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Canapa, che dire?

cannabis terapeutica 350 260 minDr. Antonio Colasanti* - Canapa, che dire?
L’uso terapeutico

Le sommità fiorite sono ricche di cannabinoidi che si stanno rivelando utili in vari impieghi: analgesici nel trattamento del glaucoma, anti-vomito nelle forme tumorali, calmanti per dolori da contrattura muscolare e nervosa. Si comincia a sperimentarla per gestire l’emicrania e la colite ulcerosa. Il cannabidiolo si sta rivelando utile anche per contrastare alcune sintomatologie fra cui gli stati ansiosi. A volte, questo principio attivo si rivela utile nella regolazione dell’appetito. Non solo: secondo recenti ricerche dell’università La Sapienza di Roma il cannabidiolo ha un ruolo chiave nel ridurre la percezione del dolore e rinforzare il sistema immunitario. L’utilizzo prolungato avrebbe invece negativi effetti sull’uso della memoria a breve termine. Dal gennaio 2017 è stata legalizzata la produzione di Stato della cannabis terapeutica, ma non è sempre semplice farsela prescrivere. Uno degli ostacoli è la quantità insufficiente: l’unica materia prima ammessa è quella prodotta dall’Istituto Chimico Militare di Firenze, però, non basta a coprire il fabbisogno. Attenzione: a livello terapeutico bisogna ricordare che il nostro organismo produce cannabinoidi in maniera naturale. Ma stanchezza, stress e ansia possono inibirne la produzione portando l’organismo in carenza di questi calmanti. In simili casi può essere utile bilanciarli nuovamente con la somministrazione farmacologica.

L’olio di canapa

Le foglie e i fusti della canapa fresca contengono olio volatile che è impiegato da millenni dalle popolazioni mediterranee come un corroborante: ricco di acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 ottimizza la risposta del sistema immunitario ormonale e nervoso. Non solo. L’olio è prezioso per la sintesi delle ceramidi, il cemento della nostra pelle e viene utilizzato per nutrire la pelle e ristabilire il corretto equilibrio di sostanze lipidiche. L’olio di canapa e la canapa, ancora poco utilizzati nella nostra tradizione alimentare anche se hanno interessanti proprietà nutritive, infatti, contengono potassio, fosforo, vitamine E, D e quelle del gruppo B. Alcuni cuochi usano la farina di canapa nelle torte e l’olio di canapa per condire insalate. E ancora, l’olio di canapa mescolato a quello di malva hanno una funzione sfiammante e analgesica, se applicati su ragadi, ferite, ustioni. I cannabinoidi soprattutto THC e CBD svolgono funzione antibatterica, antinfiammatoria e analgesica.

Notizie storiche

Già citata come sostanza terapeutica nel Neiching, antico testo di medicina cinese del 200 A.C. la cannabis era molto conosciuta in Estremo Oriente come sostanza in grado di favorire visioni mistiche di felicità. Anche gli Assiri conoscevano l’uso di questa droga e in alcuni scritti sanscriti si fa riferimento a ricette a base di canapa e zucchero definiti pillole della contentezza. Gli Arabi chiamano la canapa Hashish e nel 1200 si formò una setta dedita al consumo di questa droga. Più o meno segretamente la canapa venne usata per le sue capacità di alterare la mente e nel secolo scorso a Parigi poeti e artisti come Charles Baudelaire ne facevano uso anche su consiglio dello psichiatra. Dagli anni Trenta dopo il Marijuana Tax Act firmato da Roosevelt la coltivazione della canapa è considerata illegale, proibita anche a scopo medico.

Cannabis e cervello

Nuovi studi rivelano la cannabis terapeutica utile per favorire l’equilibrio dell’attività elettrica cerebrale indispensabile per favorire l’addormentamento e tenere a bada le crisi epilettiche. Ma il dibattito scientifico continua a essere aperto per quanto riguarda l’uso ricreativo e compulsivo prolungato, soprattutto in fase adolescenziale tra i 12 anni e i 20. In questi casi si registrano una serie di effetti collaterali negativi: modificazione delle funzione cognitive cerebrali che comportano difficoltà organizzative ed esecutive, alterazioni nei meccanismi dell’attenzione e concentrazione. Anche nel sistema motivazionale si rilevano performance in calo. Il dibattito scientifico sul tema è aperto.

*medico, fitoterapeuta e farmacista a Frosinone

 

 

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Canapa indiana: utilizzi terapeutici e quelli dannosi

Carabinieri sequestrano canapa indiana mindel Dr. Antonio Colasanti - Oggi si fa tanto parlare della canapa indiana e dei suoi utilizzi terapeutici. Da piu parti si chiede la liberalizzazione perciò facciamo il punto.
La canapa è una pianta originaria dell'Asia appartenente alla famiglia delle cannabacee. Esiste una sola specie di canapa, ma le sue caratteristiche morfologiche si modificano facilmente in rapporto al clima dove viene coltivata, per cui se ne distinguono diverse varietà.
Da una di queste varietà la "cannabis indica", coltivata in indonesia ora e nord africa si estraggono i prodotti utilizzati dai tossicomani.

Le parti utilizzate da tempi antichissimi sono due.
La resina che assume denominazioni diverse socondo i paesi. Charas in Asia, haschish in medio oriente, Chira in nord africa. La canapa, fiori e foglie, raccolta disseccata e triturata e mescolata con tabacco prende il nome di marihuana.
Un uso endemico di questa droga è tradizionale in India ed in tutti i paesi mussulmani. Negli ultimi decenni il suo consumo si e diffuso in Usa ed in Europa.
I principi attivi della canapa sono gli isomeri e gli omologhi del tetraidrocannabbinolo, ma l'effetto inebriante della canapa deriva dall'azione di tutti i suoi principali componenti.
La canapa produce varie fasi di ebbrezza che possono essere cosi riassunte:
1 - una fase di eccitazione euforica che si avverte dopo 2 ore dalla somministrazione e che consiste in una sensazione da PARTE DEL PAZIENTE di un benessere fisico, di un allegria non ben definibile. Si conservano intatte le facolta mentali anche se le azioni sfuggono al controllo della volontà.
2 - secondo stadio dove si assiste ad una fase di esaltazione sensoriale affettiva per cui il soggetto vive in un mondo meraviglioso e fantastico a questo stadio fa seguito una fase estetica che consiste in una beatitudine tranquilla e ricca di visioni fantastiche. Dopo questo stadio estetico il "viaggio" si conclude con il sonno. A differenza dell'oppio la canapa non causa dipendenza fisica mentre per quella psichica ci sono molti rischi.

Questa tossicomania va controllata per la crescente diffusione giovanile e per l'apatia ed il disinteresse per tutto cio che circonda e per il decadimento fisico che comporta.
A livello terapeutico bisogna ricordare che il nostro organismo produce cannabinoidi in maniera naturale, ma alcuni fattori tra cui lo stress possono inibire una carenza di endocannabinoidi portando ad uno squilibrio di bilanciamento fisiologico. I cannabinoidi sono molecole prodotte dal nostro corpo: endocannabinoidi ed in natura fitocannabinoidi i quali servono come chiave per attirare specifici recettori.
I recettori cannabinoidi agiscono come dei piccoli lucchetti che devono essere attivati per stimolare la produzione degli impulsi fisiologici che regolano le varie funzioni.
Un sano sistema endocannabinoide regola: stress, infiammazioni, metabolismo, funzioni immunitarie, memoria, energia vitale, appetito, trasmissioni neuronali, umore, sonno, resistenza al dolore, controllo muscolare, azione antitumorale.
Alla luce di queste recenti ricerche l'uso dei cannabinoidi in terapia va esteso ed ampliato sulle varie patologie ad esso sensibile ed esteso ad altri campi fino ad ora inesplorati.

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