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Un buon Frosinone si arrende al Milan nella ripresa

Paganini e Sammarco 350 mindi Tommaso Cappella* - Ancora una sconfitta, la 23esima su 37 gare disputate, per il Frosinone che si appresta a lasciare la serie A dopo la matematica retrocessione al termine della trasferta di Reggio Emilia al cospetto del Sassuolo. Questa volta i giallazzurri escono battuti 2-0 dal terreno di gioco del “Meazza” al cospetto di un Milan che spera sempre di poter centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Un ko maturato al termine di un gara che comunque i giallazzurri hanno onorato al massimo. Addirittura, dopo un primo tempo nel corso del quale hanno ribattuto colpo su colpo, ad inizio ripresa hanno avuto anche la chance di passare in vantaggio, ma Donnarumma si è superato nel parare il rigore a Ciano.

Nel primo tempo parte bene il Frosinone, con il Milan che trova difficoltà nel creare pericoli alla porta di Bardi. Due occasioni per Borini (prima un tiro respinto da Goldaniga, poi un colpo di testa mancato a botta sicura dal limite dell'area piccola) e un tentativo dalla distanza a dir poco insidioso di Bakayoko (palla a lato d'un soffio): questo è quanto, per il resto nessun altro spunto offensivo per il Diavolo nei primi 45'. Tra un Piatek nervoso e una difesa poco abile ad uscire palla al piede se pressata, per poco Ciano e Sammarco non rifilano lo scherzetto a Donnarumma. Ma significherebbe chiedere troppo: si torna negli spogliatoi sullo 0-0 e già questa per il Leone è una mezza impresa. Nella ripresa al 4' Paganini s'invola verso la porta avversaria: Abate non può far altro che stenderlo e l'arbitro indica il dischetto. Breve consulto con il Var: calcio di rigore per il Frosinone. Ma Ciano si presenta dagli undici metri e sbaglia, Scampato il pericolo il Milan, sette minuti dopo, passa con Piatek il quale si trova in posizione regolare e trafigge Bardi deviando con la punta del piede un tiro-cross di Borini. Al 20' Brighenti stende ingenuamente Calhanoglu al limite della sua area e regala di fatto un invitante calcio di punizione ai padroni di casa. Suso si presenta sul punto di battuta, palla sotto l'incrocio e notte fonda per il Frosinone. A una manciata di secondi dal novantesimo Valzania indirizza in porta con il sinistro, ed è bravo Donnarumma ad opporsi. Finisce così 2-0 per i rossoneri.

Domenica prossima al “Benito Stirpe” si chiude. Di fronte le due retrocesse Frosinone e Chievo che poi si ritroveranno di fronte anche nella prossima stagione in serie B. Sarà l'occasione dei saluti per molti giocatori che hanno vestito e onorato la maglia giallazzurra e che torneranno nelle rispettive squadre per fine prestito e per fine contratto, come nel caso di Sportiello, Goldaniga, Ghiglione, Simic, Salamon, Cassata, Valzania, Viviani e Pinamonti. L'auspicio è che Ciofani e compagni possano chiudere questo sfortunato campionato con un successo che possa essere benaugurante in vista della prossima stagione e che, ci si augura, possa essere di riscatto e chissà di un immediato ritorno nella massima serie. Ed è quello che si augurano sopratutto i meravigliosi tifosi giallazzurri.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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Frosinone, immeritato ko con l'Udinese

Dionisi dopo il gol a Udinese 350 mindi Tommaso Cappella* - Aria di smobilitazione in casa Frosinone che subisce un altro ko interno, questa volta per mano dell'Udinese che, a due giornate dal termine del campionato di serie A, deve però ancora lottare per la salvezza, dopo la vittoria dell'Empoli in casa della Sampdoria. I giallazzurri, retrocessi al termine della sfida pareggiata 2-2 in casa del Sassuolo, hanno affrontato la squadra di Tudor con la mente ormai rivolta altrove e, quindi, senza gli stimoli giusti per cercare magari di conseguire un risultato positivo. Una gara che ha visto Paganini tra i migliori in campo e il ritorno al gol dopo un lunghissimo digiuno da patte di Dionisi, anche se non è servito per evitare la sconfitta.

Primo tempo comunque in balia dei friulani. Dopo un tentativo di Pinamonti con l'ex De Maio a liberare in angolo, all'11' l'Udinese passa: azione del tutto personale di Okaka che parte dai trenta metri, protegge col fisico la sfera e va via a Sammarco e Capuano, tirando in diagonale sul secondo palo. Il Frosinone si scuote e ci provano i vari Paganini, Valzania e Ciano, quest'ultimo soprattutto su calcio piazzato. Si da un gran da fare anche Daniel Ciofani, ma al 41' la squadra di Tudor raddoppia. Da calcio di punizione De Paul crossa sul secondo palo, palla facile per Samir che schiaccia di testa in fondo al sacco. E poco prima del riposo arriva addirittura il tris. Ancora De Paul recupera palla a centrocampo e pesca Lasagna in area di rigore, su di lui esce Bardi lasciando la porta vuota, lo stesso Lasagna serve così Okaka al centro dell'area di rigore che libero, trova facilmente il tap-in. Nella ripresa l'Udinese contreolla la sterile reazioin e del Frosinine. Al 20' entra Dionisi per Daniel Ciofani. Alla mezz'ora tenta il tap-in Paganini, Musso respinge con i piedi, Frosinone anche sfortunato, non riesce a trovare il gol. Al 40' però i giallazzurri vanno a segno: da calcio d'angolo il colpo di testa proprio di Dionisi sorprende Musso. Finisce così 3-1 per l'Udinese.

