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UDI - Diffida al Presidente del Consiglio

UDI 350 260 minUnione Donne in Italia


Al Presidente del Consiglio dei Ministri


Siamo cittadine del mondo e alle donne di tutto il mondo è rivolto un attacco senza precedenti: incarnato dal Congresso mondiale delle famiglie.

- Contro l’interruzione di gravidanza volontaria

- Contro la liberà di difendersi dalla violenza degli uomini

- Contro la libertà di unirsi per amore

- Contro la libertà di scegliere il paese in cui vivere

- Contro l’Europa voluta dalle donne, sede di un diritto superiore

- E, soprattutto contro la Convenzione di Istanbul, la carta che impegna gli stati a contrastare la violenza contro native e migranti. Usurpatori dei diritti e delle parole che noi abbiamo riempito di significati nel nostro cammino.

 

I capi di movimenti patriarcali vogliono tornare a un modello di famiglia che noi abbiamo già archiviato: quella del padre padrone. Noi la famiglia la stiamo cambiando, perché non sia più la patria della violenza e dell’arbitrio sulle donne e sui loro figli. Coloro che si oppongono a questa rivoluzione non violenta si servono di parole virulente contro le donne e le loro conquiste, contro la libertà di scegliere di tutti.

Hanno deciso di occupare Verona per confermare una seria opzione sul Governo italiano, che a sua volta si è inchinato di fronte a una parte, già dall’insediamento del ministro Fontana, pur essendo chiamato a governare il paese nella sua complessità.

Con alterne vicende e con la reiterazione di smentite e conferme, a una vera e propria forza di occupazione è stata spalancata la porta principale del Paese. L’opera concretizzata simboleggiata dal Ddl Pillon (per ridare a padri violenti la tutela sui figli), dal Ddl Gasparri (per anteporre i diritti dell’embrione a quelli della madre) costituisce il messaggio di benvenuto al congresso di Verona.

Noi che lavoriamo per cambiare il Paese lottando e svelando il vero volto dei capi, diffidiamo politicamente questo governo per aver usato il nostro Paese per amplificare il messaggio minaccioso della misoginia mondiale e lo invitiamo ad astenersi dall’intaccare diritti acquisiti, duramente conquistati, e riconosciuti dalla comunità internazionale.

Roma, 30 marzo 2019 Unione Donne in Italia

 

 

 

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Ospedale Colleferro: attesa sentenza del Consiglio di Stato

logocomitatodifesaospedalecolleferro 350 260Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro”. Coordinamento territoriale - Vogliamo rassicurare tutti che cittadini, Comitato residenti Colleferro e gruppo Consulta le Donne con il sostegno del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale sono costituiti in giudizio al Consiglio di Stato nel ricorso contro la Regione Lazio, la Asl Roma 5, il Ministero della Salute e il Comune di Palestrina, che nel 2015 hanno “trasferito” i reparti di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia dell’ospedale L.P. Delfino di Colleferro a quello di Palestrina.

I “famosi” comitati , dopo aver spinto in tutti i modi i Comuni di Colleferro, Gorga, Valmontone, Anagni, Artena, Segni, Montelanico, Paliano e Carpineto Romano a presentare appello in sede giurisdizionale, hanno, a loro volta, depositato l’atto di intervento ad adiuvandum a sostegno delle ragioni dei Comuni appellanti.

Sulla vicenda processuale dell’ospedale di Colleferro è del tutto assente la dovuta informazione ai cittadini e il Sindaco di Colleferro, Sanna, non vuole farci sapere – chissà perché poi - che sul contenzioso dei reparti materno-infantili il Consiglio di Stato ha pronunciato un’ordinanza. Invece di aggiornarci sugli sviluppi si permette di fare allusioni sui comitati nel social.

Il Consiglio ha disposto che, prima della sentenza definitiva, la Asl e la Regione Lazio (che ha lasciato scadere i termini senza produrre la documentazione) devono depositare 2 relazioni per verificare se, a seguito del “trasferimento” dei reparti materno-infantili si sia verificata una riduzione dell’offerta sanitaria, con riferimento al Pronto soccorso con 10 posti letto, all’unità di anestesia e rianimazione con 6 posti letto, alla terapia intensiva e cardiologica h 24, al laboratorio analisi, sale operatorie e navette h 24, alle consulenze pediatriche e reparti specialistici di otorinolaringoiatra, urologia, nefrologia-dialisi all’unità di anestesia e rianimazione.

