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Risarcimento record per vittima dell'amianto

ONA 350da ONA - Morano Marilena, uccisa dalle fibre di amianto. Lo gridano i familiari, lo conferma la Cassazione.

Roma, 15.12.2017 - Celebrato il processo per la morte della Sig.ra Morano Marilena, dipendente del Ministero della Difesa, in servizio presso l’Ospedale Militare di Anzio, presso il quale è stato utilizzato l’amianto, che ha provocato il mesotelioma che ha ucciso la giovane dipendente in data 10.10.2009, all’età di 50 anni, dopo un’agonia di più di 5 anni, trascorsi tra ospedali e chemioterapia.

Liquidato definitivamente il risarcimento record di circa 800.000,00 euro per i danni direttamente sofferti dalla vittima.

Il mesotelioma ha sconvolto la vita dell’intera famiglia, prima di tutto dell’anziana madre, che ha visto ammalarsi la figlia, poco più che quarantenne, e della sorella.

Quando la Sig.ra Marilena morì, lasciò il testimone all’Osservatorio Nazionale Amianto che ha continuato a combattere la sua battaglia. Il Ministero della Difesa ha resistito, ha resistito, ha resistito. L’Avvocatura dello Stato ha sempre combattuto contro Morano Marilena, in vita e dopo la sua morte, per negare le sue responsabilità per l’uso dell’amianto nell’Ospedale Militare di Anzio.

Sconfitti a Velletri, sconfitti presso la Corte di Appello, indomiti, grigi burocrati, responsabili della morte della Sig.ra Morano Marilena, hanno perfino ricorso alla Corte di Cassazione: ora c’è la parola fine!

Significativo il contenuto della sentenza della Corte di Cassazione (VI^ sezione civile - L - 29924/2017).

Si legge nel dispositivo: la Corte di Cassazione “rigetta il ricorso e condanna il ricorrente Ministero alle spese del presente giudizio liquidate in €200,00 per esborsi, €8.000,00 per compensi professionali, oltre a rimborso spese forfettarie nella misura del 15% con attribuzione”.

La Corte di Cassazione specifica che il Ministero della Difesa, titolare dell’Ospedale Militare di Anzio, deve essere condannato al risarcimento dei danni, perchè la consulenza “tecnica d’ufficio tecnico ambientale espletata dal Dott. Falasconi …[avesse fatto emergere la] esposizione ad amianto di Marilena Morano nel corso della sua attività lavorativa”.

La CTU ha “ripercorso in maniera analitica le varie fasi della vita lavorativa della Morano in relazione ai luoghi frequentati per 28 anni in ragione di lavoro e descritti dal Dott. Falasconi come massicciamente contaminati da amianto”.

La Corte aggiunge, per di più, che “non è possibile fissare un livello di esposizione sotto il quale l’amianto non sia in grado di indurre l’insorgenza del mesotelioma, essendo ampiamente dimostrato che la circostanza di un possibile effetto patogena anche in conseguenza di esposizioni brevi non pregiudica l’esistenza di un dose-risposta…”: è la conferma della tesi dell’Avv. Ezio Bonanni che occorre evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer.

La strage non finisce qui. Tutti i dipendenti del Ministero della Difesa, in servizio presso l’Ospedale Militare di Anzio, sono stati professionalmente esposti ad amianto, fibra killer mortale. Tre di loro, assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno già contratto l’asbestosi, che è stata riconosciuta come malattia professionale, almeno altri 50 sono a rischio.

Più di 50 lavoratori, sempre assistiti dall’Avv. Ezio Bonanni, hanno chiesto il prepensionamento e, in seguito al rigetto della domanda, hanno agito di fronte alla Corte dei Conti per ottenere la condanna dell’INPS al prepensionamento.

«In questo momento vorrei ricordare Marilena. Una donna di poco più di 40 anni, devastata dal cancro da amianto (mesotelioma) che però ha trovato il coraggio di combattere contro un colosso: il Ministero della Difesa. Una battaglia iniziata circa 15 anni fa, e proseguita anche dopo la morte di Marilena. Un’altra vittima innocente. Sono sconosciuti i carnefici. Bene la Cassazione che in questo caso ha avuto il coraggio di confermare la sentenza di condanna. Molte, troppe volte, assistiamo a dei colpi di spugna, quando ad essere assassinati sono inermi lavoratori, a cui sono state fatte respirare fibre di amianto. Uccisi dal profitto. La vita umana sacrificata al profitto. Così non può continuare. Chiamiamo tutti a ribellarsi pacificamente a questa condizione di rischio che permane negli ospedali, nelle scuole, nei luoghi di vita e di lavoro, un’epidemia, quella dell’amianto, che purtroppo proseguirà per i prossimi 120 anni, se non si arriverà all’immediata bonifica», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

I numeri della strage.

Casi di mesotelioma tra coloro che hanno lavorato nel settore sanitario:

Il V Rapporto Mesoteliomi, edito da INAIL, riporta 280 casi di mesotelioma nel settore sanità e servizi sociali (periodo 1993/2012): dati fortemente sottostimati, e tali comunque da rappresentare l’1,9% dei casi sul totale.

Tra le mansioni più colpite sono stati registrati tra gli infermieri professionali 7 casi, tra i portantini 4 casi.

Inoltre l’amianto nel settore è stato utilizzato anche dagli odontotecnici: fino agli anni ’60 era utilizzato nell’impasto nella amalgama delle capsule dentarie, e nella microfusione a cera persa, tanto è vero che ne risultano 4 casi registrati.

Casi di patologie asbesto correlate tra il personale civile e militare delle forze armate: è sufficiente citare la relazione della Commissione di Inchiesta sull’uranio impoverito e altri rischi, che a pag. 18 riporta:

‘Secondo quanto comunicato dalla Difesa, nel comparto si sarebbero verificati 126 casi di mesotelioma; dai dati raccolti dalla Procura della Repubblica di Padova le malattie asbesto correlate a carico di dipendenti della Marina Militare sono state 1101, di cui 570 mesoteliomi pleurici’.

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I morti per amianto sono di serie B

ONA 350da ONA - Processo Eternit Bis: la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi del PM di Torino e del Procuratore Generale della Corte di Appello di Torino.

Il processo prosegue: prossima udienza Tribunale di Torino 19.12.2017. I familiari delle vittime per cui è stata dichiarata la prescrizione faranno ricorso alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo e meditano una causa civile contro lo Stato Italiano, anche per la questione della prescrizione.

Roma - 14.12.2017. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore della Repubblica di Torino e del Procuratore Generale della Corte di Appello di Torino, che avevano impugnato la sentenza con la quale il GUP del Tribunale di Torino aveva spacchettato il processo in quattro tronconi e modificato l’accusa da omicidio volontario ad omicidio colposo.

Il Procuratore della Repubblica di Torino e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino miravano ad ottenere l’annullamento dei provvedimenti del GUP, per ottenere che il procedimento proseguisse per il reato di omicidio volontario, piuttosto che per il reato di omicidio colposo.

