fbpx
Menu
A+ A A-

Comuni Ricicloni, Cori al 72% di differenziata

comuni ricicloni minLegambiente Lazio ha fatto recapitare in questi giorni all’Amministrazione comunale di Cori l’attestato di Comune Riciclone 2018, a seguito del raggiungimento e superamento del 65% di raccolta differenziata, come da obiettivo fissato dal Piano Rifiuti della Regione Lazio. Il 71,79% è il dato relativo al 2017 riportato dall’Osservatorio dei Rifiuti della Provincia di Latina, pari a 2.802,22 tonnellate. Il rifiuto urbano più differenziato è la frazione organica. A seguire le altre tipologie: carta e cartone, ingombranti, vetro, plastica, apparecchiature elettriche ed elettroniche, legno, metalli, tessili e abbigliamento, oli.

Rispetto al 2016 il tasso di differenziazione del Comune di Cori è cresciuto del 12,14%, attestandosi sopra la media provinciale (46,14%) e regionale (45,52%), Il paese lepino entra così nella top ten dei comuni ricicloni pontini, i più virtuosi nella conduzione ecosostenibile del ciclo dei rifiuti. È migliorata anche l’attenzione delle persone al conferimento: la produzione di indifferenziata pro-capite è diminuita del 19,81%, mentre la differenziata pro-capite è aumentata del 14,73%. Stabile la quantità di rifiuto organico domestico avviato a compostaggio, intorno alle 1.240 tonnellate.

Soddisfatti il Sindaco Mauro De Lillis e l’Assessore all’Ambiente Luca Zampi – “Hanno contribuito a questo risultato l’azienda Formula Ambiente e i suoi lavoratori, e soprattutto i nostri concittadini. Il loro impegno costante qualifica la nostra Città tra le più emancipate del Lazio per rispetto dell’ambiente e del territorio e quindi delle generazioni future. Sarebbe importante però realizzare un impianto pubblico provinciale, dal momento che questi progressi ecologici sono vanificati dal punto di vista tariffario dal monopolio privato nella gestione dello smaltimento di umido ed indifferenziato che ogni anno genera un innalzamento dei prezzi”.

Leggi tutto...

'Unione dei comuni per un nuovo capoluogo...'

villa comunale FrosinoneSi è tenuto lunedì scorso nell'auditorium di Viale Madrid un convegno organizzato da Unindustria di Frosinone, per presentare lo studio: “Unione dei comuni per un nuovo capoluogo – Sistema cooperativo di città del Frusinate”, commissionato dalla stessa Unindustria ad un gruppo di lavoro dell'Università di Tor Vergata, coordinato questo dalla Prof. Maria Prezioso. L'iniziativa è finalizzata alla creazione di una città capoluogo intercomunale, che dovrebbe comprendere Frosinone, Ferentino, Alatri, Ceccano, Veroli, Patrica, Supino e Torrice.

Leggendo la cronaca della giornata, tratta da un articolo di Stefano De Angelis sul Messaggero edizione locale, trapela dalle righe lo scetticismo di alcuni sindaci interessati. Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino nonché Presidente della Provincia, ha rinviato diplomaticamente alla necessità di “riflettere” su un piano che, tuttavia, considera “un'idea condivisibile”. Nicola Ottaviani, sindaco del capoluogo, non ha esitato a dirsi favorevole, ma non senza interrogarsi problematicamente sull'“oggetto” dell'eventuale contratto tra comuni. Roberto Caligiore, sindaco di Ceccano, invece, sembra proprio abbia voluto gettare la palla sugli spalti, auspicando la creazione di una “piccola regione senza Roma”, in luogo di una semplice città intercomunale.

I vantaggi che deriverebbero dalla creazione della città capoluogo intercomunale sono stati snocciolati dai promotori dello studio e dalla stessa prof. Prezioso. Con gli oltre 150 mila abitanti, la città potrebbe accedere direttamente ai fondi europei, della programmazione al 2020 e futura, oltre che agli incentivi statali previsti per le aggregazioni fra comuni; otterrebbe un miglioramento della qualità dei servizi (raccolta dei rifiuti, trasporti pubblici, viabilità, edilizia scolastica...) e l'ottimizzazione dei loro costi.