Ci lascia molto perplessi l’affidamento delle relazioni di “verificazione”, da cui dipendono le sorti del ricorso - direttamente alle “controparti”. La Asl Roma 5 infatti ha provveduto a depositarla e, come prevedibile, ha descritto un quadro esageratamente positivo al punto che il trasferimento non ha dato luogo ad alcuna riduzione dell’offerta sanitaria.

Aver delegato alla Regione e alla Asl questa analisi lascia poco spazio a un esito favorevole e all’accoglimento del ricorso. Non capiamo perché tale scelta non sia stata contestata dai Comuni appellanti, visto l’evidente conflitto di interessi della ASL. come parte in causa e come “verificatore”. Ancora meno comprendiamo perché i Comuni non abbiano chiesto di nominare un proprio consulente che potesse formulare le proprie osservazioni tecniche.

Spetta ai Sindaci dare conto della reale situazione dei servizi sanitari, depositando una relazione e lo stesso farà il Comitato per mettere in rilievo l’inadeguatezza del livello assistenziale, che non è in grado di soddisfare le esigenze dell’utenza, e la mancanza di misure idonee a garantire l’efficienza del Sistema sanitario nazionale, ribadendo quanto sostenuto nell’appello.

La nostra battaglia legale poggia sulla difesa del fondamentale diritto costituzionale dei cittadini a curarsi, sulle criticità sanitarie della valle del Sacco e sulle rinunce a cui sono stati costretti gli abitanti del territorio a seguito del suddetto “trasferimento”.

I “famosi” comitati hanno anche il “merito” di aver letteralmente costretto le Amministrazioni locali, dopo una lunga e martellante campagna di sensibilizzazione durata 5 mesi, a ricorrere al Consiglio di Stato e ad accedere agli strumenti legali a disposizione. Ricordiamo infatti che i Comuni non avevano presentato istanza di prelievo per sollecitare la fissazione dell’udienza al Consiglio di Stato, come disposto dalla sentenza del TAR!

Non ha giovato peraltro alla strategia processuale la decisione dei Comuni di sostituire il legale per ricorrere in appello al Consiglio di Stato “in ragione del prezzo più basso offerto per l’incarico”. Al Sindaco sarà sembrato sempre troppo alto, visto che considera buttati i soldi (nostri) spesi in difesa dell’ospedale, come ha avuto modo di scrivere su FB.

Il legale che è stato sostituito aveva ottenuto risultati assolutamente rilevanti (trasposizione del ricorso straordinario dal Capo dello Stato al TAR, accoglimento dell’istanza cautelare e fissazione della discussione del merito in tempi brevissimi) e ciò fa supporre che avesse buone possibilità di vincere in appello!

Come preannunciato, abbiamo inoltre deciso di agire anche in sede civile verso la Asl che nel 2015 in merito all’offerta sanitaria si era impegnata ad incontrare i Sindaci, a garantirla e a fornire “alla cittadinanza tutte le informazioni del caso”.

L’impegno è rimasto lettera morta e quindi abbiamo deciso di agire anche civilmente per la riassegnazione dei reparti neonatali.

L' Asl Roma 5 è commissariata da 15 mesi: la Regione non ha mai motivato l'adozione di questo provvedimento e i Sindaci non hanno mai chiesto conto dell'assegnazione di una gestione non a tempo pieno (il Commissario straordinario è il Direttore generale della Asl Roma 4, caso unico in tutto il Lazio).

La Conferenza dei sindaci dell'Asl Roma 5 non si riunisce quasi mai, neanche per contestare le carenze più gravi del Lazio: rapporto posti letto-residenti pari a un quarto dello standard nazionale (0,8 ogni mille residenti invece dei 3,2 previsti) e assenza di strumenti diagnostici (mancanza assoluta di risonanza magnetica e medicina nucleare).

E’ “merito” dei cittadini e dei comitati se vinceremo la battaglia perché non abbiamo mai mollato la presa sui Sindaci!

Colleferro, 26 aprile 2019

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

 

 

 

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Indagini a Ferentino: si convochi subito il Consiglio comunale

Ferentino municipio 350 260A S.E. Ignazio Portelli
Prefetto di Frosinone
Piazza della Liberta’ n.14
03100 Frosinone

Ferentino, li 08 Marzo 2019

Oggetto: Richiesta audizione urgente connessa alle vicende giudiziarie che hanno interessato un Consigliere comunale della maggioranza del Comune di Ferentino.

I sottoscritti consiglieri comunali, Maurizio Berretta Lega Salvini Premier, Franco Collalti lista civica, Giuseppe Virgili lista civica e Luca Zaccari Forza Italia, pongono la presente all’attenzione di S.E., affinche’ valuti la possibilita’ di ricevere in audizione gli stessi, per rappresentare lo stato dell’attuale situazione politico-amministrativa del Comune di Ferentino, che e’ stato interessato dalla recente e nota vicenda giudiziaria, che ha portato all’arresto di un Consigliere comunale di maggioranza con delega al project financing volto all’ampliamento del Civico Cimitero.

Da quanto emerso dalla cronaca locale e nazionale, resa nota da tutte le forme d’informazione, appare evidente che al Consigliere comunale oggetto del provvedimento restrittivo, siano stati contestati reati di una certa gravita’, pare riconducibili ad attivita’ di tipo camorristico, tale ipotesi e’ quella sostenuta dal Gip titolare dell’indagine, che ha emesso il predetto provvedimento, accogliendo la richiesta del Procuratore della Repubblica della D.D.A..

Appare evidente, la preoccupazione dei sottoscritti Consiglieri comunali, circa il sereno e corretto svolgimento dell’attivita’ politica – amministrativa in capo all’attuale Amministrazione comunale, nutrendo altresì, serie preoccupazioni circa la probabile e non escludibile infiltrazione di tipo mafioso-cosi come si e’ appreso dagli organi di stampa, che potrebbe interessare altri settori politico-amministrativi del Comune di Ferentino.

Poiche’ e’ interesse comune, tutelare la Cittadinanza e continuare con serenita’ politica-amministrativa tutte le attivita’ in seno al Comune, i sottoscritti le preannunciano che e’ chiara intenzione di tutti chiedere l’attenzione a S.E. sui gravi fatti cosi’ come rappresentati.

Pertanto, per i motivi esposti, i sottoscritti chiedono a S.E. il Prefetto di Frosinone di voler porre in essere tutti gli atti e le iniziative di Sua pertinenza.
I fatti esposti sono obiettivamente gravi e ledono i Ferentinati e la la dignità di una Città, medaglia d'oro al valore civile.
Confidando nel Suo autorevole intervento e nella Sua sensibilità istituzionale restiamo in attesa di un riscontro.

 

Con osservanza


Maurizio BERRETTA
Avv.Franco COLLALTI
Giuseppe VIRGILI
Luca ZACCARI

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Regione Lazio ha discusso l'emergenza ambientale nella Valle del Sacco

Valle del Sacco industria e ambiente minApprovati due ordini del giorno, uno del centro sinistra e uno del centro destra. Respinto un terzo presentato dal Movimento 5 stelle.
20/02/2019

Il Consiglio regionale del Lazio si è riunito oggi in seduta straordinaria per discutere della emergenza ambientale nella Valle del Sacco. A presentare il tema sono stati i consiglieri delle opposizioni, firmatari della richiesta di seduta straordinaria. “L’obiettivo – ha detto Giancarlo Righini (FdI) – è quello di cercare di accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno. Abbiamo appreso delle importanti e ingenti risorse stanziate per affrontare questa emergenza, riteniamo che sia ora di concretizzare tutto questo lavoro”. Righini ha anche chiesto una moratoria rispetto alla possibilità di avviare nuovi insediamenti produttivi nella Valle del Sacco “finché questa situazione non tornerà a dei valori accettabili”, per poi invitare tutti i colleghi a “iniziare un percorso, codificarlo e stabilire un cronoprogramma, nella consapevolezza che è stato prodotto, negli anni, un tale disastro che oggi è necessario molto tempo per recuperarlo”.

Orlando Angelo Tripodi ha parlato di “un problema molto importante, che oltre all’inquinamento, crea gravissimi problemi di salute”. Il capogruppo della Lega ha poi lanciato accuse precise: “Io penso che la politica abbia la sua responsabilità – ha detto – ed è ora che questo venga fuori. Ci sta tutto un intervento che la Regione Lazio in primis non ha fatto, su quel territorio, e una responsabilità oggettiva, quella del Consorzio industriale, che non ha controllato, che non ha fatto, che non ha gestito. Oggi si parla tranquillamente di bypass, aziende che hanno dei bypass, che sversano direttamente nel fiume”.

