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M5S Veroli: 'Farsa PD in Consiglio Comunale a Veroli'

m5s bandiera 350 260 minM5S Veroli - Farsa PD in Consiglio Comunale a Veroli.

Anche a Veroli il Partito Democratico continua a dare spettacolo di superficialità e mancanza di visione politica, ieri in Consiglio il PD ha presentato una mozione che aveva come punto focale la discussione dell'eco-bonus, la sua ricaduta sull'indotto di Cassino e la richiesta al Presidente della Provincia Pompeo (del PD) di convocare un tavolo provinciale sul lavoro. Peccato che i presentatori non hanno ben compreso che questa proposta non ha nessun effetto negativo sullo stabilimento di Cassino, infatti il piano industriale ufficiale FCA prevede a Cassino “restyling e ibridazione, plug-in Giulia e Stelvio e nuova Maserati Duv "suv medio" combustione normale e ibrida”, senza considerare che c'è già un' attenzione particolare sulla questione della salvaguardia occupazionale dell'indotto cassinate, grazie anche a una risoluzione in Commissione Lavoro della nostra Portavoce alla Camera Enrica Segneri

É scontato quindi che questa mozione ha il solo scopo di gettare confusione tra i cittadini, ma ancor di più quello che i politici e gli amministatori Verolani dovrebbero chiedersi è cosa invece hanno fatto fino ad oggi loro per dare una spinta al commercio ed al lavoro a Veroli, noi riteniamo che è stato fatto poco o niente, anzi, quello che si sta facendo a nostro avviso è snaturare costantemente l'unico grande evento che porta ricchezza a Veroli “I Fasti Verulani”, attraverso degli eventi di bassissimo livello sponsorizzati costantemente come fastissimo o fastissimi, lasciando così un brand consolidato ed importante per la cittadinanza verolana alla mercé di piccoli eventi vuoti e senza una visione commerciale e politica futura.

 

 

 

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Discarica di Colleferro: Convocate il Consiglio comunale!

Discarica colleFagiolara incendio 350 260 minIl Sindaco di Colleferro insiste sul fatto che la discarica comunale di Colle Fagiolara chiude a fine 2019, in adempimento alla Legge Regionale n.17 del 2016 (art.3, comma 85), la quale però prevedeva come condizione per la dismissione dell’impianto la presentazione di un dettagliato PIANO DI CHIUSURA entro 60 giorni, ovvero entro i primi giorni di marzo 2017, termine ormai trascorso da quasi 2 anni senza che il Piano sia stato nemmeno elaborato.

Oltre a questa inadempienza, che tutti dimenticano e che anche l’Amministrazione di Colleferro ha rimosso, sono i numeri oggi a dimostrare che la discarica molto probabilmente non potrà chiudere.

Il Sindaco di Colleferro ha affermato che la discarica può accettare conferimenti di rifiuti fino a 35 TIR al giorno con un carico di 30 tonnellate ciascuno, cioè circa 1000 tonnellate al giorno.
Posto che l’attività della discarica si svolge per circa 300 giorni l’anno, nel 2019 saranno conferite circa 300.000 tonnellate, il doppio di quanto previsto dalla Determinazione della Regione Lazio (2.10.2018, n. G12290), la quale aveva indicato in 140.000 ton/anno la quantità massima conferibile nell’impianto, precisando che "la durata della discarica è di 3,5 anni". Infatti, colle Fagiolara è autorizzata fino al 3 aprile 2022 (cap. 3 della Relazione allegata alla Determinazione).

Alla fine del 2019, quindi, resterà una capacità di circa 200.000 tonnellate, poiché la stessa Determinazione regionale indica in 510.000 tonnellate la capacità residua della discarica (cap.1 della Relazione), pari a un volume ancora abbancabile di 590.000 mc.

