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Daniela Bianchi: Consorzi Industriali? Uno solo, Regionale

consiglio lazio 350 260Daniela Bianchi* - Lazio, si al consorzio unico regionale dell'industria. Si ascoltino gli interessi delle aziende e non le scaramucce campanilistiche.

«Dare al Lazio alle sue imprese un ente di sviluppo snello ed efficiente, capace di disegnare e sostenere il rilancio industriale del Lazio con progetti innovativi e sostenibili. E' questo il punto principale della riforma dei Consorzi industriali che il Consiglio Regionale si appresta a votare lunedì. Dopo essermi occupata in questi anni della questione con due proposte di legge, sostengo con forza il provvedimento che punta a ridurre da 5 a un solo Consorzio per l’intera regione. Un intervento che ha in sé il coraggio del cambiamento perché mette da parte le solite scaramucce campanilistiche delle province del Lazio e punta a rinnovare enti che non possono continuare a funzionare con logiche vecchie di trent'anni fa. La novità più importante non è tanto il taglio di poltrone, visto che il Presidente Zingaretti che ne ha già cancellate più di 500 negli ultimi 5 anni, ma quella di poter mettere in campo una strategia industriale disegnata su scala regionale.»

Così Daniela Bianchi, già Consigliera regionale del Lazio e prima firmataria di due proposte di legge di riforma dei Consorzi Industriali del Lazio e di istituzione delle Apea che interviene in merito alla proposta di riforma dei Consorzi Industriali del Lazio contenuta in un emendamento al Collegato in discussione lunedì nel Consiglio Regionale del Lazio

«Non è un caso infatti che chi si oppone a questa riforma, come il Sindaco di Frosinone Ottaviani, riduce la discussione alla mera gestione urbanistica. Ed è questa visione che negli anni ha impedito il rilancio deciso del territorio frusinate: un’idea provinciale e campanilistica in cui lo sviluppo si fa gestendo qualche capannone e qualche strada e facendo la guerra all'impresa che risiede nella provincia accanto. Ragionamenti che forse andavano bene negli anni 80'.

Oggi le imprese hanno bisogno di un territorio che sappia offrire nuovi servizi come centri di ricerca e reti veloci, regole chiare e semplici, risposte rapide ai loro piani di investimenti senza che la burocrazia li blocchi per anni. Così come i cittadini del Lazio devono vedere rispettati l'ambiente e la loro salute. Un consorzio unico può sicuramente essere lo strumento giusto per rispondere a queste esigenze oltre a dare alle province l’occasione di sfruttare l’attrattività di Roma Capitale senza averne paura o combatterla.

In questi ultimi anni la Regione di Zingaretti ha lavorato molto per il rilancio industriale grazie e nuove politiche e interventi diretti ad esempio sulla FCA di Cassino, sulla Ideal Standard di Roccasecca e sul farmaceutico di Anagni. Adesso è necessario fare un ulteriore passo con il Consorzio Unico. Non si tratta di cedere quote di potere o di presunta sovranità a Roma, e neanche di accaparrarsi la gestione esclusiva del "tesoretto" da 50 mln della Apea (Aree produttive ecologiche), visto che a questi fondi può accedere chiunque abbia progetti di sviluppo validi, non solo i Consorzi. Qui si tratta di dare risposta su ciò che chiedono da anni le aziende: politiche industriali serie e subito attuabili. L'associazioni degli industriali, infatti, si è espressa a favore del Consorzio unico Regionale.»

*Già Consigliera Regionale e presentatrice di due proposte di legge regionale di riforma dei consorzi e di istituzione delle Apea.

 

 

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Per un nuovo modo di essere Consorzi industriali

consiglio lazio 350 260Già nei giorni scorsi sulla stampa locale è stata data notizia della Proposta di legge n° 234 del 22 gennaio 2015 a firma della Consigliera Daniela Bianchi e ricevuta dagli uffici per assegnarla alle Commissioni competenti il 26 dello stesso mese. unoetre.it, data l'importanza dell'evento, con questa pubblicazione vuole fornire un'occasione di lettura più estesa dell'elaborato che andrà in discussione.

«La realtà dei Consorzi di Insediamento produttivo fonda le sue radici in tempi relativamente remoti. - così si avvia la relazione che accompagna la proposta di articolato della legge - La loro istituzione, infatti, risale alla legge istitutiva della Cassa per il Mezzogiorno - (n. 634 del 29 luglio 1957) - che si proponeva, tra gli altri, il dichiarato obiettivo dl favorire la localizzazione industriale, pur con importanti modifiche e integrazioni, tale impianto legislativo rimase in vita fino alla fine degli anni '70, quando ai Consorzi furono destinati due nuovi provvedimenti (...)»
«Su questi comuni riferimenti normativi sono nate e cresciute realtà consortili estremamente diverse tra loro perchè le varie amministrazioni regionali hanno proceduto a disciplinare la materia con tempi e modalità differenti per ragioni non solo politiche o burocratiche ma anche per la diversità di condizioni economiche e sociali totalmente disomogenee.»
«Analizzando le attuali tendenze nella gestione della Pubblica Amministrazione, appare evidente quanto i concetti di razionalizzazione e di riorganizzazione si siano, di fatto, trasformati in un concreto orientamento al ridimensionamento, Un processo In parte dovuto all'esigenza di 'alleggerire" apparati spesso di dimensioni spropositate rispetto alle funzioni loro affidate„ ma iI più delle volte imposto da una esigenza di puro risparmio economico.
E' in tale duplice ottica che va interpretata l'azione dei pubblici poteri, che negli ultimi anni hanno messo in atto una serie di iniziative finalizzate alla soppressione di enti pubblici o a partecipazione pubblica, nonché una vasta gamma di misure orientata alla incorporazione, trasformazione, privatizzazione o vera e propria eliminazione di Agenzie, Istituti, Fondazioni, ecc. (...)»
«In molti casi i Consorzi non sono riusciti a conquistare un ruolo determinante nella crescita delle economie locali perchè non si sono adeguati alle mutevoli esigenze di un mercato globalizzato e sempre più cornpetitivo che ha richiesto all'industria una profonda trasformazione, rimanendo legati ad una politica di mera gestione immobiliare delle aree, trascurando le crescenti necessità delle imprese insediate. Dai bisogni solo di strade o di impianti per l'approvvigionamento energetico, oggi sono realtà molto più complesse ed evolute con ben altre esigenze.»

Queste sono solo alcune delle considerazioni alla base della importante "Proposta di legge" regionale predisposta dalla Consigliera Daniela Bianchi e di cui rendiamo disponibile il testo integrale in .pdf per conoscenza di chi segue lo studio delle esigenze dei processi produttivi sul territorio provinciale e laziale. Ci pare che i contenuti della proposta vadano ben al di là del concetto di unificazione delle strutture esistenti per individuare degli enti ben più complessi e dotati.

clicca qui per conoscere il testo integrale della PL 234

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