Valerio Novelli (M5s) ha invece dichiarato che “quando si parla di ambiente, non c’è colore che tenga, è ora di dare delle risposte ai cittadini di quel territorio che da troppi anni subisce degli sfregi ambientali”. Il presidente della commissione Agricoltura e Ambiente ha poi aggiunto che “anche il Consiglio regionale deve essere a fianco alla Giunta e al Ministero per dare un segnale forte e soprattutto di compattezza, perché il nostro dovere è quello di tutelare l’ambiente: noi dobbiamo salvaguardare questo ambiente non tanto per noi, ma per coloro che arriveranno successivamente”.cartografia sin fiume sacco min

Per Pasquale Ciacciarelli (FI), “oggi questo Consiglio regionale è la certificazione di un fallimento della politica e della gestione delle cose, perché se noi oggi siamo alle prese ancora con l’annoso problema della Valle del Sacco evidentemente la gestione che è stata portata avanti in questi anni su questo argomento non è stata una gestione oculata”.

La Giunta regionale è intervenuta sulla questione con quattro assessori, ciascuno con riferimento alle proprie deleghe. Il primo a intervenire è stato Massimiliano Valeriani, titolare della delega ai rifiuti, dando subito notizia che nei prossimi giorni verrà firmato l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’ambiente, con cui l’amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco. “Attraverso questo strumento – ha spiegato Valeriani – sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale del sito di interesse nazionale”.

Dopo Valeriani è intervenuto Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo economico, il quale ha spiegato che si tratta di un’area a competenza condivisa tra Stato e Regione, un’area di crisi industriale complessa ai sensi della legislazione nazionale. “Lo strumento attraverso il quale gli interventi vengono definiti e attuati – ha detto Manzella – è l’accordo di programma, che adotta i progetti di riconversione e riqualificazione industriale”. A tal proposito, l’assessore ha spiegato che “il primo punto d’attacco è rendere più semplici le norme e i procedimenti relativi alle bonifiche propedeutiche agli investimenti”. Sul piano degli incentivi destinati alle imprese che investono in quel territorio, Manzella ha detto che sono stati stanziati 10 milioni di euro di risorse statali previste dalla legge 181. “L’avviso è stato pubblicato il 24 gennaio ed è aperto alle imprese interessate fino al 30 aprile del 2019”, ha precisato l’assessore.

L’assessora all’agricoltura e all’ambiente, Enrica Onorati, si è soffermata principalmente sui risultati delle analisi sulla qualità dell’aria nella zona. “La verifica che io ho a disposizione per l’anno 2018 – ha detto – ci ha portato a evidenziare come ci siano delle criticità per la Valle del Sacco, sia sui parametri relativi in particolare al PM10 che su quelli del NO2 (biossido d’azoto). Il numero dei superamenti del limite giornaliero – ha aggiunto Onorati – risulta superiore al valore consentito dalla norma nelle postazioni soprattutto di Cassino, Ceccano, Colleferro, e Frosinone Scalo. Per il biossido d’azoto, il superamento registrato è per Frosinone Scalo”.

Infine, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione in tema di salute pubblica per il territorio della Valle del Sacco, citando tutti gli indicatori pubblicati di recente sul sito “Stato salute Lazio” sulla popolazione residente nella zona e aggiungendo che recentemente è stato attivato un programma “che prevede campagne periodiche della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attraverso il monitoraggio biologico di vari inquinanti organici, oltre a controlli di salute periodici di natura biennale”.

Dopo le relazioni degli assessori, il dibattito è proseguito con numerosi interventi di consiglieri di tutti i gruppi consiliari e si è concluso con l’approvazione di due ordini del giorno, uno presentato dal centro sinistra e uno dal centro destra. Respinto invece quello presentato dal Movimento 5 stelle.

Con il primo documento, il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale.

L’ordine del giorno proposto dai consiglieri del centro destra impegna Presidente e Giunta regionale a: istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco”.

Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti.

A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

 

 

 

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Verso il consiglio dei giovani e oltre!

