fbpx
Menu
A+ A A-

Boxe Esordienti: La Ciociaria coglie due titoli regionali

Esordienti della Tiberia mindi Tommaso Cappella, ufficio stampa - Lusinghieri risultati conseguiti a Roma dai giovani pugili della provincia di Frosinone. Due addirittura si sono fregiati del titolo regionale. In sette, quattro appartenenti alla “Domenico Tiberia”, due alla “Training Cassino” e uno alla “Boxe Frosinone”, hanno partecipato il 2 e 3 marzo scorsi alle finali regionali Esordienti presso il PalaSantoro di Via Vertummo nella Capitale. Si tratta del Super Welter Valentino Di Silvio, 13 anni, del peso Mosca Massimo Spada, 13 anni, del Peso Leggero Alessandro Guerino Spada, 14 anni, e del Welter Alessandro Ardovini, 17 anni, della “Domenico Tiberia”, del peso Massimo Alessandro D'Agostino, 17 anni, e del peso Gallo Simone Pelino, 14 anni, della “Training Cassino”, e Francesco Iafrate, 15 anni, della “Boxe Frosinone”. In evidenza soprattutto Alessandro D'Agostino e Valentino Di Silvio che si hanno superato in finale i rispettivi avversari e si sono pertanto laureati campioni regionali Esordienti.

Molto soddisfatto Massimo Tiberia, neo presidente dell'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone. “Intanto vorrei ringraziare le scuole pugilistiche che hanno partecipato a questo importante evento – tiene a rimarcare – In particolare, oltre al direttore tecnico Giuseppe Capezzera, i maestri Pierluigi Micheli, Pio Ciotoli, Cecilia Orvieto e Martina Rotondo. E poi i sette ragazzi che hanno ben rappresentato la nostra provincia in una competizione che vedeva esibirsi giovani promesse di un certo spessore e livello tecnico. Hanno mostrato impegno e tanta passione. Si trattava della loro prima volta sul ring e tutti hanno superato brillantemente il primo esame. Siamo particolarmente contenti per Di Silvio e D'Agostino perché hanno vinto le loro finali laureandosi campioni regionali Esordienti. Per gli altri partecipanti sicuramente ci sarà occasione di riscatto. Tutti questi ragazzi meritano un plauso perché, attraverso la boxe, possono veramente crescere non solo a livello sportivo”.

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

La Ciociaria al mondiali di Muay Thai

mondialeMuayThai minTommaso Cappella, Ufficio stampa - Arti marziali. In programma in questo mese di marzo a Bangkok in Thailandia. Quattro dei sei atleti sono della provincia di Frosinone
Dichiara il maestro Magliocchetti: “Ce la metteremo tutta per rappresentare e onorare al meglio l'Italia in questa competizione iridata”

Sarà il Lazio, in particolare atleti ciociari e romani, a rappresentare l'Italia ai mondiali di Muay Thai che si terranno in questo mese di marzo a Bangkok in Thailandia. Si tratta di Alessia Ramieri di Frosinone, Federico Carlini di Ceccano, Loris Cantagallo di Ferentino, Luca Rocca di Broccostella, Riccardo Tulli e Mattia Ceci di Roma e capeggiata dal Maestro Mauro Magliocchetti, affiancato dal Maestro Maurizio Maracchion di Roma e dall'istruttore Alessandro Bortone di Frosinone.

Proprio il maestro Mauro Magliocchetti illustra questa disciplina e presenta i mondiali in Thailandia «Sono nato a Ceccano - esordisce - All'età di 17 anni, ho iniziato ad avvicinarmi al mondo della Muay Thai, arte marziale di origine thailandese. Ho conseguito il titolo di istruttore per iniziare quindi le prime competizioni riportando ottimi risultati a livello nazionale ed internazionale. Nel 2008 ho fondato e aperto la “Maluma Martial Arts”, prima ed unica accademia di arti marziali e sport da combattimento di Frosinone e provincia».

Una disciplina che ha preso sempre più piede? «In effetti, negli anni a seguire, è continuata la promozione e la diffusione delle arti marziali in generale e nello specifico della Muay Thai, organizzando e partecipando ad eventi locali e nazionali come il Festival dell'Oriente. Personalmente negli anni ho consolidato ottimi rapporti con grandi esponenti del mondo thailandese come il maestro Chinnawoot Sirisompan, a capo dell'associazione KMA. La celebre scuola di cui il maestro fa parte è il Siamyout, fondata dal maestro Sane Tubtitong. della quale sei anni fa sono stato nominato rappresentante italiano».

Oggi quindi la Muay Thai è molto praticata? «La scuola del siamyout negli anni si è impegnata tantissimo nella diffusione della muay thai in Europa e nel mondo grazie anche al maestro Ekger Mono che ha con me un solido rapporto di amicizia e collaborazione, e agli altri maestri Ralf Kussler e Paraskos Paraskeva. Proprio a luglio 2018 tutti e quattro ci siamo riuniti a Frosinone nella scuola “Maluma” per il summer camp europeo».

A livello personale hai anche raggiunto ottimi risultati? «Grazie ai costanti viaggi in Thailandia e alla grande attività in Italia, nel 2015 ho conseguito il grado di Ajarn (Maestro), titolo tailandese presso la KMA (Kru Muay Thai Association, unico ente tailandese riconosciuto dal governo per la diffusione e promozione nel mondo della Muay Thai Tradizionale). Nell'anno appena trascorso finalmente sono stato nominato rappresentante italiano della WMBF (World Muay Boran Federation) e mi è stato affidato il compito di selezionare e formare la nazionale che parteciperà ai prossimi mondiali di Muay Thai direttamente a Bangkok (Thailandia) in questo mese».

Con quali prospettive parteciperete? «A causa del breve tempo a disposizione – conclude il maestro Mauro Magliocchetti - non è stato possibile organizzare gare nazionali di selezione. Tuttavia, grazie alla collaborazione con la WKFL, sarà possibile nei prossimi anni effettuare una selezione che comprenderà tutte le regioni italiane. Intanto parteciperemo a questo evento con tanto entusiasmo, sperando di ottenere il massimo. Ce la metteremo tutta per rappresentare e onorare al meglio l'Italia in questa competizione iridata».

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Dov'è lo Stato quando il Popolo chiama? In Ciociaria non di certo

VertenzaFrusinate e i sindacati Cgil e Cisl 350 260 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - 288 giorni fa alla Pisana, Regione e sindacati siglavano un accordo per fornire della mobilità in deroga ai disoccupati delle aree di crisi complessa di Frosinone, Colleferro e Rieti.
Eppure in quasi dieci mesi rimpalli, tavoli di lavoro ed emendamenti reali o presunti hanno avuto la meglio sulla concretezza degli interventi.

Il palazzo provinciale è il teatro stabile delle vicende di Vertenza Frusinate, dove nella giornata del 13 Dicembre, la platea dei disoccupati ha ascoltato i rappresentanti sindacali, in particolare per la CGIL Dario D'Arcangelis e per la CISL Stefano Tomaselli. A loro il compito di riportare quanto avvenuto nella giornata precedente in Regione. Notizie purtroppo non confortanti per i disoccupati ciociari. Nelle loro stesse parole, il rammarico per il tradimento all'impegno preso e non rispettato.
L'accordo predisposto dal solo presente Assessore Claudio Di Berardino preventivava una copertura fino al 6 Dicembre. Tale termine non solo avrebbe ridotto di venti giorni la mensilità, ma in particolare avrebbe tagliato fuori dal 2019 gli ammortizzatori sociali previsti per le aree di crisi complessa. Perché pur non volendo alcun assistenzialismo, questo introito è per molti la sola fonte di reddito. 1669 lavoratori in mobilità nell'area di Rieti, Colleferro e Frosinone, che brancolano nel buio istituzionale, vivendo appesi ad un filo di lana che sta per rompersi. Anche questo appuntamento infatti, non è stato presenziato dagli eletti locali, nonostante la chiamata a raccolta collettiva. Proprio la mancanza dei rappresentanti del territorio, attivi fino al 4 marzo, segnala l’ennesima ferita per un gruppo di lavoratori che sta vivendo questo enorme dramma.

Dopo questa apertura, affidata alla voce di Luigi Carlini, parola a D’Arcangelis il quale conferma la “necessità” di un emendamento da parte del governo per coprire le somme ed arrivare al 31 dicembre. Una partita, ora in mano al Ministero del Lavoro, che dovrebbe essere estesa a quello per lo Sviluppo Economico.
Proprio il MISE dovrebbe far rispettare l’accordo e proporre ipotesi di nuovi investimenti e reintegrazioni per i lavoratori. Durigon il 19 Novembre aveva promesso un tempestivo intervento, oggi il suo telefono squilla a vuoto. Raffaele Fontana, uomo che ha operato su questa Provincia ed oggi Capo Segreteria del Viceministro, nega la sua partecipazione. L’esponente della CGIL ha inoltre esortato i disoccupati “a scendere concretamente in campo, al fine di non concedere alibi e spronarLassemblea del 13dic18 350 260 mine una classe politica immobile”.
Il collega della CISL Tomaselli notando la “desolante assenza dei politici locali”, punta l’obiettivo sulle promesse del Ministero, aggiungendo i numeri in campo. “Il sottosegretario, nello stesso incontro, aveva garantito lo stanziamento di 9,7 milioni. Cifre che ad oggi non risultano nei dati reali”.
Emerge chiara, in questa vicenda e in tanto più in questo ultimo episodio, la mancanza di fiducia tra regione e governo. Le due istituzioni, protagoniste di un film di cui non condividono il copione.

Anche i parlamentari eletti nel territorio sembrano pensare ad issare la propria bandiera, più che cercare di ottenere risultati per il bene dei concittadini. Lo stesso portavoce di Vertenza, Gino Rossi, continua a sottolineare come “questa battaglia per il lavoro non debba avere colore politico, ma solo un’analisi oggettiva del problema”.

L’assemblea dei lavoratori, inizialmente prevista fino alle ore 14:00, si è tramutata in assemblea permanente. Una delegazione, quale ultimo tentativo della mattinata, è riuscita ad ottenere un incontro con il Prefetto Ignazio Portelli, il quale si è impegnato nel contattare direttamente i parlamentari impegnati nei lavori delle loro aule di riferimento.
Già da tempo era stato messo al corrente degli aspetti tecnici della vicenda, tanto da rendere la conversazione avvenuta un semplice aggiornamento. Un piccolo passo avanti che vede in gioco direttamente l’esponente del Governo sul territorio.

Sedute bollenti quelle provinciali, colme di rabbia sofferente perché inascoltata e incompresa.
Il richiamo dei presenti si estende a tutti i disoccupati che disertano le assemblee, e anche alle famiglie che delegano la lotta. È insieme che il grido ha senso. E' la loro giusta convinzione.
Fermi sulle sponde di questo fiume, gli ormai lavoratori attendono che chi di competenza argini il problema. Una piena che trascina alla foce solo detriti.
Dove è lo Stato quando il Popolo chiama? In Ciociaria non di certo.

13 dicembre ‘18

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Ciociaria, terra di nessuno!

