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Anagni: C’è un muro che può crollare!!

M5S logo mindi Tiziana Petriglia, M5S - Un dissesto lungo tre amministrazioni. C’è un muro che può crollare!!

Proprio così, ad Anagni c’è un muro di contenimento in pietra, alto ben 8 metri, la cui possibile rovina incombe, dal 2013, sull'incolumità delle famiglie che vivono all'ombra di quel manufatto: stiamo parlando del muro di San Michele.

Sono passate ben tre amministrazioni da quando, nel Gennaio2013 sotto il governo Noto, i residenti in Vicolo San Michele nel centro storico di Anagni, hanno denunciato i primi segni di dissesto strutturale del muro che delimita a monte la zona.

A seguito della segnalazione sono intervenuti congiuntamente i VV.FF. e l'Ufficio Tecnico comunale, che hanno provveduto ad effettuare le operazioni di salvaguardia urgenti quali il puntellamento del paramento murario. Un anno e mezzo dopo, con l’arrivo della bella stagione, la risoluzione della problematica è stata affidata alla nuova amministrazione Bassetta che ha dovuto gestire una situazione aggravata dall’inerzia dei predecessori.

Le condizioni del muro, infatti, destano maggiori preoccupazioni a causa dei puntelli che sono ormai allentati dall'inesorabile effetto delle escursioni termiche che ben si accaniscono sui presidi in acciaio e legno. 

Ai cittadini, allarmati da sinistri scricchiolii di quello che ormai viene visto come un “mostro”, non resta che invocare nuovamente un sopralluogo dei VV.FF.

 L'ordine immediato è di rinserrare i puntelli e grazie alla caparbietà del Sindaco Bassetta si procede all'appalto dei lavori ma, per velocizzare le operazioni di messa in sicurezza, si adotta la formula detta di “Somma Urgenza”. Per intenderci la procedura adottata dalla Protezione Civile in caso di calamità, che permette di procedere in deroga alle lungaggini burocratiche.

Viene quindi realizzata una paratia con pali in cemento armato alle spalle del paramento murario e, a fine lavori, viene revocata l'Ordinanza di sgombero, invitando i residenti, precedentemente allontanati, a rientrare nelle loro abitazioni.

Queste le dichiarazioni espresse nell'Ordinanza n.225/2014: “Preso atto che le suddette opere sono state regolarmente eseguite (…) Preso atto dell'avvenuta eliminazione del pericolo per la pubblica e privata incolumità”.

A questo punto è lecito credere che il pericolo sia rientrato e che il muro sia stato messo in sicurezza ma attenzione, la deroga per “Somma Urgenza” è solo temporanea, permette di iniziare le opere al fine di eliminare la situazione di pericolo, ma contestualmente ai lavori deve comunque essere avviata la normale procedura autorizzativa con conseguente deposito del progetto presso il Genio Civile e prima della messa in esercizio, le opere, comprese quelle direttamente realizzate dalla Pubblica Amministrazione, devono essere soggette a Collaudo Statico.

Ricordiamo, solo per completezza di informazione, che il territorio di Anagni è classificato in zona sismica, pertanto le costruzioni devono resistere non solo ai carichi gravitazionali ma anche alle spinte orizzontali innescate da un possibile evento sismico.

Ad oggi, a distanza di 6 anni dalla prima segnalazione, il muro rimane puntellato ed è una minaccia per i frequentatori della zona.

Nel mese di Agosto2018, la nuova amministrazione guidata dal sindaco Natalia ha ricevuto una nuova segnalazione dai residenti che convivono ormai con la paura del “mostro”.

Così un corteo di responsabili dell'Ufficio Tecnico e di delegati dell'Amministrazione appena insediata, con il “neo-assessore” ai lavori pubblici, hanno effettuato un nuovo sopralluogo. Riportiamo di seguito le parole dell'Assessore Simone Pace e dell'Architetto Coletti Conti rilasciate al giornale FROSINONETODAY in data 10 Agosto 2018: “ Per prima cosa vogliamo rassicurare i cittadini: da sopralluogo il muro di Via San Michele non risulta pericolante (...)”

Noi del Meetup Anagni 5 stelle non vogliamo più aspettare!

Viste le lungaggine e soprattutto l'inefficacia delle interrogazioni presentate da alcuni esponenti dell'opposizione consiliare, abbiamo richiesto un accesso agli atti per verificare la regolarità della documentazione in archivio presso l'Ufficio Tecnico comunale e avendo riscontrato la mancanza del documento propedeutico alla dichiarazione di cessato pericolo, ovvero il Certificato di Collaudo Statico delle opere di messa in sicurezza, abbiamo rimesso il tutto nelle mani delle autorità competenti, protocollando in data 18 Dicembre 2018, un esposto indirizzato al Prefetto, al Genio Civile, ai Vigli urbani e al Sindaco.

Ci teniamo a precisare che non stiamo affermando che non sia stato redatto il Certificato di Collaudo Statico, anche perché auspichiamo che le dichiarazioni di assenza di pericolo siano state rese confortati dalla presenza delle obbligatorie certificazioni. Stiamo però dicendo che non vi è traccia del documento nel fascicolo visionato presso l'Ufficio tecnico comunale.

Nell’attesa che le autorità interpellate facciano chiarezza su quanto accaduto, vogliamo sottolineare che noi del Meetup Anagni 5 Stelle faremo un'opposizione extra consiliare decisa, come anticipato nell'articolo. “(https://www.tg24.info/anagni-il-meetup-5-stelle-dure-critiche-allamministrazione-natalia/)” Pertanto ci teniamo a puntualizzare che la strada dell’interrogazione consiliare, proposta dal Consigliere del Movimento 5 Stelle Fernando Fioramonti e attivista del nostro meetup non ci appartiene in quanto, come abbiamo già visto in casi analoghi, la riteniamo poco risolutiva. Avendo liberamente scelto di declinare il nostro invito a sottoscrivere l'esposto, lo solleviamo da qualsiasi responsabilità ma proseguiamo seguendo quei principi che ci spingono a difendere ad ogni costo l’incolumità dei cittadini.

 

 

 

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Psi Ceccano. “Dissesto idrogeologico in zona Pantano”

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonello Ciotoli (PSI Ceccano) - “Dissesto Idrogeologico in zona Pantano, ancora una volta annunci e zero fatti”
La tendenza dell’amministrazione Caligiore ad esultare senza avere il risultato in mano non accenna a diminuire. Un modus operandi che caratterizza questa compagine amministrativa sin dalla sua nascita: del resto, le parole e gli annunci senza seguito sono il rifugio migliore per chi, come questi signori, non hanno saputo produrre alcunché sotto ogni punto di vista.
Accanto ai loro toni trionfalistici non manca mai anche un riferimento al passato, che loro definiscono di ‘mala amministrazione’ e che invece è stato l’esatto opposto. L’ultimo caso è il progetto di risanamento del dissesto idrogeologico in zona Pantano. Affermare, ad oggi, che sono in arrivo 250mila euro da impiegare in queste opere significa ignorare i passaggi amministrativi degli enti superiori oppure, peggio ancora, di non essere in buona fede. Quale delle due ipotesi è quella giusta? Fatto sta che, nello specifico di Pantano, l’amministrazione si è limitata a riempire una scheda ed inviarla alla Regione Lazio, che l’ha inserita insieme a tantissimi altri progetti di altri comuni in una lista di iniziative ammissibili a finanziamento. Prima che il finanziamento possa effettivamente arrivare, tuttavia, sono necessari una serie di passaggi sui quali invece non sappiamo nulla, come ad esempio i processi burocratici e la cantierabilità, oltre alle imprescindibili autorizzazioni idrauliche. A che punto è l’amministrazione con lo studio e l’attuazione di queste pratiche? Pantano è una zona molto complessa dal punto di vista idrogeologico, è quindi necessario portare avanti il progetto con la massima competenza e tempestività: su queste dinamiche, però, nessuno ha detto nulla. Ecco perchè è chiaro che, pur auspicando che tutto possa concludersi per il meglio, da qui a gridare vittoria, come già questi signori stanno facendo, ce ne passa.
Ma c’è anche un altro aspetto che inquieta, perché proprio per quanto riguarda il dissesto idrogeologico esiste un altro progetto, ben più grande ed esteso e finanziabile per oltre 3milioni di euro. Altro che mala amministrazione! Ai tempi dell’amministrazione Ciotoli, Ceccano presentò due progetti che la Regione Lazio incardinò nel POR FESR 2014-2020, e quindi nel bilancio degli investimenti comunitari, di cui uno tutto diretto alla zona di Pantano dell’importo di ben 2,2 milioni di euro. Nel maggio 2016, quindi poco più di 6 mesi fa, i progetti sono stati dichiarati finanziabili, avendo anche ottenuto un punteggio altissimo. La questione, dunque, è capire il perché non si è deciso di portare avanti sia il progetto dei 250mila euro che quello degli oltre 2milioni. Pur essendo due procedimenti separati, si sarebbe potuto attivare un percorso condiviso. Senza contare, poi, che mentre i 2 milioni sono a valere sui bilanci europei, i 250mila euro sono a carico di Regione e, in parte, anche del Comune. Un’altra occasione perduta quindi. La domanda sui motivi che abbiano portato a ‘dimenticare’ il progetto più ampio, però rimane. Forse il motivo è che il sindaco, in questo modo, sarebbe costretto a riconoscere che prima di lui ci sono state amministrazioni che hanno fatto meglio? Questo la dice lunga sul comportamento di questa amministrazione, talmente accecata dalla foga dell’annuncio vuoto e fine a sé stesso da affossare in scioltezza quanto di buono fatto in passato.
Antonello Ciotoli, Sezione ‘Pertini’ del PSI di Ceccano.

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