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Postamat anche nei piccoli comuni del Lazio

Postamat minDichiarazione della Consigliera regionale Cristiana Avenali, responsabile piccoli comuni e contratti di fiume della Regione Lazio

«La modernizzazione e l’ampliamento del numero degli sportelli ATM Postamat è uno dei punti contenuti nell’Accordo, sottoscritto a Gennaio scorso da Regione Lazio con il Presidente Nicola Zingaretti, Poste italiane e Anci Lazio per il potenziamento sul territorio di progetti innovativi utili a garantire nuovi e più ampi servizi»- dichiara Cristiana Avenali, Responsabile Piccoli Comuni della Regione Lazio -. «Ancora un’azione importante, ancora un successo, che mostra come la Regione Lazio, anche con questo protocollo, abbia scelto la strada giusta per valorizzare e promuovere quello che è uno dei nostri patrimoni più importanti, cioè i Piccoli Comuni. Proprio loro che rappresentano oltre il 70% del totale dei Comuni del nostro Paese, sono infatti i luoghi dove sono custoditi natura, biodiversità, storia, bellezze architettoniche, tradizioni culinarie, saperi e sapori. E ciò che dobbiamo combattere è il loro abbandono e spopolamento e questo lo si può fare solo con azioni che riportino in quei posti i servizi e tutto quello che può riconsegnare a loro un protagonismo indispensabile per costruire un futuro di sostenibilità. Dobbiamo fare in modo che le persone vogliano e possano tornare a vivere quei luoghiregionelazio e iniziare a fornire un servizio come il bancomat postale vuol dire perfettamente questo. Quella di oggi, nel Comune di Cineto Romano - conclude Avenali - è la prima attivazione , domani saremo a Maenza, e nelle prossime settimane a Coreno Ausonio, Civitella D’agliano, Gorga. Nei prossimi mesi saranno sodisfatte tutte le richieste arrivate dai Comuni».

 

 

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Per l'efficientamento energetico e lo sviluppo sostenibile nei Comuni

LucaFrusone in Parlamento 350 260"Grazie al MoVimento 5 Stelle e al lavoro di squadra dei ministri Di Maio, Fraccaro e Lezzi, nel decreto legge Crescita abbiamo stanziato 500 milioni di euro per avviare opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo sostenibile nei Comuni di tutta Italia" dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone "Di questi fondi" continua il parlamentare alatrense "oltre 5,5 milioni di euro sono destinati ai Comuni della Provincia di Frosinone. In base al numero degli abitanti, i Comuni potranno usufruire dei finanziamenti (si va dai 50 mila euro per i piccoli Comuni ai 130 mila euro per i comuni più popolosi della nostra provincia) per aprire cantieri finalizzati al rinnovamento energetico degli edifici pubblici, alla mobilità sostenibile, all'abbattimento delle barriere architettoniche e alla messa in sicurezza delle strade, delle scuole e del patrimonio pubblico."

"I fondi saranno assegnati entro il 25 aprile e le opere dovranno essere avviate dai comuni entro il 15 ottobre 2019: un periodo di tempo preciso per evitare che le opere pubbliche restino su carta. Dopo i 400 milioni già stanziati in favore dei piccoli Comuni (di cui oltre 4 milioni stanziati per i piccoli Comuni della nostra Provincia), dopo il piano ProteggItalia da 11 miliardi varato dal Presidente Conte (di cui circa 83 milioni destinati al Lazio) e dopo le risorse stanziate per l'accesso alla rete Wi-Fi libera e gratuita nei Comuni" conclude il deputato pentastellato "abbiamo fatto un un'ulteriore passo in avanti per far ripartire il nostro Paese che ha bisogno di opere utili e diffuse e non di mastodontiche operazioni speculative"

 

 

 

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M5S, Wi-Fi gratuita in Italia e nel Lazio, prima i piccoli Comuni