Carta della Ciociaria 350 260 mindi Michele Santulli - E’ proprio così. Si ha paura di occuparsene, perfino di citarla: come si sa la televisione presenta gli argomenti più inimmaginabili ma mai, letteralmente mai, illustra seriamente e scientificamente la Ciociaria. Giorno 16 ott. su Rai3 in un servizio di venti minuti dedicato alla provincia di Frosinone fatta diventare la ‘Ciociaria’, hanno iniziato con “Montagne, vallate verdi e piccoli borghi: la Ciociaria…..“ e allo stesso tempo mostrato la cascata di Isola del Liri, il lago di Posta Fibreno e l’Abbazia di Casamari e poi tutto il tempo della trasmissione è stato dedicato all’”ovino quadricorna” (!?), all’”intrecciatore di vimini”, al “coltivatore dell’aglio rosso”, al “restauratore di carrozze (!?)”, al “garofolato (!?)” e quindi interviste di alta pregnanza dialettica agli interessati tanto che l’ascoltatore ha creduto di trovarsi in terre dimenticate e primitive del quinto mondo: in effetti chi ha mai sentito parlare di tali illustri pionieri e discipline? E la televisione li ha scovati! insipide sceneggiate, a mio avviso, scaturienti da crassa ignoranza delle specificità vere della Ciociaria, da pregiudizi e preconcetti direi atavici: in Ciociaria la pancia è tutto, è formaggio pecorino e vino del Piglio e acqua di Fiuggi e ‘aglio rosso’! Stravolgere, questa è la intenzione: pare di ascoltare Craxi buonanima: terra di pecorai o d’Alema: semipresidenzialismo alla ciociara! I media, specie quelli cartacei, si occupano della Ciociaria, quasi sempre confusa con Frosinone, solo in casi di ammazzamenti, d’incidenti, di mangiamenti, di puttanerie: Franco Fiorito er Batman, campione e paladino degli anagnini, grazie alle sue prodezze tipicamente nazionali fatto divenire invece e assurto a epitome di devianze etiche e politiche unicamente ciociare! Il “vaccaro di castelliri”, si ricorda? innalzato a beffa e derisione in tutta l’Italia, essenzialmente perché ciociaro! Ma ci arrestiamo perché non breve sarebbe la lista di tali esempi, prove evidenti di non conoscenza mista, di regola, a banale demagogia e a ridicoli apriorismi. Lasciamo al lettore i commenti e le auspicabili reazioni.

La realtà è dunque ancora la seguente: quando ci si occupa della Ciociaria, se ne evidenzia essenzialmente il prodotto mangiatorio e bevitorio o quelli illustrati dalla trasmissione televisiva di cui sopra, dando ad intendere all’ascoltatore o al lettore che questo è quanto distingue e qualifica ‘questa nobile terra’. E purtroppo si perviene sistematicamente al medesimo punto: chi dovrebbe far conoscere e promuovere, sono la Scuola e le Istituzioni sia pubbliche e anche private. Ma la Scuola ha altri obiettivi e finalità, le Istituzioni a tutti i livelli sono le prime, da sempre, a perpetuare la ignoranza e insensibilità e perciò a seminare o ad accreditare errori e devianze: la geografia evolve: Frosinone è diventata la Ciociaria, sono nati il Basso Lazio, il Lazio meridionale; si continua a sentir parlare di Terra di Lavoro; la Valcomino non si sa più di quanti comuni è composta, se ne arrivano a contare 18: alla luce di siffatto oscurantismo istituzionalizzato, i fantasiosi inventano nuove terre da esplorare: Terra di San Benedetto, la strada del vino, Terre di Comino (quanti soldi pubblici per quelle belle targhe e frecce!!!), Terre pontine e ciociare, terre di Argyl, terre pontine, genti ciociare; la Regione Lazio riduce la Ciociaria alla sola Frosinone, elenca perfino due Valcomino differenti e innumerevoli altre amenità. In tale ridda di distorsioni geografiche e di aberrazioni anche istituzionali su cui nessuno dei ‘noti’ si sente coinvolto ad intervenire, come può un eventuale visitatore e turista capirci? Le ‘guide rosse’ del Touring Club, unico strumento informativo attendibile, sono ferme al 1982 e perciò notizie ormai in parte obsolete e sostanzialmente anche devianti!
Questa terra ‘nobile’ e preclara, delimitata dagli Appennini e dal Tirreno, distesa da sempre ai piedi di Roma, tra le più antiche se non la più antica d’Italia, già rigogliosa prima ancora dei suoi solchi fondatori, madre di Roma, a seguito di contingenze storiche ben note ne è divenuta col tempo una vera e propria appendice, la sua ombra, talvolta la sua gemella: eppure fino a oggi terra di nessuno!

Ma se cominci a informare che l’impero romano è iniziato in questa regione, che avvenimenti determinanti della storia romana sono stati realizzati dai ‘ciociari’ dell’epoca, che la civiltà occidentale è partita da Montecassino, che i secoli XII e XIII sono i secoli ciociari, che i primi libri stampati in Italia secondolo sono stati in Ciociaria, che le prime parole in Italiano sono state pronunciate e scritte in Ciociaria, che fu un ciociaro a scoprire la punteggiatura e il corsivo e, per arrivare ad oggi che, tanto per citare i primi che vengono a mente, Severino Gazzelloni, Amedeo Maiuri, Giuseppe De Santis, Libero de Libero, i miracolosi Fratelli Bragaglia, Gina Lollobrigida, Ennio Morricone, i Mastroianni con Marcello, Nino Manfredi, Tommaso Landolfi, Giustiniano Nicolucci, Ernesto Capocci, Amleto Cataldi e poi professori universitari, giudici di Cassazione, presidenti alla Corte dei Conti, Antonio Valente, Tina Lattanzi, Domenico Purificato, Mons. Vincenzo Paglia -si sfoglino le pagine di ORGOGLIO CIOCIARO/Ciociaria Pride- sono figli della Ciociaria, allora ti cominciano a guardare con occhi diversi. Se poi si aggiunge -stralciando da un mondo incredibile- che il povero bracciante nella sua vestitura e nei suoi calzari è stato appannaggio della gran parte degli artisti dell’Ottocento e presente in quasi tutti i musei del mondo, che la modella di artista ciociara è stata la ispirazione di opere d’arte patrimonio della umanità, che la figura del ‘brigante’ come si illustra e descrive in tutti gli strumenti e mezzi della cultura e dell’arte, è anche essa un esclusivo contributo e scoperta ciociari, allora lo sbalordimento è totale. E abbiamo spostato solo di poco il coperchio del vaso di Pandora!

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Leggi tutto...

Stupri di guerra in Ciociaria. Inchiesta della Procura militare 75 anni dopo

laciociara 350 260 minda avvenire.it - Stupri di guerra. Procura militare. Dopo settantacinque anni aperta inchiesta sugli stupri di guerra in Ciociaria.

La Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, a cavallo tra il 1943 e il 1944, dai soldati delle truppe coloniali francesi.
La Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, a cavallo tra il 1943 e il 1944, dai soldati delle truppe coloniali inquadrati nel Corps expéditionnaire français. Si tratta delle vicende passate alla storia con il termine di "marocchinate", proprio perché la maggior parte degli autori erano di nazionalità marocchina, i cosiddetti "goumiers". Vicende rese ancora più tristemente famose dalla penna di Alberto Moravia ne "La Ciociara" e dal film-capolavoro di Vittorio de Sica che valse l’Oscar a Sophia Loren.