A due giornate dal termine del torneo, per il Frosinone ci sarà domenica prossima alle ore 18,00, a meno di posticipo alle 20,30 come richiesto dalla società rossonera, a San Siro l'impegno con il Milan, in lotta per un posto in Champions League, per poi chiudere allo “Stirpe” con il già da tempo retrocesso Chievo Verona. E' chiaro che ci si aspetta una prova d'orgoglio da parte dei giallazzurri, proprio perché hanno tutto da guadagnare e nulla da perdere contro una squadra blasonata come lo è sicuramente il Milan. Se lo augurano soprattutto i tifosi i quali si apprestano a vivere di nuovo una stagione tra i cadetti che ci si augura possa essere di passaggio per poi tornare nella massima serie già a giugno dell'anno prossimo. Nel corso della gara contro l'Udinese, tra l'altro, la parte calda del tifo giallazzurro ha anche esposto uno striscione con scritto: “Il nostro amore il finale ignora, cio' che conta è noi due ancora”. Chiaro messaggio d'amore da parte di tifosi a squadra e società.

*giornalista volontario in pensione

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Frosinone ko con il Napoli scende in serie B

Gori Fabian Rui 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Come da pronostico il Frosinone esce sconfitto nel match interno con il Napoli, seconda forza del campionato e che, con questo successo, ipoteca matematicamente, a quattro giornate dal termine, la qualificazione alla prossima Champions League. Di contro i giallazzurri si ritrovano ormai in serie B, visto che la sfida tra Bologna ed Empoli si è conclusa con la vittoria dei felsinei per 3-1. Tra l'altro, qualora l'Udinese dovesse vincere in casa dell'Atalana nel posticipo di lunedì sera, ci sarebbe anche la matematica a sancire questa retrocessione. Una gara, quella contro i partenopei, che ha visto Gori e compagni provare a contrastare lo strapotere della squadra di Ancelotti, ma inutilmente. E nonostante anche le ottime prove di qualche giallazzurri, tra cui Valzania e Pinamonti.

Tornando alla sfida con il Napoli, dopo un tentativo dello stesso Valzania, sono gli ospiti a passare al 19' grazie ad una magistrale punizione di Mertens. Il Frosinone prova a reagire, ma lo fa nel modo sbagliato: poca imprevedibilità e manovra lenta. Al 30' Maiello pesca Pinamonti che cerca la girata al volo: tentativo fallimentare, palla appena spizzata. Al 41' occasione per il Frosinone con Valzania messo già in area di rigore, il direttore di gara fa cenno negativo con le braccia: nessun fallo. Dopo soli quatto minuti dall'inizio della ripresa il Napoli raddoppia: Younes in area di rigore trova il varco giusto, protegge il pallone, dribbla Goldaniga e trafigge Sportiello. Il Frosinone non si arrende e prova a riaprirla. Al 13'm una palla vagante viene calciata al volo da Gori, ma Ospina si supera e manda in angolo. Al 18' Valzania serve Pinamonti che al momento del tiro trova il corpo di Koulibaly a respingere. Poco dopo piatto di Gori al volo che si spegne sul fondo. Un minuto dopo palo del Napoli con Callejon, riprende Fabian Ruiz che colpisce la traversa. Il Napoli controlla, mentre il Friosinone appare anche stanco. In chiusura due sussulti. Il primo con Ciofani servito da Dionisi, ma Ospina para e l'altro con Callejon che colpisce di nuovo il palo. Vince così il Napoli che condanna praticamente il Frosinone in serie B.

Ora i ragazzi di Baroni sono attesi dalla trasferta al Mapei Stadium di Reggio Emilia con il Sassuolo, match in programma alle ore 15,00. Un impegno sicuramente da onorare per chiudere dignitosamente questa seconda esperienza in serie A da parte della compagine giallazzurra. Sarà anche l'occasione per vedere all'opera qualche elemento che, fino ad oggi, ha trovato meno spazio nell'undici iniziale. Come nel caso dei portieri Bardi e Iacobucci, dei difensori Brighenti, Simic e Krajnc, dei centrocampisti Gori, Sammarco e Ghiglione e gli attaccanti Trotta e Dionisi. E questo per gettare basi solide in vista del prossimo campionato tra i cadetti.