La modifica del capo di imputazione era stata accompagnata dalla prescrizione per quasi tutti i casi.

L’azione penale prosegue dunque per l’ipotesi di omicidio colposo a carico dell’ex amministratore dell’Eternit, Dott. Stephan Schmidheiny.

I quattro tronconi, residuati dallo spacchettamento del processo Eternit bis, sono in fasi diverse.

Presso il Tribunale di Napoli sono nella fase delle indagini preliminari, presso il Tribunale di Torino il processo è nella fase dibattimentale, con prossima udienza il 19.12.2017, e quindi l’impegno delle vittime per avere giustizia prosegue, presso le altre sedi i procedimenti sono in indagine.

Inoltre, poiché giorno per giorno ci sono altri casi di insorgenza di malattie da amianto, con decessi, tra i pochi ex dipendenti Eternit, ancora in vita, e tra i loro familiari (sono colpite anche le mogli che lavavano le tute da lavoro) e coloro che abitavano nei dintorni degli stabilimenti Eternit (le polveri di amianto infatti si propagavano anche nelle zone limitrofe), continueremo a depositare istanza di giustizia ai diversi uffici del PM.

“Conoscendo le carte processuali, non posso condividere il giudizio della Suprema Corte. La dichiarazione di inammissibilità dei due ricorsi, richiesta dal Procuratore Generale presso la Cassazione, mi lascia supporre che la Corte Suprema abbia accolto la sua tesi secondo la quale il Procuratore della Repubblica di Torino e il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Torino, avessero trascurato di indicare in modo specifico i motivi che sostenevano la richiesta di riformare la sentenza del GUP che aveva modificato l’imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo. I due ricorsi, a nostro avviso, erano stati correttamente formulati e motivati, ed erano fondati. La decisione di inammissibilità ci sembra essere stata assunta nel rito e non nel merito. Attendiamo le motivazioni. Ricorreremo alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo per mancata tutela dello Stato Italiano nei confronti delle vittime. Il giudizio prosegue”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto.

Media Relations
Fabrizia Nardecchia
3927462313

www.osservatorioamianto.com

 
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Uso amianto è reato di disastro ambientale

ONA 350da Osservatorio Nazionale Amianto- Cassazione, 13 dicembre. L’imputazione per Stephan Schmidheiny potrebbe tornare di omicidio volontario
Roma, 11 Dicembre 2017 - Processo Eternit Bis: Schmidheiny ancora alla sbarra. Questa volta presso la Corte di Cassazione, udienza 13 Dicembre 2017. Stephan Schmidheiny era già stato condannato in primo e secondo grado per il reato di disastro ambientale (art. 434 c.p.), ma poi il 19 novembre 2014, era stato assolto per prescrizione.

Il procuratore Guariniello, proprio sulla base delle parole del procuratore generale della Corte di Cassazione, Dott. Iacoviello, aveva quindi proceduto con l’imputazione per omicidio volontario per la morte di 258 persone (ex lavoratori e residenti) tra il 1989 e il 2014.

Il GUP di Torino, Dott.ssa Federica Bompieri, nel pronunciarsi ha derubricato l’accusa in omicidio colposo e frazionato il processo in 4 tronconi tra diversi tribunali (a Torino, a Vercelli, a Napoli e a Reggio Emilia).

La Procura della Repubblica di Torino ha presentato ricorso in Cassazione contro questo provvedimento. Se il ricorso dovesse essere accolto, il processo ripartirà da Torino con l’ipotesi di omicidio a carico di Stephan Schmidheiny.

«Speriamo che questa volta ci sia giustizia per le vittime. Appare incredibile che Stephan Schmidheiny sia stato processato per disastro ambientale dopo che il reato era già prescritto. Per quale motivo la Procura della Repubblica di Torino non si è mossa tempestivamente? E ancora, per quale motivo il procuratore Guariniello non ha contestato il reato di omicidio volontario e/o colposo già nel primo processo Eternit? Come mai in sostanza Stephan Schmidheiny ha potuto impunemente porre in essere le condotte contestate negli anni ’70 e ’80, senza che alcuno lo ostacolasse? Crediamo nella giustizia e quindi siamo fiduciosi che si faccia luce sulle responsabilità per le migliaia di morti di amianto in Italia, molte delle quali ascrivibili all’amianto prodotto e lavorato dalla multinazionale Eternit», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, legale di parte civile nel procedimento e presidente dell'Osservatorio Nazionale Amianto.

Media Relations
Fabrizia Nardecchia
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“Amianto: come fermare la strage”

ONA 350da ONA, Osservatorio Nazionale Amianto - Roma, 3 novembre 2017 - Lunedì 6 novembre, alle ore 14.30, la Sala del Carroccio (Piazza del Campidoglio – Roma) ospiterà la conferenza stampa promossa dall’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA Onlus, sul tema “Amianto: come fermare la strage”.
Interverranno:

- Ezio Bonanni, Avvocato cassazionista, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

- Nicola Forte, Dottore commercialista, pubblicista.

- Luciano Mutti, Professore, titolare della cattedra di oncologia medica e ricerca oncologica della facoltà di medicina presso l’università Salford di Manchester.

L’Osservatorio Nazionale Amianto ha sviluppato una proiezione delle stime dell’incidenza dell’esposizione ad amianto per i prossimi 120 anni e calcola che ci saranno in Italia non meno di 100.000 decessi. L’ONA prevede una spesa sanitaria media di 40.000 euro l’anno per ogni paziente: 400 milioni annui a cui si aggiungono le spese per prestazioni previdenziali ed assistenziali: un totale di 48 miliardi in 120 anni.

Cinque miliardi di euro nei prossimi dieci anni: questa la spesa che graverà sul welfare per l’assistenza ai malati di mesotelioma e cancro polmonare da amianto. Sono le stime dell’ONA, che a quello che definisce “un rischio collasso del welfare” contrappone la sua proposta di legge per la bonifica della ‘fibra killer’.

“Seimila decessi nel 2016, 10.000 nuovi casi diagnosticati; 45.000 decessi da qui al 2025, anno in cui ci sarà il picco; 100.000 decessi nei prossimi 120 anni, solo in Italia e le stime sono prudenziali. Vite umane che si possono ancora salvare. E’ inaccettabile il sacrificio di tante vite umane per l’inerzia delle pubbliche autorità. Chiediamo uno scatto di reni da parte delle istituzioni”, dichiara l’avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

​“La proposta di legge si fonda sull’utilizzo della leva fiscale per incentivare i numerosi e, attualmente troppo costosi, interventi di bonifica dell’amianto e smaltimento del materiale cancerogeno, attraverso un riconoscimento di un credito di imposta alle imprese e di detrazione per i privati”, conclude il Dott. Nicola Forte.​

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Incendi: quanto amianto è finito bruciato nei roghi estivi?