L'idea non è nuova; già in passato è stata posta all'attenzione dell'opinione pubblica. Ma la presente occasione ha il doppio merito di aver coinvolto il mondo accademico e, quindi, di aver introdotto un elemento di scientificità nel dibattito politico. Insomma, un concreto passo in avanti.

Lo scetticismo dei sindaci interessati non è del tutto infondato, viste le tendenze disgregative presenti da decenni sul nostro territorio e le difficoltà che bisogna affrontare per invertirle. La nostra provincia è preda da lungo tempo di un processo disgregativo che si manifesta sin dall'assetto topografico. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, i nostri centri abitati hanno iniziato a scivolare dalle colline verso la valle, inondandola di ville, case e casupole. In spregio ad ogni regola, mentre imbrattavamo le nostre campagne, disgregavamo i centri storici, dis-abitandoli e abbandonandoli spesso a se stessi. Così facendo, moltiplicavamo esponenzialmente i costi della caotica neo urbanizzazione (o meglio: dis-urbanizzazione!), e quelli di tutte le infrastrutture e servizi. I quali, a loro volta, non potevano che peggiorare. A tale disgregazione “fisica”, per di più e peggio, corrispondeva una inevitabile disgregazione sociale, che ha portato spesso le nostre comunità locali alla disintegrazione.

Ciò si aggiungeva, per altro verso, ad altre due tipiche tendenze del territorio frusinate: una antica, riguardante la già scarsa urbanizzazione originaria, vista la presenza e persistenza di comuni anche di poche centinaia di abitanti; e un'altra più recente, ma anch'essa quasi secolare, riguardante la nascita e la composizione stessa della nostra provincia (che, com'è noto, ha avuto un concepimento, un parto e un post partum non poco travagliati). A seguire, ne scaturiva una classe dirigente, non solo politica e amministrativa, non all'altezza degli immani compiti, sempre in attesa di un intervento esterno per risollevare le proprie sorti, mai in grado di fronteggiare adeguatamente il rapporto con Roma e le istituzioni sovraordinate, ma, anzi, spesso interessatamente condiscendente e prona di fronte ad esse.

Ma proprio tali tendenze e tali difficoltà dovrebbero suggerire l'urgenza di un intervento massiccio per invertire la direzione catastrofica della Provincia. La creazione di una città capoluogo intercomunale andrebbe in questo senso. E non solo garantirebbe l'acquisizione di nuovi finanziamenti esterni, una migliore gestione e qualità dei servizi e l'ottimizzazione dei loro costi, ma segnalerebbe, innanzitutto a noi stessi, che abbiamo invertito la mortale tendenza alla disgregazione, che non stiamo più ad aspettare che qualcuno venga a salvarci, che non nascondiamo più i nostri problemi dietro quelli nazionali e internazionali, che abbiamo preso coscienza del carattere endogeno della nostra condizione, che ora siamo divenuti consapevoli delle nostre potenzialità, che intendiamo procede con sicurezza e determinazione.

Allo scopo, è evidente, la riflessione e il dibattito tra i soli sindaci direttamente interessati, e la loro opinione, non possono bastare. E non dovrebbero bastare, visto che si tratta di creare un nuovo capoluogo di provincia.

Allo scopo non può bastare neanche fare squadra, che tutt'al più può servire a vincere un campionato. Qui si tratta di rifare la storia della provincia. Per far questo occorre fare comunità.

Allo scopo, al contrario, sarebbe assai utile che tutte le forze politiche e sociali, le amministrazioni pubbliche, le associazioni, si attivassero, ognuna per sé o congiuntamente, a diffondere la discussione tra la gente, a fornire dati e statistiche, a svolgere iniziative specifiche di approfondimento, coinvolgendo l'intero territorio provinciale e le sue comunità locali, portando la discussione all'interno delle famiglie finalmente riunite all'ora di cena.