*giornalista volontario in pensione

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A Frosinone l'iniziativa 'Alimentazione e Sport'

Calcaterra Giorgio 350 260 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Si terrà a Frosinone sabato 4 maggio, dalle ore 10.00 alle ore 12.00, presso la Villa Comunale, la Tavola Rotonda “Alimentazione e Sport”, patrocinata dal Comune capoluogo e dall'amministrazione provinciale. L'iniziativa, la prima nel Lazio, è organizzata dalla signora Marisa Scarchilli, titolare della Parafarmacia “DBM farma” di Via Armando Fabi a Frosinone, con il supporto logistico del consigliere comunale Corrado Renzi, dall'Associazione Italiana per lo Scambio Culturale in Europa “Ass.Ital.S.C.E.” di Verona e la Costituenda Fondazione “Insieme per la Terra” di Bagnolo San Vito in provincia di Mantova. Questi ultimi due enti “No Profit” sono impegnati nel difendere e valorizzare l’agroalimentare italiano, vero Made in Italy, attraverso la Mostra Mercato itinerante in Europa denominata “Italia: Terra dop” e la citata “Alimentazione e Sport”, con incluso il premio alla carriera per il miglior nutrizionista sportivo nazionale. L’evento Enogastronomico denominato “A cena con Nazareno Strambelli” è destinato alla raccolta fondi per la borsa di studio dedicata al famoso Agronomo-Genetista-Politico italiano e si svolgerà venerdì 3 maggio sempre a Frosinone presso il Ristorante “Il Botanico”.

Per quanto riguarda la tavola rotonda “Alimentazione e Sport”, la stessa vuole essere una preziosa occasione per far conoscere quanto la buona e corretta alimentazione incida sull'attività sportiva di ciascun atleta. Parlare di eccellenze locali vuol dire parlare direttamente alle famiglie. Le “parole chiave” come salute, nutrizione, ambiente, sicurezza alimentare, condivisione, aggregazione, territorio rappresentano la base dell'operato associazionistico. Obiettivo di questo format, unico in Italia, è di costruire una rete di comuni intenti tra i produttori di eccellenze agroalimentari, i nutrizionisti sportivi e il mondo dello sport.Devicenzi Andrea di IsaboRamos min

Grazie ad espertissimi relatori, verrà catturata sicuramente l'attenzione dei ragazzi attraverso un linguaggio dinamico, giovane, volto a scoprire il “dietro le quinte” dei grandi sport, anche attraverso la ricerca spasmodica, che i nutrizionisti realizzano, di eccellenze agroalimentari locali. Alimentazione e Sport, insieme agli esperti di settore e agli atleti di fama nazionale che interverranno, vuole costruire un momento di dialogo e di ampia riflessione con le famiglie ed i ragazzi stessi; gli atleti racconteranno la loro personale esperienza di come abbia inciso l’alimentazione nella loro attività sportiva. Tra i testimomial sono da annoverare l'atleta paralimpico Andrea Devicenzi e il podista Giorgio Calcaterra, campione del mondo della 100 chilometri. La tavola rotonda di “Alimentazione e Sport”, che lo scorso 25 novembre ha visto il suo lancio nazionale a Verona, grazie alla sua capacità di essere un punto di incontro tra il settore Agroalimentare e lo Sport italiano e grazie alle collaborazioni scaturite ed instaurate per tale evento innovativo, in questo 2019 verrà ospitata presso Licei, Istituto Magistrale, Istituti Tecnici, Istituti Professionali e Istituti d’Arte in diverse città italiane, tra cui proprio Frosinone dove si terrà, come detto, il prossimo 4 maggio alla Villa Comunale.

 

 

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Frosinone ko a Cagliari e con un piede in serie B

Il rigore di Joao Pedro Cagliari Fr 400 mindi Tommaso Cappella* - Si infrange al “Sardegna Arena” il sogno-salvezza del Frosinone. I giallazzurri, dopo il ko interno con l'Inter, perdono anche al cospetto dei rossoblu e, a meno di miracoli, a cinque giornate dal termine del campionato di serie B, si ritrovano con un piede tra i cadetti dopo un solo anno. Anche quella contro i sardi è stata una partita giocata con tanto cuore e buona volontà da parte dei ragazzi di Baroni, anche se si è avvertito quel senso di sfiducia e di rassegnazione.

Nel primo tempo, come accaduto spesso in questo campionato, il Frosinone lascia l'iniziativa agli avversari e si affida al gioco di rimessa. Al 6' un colpo di testa di Ciano mette Paganini nelle condizioni di battere a rete, ma il suo tiro termina alto. Pericoloso il Cagliari al 15' quando Lykogiannis effettua un tiro-cross che mette in difficoltà Sportiello costretto a mandare in angolo. Il Frosinone si affida ai calci piazzati per impensierire i sardi, come al 21' quando Ciano scodella al centro e Goldaniga manda alto. Poi tocca a Ciofani al 24' indirizzare a rete, ma la sua conclusione termina di poco alta. E così, un minuto dopo, Zampano stende nella propria area Ionita, il direttore di gara assegna il rigore che Joao Pedro trasforma.