WiFi diffuso 350 260 minItalia

Il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone interviene sul progetto “Piazza WiFi Italia” del Ministero dello Sviluppo Economico, guidato da Luigi Di Maio, che punta a rendere disponibile per tutti i cittadini una rete wifi gratuita, libera e diffusa sul territorio nazionale. “Ho segnalato ai sindaci della nostra Provincia la possibilità di richiedere punti WiFi per i Comuni da loro amministrati grazie ai quali cittadini, imprese e turisti potranno connettersi gratuitamente e in modo semplice, tramite l’applicazione dedicata, per usufruire di maggiori informazioni e creare migliori opportunità di sviluppo che hanno ricadute positive per il territorio” dichiara Frusone. Il progetto partiva dai Comuni colpiti dal terremoto del 2016 che ha interessato Abruzzo, Lazio e Umbria, ma adesso, grazie alle risorse stanziate dal governo, 45 milioni di euro, tutti i Comuni interessati possono fare richiesta dei punti wifi direttamente online, registrandosi sulla nuova piattaforma web accessibile dal sito http://wifi.italia.it/it/. La priorità nel soddisfacimento delle richieste sarà riservata ai Comuni con popolazione inferiore a 2.000 abitanti. Tale aspetto di vincinanza ai piccoli Comuni viene sottolineato dal deputato pentastellato che rileva: “L’obiettivo del nostro governo è consentire la crescita in ogni area del Paese con particolare attenzione verso quei territori che possono patire maggiori difficoltà. I piccoli centri, già interessati dal fondo di 400 milioni di euro (di cui più di 4 milioni di euro stanziati per i piccoli Comuni della nostra Provincia) per mettere in sicurezza strade, scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale, potranno contare anche su uno strumento imprescindibile di sviluppo quale l’accesso alla rete wifi libera e gratuita in grado di migliorare la situazione economica e sociale”.

Lazio

Roma, 27 febbraio – “Sono 253, di cui 161 con popolazione inferiore ai 2mila abitanti, su un totale di 378, i piccoli Comuni del Lazio che beneficeranno del progetto ‘Piazza Wifi Italia’ del Ministero dello Sviluppo Economico”. E’ il bilancio tracciato dai consiglieri regionali M5S del Lazio. “Si tratta di un’occasione unica per tutti i Comuni, e in particolare quelli con meno di 2mila abitanti, per superare l’isolamento digitale e fermare lo spopolamento – spiega la consigliera 5stelle Valentina Corrado, Responsabile M5S degli Enti locali - Per il progetto sono stati stanziati complessivamente 45 milioni di euro che permetteranno di realizzare aree wi-fi gratuite su tutto il territorio nazionale. I Comuni potranno fare richiesta di punti wifi direttamente online, registrandosi sulla nuova piattaforma web accessibile dal sito wifi.italia.it. Connettività gratuita per tutti i cittadini, per i turisti e per le imprese, significa più informazioni, più libertà, più democrazia. E significa dare la possibilità a territori in difficoltà, come ad esempio quelli colpiti dal sisma del 2016, di rinascere. Continuiamo a sostenere la crescita e lo sviluppo tecnologico in ogni area del Paese, nell’ottica della creazione di una vera Smart Nation”.

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Comuni Ricicloni, Cori al 72% di differenziata

comuni ricicloni minLegambiente Lazio ha fatto recapitare in questi giorni all’Amministrazione comunale di Cori l’attestato di Comune Riciclone 2018, a seguito del raggiungimento e superamento del 65% di raccolta differenziata, come da obiettivo fissato dal Piano Rifiuti della Regione Lazio. Il 71,79% è il dato relativo al 2017 riportato dall’Osservatorio dei Rifiuti della Provincia di Latina, pari a 2.802,22 tonnellate. Il rifiuto urbano più differenziato è la frazione organica. A seguire le altre tipologie: carta e cartone, ingombranti, vetro, plastica, apparecchiature elettriche ed elettroniche, legno, metalli, tessili e abbigliamento, oli.