E se non fossimo in grave ritardo, la discussione non verterebbe sul “se” realizzare la città capoluogo intercomunale, ma sul “come” realizzarla.

Frosinone 12 dicembre 2018

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Periferie. E' tornata la pace tra i Comuni e il Governo?

movimento 5 stelle bandiera 350 260Luca Frusone Deputato M5S - Bando periferie, Frusone: “Quello che promettiamo, facciamo”
Pare sia tornata la pace tra i Comuni e il Governo guidato da Giuseppe Conte sulla questione del bando Periferie. I famosi milioni di euro che alcuni Comuni dichiaravano scippati per le periferie, arriveranno e saranno persino di più. «Infatti – spiega Luca Frusone del Movimento 5 Stelle che partecipò a suo tempo all’incontro organizzato dal sindaco Ottaviani – avevamo sin da subito garantito mezzo miliardo per i primi 24 progetti, che poi era tutta la somma che aveva messo il Governo Renzi e rimandato il resto dei finanziamenti, sbloccando comunque un miliardo di euro per i Comuni virtuosi». Tale sblocco venne visto, soprattutto dagli esponenti del PD, come un furto ma, in realtà, contrattacca il deputato pentastellato «Non c’è stato nessun furto perché quei soldi erano dei Comuni e dovevano solo essere sbloccati. Il ritardo sulle periferie era dovuto alla pronuncia di incostituzionalità del bando stesso, a cui abbiamo ovviato, e al fatto che volevamo fare un nuovo controllo sui progetti vincenti». Durante l’incontro di Frosinone infatti vennero sollevati dubbi su come la commissione a guida PD aveva dato i punteggi premiando magari progetti che con la riqualificazione delle periferie avevano poco a che fare. «In legge di bilancio verrà stanziato un altro miliardo e 600 milioni per gli altri 96 progetti che se sommati ai 500 milioni già previsti, gli unici stanziati dal PD, e al miliardo per i Comuni virtuosi raggiungono una cifra elevatissima a dimostrazione dell’attenzione che abbiamo per gli Enti Locali» evidenzia Frusone che conclude dicendo «Ovviamente, date le dinamiche precedenti, abbiamo cambiato qualcosa. Infatti non saranno contribuiti a pioggia ma grazie a un nuovo meccanismo sarà la capacità di realizzazione dei Comuni e di giustificazione delle spese a misurare le ripartizioni che avverranno dal 2019. Insomma quello che vogliamo far capire non è solo che se promettiamo una cosa la manteniamo ma che per i sindaci si apre un capitolo nuovo, infatti non dovranno dimostrare di avere tessere di partito o santi in paradiso per ottenere fondi per i cittadini ma dovranno dimostrare di saper amministrare, progettare e spendere bene quei soldi, un concetto banale ma che in un Paese come l’Italia ha il profumo di rivoluzione».

 

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Frusone scrive ai sindaci “Difesa in aiuto dei Comuni”

M5S logo min - «La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei militari in ausiliaria, personale che può essere impiegato presso Comuni, Regioni e Pubbliche Amministrazioni, senza alcun costo aggiuntivo per gli Enti Locali – dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone – è un notevole passo in avanti per affermare un modello di Difesa che sappia integrare le esigenze della sicurezza nazionale con la salvaguardia dei territori e la tutela delle comunità per scopi non militari».

L’istituto dell’ausiliaria è il periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e, in alternativa, al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica Amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di cinque anni. L’istituto non ha origini recenti, ma – rileva il deputato pentastellato – «gli Enti Locali hanno usufruito pochissimo di questa possibilità perché non erano mai state pubblicate leLucaFrusone 3 350 260 liste con i nominativi e quindi diventava difficile per un Comune poter richiedere un aiuto a costo zero. Dal 2015 ho iniziato insieme ad altri colleghi questo lavoro per rendere pubblici i nominativi e a seguito dell’insediamento del Ministro Trenta ho lavorato con il suo Gabinetto per portare a termine il percorso».