Reagisce il Frosinone, ma Cragno non corre seri pericoli. Prima frazione che si conclude quindi con la  squadra di Maran avanti 1-0.
Al rientro dopo l'intervallo il Frosinone prova a scuotersi e cerca di prendere l'iniziativa, ma il Cagliari non si fa sorprendere. Al 17' Baroni manda in campo anche il giovane Pinamonti al posto di Zampano per aumentare il potenziale offensivo. Azioni degne di nota non se ne vedono dall'una e dall'altra parte. Al 25' un dubbio fallo in area proprio su Pinamonti non viene ravvisato né da Abisso né dal Var e il susseguente tiro di Ciano è parato da Cragno. Un minuto dopo Ionita crossa dalla sinistra e Pavoletti, ad un metro dalla porta, incorna ma Sportiello si supera. Entra anche Donisi nell'ultimo quarto d'ora, ma gli ospiti non riescono ad incidere e impensierire il Cagliari che, nonostante l'inferiorità numerica dal 35' per l'espulsione di Faragò, controlla e porta a casa i tre punti che portano alla salvezza, mentre il Frosinone, come detto, si ritrova praticamente con un piede in B.

E' chiaro che, come detto, a cinque giornate dalla conclusione del massimo campionato, lo stesso va onorato fino in fondo. La matematica, in teoria, ancora non condanna la squadra di Baroni e già domenica prossima alle ore 12,30 allo “Stirpe” contro il Napoli, ci si aspetta un Frosinone in grado di battersi alla pari contro la seconda forza del torneo e chissà magari tentare il colpaccio. Solo così le esili speranze di salvezza potrebbero restare ancora aperte. Non fosse altro per fare un grosso regalo ai tifosi i quali, in questa stagione, hanno potuto gioire in pochissime occasioni. Un motivo in più quindi per provare a battere il Napoli e dare anche un dispiacere al presidente De Laurentis, mai tenero nei confronti dei colori giallazzurri.

*giornalista volontario in pensione

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Frosinone ko, allo “Stirpe” passa l'Inter con un tris

Frosinone Inter Paganiniditesta 350 mindi Tommaso Cappella* - Dopo due vittorie di fila con Parma in casa e in trasferta a Firenze che avevano riacceso le speranze di salvezza, si ferma la corsa verso la stessa da parte del Frosinone. Allo “Stirpe” passa, come da pronostico, l'Inter che rafforza così la terza posizione e quindi il posto in Champions League. Un vero peccato per i giallazzurri ai quali di certo non è mancato impegno e tanto cuore. Ma non sono bastati perché i nerazzurri di Spalletti sono apparsi soprattutto cinici ed hanno sfruttato al meglio le occasioni capitate. Non sono bastate nemmeno, a livello individuale, le prestazioni di Sportiello, Paganini e soprattutto Beghetto per portare casa i tre punti.

Tornando alla gara con i nerazzurri di Spalletti, tutto da dimenticare il primo tempo. I giallazzurri partono impacciati e timorosi, mentre l'Inter ha un possesso palla asfissiante. Dopo un tiro del tutto velleitario di Ciofani al 3', gli ospiti passano al 19'. L'azione è perfetta: ottima impostazione nelle retrovie, verticalizzazione per D'Ambrosio che crossa al centro e trova tutto solo Nainggolan, il quale stacca di testa e centra lo specchio della porta. Ci si aspetta la reazione del Frosinone che invece si innervosisce. E così al 36' Chibsah commette un'ingenuità colossale, stendendo nel cuore dell'area di rigore Skriniar. L'arbitro indica il dischetto e Perisic sceglie il piede sinistro per spiazzare Sportiello. Lo stesso portiere giallazzurro, qualche minuto dopo, si rende autore di un autentico miracolo su Politano. Nella ripresa in campo si vede un altro Frosinone. Intorno al quarto d'ora Paganini è bravo a lottare su un pallone vagante sul limite dell'area di rigore, lo prolunga per Ciofani che si rivela bravo nel fare la sponda per l'inserimento di Cassata il quale sfodera un destro preciso e ben mirato, indirizzato verso l'angolino basso del primo palo con Handanovic che tocca, ma non riesce ad evitare che la palla termini i in fondo al sacco. A questo punto i giallazzurri le provano tutte almeno per pareggiare, ma le speranze si spengono in pieno recupero quando in contropiede Icardi disegna un assist perfetto in verticale per l'inserimento di Vecino, il quale trafigge Sportiello per l'1-3 finale.