Ora, la recente Relazione della Dirigente della Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti (allegata alla DGR Lazio 26.10.2018, n. 614) aggiorna il fabbisogno impiantistico per le discariche di tutto il territorio regionale e dei singoli ATO (ambito territoriale ottimale), i quali corrispondono alle cinque province del Lazio (Relazione, cap. “Valutazioni sul fabbisogno”).
Per quanto riguarda le discariche, l’ATO di Roma viene indicato come autosufficiente stante l’esistenza di due impianti attivi: Civitavecchia e Colleferro.
Del resto, già con la precedente Determinazione (DR 11.6.2018, n. G07509), la Regione Lazio aveva indicato come impianti di discarica asserviti al fabbisogno dell’ATO di Roma i suddetti siti, indicando la capacità residua degli stessi in 160.000 tonnellate per Civitavecchia e in 510.000 tonnellate (590.000 mc) per Colleferro, per un totale di circa 670.000 tonnellate.
Nella tabella n.10 della Relazione (allegata alla DGR Lazio 26.10.2018, n. 614) la Direzione Regionale indica il nuovo fabbisogno complessivo per lo smaltimento in discarica, per tutto il Lazio, negli anni dal 2019 al 2023.
Secondo le previsioni della Regione Lazio, perciò, nel 2019 il fabbisogno per lo smaltimento complessivo dell’ATO di Roma sarà di circa 430.000 tonnellatecomitatoresidenticolleferro 350 260 mentre nel 2020 sarà di circa 320.000 tonnellate per un totale, in questi due anni, di circa 750.000 tonnellate.
Questo quantitativo non potrà che essere soddisfatto – quasi interamente - con le due discariche esistenti nell’ATO di Roma, fra cui Colle Fagiolara, visto che la stessa Regione Lazio ha dichiarato nella citata Relazione che nel medesimo ATO “non sono previsti ampliamenti o nuove discariche” e per realizzarne una sono necessari circa 3 anni.
E neppure è possibile “esportare” i rifiuti negli altri ATO ed impianti del Lazio, visto che la discarica Mad di Roccasecca (FR) e quella di Viterbo restano asservite al fabbisogno dei rispetti ATO, come la Regione ha più volte ribadito.
Ergo, la discarica di Colle Fagiolara non potrà chiudere alla fine del 2019 e forse neppure alla fine del 2020.

Di fondamentale importanza sarà la richiesta agli enti preposti, da parte del Comitato, di poter interagire in contraddittorio in tema di controlli, al fine di rendere pubblico sistematicamente ogni risultato di un laboratorio accreditato, scelto dal comitato stesso, che certifichi le cause dei miasmi.

Chiediamo con urgenza la convocazione del Consiglio comunale affinchè la nostra Amministrazione assuma impegni concreti nel più alto consesso civico e favorisca nei fatti la partecipazione e la conoscenza della reale situazione della discarica da parte dei cittadini, invitando ad intervenire i rappresentanti della Regione, dell’Arpa, della Asl, di Lazio Ambiente, comitati e associazioni che nel tempo si sono impegnati per questo territorio.

Ina Camilli
Contrada Fontana degli Angeli
00034 Colleferro – Roma

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Ceccano. A quando il prossimo Consiglio Comunale?

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola, Consigliera comunale dell'URD* di Ceccano - Nonostante le numerose e partecipate manifestazioni pubbliche contro "Puzza", che sta ammorbando da troppo tempo la città, togliendoci il respiro e destando notevole preoccupazioni per la nostra salute, nulla si è risolto.
Nè sono valsi i vari mandati, da me conferiti in consiglio comunale al Sindaco Caligiore, qualora ce ne fosse stato bisogno in quanto massima autorità in materia di igiene e sanità pubblica, per far luce sull'origine di tali immissioni odorigene ed attivarsi in tutte le sedi competenti al fine di risolvere tale problematica.

Ormai la popolazione è allo stremo in quanto tali odori nauseabondi hanno accompagnato le afose giornate e nottate estive, impedendo ai cittadini di godere liberamente degli svaghi all'aperto. Ciò che più preoccupante è il persistere di tali immissioni che si ripropongono violentemente in qualsiasi ora del giorno e della notte.
Stante il perdurare di tali fenomeni, il sottoscritto consigliere comunale dell'U.R.D. ritiene necessario ed urgente convocare un consiglio comunale per capire quali provvedimenti sono stati presi dal Sindaco Caligiore per affrontare tale problema.

Tanto più che nel consiglio comunale aperto del 16 giugno u.s., richiesto da tutti i consiglieri di opposizione, si era votata all'unanimità dei presenti una mozione che tra le altro prevedeva la convocazione trimestrale di un'assise comunale per fare il punto della situazione sulle azioni intraprese ed i risultati ottenuti dal Sindaco relativamente a tale problematica.

Per completezza di discussione, stante la delibera di giunta n. 187 del 13 luglio u.s. con la quale si approvava la convenzione con l'Associazione Centro Studi Tolerus, per un supporto alle attività dell'ufficio emergenze ambientali, è opportunamente necessario che gli esperti della predetta associazione relazionino sul lavoro svolto sin ad oggi, come da incarico conferito dal Sindaco Caligiore e dal suo esecutivo.

Stante l'impegno preso con la cittadinanza, in piena attuazione dei principi di trasparenza e partecipazione, è indispensabile che in tempi brevissimi il Presidente del Consiglio convochi l'assise per discutere della richiamata problematica, senza alcun tentennamento ed indugio.

 

*URD: Unione per il Rinnovamento Democratico

 

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Ceccano: un consiglio comunale per la salute.

ceccano palazzo antonelli 350 253di Valentino Bettinelli - Ambiente, salute, inquinamento, depuratore, puzza. Parole queste che, per i ceccanesi, sono diventate una realtà quotidiana. Purtroppo alle nude parole si lega una triste storia fatta di malattie e perdite dolorose per tutti i residenti nella Valle del Sacco.

La città di Ceccano, unica dell’area ad essere completamente attraversata dal corso del fiume, è forse la più colpita dall’emergenza. Ai problemi del fiume si unisce, anche, la sgradevole presenza del depuratore ASI di Colle San Paolo che, costantemente, fa sì che il paese venga colpito da sgradevoli ondate di cattivo odore.
Una situazione generale che ha scosso la cittadinanza, spingendola a manifestare e a ribellarsi; una richiesta di aiuto profonda e straziante che, fino ad ora, non aveva ricevuto grandi risposte.

A seguito della richiesta degli otto consiglieri di opposizione, il Presidente Corsi ha convocato, per la giornata di ieri, una seduta straordinaria del consiglio comunale.
L’assemblea, per l’occasione aperta e con possibilità di intervento, ha visto la presenza dei maggiori esponenti degli enti addetti al monitoraggio e dei rappresentanti politici regionali, uniti, in maniera trasversale, dall’interesse per il tema in questione.

La presenza e gli interventi dei tanti convenuti hanno permesso a tutti di aprire meglio gli occhi su questa situazione. Il grido alla risoluzione ragionata è stato unanime. Anche i numerosi interventi popolari hanno contribuito a rendere il consiglio un momento di vera aggregazione.
Una mattinata sicuramente utile per creare delle basi solide affinché si possa superare un’emergenza divenuta ormai insostenibile per la popolazione. La salute pubblica ha riunito, in maniera plurale, i pensieri e le idee di cambiamento della società civile e della politica.
A volte si pensa che il problema debba essere staccato dalle aule e dai luoghi della politica. È proprio quest'ultima, invece, esercitata nei modi più corretti e nel dialogo tra forze, l’unica in grado di trovare delle soluzioni concrete ad un problema che necessità di tempi lunghi e lavoro costante.

Una prima pietra è stata posata, ed è estremamente significativo che tutto ciò sia stato fatto proprio a Ceccano. La vita e la salute dei cittadini merita un’attenzione che non dovrà limitarsi al pur interessante tavolo di ieri, ma che, grazie alla trazione di tutte le forze politiche locali, dovrà smuovere le acque decisionali a livello nazionale.

 

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A Ferentino c'è un corvo in consiglio comunale?

Ferentino municipio 350 260di Maurizio Berretta,  intervento nel Consiglio comunale del 09 maggio 2018 - Cari colleghi Consiglieri comunali, Presidente del Consiglio, Assessori, Sindaco.
Poco prima di Natale ho sporto denuncia contro ignoti perché’ su diversi telefoni della città, giravano messaggi diffamatori ed infamanti nei miei confronti, provenienti da un numero sconosciuto. il metodo era quello delle “catene di sant’Antonio”, terminava infatti con fatelo girare.
Le falsità e calunnie riportate testualmente “Il sottoscritto aveva percepito 234 mila euro dalle amministrazioni precedenti… che mi dovevo vergognare….e che non faccio un cazzo dalla mattina alla sera”.
Diversi organi d’informazione ripresero la notizia, e tanti concittadini telefonarono per dimostrarmi solidarietà e vicinanza
Potrete però immaginare lo stato d’animo non tanto del sottoscritto, tanto dei miei familiari, in particolare genitori, moglie e figlio, ma ho sempre cercato di sdrammatizzare verso gli stessi, pensando ad una goliardata di ragazzi.
Ieri sono stato convocato d’urgenza dalle forze dell’ordine per essere verbalizzato, e mi sono state rivolte domande ben precise alle quali ho risposto puntualmente, lo stupore e l’amarezza è stata tanta, infatti durante la verbalizzazione alle domande ben precise, ho appreso che tutta l’attenzione degli inquirenti è rivolta ad un collega consigliere comunale , che siede in questa assise, esattamente, un consigliere comunale, che oltretutto ricopre anche un ruolo d’importanza istituzionale, e che la sua collocazione politica e’ avversa alla mia.
Non vi nascondo l’amarezza e lo sconforto, pensare che invece di una “bambinata d’asilo nido”, dietro a quell’appellativo di “corvo”, ribattezzato dagli organimaurizioberretta 350 d’informazione, per quelle malsane azioni, punibili dalla legge italiana, si celava una persona che dovrebbe rappresentare la città di Ferentino, una città insignita dalla medaglia d’oro al valor civile, e tra le più importanti a livello provinciale.
Quando si subiscono queste diffamazioni, non è facile mantenere un equilibrio nella sfera privata, familiare e lavorativa, spiegare che le falsità inoltrate sono e restano falsità o ingiurie.
Ancor più grave è l’offesa, di chi, dovrebbe rappresentare la cittadinanza per la quale è stato votato, chi ha l’onore di sedere in quest’aula.
Se fosse stata una bravata, di qualche giovine, forse ci si poteva passare anche sopra, ma apprendere che l’autore “attenzionato dagli inquirenti”, delle ingiurie ed infamità è un rappresentante delle istituzioni , nonché adulto, beh allora mi sono convinto a procedere fino in fondo sia nell’azione penale, che di rito civile, già ieri ho fatto esplicita richiesta di costituzione di parte civile, attiverò ogni azione per tutelare la mia immagine, sia nella sfera privata, che in quella prettamente politica. sia chiaro che l’eventuale risarcimento, che richiederò nella misura massima ottenibile, sarà da me destinato per attività di valenza benefica e sociale, in quanto vivo e mantengo la mia famiglia con il sacrificio del lavoro, della mia vita d’imprenditore.
E’ sconvolgente apprendere che nella contrapposizione politica, si possa arrivare ad attivare queste azioni malsane e malate, che in questa tornata elettorale, non si possa fare a meno delle azioni volte alla diffamazione ed alle infamie.