«La valorizzazione e l’impiego efficace delle competenze acquisite dalle nostre forze armate – conclude Frusone – costituiscono un utile strumento per migliorare la qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni e della vita dei cittadini; una vera boccata d’ossigeno se pensiamo a quanto siano indispensabili professionisti qualificati che abbiano modo di mettere a posto, ad esempio, i piani di emergenza per le pubbliche calamità facendolo anche a costo zero. Ho provveduto a contattare i sindaci della nostra provincia: il ricorso al personale della Difesa in ausiliaria può essere un piccolo ma significativo aiuto per i primi cittadini ciociari nella gestione dei beni comuni».

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Segneri, M5S: nel Milleprotoghe 1 MLD di € ai comuni in pre-dissesto

M5S logo minEnrica Segneri: DECRETO MILLEPROROGHE, OK DAL SENATO DI 1 MLD DI EURO AI COMUNI IN PRE-DISSESTO FINANZIARIO
Roma, 07/08/2018 -  «Un miliardo di euro per i comuni italiani per evitare il dissesto. È questo il grande risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle grazie a due emendamenti del Decreto Milleproroghe approvato in Senato. Si tratta di misure che permettono un cambio di passo rispetto alle scellerate politiche di austerità dei precedenti Governi e che consentiranno di investire importanti risorse economiche sui territori. Nel 2016 il governo Renzi ha introdotto il pareggio di bilancio e i vincoli di bilancio hanno impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti. Gli spazi per investire si sono ristretti paurosamente, con grave danno per i cittadini. Questa dunque è una svolta decisiva che aiuterà i Comuni, grandi e piccoli, a progettare e ad investire. Con il primo emendamento liberiamo un miliardo per gli investimenti dei comuni, per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Con il secondo, eviteremo che molti enti locali in difficoltà finanziarie entrino nella spirale infernale della procedura di dissesto, che determina l'aumento automatico delle imposte, scaricando i costi della mala gestione sui cittadini e sulle imprese.» - lo dichiara con soddisfazione la deputata 5 Stelle Enrica Segneri che conclude - «E' un grande aiuto e una vittoria per le autonomie locali»

 

».

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Rincari Saf di Colfelice ai Comuni

movimento 5 stelle bandiera 350 260Il rincaro della tariffa per il conferimento dei rifiuti indifferenziati da parte dei comuni della provincia alla Saf di Colfelice, stimato intorno al 30% (da 102,94 euro a 138,68 euro a tonnellata) e predisposto retroattivamente da gennaio 2015, potrebbe comportare un aumento spropositato della tari per i cittadini.

“Purtroppo la questione - rileva il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone - risulta essere un caso di ordinaria disamministrazione che, ancora una volta, potrebbe gravare sui contribuenti onesti. Il notevole squilibrio tra la capacità di smaltimento della Saf, oltre 300 mila tonnellate di rifiuti l'anno, e le 74 mila tonnellate prodotte dai comuni ciociari, ha portato l'impianto di Colfelice a dipendere dai rifiuti che affluiscono da altre province (sia Roma che Latina) generando una situazione paradossale per cui i cittadini vengono danneggiati economicamente o dall'aumento della raccolta differenziata nei comuni della nostra provincia o dalla diminuzione di quantitativi di indifferenziata portati da fuori. Il 14 gennaio 2018 avevo segnalato che l'immobilismo dei sindaci e della Regione avrebbe provocato, molto probabilmente, una Tari più cara per evitare il fallimento dell'impianto di Colfelice, che, come abbiamo visto, è sovradimensionato rispetto alle esigenze provinciali. Il tempo che è passato da quella data ad oggi certifica l'inerzia amministrativa; nessun atto programmatico degno di nota è stato predisposto per rendere sostenibile la situazione prospettando così un risultato amaro: un nuovo pesante aumento delle bollette per i cittadini. Il ripensamento della Saf, il cui impianto ha linee obsolete e non tratta la differenziata, può essere affrontato solo da istituzioni in cui i cittadini siano protagonisti”.

