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Frosinone calcio. Obiettivo: ritorno in A

Frosinone Inter Paganiniditesta 350 minTommaso Cappella* - Il Frosinone riparte con l’obiettivo: ritorno in serie A. All’indomani della conclusione del campionato di serie A avvenuta il 26 maggio scorso e che ha sancito la retrocessione del Frosinone tra i cadetti, riparte oggi la stagione dei giallazzurri agli ordini del neo tecnico Alessandro Nesta. Ciofani e compagni si sono ritrovati a Ferentino per effettuare due giorni di test prima della partenza, fissata per il pomeriggio di venerdì, direzione Terminillo. Sono 26 i convocati inseriti nelle tre liste che da regolamento possono essere tesserati in serie B. Della lista A (Over 23) fanno parte: Bardi, Iacobucci, Brighenti, Ariaudo, Krajnc, Capuano, Zampano, Beghetto, Maiello, Chibsah, Ciano, Ciofani, Dionisi, Citro, Trotta.
Nella lista B (Under 23 nati dopo il 1° gennaio 1996) sono inseriti: Marcianò, Trovato, Verde, Obleac, Matarese, Besea, Tribuzzi, Errico, Volpe, mentre Paganini e Gori sono gli unici due della lista C (Giocatori
bandiera).
Al netto delle partenze dunque il Frosinone attualmente
potrebbe acquistare altri tre calciatori over 23 da poter inserire nella lista A, mentre nella lista B è permesso inserire un numero illimitato di calciatori.

Con una rosa quindi da completare il Frosinone riparte per essere tra le protagoniste del prossimo campionati di serie B. Almeno il traguardo dei play off dovrà essere un obiettivo da centrare per provare a tonare in A.
Da venerdì pomeriggio, come detto, la comitiva
giallazzurra si trasferirà sul Terminillo dove resterà fino al 22 luglio, mentre dal 25 al 31 ci si trasferirà a Ronzone in provincia di Trento.

Infine il Frosinone ha fissato anche alcune amichevoli pre-campionato. Le prime due saranno contro squadre di dilettanti come è normale che sia nei primi giorni di ritiro ma pian piano verrà alzato il tiro. Il Frosinone affronterà infatti, dopo Amatrice e Cantalice, anche
il Rieti (squadra di serie C), il Lecce (neopromosso in serie A), il Monza (squadra di serie C) e il 5 agosto al “Del Duca” l’Ascoli (squadra di serie B). Un precampionato dunque ben organizzato che può preparare al meglio il Frosinone in vista della prossima stagione.

*Tommaso Cappella, giornalista volontario in pensione

 

 

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Frosinone pronta ad accogliere l’invasione delle Ferrari

UNA FERRARI 350 260 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa - Ancora un’iniziativa da parte della vulcanica e dinamica Marisa Scarchilli. Dopo il notevole successo ottenuto con la Tavola Rotonda “Alimentazione e Sport” che si è tenuta a Frosinone sabato 4 maggio presso la Villa Comunale, patrocinata dal Comune capoluogo e dall'amministrazione provinciale, la titolare della Parafarmacia “DBM farma” di Via Armando Fabi a Frosinone, ha organizzato, insieme con la ”Scuderia Ferrari Club-The Official Ferrari Passion” con sede a Roma Appia Antica, per domenica prossima a Frosinone un ritrovo Ferrari che sicuramente richiamerà tanti appassionati e tifosi del cavallino rampante. “Il nostro club – sottolineano i responsabili romani – nasce 25 anni fa insieme al nostro amico Little Tony, denominato 'Ferrari Club Appia Antica Little Tony'. Ora siamo una Scuderia Ferrari approvata da Maranello con un suo statuto. La nostra Scuderia rimane storica ed unica, rivolta al sociale, specialmente verso i bambini cardiopatici di tutto il mondo. Il nostro presidente è Giorgio D’Antonio mentre il vice è il dottor Adriano Vicari. Siamo presenti in tutto il territorio nazionale e, quindi, domenica anche a Frosinone, e qualche volta ci spostiamo anche all’estero”.

E’ proprio la signora Scarchilli ad illustrare questo evento, in programma domenica 14 luglio '19 dalle ore 10,00 alle ore 13,00 in ViaMarisa Scarchilli Armando Fabi nei pressi dell’Ospedale Fabrizio Spaziani: “Riteniamo di aver fatto cosa gradita ai tantissimi appassionati della Ferrari presenti in Ciociaria – si limita a dire – Per questo invito quanti vorranno essere presenti in Via Armando Fabi perché trascorreremo una mattinata all’insegna del divertimento e con tante belle sorprese. Tutto questo è stato possibile anche grazie al professor Pulcini, un grande luminare della medicina, conosciuto sia a livello nazionale che internazionale, socio del club e che ha partecipato al convegno alla Villa Comunale di Frosinone il 4 maggio scorso, al quale ci lega una profonda amicizia e stima”. Per scoprire come partecipare e conoscere il regolamento della manifestazione basta andare sulla pagina facebook Parafarmacia DBM farma Frosinone o visitare il sito www.dbmfarma.it.