ONA 350da Osservatorio Nazionale Amianto - Quanto eternit ha bruciato in Italia per un mancato intervento deciso? Roma 10/08/2017- L' Osservatorio Nazionale Amianto per voce del Presidente, Avv Ezio Bonanni, e del Dott Niccolò Francesconi, dirigente ONA esperto in criminologia clinica, in questi giorni inoltrerà una richiesta al Presidente del Consiglio e Ministero Responsabile riguardo il censimento dell’amianto per sapere se, a seguito di questi numerosi incendi, è a conoscenza di tutti i punti dove c’è presenza di eternit e amianto.
“L'Ona mette in guardia la popolazione e mezzi di soccorso in generale”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, in quanto anche una volta domati gli incendi potrebbero verificarsi ulteriori situazioni di pericolo, sia per i cittadini che per l’ambiente.
L'Osservatorio Nazionale Amianto pertanto, attraverso il suo presidente e Niccolo' Francesconi richiede quindi subito un confronto con il Governo per un piano di censimento da effettuare in tutte le Regioni di Italia, le quali ancora ad oggi non sembrano aver svolto il tutto in maniera precisa e costante.
Inoltre, si invitano gli organi istituzionali a fare una mappatura di tutte le discariche segnalate che in questi anni ancora ad oggi non sono state rimosse.

 
 
 
 
 
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28 aprile: Giornata Vittime dell’Amianto

ONA 350dall'Osservatorio Nazionale Amianto - 28 aprile 2017: Giornata Vittime dell’Amianto. A 25 anni dalla sua messa al bando in Italia l’amianto continua a mietere vittime. L’Osservatorio Nazionale Amianto, con il suo sportello nazionale e con i suoi sportelli territoriali, prosegue la collaborazione con le istituzioni e l’assistenza per tutti i cittadini e lavoratori
Compie ormai 25 anni l’entrata in vigore della legge 257/92, che in Italia ha stabilito il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dei materiali di amianto e/o contenenti amianto.
Fino al 1992, l’Italia è stato il secondo produttore europeo di amianto, dopo l’allora Unione Sovietica, e ancora ad oggi, su tutto il nostro territorio, ci sono circa 40 milioni di tonnellate di amianto, ovvero materiali contenenti amianto, in circa 50 mila siti, e un milione di micrositi.
La mappa del rischio:
Le scuole (circa 2.400), con l’esposizione al rischio di circa 350.000 studenti e 50.000 dipendenti, tra docenti e non; gli ospedali; gli altri edifici pubblici; gli aeromobili, le navi e altri mezzi militari, l’amianto è ancora largamente presente, e purtroppo continua e continuerà a mietere molte vittime.
Ad oggi, nonostante la sua accertata pericolosità (anche Iarc, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro delle Nazioni Unite, ha infatti riconosciuto l’amianto come cancerogeno e ha chiesto di bandirne l’utilizzo in ogni sua forma), non esiste una normativa internazionale che ne limiti la produzione e la commercializzazione. La Confederazione Internazionale dei Sindacati (Ituc), e il Sindacato Mondiale dell’Industria (IndustriAll) hanno sostenuto dodici nazioni africane nel chiedere l’inserimento dell’amianto nella lista dei materiali pericolosi della Convenzione di Rotterdam i cui componenti si riuniranno, a Ginevra, entro il 5 maggio prossimo. Sono sessanta i paesi nel mondo ad aver bandito l’amianto.
Negli ultimi giorni l’Osservatorio Nazionale Amianto è stato protagonista di importanti passi avanti: come la sentenza n. 94 del 21.04.2017, pubblicata il 22.04.2017, che ha condannato l’INPS a rivalutare la posizione contributiva di 6 operatori del Porto di Marina di Carrara esposti ad amianto e l’interlocuzione istituzionale che si terrà il prossimo 9 maggio presso il Comune di Massa grazie al sostegno dei Sindaci di Massa e di Carrara.

Domani, 28 aprile, in occasione della Giornata Vittime Amianto, l’Osservatorio Nazionale sull’Amianto (ONA Onlus), associazione rappresentativa dei lavoratori e cittadini esposti e vittime dell’amianto ha dichiarato: “Siamo costretti giorno dopo giorno a registrare decine di nuovi casi di patologie asbesto-correlate. Purtroppo l’epidemia di queste malattie è ancora in corso, per i lunghi tempi di latenza perché possono arrivare fino a 40-50 anni. Ecco perché l’unico sistema per evitare nuove malattie e quindi nuovi decessi è quello di evitare ogni forma di esposizione a queste fibre killer, e ciò attraverso la bonifica. Solo così sarà possibile vincere l’epidemia, perché ricordiamo che non sussistono limiti di soglia al di sotto del quale il rischio si annulla e tutte le esposizioni di amianto sono dannose per la salute umana. Trattandosi di un cancerogeno e, come per tutti i cancerogeni, il limite è 0, al di là di quello che molto spesso si legge sui giornali”.
Ad oggi, il mesotelioma, il tumore che si origina dalle cellule del mesotelio per effetto delle fibre di amianto (che ne costituisce l’esclusiva causa di insorgenza), rappresenta l’ottava causa di morte sia negli uomini sia nelle donne; una macabra contabilità che non tiene conto di tutte le altre patologie asbesto correlate, molto meno rare. Secondo i dati pubblicati su “I numeri del cancro 2016 di Aiom /Airtum”, in Italia, sono stati circa 1.900 i casi diagnosticati ogni anno nel nostro Paese (il Renam ne certifica più di 1.500 ogni anno), con un particolare incremento oltre i 50 anni.

 

Un nuovo “big killer” che silenziosamente si fa spazio nella quotidianità di ognuno di noi, perché i casi di mesotelioma non sono altro che la punta dell’iceberg, poiché, tenendo conto di tutte le altre patologie che l’amianto è in grado di cagionare, il bilancio sale, purtroppo, a più di 6.000 decessi ogni anno (circa 3.500 per tumore al polmone, cui si aggiungono tutte le altre patologie neoplastiche – tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco e del colon retto e quelle fibrotiche – asbestosi, placche pleuriche e ispessimenti pleurici e per complicazioni cardiocircolatorie).
Secondo Iarc 2012[i] (International Agency for Research on Cancer), tra le neoplasie causate dall’esposizione all’amianto rientrano anche il cancro alla laringe e alle ovaie, ed, inoltre è stata confermata l’associazione tra esposizione ad amianto e maggiore incidenza di cancro alla laringe, allo stomaco e al colon retto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, anche sulla base delle risultanze dell’ultima monografia IARC, ha chiesto un ulteriore aggiornamento delle tabelle Inail, con l’inserimento di tutte le patologie neoplastiche nella lista 1 rispetto all’attuale collocazione rispettivamente nella lista 2 e 3.
“Riteniamo che l’Inail debba adeguare la lista 1 della tabella delle patologie asbesto correlate, e vi debba ricomprendere anche il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto, che ora sono inseriti nella lista 2, il tumore dell’esofago, che ora è inserito nella lista 3, sulla base dell’ultima monografia IARC, ed il resto della letteratura scientifica e dei dati epidemiologici. Non sono da escludere anche altre patologie, sempre sulla scorta delle risultanze scientifiche: come per esempio i tumori dell’apparato emolinfopoietico – dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale sull’Amianto -. L’emergenza amianto è ben più vasta di quello che raccontano i dati epidemiologici: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, purtroppo ogni anno, solo per il mesotelioma e per il tumore al polmone, perdono la vita più di 107.000 persone e decine di migliaia sono coloro che si ammalano. In Italia più di 6.000 persone perdono la vita ogni anno. Ciò non può essere più sopportato, l’ONA chiede la messa al bando globale dell’amianto e la bonifica in Italia. Solo evitando le altre esposizioni si può arrestare l’epidemia di patologie asbesto correlate”.
L’ONA sta monitorando la situazione. La piattaforma web www.onarepac.it mappa e censisce tutti i casi di patologie asbesto correlate, ovvero quello patologie che si sospetti abbiamo origine dall’esposizione ad amianto.