“Sarà interessante vedere - conclude il deputato pentastellato Frusone - nel caso in cui non fosse scongiurato l'aumento della tari, se e come gli amministratori locali si assumeranno le loro responsabilità, rivendicando davanti ai cittadini i risultati delle loro azioni o, meglio, delle loro indecisioni, durante la campagna elettorale per le amministrative. Dal canto suo, la Regione, con il nuovo assessore competente in materia, dovrebbe convocare sindaci e amministrazione Saf per fare il punto della situazione: resta ancora da chiarire se la Saf, nel corso degli anni, abbia fatto pagare ai comuni una tariffa gonfiata a causa di voci non dovute relative ai benefit ambientali”

Leggi tutto...

Danni per buca stradale: come fare richiesta di risarcimento?

buca stradale 350 260di Stefania Manservigi di money.it - La manutenzione delle strade italiane non è purtroppo sempre impeccabile, e si rischia spesso di incorrere in guasti o danni al proprio veicolo. Come chiedere il risarcimento? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

A tutti sarà capitato di imbattersi in strade piene di buche o crepe, pericolose per chi si trova alla guida di un veicolo.
La manutenzione delle strade italiane, infatti, non è purtroppo sempre impeccabile e, a causa del maltempo, la situazione nell’ultimo periodo è peggiorata.
Le piogge e le nevicate dell’ultimo mese hanno rovinato ancora di più il già spesso provato manto stradale, mettendo in pericolo la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e anche pedoni.
Qualora si riportasse un danno a causa delle condizioni del manto stradale è possibile tuttavia chiedere il risarcimento dei danni all’ente che ha la gestione (e quindi la responsabilità della manutenzione) del tratto stradale interessato.
Come fare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.


Come chiedere il risarcimento danni per buca stradale?
E’ possibile richiedere il risarcimento dei danni per buca stradale alla Pubblica Amministrazione proprietaria o che gestisce il tratto stradale in tutti i casi configurati come danni da insidia. Si intendono danni da insidia tutti quei danni economici causati delle condizioni del manto stradale, della presenza di materiale pericoloso, di griglie e tombini rotti, di marciapiedi sconnessi, di guardrail non in sicurezza, di crollo di alberi o piante, di mancanza di segnaletica.
In questi casi cosa bisogna fare? Per chiedere il risarcimento occorre inviare una richiesta di risarcimento danni tramite raccomandata all’ente proprietario della strada, in quanto la Pubblica Amministrazione (come riconosciuto anche nella sentenza n.15384/06 della Cassazione) ha una responsabilità oggettiva per i beni demaniali in custodia.
Il danneggiato dovrà dare prova dell’evento subito, e del fatto che lo stesso sia derivato da una situazione di pericolo oggettivo. A tal proposito è utile allegare alla richiesta eventuale documentazione fotografica delle buche, e una testimonianze o il verbale delle autorità qualora queste fossero intervenute. Nel caso di danni a cose o persone occorre inoltre allegare anche referti medici e/o preventivi di riparazione di carrozziere, gommista o meccanico.
Va premesso che, in ogni caso, i tempi per il risarcimento tendono ad essere piuttosto lunghi.

Il risarcimento è sempre previsto?
Prima di inoltrare una richiesta di risarcimento danni per buca stradale, va tuttavia ricordato che il risarcimento non è sempre previsto.
La Pubblica Amministrazione, infatti, non è tenuta al risarcimento qualora riesca a provare che il danno sia stato causato da un comportamento del danneggiato.
Non sono risarcibili nemmeno i danni causati da eventi imprevedibili, come temporali violenti, nubifragi, calamità naturali con particolare intensità ed eccezionalità.
La responsabilità della Pubblica Amministrazione è esclusa anche in caso di presenza di un cantiere stradale in cui l’area è recintata e affidata alla custodia dell’impresa che ha l’appalto, che risponderà dei danni.

20 Marzo 2018

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Frusone: In 70 comuni del frusinate chiuderanno sportelli di Poste Italiane

LucaFrusone 350 260dall'Ufficio stampa del Deputato Luca Frusone M5S - A rischio chiusura sportelli di Poste Iitaliane in oltre 70 comuni.

«Sono oltre 4300 i comuni italiani che dal 2015 al 2019, via via, hanno visto e vedranno cancellare il servizio postale nel loro territorio. Oltre la metà dei comuni italiani. In provincia di Frosinone da febbraio di quest’anno molti sportelli in più di 70 comuni, stanno funzionando con il “recapito a giorni alterni”. S’inizia così, dicendo ai cittadini che "è solo un piano di razionalizzazione" e l'ufficio postale del posto resterà comunque aperto due o tre volte a settimana; si finisce invece (come già accaduto in molti di quei Comuni) con l'ufficio chiuso, il servizio postale smantellato, e i cittadini costretti a prendere l'automobile e a percorrere chilometri per arrivare all'ufficio postale superstite più vicino. E non solo i cittadini: aziende, servizi, turismo, molte piccole realtà italiane che sono però vivacissime da un punto di vista economico si ritrovano senza neanche lo sportello di Poste. La razionalizzazione degli sportelli non può avvenire senza tenere conto di un considerevole sviluppo e miglioramento dell’informatizzazione. Non si può ragionare sui tagli senza provvedere alle contromisure che garantiscano comunque i servizi ai cittadini.».

A denunciarlo il Deputato 5 Stelle Frusone che continua – «Davanti all'ennesimo smantellamento di un servizio indispensabile, di una rete capillare costruita sul territorio italiano con i sacrifici di generazioni di italiani, cosa conta di fare il Governo? Questo il MoVimento 5 Stelle ha chiesto durante il question time in Commissione Trasporti. La nuova ondata di tagli, inoltre, ha prodotto tonnellate di missive in giacenza, con bollette consegnate anche dopo la scadenza, e compromettendo persino invii prioritari, come raccomandate dell'Inps, avvisi di Equitalia e telegrammi. Questo scellerato piano di riorganizzazione, messo in atto con il benestare del Governo, contrasta persino con le norme UE che obbligano gli Stati membri ad assicurare la raccolta e la distribuzione degli invii postali al domicilio del destinatario, e lo stesso Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione che ribadiva la necessità, da parte degli Stati dell’Unione Europea, di garantire il servizio universale e il mantenimento degli sportelli postali nelle aree disagiate.» – e conclude – «Quindi oltre il danno anche la beffa, perché con questi tagli indiscriminati, l'Italia sta rischiando di incorrere in una procedura d'infrazione europea per violazione del diritto degli utenti. È davvero arrivato il momento di mandare questo governo a casa.»

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Frosinone. Perchè i Beni comuni siano davvero di tutti

Frosinone villa comunale 350 260di Ivano Alteri e Luciano Granieri - Nel referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre i cittadini di Frosinone, come nel resto del Paese, hanno bocciato in modo perentorio il tentativo di sovvertire la Carta del ’48. Un attentato ordito dal governo Renzi, sotto dettatura delle multinazionali e delle lobby finanziarie. Nonostante il fragore di un tale pronunciamento e di quelli precedenti, la nostra città è da anni ostaggio delle manovre di grandi gruppi privati interessati a speculare sui Beni Comuni. In particolare, Sanità ed Acqua sono da tempo alla mercé delle azioni predatorie ordite da grandi compagnie private, così come le ricchezze Archeologiche del territorio. Tali dinamiche non sarebbero possibile se non vi fosse una evidente acquiescenza degli amministratori locali. Nonostante la cittadinanza si sia espressa a favore dell’attuale Costituzione e in particolare ne invochi la sua applicazione, insomma, i governi nazionali e locali continuano a favorirne lo scempio.

Sanità

La tutela la Salute come “fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”, sancita dall'art. 32, è una delle previsioni costituzionali non garantite. Nonostante a Frosinone esista una struttura ospedaliere moderna, la dotazione di posti letto è inferiore al numero stabilito dai Lea (Livelli essenziali di assistenza).
Nel nosocomio cittadino mancano diverse unità operative complesse, come ad esempio pneumologia: un reparto fondamentale in una città il cui tasso di inquinamento atmosferico è il più alto in Italia.
La diagnostica preventiva e i laboratori di analisi sono stati totalmente ceduti alla gestione privata. Sono in essere convenzioni con strutture private oggetto di provvedimenti giudiziari, per comportamento fraudolento verso la Regione.
Il pronto soccorso è un girone infernale, con malati spesso parcheggiati in barelle di fortuna e con i medici in servizio per turni lunghissimi, anche 48 ore .
La medicina di prossimità, rivendicata come fiore all’occhiello dall’attuale Amministrazione regionale, è di fatto fallita per mancanza di personale medico.
Sovente capita di vedere pazienti che chiedono il costo di analisi e terapie, per capire se possono farvi fronte e spesso la decisione di curarsi viene rimandata a data da destinarsi per mancanza dei soldi necessari.

Acqua

Parallelamente alla critica situazione sanitaria, si registra la desolante questione dell’Erogazione Idrica, totalmente in mano alla multiutility Acea-Ato5 Spa. Nonostante il referendum del 2011 abbia sancito che sull’acqua è vietato fare profitti, l’azienda, che ha come maggiore azionista il Comune di Roma, continua a fatturare la quota di capitale garantito.
Calcolata in base agli impegni di spesa per l’adeguamento della rete, e per il presunto efficientamento del servizio, la tariffa idrica imposta è fra le più alte d’Italia. Il problema vero però è che degli investimenti promessi e addebitati in bolletta, ne sono stati realizzati meno della metà. La rete cittadina è obsoleta, il 70% dell’acqua non arriva ai rubinetti ma si perde per strada.
Una tale situazione richiederebbe un impegno economico rilevante per sistemare le tubazioni e ridurre le perdite, ma i soldi in Acea servono per foraggiare gli azionisti. A fine esercizio è fondamentale assicurare dividendi milionari ed è irrilevante se gran parte dell’acqua tracima dai tombini.
Dopo anni di lotte portate avanti da movimenti ed associazioni, la conferenza dei sindaci si era convinta a chiedere la “rescissione per colpa” del contratto di gestione con Acea. L’iter, lungo e tortuoso, era comunque iniziato, ma dalla riunione della consulta d’ambito, svoltasi nella prima decate di ottobre 2017, il sindaco del Capoluogo - condottiero dei primi cittadini disposti a rompere con la multiutility - dopo essere stato confermato alle elezioni cittadine, ha chiesto la “ricomposizione bonaria” del contenzioso, innescando una clamorosa retromarcia.

Archeologia

Nel corso degli anni, il territorio di Frosinone è stato interessato da importanti ritrovamenti archeologici che hanno suscitato grande interesse tra gli addetti ai lavori e tra i semplici cittadini. L'Anfiteatro Romano a Viale Roma, le Terme Romane e il Cittadino Volsco a De Matthaeis, il Villaggio Eneolitico e la Struttura Quadrata di epoca romano-repubblicana a Selva dei Muli..., sono testimonianze di valore inestimabile di una presenza antropica persistente sin dalle epoche più remote.
Tuttavia, le amministrazioni locali che si sono succedute nei decenni hanno avuto scarsa cura di tali ritrovamenti ed, anzi, hanno consentito il loro depauperamento. L'Anfiteatro Romano è sepolto sotto un palazzo; le Terme Romane sono minacciate da un'autorizzazione a costruire concessa dal Comune di Frosinone ad un privato; il Villaggio Eneolitico è stato rimosso a seguito dei lavori per la realizzazione dell'Interporto di Frosinone (poi mai realizzato!) e alcuni reperti sono irreperibili, mentre della Struttura Romana si sono perse le tracce.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che se le grandi compagnie di servizi, e in generale gli interessi privati, stanno facendo affari sulla pelle dei frusinati è anche grazie ai buoni uffici degli amministratori locali. In una città in cui la tutela della salute e l’accesso all’acqua hanno costi esorbitanti, e la cura della memoria è del tutto assente, “gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana” sono presenti come macigni sulla strada dell’eguaglianza sociale; mentre invece sarebbe compito della Repubblica rimuoverli, come sancito dall’art. 3 della Costituzione.