La decisione della Procura militare di Roma è stata presa dopo una denuncia formale presentata dalla "Associazione vittime marocchinate di goumiers" e dal suo presidente Emiliano Ciotti, per il tramite dell’avvocato Luciano Randazzo. «È la prima volta, dopo 75 anni, che viene aperta un’inchiesta vera e propria – commenta il legale – Chiediamo che si proceda nei confronti degli ex militari facenti parte di quel Corpo di spedizione per la violazione dei reati contro l’umanità e per crimini di guerra. A Nizza esiste una associazione di reduci dei goumiers, ma la Francia non ha voluto mai far luce su quelle vicende».

Il procuratore militare di Roma Marco De Paolis ha affidato i primi atti dell’inchiesta a due ufficiali di polizia giudiziaria, un uomo e una donna, ma per il momento dagli uffici di Viale delle Milizie non trapelano particolari. La denuncia è stata trasmessa anche al Promotore di Giustizia del Vaticano, perché le violenze vennero perpetrate anche in danno di alcuni sacerdoti. In particolare, negli anziani di Esperia, un paese a poca distanza da Montecassino, è ancora viva la memoria del parroco dell’epoca don Alberto Terrilli: quando i soldati marocchini si presentarono in paese, don Alberto nascose alcune donne in sagrestia, ma venne scoperto e lui stesso sottoposto a torture e sevizie per un paio di giorni, tanto che poco dopo morì per lo sfinimento.

«Per la nostra comunità – sottolinea proprio il sindaco di Esperia, Giuseppe Villani – si tratta di una ferita ancora aperta, sia per la generazione che ha vissuto sulla propria pelle le violenze e ha assistito ad ogni tipo di brutalità, sia per le generazioni successive che conoscono quelle vicende e sentono il dovere della memoria».

Qualche chilometro più in là, sempre in provincia di Frosinone, Pontecorvo è uno degli altri 24 Comuni colpiti da quelle barbarie. «L’apertura dell’inchiesta – commenta il primo cittadino Anselmo Rotondo – non può che farci piacere. Siamo felici del fatto che si possa arrivare a fare chiarezza, anche perché si mantiene viva la memoria».

A Pontecorvo c’è anche una stele, definita "della vergogna", che reca la scritta "Ici ont repose 175 soldats francais tombes glorieusement 1943 - 1944 in memoriam", perché proprio in quel punto furono seppelliti i soldati marocchini caduti sulla linea Gustav. Una stele che il Comune conta di far rimuovere quanto prima, per realizzarne invece una "alla memoria".

Una memoria che rimanda al maggio del 1944, quando il comando degli Alleati decise di affidare al generale Alphonse Juin il compito di aggirare la linea Gustav. L’ufficiale francese comandava anche 12.000 goumiers, marocchini ma anche algerini, specializzati nella guerra di montagna. Prima di accettare l’incarico, però, Juin ottenne dal comando anglo-americano 50 ore di carta bianca per i suoi uomini. E furono 50 ore di inferno in tutti i paesi tra la Ciociaria e il golfo di Gaeta, con più di duemila donne stuprate (anche ragazze e perfino bambine di 12 anni) e 600 uomini sodomizzati.

fonte: avvenire.it, luglio 2018. Segnalato da "L'Agenda delle Donne"

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Stupri di guerra in Ciociaria. Inchiesta della Procura militare 75 anni dopo

laciociara 350 260 minda avvenire.it - Stupri di guerra. Procura militare. Dopo settantacinque anni aperta inchiesta sugli stupri di guerra in Ciociaria.

La Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, a cavallo tra il 1943 e il 1944, dai soldati delle truppe coloniali francesi.
La Procura militare di Roma ha aperto un’inchiesta sulle violenze compiute nel Lazio meridionale, a cavallo tra il 1943 e il 1944, dai soldati delle truppe coloniali inquadrati nel Corps expéditionnaire français. Si tratta delle vicende passate alla storia con il termine di "marocchinate", proprio perché la maggior parte degli autori erano di nazionalità marocchina, i cosiddetti "goumiers". Vicende rese ancora più tristemente famose dalla penna di Alberto Moravia ne "La Ciociara" e dal film-capolavoro di Vittorio de Sica che valse l’Oscar a Sophia Loren.

La decisione della Procura militare di Roma è stata presa dopo una denuncia formale presentata dalla "Associazione vittime marocchinate di goumiers" e dal suo presidente Emiliano Ciotti, per il tramite dell’avvocato Luciano Randazzo. «È la prima volta, dopo 75 anni, che viene aperta un’inchiesta vera e propria – commenta il legale – Chiediamo che si proceda nei confronti degli ex militari facenti parte di quel Corpo di spedizione per la violazione dei reati contro l’umanità e per crimini di guerra. A Nizza esiste una associazione di reduci dei goumiers, ma la Francia non ha voluto mai far luce su quelle vicende».

Il procuratore militare di Roma Marco De Paolis ha affidato i primi atti dell’inchiesta a due ufficiali di polizia giudiziaria, un uomo e una donna, ma per il momento dagli uffici di Viale delle Milizie non trapelano particolari. La denuncia è stata trasmessa anche al Promotore di Giustizia del Vaticano, perché le violenze vennero perpetrate anche in danno di alcuni sacerdoti. In particolare, negli anziani di Esperia, un paese a poca distanza da Montecassino, è ancora viva la memoria del parroco dell’epoca don Alberto Terrilli: quando i soldati marocchini si presentarono in paese, don Alberto nascose alcune donne in sagrestia, ma venne scoperto e lui stesso sottoposto a torture e sevizie per un paio di giorni, tanto che poco dopo morì per lo sfinimento.

«Per la nostra comunità – sottolinea proprio il sindaco di Esperia, Giuseppe Villani – si tratta di una ferita ancora aperta, sia per la generazione che ha vissuto sulla propria pelle le violenze e ha assistito ad ogni tipo di brutalità, sia per le generazioni successive che conoscono quelle vicende e sentono il dovere della memoria».