 

L’Associazione, oltre ai Dipartimenti e allo Sportello Amianto Online, attraverso il quale tutti i cittadini possono chiedere assistenza, sta procedendo ad istituire, in collaborazione con i diversi comuni, anche degli sportelli “fisici” in varie città della penisola, dal nord al sud, da est a ovest.
In questo modo, tutti i cittadini avranno un punto di riferimento stabile dove potersi recare per chiedere informazioni per se stessi ma anche per i propri familiari.
I numeri della strage:
• 6.000 decessi per patologie asbesto correlate
• 1.900 i nuovi casi di mesotelioma, secondo i dati pubblicati da “I numeri del cancro in Italia 2016 di Aiom /Airtum”. Questi dati sono corrispondenti a quelli censiti da ONA. Il Renam ne ha comunque registrati una media superiore ai 1.500 per ogni anno.
• 1 su 234, gli uomini in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
• 1 su 785, le donne in Italia che rischiano di sviluppare questa patologia.
• 4% i decessi oncologici per mesotelioma in entrambi i sessi.
• 2.732, i pazienti ad oggi, in Italia, con diagnosi di mesotelioma.
• 2.400 sono le scuole italiane in cui sono presenti amianto e i materiali di asbesto.
• 1.000 gli anni necessari per rimuovere totalmente ogni traccia di amianto in Italia. Il Prof. Boeri, Presidente dell’INPS, ha stimato, ottimisticamente, in 85 anni il tempo necessario per poter bonificare tutto l’amianto presente nel territorio nazionale.
Per informazioni
Ufficio Stampa ONA
Fabrizia Nardecchia 3927462313 –
Scheda Istituzionale
L’Osservatorio Nazionale sull’Amianto – ONA ONLUS – è un’associazione di utilità sociale, iscritta all’Anagrafe delle ONLUS dell’Agenzia delle Entrate con prot. 79949 del 6 Dicembre 2010; accreditata dal Ministero della Salute nell’Elenco in rete del volontariato della salute; iscritta al n. 852 dell’Albo delle Associazioni della Provincia di Roma con determina n. 1849 del 22.04.2013 e ha sede legale in Roma, Via Crescenzio, n.2 – 00193 (Codice Fiscale: 97521310587), di cui il Presidente è l’Avv. Ezio Bonanni.
L’Associazione, fin dalla sua costituzione, il 5 agosto del 2008, ha raccolto l’adesione delle vittime, dei loro familiari, ma anche di tanti cittadini, uomini e donne, lavoratori dipendenti e liberi professionisti, studenti e professori. L’Osservatorio grazie all’adesione e all’attività di volontariato di migliaia di lavoratori e cittadini, in tutto il territorio nazionale, è presente in tutte le regioni d’Italia e sui social network (Facebook, twitter e Youtube).

 

Per realizzare le finalità dello Statuto:
• promuovere e tutelare la salute in ogni ambito di esplicazione della vita umana, attraverso la prevenzione primaria (bonifica dei siti per evitare ogni forma di esposizione), prevenzione secondaria (diagnosi precoce, assistenza medica, ricerca scientifica, etc.) e prevenzione terziaria (epidemiologia, riconoscimento delle prestazioni previdenziali e del risarcimento dei danni e punizione dei responsabili).
• rappresentare, tutelare, assistere moralmente e materialmente i lavoratori ed i cittadini esposti ad amianto, ad altri patogeni e ad altri rischi professionali.
• Tutelare i diritti costituzionalmente garantiti a ogni persona, con particolare riferimento alle lavoratrici e ai lavoratori, e alle persone che, loro malgrado, sono escluse, emarginate e discriminate a causa di ragioni fisiche, psichiche economiche, sociali e familiari.
L’Associazione per perseguire tali finalità svolge la sua attività:
• al fianco dei lavoratori esposti ed ex esposti, assistendoli legalmente per il riconoscimento dei benefici previdenziali e della malattia professionale e per il risarcimento danni;
• al fianco delle Istituzioni locali e nazionali nella costruzione di un contesto normativo in cui il bando dell’amianto e degli altri agenti tossici patogeni sia dotato di effettività;
• al fianco della Magistratura, nella sua azione, individuazione e di repressione dei reati contro la salute e contro l’ambiente, e nella sua azione di ristoro dei danni causati ai singoli danni e alle comunità;
• al fianco delle strutture mediche, con l’obiettivo di potenziare gli interventi di prevenzione primaria, secondaria, di conoscenza e di informazione sugli effetti degli agenti tossici patogeni;
• al fianco e insieme ad altre Associazioni che perseguono valori e principi coincidenti con i propri, con le quali intende agire in sinergia per la tutela dell’ambiente, della salute, dei diritti dei cittadini e dei lavoratori, perseguendo insieme tutte le possibili iniziative di sviluppo.
Tutti i lavoratori e i cittadini che sono stati esposti per motivi professionali a polveri e fibre di amianto e altri cancerogeni, e che avessero necessità potranno quindi rivolgersi all’Associazione che, gratuitamente, porrà i suoi medici volontari a loro disposizione.
Il contributo di questo Dipartimento si è rivelato decisivo per permettere alle vittime dell’amianto e degli altri cancerogeni e agenti tossico-nocivi per ottenere la tutela dei loro diritti e ha portato al conseguimento di numerosi riconoscimenti di malattie professionali e di diritto al prepensionamento per esposizione amianto oltre a diversi risarcimenti e alla condanna di diversi imputati, oltre al rinvio a giudizio di molti responsabili di condotte dannose e pericolose alla salute umana.
L’assistenza viene fornita anche attraverso gli sportelli amianto disseminati su tutto il territorio nazionale e con gli sportelli virtuali sui social network, facebook e su instagram.
Tra gli strumenti, attraverso il quale gli associati (ma anche coloro che non sono iscritti) possono avere accesso a tutte le notizie e i fatti inerenti l’amianto e gli altri cancerogeni, vi è il Notiziario sull’amianto ONA ONLUS.
Nel 2016 sono stati stimati circa 1.900 nuovi casi di mesotelioma, 1.500 in soggetti di sesso maschile e 400 nei soggetti di sesso femminile (0,6% e 0,3% di tutti i tumori incidenti, rispettivamente)
L’Osservatorio Nazionale Amianto, che dal 2008 si schiera al fianco delle vittime e dei familiari vittime dell’amianto, ha in corso il censimento delle diverse patologie asbesto-correlate attraverso la piattaforma digitale REPAC ONA (https://www.onanotiziarioamianto.it/wp/ona/chi-siamo-repac/), strumento che permette di avere un quadro complessivo completo riferito a tutte le patologie asbesto correlate e non già circoscritto ai soli casi di mesotelioma che sono gli unici censiti dal sistema pubblico.

 
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Lotta all’amianto: la mobilitazione della Liguria e della Toscana

ONA 350OSSERVATORIO NAZIONALE SULL’AMIANTO

Presidenza Nazionale

Via Crescenzio, n. 2, 00193 - Roma

tel. 335/8304686

E-mail:

Lotta all’amianto: la mobilitazione della Liguria e della Toscana

Arsenale di La Spezia, Unità Navali della Marina Militare, cantieri,

industrie chimiche, acciaierie

 

L’Osservatorio Nazionale Amianto organizza due giorni di incontri tra La Spezia, Massa e Piombino

 

Due giorni di dibattiti, convegni, tavoli tecnici per affrontare la problematica amianto, un’emergenza non solo sanitaria e giudiziaria ma anche ambientale e sociale.

Una vera e propria maratona quella dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che dopo aver istituito due nuove sedi (Massa e Piombino), consolida la sua presenza territoriale e il suo impegno in tutte le principali città della Liguria e della Toscana che soffrono un alto numero di casi di patologie asbesto correlate, e un inquinamento dei territori che purtroppo provocherà ulteriori esposizioni e dunque ulteriori patologie.

Sabato 8 aprile, a Massa e a La Spezia, domenica 9 a Piombino, si confronteranno esperti, studiosi, medici, avvocati, rappresentanti istituzionali, sul tema amianto e soprattutto ci saranno le testimonianze.

Uomini e donne sulla cui pelle ci sono i segni visibili e palpabili dell’amianto: asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici, e ancora mesoteliomi, tumori polmonari, tumori della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon-retto e dell’esofago, per fermarsi a quelli già riconosciuti come riconducibili alla fibra killer.

Quali risposte danno le istituzioni?

Cosa fa la politica?

I dati epidemiologici, da quelli della provincia di La Spezia, a quelli della provincia di Massa Carrara e a quelli della provincia di Livorno, testimoniano una epidemia in corso e il rischio di una pandemia.

Qual è il nesso tra esposizione ad amianto e patologie asbesto correlate?

Quali sono i rischi per la popolazione?

Come coniugare sviluppo sostenibile e tutela dell’ambiente e quindi della salute?

Come si può ottenere il riconoscimento dei benefici previdenziali e il risarcimento dei danni?

I dati epidemiologici

Secondo il Registro Nazionale dei Mesoteliomi nella regione Toscana, dal 1993 al 2012 i mesoteliomi ufficialmente registrati sono aumentati del 6,1%, per un totale di 1.131 casi segnalati. Nel dettaglio: il 93,4% riguardano pleura, il 5,9% il peritoneo, e lo 0,3% il pericardio e la tunica vaginale del testicolo, e tuttavia, dal 2011, i casi di mesotelioma hanno subito una drammatica impennata, secondo il seguente schema:

 

NUMEROSITÀ

%

PROVINCIA DI RESIDENZA

FEMMINE

MASCHI

TOTALE

FEMMINE

MASCHI

TOTALE

AREZZO

21

111

132

5,2

7,7

7,1

FIRENZE

103

252

355

25,7

17,4

19,2

GROSSETO

17

46

63

4,2

3,2

3,4

LIVORNO

83

358

441

20,7

24,7

23,8

LUCCA

33

142

175

8,2

9,8

9,5

MASSA E CARRRA

18

166

184

4,5

11,4

9,9

PISA

45

131

176

11,2

9

9,5

PRATO

36

86

122

9

5,9

6,6

PISTOIA

27

104

131

6,7

7,2

7,1

SIENA

18

54

72

4,5

3,7

3,9

TOTALE

401

1.450

1.851

100

100

100

Gli ultimi dati sui casi di mesotelioma in Toscana ci portano a stimare in poco meno di 2.000 il numero dei casi dal 1988 ad oggi (ne sono stati censiti 1.851 dall’ISPO - centro operativo toscano dei tumori professionali). È solo la punta dell’iceberg, poiché si deve tener conto del fatto che intanto solo una piccola percentuale di mesotelioma sopravvive ai 5 anni, e per ogni decesso per mesotelioma ce ne sono due per tumore polmonare e poi si deve tener conto del fatto che sono patologie asbesto correlate anche quelle fibrotiche (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici con le complicazioni cardiocircolatorie) e le altre neoplasie (tumore della laringe, dell’ovaio, della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago). Il bilancio, dunque, ben lungi dall’essere classificabile con i numeri della Regione Toscana, deve essere purtroppo aggiornato ad almeno 8.000 decessi negli ultimi 20 anni.

Il V Rapporto ReNaM riporta 1.228 casi di mesotelioma fino al 2011. Poiché secondo i dati ufficiali della Regione risultano invece al 2017 n. 1.851 casi, è di tutta evidenza che ci sono 623 nuovi casi di mesotelioma per gli anni dal 2012 al 2016 e per i primi mesi del 2017, con un trend pari a circa 120 casi l’anno, rispetto alla media precedente, pari a 53 casi, quindi a salire.

Infatti, il numero di mesoteliomi è oscillato dai 69 casi del 2000 agli 82 del 2009 fino ai 93 del 2011, ed è quindi di tutta evidenza come ci sia una vera e propria emergenza.

La provincia di Massa Carrara ha fatto registrare 184 casi di mesotelioma, pari al 9,9% (per 197.000 abitanti rispetto alla popolazione toscana, pari a 3.743.000: quindi circa il 5% della popolazione); la provincia di Livorno ha fatto registrare 441 casi di mesotelioma, pari al 23,8% (per 160.000 abitanti circa, quindi per circa il 4% della popolazione del territorio regionale).

È quindi la prova che nelle due province esiste un vero e proprio fenomeno epidemico di patologie asbesto correlate che, come detto, non è circoscritto al mesotelioma, ma ricomprende anche altre patologie, delle quali però solo l’ONA ha fornito dei dati epidemiologici che verranno ulteriormente approfonditi nella sessione fissata per il prossimo 8 aprile 2017 nella città di Massa.

