fbpx
Menu
A+ A A-

Segneri (M5S): Motorizzazione civile di Frosinone: diverse soluzioni possibili

foto Segneri M5S 350 260 minda Enrica Segneri Deputata M5S Frosinone, 29 giugno 2018 - “Un incontro molto proficuo e costruttivo quello avvenuto ieri presso la sede regionale della motorizzazione civile con l’Ing. Amoroso. Abbiamo avuto modo di confrontarci sulle diverse criticità dell’ufficio di Frosinone, soprattutto in merito alle istenze sollevate da lavoratori e sindacati che, in una serie di incontri avvenuti a Frosinone martedì e mercoledì scorso, hanno evidenziato e proposto differenti soluzioni nell’ottica del miglioramento della funzionalità del servizio."

Lo dichiara la Deputata 5 Stelle Enrica Segneri che continua – “Ci sono diverse soluzioni in campo che saranno vagliate dal Ministero dei trasporti, in particolare nella persona del Capo di Gabinetto prof. Scaccia, che si è mostrato da subito sensibile alla questione.Nella riunione di ieri abbiamo comunque potuto approfondire anche una serie di problematiche che la motorizzazione civile soffre proprio a livello di strutturazione nazionale. Proprio a fronte di questo il MIT ha predisposto un bando di concorso nazionale per l’assunzione di nuovi ingegneri. La carenza di personale qualificato è infatti una delle criticità che bisogna assolutamente risolvere.”

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it


 

 

Leggi tutto...

Questione archeologica frusinate: scontro tra due diverse concezioni “ideologiche”

frosinone corso della repubblica 350 260di Ivano Alteri - Com’è evidente, e come sapevamo già, la battaglia delle associazioni frusinati per la tutela dei beni archeologici cittadini non è finita e non finirà presto. Essa infatti rappresenta il confronto e lo scontro di due diverse concezioni dell’amministrazione locale, della politica, del mondo e della vita. Contrariamente a quanto afferma qualcuno, quindi, l’odierna questione archeologica frusinate consiste esattamente nel confronto e nello scontro tra due diverse concezioni “ideologiche”, e niente di meno.
Sappiamo che questa parola ha assunto significati devianti e di parte, essendo stata nel corso del Novecento rappresentativa di fatti tragici e dolorosissimi per milioni di persone. Ma il suo odierno rifiuto da parte della massa di cittadini, ancorché giustificato da quei fatti, non aiuta a chiarire i contorni dello scontro in atto, a livello planetario, tra ricchezza e povertà, da cui tutti gli altri scontri derivano, compresa la nostra “piccola” questione archeologica ciociara. Anzi, quel rifiuto fornisce oggi armi formidabili a chi detiene la forza del soldo, che sotto diverse manifestazioni storiche ha condizionato l’esistenza degli umani degli ultimi sei-ottomila anni in occidente.
Il tentativo di misconoscere l’esistenza di quelle diverse visioni, derivanti direttamente dalle diverse condizioni materiali degli uomini e delle donne, per quanto sostenuto in perfetta buona fede, costituisce pertanto un ostacolo mastodontico al ripristino della corretta impostazione della vita associata. La concezione “privatistica” dell’azione amministrativa e politica che si oppone ferocemente alla concezione del “bene comune”, è infatti un tutt’uno con quella visione del mondo che produce l’atroce gerarchizzazione umana in base alla quale c’è chi vive, chi sopravvive, e chi muore in quel sofistico e antropico darwinismo sociale fatto passare per “natura”.
Consentire ad un privato l’edificazione sul sito archeologico delle Terme Romane; ostracizzare l’opinione dei cittadini e farli passare per delinquenti, trasmettendo dei filmati alle autorità; usare mezzi e mezzucci per forzare le prerogative istituzionali, da una parte; e dall’altra condannare alla fame e alla morte civile interi popoli; negare le cure mediche a chi non può permettersele; creare scuole per ricchi e scuole per poveri; perseverare nella privatizzazione dell’acqua nonostante il referendum popolare, tutto questo fa parte della medesima visione del mondo, della medesima weltanschauung, della medesima ideologia, senza possibilità d’errore o mistificazione.
È nostra opinione, quindi, che pensare di impedire lo scempio sul sito archeologico a Frosinone senza con questo mettere in discussione l’intero impianto ideologico di chi propende invece per la sua cementificazione, sia fin troppo ingenuo e del tutto velleitario. D’altra parte, però, una battaglia ben più complessiva, urgente più che mai, vista la guerra dichiarata dai ricchi contro i poveri, non può iniziare che da “parzialità”: ogni risveglio non può avvenire che con un semplice battito di ciglia; ogni viaggio non può iniziare che con un passo. E il risveglio è sempre ostacolato dall’inerzia del sonno”; il viaggio, sempre dalla fatica del camminare.