Qualche chilometro più in là, sempre in provincia di Frosinone, Pontecorvo è uno degli altri 24 Comuni colpiti da quelle barbarie. «L’apertura dell’inchiesta – commenta il primo cittadino Anselmo Rotondo – non può che farci piacere. Siamo felici del fatto che si possa arrivare a fare chiarezza, anche perché si mantiene viva la memoria».

A Pontecorvo c’è anche una stele, definita "della vergogna", che reca la scritta "Ici ont repose 175 soldats francais tombes glorieusement 1943 - 1944 in memoriam", perché proprio in quel punto furono seppelliti i soldati marocchini caduti sulla linea Gustav. Una stele che il Comune conta di far rimuovere quanto prima, per realizzarne invece una "alla memoria".

Una memoria che rimanda al maggio del 1944, quando il comando degli Alleati decise di affidare al generale Alphonse Juin il compito di aggirare la linea Gustav. L’ufficiale francese comandava anche 12.000 goumiers, marocchini ma anche algerini, specializzati nella guerra di montagna. Prima di accettare l’incarico, però, Juin ottenne dal comando anglo-americano 50 ore di carta bianca per i suoi uomini. E furono 50 ore di inferno in tutti i paesi tra la Ciociaria e il golfo di Gaeta, con più di duemila donne stuprate (anche ragazze e perfino bambine di 12 anni) e 600 uomini sodomizzati.

fonte: avvenire.it, luglio 2018. Segnalato da "L'Agenda delle Donne"

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

I 3 giorni del 1° Festival di Filosofia in Ciociaria

Restiamo umanidi Paola Bucciarelli - 1° festival di filosofia in Ciociaria: tre giorni di meraviglie.

Una settimana fa, venerdì 13 luglio 2018, è iniziato alle 17:00 presso il Castello dei Conti De Ceccano il I Festival di filosofia in Ciociaria dal titolo “ Restiamo umani”, che si è concluso nella serata di domenica 15 luglio 2018.
L’ingresso dell’affascinate maniero è apparso subito affollato da tante persone incuriosite dall’ iniziativa molto pubblicizzata nelle settimane precedenti.
Anche la corte principale della fortezza medievale, allestita per l’emozionante concerto serale, era piena di uomini e donne che ammiravano alcune delle opere della mostra d’arte contemporanea “Pesanti come coriandoli” curata da Roberto Gramiccia.
Mostra che ha raccolto molto successo nel corso dei tre giorni del Festival, insieme alla mostra fotografica "IO SONO" a cura di Ilaria Capogrossi e Luisa Ceccotti (2.0 Fotografi) allestita nelle sale interne del nobile palazzo di epoca medievale.
Alle 17.30, con una mezz'ora di ritardo, per dar modo ai tanti ospiti convenuti di registrarsi e di prendere posto nella sala grande del castello, dove si sono tenute tutte le lezioni, l’attrice Arianna Rossi ha aperto ufficialmente il Festival con una lettura recitata della poesia “La ginestra” di Giacomo Leopardi.
Poesia in cui il grande poeta italiano esprime tutto l’amore per quell’umanità che non si arrende di fronte alla dura legge dell’esistenza facendosi forte della solidarietà tra umani.

 

È toccato a Filippo Cannizzo, a nome dell’associazione R-Esistenze, promotrice dell’evento, salutare i convenuti e spiegare il tema del Festival e il nome scelto per esso.
Il tema dominante è stato quello della fragilità mentre “Restiamo umani” è il titolo che è stato accordato al I festival di filosofia in Ciociaria.
La fragilità come condizione essenziale dell’essere umano fin dal sua nascita.
Quindi, a partire da una riflessione sulla condizione esistenziale dell’uomo si è voluto analizzare la fragilità sociale che mai come in questo tempo è così evidente.
Lo scopo è stato quello di approfondire l’intreccio tra fragilità individuale e quella sociale, che può creare un unicum inscindibile, per provare a capire se nella natura stessa della fragilità può essere riposto il segreto del suo superamento.

Restare umani è un monito, in un mondo dove domina indifferenza e individualismo, ma anche, una speranza, nonostante tutto, nonostante una società pervasa da intolleranza, ingiustizie sociali, sofferenza,nonostante tutto qualcosa resiste e allora dobbiamo fargli spazio!
E l’unico modo, forse, a parte la dura condanna degli atteggiamenti che alimentano odio, razzismo, ingiustizie, è quello di creare momenti di confronto attorno ai temi che ci uniscono a filo unico, come è quello della fragilità. Ceccano CastelloContideCeccano una vista interna min

Dunque, il I Festival di filosofia in Ciociaria nasce come qualcosa che vuole durare nel tempo, non qualcosa di estemporaneo, vuole essere un progetto di lungo respiro in cui dare alle persone modo di riappropriarsi delle parole dell’esistente e cercare - perché no - di provare a cambiare la realtà. La filosofia, la parola ragionata che va al di là della disciplina scolastica e dell’ambito di studio di un’élite, torna ad essere come nell’antichità, strumento per comprendere il mondo.
Dopo la breve, ma intensa introduzione, le lezioni sono entrate nel vivo. Il programma ricco di interventi - 15 in totale - dalla mattina alla sera, è stato inframmezzato da tanti interventi musicali, teatrali e poetici.
Subito dopo la prima lezione, a cui hanno partecipato più di 100 persone, è stata la volta del primo spettacolo teatrale, messo in scena - al tramonto - dal gruppo artistico Acquasum Arte nel cortile più esterno del Castello dei Conti De Ceccano, quello che affaccia sulla valle del Sacco.
Uno spettacolo esclusivo in cui le voci, i gesti, i suoni dei due artisti si sono intrecciati in unicum che ha avvolto gli spettatori - tutti seduti in circolo - chiamati ad esperire l’elogio della fragilità.
Dopo cena è stata la volta dell’emozionante concerto tenuto da Federico Palladini e Marco Campasso, con l'intermezzo di Leonardo Massa e Alessandra Titocci, la voce e la chitarra di Gaia Masi.
Il buio della notte e la soffusa illuminazione del castello stracolmo di gente, fanno da cornice alla musica e alle parole di un cantautore, Fabrizio De Andrè, che della fragilità, della miseria umana, ha fatto numerosi affreschi nelle sue canzoni, invitando al contempo alla pietà e fraternità umana.