«L’Osservatorio Nazionale Amianto prende atto con favore che finalmente l’assessore regionale Saccardi, anche in seguito a numerose diffide dell’associazione inoltrate alle competenti ASL, ha stabilito un programma specifico di sorveglianza sanitaria. Purtroppo, questo programma è giunto in ritardo, perché molte vite potevano essere salvate non solo con la prevenzione primaria (e cioè evitando l’esposizione), ma anche semplicemente con un mirato screening di visite e controlli preventivi in grado di permettere la diagnosi precoce e quindi la terapia efficace anche del mesotelioma. Ci dispiace doverlo dire, ma saremo costretti ad iniziare una serie di giudizi civili nei confronti dele ASL e della Regione Toscana per il risarcimento dei danni subiti dai lavoratori per il ritardo con il quale la Regione ha istituito una più capillare attività di sorveglianza sanitaria rispetto a quella precedentemente svolta in modo apprezzabile e direi quasi eroico dall’unità operativa di Medicina del lavoro del Policlinico Le Scotte di Siena, guidata dal Prof. Pietro Sartorelli», dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.

«La Toscana è un territorio caldo anche per la presenza di amianto nelle scuole, dalla Leonardo Da Vinci alla Finestra sul Mondo, e decine e decine di altri casi con esposizioni morbigene, che potevano e dovevano essere evitate e per cui reclamiamo giustizia» dichiara la Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale ONA.

«Non posso condividere l’operatore della Regione Toscana nella misura in cui la sorveglianza sanitaria fino ad ora è stata effettuata in misura efficace e con pochi mezzi dall’unità operativa di Medicina del lavoro diretta dal Prof. Pietro Sartorelli, con due soli posti letto nel policlinico Le Scotte di Siena, mentre invece la politica sperperava, il tutto in danno della salute poiché la diagnosi precoce è fondamentale per poter avere una chance di sopravvivenza, come è successo a me, che ho incontrato sulla mia strada medici attenti e capaci che ancora mi tengono in vita nonostante l’asbestosi ed i gravi problemi cardiaci» dichiara il Sig. Antonio Dal Cin del coordinamento nazionale ONA.

La mobilitazione dell’ONA toccherà anche la Liguria, regione con una scarsa densità abitativa per la quale al 2011 sono stati censiti dall’INAIL 2.314 casi di mesotelioma (il 10,8% su base nazionale), concentrati principalmente nella città di La Spezia, Genova ed altre limitate realtà.

Nel corso della conferenza/dibattito pubblico che si terrà proprio a La Spezia il prossimo sabato 8 aprile 2017 dalle ore 15.30, l’Osservatorio Nazionale Amianto renderà pubblici i dati aggiornati, anche quelli riferiti all’incidenza del mesotelioma e delle altre patologie nel personale della Marina Militare.

Il programma

Sabato 8 aprile 2017 ore 09.30 - Massa.

Villa Cuturi (Viale Amerigo Vespucci 22 - 54100 - Marina Di Massa - MS)

Amianto: killer da sconfiggere

Relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ONLUS

  1. Sindaco di Massa
  2. Sindaco di Carrara
  3. Consigliere del Comune di Massa
  4. , Coordinamento ONA Massa
  5. Comitato ONA Esposti Amianto in Poste Italiane Spa

Sabato 8 aprile 2017 ore 15.30 - La Spezia

Sala Multimediale di Tele Liguria Sud (Piazzale Giovanni XXIII - La Spezia - SP)

 

Amianto nella Marina Militare: arsenali, navi, aerei ed elicotteri

La tutela del personale civile e militare della Marina Italiana

Relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ONLUS

Dott.ssa Laura Ruocco, Assessore alla sostenibilità ambientale del Comune di La Spezia

Sig.ra Antonella Franchi, Coordinamento Nazionale ONA Onlus

Avv. Natalia Giuliani, Ufficio Legale ONA Onlus

Testimonianze delle vittime e dei loro familiari

Sono state invitate a partecipare le Autorità Militari.

Domenica 9 aprile 2017 ore 10.00 - Piombino

Sala Rossa del Comune di Piombino (Via Ferruccio Francesco 4 - 57025 - Piombino - LI)

Amianto: prepensionamento e risarcimento danni

Relatori:

Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto - ONA ONLUS

  1. Nigro Mario, Sindacalista FIM-CISL Piombino
  2. Coordinamento ONA Piombino
  3. , Coordinamento Nazionale ONA
  4. , Ufficio Legale ONA
  5. , Ufficio Legale ONA
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Amianto, 25 anni dopo la messa al bando

amiantouccide min1da Osservatorio Nazionale Amianto - Si è svolto questa mattina a Palazzo Montecitorio, presso la Sala della Regina, il convegno dal titolo "Amianto, Stato dell'arte a 25 anni dalla legge 257/92" organizzato dal Movimento 5 Stelle con la partecipazione del Ministero dell'Ambiente, Ministero della Salute e Ispra - Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.

L'ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, nella persona del suo presidente Avv. Ezio Bonanni, intervenuto come relatore nel corso della conferenza, ha contestato i numeri forniti dal Ministero della Salute.
1800 casi di mesotelioma (patologia che porta al decesso nel 93% dei casi entro 5 anni, circa 3600 tumori polmonari - il doppio dei mesoteliomi - cui si aggiungono 600 decessi per fibrosi da amianto (asbestosi). Poi ci sono tutte le altre patologie (tumori del tratto intestinale e delle ovaie)

"Siamo davanti a una vera e propria Shoah silenziosa: 6000 morti l'anno, Ecco perchè dobbiamo contestare i dati del Ministero della Salute che questa mattina ha parlato di un bilancio di circa 3000 decessi. Anche se fossero "solo" 3000, si tratterebbe pur sempre di una strage e, quindi, a maggior ragione, il Ministero dovrebbe mobilitarsi, invece, dobbiamo tristemente constatare che tutto langue", ha dichiarato il presidente Ezio Bonanni.

Ad aprire la conferenza un video proiettato in apertura da Asbeschool (Scuole dell'Amianto): una testimonianza sul rischio amianto nelle scuole italiane. Secondo l'Osservatorio Nazionale Amianto sono 2400 le scuole contaminate dalla fibra killer: circa 3000 tra lavoratori e studenti esposti. Un dato che non può non allarmare.

A seguire gli interventi degli altri relatori che hanno affrontato il delicato argomento, analizzandolo sotto diversi punti di vista, nel corso della lunga mattinata di lavori: Mariano Alessi, per conto del Ministero della Salute, ha dichiarato che il Ministero si sta impegnando per cercare di risolvere il problema; Laura D'Aprile, del Ministero dell'Ambiente, ha posto l'accento sul fatto che il Ministero sta mettendo in campo tutte le energie e risorse; Bruno Giordano, magistrato. ha dichiarato che la base epidemiologica dei 1500 casi di mesoteliomi censiti dal ReNaM (Registro Nazionale dei Mesoteliomi) sono una sottostima di quella che è la reale incidenza dei casi di mesoteliomi e patologie asbesto correlate e ha, dunque, auspicato l'approvazione del Testo Unico in materia di amianto; Gennaro Valerio, epidemiologo, ha evidenziato come il trend del numero di mesoteliomi è in aumento e che la contaminazione degli ambienti di vita e di lavoro si può associare anche ad altre patologie, anche non tumorali. Salvatore Garau ha voluto richiamare l'alta incidenza di patologie nella Marina Militare.

 
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"Mio padre firmò un contratto di lavoro, non di morte"

ONA Rosignano 350 260da Ufficio stampa ONA - Amianto a Rosignano, il figlio di una vittima:"Mio padre firmò un contratto di lavoro, non di morte"

Sono passati 7 anni dalla scomparsa del padre, ma la voce di Massimiliano Posarelli, mentre me ne parla, tradisce ancora emozione: "Mio padre ha lavorato per una trentina d' anni presso uno stabilimento chimico di Rosignano, la Solvay, dove fanno chimica di base, soda, acqua ossigenata, bicarbonato ad uso alimentare, e a periodi ha lavorato nel Reparto Calderai dove si facevano riparazioni delle tubazioni sull'impianto, tubazioni che per l'80% erano rivestite di amianto, per essere riparate, inoltre, bisognava romperle con il martello e si disperdevano particelle. Inoltre, quando facevano saldatura, usavano teli in amianto per evitare che la colatura di fuoco cadesse a terra e finisse per incendiare qualcosa,
Tutti i suoi colleghi rimasti vivi, infatti, sono malati. Io voglio giustizia, anche se nessuno potrà ridarmi indietro mio padre, ma non riesco a rassegnarmi al fatto che a Livorno non è stato possibile venire a capo del processo: quello penale, infatti, è terminato perchè è morto l'ex direttore, quindi sono andato sul civile e la giudice non mi ha ammesso le prove,
Tengo a dire che nel 2002 venne celebrato un primo processo, che però finì con l’assoluzione perché nessuno si costituì parte civile.
Mio padre è andato in pensione nel 1993, dopo il 2002 nessuno ci ha avvisati su eventuali ripercussioni. Si è ammalato nel 2010. È una malattia silenziosa, a lunghissima incubazione, che si manifesta dopo tantissimi anni. A Cecina esiste una Medicina del Lavoro addetta a questa attività, ma a mio parere ci dovrebbe essere una maggiore attenzione e in particolare sarebbe necessario sottoporre tutti i lavoratori esposti ad amianto a controlli sanitari. Dopo la sua morte sono stato chiamato dalla responsabile che ha escluso che mio padre fosse morto a causa dell'amianto, sosteneva che era colpa del fumo. Al che le ho detto: "Ma lei come fa a saperlo? Conosceva per caso mio padre?" A Rosignano, ci sono più di 100 tra malati e morti. è troppo chiedere un processo a Livorno? Bisogna dare neanche un senso alla morte di queste persone, vorrei capire, ho bisogno di conoscere la verità, invece finora non mi hanno data la possibilità di capire.
Nella relazione del medico legale si dice che padre si poteva salvare. Io dico che si poteva e si doveva fare di più, magari predisporre un piano di controllo, se questa industria chimica che è presente nella città ha creato danni a tante persone, non può abbandonarle, hanno lavorato una vita, hanno firmato un contratto di lavoro, ma non sapevano che era un contratto di morte".

Massimiliano, quando si è ammalato suo padre?geotermia larderello amianto nelle centrali 350 260

Tutto inizia nel 2010, mio padre è morto a novembre dello stesso anno per un adenocarcinoma del polmone. Il suo è stato un lungo calvario, le sue sofferenze sono iniziate prima. Mio padre ha iniziato a sentirsi ad agosto, anche se i dolori alle gambe, in particolare alla gamba sinistra, sono iniziati qualche mese prima. Il nostro medico curante ha sottovalutato la situazione, diceva che era una semplice sciatica, i dolori persistevano, anzi, aumentavano, poi sono arrivati altri sintomi e papà ha iniziato ad avere una tosse secca. Mia madre ha insistito per fare controlli più approfonditi e così il nostro medico di base ha prescritto una lastra al polmone, è andato in ospedale e lì il radiologo gli ha prescritto una terapia antibiotica per una sospetta broncopolmonite. Nel frattempo, a settembre, eravamo entrati in contatto con un medico che frequentava il nostro negozio e ci eravamo consultati rispetto al dolore alla gamba e che ci ha consigliato di fare una risonanza senza contrasto, dopo aver visto i risultati, senza allarmarci, ci prescrisse una PET. Non ci disse nulla apertamente, prendemmo appuntamento, ma papà iniziò a peggiorare.

Come ha scoperto di avere l'asbestosi e il tumore polmonare?

Alla sera papà aveva sempre la febbre, siamo tornati dalla dottoressa, ha proseguito la cura per circa 20 giorni, ma la febbre andava peggiorando e papà era sempre più amiantouccide min1debilitato fino a che un giorno ci fu un episodio di sangue, la dottoressa continuò a dire di non preoccuparci, che poteva essere un capillare che si era rotto, ma la febbre non passava e solo dopo diverse insistenze la dottoressa si è convinta a fare la tac.
Da lì la scoperta, il radiologo ci disse di rivolgerci a un chirurgo perché c'era qualcosa che non andava, siamo andati a Livorno dove papà ha fatto tutti gli esami del caso, ma ormai era tardi perché ormai il tumore era in metastasi. Un vero peccato perché se il tumore al polmone è diagnosticato al primo stadio è possibile intervenire, estirparlo chirurgicamente e poi sottoporre il paziente a chemioterapie. Però nel nostro caso, fino quasi alla morte, nonostante ci fossero chiari sintomi di tumore polmonare da amianto, a Romano, mio padre, veniva negata l’esatta diagnosi.

Abbiamo fatto dei controlli, in particolare la broncoscopia per capire che tipo di tumore fosse e ci hanno detto che era un adenocarcinoma, papà ha fatto un ciclo di chemio, molto leggero, perchè era già debilitato. A novembre è morto. Io avevo sentito parlare dell'amianto, mi sono attivato, circa tre anni dopo la morte di mio papà, caso volle che conobbi una dott.ssa, radiologa all'ospedale di Siena, le ho portato i dischetti della Tac, mi ha fatto una relazione che rivelava che papà aveva asbestosi e le placche pleuriche che gli hanno causato questa malattia. Per farla breve, per conoscere la verità sono dovuto andare a Siena, non a Rosignano.
L’asbestosi e le placche pleuriche sono state diagnosticate solo post mortem.

Come ha conosciuto l'avv. Bonanni e l'ONA?
 
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Ho partecipato ad una assemblea dell’ONA che si è tenuta a Rosignano Solvay già nel maggio del 2010 e poi ancora nell’ottobre dello stesso anno e fu in quella circostanza che illustrai all’avv Ezio Bonanni i sintomi.

Fu proprio l'avv. Ezio Bonanni a non vederci chiaro sulla storia di mio padre, in particolare gli risultava strano che a un lavoratore esposto ad amianto che aveva i chiari sintomi di un tumore polmonare gli fosse praticata una cura antibiotica, per di più senza un preventivo esame TAC o PEC. Ho informato il medico curante della ASL che continuava ad insistere nel sostenere che occorreva la cura antibiotica, poi alla fine invece, quanto è stata fatta la TAC PET si è scoperto che le metastasi avevano invaso tutto l’organismo e il mio povero babbo è morto pochi giorni dopo.
Purtroppo c’è poca attenzione per la vita umana, la vita di questi lavoratori viene considerata meno di zero. Ci sono degli assassini che però rimangono impuniti. Il processo penale per la morte del mio babbo si è chiuso perché l’imputato, ultranovantenne, nel frattempo è morto.
L’amianto ha distrutto la mia vita e quella della mia povera madre, che poi è morta di crepacuore. Viviamo in uno stato che non tutela la vita umana e la sua dignità e che permette delle vere e proprie stragi silenziose, come quella dell’amianto.