 

 

 

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Frosinone Capoluogo: Servizio scuolabus a rischio

PalazzoComunaleFrosinone 350 260Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone: ”Servizio scuolabus a rischio. Rivolgo un appello al Sindaco, all'Assessore al Bilancio e all'Assessore alla Pubblica Istruzione: garantiamo la sopravvivenza del servizio per i prossimi anni, se necessario, chiedendo anche il sostegno economico della Regione”

La riduzione della spesa a partire dal 01/08/2019 iscritta nel bilancio 2019 - 2021 del Comune di Frosinone rischia di determinare la fine del servizio scuolabus. A rischio, oltre al servizio, ci sono anche gli autisti dello scuolabus, dipendenti comunali a tutti gli effetti, e gli assistenti che viaggiano a bordo dei mezzi, che, invece, appartengono alle cooperative a cui di volta in volta viene affidato il servizio. Il servizio scuolabus è uno dei cardini del diritto allo studio, nella misura in cui consente a tutti gli studenti delle scuole primarie che non possono usufruire del trasporto privato di poter raggiungere in sicurezza gli edifici scolastici. Tagliare questo servizio in un periodo di forte crisi economica come quello attuale, in cui molte famiglie per arrivare a fine mese sono costrette a lavorare sempre di più, sottraendo tempo alla vita privata e familiare, soprattutto il tempo da poter dedicare ai propri figli, rischia di limitare fortemente il diritto allo studio, che, non dimentichiamolo, è un diritto garantito dalla Costituzione italiana. Il servizio scuolabus, dunque, è essenziale per poter continuare a garantire il diritto allo studio anche a quei bambini che non hanno la fortuna di avere genitori o parenti in grado di accompagnarli a scuola.

In questi ultimi anni ci aspettavamo da parte dell’amministrazione un piano di riorganizzazione del servizio, sia nell’ambito del piano tariffario, sia dal punto di vista della rimodulazione delle linee di percorrenza; L’impressione, però, è che, nonostante la presenza di numerosi campanelli d’allarme, tra cui l’annunciata riduzione delle risorse in bilancio per i servizi scolastici, si è deciso, comunque, di non decidere, come è già accaduto per altri servizi. Nel caso in cui l’Amministrazione decida di esternalizzare il servizio mi auguro che ci sia l’impegno almeno a garantire la diversa utilizzazione degli autisti scuolabus, dipendenti comunali a tutti gli effetti, per evitare che essi vengano certificati come personale eccedente. In un comune dove c’è una cronica carenza di personale, a causa dei tagli imposti dal rientro del debito, sarebbe un paradosso decidere di non reimpiegare il personale di un servizio che è destinato a essere chiuso.

Dal momento che le recenti disposizioni introdotte a livello governativo prevedono l’integrale copertura dei costi del servizio scuolabus, senza ulteriori oneri di spesa per i comuni, l’unica soluzione per evitare che il costo del servizio venga scaricato totalmente sulle tariffe a carico dell’utenza potrebbe essere quella di chiedere alla Regione un’ulteriore contributo economico. Credo che su questo punto ci sia la disponibilità anche della minoranza alla collaborazione incondizionata, dal momento che si tratta di salvare un servizio essenziale per la cittadinanza. Muoviamoci il prima possibile, altrimenti rischiamo che il piano di rientro dal debito e le folli scelte governative nel giro di qualche anno determineranno la chiusura di tutti i servizi che il nostro comune è in grado di garantire ai cittadini frusinati.

 

 

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Proposta per vietare la plastica monouso a Frosinone

PalazzoComunaleFrosinone 350 260Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone: “Ho presentato al Comune di Frosinone una proposta di deliberazione sul divieto di utilizzo della plastica monouso”

In data 14.06.2019 ho depositato presso il Comune di Frosinone una proposta di deliberazione avente ad oggetto: “adozione dei principi sostenibili di divieto di uso di articoli in materiale plastico monouso da parte del Comune di Frosinone”. La delibera, in sintesi, prevede l'eliminazione totale dell’utilizzo di materiale plastico monouso negli edifici di proprietà del Comune di Frosinone e l’inserimento di disposizioni che disincentivano l’utilizzo del medesimo materiale nelle procedure di gara per forniture e servizi bandite dall’Ente. Ci tengo a precisare che la proposta di deliberazione è stata realizzata dalla Federazione Italiana dei Giovani Socialisti, nell’ambito della campagna a supporto dei giovani amministratori locali socialisti “Il comune è la patria più vera”, con l’obiettivo di sensibilizzare le amministrazioni pubbliche locali ai problemi ambientali legati alla produzione e all’utilizzo della plastica monouso.

La Federazione dei Giovani Socialisti, inoltre, insieme al Partito Socialista Italiano, ha realizzato un disegno di Legge, presentato alla Camera dei Deputati il 18 giugno scorso, che vuole anticipare la direttiva europea approvata il 27 marzo 2019 dal Parlamento europeo, in cui si vieta la vendita e la produzione all’interno degli Stati membri di articoli in plastica monouso. Il disegno di Legge prevede l’introduzione del divieto dell’ingresso della plastica in tutti gli edifici pubblici e l’inserimento di disposizioni che prevedano il divieto di utilizzo di materiale plastico monouso nelle procedure di gara per forniture e servizi. Daniele Riggi comunicati stampa min

Personalmente, ho ritenuto opportuno farmi promotore di questa proposta di deliberazione nel nostro Comune perché credo che i primi a dover dare esempio sulla tutela ambientale siano le istituzioni, specialmente in un territorio come il nostro dove l’emergenza ambientale è ai primi posti dell’agenda politica. La salvaguardia ambientale è per fortuna una tematica presente nell’agenda di governo dell’Unione Europea ma per essere efficace necessita, soprattutto, di un’impronta locale, non a caso i giovani socialisti hanno deciso di inserire il “plastic free” all’interno di una campagna che si chiama ‘il comune è la patria più vera’.

La proposta di deliberazione ha già ottenuto, la scorsa settimana, il parere favorevole della sesta commissione consiliare “pubblica istruzione, cultura, sport, politiche giovanili, affari generali e legali”, entro questa settimana, invece, verrà esaminata dalla commissione ambiente. Una volta acquisito anche il parere positivo, sulla fattibilità tecnica della proposta, dagli uffici tecnici del comune, il documento potrebbe essere discusso in consiglio comunale già entro la fine del mese. Nei prossimi giorni cercherò di condividere il documento con le forze politiche cittadine, le associazioni locali, e la cittadinanza, sperando che dal confronto possano emergere proposte di miglioramento e suggerimenti, vista l’importanza e l’ampiezza della tematica affrontata. Al di là degli aspetti tecnici e amministrativi, che si possono tranquillamente superare, ci aspettiamo delle difficoltà ad accettare la proposta soprattutto dal punto di vista culturale, dato che essa, come tutte le proposte ecologiste del resto, impone un cambiamento radicale del nostro stile di vita e delle nostre modalità di consumo. Tuttavia, anche la recente vicenda Mecoris, che ha scosso non poco i cittadini frusinati, ci ha tristemente ricordato che il nostro stile di vita consumista sta danneggiando sempre di più l'ambiente e la nostra salute, quindi se vogliamo salvare il Pianeta dall'inquinamento è necessario cambiare da subito e, soprattutto, cambiare in modo radicale”.

 

 

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L'ANPI al Lazio Pride Frosinone

LazioPride Fr2019 minMessaggio del Presidente Giovanni Morsillo.

 

«Cari compagni, care compagne,
Intanto grazie!

Grazie per aver portato il vostro sostegno alla scelta di patrocinare il LazioPride, di essere stati presenti e di aver fatto in modo che la nostra presenza fosse qualificata.

Alcuni aspetti crediamo vadano focalizzati, sia della manifestazione in generale, sia della nostra adesione; non tanto per esprimere la completa soddisfazione che registriamo per l’ottima riuscita e per la positiva reazione della città, che pure non ci lasciano indifferenti, e più avanti ne diremo, quanto per iniziare a mettere a frutto questo risultato non del tutto aspettato, e quindi trarne le conseguenze politiche per il lavoro futuro.

Le polemiche succedutesi dal giorno della scelta di Frosinone come luogo per la manifestazione della dignità omosessuale sono state, tutto sommato, meno feroci e assai più casarecce di quanto già visto in altre realtà, anche meno percepite come conservatrici della nostra città.
Questo, a nostro avviso, anche per l’inconsistenza politica dei dirigenti delle destre nostrane, ma non solo.
Quei tentativi polemici così deboli di argomenti e così semplicistici nelle formulazioni, hanno avuto il loro picco massimo nei tentennamenti dell’amministrazione comunale e del Sindaco nel trattare il tema, fino a negare il patrocinio, come se le Istituzioni fossero da tenere lontane dalle contaminazioni civili, sociali e culturali. In realtà, questo atto non compiuto dimostra solo che il Sindaco non vuole rischiare nulla. Del resto, i comunicati che ha emesso sono un capolavoro di ciceronismo, capaci di affermare e negare allo stesso tempo gli stessi contenuti, cercando goffamente di non sostenere e non sabotare: definire la manifestazione “anacronismo” non rende merito alle capacità ed all’intelligenza del Sindaco, che sa benissimo che essa è semmai per certi aspetti un’avanguardia. Del resto, sa anche che quell’aggettivo era il più asettico, il più lontano dalla condanna politica ed etica che alcuni suoi sostenitori avrebbero gradito, e si limitava a tirarsi fuori senza mettersi contro, almeno nelle intenzioni. Cerchiobottismo? Galleggiamento democristiano? Non esistiamo per apporre etichette; certo è che anche lui, come molti altri addetti ai lavori, avevano largamente sopravvalutato il reale livello di dissenso dei Ciociari verso i temi e la stessa realizzazione della manifestazione. Avrà anche mantenuto la calma negli ambienti meno illuminati della sua comitiva, ma non ha osservato, una volta tanto, il territorio.
A fare ala al corteo c’erano centinaia di persone che fotografavano, salutavano, e spessissimo si complimentavano e lanciavano segnali di condivisione (pollice alto, baci, sorrisi, ammiccamenti). C’erano le persone comuni, con i bambini né scandalizzati né impauriti, c’era curiosità ma anche molta più condivisione di quanta ce ne aspettassimo anche noi stessi. Di contro, se non è sfuggito qualcosa, non abbiamo visto nessun gesto ostile, nessuna faccia storta, nessuno che si sentisse mancare o vomitasse.

Su questo non crediamo sia il caso di tornare, è solo da prendere atto che il consenso elettorale si fonda più su carenze degli avversari che su qualità dei vincitori. Carenze magari solo organizzative (divisioni, polemiche fratricide, ecc.) ma che fanno grandemente la differenza in troppi casi.

Per quanto ci riguarda, crediamo che aderire e patrocinare l’evento, avere il nostro spezzoncino di corteo davanti al camion, in apertura, sia stato opportuno, per arricchire la lotta di liberazione delle persone omosessuali di un punto di vista che va oltre, e la inserisce – a nostro modo di vedere – in un contesto più ampio, in un orizzonte più complesso. Consideriamo ogni lotta che riguardi la conquista di diritti sociali o civili come un pezzo della lotta più complessiva per la costruzione della società degna e civile che la Costituzione prefigura e ci chiede di compiere.

Potremmo rispondere a qualche sciocco che crede che chi era presente lo facesse per avere visibilità, che abbiamo scelto di non parlare nemmeno per un saluto, di aver fatto ciò che volevamo servisse a dare forza alla manifestazione, non certo il contrario. L’ANPI non aderisce a qualsiasi cosa per apparire, ed è assai prudente e avara nel concedere patrocinii. Se lo fa è solo quando si presentano le condizioni di completa condivisione degli scopi delle iniziative, dentro un solco netto costituito dal nostro programma e dalla Costituzione della Repubblica. Ma poiché sarebbe tempo sprecato battibeccare con chi ha la sentenza prima di conoscere e capire le cose, ci rivolgiamo ai nostri iscritti, simpatizzanti e militanti invitandoli, ancora una volta, a resistere all’allettante gioco del rimpallo e della messa in ridicolo di affermazioni senza fondamento. Andiamo avanti, con le nostre idee, con i nostri riferimenti, con il nostro impegno quotidiano per rafforzare le condizioni di agibilità civile e politica della Repubblica nata dalla Resistenza.anpi BANDIERA 350 260 min

Abbiamo invece da osservare meglio quanto Frosinone ci ha offerto ieri. La città è apparsa del tutto fraternizzante con i manifestanti, nessun negozio ha abbassato le serrande, né ci risultano fallimenti di bar e negozi di scarpe per il passaggio dell’orda immorale. Dicevamo che il popolo del passeggio, e non solo, era incuriosito e normalmente attratto dal corteo e, purtroppo per alcuni, con realistica meraviglia ha dovuto rinunciare a scene oltraggiose, a comportamenti immorali, a esternazioni oscene, semplicemente perché non ve ne sono state. Coloro che normalmente si dedicano al disprezzo dei diversi fra una puntatina sui siti porno e la frequentazione di qualche povera disgraziata sui cigli delle strade, già dai loro commenti di ieri sera sembravano delusi. Non gli sembrava vero di potersi sfogare anche a Frosinone da veri maschi bianchi e di destra, che le loro pur misere polveri venivano irrimediabilmente bagnate dalla semplice insussistenza delle minacce paventate.

Quindi non è vero che “Frosinone è tutta così”, o che “non c’è niente da fare”. Proviamo a pensare cosa non abbiamo fatto noi, prima di dire che siamo sfortunati e continuare a picchiare sulla testa del compagno per stabilire chi è più coerente, avanzato, di sinistra e così via.

Abbiamo poi visto una cosa che ci ha riempito il cuore: sfilare mischiati soggetti fra loro antagonisti, persone, bandiere e sigle nate da scissioni dolorose, certamente sempre motivate, ma mai salutari come la storia dimostra sia sul profilo elettorale che delle conquiste sociali, civili e politiche. Di tutti.

Quindi non è vero che ci siano incompatibilità su tutto fra i soggetti. Sembra a noi che quando si sta sui temi, che siano il 2 Giugno, che siano i diritti, che sia il sostegno a lavoratori in lotta o il presidio antifascista a Ceprano o la storica battaglia per Trisulti ci si ritrova tutti a camminare nella stessa direzione. Non ci illudiamo e non siamo ecumenici; ma diciamo che la via per tornare a rappresentare un’alternativa solida e di prospettiva non sta nel reclutamento di un leader telegenico o anche preparatissimo (magari!) ma nella costruzione faticosa, priva di premi, lunga come la vita stessa, di condizioni di convivenza e unità nelle cose da fare, e di discussione franca e fraterna sulle teorie e le letture diverse che se ne danno, ma con l’obiettivo vero di costruire mettendo insieme le forze (oggi si chiamano risorse, come ci insegnano i capitalisti, risorse umane, capitale umano ecc. ma noi siamo all’antica e pensiamo che le forze non siano tutte da vendere).

E abbiamo visto giovani e vecchi, generazioni differenti con esperienze differenti, che potevano marciare assieme perché si riconoscevano a vicenda: non formalmente, ma nei fatti, sui temi da sostenere.

Ma non è finita: c’erano atei, molti cattolici, qualche islamico (non conoscevamo tutti, parliamo di coloro di cui siamo certi).

Insomma: chi ha dato vita e forza a quel corteo lo ha fatto secondo convinzioni, esperienze, coscienze diverse. Ma lo ha fatto unitariamente, senza fischiare nessuno dei presenti, senza chiedere patenti ad alcuno. Sappiamo che quando si ragiona di elezioni, di programmi, di appartenenze tutto si complica. Ma crediamo anche che l’altezza di una classe dirigente si misuri nel saper trovare soluzioni che riuniscano il popolo dei diritti, del progresso, della civiltà. E crediamo anche che questo popolo, i militanti, debba fare ogni sforzo dove questo manchi, debba farsi carico anche dei problemi non risolti centralmente, debba cioè dedicare le proprie forze ad incontrare gli “altri”, a ricercare i terreni comuni su cui mobilitarsi e mobilitare.

Infine, con la speranza che si avvii davvero una stagione di contaminazioni feconde, di messa all’Ordine del Giorno il Punto Uno dell’unità operativa per gli obiettivi piuttosto che trovare (e si trova sempre, neanche con troppa difficoltà) il nervo scoperto su cui inchiodare l’altro, soddisfatti quanto ininfluenti sul corso delle cose.

L’ANPI era lì, e ringraziamo tutti i compagni e le compagne che hanno voluto portare le bandiere, lo striscione, e anche chi non lo ha fatto ma era presente, e soprattutto, lo diciamo consapevoli del valore della loro coerenza, ringraziamo chi ha sfilato con l’ANPI per un tratto, dividendo il proprio impegno fra l’ANPI e il partito, il sindacato, l’associazione di appartenenza. Il loro contributo, anche se è stato fisicamente frazionato, vale doppio.
E poiché non siamo una organizzazione di eventi ma un gruppo di donne e uomini impegnati per ottenere risultati, ci mettiamo a disposizione e auspichiamo che l’ANPI venga considerata ed utilizzata come uno dei luoghi più aperti e garantiti per costruire quell’unità almeno operativa che ci sta a cuore. Vedere quelle bellissime facce, quelle forze in piazza e sapere che rischiamo di continuare a sprecarle in inconcludenti battibecchi fra noi, fa stare male.

Vogliamo ringraziare, per ultimi solo perché rimanga più vivo il ringraziamento, gli organizzatori del LazioPride Frosinone 2019, per aver osato, per averci chiamati a lottare per il bello, per la civiltà, per la fraterna condivisione della nostra umanità.

Chiamatela come volete, noi la chiamiamo RESISTENZA.

Fraterni saluti.»

ANPI – Comitato provinciale di Frosinone
Frosinone, 23/06/2019

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Frosinone: Madonna della Neve, stagione da incorniciare

PALIANO COPPA1 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - La squadra del rione di Frosinone ha stravinto il campionato e la Coppa provinciale Under 17. Al secondo anno dalla sua ricostituzione, la gloriosa società Madonna della Neve del quartiere omonimo di Frosinone ha centrato obiettivi importanti per quanto riguarda il settore giovanile, primo fra tutti quello della vittoria nel campionato e in Coppa Under 17. Buono anche il comportamento degli Under 16, allenati da Giulio D'Alessandris, giunti quarti, e degli Under 15, guidati da Antonio Colagiovanni. Per quanto riguarda la Scuola Calcio oltre 50 gli iscritti tra Esordienti, Pulcini, Primi Calci e Piccoli Amici. “Abbiamo ripreso l'attività con tanto entusiasmo – tiene a sottolineare il presidente onorario, nonché dirigente storico della società del capoluogo Aldo Pompili – Ho visto tanti giovani crescere in questa gloriosa realtà di cui mi vanto di essere un dirigente storico. Nella nuova struttura di Via Armando Fabi i nostri ragazzi stanno svolgendo un'attività educativa e di crescita sociale molto importante. E questo anche grazie all'impegno e alla professioniltà di gente come Antonio Colagiovanni, Giulio D'Alesadris e tutta l'attuale dirigenza. Una stagione, quella appena conclusa, che ci ha regalato belle soddisfazioni, soprattutto con l'Under 17 che ha vinto il campionato e la Coppa”.

Un discorso a parte quindi va fatto proprio per gli Allievi Under 17. Bellissime le parole postate sui social da parte dei genitori dei ragazzi che hanno vinto sia il campionato che la Coppa provinciale. “La Madonna della Neve”, una squadra di calcio come tutte le altre, cosa c’è di strano? Una squadra di calcio come ce ne sono tante, formata in amicizia dagli stessi giocatori che l’anno scorso si erano ben comportati avendo raggiunto la quarta posizione del campionato provinciale, che vanta come allenatore una vecchia “bandiera” del Frosinone (Antonio Colagiovanni, uno di noi, un ragazzo nato e cresciuto nel nostro quartiere), con ben tre dirigenti sportivi novizi, padri di altrettanti giovani calciatori presenti in squadra e con “indomito” spirito sportivo. Quest’anno lo staff tecnico aveva deciso di compiere qualcosa, che so, di straordinario, un’impresa assoluta, qualcosa che sconvolgesse le coscienze, che desse una scossa al panorama calciofilo giovanile, che sortisse l’effetto di una “bomba” nell’intero movimento sportivo. E cosa poteva fare una “squadretta di provincia” di così “straordinario ed altisonante”? Si poteva fare bella figura al successivo campionato provinciale 2018-2019? Di più! Si doveva essere protagonisti al campionato? Di più! Si doveva vincere il campionato stesso? Di più! Si doveva “dominare” il campionato? Di più! Si doveva chiudere “imbattuti”? Di più! Ma allora, che cosa si poteva fare di così eccezionale e sublime per raggiungere il massimo traguardo possibile? Ecco, con il procedere del campionato e lo “snocciolarsi” delle vittorie, si è cominciato ad “intravedere ed assaporare” il massimo traguardo che era possibile raggiungere. Visto che siamo la “Madonna della Neve”, dobbiamo ottenere un ruolino di marcia attinente all’appellativo della Vergine Maria, cioè “Immacolato”. Ecco la meta anelata, ecco il traguardo “impossibile”, si dovevano disputare tutte le 20 partite di campionato raggiungendo un... filotto di 20 vittorie. Gli epiteti dei supporters si sono sprecati: “siete pazzi”, ““non ce la farete mai”, “presuntuosi”, “una cosa assurda”, ed altro. Il campionato di calcio è finito ed il risultato in classifica proferisce la seguente sentenza: totale di 20 partite disputate, che hanno comportato 20 vittorie, a fronte di 0 sconfitte e 0 pareggi. Un ruolino di marcia assolutamente “immacolato”. Questo era l’obbiettivo di assoluto valore che solo una squadra agguerrita, tosta, compatta, lucida, cinica, con i cosiddetti “attributi”, poteva “aspirare” a raggiungere. Noi genitori abbiamo subito un turbinio di emozioni che solo chi ha vissuto l’ambiente può capire, passando dalla gioia più sfrenata al pianto, sempre tenendo bene in alto l’onore della Società. Abbiamo speso tempo, cuore, anima, in questa “avventura”, e dopo un anno così intenso, possiamo dire la fatidica frase “ c’ero anch’io”. Stiamo vivendo, dal punto di vista calcistico, un periodo straordinario, magico, e nessuno, dico nessuno, può offuscare il raggiungimento di tale traguardo. E chi dobbiamo ringraziare per averci regalato questa “cavalcata” trionfale, se non i protagonisti assoluti. Lo staff societario: Pompili Aldo, D’Alessandris Giulio, Pirozzi Renato, Colagiovanni Antonio, gli allenatori Santopadre e Di Palma, i dirigenti Angelozzi Valerio, Marcucci Giorgio, Di Padua Pia Vincenzo. E soprattutto i giocatori. I portieriSCUOLA CALCIO 350 min Pigliacelli Elia, Fanfarillo Giacomo, i difensori Oddi Lorenzo, Tallini Francesco, Hassan Amro Mohamed El, Di Padua Pia Davide, Celli Michele, Nadif Moussin, Mahjobi Youssef, i centrocampisti Angelozzi Daniele, Marcucci Riccardo, Celani Riccardo, Francivalli Flavio, Miledi Paolo e gli attaccanti Cristofani Andrea, Federico Francesco, Fortini Andrea, Fedi Nicolò, Zeppieri Matteo, Ciangola Cristiano. "Grazie di esistere da Valerio Angelozzi a nome di tutti i genitori”.

Questo l'organigramma societario Asd Madonna Della Neve: Presidente: D'alessandris Giulio; Presidente Onorario: Pompili Aldo; Vice Presidente : Colagiovanni Antonio; Responsabile Impianti: Pirozzi Renato; Segretario: Testa Alberto; Dirigenti Accompagnatori : Under 17: Angelozzi Valerio, Di Padua Pia Vincenzo, Marcucci Giorgio

Organico Asd Madonna Della Neve: Under 16: Renna Giuseppe, Gatta Francesco; Under 15: Pizzutelli Antonio, Fratangeli Simone; Responsabile Scuola Calcio: Colagiovanni Antonio; Assistenti in campo: Buerti Stefano, Di Palma Samuele, Del Monte Giuseppe; Allenatori: D'alessandris Giulio, Colagiovanni Antonio, Pirozzi Renato

Questi I Giocatori Under 16: Arci Filippo, Arduini Nicolò, Belli Alessandro, Caprara Andrea, Cataldi Alessandro, Ciano Antonio, D'alessandris Lorenzo, De Rasis Jacopo, Diana Simone, Fratangeli Andrea, Gatta Leonardo, Gualdini Gianmarco, Lombardi Jacopo, Magliocco Riccardo, Marcoccia Damiano, Minotti Cesare Giovanni, Naclerio Niccolò, Paniccia Gianmarco, Renna Angelo, Santucci Edoardo, Sredkov Antonov; Preparatore Dei Portieri: Cestra Daniele; Allenatore: D'alessandris Giulio.

Questi i giocatori Under 15: Murolo Giovanni, Maddaleni Mattia, Marzallo Diego, Pizzutelli Umberto, Trulli Francom Volla Gabriele, Murolo Vincenzo, Antonucci Bryan, Antinori Pierfrancesco, Coppotelli Matteo, Di Pofi Gabriele Massimo, Fratangeli Samuele Frisulli Manuel, Quattrociocchi Luca, Quattrococchi Giulio,, Altobelli Stefano, Barba Antonio, Ceccarelli Fabrizio, Lleshi Giulio, Tagliaferri Mattia, Tagliaferri Matteo; Allenatore: Colagiovanni Antonio; Dirigenti Accompagnatori: Pizzutelli Antonio, Fratangeli Simone.

Questi i ragazzi e bambini della Scuola Calcio: Cannone Leonardo, D'Erme Gabriele, Ceccarelli Alessandro, Giammaria Lorenzo, Vettraino Giovanni, Crescenzi Manuel, Crescenzi Luca, Pigliacelli Nikolas, Arduini Jacopo, Torturro Gabriele, Colasanti Francesco, Cristini Federico, Cegli Francesco, Trocchi Mattia, Notargiacomo Gabriele, Di Nardo Jacopo, Pirozzi Samuele, Stasolla Emanuele, Gabriele Leonardo, Bellingeri Luca, Vona Simone, D'Emilia Matteo, Fasani, Vacca Mattia, Traversi Enrico, Gabriele Erniani, D'Emilia Jacopo, Brugnetti Diego, Mastrogiacomo Nicolò, Mercurio Eduardo, Calabrese Paolo, Colelli Riano Alessandro, Colelli Riano Riccardo, Pica Alessandro, Vettraino Michele, Fichera Alessandro, Ceccarelli Alessandro, Bono Gabriele, Marcoccia Emanuelem Coppotelli Leonardo, Di Pofi Nicolò, Gatta Piergiorgio, Piacentino Gabriele, Martini Andrea, Pica Matteo e Ferrante Matteo; responsabile: Colagiovanni Antonio; assistenti in campo: Buerti Stefano, Di Palma Samuele e Del Monte Giuseppe.

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A Frosinone il Lazio Pride 2019

LazioPride Fr2019 mindi Ivano Alteri - Il 22 giugno, a partire dalle 15,30 nel Piazzale Salvo D'Acquisto, a Frosinone si svolgerà il Lazio Pride 2019. Ad esso hanno aderito col proprio patrocinio la Provincia di Frosinone e i comuni ciociari di Alatri, Ferentino, San Donato Val di Comino; e vi hanno aderito molte associazioni locali e rappresentanze locali di quelle nazionali: ANPI Frosinone, Casa del Popolo Vittorio Arrigoni – Anagni, Comunità Solidali Frosinone, Frosinone Bella e Brutta, Grid, il Gazzettino Ciociaro, Indiegesta, Legambiente Frosinone, Possibile, Partito Democratico Frosinone, Piattaforma Civica di Ceccano, UIL Frosinone. L'entità delle adesioni e la loro qualità, mostrano e dimostrano l'attenzione del territorio ai temi centrali della manifestazione. L'entità e la qualità della partecipazione ne mostreranno e dimostreranno la maturità.

In definitiva, chi vi parteciperà, lo farà per diverse e numerose ragioni, magari anche contrastanti. Ma è utile, ognuno per sé o collettivamente, metterne a fuoco qualcuna, per avere chiaro perché partecipare è un bene per tutti.

È bene partecipare perché l'omosessualità non è un artifizio culturale. Il Pride non serve a dire che i gay esistono: i gay e le gay esistono in natura. Esso, invece, serve a legittimarne l'esistenza in ambito culturale di una condizione naturale, con una banale ma consapevole presa d'atto. Quindi, forse è opportuno sottolineare che, come accade in molti casi, le divisioni ideologiche tra destra e sinistra, che pur persistono in tutti i campi della vita associata, hanno poco senso in questo caso; poiché ciò di cui parliamo, l'esistenza degli omosessuali maschi e femmine, prima di riguardare la cultura riguarda già la natura; e ciò che è in natura non può costituire oggetto di schietta disputa ideologica, bensì solo disonesta e meschina. Non vi sono gay di destra o di sinistra, ma soltanto gay. L'accettazione culturale di una condizione naturale è un evidente segno di maturità umana e individuale. E anche politica.

È bene partecipare per stabilire un principio: ogni libera scelta, di qualsiasi natura, che non arrechi danno altrui, è lecita; anche la sua eventuale disapprovazione morale è lecita, ma non autorizza in alcun modo la discriminazione e la stigmatizzazione sociali, poiché arrecherebbero, esse sì, danno altrui.

È bene partecipare perché è liberatorio, per tutti. Spesso non ci si bada, ma in presenza di discriminazioni nei confronti di qualcuno, in qualsiasi ambito, tutti si resta coinvolti e si paga un prezzo; anche coloro che non intendessero schierarsi; poiché assistere ad una discriminazione impone una scelta: intervenire per opporvisi o non intervenire pensando che sia un problema di altri. In ogni caso, l'una scelta o l'altra definiscono moralmente e palesemente chi la compie.

È bene partecipare anche per un'altra ragione, più generale, anch'essa riguardante tutti, indistintamente: dopo la legittimazione delle coppie fondate sull'amore fra persone e non solo sui legami tra i sessi a scopi riproduttivi, occorre urgentemente codificare e legittimare un'altra “coppia”, la più liberatrice di tutte: quella tra i diritti civili e i diritti sociali; stabilendo definitivamente ed incontrovertibilmente che essi sono inscindibili; e che dopo la loro unione nessuno, neanche la morte, potrà mai separarli.
Essa, oltre che nella coscienza individuale di ognuno, fonda la propria legittimità nell'articolo 3 della Costituzione, in cui si dice che “la Repubblica”, tutta e non una qualche sua parte, ha il compito di “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
Se non si compisse questo salto, fuori da questa coppia i diritti civili resterebbero sempre esposti a rischio mortale. Non solo nel senso che qualcuno potrebbe prima o poi cancellarli col favore dell'opinione pubblica, ma anche nel senso che essi sarebbero fittizi e, pur restando formalmente scritti nelle leggi, non ci sarebbe nessuno ad esercitarli liberamente, per impossibilità materiale.

Quindi, anche chi fino ad ora non abbia sentito il bisogno di assumere una propria posizione netta sul tema, si affretti a farlo, è il momento opportuno: partecipi al Pride, si liberi dalla gabbia di pregiudizi di cui è prigioniero e contribuisca a liberare milioni di persone omosessuali dalla minaccia di una vita che a volte può trasformarsi in un incubo.

Frosinone 17 giugno 2019

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Frosinone: stimolare la movida e la mobilità notturna

frosinone bynigth 350 minDaniele Riggi*: ”Bene il prolungamento delle emissioni sonore nel periodo estivo per stimolare la movida, adesso, però, si pensi anche a un servizio di mobilità notturna per i giovani nel weekend”

Apprendo con piacere che l’assessorato al commercio del Comune di Frosinone anche quest’anno ha invitato gli esercenti commerciali presenti sul territorio a prolungare l'orario delle emissioni sonore nel periodo estivo, per consentire ai giovani frusinati di accendere la movida nel capoluogo ciociaro. Nel corso degli anni i weekend del capoluogo sono diventati sempre più noiosi per i giovani, al punto che molti ragazzi l'estate preferiscono emigrare verso le località balneari o di montagna più vicine per vivere la movida dei fine settimana. L'idea del prolungamento, quindi, è tutt'altro che peregrina ma per essere attutata concretamente, secondo il mio punto di vista, sarebbe necessario avere una mobilità pubblica notturna nel weekend, quindi delle corse ad hoc per i giovani del capoluogo che vogliono vivere la città anche di sera.

La mobilità notturna consentirebbe ai giovani che non possono spostarsi con motoveicoli privati di muoversi nella città agilmente anche nel weekend e fino a tarda serata attraverso un servizio navetta. Inoltre, il trasporto notturno garantirebbe a quei ragazzi che hanno alzato un po' il gomito bevendo qualche bicchiere di troppo un ritorno a casa in tutta sicurezza, scongiurando pericoli lungo le strade della città. L'idea del prolungamento degli orari per gli esercenti va bene ma bisogna coprire la città con eventi e iniziative che possano stimolare i giovani a rimanere nel capoluogo e, allo stesso tempo, garantire un trasporto notturno per invitarli a spostarsi nelle varie parti della città, attraverso il prolungamento dell'orario di servizio dell'ascensore inclinato e delle corse serali e notturne.

Quanti giovani studenti stranieri dell'Accademia vediamo durante il weekend vagare senza una meta? Se avessero una mobilità notturna e degli itinerari da seguire credo che anche loro sarebbero contenti di conoscere la città e di vivere la movida assieme agli altri giovani del capoluogo. In fin dei conti, la volontà dei giovani di vivere con tranquillità e spensieratezza la città anche nel fine settimana è il miglior argine sociale a certi fenomeni di degrado che prendono piede quando la città rimane vuota e abbandonata a se stessa.

La mobilità notturna, tra l’altro, è stata già sperimentata con successo in altre città italiane, basti pensare al progetto GIMO (giovani in mobilità) a Perugia e al progetto “ritorno al sicuro” con il bus notturno a Pescara. In conclusione, mi auguro, che la proposta di una mobilità notturna per i giovani sia presa in seria considerazione da parte dell'amministrazione, e che si possa, addirittura, partire con un tentativo sperimentale già durante questa estate.

*Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone

 

 

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Il Frosinone saluta la serie A con un pareggio

Fr PaoloSammarco 350 minTommaso Cappella* - Chiude con un pareggio a reti bianche il Frosinone nella sua seconda partecipazione nel massimo campionato di calcio. Al “Benito Stirpe” impatta con il Chievo Verona che, al pari dei giallazzurri, da tempo è retrocesso in serie B. Una gara che ha messo in evidenza alcune individualità di sicuro affidamento in vista del prossimo torneo e giocata comunque al viso aperto da entrambe le squadre proprio perché in palio non c'era più nulla. Il tecnico Baroni, sempre più prossimo alla conferma sula panchina del Frosinone, ha dato spazio a quegli elementi sui quali potrà contare nella prossima stagione e sotto contratto con la società giallazzurra.

Tornando all'ultimo impegno di campionato, di fronte a pochi ma sempre passionali tifosi, il Frosinone parte bene e cerca di fare la partita ma il Chievo controlla molto bene senza però creare pericoli alla porrta di Bardi. Due le azioni degne di nota da parte dei giallazzurri nel corso del primo tempo. Al 15' Frosinone in avanti e Ciano dal limite trova lo spiraglio giusto e tira con pallone che termina di pochissimo a lato. Al 27' gran passaggio in profondità di Ciano per Paganini, gran tiro in diagonale ma Cesar si trova si trova sulla traiettoria e manda in angolo. Nella ripresa il Frosinone pressa alla ricerca del gol ma pecca di imprecisione. Al 15’ un pallone interessante per Zampano che non chiude dall’out di destra con Dionisi appostato a centro area. Esce Zampano per Ciofani il quale al 25' innesca Ciano alla trequarti, tocco per Dionisi con Frey che devia in angolo. Ciano dalla bandierina, colpo di testa di Ciofani e grande balzo di Semper che evita un gol fatto. Al 35’ dalla Curva Nord “spunta” uno striscione e applausi per Sammarco: “Paolo Sammarco condottiero vero hai il rispetto di un popolo intero”. Negli ultimi 5’ la sfida si scalda. Il Frosinone a testa bassa vuole la vittoria, il Chievo ci tiene a chiudere senza sconfitte. Ci prova Semper con una palla “avvelenata” che gli sfugge dalle mani, Cesar libera in angolo. Un attimo prima è Andreolli che devia di testa su Ciofani un cross di Beghetto. Poi nulla più con la gara che termina sullo 0-0.

Archiviata la gara con il Chievo Verona e, quindi, il campionato, da domani in casa Frosinone ci si metterà a lavoro per programmare la nuova stagione che dovrà vedere Ciofani e compagni puntare ad un immediato ritorno in serie A. Prima di rafforzare la squadra, il presidente Stirpe e i suoi più stretti collaboratori dovranno scegliere sia il nuovo direttore sportivo, con Alessandro Frara in cima alla lista, sia il tecnico, anche se Marco Baroni, come detto, potrebbe essere confermato. Per quanto riguarda l'organico, attualmente la rosa del Frosinone per la prossima stagione può contare sui portieri Bardi e Iacobucci, i difensori Brighenti, Ariaudo, Krajnc, Capuano, Zampano e Beghetto, i centrocampisti Mirko Gori, Chibsah, Maiello, Besea, Matarese, Errico, Paganini e Alessandro Gori e gli attaccanti Ciofani, Dionisi, Ciano, Trotta, Volpe e Citro. Tra questi più di quacuno potrebbe fare le valigie per restare nel massimo campionato, come nel caso di Paganini e Ciano, e qualche altro ceduto, come nel caso di Citro. Da domani, quindi, si apre una nuova pagina in casa Frosinone.

 

 

 

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Un buon Frosinone si arrende al Milan nella ripresa

Paganini e Sammarco 350 mindi Tommaso Cappella* - Ancora una sconfitta, la 23esima su 37 gare disputate, per il Frosinone che si appresta a lasciare la serie A dopo la matematica retrocessione al termine della trasferta di Reggio Emilia al cospetto del Sassuolo. Questa volta i giallazzurri escono battuti 2-0 dal terreno di gioco del “Meazza” al cospetto di un Milan che spera sempre di poter centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Un ko maturato al termine di un gara che comunque i giallazzurri hanno onorato al massimo. Addirittura, dopo un primo tempo nel corso del quale hanno ribattuto colpo su colpo, ad inizio ripresa hanno avuto anche la chance di passare in vantaggio, ma Donnarumma si è superato nel parare il rigore a Ciano.

Nel primo tempo parte bene il Frosinone, con il Milan che trova difficoltà nel creare pericoli alla porta di Bardi. Due occasioni per Borini (prima un tiro respinto da Goldaniga, poi un colpo di testa mancato a botta sicura dal limite dell'area piccola) e un tentativo dalla distanza a dir poco insidioso di Bakayoko (palla a lato d'un soffio): questo è quanto, per il resto nessun altro spunto offensivo per il Diavolo nei primi 45'. Tra un Piatek nervoso e una difesa poco abile ad uscire palla al piede se pressata, per poco Ciano e Sammarco non rifilano lo scherzetto a Donnarumma. Ma significherebbe chiedere troppo: si torna negli spogliatoi sullo 0-0 e già questa per il Leone è una mezza impresa. Nella ripresa al 4' Paganini s'invola verso la porta avversaria: Abate non può far altro che stenderlo e l'arbitro indica il dischetto. Breve consulto con il Var: calcio di rigore per il Frosinone. Ma Ciano si presenta dagli undici metri e sbaglia, Scampato il pericolo il Milan, sette minuti dopo, passa con Piatek il quale si trova in posizione regolare e trafigge Bardi deviando con la punta del piede un tiro-cross di Borini. Al 20' Brighenti stende ingenuamente Calhanoglu al limite della sua area e regala di fatto un invitante calcio di punizione ai padroni di casa. Suso si presenta sul punto di battuta, palla sotto l'incrocio e notte fonda per il Frosinone. A una manciata di secondi dal novantesimo Valzania indirizza in porta con il sinistro, ed è bravo Donnarumma ad opporsi. Finisce così 2-0 per i rossoneri.

Domenica prossima al “Benito Stirpe” si chiude. Di fronte le due retrocesse Frosinone e Chievo che poi si ritroveranno di fronte anche nella prossima stagione in serie B. Sarà l'occasione dei saluti per molti giocatori che hanno vestito e onorato la maglia giallazzurra e che torneranno nelle rispettive squadre per fine prestito e per fine contratto, come nel caso di Sportiello, Goldaniga, Ghiglione, Simic, Salamon, Cassata, Valzania, Viviani e Pinamonti. L'auspicio è che Ciofani e compagni possano chiudere questo sfortunato campionato con un successo che possa essere benaugurante in vista della prossima stagione e che, ci si augura, possa essere di riscatto e chissà di un immediato ritorno nella massima serie. Ed è quello che si augurano sopratutto i meravigliosi tifosi giallazzurri.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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