Mi rivolgo a voi tutti colleghi consiglieri, al sindaco Antonio Pompeo affinché vogliate, in modo sereno, far riflettere l’autore di queste azioni, se è il caso che lo stesso si dimetta, che abbandoni volontariamente l’attuale seduta di consiglio comunale.
Che sempre serenamente valutiate se è ancora il caso di continuare a sostenere e difendere chi agisce con questi mezzi, poco consoni ad un rappresentante politico ed istituzionale di questa città, pertanto a non rendervi ulteriormente complici con la difesa ad oltranza.
Sono disponibile a richiedere 10 minuti di sospensione per queste riflessioni, così da essere fatte nel modo più sereno possibile.
È l’ultimo consiglio comunale di questa legislatura, caratterizzata a volte da situazioni poco consone a questo contesto, di certo non poteva che terminare con un epilogo più amaro e sconcertante, seppur l’ultimo, dimostriamo alla città di essere persone che possono continuare ad amministrarle, salvaguardando la parte più buona e sana.
Scusate lo sfogo, ma viene da chi ha sempre creduto fortemente nelle istituzioni ed ancor prima nel rispetto umano e civile, sedere ogni singola volta per me in quest’aula, è motivo d’orgoglio.
Rassereniamo il clima, la sospensione di 10 minuti ha questa finalità, anche perché se questi sono i presupposti ed i contenuti della campagna elettorale, dei miei cosiddetti avversari politici, allora significa che in questa città c’è bisogno di una robusta iniezione di maturità.

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Ceccano. 16 febbraio: LIP per Reddito minimo in Consiglio Comunale

ceccano palazzo antonelli 350 253Angelino Loffredi - Nella città di Ceccano non si esaurisce l’impegno del Comitato Promotore per la raccolta di firme a sostegno della proposta popolare di legge regionale denominata “Reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro”.
Le notizie più interessanti che confermano l’ampio sostegno di cui gode l’iniziativa sono due:
- La disponibilità dichiarata ad autenticare le firme da parte del consigliere comunale Marco Mizzoni, che va ad aggiungersi a quella già annunciata di cinque consiglieri comunali: Luigi Compagnoni, Manuela Maliziola, Giulio Conti, Pino Malizia e Gianni Querqui.
- La decisione unanime presa dalla Conferenza dei Capigruppo di convocare il Consiglio Comunale per il 16 febbraio per approvare, appunto, la Delibera di sostegno alla proposta di legge regionale.
Merita di essere precisato altresì che per fare esaminare dalla Regione una proposta di legge regionale sono necessarie 10.000 firme raccolte nella Regione oppure l’approvazione di tale deliberazione da parte di 10 consigli comunali.

Il positivo impegno preso dalla Conferenza e la presumibile approvazione del Consiglio comunale, dopo l’avvenuta approvazione del comune di Pofi, costituirebbe non solo una eccezionale decisione ma anche una ulteriore sollecitazione verso gli altri comuni della Regione.