giovani democratici logo 225150Come Giovani Democratici di Frosinone rivolgiamo questo appello a tutti i cittadini e a tutti i nostri coetanei, vicini e lontani, stanchi di una città priva di possibilità rivolte ai giovani, in cui vige una sostanziale assenza di politiche giovanili adeguate e di welfare studentesco. Negli ultimi anni è stato sotto gli occhi di tutti il modo con cui la giunta comunale guidata dal sindaco Nicola Ottaviani ha ignorato le richieste e le ragioni di giovani e studenti, negando qualsiasi forma di dialogo e/o risposta rispetto ai temi sui quali si chiedeva un confronto. Nei prossimi giorni diffonderemo e lanceremo questo appello con una campagna nelle scuole e nei luoghi di Frosinone, lo stiamo già facendo ed è possibile sostenerci anche su change.org con la nostra petizione online.
Quello che chiediamo è un organo eletto da tutti i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 25 anni, con potere consultivo su tutti gli atti amministrativi che riguardano le politiche giovanili, con potere di formulazione di proposte direttamente al sindaco alla Giunta o al consiglio comunale e dotato un bilancio autonomo finanziato da appositi bandi regionali. Riteniamo importante un tale strumento non solo per le possibilità che apre, quanto più perché assicurerebbe una presenza istituzionalizzata ed una rappresentanza legittimata per i giovani, troppo a lungo ignorati e tenuti ai margini della vita pubblica: non possiamo più accettare che la partecipazione di una generazione ai lavori della giunta e del consiglio comunale siano affidate alla buona volontà e alla eventualmente disponibilità di amministratori troppogiovani 350 260 min spesso sordi e chiusi a ogni forma di confronto

Per questo riteniamo essenziale:
• La indizione delle elezioni del consiglio comunale dei giovani di Frosinone mediante atto del sindaco o della giunta comunale, entro il mese di febbraio 2019, in applicazione deliberazione n.10 C
C. 20/12/2018

• Avere rassicurazione circa un'azione tempestiva dell'amministrazione comunale per quanto riguarda la partecipazione al bando regionale per ottenere finanziamenti utili alle attività del Consiglio dei Giovani, in scadenza nella giornata odierna, e per quanto riguarda lo stanziamento in bilancio di una ragionevole somma di risorse da destinare al consiglio comunale dei giovani.

• L'avvio di un confronto fattuale e concreto in merito all'attivazione di un percorso di progettazione partecipata per realizzare il primo centro di aggregazione giovanile nel capoluogo - che possa fungere tra le altre cose anche da sede del Consiglio Comunale dei Giovani - prendendo in considerazione i locali di proprietà del Comune di Frosinone posti ai piani superiori del complesso ex-ENAL, attualmente in disuso e in forte stato di degrado.

Il link della petizione online

 https://www.change.org/p/nicola-ottaviani-verso-il-consiglio-dei-giovani-e-oltre?recruiter=42389901&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

 

Circolo GD Frosinone

 

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Discarica di Colleferro: Convocate il Consiglio comunale!

Discarica colleFagiolara incendio 350 260 minIl Sindaco di Colleferro insiste sul fatto che la discarica comunale di Colle Fagiolara chiude a fine 2019, in adempimento alla Legge Regionale n.17 del 2016 (art.3, comma 85), la quale però prevedeva come condizione per la dismissione dell’impianto la presentazione di un dettagliato PIANO DI CHIUSURA entro 60 giorni, ovvero entro i primi giorni di marzo 2017, termine ormai trascorso da quasi 2 anni senza che il Piano sia stato nemmeno elaborato.

Oltre a questa inadempienza, che tutti dimenticano e che anche l’Amministrazione di Colleferro ha rimosso, sono i numeri oggi a dimostrare che la discarica molto probabilmente non potrà chiudere.

Il Sindaco di Colleferro ha affermato che la discarica può accettare conferimenti di rifiuti fino a 35 TIR al giorno con un carico di 30 tonnellate ciascuno, cioè circa 1000 tonnellate al giorno.
Posto che l’attività della discarica si svolge per circa 300 giorni l’anno, nel 2019 saranno conferite circa 300.000 tonnellate, il doppio di quanto previsto dalla Determinazione della Regione Lazio (2.10.2018, n. G12290), la quale aveva indicato in 140.000 ton/anno la quantità massima conferibile nell’impianto, precisando che "la durata della discarica è di 3,5 anni". Infatti, colle Fagiolara è autorizzata fino al 3 aprile 2022 (cap. 3 della Relazione allegata alla Determinazione).

Alla fine del 2019, quindi, resterà una capacità di circa 200.000 tonnellate, poiché la stessa Determinazione regionale indica in 510.000 tonnellate la capacità residua della discarica (cap.1 della Relazione), pari a un volume ancora abbancabile di 590.000 mc.

