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Città di Anagni ha bisogno di punti

citta di anagni 26ago18 350 260 minCITTÁ DI ANAGNI CALCIO - VIS ARTENA 0-1

Partita importante al Caslini di Colleferro nel quale và di scena il derby tra la la compagine ciociara e quella dell'Artena. CITTÁ DI ANAGNI ha bisogno di punti per rimanere a distanza dalla zona play-out.

Anagni parte bene al 4' minuto con Flamini che crossa al centro ma Rausa esce in presa alta. Al 6' è ancora Flamini a rendersi pericoloso con una punizione dal limite che però finisce alta sopra la traversa.
Artena sempre brava a ripartire velocemente dalla propria area di rigore soprattutto con Capitan Costantini. All'8' è Pagliaroli a rendersi pericoloso sulla fascia. La difesa Anagnina respinge. Al 12' Persichini si invola sulla fascia e pesca il solitario Origlia che scocca un tiro a ridosso dell'area di rigore. Il tiro viene intercettato da Tataranno che d'istinto si gira e colpisce involontariamente con la mano.
Il direttore di gara non vuole saperne e decreta il penalty.

Batte Costantini che realizza il gol del vantaggio Artenese nonostante il tuffo dal lato giusto del portiere Stancampiano. Artena passa in vantaggio per 0-1.

Nei minuti successivi al 20' è ancora Flamini ad imbastire il gioco d'attacco dell'Anagni che salta l'uomo mette sul secondo palo ma la palla esce fuori di un soffio.
Al 27' Artena innesca Origlia che si trova sempre solo davanti al portiere, batte a colpo sicuro e Stancampiano é bravissimo a difendere la propria porta con un gran parata.
Al 35' ed al 37' il sempre pericoloso Pagliarini affonda sulla fascia ma i compagni non trovano la deviazione per il raddoppio.

Sull'azione successiva Pralini svetta di testa su invito di D'Orsi ma nonostante la successiva mischia in area, Rausa riesce a bloccare palla a terra fortunosamente.
Anagni prova qualche altra azione offensiva con D'Orsi e Capuano senza riuscire a centrare lo specchio della porta.
Termina il primo tempo con l'Artena in vantaggio e Anagni che prova ad imbastire senza troppa convinzione.
Al rientro sul terreno di gioco Anagni prova con Galvanio all'8' e con D'Amicis al 13' ma la difesa Artenese non si fà trovare impreparata.
Al 16' prova Capuano che salta due uomini in area e colpisce troppo debolmente al momento del tiro.
Artena si riaffaccia nell'area avversaria al 28' con Panella che batte a rete trovando uno Stancampiano pronto a parare con presa a terra.
Continua la partita e L' Anagni rimane costantemente presente nella metà campo avversaria in particolare con La Terra e Pagliarini ma non riesce a rendersi veramente pericolosa nonostante riesca ad ottenere numerosi calci d'angolo.
L'Artena attende e gioca di ripartenza rendendosi pericolosa con Crescenzo al 44' che scocca un bel tiro deviato in angolo dal n.1 biancorosso.
Di fatto la partita finisce con l'espulsione di D'Amicis, che viene espulso per doppia ammonizione a seguito proteste su azione reiterata di Palombi dell'Artena.

Situazione a questo punto che si complica per il CITTÁ DI ANAGNI CALCIO che torna in zona playout.

 

 

 

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L'Opes vicina a chi ha bisogno, obiettivo Tokio 2020

 EliseoFerrante 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Tra le tante iniziative che sta portando avanti l'Opes provinciale presieduta da Massimetto Armellini, c'è anche il Comitato Italiano Paralimpico-Cip Lazio. In particolare tanti ragazzi disabili svolgono attività calcistica e vengono seguiti da tecnici specializzati presso la struttura di Corso Lazio messa loro a disposizione dall'Opes stessa. Naturalmente tutto questo è possibile grazie anche all'impegno e al lavoro che sta portando avanti Eliseo Ferrante, delegato provinciale del Comitato Italiano Paralimpico-Cip Lazio e da anni in prima linea per creare un vera e propria rete che racchiuda tante discipline sportive. Proprio con lui quindi si fa il punto della situazione in vista dell'avvio di tutta l'attività, in particolare presso l'impianto di Corso Lazio. “Da anni ci stiamo battendo per una vera e propria integrazione che possa vedere impegnati i nostri iscritti nelle varie attività sportive e non solo – esordisce Eliseo Ferrante – In particolare stiamo coinvolgendo varie strutture e amministrazione pubbliche e private per creare un vero e proprio movimento sportivo paralimpico provinciale. Debbo dire comunque con grande soddisfazione che stiamo ottenendo risultati importanti e risposte concrete da parte di molti addetti ai lavori che operano nello sport e non solo. Ci auguriamo che tanti altri si facciano avanti per dare una mano concreta”.

Quali discipline sono maggiormente praticate in provincia di Frosinone?

"La parte del leone naturalmente la fa l'atletica leggera. Ma anche il calcio sta decisamente prendendo piede, come anche le arti marziali e difesa personale, oltre al nuoto. Proprio per questo vorrei ringraziare i gestori della piscina ex Euroclub per la loro collaborazione e disponibilità. La disciplina che per ora si sta decisamente espandendo è lo showdown, praticato dai non vedenti e ipovedenti. Abbiamo molti iscritti destinati ad aumentare nei prossimi mesi"

Particolare attenzione quindi anche al calcio, grazie proprio alla disponibilità concreta dell'Opes?

“Quello con l'organizzazione provinciale presieduta da Massimetto Armellini è un rapporto speciale. Quando gli abbiamo proposto l'attività per i nostri iscritti non ci ha pensato due volte. Si è messo a disposizione immediatamente ed ha concesso l'utilizzo, ogni sabato, dell'impianto di Corso Lazio. Vorrei quindi ringraziarlo pubblicamente, al pari del Frosinone calcio che sta portando avanti tante altre iniziative che ci riguardano. I ragazzi sono seguiti da istruttori qualificati come Laura Tallini, Gerardo Chiappini e Andrea Citarelli”

I vostri progetti e obiettivi futuri?

“Intanto il nostro obiettivo principale è quello di portare qualche nostro atleta alle Paralimpiadi di Tokio 2020. Ma soprattutto chiediamo una maggiore e costante collaborazione con le strutture e i centri sportivi perché si sentano sempre più coinvolti nella pratica sportiva per i disabili. E sin da adesso vogliamo ringraziare tutti, in particolare e soprattutto l'Opes provinciale”.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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Segneri: 'Un’area di crisi complessa, ha bisogno di sostanziali stanziamenti economici'

foto Segneri M5S 350 260 minSegneri, M5S: “Piena soddisfazione per l’attenzione del governo all’area di crisi complessa di Frosinone - Anagni, l’istituzione del tavolo e’ un segnale importante”
Roma, 01/08/2018 - «Abbiamo ereditato un territorio al collasso e se l’area Frosinone- Anagni, risulta essere dal 2016, tra le aree di crisi complessa, lo dobbiamo purtroppo anche al pessimo lavoro svolto dai politici che si sono susseguiti in tutti questi anni.» – lo dichiara la Deputata del 5 Stelle Enrica Segneri che continua – «Perché dobbiamo spiegarlo bene ai cittadini cosa significa essere inseriti tra queste aree, significa essere identificati come territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale. Dunque non proprio uno di quei “riconoscimenti” di cui andare fieri, nonostante, in passato, abbia sentito qualche politico locale, vantarsi di questo “risultato”». – e continua – «Ovviamente un’area di crisi complessa, ha bisogno di sostanziali stanziamenti economici, per finanziare CIGS o mobilità in deroga e il ruolo del Ministero del Lavoro è molto importante. Nei giorni scorsi io e l’alleato di governo, Francesco Zicchieri, abbiamo avuto modo di incontrare Vertenza Frusinate, che ormai non raccoglie più solo le istanze gli ex lavoratori della VDC, ma di tutta una platea di lavoratori e non, fortemente in difficoltà. Avevamo dichiarato dell’importanza di aprire un Tavolo di crisi specifico e l’incontro che il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e alle politiche sociali Durigon, ha convocato per venerdì 3 agosto con le sigle sindacali, in cui saremo presenti, si muove proprio in tale senso. Questo è un segnale importante della grande attenzione che il Governo dà alla problematica».

 

 

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Ora c’è bisogno di una Sinistra vera

LAVORO 350 260di Ernesto Cossuto - Oggi alla luce delle condizioni politiche, economiche e sociali che costringono gli italiani, specie i più deboli, le donne ed i giovani a vivere la peggiore crisi dalla fine della guerra, appare sempre più chiaro che c’è bisogno di una Sinistra vera che con l’elaborazione e la pratica di una proposta adeguata sappia far uscire dalla fase di difesa e di resistenza le forze democratiche che hanno respinto, lo scorso quattro dicembre, l’attacco finale che le forze del neoliberismo europeo hanno sferrato alla Costituzione repubblicana nata dalla Resistenza al nazi-fascismo. Ma, a mio parere, c’è poco da star tranquilli: è stata vinta una battaglia, certo importante, ma non la guerra, ammesso che la battaglia per la democrazia, per la giustizia sociale e la libertà si possa vincere una volta per sempre.

Gli sconfitti tentano già di riorganizzarsi: la crisi del PD, formazione di punta del neoliberismo in Italia, va letta come tentativo di creare uno strumento più efficace per raggiungere l’obiettivo mancato il quattro dicembre. Occorre che in questa delicata fase della storia italiana le forze che si dicono di sinistra siano consapevoli di cosa è in gioco e che si attrezzino in modo adeguato. Per questo fine ritengo:
-Va recuperato e fatto rivivere il filone politico-culturale comunista che è stato alla base di ogni iniziativa, lotta e conquista democratica nel nostro Paese. Non è, questo, un cedere alla nostalgia della quale non c’è né può esserci alcuna necessità. Il fatto è che l’opzione della Sinistra non può restare una opzione generica. Si tratta di recuperare, come si diceva, un filone di idee e di lotte che ancora oggi appare vitale e necessario se si vuole lavorare e lottare per l’attuazione della Costituzione, per la libertà, la giustizia e la democrazia. Che questo sia un tema attuale e sentito da molti che appaiono delusi dai partiti e dalla politica di oggi è dimostrato dalle numerose iniziative che si mettono in campo per questo obiettivo. Mi piace a tal proposito riportare quanto scritto su Micromega da Francesco Raparelli: ”Migliaia di persone per cinque giorni di fila, hanno letteralmente invaso i dibattiti di C17—La Conferenza di Roma sul comunismo, tanto a Esc quanto alla Galleria Nazionale. In migliaia hanno attraversato la mostra Sensibile Comune (presso la Galleria Nazionale), alla conferenza connessa. Un successo straordinario, destinato a lasciare il segno. Successo ancora più potente se si concentra l’attenzione sul tema: il comunismo.

Il Lavoro

Una parola dimenticata, offesa, impronunciabile, maledetta, che ancora non smette di attirare l’odio delle penne forcaiole, d’improvviso riconquista la scena. E la scena esplode di corpi, di controversie e di passioni. Sarebbe accaduta la stessa cosa se si fosse deciso di parlare d’altro? Magari temi radicali, ci mancherebbe, omettendo però la parola comunismo? La risposta è netta: no. Ma soprattutto occorre rimettere al centro dell’elaborazione programmatica e della battaglia politica la questione del lavoro.

E’ sul lavoro, infatti, sulla sua evoluzione nel periodo della globalizzazione, sulla sua trasformazione nel periodo della rivoluzione informatica che la sedicente sinistra riformista specialmente italiana, ma non solo, ha accumulato i ritardi maggiori. Della globalizzazione, infatti, che pure ha i suoi aspetti positivi essa ha pienamente assunto esclusivamente il punto di vista liberista. Quello che ha ridotto il lavoro a merce, che ha “finanziarizzato” l’economia assegnando un ruolo decisivo alle banche che detengono nelle loro mani praticamente il destino dell’umanità. Compito di una sinistra che vuole essere lo strumento dei più deboli, degli sfruttati, di quelli che non ce la fanno e che restano dietro nella società deve essere perciò, in via prioritaria, riformare il lavoro, recuperando il senso che ad esso dà la Costituzione come strumento di crescita complessiva dell’uomo che grazie ad esso diventa cittadino attivo e contribuisce allo sviluppo della società e della civiltà umana. E allora occorre recuperare il significato del conflitto sociale come momento della lotta di classe contro chi oggi sfrutta il lavoro che non è più solo lavoro di massa ma è divenuto lavoro sociale, cioè lavoro di tutti coloro che cooperano alla organizzazione della produzione, compreso i precari, i disoccupati specie giovani, le donne, i lavoratori saltuari, le cosiddette Partite IVA ecc.).

Occorre acquisire piena consapevolezza che il lavoro, il capitalismo sono cambiati, è cambiato il comando nella società, ma altrettanta consapevolezza occorre per comprendere che, malgrado i profondi cambiamenti, l’alienazione capitalista non ha raggiunto l’animo, il cervello del proletario. Occorre scoprire e valorizzare la nuova soggettività proletaria che produce oggi lavoro vivo (“non più quindi solo lavoro salariato dal quale anzi bisogna liberarsi, ma lavoro, grazie al sapere, come pura potenza di produrre, in grado oggi, essenzialmente, di comunicare in termini scientifici e relazionali”, per parafrasare in modo elementare il Marx dei Grundisse). E il ritardo non è solo della Sinistra riformista, il ritardo è anche (e forse in maniera ancora più grave) del Sindacato, diventato spesso mero strumento corporativo dei “garantiti”.

Ci vuole un partito?

-Certamente è aspetto non secondario del problema la forma organizzativa dello strumento necessario per ridare un ruolo da protagonista alla Sinistra nella Società italiana. A mio avviso, alla luce delle esperienze che si sono succedute nella nostra provincia in particolare, ma non è andata troppo diversamente a livello nazionale, la scelta migliore sarebbe quella di un “Partito leggero”. Un Partito, cioè, poco o per nulla burocratizzato, agile e capace di entrare velocemente in sintonia con le articolazioni (Associazioni, aggregazioni ecc.) più serie ed impegnate della società. Il nuovo Partito dovrebbe essere in grado di recepire le elaborazioni più serie relative all’utilizzo e alla gestione dei Beni Comuni (acqua, territorio, cultura e formazione, salute, lavoro, difesa della Costituzione, democrazia nei luoghi di lavoro, diritti di cittadinanza ecc.), sintetizzarle in proposte politiche e sottoporle all’esame degli iscritti utilizzando tutti gli strumenti che assicurino la effettiva partecipazione democratica, da quelli più tradizionali a quelli più moderni. Particolare attenzione dovrebbe essere rivolta ai rapporti con il sindacato, di cui va rispettata la piena autonomia e che va incalzato quando si riscontrano timidezze e indecisioni nel suo ruolo di difesa dei lavoratori e della dignità del lavoro, e che va affiancato e sostenuto nella sua lotta per la democrazia nei luoghi di lavoro.

Radicamento e lotta democratica

-Il radicamento territoriale del nuovo strumento politico va perseguito, come si affermava, con la capacità di collegarsi con i movimenti democratici “di protesta e di proposta” più seri e responsabili, nel senso che debbono risultare capaci di impegnarsi responsabilmente per gli obiettivi assunti di fronte ai cittadini, il conseguimento dei quali chiaramente è condizionato dai rapporti di forza rispetto alle controparti. Il rispetto della Costituzione e l’opzione irrinunciabile del terreno democratico per la lotta politica saranno certamente fattori di radicamento in una società come quella italiana che, malgrado i tanti limiti, ha chiaramente dimostrato il quattro dicembre 2016 che la democrazia è una scelta irreversibile. La chiarezza dell’obiettivo politico è un altro fattore del radicamento sociale: la nuova formazione politica deve apparire come una forza costituente, cioè come una forza che quando si impegna in una lotta anti istituzionale, lo fa perché lotta per istituzioni più democratiche, più trasparenti e più vicine ai cittadini (es. destino degli Enti di secondo grado, destino dei piccoli comuni ecc. ) .
Cassino 20 febbraio 2017

 
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Cresce il bisogno di tutele contro la crisi e il malgoverno

Artigiani commercianti Manager 350 260riceviamo da Associazione Professionisti, Artigiani Agricoltori e Commercianti e pubblichiamo - AVVISO A TUTTI I CITTADINI
Ormai non se ne può più! a pagare sono sempre i più deboli, le bollette spesso arrivano al contribuente già scadute, e gli erogatori dei servizi ne approfittano, fanno pagare more ed interessi, i cittadini rimangono spesso indifesi, nella grande maggioranza dei casi le bollette non riportano una data di consegna, affinché il cittadino non possa difendersi per i ritardi del
ricevimento delle fatture.
Diversi cittadini si rivolgono all'APAAC, affinché si attivino iniziative idonee per la valutazione del fenomeno che si sta sempre più diffondendo, è come se i ritardi del ricevimento delle bollette e il pagamento delle more in esse, sia diventata una moda diretta solo ad alimentare le casse degli erogatori dei servizi.
Le famiglie non riescono ad arrivare a metà del mese, per chi ha lavoro, e per coloro che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo, fanno fatica vivere una vita dignitosa.
Questi problemi non interessano agli Enti, devi pagare, e se lo fai in ritardo, paghi interessi e sanzioni.
Si informa che la scrivente Associazione Sindacale ha attivato uno sportello Legale, per esaminare la legittimità delle Sanzioni applicate per i ritardi di pagamento di tutte le utenze e dei servizi erogati dagli Enti Locali.
Pertanto, tutti i cittadini che hanno ricevuto e/o che riceveranno le sanzioni per i ritardi di pagamento, e pensano che siano state applicate sanzioni non corrette, possono presentarsi presso lo sportello Legale dell'Associazione per far valutare la legittimità delle sanzioni applicate.
N.B Tutti i cittadini interessati, possono presentarsi presso lo sportello munito di una fotocopia delle cartelle da esaminare e un documento di riconoscimento dell'intestatario della bolletta e/o di un suo delegato.
Lo sportello si trova presso la sede dell'Associazione in Ferentino, Via Casilina, 2300 (ex autosalone Ferentinauto) Tel. 0775.874648 – e_ mail
rispetta i seguenti giorni e orari: Martedì 11.00 – 13.00 Venerdì 18.30 – 20.00
Il servizio è Gratuito
Il Responsabile di Sportello Dott.ssa Daniela Incelli; Il Segretario Provinciale  Dott.ssa Margherita Mattacola

Via Casilina, 330 – 03013 Ferentino (FR)
Tel. e fax 0775.874648 - e_mail

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