 
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Veroli. Il Consiglio comunale del 29 luglio

veroli comune 350 260dall'Ufficio stampa del Comune di Veroli - Il Consiglio comunale di Veroli nella seduta odierna ha approvato sia la salvaguardia e la verifica degli equilibri di bilancio, con le relative variazioni, nonché il DUP, il documento unico di programmazione 2018/2019. Tutti adempimenti da effettuare entro il 31 luglio e che hanno visto l’Ente, in un momento nel quale altri Comuni sono purtroppo in difficoltà finanziaria, garantire ed assicurare la continuità contabile ed amministrativa indispensabile per continuare ad erogare servizi alla cittadinanza, specie nel sociale.

Risposta alle interrogazioni

In merito all’interrogazione-petizione degli amici del M5S sugli emolumenti come alte professionalità ai funzionari del Comune di Veroli, il Sindaco ha, innanzitutto, precisato che il Comune di Veroli non continua ad erogare retribuzioni di posizione oltre il limite legale previsto considerandole legittime. Infatti, le indennità dei responsabili di settore del Comune di Veroli, già da tempo, vengono corrisposte secondo i parametri fissati dalla legge, ed in particolare entro i limiti fissati dal contratto del comparto enti locali.
In merito all’interrogazione avanzata dagli amici del movimento 5 stelle, il sindaco ha poi riferito che con i decreti sindacali dell’08/10/2014, veniva attribuita ai responsabili di servizio, a decorrere dal 15/10/2014, l’indennità di posizione, applicando altresì gli importi previsti per le alte professionalità ai sensi dell’art. 10 del C.C.N.L. del personale delle Regioni e delle Autonomie Locali.
La corresponsione dell’indennità di alta professionalità avveniva a seguito della verifica dell’esistenza dei requisiti soggettivi richiesti. “Tutti i suddetti responsabili – ha precisato Cretaro – sono in possesso dei titoli di studio e dei titoli professionali richiesti dal contratto collettivo nazionale di settore (lauree specialistiche, master universitari e iscrizione ai relativi albi professionali), oltre alla esperienza ultradecennale maturata nello svolgimento delle funzioni loro attribuite”.
Successivamente, le organizzazioni sindacali ipotizzavano il mancato rispetto da parte dell’Ente comunale della procedura prevista dall’art. 10 del C.C.N.L. del personale del comparto delle regioni e delle autonomie locali del 22/11/2004 relativamente alle “Alte professionalità”.
Si prendeva atto, quindi, dei rilievi mossi e si procedeva in via cautelativa alla revoca dei predetti decreti sindacali, riparametrando gli importi attribuiti nell’ambito dei limiti previsti dall’art. 10 del C.C.N.L. Al riguardo, il sindaco ha assicurato amici del movimento 5 stelle, che sull’argomento si è attivata la Corte dei Conti presso cui si è personalmente recato per esporre quanto successo e che si è in attesa delle relative determinazioni dell’organo di controllo.
È stato poi fatta una precisazione in merito alla richieste di rendere pubblici gli stipendi dei dipendenti comunali. “Il Sindaco – ha avuto modo di precisare Cretaro – non ha nessuna competenza né tanto meno il potere di rendere pubblici gli stipendi dei singoli funzionari o dipendenti comunali, essendo un preciso obbligo che la legge pone in capo esclusivamente ai dirigenti (il Comune di Veroli non ha dirigenti se non il segretario comunale che è tale per legge) e agli amministratori comunali. Inoltre, la normativa impone l’obbligo di pubblicare il costo complessivo dei collaboratori degli organi di indirizzo politico, che nel Comune di Veroli, ammontano a zero euro, contrariamente a quanto appreso ieri dagli organi di stampa nazionali, dove gli importi corrisposti ai collaboratori dei politici del Comune di Roma supereranno di 5 milioni di euro quelli spesi dalla giunta Marino”. Fatta questa doverosa premessa e riprendendo gli slogan sui “troppi soldi” ed i “ricchi importi” erogati, è bene anche in questo caso rendere giustizia su quanto riportato e, soprattutto, enfatizzato.
L’ammontare delle indennità di cui si discute, e precisamente quelle attinenti alle “Alte professionalità”, che sarebbero state illegittimamente erogate in misura diversa a 6 funzionari comunali, cioè ai vari capi-settore, è pari ad una cifra cha varia da un minimo di 1.000,00 euro ad un massimo di 3.000,00 euro all’anno; somme sicuramente importanti, soprattutto se non debitamente percepite, ma oggettivamente lontane da quelle che si vorrebbe lasciar intendere dalle informazioni diffuse.

Gli stipendi del livello "D"

Sempre ai fini di una ricostruzione fattuale veritiera e per evitare ulteriori strumentalizzazioni, anche se tali importi possono essere facilmente reperiti in quanto riguardanti dipendenti di livello “D”, si ritiene opportuno precisare che attualmente lo stipendio netto complessivo dei funzionari interessati da questa vicenda varia da un minimo di Euro 2.081,00 ad un massimo di Euro 2.167,00 mensili, importo omnicomprensivo di tutte le varie indennità previste dalla legge, comprese quelle di cui discutiamo. Questi sono i “lauti emolumenti” che vengono percepiti da funzionari in possesso di lauree, master post universitari ed iscrizioni ad albi ed abilitazioni a svariate professioni e che dirigono settori e servizi di prioritaria importanza per la cittadinanza. Tutto ciò, in presenza di una carenza di personale molto elevata (attualmente il Comune di Veroli ha circa 65 dipendenti rispetto ai 250 previsti dalla pianta organica) che si riesce a sopperire grazie all’impegno, alla disponibilità e alla professionalità dei nostri responsabili di settore, che va ben oltre di quanto previsto dai contratti di collettivi. “Corre l’obbligo di ingraziarli – ha concluso il sindaco Cretaro – per l’impegno profuso quotidianamente soprattutto a servizio dell’intera Città di Veroli unitamente a tutti gli altri dipendenti comunali”.
Unico intervento, quello del consigliere di minoranza Marino Diamanti, il quale ha preso atto di quanto esposto e dell’informativa del sindaco evidenziano che è sempre imbarazzante discutere di tali argomentazioni tecniche ma che è bene sottolineare come per ogni componente politica, sia fondamentale il supporto e la collaborazione dei funzionari e dei dipendenti comunali per attuare i programmi politici con i quali hanno avuto la legittimità ed il consenso della cittadinanza.

 
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Colleferro. Per l’ospedale insoddisfatti del voto del Consiglio comunale

Ospedale di Colleferro 350 260da Comitato a difesa dell’ospedale di Colleferro - La giornata di venerdì 28 aprile 2017 è stata dedicata, con due importanti appuntamenti, all'ospedale L.P. Delfino di Colleferro.
La mattina il Comitato libero “A difesa dell'Ospedale di Colleferro – Coordinamento territoriale, insieme alle associazioni Avis e Cittadinanza Attiva - Tribunale per i diritti del Malato, hanno incontrato decine e decine di cittadini con un presidio sotto il nosocomio. Nonostante l’insistente pioggia e il freddo fuori stagione, gli attivisti hanno presidiato lo spazio antistante l'ospedale per ascoltare i cittadini che, preoccupati per la sorte del nosocomio, stanno aderendo in molti al Comitato, mentre i volontari Avis nel frattempo donavano il sangue (con i consueti e non risolti problemi organizzati).
Assenti tutti rappresentanti istituzionali invitati, dai Sindaci, alla Regione, ai Dirigenti dell’Azienda sanitaria ASL RM 5, né messaggi a sostegno, salvo poche eccezioni. Della loro condivisione eravamo certi, visto che il 16 febbraio 2016 – più di un anno fa – i Sindaci del comprensorio avevano stato preso l’impegno di organizzare una manifestazione.
Secondo alcuni i Sindaci si sarebbero dissociati perché avrebbero preferito manifestare sotto la sede della Regione Lazio e non nel Comune di Colleferro.
Non è un bel segnale, ma sbagliano se pensano che basti questo per sfilarsi dalle loro responsabilità, commentano dal Comitato. Le politiche sanitarie sono di competenza della Regione e i Sindaci sono le prime Autorità in materia di salute pubblica. Q
La situazione della sanità territoriale è davvero allarmante. Colleferro è in linea con le carenze dell’intero distretto. “Nessuno ci ascolta, ma non molliamo - affermano i referenti del Comitato - non vogliamo e non possiamo abbassare la guardia di fronte al muro di silenzio dei nostri rappresentanti, di fronte alla mancanza di comunicazione da parte delle Istituzioni e della stessa Dirigenza sanitaria. E’ stata aperta da qualche mese una Nuova Ala, della quale non si conosce il progetto e dopo milioni di euro spesi tutto si è risolto nel mero trasferimento di reparti. Rivogliamo i 4 reparti che sono stati trasferiti a Palestrina, vogliamo il DEA di primo livello che Colleferro e l'intero territorio meritano perché lo richiede lo stato di salute gravemente compromesso da decenni di inquinamento ambientale".
Questo, a gran voce, gli interventi sotto l'ospedale durante la manifestazione, che si è conclusa con la raccolta di 115 nuove adesioni al Comitato, la reiterazione della richiesta di incontro al Presidente Zingaretti e al Prefetto di Roma.
Nei giorni scorsi dopo la proclamazione del sit-in del Comitato è arrivata la convocazione, nel pomeriggio dello stesso giorno, del Consiglio comunale sulla situazione dell’ospedale.
Al primo punto all’ordine del giorno del Consiglio – che da straordinario, è inspiegabilmente diventato ordinario! - la discussione della mozione presentata da una parte dell'opposizione il 16 febbraio. Clima teso, interventi imbarazzati, forse anche per l’assenza dell’assessore alla Sanità, Stanzani. "Una mozione discussa senza la presenza dell’assessore di settore e respinta con 9 voti contrari – Sindaco Sanna, Stendardo, Cangemi, Moratti, Rossi, Guadagno, Gabrielli, Palombi, Siniscalchi – e 8 favorevoli - Cacciotti, Pizzuti, Girardi, Nappo, Santucci, Del Brusco, Girolami, Poli (della maggioranza), commentano dal Comitato libero “A difesa dell'Ospedale”. Un voto che ci fa pensare. Perché essere contrari all’istituzione di un Tavolo tecnico aperto anche a comitati e associazioni? Perché non ascoltare in Consiglio comunale l'avvocato Colabianchi che ha curato e vinto il ricordo al TAR del Lazio? Perché non convocare in audizione il Direttore generale della ASL RM 5, dottor De Salazar, che gli nega (e ci nega) il confronto sul Nuovo Atto Aziendali e su tutti i precedenti accordi non attuati?
Il compito più difficile per noi ora è come far comprendere ai nostri cittadini le motivazioni politiche della maggioranza che, onestamente, non riusciamo a comprendere e con noi non lo comprenderanno anche tutte quelle persone che ci telefonano, ci scrivono, ci fermano per strada preoccupati per le sorti del nosocomio e del ridisegno della nostra sanità pubblica".
Gabriella Collacchi, Portavoce
Ina Camilli, Coordinatore
Mail:
FB: A difesa dell’ospedale di Colleferro
Collferro, 30 aprile 2017

 
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Psi Ceccano. Triste epilogo del Consiglio Comunale e di Caligiore

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonio Ciotoli, Segretario Psi Ceccano - Caligiore e il triste epilogo del Consiglio Comunale del 21 febbraio u.s..
La replica tardiva del Sindaco in chiusura del Consiglio Comunale del 21 febbraio scorso lascia sbigottiti e anche inorriditi e offesi per un modo di fare che, se per mesi è voluto sembrare quello “di uno sprovveduto”, oggi si palesa in tutta chiarezza come l’ennesimo disperato tentativo, volontario e spregiudicato, di continuare a gettare fumo o polvere negli occhi dei cittadini ceccanesi, per mero profitto personale in termini di immagine e di preservazione di una stima comunque ormai e irrimediabilmente in caduta libera presso l’opinione pubblica.

Quello che il Sindaco ha rappresentato nei cinque minuti più tristi e infausti del suo mandato di certo non rappresentano oggi né Ceccano né la sua guida amministrativa cui ha cercato di ricondurre «un rispetto delle regole e delle leggi, una onestà intellettuale» francamente non sempre pervenute.

Quanto da noi qui contestato è dimostrato dai fatti e dalle azioni di questa maggioranza amministrativa e trova fondamento non tanto nelle finalità o nelle motivazioni delle azioni intraprese, pure legittimate da una qualsivoglia propria visione politica, ma nella loro attuazione, costantemente in difetto di regolarità o completezza dei passaggi amministrativi necessari e richiesti dalla legislazione vigente:

- vedi la gestione autorizzativa e contabile delle ultime due iniziative natalizie; vedi la mancanza della gara di appalto per il trasporto scolastico; vedi il mancato rispetto delle norme che regolamentano le attività dei LL.PP; vedi la proroga del servizio di raccolta dei rifiuti urbani (differenziata) in assenza di un nuovo bando già pubblicato; vedi il taglio dei cipressi al Cimitero cittadino in assenza di un parere tecnico, redatto e recepito dall'Amministrazione comunale solo dopo l’abbattimento; vedi l’incapacità di richiedere e dunque ottenere finanziamenti extra bilancio che siano anche solo regionali, per non dire comunitari; vedi l’incapacità di promuovere il territorio in ogni ambito; vedi l’isolamento amministrativo che tiene Ceccano lontana dalle altre Associazioni dei Comuni; vedi la riduzione drammatica della percentuale di differenziata, passata da un quasi 70% a un miserevole “sotto il 45%”; vedi la crescita costante degli sforamenti dei livelli di polveri sottili registrata negli ultimi due anni; vedi le bugie sull’ACEA; vedi la mancanza della manutenzione stradale; vedi l’affidamento a privati della pubblica illuminazione.

Le rappresentazioni fatte dal Sindaco Caligiore della città, delle motivazioni che animano la sua maggioranza, della sua presunta incisività amministrativa, della sua presunta onestà intellettuale, quelle magari si che le ha potute vedere in qualche film di recente uscita.

Certo è che quel film non è stato girato nella nostra città, e almeno non nell'ultimo anno e mezzo.

L’altro giorno c’erano poche e semplici cose che per onestà intellettuale, qualora Caligiore ne sia davvero dotato, avrebbe potuto fare in Consiglio Comunale: guardare in faccia la sua originaria maggioranza in frantumi, prendere coscienza finalmente della sua fallimentare esperienza amministrativa, chiedere scusa alla cittadinanza per i danni amministrativi arrecati o previsti per il futuro, oltre che per le occasioni che non ha saputo cogliere, e rassegnare le dimissioni.

Niente di tutto ciò. Il lunedì grasso ceccanese è stato anticipato di una settimana con uno spettacolo circense di tutto riguardo, e andato in scena con tanto di truppe cammellate e autoincensatori, senza un motivo, un perché o una giustificazione che possa essere considerata neanche lontanamente verosimile o sostenibile da chiunque altro dotato di buon senso.

Il Consiglio di martedì è stata la goffa messa in onda di inesattezze, smascheramenti reciproci e involontari su strategie inutili quanto sciocche, escogitate dai sopraffini Richelieu della maggioranza per evitare il confronto o il solo chiarimento su quello che ormai, di fatto, è il segreto di Pulcinella: il fallimento amministrativo e politico di Caligiore e i suoi.

La discontinuità tra il passato il presente c'è e si vede, diciamo noi; non serve affannarsi tanto a ricordarla o a evocarla: è ormai sotto gli occhi o sulle bocche di molti, se non già di tutti, e sarebbe ingiusto o presuntuoso da parte di chi fa opposizione reclamare la paternità esclusiva di questo smascheramento: per meglio dire, già da soli vi bastate.

Quindi, buon carnevale Sindaco Caligiore; l’auspicio e che dopo le frappe, gli struffoli e il gran ballo della contea, Lei, Ruspandini & Co. gettiate definitivamente la maschera e Vi facciate da parte, per il bene della città e in segno di rispetto per coloro che, inconsapevoli, sono caduti nel vostro “grande bluff”.

PSI- Sezione “S. Pertini” Ceccano

Il Segretario – Antonio Ciotoli

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Veroli. Consiglio comunale fa sua petizione del M5S

veroli comune 350 260M5S Veroli - Accolta in toto la Petizione dei 5 Stelle
Lunedì 13 in consiglio comunale è stata discussa la petizione proposta dagli attivisti M5S in merito all'inquinamento elettromagnetico e delle polveri sottili con la petizione gli attivisti pentastellati di Veroli chiedevano di avviare attività di vigilanza e controllo in collaborazione con l'ARPA degli impianti e dei luoghi a rischio inquinamento elettromagnetico e di inserire sul sito dell'Ente i relati dati ARPA al fine di rendere i risultati più trasparenti e condivisi possibile, inoltre si chiedeva anche il controllo dell'inquinamento da polveri sottili in località Giglio di Veroli e Castelmassimo ed infine èra richiesta anche una mappatura di tutti gli impianti a rischio presenti sul territorio comunale. Con grande soddisfazione gli attivisti M5S hanno constatato la piena disponibilità da parte dell'Ente, e soprattutto nella figura dell'Assessore all'ambiente, il quale, riferendo in Consiglio Comunale ha confermato che a seguito della petizione è stata inviata richiesta all'ARPA per monitorare tutti i luoghi pubblici sensibili del territorio riguardante sia l'elettrosmog che l'inquinamento dell'aria, riferendo anche che è stato richiesto al gestore delle reti elettriche di mappare la rete individuando tutti i possibili punti sensibili e di inserire il tutto sul sito del comune di Veroli.
Gli attivisti si ritengono molto soddisfatti per l'accoglimento della petizione in tutte le sue parti e sperano che l'ARPA avvii al più presto i rilevamenti su tutto il territorio Verolano.
Infine gli attivisti amici del M5S di Veroli vogliono ringraziare soprattutto tutti i cittadini che hanno sostenuto la petizione.

 
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