Archiviato questo passo falso interno, per la formazione di Baroni, nel prossimo turno, ci sarà l'impegnativa trasferta in terra sarda con il Cagliari, gara in programma alle ore 15.00 di sabato prossimo, vigilia di Pasqua. Dal momento che la matematica lo consente e con sei gare ancora da disputare, è chiaro che il Frosinone deve continuare a crederci o quantomeno, onorare al massimo il campionato fino all'ultimo secondo dell'ultima gara interna, quella con il Chievo. Tra l'altro proprio la squadra allenata dal cassinate Mimmo Di Carlo, dopo il ko interno con i Napoli, saluta la serie A e scende in B. Lo chiedono e lo invocano i meravigliosi tifosi giallazzurri, ancora una volta encomiabili anche contro l'Inter per il loro sostegno e calore nei confronti della squadra.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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Il “Severi” di Frosinone campione regionale di calcio a5

Vincitori LiceoSeveri Fr 350 260Ufficio Stampa-Tommaso Cappella - Il liceo “Scientifico F. Severi” di Frosinone si è aggiudicato prima il titolo provinciale del campionato studentesco di calcio a5 eliminando le scuole “A. Volta” (20-2) e la scuola "Angeloni" (18-1). In seguito il liceo “Severi” ha continuato la sua scia positiva eliminando il “Baronio” di Sora (9-4). Ha poi proseguito la sua scalata vincendo a Broccostella eliminando prima il “Marconi” (9-7) e dopo il “Perlini” nella finalissima (4-3) aggiudicandosi quindi anche le fasi regionali. E proprio ieri (giovedì 11.04.19 ndc)) a Roma si sono svolte le partite in programma. Il Severi si è presentato alle partite con gravi assenze tra le quali il capitano (Davide Fejzulla).

Nonostante le difficoltà incontrate i ragazzi di Frosinone hanno iniziato la loro avventura regionale con un girone che comprendeva le squadre di Rieti e Roma2. La scuola ciociara ha battuto Rieti 3-0 e si è ritrovata a giocare contro Roma2. Anche in questa gara, oltre ad avere la porta inviolata, i ciociari hanno avuto la meglio con il risultato di 2-0. Dopo questa vittoria il Liceo “Scientifico Severi” si aggiudicato la finale contro Roma. Nel primo quarto la scuola ciociara si è trovata in svantaggio di una rete, ma, nonostante ciò, il secondo quarto ha visto il risultato fermo sul 4-4. Nel terzo quarto i ciociari finiscono in vantaggio di due reti e infine, nell'ultimo ultimo tempo i ciociari vincono con 3 reti di scarto con il risultato finale di 9-6. Con questa vittoria il “Severi” di Frosinone accede di diritto alle fasi nazionali in programma in Abruzzo dal 14 al 18 maggio. Da rimarcare anche le ottime performances di Davide Fejzulla, capocannoniere provinciale con 14 reti e di Francesco Federico il quale ha vinto invece quello regionale con 5 marcature.

 

 

 

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Il 13 aprile a Frosinone: ambiente, bonifica, sanità, sviluppo e lavoro

inquinamento suolo 400 minIl 13 aprile ’19 è l’occasione per “prendere la parola che non ci hanno dato”. Gli animatori del “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” presenti alla conferenza stampa trasmettono molta energia e molto entusiasmo. Siamo al Grid con alcune televisioni, in corso della Repubblica a Frosinone, oggi 9 aprile, e Alberto Valleriani, Roberto Rosso di Re.Tu.Va.Sa con Luciano Bracaglia di “Frosinone bella e brutta”, fanno gli onori di casa a nome di ben 31 associazioni che si ritrovano nel coordinamento.
Il 13 aprile con l’appuntamento a Frosinone, partendo dalla Stazione ferroviaria alle 15,30 per arrivare alla Villa comunale dopo aver percorso via Aldo Moro, via Tiburtina e la Casilina, si intende aprire «una vera e propria vertenza per la Valle del Sacco, per quanto riguarda la dimensione territoriale e l'intreccio di problemi e, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato».

Alberto Valleriani nell’illustrare anche una rilevante parte dei dieci anni di impegni e di lotte per un ambiente pulito e salubre fra Colleferro e la provincia di Frosinone ha riproposto in maniera organica tre grandi questioni da affrontare subito:
a - Ad essere a rischio sono le matrici ambientali della Valle del Sacco a causa dell'inquinamento industriale storico a cui si sono aggiunti nel tempo la gestione del ciclo dei rifiuti, il riscaldamento domestico e la mobilità su strada. I dati capillarmente raccolti dai medici di base rivelano una situazione sanitaria che richiederebbe una attività di screening capillare su tutta la popolazione, in particolare sui giovani: purtroppo nonostante queste evidenze il sistema sanitario ha subito negli ultimi anni colpi gravissimi che ne hanno ridotto in quantità e qualità le prestazioni. Manca ancora un registro dei tumori e solo ora con l’Accordo per la Bonifica della Valle del Sacco partirà una nuova indagine epidemiologica;

b – Il livello delle polveri sottili, anche se ha iniziato ad abbassarsi è ancora al disopra dei livelli ottimali e, che sia invece preoccupante, lo dimostra come nell’area della Valle del Sacco sia alto il numero degli ammalati di affezioni cardiovascolari ed alle vie respiratorie;

c – la raccolta dei rifiuti è priva di una reale programmazione che armonizzi raccolta porta a porta, avvio differenziato ai termovalorizzatori e il superamento delle discariche che raccolgono tantissimi rifiuti della Capitale. Senza Colleferro ed Roccasecca la situazione si fa ingovernabile. In questo circuito sta anche la causa dell’aumento dei costi. Il 16 aprile prossimo, che deciderà il Consiglio di Stato per Roccasecca e cosa ne sarà di Colleferro dopo il 31 dicembre? (parliamo delle rispettive discariche)da sin a ds Rosso e Valleriani 350 260 min

Non sono cose nuove, né sconosciute ai più, noi stessi da queste colonne ne abbiamo parlato già più volte, ma nuova è la volontà di come affrontarle. Sa di consapevolezza l’affermazione contenuta nella Piattaforma di base per il 13 aprile «È mancata una assunzione di responsabilità collettiva e condivisa sulle linee di sviluppo». È il punto di partenza per illustrare la necessità di un progetto che definisca i prossimi interventi che decideranno del nostro futuro. Roberto Rosso si sofferma su come guardare alla via d’uscita dalle difficoltà e con quale stato d’animo.
Egli affronta un tema che traduciamo in una domanda chiave: A quali attività verranno finalizzate le decine di milioni di euro che l'istituto dell'Area di crisi complessa metterà a disposizione? È importantissima la risposta a questa domanda che non è affatto peregrina, ricordiamo tutti che cosa successe con l'accordo di programma per l'area di crisi della Videocon? Non ricadute positive per il territorio (se si escludono due colossi farmaceutici che beneficiarono di interventi milionari) e nemmeno l’obiettivo minimo di ricollocazione di quel 25% di disoccupati cha quell’accordo avevano faticosamente conquistato.
Ed ora si tratta di intervenire su assetti complessivi del territorio e per giungere a questo risultato è necessario realizzare dispositivi di partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle decisioni, che oggi sono del tutto assenti. Non è cosa semplice. Non esistono magie, nessuno le pretende, forse, ma ferme volontà non debbono mancare. Questa vertenza può inaugurare un grande cantiere di idee e di attività con immense occasioni di lavoro. Ne abbiamo bisogno come il pane in questo territorio.
Non si tratta di una prospettiva di breve periodo. «I siti inquinati della valle sono una ferita purulenta che ha infettato la salute della popolazione». La conversione ecologica è la ricetta, ma è un «processo di transizione verso un nuovo assetto economico e sociale sganciato dalle fonti fossili di energia, si fonda sulla ‘economia circolare', che si fonda sull’uso delle risorse rinnovabili, recupera quelle non rinnovabili e riduce al minimo la diffusione nell'ambiente di sostanze che i sistemi naturali non possono metabolizzare. In essa non si parla più di ‘ciclo dei rifiuti’, ma di recupero, riuso dagli oggetti e riciclo delle materie utilizzate per costruirli».
Nessuno può farcela da solo. Ogni territorio realizzerà un proprio percorso elaborando proposte e sperimentazioni, prendendo esempio dalle realizzazioni più avanzate, con cui può mettersi in rete, con vantaggio reciproco.
La transizione non riguarderà solo la produzione. Coinvolgerà necessariamente anche i consumi, gli stili di vita, l’organizzazione, la gestione del territorio, i rapporti tra le istituzioni la partecipazione ai processi decisionali: cioè la democrazia, che è un carburante indispensabile ed insostituibile.
Si tratta di una vera rottura col passato e non è certo cosa semplice «proprio per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto».
In anni di confronto con amministrazioni locali, regionali e con i parlamentari, i promontori del 13 aprile frusinate hanno misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali.
Le forme di partecipazione che vogliono attivare «devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.»
Istituzioni, sindacati, associazioni degli imprenditori dovranno misurarsi con questa Vertenza, ma forse, pensiamo, prima di tutto dovrebbero collaborare con essa.
Il primo passo con cui inizia la costruzione dell'organizzazione necessaria, insieme alla messa a punto dei contenuti è la conquista di numerose gambe con cui camminare e del maggior numero di intelligenze con cui pensare.
Questo 13 aprile 2019 potrà essere il punto di partenza verso tutto ciò?

9 aprile 2019

I virgolettati sono tratti dalla “Piattaforma di base”

 

 

 

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Il 13 aprile a Frosinone: ambiente, bonifica, sanità, sviluppo e lavoro

inquinamento suolo 400 minIl 13 aprile ’19 è l’occasione per “prendere la parola che non ci hanno dato”. Gli animatori del “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” presenti alla conferenza stampa trasmettono molta energia e molto entusiasmo. Siamo al Grid con alcune televisioni, in corso della Repubblica a Frosinone, oggi 9 aprile, e Alberto Valleriani, Roberto Rosso di Re.Tu.Va.Sa con Luciano Bracaglia di “Frosinone bella e brutta”, fanno gli onori di casa a nome di ben 31 associazioni che si ritrovano nel coordinamento.
Il 13 aprile con l’appuntamento a Frosinone, partendo dalla Stazione ferroviaria alle 15,30 per arrivare alla Villa comunale dopo aver percorso via Aldo Moro, via Tiburtina e la Casilina, si intende aprire «una vera e propria vertenza per la Valle del Sacco, per quanto riguarda la dimensione territoriale e l'intreccio di problemi e, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato».

Alberto Valleriani nell’illustrare anche una rilevante parte dei dieci anni di impegni e di lotte per un ambiente pulito e salubre fra Colleferro e la provincia di Frosinone ha riproposto in maniera organica tre grandi questioni da affrontare subito:
a - Ad essere a rischio sono le matrici ambientali della Valle del Sacco a causa dell'inquinamento industriale storico a cui si sono aggiunti nel tempo la gestione del ciclo dei rifiuti, il riscaldamento domestico e la mobilità su strada. I dati capillarmente raccolti dai medici di base rivelano una situazione sanitaria che richiederebbe una attività di screening capillare su tutta la popolazione, in particolare sui giovani: purtroppo nonostante queste evidenze il sistema sanitario ha subito negli ultimi anni colpi gravissimi che ne hanno ridotto in quantità e qualità le prestazioni. Manca ancora un registro dei tumori e solo ora con l’Accordo per la Bonifica della Valle del Sacco partirà una nuova indagine epidemiologica;

b – Il livello delle polveri sottili, anche se ha iniziato ad abbassarsi è ancora al disopra dei livelli ottimali e, che sia invece preoccupante, lo dimostra come nell’area della Valle del Sacco sia alto il numero degli ammalati di affezioni cardiovascolari ed alle vie respiratorie;

c – la raccolta dei rifiuti è priva di una reale programmazione che armonizzi raccolta porta a porta, avvio differenziato ai termovalorizzatori e il superamento delle discariche che raccolgono tantissimi rifiuti della Capitale. Senza Colleferro ed Roccasecca la situazione si fa ingovernabile. In questo circuito sta anche la causa dell’aumento dei costi. Il 16 aprile prossimo, che deciderà il Consiglio di Stato per Roccasecca e cosa ne sarà di Colleferro dopo il 31 dicembre? (parliamo delle rispettive discariche)da sin a ds Rosso e Valleriani 350 260 min

Non sono cose nuove, né sconosciute ai più, noi stessi da queste colonne ne abbiamo parlato già più volte, ma nuova è la volontà di come affrontarle. Sa di consapevolezza l’affermazione contenuta nella Piattaforma di base per il 13 aprile «È mancata una assunzione di responsabilità collettiva e condivisa sulle linee di sviluppo». È il punto di partenza per illustrare la necessità di un progetto che definisca i prossimi interventi che decideranno del nostro futuro. Roberto Rosso si sofferma su come guardare alla via d’uscita dalle difficoltà e con quale stato d’animo.
Egli affronta un tema che traduciamo in una domanda chiave: A quali attività verranno finalizzate le decine di milioni di euro che l'istituto dell'Area di crisi complessa metterà a disposizione? È importantissima la risposta a questa domanda che non è affatto peregrina, ricordiamo tutti che cosa successe con l'accordo di programma per l'area di crisi della Videocon? Non ricadute positive per il territorio (se si escludono due colossi farmaceutici che beneficiarono di interventi milionari) e nemmeno l’obiettivo minimo di ricollocazione di quel 25% di disoccupati cha quell’accordo avevano faticosamente conquistato.
Ed ora si tratta di intervenire su assetti complessivi del territorio e per giungere a questo risultato è necessario realizzare dispositivi di partecipazione dei cittadini alla elaborazione delle decisioni, che oggi sono del tutto assenti. Non è cosa semplice. Non esistono magie, nessuno le pretende, forse, ma ferme volontà non debbono mancare. Questa vertenza può inaugurare un grande cantiere di idee e di attività con immense occasioni di lavoro. Ne abbiamo bisogno come il pane in questo territorio.
Non si tratta di una prospettiva di breve periodo. «I siti inquinati della valle sono una ferita purulenta che ha infettato la salute della popolazione». La conversione ecologica è la ricetta, ma è un «processo di transizione verso un nuovo assetto economico e sociale sganciato dalle fonti fossili di energia, si fonda sulla ‘economia circolare', che si fonda sull’uso delle risorse rinnovabili, recupera quelle non rinnovabili e riduce al minimo la diffusione nell'ambiente di sostanze che i sistemi naturali non possono metabolizzare. In essa non si parla più di ‘ciclo dei rifiuti’, ma di recupero, riuso dagli oggetti e riciclo delle materie utilizzate per costruirli».
Nessuno può farcela da solo. Ogni territorio realizzerà un proprio percorso elaborando proposte e sperimentazioni, prendendo esempio dalle realizzazioni più avanzate, con cui può mettersi in rete, con vantaggio reciproco.
La transizione non riguarderà solo la produzione. Coinvolgerà necessariamente anche i consumi, gli stili di vita, l’organizzazione, la gestione del territorio, i rapporti tra le istituzioni la partecipazione ai processi decisionali: cioè la democrazia, che è un carburante indispensabile ed insostituibile.
Si tratta di una vera rottura col passato e non è certo cosa semplice «proprio per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto».
In anni di confronto con amministrazioni locali, regionali e con i parlamentari, i promontori del 13 aprile frusinate hanno misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali.
Le forme di partecipazione che vogliono attivare «devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.»
Istituzioni, sindacati, associazioni degli imprenditori dovranno misurarsi con questa Vertenza, ma forse, pensiamo, prima di tutto dovrebbero collaborare con essa.
Il primo passo con cui inizia la costruzione dell'organizzazione necessaria, insieme alla messa a punto dei contenuti è la conquista di numerose gambe con cui camminare e del maggior numero di intelligenze con cui pensare.
Questo 13 aprile 2019 potrà essere il punto di partenza verso tutto ciò?

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Frosinone bis, passa a Firenze e torna a sperare

Ciofani e tifosi a Firenze 350 260 mindi Tommaso Cappella - Si ripete il Frosinone. Dopo aver vinto la prima gara interna di questo campionato di serie A con il Parma, passa anche a Firenze e prosegue nella sua ricorsa verso la salvezza ed evitare di conseguenza la retrocessione dopo una sola stagione nella massima categoria. Quella disputata al “Franchi” è stata una gara esaltante da parte dei giallazzurri, i quali, nel corso dell'incontro, hanno ribattuto colpo su colpo alla squadra di Pioli. Alla fine il verdetto del campo ha detto Frosinone e questa è la notizia più importante. La matematica, a questo punto, lascia sempre più aperta la porta della salvezza, anche se, mano a mano che le gare diminuiscono, le speranze si assottigliano sempre più. E' chiaro che non bisogna arrendersi e, come dichiarato dal presidente Stirpe, occorre lottare fino alla fine, onorare il campionato fino alla fine e soprattutto giocare ogni gara con il massimo impegno. Proprio per non lasciare nulla di intentato e, in caso di retrocessione, lasciare la categoria a testa alta.

Tornando alla gara con la Fiorentina avvio scoppiettante dall'una e dall'altra parte. Al 2' si porta nell'area avversaria Salamon, stacco di testa e Lafont è costretto a mandare in angolo. Rispondono i padroni di casa con Mirallas il quale, in contropiede, entra in area e tira, ma l'ex Sportiello è bravo a mandare in angolo. Qualche distrazione difensiva consente alla Fiorentina di portare pericoli alla porta giallazzurra che però ribatte colpo su colpo. Il Frosinone comunque, per impensierire la porta avversaria, è costretto a scoprirsi. Al 26' chance per Pinamonti, ma il suo tiro-cross dal fondo trova Lafont a pronto a respingere con una mano in angolo. Ma la vera palla gol arriva poco prima del riposo. Paganini anticipa tutti sulla trequarti e tira, Lafont respinge, a porta vuota indirizza a rete Beghetto ma sulla linea un difensore controlla anche il recupero del portiere viola che blocca a terra. Nel corso del secondo tempo la Fiorentina prova a far sua la gara e fino al 20' stringendo d'assedio la difesa ospite. Al 22' Baroni toglie Trotta e inserisce Ciofani, l'eroe dei tre punti conquistati contro il Parma con il la trasformazione del calcio di rigore in pieno recupero. Un minuto dopo Goldaniga sfiora di testa il palo alla destra di Lafont. Dopo un palo colpito da Chiesa, è proprio Ciofani al 40', servito da Pinamonti, a regalare altri tre punti al Frosinone con un gran destro ad incrociare. Poi il triplice fischio finale e squadra che va giustamente a ringraziare i trecento tifosi giallazzurri giunti fino al “Franchi” per sostenere i propri beniamini che li hanno ripagati in pieno.

Archiviata la trasferta fiorentina, ora il Frosinone è atteso dal posticipo di domenica sera al “Benito Stirpe” con l'Inter. Un altro impegno proibitivo, ma non impossibile come dimostrato a Firenze, per la squadra di Baroni. Proprio il blasone dei nerazzurri di Spalletti potrebbe dare gli stimoli giusti per provare l'impresa, anche se, come detto, appare alquanto proibitiva. Ci vorrà la gara perfetta e magari anche quel pizzico di fortuna che potrebbero consentire di continuare a tenere accesa la speranza salvezza. Anche perché i giallazzurri, trascinati dai loro splendidi tifosi, non hanno più l'assillo di dover sfatare il tabù “Stirpe” dopo la vittoria con il Parma. E questo è un motivo in più per crederci.

*giornalista volontario in pensione

 

 

 

 

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