Rispetto al 2016 il tasso di differenziazione del Comune di Cori è cresciuto del 12,14%, attestandosi sopra la media provinciale (46,14%) e regionale (45,52%), Il paese lepino entra così nella top ten dei comuni ricicloni pontini, i più virtuosi nella conduzione ecosostenibile del ciclo dei rifiuti. È migliorata anche l’attenzione delle persone al conferimento: la produzione di indifferenziata pro-capite è diminuita del 19,81%, mentre la differenziata pro-capite è aumentata del 14,73%. Stabile la quantità di rifiuto organico domestico avviato a compostaggio, intorno alle 1.240 tonnellate.

Soddisfatti il Sindaco Mauro De Lillis e l’Assessore all’Ambiente Luca Zampi – “Hanno contribuito a questo risultato l’azienda Formula Ambiente e i suoi lavoratori, e soprattutto i nostri concittadini. Il loro impegno costante qualifica la nostra Città tra le più emancipate del Lazio per rispetto dell’ambiente e del territorio e quindi delle generazioni future. Sarebbe importante però realizzare un impianto pubblico provinciale, dal momento che questi progressi ecologici sono vanificati dal punto di vista tariffario dal monopolio privato nella gestione dello smaltimento di umido ed indifferenziato che ogni anno genera un innalzamento dei prezzi”.

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'Unione dei comuni per un nuovo capoluogo...'

villa comunale FrosinoneSi è tenuto lunedì scorso nell'auditorium di Viale Madrid un convegno organizzato da Unindustria di Frosinone, per presentare lo studio: “Unione dei comuni per un nuovo capoluogo – Sistema cooperativo di città del Frusinate”, commissionato dalla stessa Unindustria ad un gruppo di lavoro dell'Università di Tor Vergata, coordinato questo dalla Prof. Maria Prezioso. L'iniziativa è finalizzata alla creazione di una città capoluogo intercomunale, che dovrebbe comprendere Frosinone, Ferentino, Alatri, Ceccano, Veroli, Patrica, Supino e Torrice.

Leggendo la cronaca della giornata, tratta da un articolo di Stefano De Angelis sul Messaggero edizione locale, trapela dalle righe lo scetticismo di alcuni sindaci interessati. Antonio Pompeo, sindaco di Ferentino nonché Presidente della Provincia, ha rinviato diplomaticamente alla necessità di “riflettere” su un piano che, tuttavia, considera “un'idea condivisibile”. Nicola Ottaviani, sindaco del capoluogo, non ha esitato a dirsi favorevole, ma non senza interrogarsi problematicamente sull'“oggetto” dell'eventuale contratto tra comuni. Roberto Caligiore, sindaco di Ceccano, invece, sembra proprio abbia voluto gettare la palla sugli spalti, auspicando la creazione di una “piccola regione senza Roma”, in luogo di una semplice città intercomunale.

I vantaggi che deriverebbero dalla creazione della città capoluogo intercomunale sono stati snocciolati dai promotori dello studio e dalla stessa prof. Prezioso. Con gli oltre 150 mila abitanti, la città potrebbe accedere direttamente ai fondi europei, della programmazione al 2020 e futura, oltre che agli incentivi statali previsti per le aggregazioni fra comuni; otterrebbe un miglioramento della qualità dei servizi (raccolta dei rifiuti, trasporti pubblici, viabilità, edilizia scolastica...) e l'ottimizzazione dei loro costi.

L'idea non è nuova; già in passato è stata posta all'attenzione dell'opinione pubblica. Ma la presente occasione ha il doppio merito di aver coinvolto il mondo accademico e, quindi, di aver introdotto un elemento di scientificità nel dibattito politico. Insomma, un concreto passo in avanti.

Lo scetticismo dei sindaci interessati non è del tutto infondato, viste le tendenze disgregative presenti da decenni sul nostro territorio e le difficoltà che bisogna affrontare per invertirle. La nostra provincia è preda da lungo tempo di un processo disgregativo che si manifesta sin dall'assetto topografico. A partire dagli anni Settanta del secolo scorso, i nostri centri abitati hanno iniziato a scivolare dalle colline verso la valle, inondandola di ville, case e casupole. In spregio ad ogni regola, mentre imbrattavamo le nostre campagne, disgregavamo i centri storici, dis-abitandoli e abbandonandoli spesso a se stessi. Così facendo, moltiplicavamo esponenzialmente i costi della caotica neo urbanizzazione (o meglio: dis-urbanizzazione!), e quelli di tutte le infrastrutture e servizi. I quali, a loro volta, non potevano che peggiorare. A tale disgregazione “fisica”, per di più e peggio, corrispondeva una inevitabile disgregazione sociale, che ha portato spesso le nostre comunità locali alla disintegrazione.

Ciò si aggiungeva, per altro verso, ad altre due tipiche tendenze del territorio frusinate: una antica, riguardante la già scarsa urbanizzazione originaria, vista la presenza e persistenza di comuni anche di poche centinaia di abitanti; e un'altra più recente, ma anch'essa quasi secolare, riguardante la nascita e la composizione stessa della nostra provincia (che, com'è noto, ha avuto un concepimento, un parto e un post partum non poco travagliati). A seguire, ne scaturiva una classe dirigente, non solo politica e amministrativa, non all'altezza degli immani compiti, sempre in attesa di un intervento esterno per risollevare le proprie sorti, mai in grado di fronteggiare adeguatamente il rapporto con Roma e le istituzioni sovraordinate, ma, anzi, spesso interessatamente condiscendente e prona di fronte ad esse.

Ma proprio tali tendenze e tali difficoltà dovrebbero suggerire l'urgenza di un intervento massiccio per invertire la direzione catastrofica della Provincia. La creazione di una città capoluogo intercomunale andrebbe in questo senso. E non solo garantirebbe l'acquisizione di nuovi finanziamenti esterni, una migliore gestione e qualità dei servizi e l'ottimizzazione dei loro costi, ma segnalerebbe, innanzitutto a noi stessi, che abbiamo invertito la mortale tendenza alla disgregazione, che non stiamo più ad aspettare che qualcuno venga a salvarci, che non nascondiamo più i nostri problemi dietro quelli nazionali e internazionali, che abbiamo preso coscienza del carattere endogeno della nostra condizione, che ora siamo divenuti consapevoli delle nostre potenzialità, che intendiamo procede con sicurezza e determinazione.

Allo scopo, è evidente, la riflessione e il dibattito tra i soli sindaci direttamente interessati, e la loro opinione, non possono bastare. E non dovrebbero bastare, visto che si tratta di creare un nuovo capoluogo di provincia.

Allo scopo non può bastare neanche fare squadra, che tutt'al più può servire a vincere un campionato. Qui si tratta di rifare la storia della provincia. Per far questo occorre fare comunità.

Allo scopo, al contrario, sarebbe assai utile che tutte le forze politiche e sociali, le amministrazioni pubbliche, le associazioni, si attivassero, ognuna per sé o congiuntamente, a diffondere la discussione tra la gente, a fornire dati e statistiche, a svolgere iniziative specifiche di approfondimento, coinvolgendo l'intero territorio provinciale e le sue comunità locali, portando la discussione all'interno delle famiglie finalmente riunite all'ora di cena.

E se non fossimo in grave ritardo, la discussione non verterebbe sul “se” realizzare la città capoluogo intercomunale, ma sul “come” realizzarla.