Frosinone 4 giugno 2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Terreno sindacale e sociale non sono due cose diverse

puzzle 350 260di Matteo Gaddi - La notizia che è partito il percorso che porterà alla nascita di una "coalizione sociale" lanciata dalla Fiom è un fatto molto positivo, innanzitutto per il mondo del lavoro oggi come mai sotto attacco, sia da parte di Confindustria che da parte del governo Renzi. Anzi, a dirla tutta il governo Renzi sembra essersi Fatto diligente esecutore proprio delle richieste di Confindustria.
Per comprendere la fondatezza e la portata reale di questa affermazione è necessario riportare alcuni passaggi di un documento di Confindustria del maggio scorso, intitolato "proposte per il mercato del lavoro e la contrattazione". in esso Confindustria è come se avesse dettato le scelte al governo.
I passaggi non lasciano spazio a equivoci: "introduzione di un contratto di lavoro a tutele progressive e crescenti nel tempo" che, tuttavia "non può comunque essere considerata come sostitutiva di tutte le altre tipologie contrattuali attualmente esistenti": cioè mantenere tutte le forme possibili di contratti precari. ma non basta: visto che a quei tempi il "Decreto Poletti" era imminente, i padroni pensarono bene di confermare le loro preferenze per una totale liberalizzazione dei contratti a termine; desiderio prontamente soddisfatto con la cancellazione della "causale".
L'elenco di ordini da parte del documento della Confindustria proseguiva con la "flessibilità delle mansioni" e "limitare la tutela della reintegrazione ai soli casi di licenziamento discriminatorio o nullo". E' impressionante evidenziare la quasi sovrapponibilità tra i testi di legge definiti dal governo Renzi e il documento di Confindustria, come se la legge sul Jobs Act e i decreti attuativi siano stati scritti a viale dell'Astronomia... per questo, come per un lungo elenco di decisioni già assunte o in calendario (privatizzazioni, attacchi al pubblico impiego, contro-riforma della scuola, politiche di austerità e liberiste).
Landini ha perfettamente ragione nel sottolineare il carattere di classe del governo Renzi e a ribadire che "per la prima volta dal dopoguerra ad oggi c'è un governo che fa le leggi che cancellano i diritti del lavoro senza nessun confronto non solo con le organizzazioni sociali ma nemmeno con le persone che i diritti ce li hanno". Questo pone il sindacato generale di classe di fronte alla necessità, urgente, di assumere delle scelte. Come rispondere all'attacco frontale mosso da Confindustria e governo, come reggere nel breve periodo difendendo i diritti che ci vogliono strappare, come costruire prospettive di medio-lungo periodo e sulla base di quali progetti complessivi di società.
Il documento approvato dal direttivo nazionale della Cgil del 18 febbraio è molto positivo, con la previsione di iniziative su Jobas act, nuovo statuto dei lavoratori, ripresa della vertenza sulle pensioni, legge di iniziativa popolare sugli appalti ecc. ma, concretamente, ben poco si sta muovendo con il rischio che si rimanga solo sul terreno dei buoni propositi. Per questo l'iniziativa della coalizione sociale colma anche un vuoto confederale: la Cgil, pur ben consapevole delle difficoltà nelle quali si dibatte oggi il sindacato confederale, non sembra avere intenzione di dare vita ad una propria, consistente, riforma. Anzi, le prime notizie che si hanno della imminente conferenza di organizzazione, che avrebbe dovuto ridefinire la struttura e le modalità di funzionamento della Cgil per rendere più aderenti ai bisogni dei lavoratori e delle loro lotte, non sono certo incoraggianti: sembra che la Cgil voglia ulteriormente ripiegarsi su sé stessa anziché darsi una struttura corrispondente al ruolo di punto di riferimento che le ultime grandi manifestazioni le avevano consegnato.
Sarebbe impensabile per la Cgil continuare come se niente fosse, immaginando di poter "galleggiare" nei prossimi anni: anche in questo caso Landini ha reso l'idea con una frase netta sostenendo la necessità di "rinnovare il sindacato per evitare la cancellazione".
La coalizione sociale, quindi, è uno dei modi per contribuire a far uscire il sindacato di classe nell'isolamento nel quale intendono mantenerlo la Confindustria e i suoi governi, costruendo alleanze sociali ampie con importanti pezzi di società quali associazioni, movimenti, collettivi che si muovono sul terreno dei diritti sociali e del lavoro. con uno sguardo ampio, che da concretezza al concetto di sindacato "generale" da contrapporre ad una visione corporativa o "di mercato" dello stesso.
Quindi mettere assieme tempi indeterminati e precari, giovani e pensionati, delegati sindacali e associazioni del territorio "serve a superare le divisioni, il frazionamento, le solitudini collettive e individuali e coalizzarsi insieme" per sostenere iniziative quali il contrasto al Jobs Act, contro la precarietà, per la difesa della costituzione. una coalizione, quindi, che mette assieme soggetti collettivi (come le associazioni) e i tanti individui altrimenti costretti ad una resistenza individuale.
Sono assai preoccupanti, quindi le reazioni di chi (segretaria nazionale) ha negato persino di essere a conoscenza dell'iniziativa (falso! all'assemblea Fiom di Cervia era presente, in presidenza, un autorevole esponente della segreteria confederale nazionale) o di chi (segreteria regionale lombarda) accusa la proposta di "coalizione sociale" di spostare su "un altro terreno la discussione e l'azione sindacale, ridimensionando il ruolo e l'azione contrattuale e mutando, oggettivamente, anche le iniziative di piazza delle prossime settimane. Desta veramente preoccupazione l'idea della Segreteria lombarda della Cgil che sembra contrapporre la dimensione delle alleanze sociali all'obiettivo di "rafforzare la rappresentanza generale e confederale del lavoro" ritenuta "innanzitutto terreno di iniziativa sindacale". Come se terreno sindacale e sociale fossero due cose diverse.

fonte, www.sinistralavoro.it

 

 

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici