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Da Anagni verso l'assemblea per la Democrazia e l'Uguaglianza

anagni 25nov17di Valerio Ascenzi - L’Inchiesta Quotidiano e UNOeTRE.it ad Anagni, insieme ai lavoratori di Vertenza frusinate, per parlare di politiche occupazionali. Nei locali della biblioteca Comunale “A. Labriola” sono stati affrontati temi che questa provincia non deve assolutamente mettere in secondo piano. Della disoccupazione si dovrà si dovrà continuare a parlare anche se qualcuno vuole ancora spazzare la polvere sotto lo zerbino.

I mali di quest’area geografica sono sicuramente la malasanità, l’ambiente ecologicamente compromesso e la disoccupazione. Il frusinate, il nord in particolare, hanno conosciuto la crisi prima ancora dell’arrivo della depressione a livello globale. Il tessuto industriale ha iniziato a vacillare già fina dalla fine degli novanta. Le politica neoliberiste e il mercato globale hanno solo assestato il colpo di grazia alla nostra provincia.

Non solo ex Videcon o ex Marangoni. Ci sono migliaia di lavoratori che erano impiegati in queste aziende e anche in alcune più piccole, o nell’indotto delle grandi aziende. Quel che è rimasto oggi è un territorio spoglio, senza possibilità occupazionali e con una questione ambientale compromessa. C’è inoltre un nuovo fenomeno migratorio in uscita: i giovani lasciano la provincia di Frosinone per andare al nord, ma soprattutto all’estero.

Nonostante una politica disattenta alle esigenze del territorio e dei lavoratori, gli aderenti a Vertenza Frusinate (organizzazione che tra l’altro è nata proprio ad Anagni), hanno ottenuto risultati inaspettati anche a loro stessi. Gramsci sosteneva che la società avrebbe avuto bisogno dell’impegno dell’intelletto dei singoli, che avrebbero dovuto impegnarsi studiando. Ed è quello che hanno fatto i lavoratori di Vertenza Frusinate: hanno studiato vari modi per riuscire ad ottenere un riconoscimento per la loro dignità di lavoratori disoccupati. Sono riusciti ad arrivare a tavoli di concertazione molto in alto, in regione e al ministero del lavoro. Sono riusciti a far rinnovare per un altro la mobilità e, tra non molto ci dicono, saranno in grado proporre addirittura un progetto per una economia alternativa in questa provincia. “Ci hanno detto che sappiamo lamentarci ma che non siamo propositivi – spiegano – ma presto si ricrederanno”. Il risultato di Vertenza Frusinate è unico nel suo caso: sono riusciti a far riconoscere l’area di Frosinone come area a forte complessità per la crisi economico lavorativa (senza questo riconoscimento non sarebbe arrivata neanche la nuova mobilità), si sono confrontati con alti funzionari dello stato, senza che vi fosse intercessione né di politica né di sindacati.

In barba a quello che il burocratico e macchinoso reddito di cittadinanza, che probabilmente sarà riconosciuto a pochi, considerate le clausole e i paletti che contiene, stanno iniziando una petizione per la presentazione di una legge di iniziativa popolare per il reddito minimo garantito. I lavoratori però non vogliono essere pagati senza lavorare. “Dopo la chiusura delle nostre aziende – ha spiegato uno di loro – se ci avessero detto: da domani non avrete più questo lavoro ma andrete a fare lavori più umili, noi ci saremmo andati, ma non ci è mai stata data alcuna possibilità”. Nel chiedere il reddito minimo garantito comunque fanno riferimento ai modelli del nord Europa, dove c’è la flexsecurity, una sorta di mobilità in cui i lavoratori rimasti inoccupati, percepiscono comunque un reddito, frequentano corsi di formazione per essere riconvertiti nel mondo del lavoro con altre mansioni.

Il lavoro è un diritto, ma per molti politici questo concetto, sancito dalla Costituzione, è morto da anni. I politici di spicco in questo territorio sono stati più volte coinvolti nelle questioni del lavoro e della disoccupazione, ma hanno dimostrato di essere completamente disinteressati e, a volte, anche poco competenti. Di fatto non hanno tutelato la dignità umani di questi lavoratori senza occupazione. Chi si è opposto al reddito minimo, non ha fatto i conti con queste persone: ci sarebbe da chiedere se sono riusciti a guardare mai negli occhi un disoccupato, a percepire le ferite alla dignità di queste persone, se sono mai riusciti a comprendere quale umiliazione sia per un padre di famiglia non riuscire a sostenere i propri cari. Evidentemente no, altrimenti la politica in questo territorio avrebbe dato risposte, mostrando almeno un minimo di interesse… per le competenze, beh… non si possono fare miracoli.

Continueremo a parlare di lavoro e di numerose altre questioni il 1° dicembre a Frosinone nell’Assemblea per la Democrazia e l’Uguaglianza (convocata per le ore 17 nel salone dell’Amministrazione provinciale), non nascondendoci e non nascondendo i fatti. La disoccupazione è un problema e come tale va affrontato per essere risolto. Per quel che ci riguarda: guai a non divulgare informazioni su questioni così delicate per questo territorio.
25 nov 2017

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Anagni. Contributi comunali per i libri scolastici

Anagni Palazzo della Ragione 350 260da Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - Anche per l'anno scolastico 2017/2018 il Comune di Anagni prevede contributi per la fornitura gratuita, totale o parziale, dei libri di testo a favore delle famiglie meno abbienti. Il beneficio riguarda studenti che frequentano gli istituti secondaria di I e II grado, statali e paritari, appartenenti a nuclei familiari il cui Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) non superi i 10.632,93 euro.

La domanda per ottenere i fondi deve essere presentata entro il 26 gennaio 2018 presso l'Ufficio Protocollo del Comune, utilizzando il modulo in distribuzione nell'Ufficio Pubblica Istruzione e disponibile anche sul sito istituzionale del Comune (www.comune.anagni.fr.it).

La richiesta deve essere firmata da uno dei genitori o dalla persona che esercita la potestà genitoriale, oppure dal beneficiario se maggiorenne.

Al modulo vanno allegati: la dichiarazione sostitutiva di certificazione di residenza e di frequenza (disponibile sul sito istituzionale); l'attestazione Isee; la documentazione fiscale delle spese sostenute per l'acquisto dei libri di testo; la copia del documento di identità, in corso di validità, del richiedente.
Ulteriori informazioni si possono acquisire sul sito istituzionale del Comune.

 
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Anagni, il Piano Regolatore prosegue il suo iter

Anagni Palazzo della Ragione 350 260Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - Prosegue spedito l'iter per la revisione del Piano Urbanistico Comunale Generale (ex Piano Regolatore) che l'amministrazione comunale sta effettuando a fronte di uno strumento urbanistico che risale al 1975.

Nella giornata di ieri si è svolta, presso la Regione Lazio, la prima conferenza di servizi per l'esame dell'istanza di Valutazione Ambientale Strategica (Vas), che persegue la finalità generale di assicurare che l'attività antropica sia compatibile con le condizioni per uno sviluppo sostenibile, e quindi, nel rispetto della capacità rigenerativa degli ecosistemi e delle risorse, della salvaguardia della biodiversità e di un'equa distribuzione dei vantaggi connessi all'attività economica.

E' un processo di valutazione, integrata e partecipata, dei possibili impatti significativi sull'ambiente e sul patrimonio culturale di piani o programmi. La Vas persegue la finalità specifica di garantire un elevato livello di protezione dell'ambiente e di contribuire all'integrazione di considerazioni ambientali all'atto dell'elaborazione, dell'adozione e approvazione di detti piani e programmi assicurando che siano coerenti e contribuiscano alle condizioni per uno sviluppo sostenibile.
Durante l'incontro è stato illustrato il Documento preliminare di indirizzo e il Rapporto Ambientale dai progettisti del Piano, affidato allo studio Benevolo.
Seguiranno ulteriori incontri e a dicembre riprenderanno ad Anagni anche gli incontri sull'Urbanistica Partecipata, uno strumento essenziale per favorire la partecipazione dei cittadini ai processi di trasformazione della propria città e del proprio territorio, utile non solo per giungere all'approvazione del Pucg, ma soprattutto per mettere in comune una cultura dell'abitare e costruire un reale percorso di empowerment, di arricchimento e sviluppo della cittadinanza attiva.
Sono questi, infatti, i principali obiettivi dell'Urbanistica Partecipata: favorire il dialogo tra le istituzioni e tra le istituzioni e i cittadini; rendere patrimonio condiviso l'idea di come organizzare e dare forma al territorio; facilitare la trasmissione delle esigenze, dei bisogni e delle proposte dei cittadini nella costruzione del progetto di piano.

 
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Dialogando con il Comune di Anagni

InceneritoreMarangoni 350 260Qualche giorno fa abbiamo espresso, da queste pagine a firma di Valerio Ascenzi, alcune opinioni riguardo le dimissioni del Sindaco di Anagni, Fausto Bassetta. Riteniamo ancora che sia necessario dare un segnale forte a chi ritiene che quello espresso finora sia l’unico modo di fare politica in questa città.

Nel chiedere al sindaco di non cedere alle ”richieste di compromesso”, abbiamo anche chiesto qualcosa che sta a cuore a molte persone ad Anagni e nel territorio circostante, cioè: se il ricorso avverso la riaccensione dell’inceneritore di Marangoni sia stato presentato. Ci siamo posti il problema perché è un atto importante da parte di questa amministrazione, su un territorio Sito di Interesse Nazionale sul quale dovrebbe iniziare una bonifica.

A seguito di quella nota, ci è stato chiesto, dallo staff del Sindaco Bassetta, di fare una precisazione riguardo un passaggio nel quale scrivevamo che ci era giunta voce del fatto che il ricorso fosse pronto, ma poi non avevamo saputo più nulla dai media. Restiamo perplessi sul fatto che “questa precisazione” sua stata richiesta solo a www.unoetre.it, perché a quanto pare anche altri media hanno pubblicato il comunicato stampa, ma non ci risulta abbiano ricevuto una richiesta di “precisazione”.

Ci è stato fatto “notare” che la Giunta, in data 26/09/2017, ha “avviato le procedure per presentare il ricorso al Tar avverso la determinazione della Regione Lazio n. 10636 del 27 luglio 2017”, come si legge nel comunicato stampa ricevuto anche dalla nostra testata (e pubblicato).
Siamo stati ben lieti di pubblicare una precisazione, anche se non capiamo che genere di precisazione sia, perché crediamo che altro sia il punto e, soprattutto, la domanda che ci siamo posti (forse non era chiara e ce ne scusiamo se così è stato), al di là dell’avvio delle procedure che mostrano la positiva intenzione del Comune di impedire la riaccensione dell’inceneritore.

E la domanda che ci poniamo è semplice: il ricorso è stato presentato in tribunale o no? Possiamo speculare su ciò che intendeva o non intendeva dire Valerio Ascenzi nella sua nota, scritta nella doppia veste di membro del coordinamento provinciale di Art.1 – Mdp, ma c’è anche un altro interrogativo, che nasce dal fatto che i termini del ricorso dovrebbero scadere il 25 ottobre. E’ esatta questa data? (Almeno questo è quanto abbiamo appreso dagli esponenti di un’associazione ambientalista, anch’essa promotrice di un ricorso contro l’inceneritore).
Ragionando ci viene un'altra domanda in mente: quanto resta al Sindaco per presentare questo ricorso fino a che resterà in carica (ammesso che decida per le dimissioni)? La natura del ricorso non cambierebbe, ma il quadro politico di riferimento, si.

Di sicuro noi ci attendiamo che Bassetta riesca a spuntarla e resti alla guida della città, perché Anagni non può rimanere senza il suo primo cittadino, e che l’amministrazione persegua gli obiettivi che si è posta in merito alla salvaguardia dell’ambiente e della salute dei cittadini sul nostro territorio.

 

Questa la richiesta della precisazione nel suo testo inegrale che abbiamo pubblicato anche sulle nostre pagine FB: «Buongiorno,
in riferimento all'articolo a firma Valerio Ascenzi pubblicato in data 10.10.2017, si contesta il passaggio dedicato al ricorso sulla riaccensione dell'impianto di Marangoni quando si afferma "Nei giorni scorsi ci era giunta voce che il ricorso era pronto, però dai media locali non abbiamo saputo nulla".
Facciamo presente che la Giunta comunale ha deliberato in materia in data 26.9.2017 e che il provvedimento è stato ampiamente diffuso con un comunicato stampa del 27.9.2017, ripreso da tutte le testate on-line e cartacee. Comunicato inviato, come sempre, anche alla Vostra attenzione.
Alleghiamo: delibera n.248 del 26.9.2017, comunicato stampa del 27.9.2017 e rassegna stampa del 28 settembre 2017.»

 
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Anagni. Art. 1-Mdp sulle dimissioni di Fausto Bassetta

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260di Valerio Ascenzi, Art 1-Mdp Anagni - Comunicato Commento alle dimissioni del sindaco di Anagni Fausto Bassetta. La notizia delle dimissioni del sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, ci lascia a dir poco perplessi. Di sicuro il primo cittadino avrà avuto i suoi buoni motivi per arrivare a tanto ma noi siamo convinti che le strade percorribili siano due: o le dimissioni definitive o una Giunta realmente tecnica.
Non vogliamo entrare nella diatriba sui pesi e le misure di tutela ai partiti, nel riconoscimento di quelli che sono gli assessori da dare a questa lista o a quel partito.
Dopo diversi anni, riusciamo a trovare una dimensione politica nella quale esprimere le nostre opinioni, pertanto su questa vicenda non siamo cerchiobottisti ma siamo dell’avviso che Bassetta debba con forza rivendicare la propria autonomia, chiedendo ai partiti di farsi da parte e di nominare una Giunta realmente tecnica e non, una Giunta tecnica su richiesta dei partiti come è accaduto la prima volta. Una Giunta tecnica è fatta di tecnici e non di individui che i partiti e le liste ritengano siano tecnici.
Bassetta si distingua una volta per tutte da questo modo di far politica, che finora non ha prodotto nulla di sensazionale, ma ha permesso quella che definiamo “normale amministrazione”. Nel caso i partiti e liste non siano interessati, a nostro avviso il sindaco si dimetta definitivamente, ma fin da ora noi siamo dell’avviso che la responsabilità di questo gesto non sarà del primo cittadino, bensì dei partiti e delle liste che, in questa fase hanno dimostrato di non avere la capacità di realizzare un progetto comune e a lungo termine per la città.
Finora le Giunte che si sono susseguite hanno galleggiato, amministrando lo stretto necessario e creando poco per quella che aspirava a candidarti a “capitale della cultura” in Italia.

Se Bassetta decide di dimettersi però, faccia come ultimo atto almeno quello di comunicare alla cittadinanza se ci sono realmente le volontà per il ricorso contro la riaccensione dell’inceneritore della Marangoni. Nei giorni scorsi ci era giunta voce che il ricorso era pronto, però dai media locali non abbiamo saputo nulla.
A nostro avviso, in questa fase si paga lo scotto di aver voluto imbaracare tutti, in campagna elettorale. Si poteva rischiare il ballottaggio a nostro avviso, perché far salire sul carro anche quelle forze che avevano sostenuto la precedente amministrazione di centrodestra, non ha dato i frutti sperati. Secondo noi, non esistono “folgorati sulla via di Damasco” in politica. Oggi è inutile piangere sul latte versato.

Di sicuro non riteniamo l’esperienza di Bassetta totalmente fallimentare come qualcuno, da destra, vorrebbe farci credere. Fino a tre anni fa, la situazione era di gran lunga peggiore di oggi. Arrivare a rimpiangere i tempi di “quando c’era lui” ci appare come qualcosa di ridicolo e strumentale, da parte di chi spera che alle prossime amministrative vinca un centrodestra con qualche rinforzo proveniente da altre posizioni.

*Valerio Ascenzi, Coordinamento Provniciale Art. 1 – Mdp Frosinone

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Art. 1 – Mdp Anagni e area nord Frosinone

  • Pubblicato in Partiti

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260di Valerio ASscenzi - Comunicato. Articolo 1 - Movimento democratico e progressista, si sta strutturando anche ad Anagni e nel territorio dell’area nord di Frosinone. Obiettivo: creare punti di riferimento a coloro i quali hanno sempre concepito un centrosinistra plurale, ma che da qualche anno sembrano esser rimasti orfani di una casa dove poter esporre e analizzare i problemi della società e della comunità.

 

Per uscire dalla crisi culturale e politica di questa società, ci vuole l’impegno dei dirigenti di partito, ma senza un impegno delle migliori forze della società, il processo di sfaldamento politico e culturale, al quale assistiamo, continuerà ad avanzare inesorabile. Siamo convinti che in un periodo come questo, le intelligenze non siano più all’interno di quelli che si definiscono ancora partiti organizzati: si preferisce percorrere altre strade, nei partiti ci si sente imbrigliati in logiche ormai obsolete che non permettono una completa espressione dell’individuo. Siamo certi che un partito e i suoi vertici non possono pensare anche per gli iscritti e per la base, annullando quello che è il senso critico individuale. Finora è accaduto tutto questo, ed è per questo motivo che le politiche, sui territori sono state portate avanti in linea con una visione generale, nazionale, spesso miope e mai calata sui territori, andando contro le esigenze dei cittadini. Noi però vogliamo invertire la rotta, riportando la discussione nei luoghi previsti dall’art. 49 della Costituzione Italiana, che garantisce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica del Paese. In questo periodo non è solo un diritto, ma un diritto – dovere. Gramsci sosteneva che quel che accade, non avviene solo per volontà di qualcuno che ha un disegno occulto, ma spesso perché le masse abdicano alla loro volontà, lasciando fare chi non dovrebbe cimentarsi negli ambiti che riguardano la vita dell’intera società, poiché rischiano di comprometterne la sana esistenza. Questa indifferenza crea condizioni che solo la forza poi potrà sconfiggere. Ecco, siamo in un momento storico in cui possiamo ancora dare una sterzata ed evitare il peggio. Ma è necessario partecipare, ognuno con le proprie forze e competenze, ognuno con le proprie capacità e volontà, perseguendo obbiettivi comuni.

Art-1 Mdp si propone sul nostro territorio di ricreare momenti di aggregazione di tutte quelle forze positive che vogliono contribuire alla crescita culturale e politica delle comunità locali, portare avanti politiche alternative a quelle del Pd, che di centrosinistra non ha più nulla. Sul territorio di Anagni abbiamo intenzione di dar voce a chi non si sente necessariamente appiattito sulle posizioni del Pd locale, ormai quasi totalmente acritico nei confronti di chi amministra, nel momento in cui andrebbe fatta una analisi obiettiva delle scelte – in materia politica, ambientale, culturale in senso stretto – o su posizioni di una vecchia sinistra troppo intransigente. Sono in molti a chiederci una posizione politica imparziale, realistica e non da “tifoseria da stadio”. Intendiamo riempire uno spazio politico lasciato libero dieci anni fa dalla nascita del Pd, ma intendiamo includere tutte le forze e le intelligenze che non aderirono né ai Democratici di Sinistra né al Pd. Quando parliamo di forze positive da coinvolgere, intendiamo dire che vogliamo ascoltare sia i singoli che gli associazionismi che finora hanno portato avanti battaglie importanti sui territori, lì dove la politica ha vacillato e dimenticato di avere un ruolo di sostegno alle società.

Nell’area di Anagni l’obiettivo è quello di ricominciare a dialogare con il territorio su questioni quali ambiente, sanità, lavoro ed economie alternative, senza scadere nelle banali critiche a priori nei confronti di chi governa, ma analizzando obbiettivamente l’operato di tutti gli amministratori, sia locali che regionali, avanzando proposte concrete, attuabili, ove se ne riscontri la necessità. L’obiettivo è quello di iniziare a creare un circolo per ogni comune, coinvolgendo uomini e donne che hanno a cuore la propria comunità, che vogliono partecipare senza secondi fini: la politica nel centrosinistra, deve tornare al suo ruolo originario e cioè quello di stare dalla parte degli ultimi della società, i deboli, di essere a servizio della cosa pubblica. Per questo Art. 1 – Mdp, creerà momenti di partecipazione per, e con, quelle forze e quelle intelligenze che non hanno in mente una politica carrieristica, e coloro i quali mostrano di avere reali competenze in determinati ambiti e settori. Abbiamo in mente un partito in cui chi aderisce, sceglie di farlo seguendo una linea politica chiara, netta, non ambigua o ambivalente. Ad oggi il movimento accetta le adesioni di chi è fermamente convinto che a sinistra del Pd ci sia un enorme spazio politico libero, ma da riconquistare con l’impegno di uomini e donne provenienti da tutte le aree politiche e ideologiche che guardano alla salvaguardia della Costituzione, a temi come i diritti, il lavoro, il welfare, l’inclusione, l’ambiente e la sanità non tralasciando la salute dei cittadini.

Come abbiamo già chiarito: a livello nazionale, il movimento è tra i promotori della creazione di un unico partito della sinistra in Italia, con politiche decisamente alternative a quelle del Pd, che sappia raccogliere le istanze dal basso e proporre soluzioni. Entrare ora a far parte di Mdp significa sapere, fin da ora, che si parteciperà ad una fase organizzata di transizione, che vedrà tra non molto un momento democratico per l’organizzazione del movimento, ma viaggerà sempre di più verso un partito unico di sinistra.

 

*Valerio Ascenzi, Coordinamento Provniciale Art. 1 – Mdp Frosinone

 
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«Dimissioni? Si, ma non è una cosa seria»

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - In Italia chi rassegna le dimissioni, soprattutto se ricopre una di quelle posizioni di cosiddetta responsabilità, non ha poi l'obbligo di attenersi alla decisione presa. La legge permette così tante scappatoie, ripensamenti, vie d'uscita che giustificano lo stato d'animo che può aver causato tale decisione, che praticamente quasi mai nessuno fa quanto deciso. Uno dei motivi che ci rendono ridicoli agli occhi degli altri paesi stranieri. E che ci fanno avere la meritata fama di paese dove le dimissioni non sono una cosa seria. In politica devono esserci crisi di governo gravissime per indurre chi le ha causate a tirarsi indietro. Altrimenti il politico nostrano riemerge dalle proprie ceneri come l'araba fenice. Trasmigra nelle sembianze più disparate pur di non mollare. Animato da alti ideali, che si sa, molte volte non si possono mettere in pratica.
Il più delle volte.
Ma la buona volontà c'è sempre e viene dimostrata proprio dal riemergere dopo la sconfitta elettorale, dal ricrearsi una facciata di rispettabilità dopo qualche fatto di corruzione, addirittura dal farsi cambiare i connotati pur di sembrare diversi, nuovi, accettabili. Politicamente giusti e corretti.

La baruffe anagnine

Tale preambolo per spiegare, in parte, le baruffe anagnine dei giorni passati, che nascondono dietro ad atteggiamenti e proclami drastici, una verità semplice semplice. Mi correggo. Per tentare di spiegare, in attesa che l'ufficio stampa del Comune di Anagni fornisca delucidazioni in merito, visto che le sibilline parole del sindaco Fausto Bassetta che si dichiara incorruttibile e si divincola da ogni possibile riconducibilita ai tentacoli della corruzione, hanno gettato una luce diversa sullo scenario, già ingarbugliato, della politica della città dei Papi.
Che ha voluto intendere il sindaco Bassetta? A quale tipo di corruzione fa riferimento, e ad opera di chi? Di Progetto Anagni? Ma allora, così facendo, da adito ad illazioni sulla non specchiata onestà di intenti di uno dei gruppi consiliari di maggioranza.
Del Pd? Le parole di critica che il sindaco ha pronunciato il 6 ottobre, durante il consiglio comunale, farebbero pensare ad una incapacità ad imporsi da parte di un partito che sta cercando un'anima e una direzione. Non certo ad elementi riconducibili alla corruzione.
Ma allora chi vuole tentare di corrompere il sindaco Bassetta? Presumo che si potrebbero accelerare i tempi se lo stesso sindaco parlasse in modo più limpido. Magari attraverso il canale d'informazione che gli è stato assegnato. Se esiste davvero un tentativo di corruzione, il sindaco Bassetta, da uomo di legge prestato alla politica, non può più tacere, soprattutto ora che ha rassegnato le dimissioni, che, come lui ha ricordato, citando la legge, avranno effetto solo tra venti giorni.
Un’eternitá, durante la quale, di sicuro le cose si sistemeranno, con buona pace di tutti i gruppi consiliari, ma che lasceranno ancora scoperto l'interrogativo legato al concetto di corruzione che, così, cadrà abilmente nel dimenticatoio.

In scena Roberto Cicconi

Per fare un'ipotesi che non si allontana molto dalla realtà, penso che con quelle parole il sindaco Fausto Bassetta stesse rispondendo, a distanza di due giorni, al’ex assessore Roberto Cicconi e all’ intervista che lo stesso Cicconi aveva rilasciato al quotidiano online anagnia.com ( http://www.anagnia.com/italia/politica/2017/10/04/anagni-l-intervista-a-roberto-cicconi-estromesso-dalla-giunta-comunale-amarezza-per-questa-decisione-il-sindaco-ha-ceduto-a-quello-che-lui-stesso-ha-definito-un-ricatto-politico), proprio il 4 ottobre, il giorno in cui sono stati resi noti i nomi dei componenti del Bassetta-tre. Ricordiamo che Roberto Cicconi, leader di Anagni Democratica, fu uno degli avversari della coalizione che portò Bassetta al governo di Anagni. L'apporto di Cicconi, in termini numerici, fu di 1900 voti. Non poco, se si pensa che Natalia, all'opposizione, ne ebbe poco più di 2000. Cicconi e il suo gruppo si ritrovarono in opposizione, inizialmente, ma dopo un anno, il sindaco decise di ricompattare le forze della sinistra e quindi il gruppo di Anagni Democratica entrò tra le forze di maggioranza con due consiglieri e un assessore. Cicconi, appunto. Nessun cambio di casacca, nessun voltagabbana. Il sindaco fu chiaro all'epoca. Cicconi entra in giunta a pieno titolo, perché fa parte della maggioranza.
Tempo due anni e la storia è cambiata.
Nell'intervista Roberto Cicconi parla di eventi realmente accaduti. Da uomo politico fuori dagli schemi di potere, dice la verità su fatti che sono sulla bocca di tutti, ma che la stampa accenna, minimizza, vela di mistero. Ma non esiste nessun mistero se non il fatto ribadito, sia da Roberto Cicconi che dal sindaco Fausto Bassetta, che il corvo della corruzione aleggia sul consiglio comunale di Anagni. E che se non si denuncia, ricordiamoci che, sempre secondo la legge, si è complici.
08/10/2017.

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Anagni. La Festa di Sinistra Italiana

  • Pubblicato in Partiti

LocandinaEventoSI or 350 260 minda Sinistra Italiana Frosinone - Dal 7 all’ 8 ottobre ad Anagni in viale Regina Margherita il via alla prima festa provinciale di Sinistra Italiana e ci ritroveremo a ragionare insieme ai cittadini di emergenze sociali, di Ambiente, di Lavoro , di un nuovo modello di sviluppo, di temi locali e di futura unità della sinistra.
Una manifestazione fortemente voluta dalla Federazione provinciale di Sinistra Italiana rappresentata dal segretario provinciale Marco Maddalena, con la partecipazione nell’organizzazione del circolo di Anagni e deAnnalisa Corrado 350 260 mini circoli territoriali di Sinistra Italiana e dai comitati provinciali di Possibile.


Due giornate per un festival politico in grado di posizionare la sinistra sui temi dell’innovazione, dei mutamenti del lavoro e dello sviluppo ecocompatibile. L’obiettivo è quello dotarci di strumenti, proposte condivise e di una nostra lettura sui mutamenti in corso. In particolare, se non intendiamo subire le trasformazioni in corso, dobbiamo essere in grado di delineare un nostro progetto, una nostra idea di futuro.


Il 7 ottobre parleremo dalle ore 18 di precarietà, di diritti negati, di un nuovo piano del lavoro, di reddito minimo garantito con diversi relatori tra cui Giovanni Paglia , deputato di Sinistra Italiana e Fabrizio Potetti, Segretario regionale della FIOM CGIL Roma Lazio .

GiovanniPaglia 350 260


 L’8 ottobre alle ore 16 ci confronteremo sulle idee e proposte per un programma d’alternativa e per una lista civica unitaria e di sinistra con i soggetti politici della Sinistra provinciale e delle realtà civiche , con la partecipazione di Elisabetta Piccolotti della segreteria nazionale di Sinistra Italiana.


In seguito alle ore 18 insieme alle vertenze locali proveremo a porre le basi per la costruzione di un modello ecocompatibile che mettielisabettapiccolotti SI 350 260 al centro la valorizzazione delle risorse naturali, tra i relatori Annalisa Corrado, Comitato scientifico di Possibile e green Italy e Massimo Cervellini, Parlamentare di Sinistra Italiana e membro della commissione parlamentare sul traffico illecito dei rifiuti.

MassimoCervellini 350 260
Durante la festa ci saranno momenti ricreativi con il gruppo musicale “The Weekenders” sabato 7 ottobre dalle ore 21 e sketch teatrali della compagnia teatrale “Acta EST Fabula” per domenica 8 ottobre sempre dalle ore 21 . E’ previsto il servizio gastronomico per i presenti.

 
 
 
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Uhllallah! ad Anagni cambia tutta la Giunta?

Anagni Palazzo della Ragione 350 260dall'Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - Oggi pomeriggio il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, ha firmato i decreti con i quali si revocano le deleghe ai cinque assessori della Giunta - Simona Pampanelli, Aurelio Tagliaboschi, Simone Pace, Alessandra Cecilia e Roberto Cicconi - in carica da settembre 2015 e la nomina di Vice Sindaco e, conseguentemente, gli incarichi di collaborazione affidati ai consiglieri comunali di maggioranza.
Il sindaco ringrazia gli assessori e i consiglieri «che in questi anni hanno lavorato con impegno e dedizione nell'interesse della città, spesso anche in condizioni difficili».
Ed aggiunge, motivando i provvedimenti di revoca: «In questa fase di fine consiliatura è necessario rivedere l'assetto politico-amministrativo per portare a compimento la programmazione. Il nuovo assetto terrà conto del lavoro svolto finora e della necessaria continuità amministrativa».
Anagni.29.9.2017

 
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Anagni ricorre VS il riavvio di Marangoni termocombustore

marangoni protesta 350 260 mindall'Uffico stampa del Sindaco di Anagni - Nella seduta di ieri sera, la Giunta comunale di Anagni ha avviato le procedure per presentare il ricorso al Tar avverso la determinazione della Regione Lazio n. 10636 del 27 luglio 2017. Si tratta del documento con cui la Direzione regionale Risorse idriche, Difesa del suolo e Rifiuti ha autorizzato il riavvio dell'impianto di termovalorizzazione e recupero energetico da pneumatici fuori uso della società Marangoni, sito in via Anticolana. La Giunta ha deliberato la costituzione in giudizio del Comune di Anagni ed ha affidato l'incarico per il patrocinio e l'assistenza legale.

Un'azione coerente con il parere negativo al rinnovo dell'autorizzazione dell'impianto espresso dal sindaco Fausto Bassetta in sede di Conferenze dei Servizi, con motivazioni che attengono, soprattutto, alla compromessa situazione ambientale del territorio.

E contestualmente alla costituzione in giudizio, ieri il Comune di Anagni ha ribadito il suo parere negativo con una lettera inviata alla Direzione regionale Risorse Idriche, Difesa del Suolo e Rifiuti, contestando anche che questo pronunciamento non è stato debitamente tenuto in considerazione.

Nelle osservazioni presentate dal Comune di Anagni alle Conferenze dei Servizi, con riferimento agli impatti negativi che l'impianto avrebbe sulla qualità dell'aria e sulla potenziale contaminazione dei suoli, è stato evidenziato soprattutto che il sito Marangoni è ricompreso all'interno della perimetrazione del Sin (sito di interesse nazionale) “Bacino del Fiume Sacco” in attesa di bonifica. Nelle osservazioni inviate di nuovo alla Regione Lazio, si è fatto anche presente che la zona di Anagni, collocata in classe 1 ai fini della valutazione della qualità dell'aria, ha superato abbondantemente i limiti della normativa vigente.

Sempre in merito alla vicenda, nei giorni scorsi il sindaco Fausto Bassetta ha incontrato rappresentanti dell'associazione Legambiente per studiare eventuali azioni comuni per opporsi al riavvio dell'impianto.

 
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