Frosinone 12 dicembre 2018

 

 

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Periferie. E' tornata la pace tra i Comuni e il Governo?

movimento 5 stelle bandiera 350 260Luca Frusone Deputato M5S - Bando periferie, Frusone: “Quello che promettiamo, facciamo”
Pare sia tornata la pace tra i Comuni e il Governo guidato da Giuseppe Conte sulla questione del bando Periferie. I famosi milioni di euro che alcuni Comuni dichiaravano scippati per le periferie, arriveranno e saranno persino di più. «Infatti – spiega Luca Frusone del Movimento 5 Stelle che partecipò a suo tempo all’incontro organizzato dal sindaco Ottaviani – avevamo sin da subito garantito mezzo miliardo per i primi 24 progetti, che poi era tutta la somma che aveva messo il Governo Renzi e rimandato il resto dei finanziamenti, sbloccando comunque un miliardo di euro per i Comuni virtuosi». Tale sblocco venne visto, soprattutto dagli esponenti del PD, come un furto ma, in realtà, contrattacca il deputato pentastellato «Non c’è stato nessun furto perché quei soldi erano dei Comuni e dovevano solo essere sbloccati. Il ritardo sulle periferie era dovuto alla pronuncia di incostituzionalità del bando stesso, a cui abbiamo ovviato, e al fatto che volevamo fare un nuovo controllo sui progetti vincenti». Durante l’incontro di Frosinone infatti vennero sollevati dubbi su come la commissione a guida PD aveva dato i punteggi premiando magari progetti che con la riqualificazione delle periferie avevano poco a che fare. «In legge di bilancio verrà stanziato un altro miliardo e 600 milioni per gli altri 96 progetti che se sommati ai 500 milioni già previsti, gli unici stanziati dal PD, e al miliardo per i Comuni virtuosi raggiungono una cifra elevatissima a dimostrazione dell’attenzione che abbiamo per gli Enti Locali» evidenzia Frusone che conclude dicendo «Ovviamente, date le dinamiche precedenti, abbiamo cambiato qualcosa. Infatti non saranno contribuiti a pioggia ma grazie a un nuovo meccanismo sarà la capacità di realizzazione dei Comuni e di giustificazione delle spese a misurare le ripartizioni che avverranno dal 2019. Insomma quello che vogliamo far capire non è solo che se promettiamo una cosa la manteniamo ma che per i sindaci si apre un capitolo nuovo, infatti non dovranno dimostrare di avere tessere di partito o santi in paradiso per ottenere fondi per i cittadini ma dovranno dimostrare di saper amministrare, progettare e spendere bene quei soldi, un concetto banale ma che in un Paese come l’Italia ha il profumo di rivoluzione».

 

 

 

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Frusone scrive ai sindaci “Difesa in aiuto dei Comuni”

M5S logo min - «La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei militari in ausiliaria, personale che può essere impiegato presso Comuni, Regioni e Pubbliche Amministrazioni, senza alcun costo aggiuntivo per gli Enti Locali – dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone – è un notevole passo in avanti per affermare un modello di Difesa che sappia integrare le esigenze della sicurezza nazionale con la salvaguardia dei territori e la tutela delle comunità per scopi non militari».

L’istituto dell’ausiliaria è il periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e, in alternativa, al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica Amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di cinque anni. L’istituto non ha origini recenti, ma – rileva il deputato pentastellato – «gli Enti Locali hanno usufruito pochissimo di questa possibilità perché non erano mai state pubblicate leLucaFrusone 3 350 260 liste con i nominativi e quindi diventava difficile per un Comune poter richiedere un aiuto a costo zero. Dal 2015 ho iniziato insieme ad altri colleghi questo lavoro per rendere pubblici i nominativi e a seguito dell’insediamento del Ministro Trenta ho lavorato con il suo Gabinetto per portare a termine il percorso».

«La valorizzazione e l’impiego efficace delle competenze acquisite dalle nostre forze armate – conclude Frusone – costituiscono un utile strumento per migliorare la qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni e della vita dei cittadini; una vera boccata d’ossigeno se pensiamo a quanto siano indispensabili professionisti qualificati che abbiano modo di mettere a posto, ad esempio, i piani di emergenza per le pubbliche calamità facendolo anche a costo zero. Ho provveduto a contattare i sindaci della nostra provincia: il ricorso al personale della Difesa in ausiliaria può essere un piccolo ma significativo aiuto per i primi cittadini ciociari nella gestione dei beni comuni».

 

 

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Segneri, M5S: nel Milleprotoghe 1 MLD di € ai comuni in pre-dissesto

M5S logo minEnrica Segneri: DECRETO MILLEPROROGHE, OK DAL SENATO DI 1 MLD DI EURO AI COMUNI IN PRE-DISSESTO FINANZIARIO
Roma, 07/08/2018 -  «Un miliardo di euro per i comuni italiani per evitare il dissesto. È questo il grande risultato ottenuto dal Movimento 5 Stelle grazie a due emendamenti del Decreto Milleproroghe approvato in Senato. Si tratta di misure che permettono un cambio di passo rispetto alle scellerate politiche di austerità dei precedenti Governi e che consentiranno di investire importanti risorse economiche sui territori. Nel 2016 il governo Renzi ha introdotto il pareggio di bilancio e i vincoli di bilancio hanno impedito ai Sindaci di utilizzare gli avanzi di amministrazione accumulati negli esercizi precedenti. Gli spazi per investire si sono ristretti paurosamente, con grave danno per i cittadini. Questa dunque è una svolta decisiva che aiuterà i Comuni, grandi e piccoli, a progettare e ad investire. Con il primo emendamento liberiamo un miliardo per gli investimenti dei comuni, per migliorare la qualità di vita dei cittadini. Con il secondo, eviteremo che molti enti locali in difficoltà finanziarie entrino nella spirale infernale della procedura di dissesto, che determina l'aumento automatico delle imposte, scaricando i costi della mala gestione sui cittadini e sulle imprese.» - lo dichiara con soddisfazione la deputata 5 Stelle Enrica Segneri che conclude - «E' un grande aiuto e una vittoria per le autonomie locali»

 

».

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Rincari Saf di Colfelice ai Comuni

movimento 5 stelle bandiera 350 260Il rincaro della tariffa per il conferimento dei rifiuti indifferenziati da parte dei comuni della provincia alla Saf di Colfelice, stimato intorno al 30% (da 102,94 euro a 138,68 euro a tonnellata) e predisposto retroattivamente da gennaio 2015, potrebbe comportare un aumento spropositato della tari per i cittadini.

“Purtroppo la questione - rileva il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone - risulta essere un caso di ordinaria disamministrazione che, ancora una volta, potrebbe gravare sui contribuenti onesti. Il notevole squilibrio tra la capacità di smaltimento della Saf, oltre 300 mila tonnellate di rifiuti l'anno, e le 74 mila tonnellate prodotte dai comuni ciociari, ha portato l'impianto di Colfelice a dipendere dai rifiuti che affluiscono da altre province (sia Roma che Latina) generando una situazione paradossale per cui i cittadini vengono danneggiati economicamente o dall'aumento della raccolta differenziata nei comuni della nostra provincia o dalla diminuzione di quantitativi di indifferenziata portati da fuori. Il 14 gennaio 2018 avevo segnalato che l'immobilismo dei sindaci e della Regione avrebbe provocato, molto probabilmente, una Tari più cara per evitare il fallimento dell'impianto di Colfelice, che, come abbiamo visto, è sovradimensionato rispetto alle esigenze provinciali. Il tempo che è passato da quella data ad oggi certifica l'inerzia amministrativa; nessun atto programmatico degno di nota è stato predisposto per rendere sostenibile la situazione prospettando così un risultato amaro: un nuovo pesante aumento delle bollette per i cittadini. Il ripensamento della Saf, il cui impianto ha linee obsolete e non tratta la differenziata, può essere affrontato solo da istituzioni in cui i cittadini siano protagonisti”.

“Sarà interessante vedere - conclude il deputato pentastellato Frusone - nel caso in cui non fosse scongiurato l'aumento della tari, se e come gli amministratori locali si assumeranno le loro responsabilità, rivendicando davanti ai cittadini i risultati delle loro azioni o, meglio, delle loro indecisioni, durante la campagna elettorale per le amministrative. Dal canto suo, la Regione, con il nuovo assessore competente in materia, dovrebbe convocare sindaci e amministrazione Saf per fare il punto della situazione: resta ancora da chiarire se la Saf, nel corso degli anni, abbia fatto pagare ai comuni una tariffa gonfiata a causa di voci non dovute relative ai benefit ambientali”

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Danni per buca stradale: come fare richiesta di risarcimento?

buca stradale 350 260di Stefania Manservigi di money.it - La manutenzione delle strade italiane non è purtroppo sempre impeccabile, e si rischia spesso di incorrere in guasti o danni al proprio veicolo. Come chiedere il risarcimento? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

A tutti sarà capitato di imbattersi in strade piene di buche o crepe, pericolose per chi si trova alla guida di un veicolo.
La manutenzione delle strade italiane, infatti, non è purtroppo sempre impeccabile e, a causa del maltempo, la situazione nell’ultimo periodo è peggiorata.
Le piogge e le nevicate dell’ultimo mese hanno rovinato ancora di più il già spesso provato manto stradale, mettendo in pericolo la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e anche pedoni.
Qualora si riportasse un danno a causa delle condizioni del manto stradale è possibile tuttavia chiedere il risarcimento dei danni all’ente che ha la gestione (e quindi la responsabilità della manutenzione) del tratto stradale interessato.
Come fare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.


Come chiedere il risarcimento danni per buca stradale?
E’ possibile richiedere il risarcimento dei danni per buca stradale alla Pubblica Amministrazione proprietaria o che gestisce il tratto stradale in tutti i casi configurati come danni da insidia. Si intendono danni da insidia tutti quei danni economici causati delle condizioni del manto stradale, della presenza di materiale pericoloso, di griglie e tombini rotti, di marciapiedi sconnessi, di guardrail non in sicurezza, di crollo di alberi o piante, di mancanza di segnaletica.
In questi casi cosa bisogna fare? Per chiedere il risarcimento occorre inviare una richiesta di risarcimento danni tramite raccomandata all’ente proprietario della strada, in quanto la Pubblica Amministrazione (come riconosciuto anche nella sentenza n.15384/06 della Cassazione) ha una responsabilità oggettiva per i beni demaniali in custodia.
Il danneggiato dovrà dare prova dell’evento subito, e del fatto che lo stesso sia derivato da una situazione di pericolo oggettivo. A tal proposito è utile allegare alla richiesta eventuale documentazione fotografica delle buche, e una testimonianze o il verbale delle autorità qualora queste fossero intervenute. Nel caso di danni a cose o persone occorre inoltre allegare anche referti medici e/o preventivi di riparazione di carrozziere, gommista o meccanico.
Va premesso che, in ogni caso, i tempi per il risarcimento tendono ad essere piuttosto lunghi.

Il risarcimento è sempre previsto?
Prima di inoltrare una richiesta di risarcimento danni per buca stradale, va tuttavia ricordato che il risarcimento non è sempre previsto.
La Pubblica Amministrazione, infatti, non è tenuta al risarcimento qualora riesca a provare che il danno sia stato causato da un comportamento del danneggiato.
Non sono risarcibili nemmeno i danni causati da eventi imprevedibili, come temporali violenti, nubifragi, calamità naturali con particolare intensità ed eccezionalità.
La responsabilità della Pubblica Amministrazione è esclusa anche in caso di presenza di un cantiere stradale in cui l’area è recintata e affidata alla custodia dell’impresa che ha l’appalto, che risponderà dei danni.

20 Marzo 2018

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