 

Sabato 14 luglio, alle 10:00 di mattina, la kermesse filosofica è ripresa con altre interessanti lezioni per lo più ruotanti intorno al tema della Resistenza.
Il momento più emozionante della giornata è stato alle 18:00, quando, nella sala grande, gremitissima, è entrata la partigiana Lidia Menapace testimone storica della lotta di Resistenza.
Le sue parole, il racconto appassionato della sua esperienza, la riflessione su tanti temi di tragica attualità hanno incantato il numeroso pubblico presente.
È stato un momento di dialogo generoso che ha arricchito tutte e tutti.
La serata si è conclusa con il meraviglioso spettacolo di Emanuele D'Agapiti e Matteo Colasanti, una rappresentazione che ha unito musica, poesia e teatro per ricordare e conoscere un intellettuale, Pier Paolo Pasolini, che può dire ancora tanto a questa Italia.
Tutto ciò è accaduto in un crescendo di persone che hanno deciso anche il terzo giorno di seguire la manifestazione culturale.
I convenuti, tra una lezione e l’altra, un intervento musicale, la declamazione di una poesia, di un’aforisma, hanno avuto modo di socializzare positivamente, di scambiare pensieri, riflessioni, emozioni.
È stato bellissimo osservare come persone che non si conoscevano affatto si siano scambiati contatti, abbiano deciso di pranzare e cenare assieme, per continuare i dialoghi instaurati nel corso dei vari interventi.
È la dimostrazione che se le persone vengono messe in grado di poter partecipare a una discussione pubblica senza distinzioni (di sesso, età, razza, nazionalità, istruzione, censo, partito politico) né limitazioni, si può costruire un nuovo e più ampio senso di cittadinanza.

La condizione per realizzare tale partecipazione è il profondo coinvolgimento dei singoli facendoli sentir parte di un collettivo umano.
Il Festival, conclusosi nella tarda serata di domenica 15 luglio con una drammatizzazione a cura dell’ associazione Cultores Artium che richiamava la tradizione locale, è andato oltre le più rosee aspettative che come organizzatori ci aspettavamo: mille presenze in tre giorni!
Non resta, come abbiamo già detto, di dare a tutti appuntamento alla prossima edizione nell’estate del 2019.

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Eccoci al 1° Festival della Filosofia in Ciociaria

Restiamo umanidi Nadeia De Gasperis - Nella splendida cornice del castello dei Conti di Ceccano, i prossimi 13-14 e 15 luglio, saranno numerosissimi gli eventi che animeranno il Primo Festival della filosofia ciociario, realizzato e promosso dall’associazione R-Esistenze.
Il ricco programma prevede un ciclo di lezioni che si svolgeranno ogni giorno dal mattino alla sera, mentre per tutta la durata della I Edizione del Festival di Filosofia in Ciociaria “Restiamo umani” saranno esposte, nei locali di svolgimento dell’evento:

-una mostra a cura di Roberto Gramiccia, dal titolo "PESANTI COME CORIANDOLI - Artisti per la fragilità"
-una mostra fotografica a cura di Ilaria Capogrossi e Luisa Ceccotti (2.0 Fotografi), dal titolo: “IO SONO”
Ma tra una lezione e un’altra, si avvicenderanno musica, teatro, cinema, tra gli altri: Amico fragile – spettacolo musicale di Federico Palladini (voce e chitarra) e Massimo Campasso (percussioni); Incursioni musicali di Gaia Masi, Leonardo Massa e Alessandra Titocci, lo spettacolo di Cultores Artium. E molto altro.

Il tema dominante del festival è la “FRAGILITA”. “Restiamo umani”, il titolo che è stato accordato all’evento, sembra lanciare un monito, in un mondo inferocito di indifferenza ed egocentrismo ma pare anche rimarcare la speranza “restiamo umani” nonostante tutto, nonostante una società pervasa da intolleranza, ingiustizie sociali, sofferenza, dove forse stiamo vivendo il massimo della contrazione dei diritti umani, nonostante tutto qualcosa resiste e allora parafrasando Calvino, in questo inferno, cerchiamo di capire cosa non è inferno e diamogli spazio e lasciamolo durare.
E l’unico modo, forse, a parte la dura condanna degli atteggiamenti che alimentano odio, razzismo, ingiustizie, l’unico modo, forse è quello di creare momenti di confronto attorno ai temi che ci uniscono a filo unico, come è quello della fragilità, la fragilità di una scuola che mai come oggi vive momenti di smarrimento, insieme al disagio del conflitto tra i suoi studenti e i suoi alunni, dove fare l’insegnante è diventato un mestiere “pericoloso” ed essere ragazzi costa più fatica che mai. Festival Filosofia programma

Una società dove le parole possono lapidare speranze e lo fanno con una ferocia che mai aveva viaggiato tanto velocemente come con l’uso dei social.
"Alcuni dicono che / quando è detta / la parola muore. /Io dico invece che/ proprio quel giorno / comincia a vivere" (Emily Dickinson : Silenzi: 1212)
Quest’uso capzioso e distorto della parola è anche quel che ci resta da oltre diciassette anni di degrado politico, che si è adagiato e ha incarnato la civiltà immagine/istante, senza futuro, senza fatica e senza criticità, come metodo di un abissale narcisismo. Il punto di riferimento, il parametro di ogni cosa è il proprio piccolo io, che diventa smisurato e ridicolo:

Tutto è competizione per dimostrare che ciascuno è il più bravo, il più furbo, salvo drogarsi per sfuggire al reale: troppa realtà l'uomo non la sopporta, diceva Aristotele. Ecco, le parole sono clave per imporsi.
Cosa hanno in comune Lidia Menapace, donna della resistenza, e Don Mario Arena capomafia del più grande romanzo di Leonardo Sciascia, la ragazza “fragile come il cristallo” di Manet, e l’indomito e folle hidalgo della Mancia? più facile rintracciare la vicinanza tra un fragile amico di De Andrè e un “povero cristo” di Pasolini, ma interessante sarà scoprire il disegno che il festival ci suggerisce per dimostrarci quanta forza nasca dalle donne della resistenza e quanto sia facile che la fragilità di un sistema che sembrava granitico come quello istituzionale e politico si sgretoli nelle mani di pochi “ominicchi e ququaraquà.

