello stato dell’economia italiana.
Con proprio decreto, Padoan autorizza Acea Ato 5 Spa a fare ricorso ad Equitalia per farle incassare ciò che pretende.

Il Ministro Padoan ha fatto la pipì fuori del vasetto

Nel merito, bisogna dire che il ministro “piscia fuori dal vaso”, in quanto le fatture dell’acqua sono un corrispettivo che non ha alcun collegamento con le competenze dello spauracchio Equitalia. La trovata del ministro di giustificare l’ingiustificabile, e cioè far discendere l’autorizzazione dal fatto che Acea Ato 5 Spa sia una partecipata da Roma Capitale, è una sciocchezza criminale in quanto l’affidamento del servizio sul nostro territorio è avvenuto con gara europea ed è assolutamente irrilevante la composizione societaria di chi ha partecipato alla gara.
Del resto, se dovesse trovare sostanza la partecipazione pubblica nel gestore dell’Ato 5, a norma delle regole vigenti l’affidamento dovrebbe essere revocato in quanto le società partecipate dagli enti pubblici possono operare esclusivamente nei territori degli stessi enti pubblici. Nel caso in oggetto soltanto nel comune di Roma.
Con questi elementi il ministro dovrà fare i conti. Resta il problema che nelle more Acea Ato 5 Spa possa farsi forte del decreto ministeriale sfornato a suo uso e consumo. Da questo punto di vista deve essere chiaro a tutti che l’eventuale ricorso alla riscossione forzata può comunque riguardare solo ed esclusivamente le situazioni di morosità conclamata. Chi ha con Acea Ato 5 Spa una controversia, chi ha prodotto nei confronti del gestore un reclamo, chi ha avanzato formalmente delle richieste al gestore, ad esempio in caso di perdita occulta o di fatture di conguagli puriennali con importi spropositati, non può essere considerato moroso.
Sulla base di questo principio fondamentale e conoscendo i comportamenti estorsivi di Acea Ato 5 Spa, invitiamo l’Autorità d’Ambito a prendere immediato contatto con Equitalia perché venga chiarito che la stessa non prenda in carico pratiche sulla base delle semplici comunicazioni avanzate da Acea Ato 5 Spa.
Per quanto ci riguarda, nei prossimi giorni, al medesimo scopo, chiederemo un incontro ai responsabili locali di Equitalia cui intendiamo illustrare la complessità della questione producendo anche la documentazione probatoria dei comportamenti scorretti di Acea Ato 5 Spa, che coincidono con i comportamenti che hanno già determinato un provvedimento sanzionatorio da parte dell’Antitust a carico della consorella Acea Ato 2 Spa.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

 
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Priorità assoluta per l'acqua pubblica: attuare la legge regionale n.5/2014

acquapubblica 2si 350 260di Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone - Ora spostare l’attenzione sulla rapida attuazione della legge regionale n.5/2014.
19/02/2016 – Dopo tanti anni l’assemblea dei sindaci ha fatto il suo lavoro. Sprecando diverse ore in una discussione per affermare una primogenitura contestata, i 77 sindaci presenti hanno avviato la procedura di risoluzione del contratto, espresso il parere negativo all’incorporazione di Acea Ato 5 in Acea Ato 2, assunto la necessità di premere nei confronti della Regione Lazio perché approvi in tempi brevissimi la proposta di legge 238/2015 di attuazione della Legge Regionale 5/2014 ‘Tutela, governo e gestione pubblica delle acque’, assunto l’obiettivo di arrivare alla modifica della Carta dei Servizi con la partecipazione dei Comitati e delle Associazioni sulla base delle proposte che, come Comitato Provinciale Acqua Pubblica di Frosinone, abbiamo presentato alla Consulta d’Ambito il giorno 8 Febbraio u.s.

Cosa fare domani...

Oggi è un buon giorno come lo erano stati il 21/12/2009, il 13/07/2011, il 04/04/2014. Ma domani è un altro giorno ed è necessario il massimo impegno perché quello che oggi si è ottenuto non venga vanificato.
Rispetto ai dubbi sollevati dal sindaco di San Giovanni Incarico Antonio Salvati sulla validità della votazione in Assemblea noi rispondiamo che l'Assemblea dei Sindaci è regolata solo dalla Convenzione di Cooperazione che non dice che nell’Assemblea si debba votare per chiamata nominale ma richiede solo che le decisioni abbiano la doppia maggioranza (per numero di comuni e per numero di abitanti). Allora per conoscere l'esito di una votazione che presenti una spaccatura nell'Assemblea il voto nominale diviene una necessità di fatto per verificare se la maggioranza dei comuni favorevoli rappresentino o meno anche la maggioranza dei comuni rappresentati. Ma nel caso di un voto unanime (anzi col voto contrario del solo Salvati) questa verifica non è necessaria. Questo perché, come succede in qualsiasi assemblea, quando questa è dichiarata valida (e questo avviene al suo inizio) lo resta sino ad un'aventuale verifica che stabilisca la non permanenza del numero legale dei partecipanti. Nel caso in esame peraltro la legittimità delle decisioni assunte è confermata dalla votazione successiva (alla dichiarazione iniziale ndr).

Evitiamo polemiche strumentali

Capiamo che i signori di una precisa parte politica ed i loro tirapiedi abbiano la necessità in qualche modo di giustificare il fatto che non sia stato consentito loro di piantare la bandierina su un atto fondamentale (e tutt'altro che risolutivo) di questa vicenda, ma è comunque inaccettabile che arrivino a fare gli avvocati d'ufficio di ACEA innescando una polemica strumentale utile solo agli interessi di questa. D'altra parte sono anche coloro che fingono di non sapere che 90 o 180 o 300 giorni sono la stessa cosa se il quadro normativo nazionale si consolida prima che la Regione Lazio si decida ad attuare la legge n.5 consegnando comunque il nostro territorio ad ACEA S.p.A.
Il prossimo immediato passaggio è quindi in Regione. L’assessore Refrigeri aveva preso dinanzi al Consiglio regionale l’ennesimo impegno di portare in aula la proposta di Giunta per l’attuazione della Legge Regionale 5/2014. Come purtroppo ci ha abituato, le sue promesse sono rimaste tali e, per il tempo che ci rimane, non possiamo consentire che la Regione continui a perdere tempo, pena la permanenza di Acea (magari sotto altro nome). Chi finge che tutto si possa risolvere in una lite di condominio con il portiere, o non ha capito nulla o in realtà fa gli interessi di Acea.

 
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M5S Sora: Acqua pubblica: il primo passo è stato compiuto!

  • Pubblicato in da Sora

movimento 5 stelle bandiera 350 260dagli Amici M5S Sora - La scorsa settimana è stato superato abbondantemente l’obiettivo delle 500 firme certificate, affinché la petizione sull’acqua pubblica venga obbligatoriamente discussa dall’Assise cittadina.
Si tratta di un risultato incoraggiante, considerato che è la prima volta che si utilizza, con successo, questo strumento per chiedere la modifica dello Statuto Comunale. La partecipazione popolare è stata significativa, a dimostrazione del fatto che i cittadini vogliono incidere direttamente sulle decisioni pubbliche. Un attento Amministratore sicuramente terrà tutto ciò nella giusta considerazione, assicurando la massima attenzione alle istanze provenienti dai cittadini.
Domani il testo della petizione, con allegate le sottoscrizioni, sarà ufficialmente depositato in Comune, da quel momento il Consiglio Comunale avrà 90 giorni di tempo per discuterlo.
Con la petizione si vuole chiedere una modifica dello Statuto del Comune per far riconoscere l’acqua come bene pubblico e far riconoscere, altresì, il diritto ad un quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua potabile pari a 50 lt per persona. In tal modo, si avrebbe a disposizione la base giuridica per adottare le ordinanze per scongiurare eventuali distacchi illegittimi dell’acqua nei confronti di chi vive una situazione di disagio economico e non riesce più a far fronte al costo delle bollette.
Finalmente, si potrà verificare quanti di coloro che siedono in Consiglio Comunale sono favorevoli e quanti sono i contrari all’introduzione di questa norma di civiltà a tutela dei cittadini più deboli.
Per quanto concerne l’acqua, gli “Amici del MoVimento 5 Stelle Sora”, più volte, chiesero al Sindaco di votare a favore della risoluzione del contratto con ACEA (si veda il link: http://movimento5stellesora.blogspot.it/2013/09/acqua-pubblica-lettera-al-sindaco-per.html) o lo invitarono ad aderire alle iniziative che altri Primi Cittadini in provincia - in conformità alla vigente Convenzione con il gestore idrico - presentarono per risolvere il contratto con ACEA (si vedano i link: http://movimento5stellesora.blogspot.it/2014/01/il-sindaco-sciolga-subito-il-contratto.html; http://movimento5stellesora.blogspot.it/2016/01/qual-e-la-posizione-del-comune-su-acea.html)
Ad ogni modo, si prende atto delle dichiarazioni ufficiali del Sindaco, che vuole ottenere una delega dal Consiglio Comunale per esprimere, nella prossima Conferenza dei Sindaci del 18 febbraio p.v., il voto per la messa in mora di ACEA. Se la procedura verrà avviata, seguirà da parte dei Sindaci l’esame delle giustificazioni addotte dal gestore. Queste sono le fasi iniziali dell’iter previsto dalla Convenzione per ottenere la risoluzione del contratto.

L’auspicio è che dalle dichiarazioni si passi finalmente ai fatti! In passato ACEA è già stata messa in mora, ma senza alcun risultato.

In relazione alle preoccupazioni espresse dal Sindaco per gli eventuali costi che i sorani - forse - dovranno sostenere per la risoluzione contrattuale con ACEA, si ribadisce quanto scritto nelle scorse settimane, vale a dire, che mal si conciliano con le votazioni espresse in passato dal Comune di Sora in favore dell’aumento delle tariffe idriche (si veda l’esito della votazione dell’aumento tariffario del 14 luglio 2014 sul link: http://www.valledelsacco.eu/ato5-frosinone-approvazione-piano-investimenti-e-aumento-tariffario/).
Si è certi che un amministratore responsabile saprà spiegare perché, nonostante i disservizi, ha votato a favore dell’aumento delle tariffe.
Infine, a fronte di eventuali futuri costi per la risoluzione, si deve – purtroppo! - registrare l’aumento del 9% delle tariffe idriche che dal 1 gennaio ha colpito gli utenti, nell’attesa che a fine aprile la Conferenza dei Sindaci si esprima sul tema.

Sora, 9 febbraio 2016
Il Portavoce del Meetup Fabrizio Pintori

 
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