Ora, la recente Relazione della Dirigente della Direzione Politiche Ambientali e Ciclo dei Rifiuti (allegata alla DGR Lazio 26.10.2018, n. 614) aggiorna il fabbisogno impiantistico per le discariche di tutto il territorio regionale e dei singoli ATO (ambito territoriale ottimale), i quali corrispondono alle cinque province del Lazio (Relazione, cap. “Valutazioni sul fabbisogno”).
Per quanto riguarda le discariche, l’ATO di Roma viene indicato come autosufficiente stante l’esistenza di due impianti attivi: Civitavecchia e Colleferro.
Del resto, già con la precedente Determinazione (DR 11.6.2018, n. G07509), la Regione Lazio aveva indicato come impianti di discarica asserviti al fabbisogno dell’ATO di Roma i suddetti siti, indicando la capacità residua degli stessi in 160.000 tonnellate per Civitavecchia e in 510.000 tonnellate (590.000 mc) per Colleferro, per un totale di circa 670.000 tonnellate.
Nella tabella n.10 della Relazione (allegata alla DGR Lazio 26.10.2018, n. 614) la Direzione Regionale indica il nuovo fabbisogno complessivo per lo smaltimento in discarica, per tutto il Lazio, negli anni dal 2019 al 2023.
Secondo le previsioni della Regione Lazio, perciò, nel 2019 il fabbisogno per lo smaltimento complessivo dell’ATO di Roma sarà di circa 430.000 tonnellatecomitatoresidenticolleferro 350 260 mentre nel 2020 sarà di circa 320.000 tonnellate per un totale, in questi due anni, di circa 750.000 tonnellate.
Questo quantitativo non potrà che essere soddisfatto – quasi interamente - con le due discariche esistenti nell’ATO di Roma, fra cui Colle Fagiolara, visto che la stessa Regione Lazio ha dichiarato nella citata Relazione che nel medesimo ATO “non sono previsti ampliamenti o nuove discariche” e per realizzarne una sono necessari circa 3 anni.
E neppure è possibile “esportare” i rifiuti negli altri ATO ed impianti del Lazio, visto che la discarica Mad di Roccasecca (FR) e quella di Viterbo restano asservite al fabbisogno dei rispetti ATO, come la Regione ha più volte ribadito.
Ergo, la discarica di Colle Fagiolara non potrà chiudere alla fine del 2019 e forse neppure alla fine del 2020.

Di fondamentale importanza sarà la richiesta agli enti preposti, da parte del Comitato, di poter interagire in contraddittorio in tema di controlli, al fine di rendere pubblico sistematicamente ogni risultato di un laboratorio accreditato, scelto dal comitato stesso, che certifichi le cause dei miasmi.

Chiediamo con urgenza la convocazione del Consiglio comunale affinchè la nostra Amministrazione assuma impegni concreti nel più alto consesso civico e favorisca nei fatti la partecipazione e la conoscenza della reale situazione della discarica da parte dei cittadini, invitando ad intervenire i rappresentanti della Regione, dell’Arpa, della Asl, di Lazio Ambiente, comitati e associazioni che nel tempo si sono impegnati per questo territorio.

Ina Camilli
Contrada Fontana degli Angeli
00034 Colleferro – Roma

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Fare chiarezza sul Consiglio dei Giovani di Frosinone

giovanidemGiovani Democratici - Nella mattinata odierna abbiamo provveduto a protocollare una interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata al Sindaco e all'assessore competente per stimolare questi ultimi a fare chiarezza sulla mancata operatività del Consiglio dei Giovani di Frosinone, in vista della messa in discussione di un non precisato forum delle associazioni giovanili nella prossima seduta consiliare del 20/12/2018.

Afferma Alessandro Marino, Segretario della Federazione dei Giovani Democratici della Provincia di Frosinone: “Come Giovani Democratici da diversi anni sosteniamo l’istituzione del Consiglio dei Giovani così come predisposto dalla legge regionale del 2007. I propositi di tale legge sono il rafforzamento della partecipazione dei giovani alla vita politica locale e la realizzazione di progetti e iniziative nel settore degli scambi culturali. Nella stessa Regione Lazio e in generale nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea esistono da anni organismi come il Consiglio dei Giovani, che permettono ai ragazzi e alle ragazze di avere una rappresentanza ed una reale voce in capitolo in materia di politiche giovanili, ma soprattutto un bilancio finanziato per poter attuare idee e progetti.”

Prosegue Marco Tallini, Segretario del Circolo dei Giovani Democratici di Frosinone: “La Giunta Comunale e altre forze politiche del capoluogo lanciano l’idea di istituire un forum delle associazioni giovanili senza rappresentanza democratica e senza alcuna risorsa economica rappresenta un danno per la comunità giovanile e per la città di Frosinone in generale. Il Consiglio dei Giovani al contrario è normato da una legge regionale che gli attribuisce innanzitutto un potere consultivo obbligatorio su tutti gli atti amministrativi in tema di politiche giovanili; in secondo luogo la Regione Lazio finanzia non solo la sua istituzione ma soprattutto la sua operatività consentendo così l’elaborazione in piena autonomia di iniziative e progetti a livello locale, nazionale ed europea. Infine è necessario sottolineare che, al contrario del forum, il Consiglio dei Giovani è eletto direttamente dalle ragazze e dai ragazzi di Frosinone tra i 15 e i 25 anni: soltanto un organo democratico può promuovere la partecipazione attiva dei giovani alla vita civica e politica di una città da cui, come purtroppo evidenziano i recenti studi demografici, questi ultimi scappano.” Infine, secondo Angelo Pizzutelli, capogruppo PD in Consiglio Comunale. “La volontà della Giunta Comunale di istituire un forum delle associazioni giovanili cozza con gli impegni presi mediante delibera istitutiva del Consiglio dei Giovani di Frosinone risalente a dicembre 2017, a cui non è stata data esecuzione. Per queste ragioni abbiamo presentato stamani, assieme ai Consiglieri Cristofari e Sardellitti, un’interrogazione scritta con la quale chiedere risposte sui mancati adempimenti della Giunta Ottaviani. Ribadisco pieno sostegno ai Giovani Democratici il cui impegno e la cui passione vengono puntualmente snobbati da chi amministra Frosinone.”

 

Copia dell'interrogazione

 

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Maliziola. Convocazione urgente di un Consiglio Comunale aperto

ceccano palazzo antonelli 350 253Al Sindaco, Al Presidente del consiglio, Al Segretario generale, Agli Assessori, Ai Consiglieri comunali.

RICHIESTA DI CONVOCAZIONE URGENTE DI CONSIGLIO COMUNALE APERTO
I sottoscritti consiglieri comunali: Michelangelo Aversa, Luigi Compagnoni, Giulio Conti, Giuseppe Malizia, Manuela Maliziola, Filippo Misserville, Mauro Roma e Giovanni Querqui, con la presente,
CHIEDONO
La convocazione urgente di un Consiglio Comunale aperto, secondo quanto previsto e disposto dall'art. 48 del regolamento comunale, al fine di consentire una discussione partecipata e condivisa relativamente alla gravissima situazione ambientale (riguardante l'aria, l'acqua ed il suolo) che prepotentemente si sta riproponendo negli ultimi tempi nella nostra città. Problematica questa, già sollevata dagli scriventi in numerose occasioni istituzionali che, appurate le criticità, necessità di dettagliate spiegazioni ed esaustive risposte da parte del Primo Cittadino.
Stante l'importanza delle tematiche da trattare e le ripercussioni che le stesse hanno sulla popolazione, è necessario estendere la partecipazione anche ai rappresentanti Parlamentari, Regionali e Provinciali, agli Enti preposti al controllo ambientale, nonché alle Associazioni di Medici ed alle Associazioni Ambientaliste giuridicamente riconosciute ed operanti sul territorio provinciale.

Tanto detto, ai sopraindicati consiglieri preme discutere il seguente ordine del giorno:

l) Emergenza ambientale a Ceccano;
2) sapere quali sono le azioni messe in campo in merito a tale problematica;
3) i provvedimenti adottati dal sindaco per tutelare la salute pubblica;
4) i controlli effettuati sul territorio comunale;
5) quali sono i risultati delle azioni intraprese.
Certi di un sollecito riscontro distintamente salutiamo.
Ceccano 24 maggio 2018

 

La richiesta di Convocazione urgente

 

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"Il Sindaco Caligiore ha perso maggioranza in Consiglio e consenso dei ceccanesi"

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonio Nalli - Senza entrare nel merito dei contenuti della delibera 66 del 21 marzo scorso, ciò che sta accadendo a Ceccano in questi ultimi giorni desta molta preoccupazione, dal punto di vista politico ed amministrativo.
Attraverso una serie di motivazioni imbarazzanti ed un'interpretazione molto soggettiva, nonché di comodo del Testo Unico degli Enti Locali e del Regolamento del Consiglio Comunale di Ceccano, è stato leso il diritto di ben 8 Consiglieri Comunali democraticamente eletti, che non rappresentano soltanto il 50% dell'assise comunale, ma una fetta importante della popolazione di Ceccano. Il Sindaco Caligiore ed il Presidente del Consiglio Corsi, sono consapevoli di ciò?
E' chiaro che la loro posizione, dal punto di vista politico ed amministrativo, ha raggiunto ora un punto di non ritorno. Con una serie di scelte a dir poco discriminanti ed in palese contrasto con la Carta Costituzionale e con lo Statuto Comunale, si stanno ledendo i diritti dei ceccanesi. Bene hanno fatto, dunque, gli otto Consiglieri Comunali della minoranza, con i quali mi complimento, nel portare immediatamente avanti le iniziative di contrasto necessarie, nei confronti di questo modo di amministrare che vuole trasformare la città di Ceccano non in un Comune libero, democratico, in cui è garantita la trasparenza e la libera partecipazione dei cittadini, ma in una sorta di Repubblichetta, forse parallela di qualche altra realtà già sconfitta dagli uomini e dalla storia.
Le dinamiche all'interno del Consiglio Comunale, inoltre, sono anche lo specchio del livello di gradimento da parte dei cittadini in merito all'operato di questa amministrazione.
Il Sindaco Caligiore ha perso oltre che la maggioranza in Consiglio, il consenso dei ceccanesi. Non lo ha più! Le sue scelte amministrative scellerate e prive di confronto, in modo particolare sulla raccolta differenziata, che subirà una netta riduzione del servizio, e sull'appalto della pubblica illuminazione, che vincolerà i ceccanesi per 20 anni a pagare la somma di 9 milioni di euro, non sono state gradite da diverse migliaia di cittadini, perfino da moltissimi suoi ex elettori. Quest'ultimo atto, per altro, è stato siglato dal Sindaco senza la disponibilità di una maggioranza. Abbiamo appurato, infatti, che la delibera di giunta specifica non è stata votata neanche dai referenti in Giunta del nuovo gruppo consiliare, approdato al governo cittadino con il compito di tenere Caligiore ed i suoi amici a galla ancora per un po', magari combinando qualche altro bel disastro amministrativo o votando nuove delibere capaci di ledere i diritti inviolabili di ogni singola persona.

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Ferentino. Piu’ cambi di casacca che interventi in consiglio

Ferentino municipio 350 260di Gianni Bernardini capogruppo Psi, Ferentino - “Apprendiamo dalla stampa l’ennesimo cambio di casacca dei Consiglieri comunali Mario Cellitti e Piera Dominici, ormai da record, piu’ cambi di casacca dei 2 che interventi di Consiglio comunale. I 2 Consiglieri soffrono sicuramente il caldo e ancora una volta cambiano maglietta, eppure non dovrebbero sudare, non fanno praticamente nulla.
Cellitti eletto nel centro destra nelle liste di Popolazione Attiva a sostegno del candidato sindaco Marco Valeri e del suo programma elettorale, ben presto ha abbandonato candidato e lista per accasarsi alla civica Ferentino Futura “saltando il fosso” per dare sostegno al centro sinistra e ad Antonio Pompeo, e dopo poc’altro tempo lasciare la stessa formazione per andare alla corte del capogruppo Pio Riggi di Patto Civico, oggi travasa in Area Popolare alla corte del buon On. Alfredo Pallone e di qualche ex commissario della Provincia. Forse Cellitti suda sette “magliette” per coniugare i suoi valori, quelli che lo avevano nominato assessore dei Comunisti Italiani con quelli nuovi democristiani di Angelino Alfano .... Cellitti caro mi fai tenerezza.......
Dominici eletta in Forza Italia a sostegno del candidato sindaco Marco Valeri e del suo programma elettorale, presto si è resa indipendente, poi ha aderito al partito Ncd, dopodiche’ “saltando il fosso”, e’ arrivata alla corte di Scelta Civica del buon Gargani in maggioranza promettendo amore eterno a Pompeo ed al centro-sinistra, l’insofferenza l’ha portata dopo poco tempo alla corte del capogruppo Pio Riggi di Patto Civico,cellitti dominici 350 oggi dopo 5 – 6 mesi il richiamo ad Area Popolare ad Alfredo Pallone ed Algelino Alfano.
"Cari colleghi consiglieri, la politica è ben altro, è lontana anni luce dal vostro modo di fare, con Pompeo avete snaturato un’Amministrazione di Centro Sinistra, oggi di fatto una coalizione PD e Centro Destra, con Sel, Psi e parte dell’allora Pd all’opposizione. Noi siamo coerenti con i cittadini e lo saremo fino in fondo, i giochini di appartenenza a questa o quella corte la lasciamo a voi”

Gianni Bernardini
Capogruppo comunale e provinciale PSI

 
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