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Indennizzo vittime amianto per esposizioni ambientali

ONA 350da Osservatorio Nazionale Amianto - Vittime amianto per esposizioni ambientali: Domande entro il 31.03.2017

Entro fine mese gli eredi di malati di mesotelioma non professionale potranno chiedere la prestazione una tantum, mentre l’associazione continua a chiedere che gli indennizzi siano congrui.

Domande entro il 31 marzo 2017, una corsa contro il tempo per il misero importo di € 5.600,00, in favore degli eredi di malati di mesotelioma non professionale deceduto nel corso dell’anno 2016. La domanda va effettuata mediante il mod. 191/E e presentata alla Sede INAIL competente per domicilio.
Lo conferma l’INAIL con la Circolare n. 13/2017.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, poiché c’è un attivo di bilancio nel Fondo, con l’Avv. Ezio Bonanni, ha contestato la limitazione dell’importo ad € 5.600,00, in sé non indennitario per la gravità dell’evento, e ha chiesto un indennizzo adeguato e l’estensione a tutte le vittime dell’amianto.
Fondo vittime amianto – La Legge Finanziaria per il 2008 (art.1, comma 241, Legge 24 dicembre 2007, n. 244) ha istituito presso l’INAIL il “Fondo per le vittime dell’amianto”, ed ha stabilito che spettasse a tutte le vittime.
Successivamente, un decreto del Governo ha ristretto l’ambito di operatività ai soli lavoratori titolari di rendita diretta ai quali sia stata riconosciuta una patologia asbesto-correlata per esposizione all’amianto, nonché i familiari dei lavoratori vittime dell’amianto, titolari di rendita ai superstiti.
Tale misura è stata contestata dall’Osservatorio Nazionale Amianto con un ricorso al TAR, per chiedere l’applicazione della legge che fa riferimento a “tutte” le vittime.
Successivamente, l’art.1, comma 116, della Legge 23 dicembre 2014, n. 190 (Legge di Stabilità 2015) ha sancito l’estensione della prestazione erogata dal Fondo per le vittime dell’amianto ai malati di mesotelioma riconducibile a esposizione non professionale all’amianto stabilendo che gli aventi diritto alla prestazione sono tutti i soggetti che nel periodo 2015-2017 risultino affetti da mesotelioma contratto “o per esposizione familiare a lavoratori impiegati in Italia nella lavorazione dell’amianto, ovvero per esposizione ambientale comprovata”, avvenuta sul territorio nazionale.
Ultimo intervento normativo in ordine cronologico si è avuto con la Legge di Stabilità 2016 (art. 292, comma 292 della Legge 28 dicembre 2015, n. 208) il quale ha disposto che gli eredi dei malati di mesotelioma deceduti nel corso del 2015 possono accedere alla prestazione in parola autonomamente, presentando la domanda entro 90 giorni dalla entrata in vigore della legge. In considerazione del fatto che, per la natura della malattia e dell’esito della stessa, non sempre il titolare della prestazione è nelle condizioni di procedere in tempi certi all’inoltro della richiesta e tenuto conto che, dalla mancata presentazione dell’istanza non si può comunque desumere una rinuncia al diritto, la Legge 27 febbraio 2017, n.19, articolo 3, comma 3 quinquies, ha sancito che le prestazioni assistenziali di cui si tratta siano erogate, al ricorrere dei presupposti stabiliti dalla legge, a prescindere dal fatto che il de cuius abbia esercitato in vita il relativo diritto, anche agli eredi dei soggetti deceduti nel corso dell’anno 2016, a seguito di presentazione di apposita istanza.

Soggetti interessati – I soggetti che hanno diritto alla prestazione assistenziale sono tutti gli eredi di malati di mesotelioma che abbiano contratto la patologia o per esposizione familiare a lavoratori impiegati nella lavorazione dell’amianto ovvero per esposizione ambientale comprovata e che siano deceduti nel corso dell’anno 2015 e dell’anno 2016.

C’è una corsa contro il tempo, perché la domanda per godere delle prestazioni va effettuata entro il 31 marzo 2017. Ne consegue che gli eredi di tutti i soggetti deceduti per mesotelioma non professionale sia nel corso dell’anno 2015, sia nel corso dell’anno 2016 potranno presentare domanda per il riconoscimento della prestazione una tantum a prescindere dal fatto che il relativo diritto sia stato esercitato in vita dal de cuius.
La prestazione – La misura della prestazione economica è fissata, per espressa disposizione normativa, dal Decreto Interministeriale del 4 settembre 2015 e, quindi, nella misura di euro 5.600,00 ed è ripartita tra gli aventi diritto su istanza degli stessi nei limiti dello stanziamento previsto dal suddetto decreto per gli anni 2015 e 2016.
Presentazione domanda – Per accedere alla prestazione, occorre presentare presso la sede Inail competente per domicilio o trasmettere mezzo raccomandata a/r, apposita istanza mediante il mod. 190/E, scaricabile sul sito dell’INAIL.
Il termine ultimo per la presentazione dell’istanza, corredata di idonea documentazione, è il 31 marzo 2017 (termine ordinatorio).
Per quanto riguarda le richieste di accesso pervenute alle Unità territoriali prima dell’emanazione della norma, dovranno essere integrate con le informazioni e la documentazione richiesta dalle stesse Unità territoriali con lo specifico atto istruttorio (mod. 191/E).
Si precisa che l’istanza dovrà essere presentata da uno solo dei soggetti beneficiari, contenere l’indicazione di tutti gli eredi, nonché la relativa delega ed essere corredata dalla scheda di morte Istat. Inoltre, occorre allegare il certificato medico, prodotto in originale, attestante che il soggetto deceduto è stato affetto da mesotelioma e contenere l’indicazione della data della prima diagnosi ai fini della valutazione della compatibilità dei periodi di esposizione familiare o ambientale all’amianto con l’insorgenza della patologia. Il certificato deve essere rilasciato da un Ente ospedaliero pubblico o privato accreditato dal Servizio Sanitario Nazionale, ivi compresi gli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) e prodotto in originale all’Istituto.
L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà a portare nelle sedi istituzionali le sue proposte, che si fondano su un diverso sistema che deve prevedere l’immediato risarcimento per le vittime, a carico del Fondo, e quindi poi con successiva eventuale rivalsa del Fondo a carico del datore di lavoro.


E’ possibile scaricare il mod. 191/E al seguente link: https://www.inail.it/cs/internet/docs/alg-mod-191-circolare-7-2017.pdf

 
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