La fragilità declinata in ogni sua forma, come un liquido prende la forma del recipiente che lo contiene, la fragilità di una liquida società, prende la forma delle persone e così diventa forza e resistenza nelle donne partigiane, si sgretola nelle mani di uomini e donne senza scrupoli.
Inutile elencare nomi e animatori degli eventi, sono tanti, motivati e motivanti a districarsi tra i sottilissimi fili di una ragnatela sociale e umana che può essere debole e delicata se ognuno per se stesso ma può diventare matrice di resistenza se ognuno vive anche per l’altro. Una poesia di Alcide Cervi, uomo della Resistenza, ma sembra parlare di qualsiasi lotta possa dirsi “partigiana”.

“Il sole non nasce per una persona sola,
la notte non viene per uno solo.
Questa è la legge
e chi la capisce si toglie la fatica di pensare alla sua persona
perché anche lui non è nato per una persona sola”.

Non vi resta che partecipare alla prima edizione del festival della filosofia per perdervi e ritrovarvi umani tra gli umani nella suggestione delle parole, della poesia, della musica, dell’arte,

Come un’anomalia
Come una distrazione
Come un dovere”

Dirvi finalmente anime salve!

 

clicca sulla foto del programma per ingrandirlo

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

La Ciociaria e Roma, tra mito e storia

NasceRoma Romolo uccide Remo 350 mindi Michele Santulli - Romolo e Remo…Ciociari.
Anche se affermazioni e deduzioni espresse non di rado a fior di labbra, per tema di urtare ancestrali ed ataviche leggende e tradizioni e…anche preconcetti, non pochi attenti studiosi ed osservatori lo hanno esplicitamente espresso: la vasta regione che si estende da sempre a mezzogiorno al di là della riva sinistra del Tevere, è stata la madre e matrice di Roma e, per tutti i secoli a venire, la sua ombra fedele: Anton Giulio Bragaglia ma anche Gregorovius cento anni prima e poi Carducci e poi altri osservatori della storia. E oggi più che nel passato la connotazione geografica solo pertinente ed univoca dell’ampia distesa ai piedi di Roma fino al Garigliano, racchiusa tra Appennini e Mar Tirreno, non può continuare ad essere storicamente che Ciociaria: trenta secoli addietro patria degli Ernici e dei Volsci e dei Sanniti e di altre popolazioni poi Campania sotto l’imperatore Augusto poi Latium poi Campagna di Roma poi Marittima e Campagna per arrivare alla sempre attuale frantumazione mussoliniana dell’antico territorio nelle province di Frosinone, Latina e Roma: ‘Ciociaria’ dunque, oggi più che mai, non è una entità amministrativa o politica bensì un concetto ideale, spirituale, quasi sentimentale e allo stesso tempo, sia tenuto a mente, una realtà scientifica e indiscussa dal punto di vista folklorico e storico e non solo. Se così non fosse, il passato risulterebbe cancellato, la memoria storica ecclissata pur se documentata come poche: resterebbero il vuoto e l’abisso cioè il nulla. E, pur rimanendo nel mito, si può concordare con il ricordo dei leggendari fratelli, insediati agli albori ai piedi del Monte Palatino sulla riva sinistra del Tevere, originari necessariamente, storicamente della, diciamo oggi, terra ciociara, che si conserverà tale e intatta per parecchi secoli ancora, prima che la potenza di Roma antica inizi ad estendere le proprie periferie.

E’ vero, tutto è nato in questa landa nobile a sud del Tevere e dell’Aniene: è in questa regione certamente, la più antica d’Italia e la più ricca di accadimenti storici e anche mitici, abitata dalle antiche popolazioni italiche, la terra dove, tra l’altro, il mito colloca l’età dell’oro di re Saturno, dove fa arrivare i Pelasgi e i Ciclopi gli artefici delle colossali mura di protezione delle città, dove fa approdare Ulisse con i suoi velieri, dove indica ad Enea e ai suoi il proprio rifugio e salvezza e destini, dove fa vivere Circe maga e seduttrice, Re Turno, Re Latino, la regina Camilla, Albalonga e le altre vicende ed eventi che Omero e Virgilio ricordano e celebrano e che alle scuole si insegnano: tutto prima dell’inizio della storia e prima che altrove nel paese.

Il documento storico vero e proprio è assente in queste epoche remote: regnano, come detto, la poesia e la fantasia e le vicende e gli avvenimenti raccontati sonoRitrovamento di Romolo e Remo 350 min avvolti nelle ombre della chimera e della utopia: accertati e documentati e provati, in epoca storica, sono invece la presenza degli Etruschi nella Tuscia cioè sostanzialmente al di là della riva destra del Tevere e poi, al di là della riva sinistra, i Volsci in maggioranza e altre popolazioni ed etnie che con vari nomi occupavano tutta la regione fino al fiume Garigliano e oltre, con una ricca presenza di città e villaggi e paesi appollaiati sui monti della regione: nel momento dunque in cui la Storia, abbandonate la saga e la leggenda, inizia a prendere possesso della realtà e della regione come più sopra ricordato, Roma era solo un luogo deserto: “mentre le pietre ancora bianche delle mura di fortificazione biancheggiano al sole, nel Tevere frammisto alle paludi dove sorgerà l’alma Roma, risuona ancora il gracidare delle rane”, secondo la memoria poetica di Anton Giulio Bragaglia.

E, continuando con la leggenda e poi con la storia, una volta tirati i solchi fondatori della futura Città Eterna, è in queste terre a Sud del Tevere che furono assoldati gli accoliti e gli altri briganti e avventurieri messi assieme dai due gemelli fondatori; dopo aver risolto la mancanza di donne andandosele a prendere altrove e dopo aver tacitato gli Etruschi insediati sull’altra riva, è nella regione che poco dopo si cominciò a chiamare Latium cioè regione ampia, vasta a partire dalla riva sinistra del Tevere, che iniziarono la lenta opera di scorrerie e di incursioni ai danni delle pacifiche popolazioni locali annidate sui monti Ruffi e Ernici e Lepini: la strada o sentiero o tratturo su cui cominciò a passare la prima soldataglia e successivamente a marciare le legioni e coorti, fu quella che sarà la futura Via Latina poi Casilina, la strada più antica, prima ancora della costruzione della Via Appia nel 312 a.C.. La leggenda è ormai superata e la storia registra i fatti nuovi: la Roma Repubblicana che continua a crescere e a evolvere, la necessità di nuovi spazi e territori, la volontà di conquista, l’allettante vasta regione ai propri piedi costituita da piccole città indipendenti l’una dall’altra e non di rado ostili, non fanno che favorire la lenta marcia e conquista verso il proprio Sud: è da qui che nasce e inizia il futuro impero romano.

Leggi tutto...

Ciack, si gira in Ciociaria: Una storia dall'esclusione all'inclusione

faraz alam 350 260 mindi Ivano Alteri, intervista a Faraz Alam - In un mondo di sopraffatti e sopraffattori, di vite predestinate all'esclusione, alla marginalità; condannate a restare per sempre inespresse, nella frustrazione che imprigiona e strazia, non è mai mancato e non mancherà mai qualcuno che a quel mortifero destino si ribella, e trovi il modo perché esso sia messo con le spalle al muro. In questo caso il suo nome è Bella, una bambina che con una “magia” della volontà cambia il proprio destino, e col suo il nostro. Chi pensa “questo è il mondo e questo sarà per sempre!” è suo nemico; e certo non conosce Faraz Alam, libico con cittadinanza indiana, regista del cortometraggio che sarà girato in Ciociaria, tra Fumone e Trivigliano, dal 24 al 27 maggio, di cui Bella è la protagonista principale.

Il film, prodotto dalla società cooperativa italiana Baburka Production, nasce con l'ambizione di partecipare ai vari festival internazionali del cinema; e non è esclusa una “prima” qui a Frosinone, quando sarà il momento. Intanto, l'autore e la produzione hanno chiesto, ed ottenuto con entusiasmo, il patrocinio e la partecipazione dell'Anpi provinciale di Frosinone. La sezione cittadina dell'associazione dei partigiani d'Italia è già in attività da qualche settimana per mobilitare i propri iscritti e simpatizzanti, con riunioni ed “eventi” sul web, invitandoli a partecipare come comparse alle riprese della scena finale, il 27 a Trivigliano, in cui la folla tripudierà Bella e canterà in coro “Bella ciao”. Una storia fuori dal tempo, perché insita in ogni tempo; una storia della volontà che spazza via ogni destino; una storia di liberazione e inclusione di cui abbiamo voluto parlare con lo stesso regista Alam, per farcene svelare i suoi tratti delicati e la sua poetica.

Alam, cosa vuole esprimere con la Sua poetica?

Non voglio raccontare una situazione politica specifica, ma descrivere un quadro generale, poiché quella narrata è una situazione che si ripete nel mondo, ovunque, tra oppressi e oppressori.
Ho il desiderio di raccontare queste storie come osservatore: non come chi le vive dall'interno, bensì le guarda dal di fuori. Come un outsider, quale sono per mia natura.
Non certo come straniero, ma come chi non è mai al centro di quel che accade, che è un po' di qua e un po' di là, intorno.
È così che è arrivata l'idea di Bella, il personaggio principale di questo film, che parla di libertà e inclusione.

Chi è Bella?

Bella è una bambina, che per il colore della sua pelle e per la sua provenienza sociale è emarginata, esclusa, condannata dal destino.
E sebbene il film voglia raccontare una storia atemporale, poiché non si riferisce a nessun tempo specifico, è però perfettamente inserita in questo tempo, poiché è una storia che si ripete tutt'oggi, ovunque.

Quindi vi si racconta il passaggio dall'esclusione all'inclusione?

Sì, e il finale del film è positivo, forse utopico. Ma è un'utopia che si può raggiungere, come fa Bella con la “magia” che mette in atto nel corso della storia, cambiando il suo destino.
In questo senso, quello della chiromante è un personaggio chiave, perché prevede un futuro uguale per tutti, al quale tutti resterebbero inestricabilmente legati, se ognuno non mettesse in atto la propria magia, come fa Bella.

Perché girare questo film a Fumone, a Trivigliano, in Ciociaria?

Perché volevo trovare un posto che non fosse ancora consumato e rovinato dal capitalismo. A parte la bruttissima antenna televisiva che deturpa il paesaggio (ride!), tutto il resto del borgo è rimasto intoccato dal consumismo e dal capitalismo.

E perché avete coinvolto l'Anpi?

Perché, prima di tutto, col tempo ho imparato che se si vuole far funzionare un'opera d'arte, le persone che vi sono coinvolte devono essere appassionate, devono crederci; poiché se non condividono l'idea politica che vi è nel profondo, non può andar bene. E l'Anpi crede profondamente nell'idea di liberazione e inclusione presente nel messaggio del film. Un'altra buona ragione è l'accoglienza che l'Anpi ci ha riservato, a fronte della nostra richiesta; e penso che questa per noi sia una motivazione importante, che farà andar bene le cose.

Alla fine del film tutti cantano “Bella ciao”. Perché questa canzone italiana per un film di respiro internazionale?

Perché “Bella ciao” è diventato un inno a livello quasi globale; e anche se è nato in Italia, quando si sente si capisce di cosa parli. E il testo della canzone, poi, è molto romantico: è bello sentire chi dice “se muoio, metti un fiore sulla mia tomba, affinché chi lo vede dica che quello è il fiore del partigiano, morto per la libertà”.
Quindi, il messaggio del film non è così utopico, come potrebbe sembrare, perché rappresenta qualcosa che può avvenire, poiché è già avvenuto.

Quale sarà il titolo del film?

È qui che si pone il problema del linguaggio e della lingua, per me che non parlo italiano (ride). Io voglio che il film abbia un titolo in italiano...

Anche a livello internazionale avrà un titolo in italiano, quindi?

Sì. Perché voglio che nel film emerga questa dualità. Troveremo un titolo migliore di quello attuale, in inglese: Between the lines.

Allora lo lasciamo in sospeso...

Sì. Poi, probabilmente, potrà venire fuori anche da quello che faranno le persone coinvolte, gli iscritti e gli amici dell'Anpi, durante le riprese nella piazza di Trivigliano.

Frosinone 18 maggio 2018

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici