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Il Sindaco di Anagni intervistato da Antonella Necci

bassetta 350 250Video interviste di Antonella Necci - Questa intervista è stata rilasciata il 13 giugno 2017. Gli argomenti affrontati sono afferenti al grave problema della mancanza di occupazione nella provincia di Frosinone. Vengono prese in considerazione le diverse soluzioni a breve termine al fine di poter procedere al rinnovo della Mobilità per i 1700 lavoratori. Nel seondo video si parla delle associazioni a difesa dell'ospedale di Anagni. Il Dott. Fausto Bassetta esprime la sua idea sulle eventuali opzioni da affrontare al fine di compiere, unitariamente, i passi necessari a modificare la attuale funzionalità del suddetto ospedale. Nella terza conversazione si affrontano con il Sindaco Fausto Bassetta questioni inerenti il Sin, l' ex-Videocon, il PUCG ed I Focus Groups che sono nati attraverso il sito del Comune per contribuire al dibattito cittadino sull' eventuale miglioramento del suindicato Piano Regolatore.

 

 

 

 

 
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Punti di vista sul 29 aprile dei disoccupati: Antonella Necci

IL lavoro è vitadi Antonella Necci - L'iniziativa messa in atto il 29 aprile in Piazza Cavour dall'amministrazione del comune di Anagni, dal quotidiano L’Inchiesta, dal quotidiano online unoetre.it e dal Comitato promotore di Per una Vertenza Frusinate è fallita.
A nulla vale strapparsi i capelli, che buona parte degli intervenuti non possiede più, o battersi il petto con mea culpa ritardatari, o puntare il dito accusando qualcuno per non aver voluto o potuto partecipare. A nulla vale recriminare sul fatto che la piazza fosse colpita dal sole forte e battente per gran parte del tempo.
La rivoluzione si fa a prescindere dalle condizioni meteorologiche.
Immaginate se i poveri francesi, nell'organizzare la presa della Bastiglia, si fossero posti il problema " farà caldo? Pioverà? Ci sarà il sole battente per gran parte del tempo? Che tempo farà il 14 luglio?"
Il direttore di unoetre.it mi ha riferito che erano circa cento, qualcuno degli intervenuti ha detto ottanta, anagnia.it ha scritto sessanta. Dalle foto io vedo venti persone in tutto. E sempre le stesse.
Ora, valutando che avrò problemi nel convincere a far pubblicare l'articolo proprio da chi fa parte del fallimento, io provo lo stesso a tirare le somme di quanto, presumo, sia accaduto. Partiamo dai fatti, nudi e crudi.
1. Non si organizza un'iniziativa prossimi al ponte del Primo Maggio.
Siamo in Italia. Non penso di dover aggiungere altra retorica.
2. Effettivamente la condizione meteorologica può ostacolare. Meglio la Sala della Ragione. È la mia preferita. Lì dentro qualsiasi cosa ha un significato diverso. Degna di essere scenario dei più bei film di carattere medievale.
3. Anagni non piace al resto della provincia. Restiamo antipatici, perché abbiamo troppo spirito di iniziativa. Scusate se mi inserisco anche io tra gli anagnini, anche se non lo sono, ma vivo la stessa condizione anche nell'ambito lavorativo. I Ciociari che sono a Roma per lavorare e viverci sono distinti in due categorie: quelli della Ciociaria nord e quelli che stanno vicini a Napoli. Noi del nord siamo "Posh", raffinati, i prossimi a Napoli sono ancora rozzamente retrogradi. Ma con malizia io mi chiedo" sarebbero intervenuti di più se tutto si fosse spostato a Cassino? "
4. I politici non li ascolta più nessuno. E questo è il dato più serio tra tutte le amenità che ho scritto. Far scendere la politica a livello della gente, porta i politici a comportarsi come la gente comune. Da qui litigi, zuffe, lancio di oggetti. Tenere la politica separata dalla gente significa parlarsi addosso e non risolvere nulla. Qualche giorno fa ho visto un vecchio filmato nel quale il Presidente della Repubblica Sandro Pertini parlava con un gruppo di ragazzini della scuola elementare in visita al Quirinale. Chiedeva loro domande e dava loro risposte dal valore elevato e nello stesso tempo semplici. Dobbiamo aspettare la prossima guerra per avere personalità così?
5. Ma l'iniziativa dedicata ai disoccupati si può fare dalle quattro del pomeriggio? Scusate se mi permetto di dire tante sciocchezze, ma se uno è disoccupato e ha famiglia a carico, pensate che davvero aspetta le vostre chiacchiere per mangiare? Ognuno si arrangia come può. I lavoretti per tirare avanti esistono e per sfamare una famiglia se ne devono fare parecchi. Ma chi può perdere un pomeriggio di lavoro appresso alle chiacchiere dei " si vedrà, cercheremo, faremo, andremo, firmeremo?"
A pancia piena non si organizza la rivoluzione e a pancia vuota oggi non ci sta più nessuno! Troviamo un punto d'incontro. Un compromesso valido per entrambi le parti.
In ultimo. Io spero che di iniziative di questo tipo ce ne siano ancora. Il problema della disoccupazione nel Frusinate è davvero drammatico. Bisogna mantenere viva l'attenzione anche con le sconfitte. Ricordiamoci che solo dopo tante sconfitte arriva la vittoria più importante. Se non sappiamo accettare le negatività non sapremo mai apprezzare i valori positivi, e mai riusciremo a combattere per questi.

01/05/2016

 
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Fausto Bassetta intervistato da Antonella Necci dopo l'allargamento della maggioranza

faustobassetta 350 260Intervista di Antonella Necci a Fausto Bassetta - Tecnico o politico: questo è il problema. Riportare l’intervista di questa mattina al Sindaco Fausto Bassetta, dentro un numero prestabilito di caratteri, è quasi impossibile. Aspettavo da più di un anno di intervistarlo, e ricercavo con cura le argomentazioni da sollevare una volta che se ne fosse presentata l’occasione.
A completare il già ricco carnet di domande che mi frullavano per la testa, ci si sono messe anche le dimissioni del sindaco di Roma, Ignazio Marino. Altro sindaco tecnico, nonostante il tesseramento PD. E allora, cosa c’era di più ovvio, se non partire con un:

1. Alla guida di Roma Capitale il PD non vuole ricandidare un altro “ Tecnico” come Marino, perché vede in questo un ulteriore fallimento della politica. Lei cosa risponde?
Io sono d’accordo. Il tecnico può dare delle soluzioni, ma il creare un senso di cittadinanza, un senso comune di politica, è competenza solo di un politico, non di un tecnico.

Il sindaco, pur non commentando la vicenda di Marino, poiché non ne conosce i dettagli in modo specifico, riconosce la difficoltà di guidare una città complessa come Roma, ed afferma che la sconfitta di Marino coinvolge tutti i Sindaci d’Italia.
Chi si trova ad amministrare, anche senza un concreto sostegno politico, realtà multiformi e problematiche, paga in prima persona le conseguenze di una politica corrotta, che in passato troppe volte è rimasta collusa con espressioni malavitose. E’ soprattutto il clientelismo la nota dolente del discorso che cominciamo a sviluppare, e, di seguito, aggancio, in modo strategico, una domanda per commentare i recenti cambiamenti politici anagnini.

2. Sindaco, vuole chiarire cosa ha caratterizzato la necessità di creare una maggioranza così consistente nel Consiglio Comunale?
La necessità riguarda esclusivamente il desiderio di ricompattare due schieramenti omogenei e paralleli che sono di centrosinistra. Uno che faceva capo alla maggioranza che mi ha sostenuto e l’altro facente capo a Roberto Cicconi e l’attuale Anagni Democratica. Un riavvicinamento e un dialogo costante, uniti al medesimo desiderio di svolgere il proprio lavoro al sevizio della Città di Anagni, sono alla base di tale ricompattamento. Un mezzo per lavorare insieme verso un futuro comune, e non per rimembrare errori di scarsa lungimiranza compiuti nel passato. Era, del resto, innaturale che ci fosse un centrosinistra all’opposizione, peraltro su basi programmatiche non così distanti dalle nostre.

La figura di Roberto Cicconi, è stata per mesi oggetto di attacchi da più fronti, per un presunto tradimento politico, che, a quanto pare, nonFausto Bassetta con i figli esiste. Nelle mie domande, io chiamo questi “ insoddisfatti” della attuale politica anagnina, i “ Don Rodrigo”, che non vogliono Cicconi assessore, né ora né mai. Ma la domanda che porgo riguarda soprattutto i componenti della Giunta.

3. L’attuale Giunta può definirsi davvero “politica”?
Che significa “politico”? Bisogna chiarire questo punto. I politici sono persone impegnate nella politica da anni, o sono quelle persone che alle elezioni sono state votate? Per evitare gli slogan inutili, possiamo chiarire che entrambi sono politici. Quindi sia Aurelio Tagliaboschi, che ha fatto politica per tanti anni e che come assessore al bilancio possiede le adeguate competenze ragioneristiche, sia Simona Pampanelli che, come me, è stata iniziata al mondo della politica solo di recente, ma che per questo, non è detto che non possieda le doti politiche necessarie a svolgere le mansioni che le sono state affidate.

Voglio concludere il discorso con una nota di colore sul comportamento mediatico sia di Simone Ambrosetti che del portavoce della “Rete dei Cittadini, Enzo Colantoni. Ricordiamo insieme quanto accaduto nel periodo pre elettorale, e il passaggio repentino che la Rete ha svolto, a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale , passando dalle trattative con Rinascita Democratica a quelle con il PD e la maggioranza che sosteneva l’attuale sindaco. Il Sindaco mi parla di una lettera che Simone Ambrosetti ha fatto leggere a Giuseppe Felli, presidente del consiglio comunale, in occasione della riunione del 30 Settembre. Mi riservo di svolgere un’altra intervista sul polverone che la Rete sta sollevando, poiché ora non ho i dati necessari per formulare le adeguate domande.
Mi interessa di più parlare dei fatti concreti.

4. Il Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco ha ottenuto qualche risultato tangibile?
É previsto un nuovo incontro il 16 ottobre a Sgurgola. Svolgiamo queste riunioni in modo itinerante per un coinvolgimento corale. Sono in trattative anche con Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, perché è impensabile escludere Colleferro da tale coordinamento. Solo attraverso uno sforzo comune si possono raggiungere miglioramenti in più settori. Del resto non è cosa banale dire che noi Sindaci ci sentiamo un po’ abbandonati, Le risorse finanziarie non arrivano, ci troviamo a fronteggiare quotidianamente gli effetti della disoccupazione creata dal clientelismo politico, e alla quale attualmente non possiamo fornire risposte concrete. Il territorio è abbandonato a se stesso, e non si riesce a trovare un metodo più adeguato per rivalutarlo. Mancano gli investimenti consistenti per far ripartire l’economia di questa Provincia che conta più di 500.000 unità. Il Coordinamento è un primo passo, ma abbiamo bisogno di un sostegno più concreto.

Le parole del Sindaco Bassetta, non nascondono il malcontento a causa della mancanza di risposte dal mondo della politica, e un collegamento immediato con il Sindaco Marino mi balena in testa per un istante. Ma Fausto Bassetta mi sembra ben determinato a raggiungere i suoi obiettivi e a trovare nuovi mezzi per far rinascere la Città di Anagni. Quando gli parlo del cambiamento di rotta di Daniela Bianchi, che dal PD è passata a SEL per aprire la strada a Zingaretti e alla sua uscita dal PD teoricamente per formare un nuovo partito di Sinistra, Fausto Bassetta, senza commentare tale passaggio, mi fa subito presente che Zingaretti non è mai venuto in visita ad Anagni, nonostante sia stato più volte invitato. Gli propongo di invitarlo mediaticamente, attraverso questa intervista.
Se l’invito non sarà ascoltato, potremo rivolgerglielo nuovamente alla prossima, quando i mediatici componenti della Rete dei Cittadini saranno costretti a leggere le mie domande, ma soprattutto le sue risposte!

Anagni  10 ottobre  2015

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Fausto Bassetta intervistato da Antonella Necci dopo l'allargamento della maggioranza

faustobassetta 350 260Intervista di Antonella Necci a Fausto Bassetta - Tecnico o politico: questo è il problema. Riportare l’intervista di questa mattina al Sindaco Fausto Bassetta, dentro un numero prestabilito di caratteri, è quasi impossibile. Aspettavo da più di un anno di intervistarlo, e ricercavo con cura le argomentazioni da sollevare una volta che se ne fosse presentata l’occasione.
A completare il già ricco carnet di domande che mi frullavano per la testa, ci si sono messe anche le dimissioni del sindaco di Roma,Ignazio Marino. Altro sindaco tecnico, nonostante il tesseramento PD. E allora, cosa c’era di più ovvio, se non partire con un:

1. Alla guida di Roma Capitale il PD non vuole ricandidare un altro “ Tecnico” come Marino, perché vede in questo un ulteriore fallimento della politica. Lei cosa risponde?
Io sono d’accordo. Il tecnico può dare delle soluzioni, ma il creare un senso di cittadinanza, un senso comune di politica, è competenza solo di un politico, non di un tecnico.

Il sindaco, pur non commentando la vicenda di Marino, poiché non ne conosce i dettagli in modo specifico, riconosce la difficoltà di guidare una città complessa come Roma, ed afferma che la sconfitta di Marino coinvolge tutti i Sindaci d’Italia.
Chi si trova ad amministrare, anche senza un concreto sostegno politico, realtà multiformi e problematiche, paga in prima persona le conseguenze di una politica corrotta, che in passato troppe volte è rimasta collusa con espressioni malavitose. E’ soprattutto il clientelismo la nota dolente del discorso che cominciamo a sviluppare, e, di seguito, aggancio, in modo strategico, una domanda per commentare i recenti cambiamenti politici anagnini.

2. Sindaco, vuole chiarire cosa ha caratterizzato la necessità di creare una maggioranza così consistente nel Consiglio Comunale?
La necessità riguarda esclusivamente il desiderio di ricompattare due schieramenti omogenei e paralleli che sono di centrosinistra. Uno che faceva capo alla maggioranza che mi ha sostenuto e l’altro facente capo a Roberto Cicconi e l’attuale Anagni Democratica. Un riavvicinamento e un dialogo costante, uniti al medesimo desiderio di svolgere il proprio lavoro al sevizio della Città di Anagni, sono alla base di tale ricompattamento. Un mezzo per lavorare insieme verso un futuro comune, e non per rimembrare errori di scarsa lungimiranza compiuti nel passato. Era, del resto, innaturale che ci fosse un centrosinistra all’opposizione, peraltro su basi programmatiche non così distanti dalle nostre.

La figura di Roberto Cicconi, è stata per mesi oggetto di attacchi da più fronti, per un presunto tradimento politico, che, a quanto pare, non esiste. Nelle mie domande, io chiamo questi “ insoddisfatti” della attuale politica anagnina, i “ Don Rodrigo”, che non vogliono Cicconi assessore, né ora né mai. Ma la domanda che porgo riguarda soprattutto i componenti della Giunta.

3. L’attuale Giunta può definirsi davvero “politica”?
Che significa “politico”? Bisogna chiarire questo punto. I politici sono persone impegnate nella politica da anni, o sono quelleFausto Bassetta con i figli persone che alle elezioni sono state votate? Per evitare gli slogan inutili, possiamo chiarire che entrambi sono politici. Quindi sia Aurelio Tagliaboschi, che ha fatto politica per tanti anni e che come assessore al bilancio possiede le adeguate competenze ragioneristiche, sia Simona Pampanelli che, come me, è stata iniziata al mondo della politica solo di recente, ma che per questo, non è detto che non possieda le doti politiche necessarie a svolgere le mansioni che le sono state affidate.

Voglio concludere il discorso con una nota di colore sul comportamento mediatico sia di Simone Ambrosetti che del portavoce della “Rete dei Cittadini, Enzo Colantoni. Ricordiamo insieme quanto accaduto nel periodo pre elettorale, e il passaggio repentino che la Rete ha svolto, a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale , passando dalle trattative con Rinascita Democratica a quelle con il PD e la maggioranza che sosteneva l’attuale sindaco. Il Sindaco mi parla di una lettera che Simone Ambrosetti ha fatto leggere a Giuseppe Felli, presidente del consiglio comunale,  in occasione della riunione del 30 Settembre. Mi riservo di svolgere un’altra intervista sul polverone che la Rete sta sollevando, poiché ora non ho i dati necessari per formulare le adeguate domande.
Mi interessa di più parlare dei fatti concreti.

4. Il Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco ha ottenuto qualche risultato tangibile?
É  previsto un nuovo incontro il 16 ottobre a Sgurgola. Svolgiamo queste riunioni in modo itinerante per un coinvolgimento corale. Sono in trattative anche con Pierluigi Sanna, sindaco di Colleferro, perché è impensabile escludere Colleferro da tale coordinamento. Solo attraverso uno sforzo comune si possono raggiungere miglioramenti in più settori. Del resto non è cosa banale dire che noi Sindaci ci sentiamo un po’ abbandonati, Le risorse finanziarie non arrivano, ci troviamo a fronteggiare quotidianamente gli effetti della disoccupazione creata dal clientelismo politico, e alla quale attualmente non possiamo fornire risposte concrete. Il territorio è abbandonato a se stesso, e non si riesce a trovare un metodo più adeguato per rivalutarlo. Mancano gli investimenti consistenti per far ripartire l’economia di questa Provincia che conta più di 500.000 unità. Il Coordinamento è un primo passo, ma abbiamo bisogno di un sostegno più concreto.

Le parole del Sindaco Bassetta, non nascondono il malcontento a causa della mancanza di risposte dal mondo della politica, e un collegamento immediato con il Sindaco Marino mi balena in testa per un istante. Ma Fausto Bassetta mi sembra ben determinato a raggiungere i suoi obiettivi e a trovare nuovi mezzi per far rinascere la Città di Anagni. Quando gli parlo del cambiamento di rotta di Daniela Bianchi, che dal PD è passata a SEL per aprire la strada a Zingaretti e alla sua uscita dal PD teoricamente per formare un nuovo partito di Sinistra, Fausto Bassetta, senza commentare tale passaggio, mi fa subito presente che Zingaretti non è mai venuto in visita ad Anagni, nonostante sia stato più volte invitato. Gli propongo di invitarlo mediaticamente, attraverso questa intervista.
Se l’invito non sarà ascoltato, potremo rivolgerglielo nuovamente alla prossima, quando i mediatici componenti della Rete dei Cittadini saranno costretti a leggere le mie domande, ma soprattutto le sue risposte!

Anagni  10 ottobre  2015

 

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Roberto Cicconi intervistato da Antonella Necci

RobertoCicconi"Non è il potere che corrompe, ma la paura." (Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace)
di Antonella Necci - Il primo contatto è telefonico. Ha una voce simpatica .E' gentile, anche se guardingo. Pochi minuti e mi rendo conto che sto parlando con un politico onesto, alla mano, un po' preoccupato dalla mia idea di intervista, ma disposto a porsi in gioco.
All'indomani dalle elezioni comunali la stanchezza lo sovrasta, ma decidiamo, comunque, di incontrarci.

 

 

 

Roberto Cicconi, uomo polico

Cicconi quSa già cosa lo aspetta. Una raffica di domande alle quali dovrà rispondere il più brevemente possibile. Come si fa a concentrare un flusso di idee, concetti, battaglie, sconfitte in così pochi istanti? Ma questa è la regola.

1. Si ritiene un sognatore, sia in politica che nella vita?
Si, ma un sognatore i cui sogni devono essere commisurati alle reali possibilità che si possiedono al fine di poterli realizzare.

2. Quanto Le rode dentro la sconfitta, e il non aver realizzato certi accordi pre-elettorali?
La sconfitta brucia e questo è un dato di fatto che non si può negare, ma non per il non aver realizzato accordi, che né allora, né adesso vorrei fare.

3. Quanto conta fare politica con il cuore piuttosto che con i soldi?
I soldi,in politica sono importanti. La politica fatta con il cuore e l'onestà di non fare false promesse può non dare risultati considerevoli, ma è comunque il mio modus operandi e non intendo modificarlo.

4. Quanto contano gli amici, specie se importanti?
Tantissimo.

5. Cosa pensa di aver sbagliato e che non rifarà?
Sbagliato niente, e se ho fatto degli errori, sono un essere umano e posso commetterne come tutti, probabilmente li ho fatti in buona fede e forse li ripeterei, perché in quel momento mi sembravano la cosa più giusta da fare.

6. Cosa pensa sia stato giusto fare, ma che non ha funzionato?
Come ho detto, fare politica con onestà e senza false promesse non sempre funziona.

Cicconi quPrevisioni politiche dell'Era Bassetta
Gli preannuncio che ora dovrà parlare di Bassetta e gli chiedo di essere il più sincero possibile. Si irrigidisce. So già che sarà troppo diplomatico per i miei gusti.

1. Un difetto e un pregio di Fausto Bassetta.
Non lo conosco a sufficienza per poter esprimere giudizi su di lui. Magari in una prossima intervista ....

2. I vostri sono rapporti improntati sulla stima e il rispetto reciproci. Pensa che la capacità di convincimento di Bassetta riuscirà a farle sempre dire " signorsì, signor colonnello?"
Nessuno riuscirà mai a farmi dire quelle parole, se non per scherzare tra amici! Sono parole che non rispecchiano il mio carattere.

3. Opposizione consapevole: cosa significa per Lei ?
Consapevole,responsabile e intransigente. E' ciò che ho fatto finora e che intendo continuare a svolgere. Quando sarà il momento è mia intenzione far valere le mie argomentazioni, senza farmi intimidire da alcuna pressione.

4. Cosa cercherà di realizzare nonostante Lei sia in minoranza?
Il progetto dell'ex polveriera è sicuramente il primo della lista e l'idea di istituire in quello spazio un ospedale,anche privato, ma che assicuri un servizio H24 per tutta la cittadinanza ,è un argomento sul quale non transigo. Anagni deve avere un proprio servizio sanitario autonomo e non deve ripiegare sull'ospedale di Frosinone o Colleferro.

5. Si vocifera che Bassetta intenda assumere l'incarico di assessore all'Ambiente. Non sarebbe troppo di parte, visto che era Vice-Capo di gabinetto nel medesimo Ministero?
Tutt'altro. Penso che sia la persona più competente ad assumere l'incarico, specialmente perché metterebbe fine alle tante polemiche sorte, proprio sull'argomento,durante la campagna elettorale.

6. Se avesse la possibilità di dare un suggerimento a Bassetta, che cosa gli direbbe?
Non mi piace esprimere suggerimenti a chi non me ne ha richiesti.

Cicconi quCicconi uomo
Decido di concludere distogliendo la sua attenzione dalle questioni politiche. In realtà sono incuriosita e vorrei capire perché un giovane uomo intelligente, con un pensiero pieno di ideali e di valori non riesca ad ottenere il successo meritato.

1. Tre cose di cui non potrebbe fare a meno.
Sono un uomo frugale e 3 cose mi sembrano tante. Presumo di non poter fare a meno degli affetti e, quindi, soprattutto della mia famiglia, degli amici, quelli veri, e della lealtà.

2 Le tre cose più inutili della sua vita.
Sempre per le medesime ragioni non ho cose inutili. Non saprei darle una risposta precisa.

3. Si ritiene un uomo felice?Durante l'intervista
Si, perché penso che bisogna perseguire la felicità, e la serenità per potersi sentire tali e non rinnegare quei valori necessari per esserlo, come sentirsi in pace con la propria coscienza.

4. Si sente un leader?
Sentirsi un leader significa già in sé sentirsi inferiore agli altri. Ritengo che il vero leader sia colui che si ritiene Primus inter Pares, e in ciò sta il mio sentire sia il rispetto delle persone che dei loro ruoli.

5. Ci riproverà? E che cosa ripeterà a se stesso da qui a 5 anni?
Mai dire mai, e penso che sia più giusto che lei mi ponga questa domanda tra 5 anni, perché penso che solo allora saprò darle una risposta. La mia esperienza politica è relativamente breve, e presumo che se in futuro, sia più utile, per il bene della comunità che rappresento, farmi da parte, non credo che avrò difficoltà a farlo.

L'intervista è finita. Ci salutiamo. Penso che un politico così ti faccia riappacificare con il concetto di buona politica. Penso anche che ho trovato un nuovo amico. E anche questo è un valore importante da non sottovalutare.

 

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Roberto Cicconi intervistato da Antonella Necci

RobertoCicconi"Non è il potere che corrompe, ma la paura." (Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace)
di Antonella Necci - Il primo contatto è telefonico. Ha una voce simpatica .E' gentile, anche se guardingo. Pochi minuti e mi rendo conto che sto parlando con un politico onesto, alla mano, un po' preoccupato dalla mia idea di intervista, ma disposto a porsi in gioco.
All'indomani dalle elezioni comunali la stanchezza lo sovrasta, ma decidiamo, comunque, di incontrarci.

 

 

 

Roberto Cicconi, uomo polico

Cicconi quSa già cosa lo aspetta. Una raffica di domande alle quali dovrà rispondere il più brevemente possibile. Come si fa a concentrare un flusso di idee, concetti, battaglie, sconfitte in così pochi istanti? Ma questa è la regola.

1. Si ritiene un sognatore, sia in politica che nella vita?
Si, ma un sognatore i cui sogni devono essere commisurati alle reali possibilità che si possiedono al fine di poterli realizzare.

2. Quanto Le rode dentro la sconfitta, e il non aver realizzato certi accordi pre-elettorali?
La sconfitta brucia e questo è un dato di fatto che non si può negare, ma non per il non aver realizzato accordi, che né allora, né adesso vorrei fare.

3. Quanto conta fare politica con il cuore piuttosto che con i soldi?
I soldi,in politica sono importanti. La politica fatta con il cuore e l'onestà di non fare false promesse può non dare risultati considerevoli, ma è comunque il mio modus operandi e non intendo modificarlo.

4. Quanto contano gli amici, specie se importanti?
Tantissimo.

5. Cosa pensa di aver sbagliato e che non rifarà?
Sbagliato niente, e se ho fatto degli errori, sono un essere umano e posso commetterne come tutti, probabilmente li ho fatti in buona fede e forse li ripeterei, perché in quel momento mi sembravano la cosa più giusta da fare.

6. Cosa pensa sia stato giusto fare, ma che non ha funzionato?
Come ho detto, fare politica con onestà e senza false promesse non sempre funziona.

Cicconi quPrevisioni politiche dell'Era Bassetta
Gli preannuncio che ora dovrà parlare di Bassetta e gli chiedo di essere il più sincero possibile. Si irrigidisce. So già che sarà troppo diplomatico per i miei gusti.

1. Un difetto e un pregio di Fausto Bassetta.
Non lo conosco a sufficienza per poter esprimere giudizi su di lui. Magari in una prossima intervista ....

2. I vostri sono rapporti improntati sulla stima e il rispetto reciproci. Pensa che la capacità di convincimento di Bassetta riuscirà a farle sempre dire " signorsì, signor colonnello?"
Nessuno riuscirà mai a farmi dire quelle parole, se non per scherzare tra amici! Sono parole che non rispecchiano il mio carattere.

3. Opposizione consapevole: cosa significa per Lei ?
Consapevole,responsabile e intransigente. E' ciò che ho fatto finora e che intendo continuare a svolgere. Quando sarà il momento è mia intenzione far valere le mie argomentazioni, senza farmi intimidire da alcuna pressione.

4. Cosa cercherà di realizzare nonostante Lei sia in minoranza?
Il progetto dell'ex polveriera è sicuramente il primo della lista e l'idea di istituire in quello spazio un ospedale,anche privato, ma che assicuri un servizio H24 per tutta la cittadinanza ,è un argomento sul quale non transigo. Anagni deve avere un proprio servizio sanitario autonomo e non deve ripiegare sull'ospedale di Frosinone o Colleferro.

5. Si vocifera che Bassetta intenda assumere l'incarico di assessore all'Ambiente. Non sarebbe troppo di parte, visto che era Vice-Capo di gabinetto nel medesimo Ministero?
Tutt'altro. Penso che sia la persona più competente ad assumere l'incarico, specialmente perché metterebbe fine alle tante polemiche sorte, proprio sull'argomento,durante la campagna elettorale.

6. Se avesse la possibilità di dare un suggerimento a Bassetta, che cosa gli direbbe?
Non mi piace esprimere suggerimenti a chi non me ne ha richiesti.

Cicconi quCicconi uomo
Decido di concludere distogliendo la sua attenzione dalle questioni politiche. In realtà sono incuriosita e vorrei capire perché un giovane uomo intelligente, con un pensiero pieno di ideali e di valori non riesca ad ottenere il successo meritato.

1. Tre cose di cui non potrebbe fare a meno.
Sono un uomo frugale e 3 cose mi sembrano tante. Presumo di non poter fare a meno degli affetti e, quindi, soprattutto della mia famiglia, degli amici, quelli veri, e della lealtà.

2 Le tre cose più inutili della sua vita.
Sempre per le medesime ragioni non ho cose inutili. Non saprei darle una risposta precisa.

3. Si ritiene un uomo felice?Durante l'intervista
Si, perché penso che bisogna perseguire la felicità, e la serenità per potersi sentire tali e non rinnegare quei valori necessari per esserlo, come sentirsi in pace con la propria coscienza.

4. Si sente un leader?
Sentirsi un leader significa già in sé sentirsi inferiore agli altri. Ritengo che il vero leader sia colui che si ritiene Primus inter Pares, e in ciò sta il mio sentire sia il rispetto delle persone che dei loro ruoli.

5. Ci riproverà? E che cosa ripeterà a se stesso da qui a 5 anni?
Mai dire mai, e penso che sia più giusto che lei mi ponga questa domanda tra 5 anni, perché penso che solo allora saprò darle una risposta. La mia esperienza politica è relativamente breve, e presumo che se in futuro, sia più utile, per il bene della comunità che rappresento, farmi da parte, non credo che avrò difficoltà a farlo.

L'intervista è finita. Ci salutiamo. Penso che un politico così ti faccia riappacificare con il concetto di buona politica. Penso anche che ho trovato un nuovo amico. E anche questo è un valore importante da non sottovalutare.

 

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