Per questi motivi riteniamo che dopo la vittoria del 4 dicembre, decisiva per preservare la nostra Costituzione da una manomissione devastante, il passo successivo fondamentale sia quello di assicurare l’applicazione dei principi costituzionali. E che sia importante iniziare questa battaglia a partire proprio dal nostro territorio.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Ospedale di Colleferro: «I Comuni propongano ricorso al Tar»

logocomitatodifesaospedalecolleferro 350 260

dal Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale - AI Sindaci, Agli Assessori, alla Sanità, Alle Giunte Comunali, Ai Presidenti delle Commissioni Sanità, Ai Presidenti dei Consigli Comunali, Ai Consiglieri comunali

All’indomani della pubblicazione nel BUR, il 20 luglio c.a., del DCA e Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, sulla nuova programmazione della rete ospedaliera nel biennio 2017-2018 (18.7.2017, n. U00291) abbiamo dato voce alla richiesta dei cittadini che Vi chiedono, in quanto Sindaci dei nostri Comuni e massime Autorità in materia sanitaria, di opporvi con ogni mezzo questo a grave provvedimento a danno della sanità pubblica nel territorio della valle del Sacco.
Abbiamo subito avviato con i cittadini una raccolta firme a Colleferro e negli altri Comuni della valle per chiedervi di avviare – qualora non lo abbiate già fatto – un Tavolo di discussione con il Presidente Zingaretti per ottenere la modifica del decreto e, qualora non doveste ottenere questo risultato, di presentare ricorso al TAR del Lazio.
Non vi può essere un utilizzo migliore delle tasse che paghiamo di quello destinato alla salvaguardia del nostro diritto alla salute e alle cure, non essendo una spesa per le Amministrazioni comunali bensì un investimento. Ci stiamo tuttavia autotassando, attraverso una colletta pubblica, per sostenere l’intero costo del ricorso al TAR del Lazio.
Considerata l’enorme importanza della questione e tenuto conto che i termini per ricorrere al TAR scadono il 19 ottobre, ancor prima di consegnarvi le firme raccolte, Vi chiediamo di incontrarci per avere informazioni e sapere se la revisione del testo del decreto è una priorità nella vostra Agenda politica, se sono in corso contatti con l’assessorato regionale e per conoscere lo stato dell’arte. Seduti tutti allo stesso Tavolo avremo la possibilità di avanzare una proposta di delibera, da condividere con tutti i Comuni interessati alla problematica. Mentre proseguiremo nella raccolta delle firme fino allo spirare della scadenza, chiediamo dunque ai Sindaci e/o loro delegati di incontrarci, così da avere un confronto diretto, franco e leale.
Partendo da questo questo Manifesto di consenso chiediamo infine ai Sindaci di portare le ragioni dei cittadini all’attenzione della Regione Lazio e di richiedere un Tavolo Tecnico tra Comune, Regione, Comitati e Associazioni per affrontare la problematica della sanità pubblica nel nostro territorio, a partire dalla situazione dell'ospedale di Colleferro, valutando le ricadute del DCA Zingaretti in materia di riorganizzazione della rete ospedaliera sul nostro nosocomio.

Colleferro, 3 ottobre 2017

Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici