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Frusone smentisce le Cassandre dell'informazione

lucafrusone 350 260«La conferma dei 5 miliardi di investimenti per il piano industriale di Fca in Italia, arrivata poco prima dell’entrata in vigore del sistema di ecobonus ed ecotassa varato dal Governo, è la migliore smentita ai profeti di sciagura che da mesi inquinano il dibattito su un tema rilevante per il futuro del settore automobilistico e per le ricadute sul nostro territorio» - dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone.

«Nonostante una campagna mediatica faziosa e indecente sul provvedimento, divenuto celebre come ecotassa, ma che in realtà eroga incentivi per l’acquisto di veicoli green e penalizza chi compre auto inquinanti e di grossa cilindrata – continua Frusone – abbiamo tenuto duro perché l’ecobonus è una misura utile per lo sviluppo sostenibile e, indirizzando le scelte del consumatore, orienta la produzione delle aziende, tra cui Fca, verso le nuove tecnologie».

L’auspicio del deputato pentastellato è che «Fca possa diventare presto leader dei modelli ibridi ed elettrici, che verranno prodotti a Cassino: l’azienda ha i mezzi per riuscirci anche grazie alle competenze e alle professionalità presenti nel nostro territorio, che può trasformarsi nella punta di questa rivoluzione green. Da parte del governo e della maggioranza ci sarà attenzione per supportare il piano di transizione di Fca verso i nuovi modelli e per aiutare i lavoratori in cassa integrazione (la cui condizione di difficoltà non dipende dall'ecobonus)».

Frusone, infine, evidenzia i limiti dell’informazione su questo tema «I media nazionali hanno spaventato a tal punto le persone che in molti credevano che ci sarebbero state nuove tasse per le utilitarie possedute già da tempo; ciò è vergognoso e non fa male al governo o al MoVimento 5 Stelle, ma a tutto il Paese. A livello locale, spesso si sono riprese e presentate come autorevoli posizioni apocalittiche che denunciavano situazioni esplosive senza collegamenti reali con il provvedimento. Ora ci auguriamo che i giornali locali riprendano il fatto positivo dando lo stesso identico spazio, quindi per almeno 2 settimane dovrebbero parlare di questa bella notizia, che hanno hanno riservato ai profeti di sciagura per cui la colpa della crisi del settore sarebbe stata da attribuire a un provvedimento che entra in vigore solo adesso».

 

 

 

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L'On. Frusone e la concessione della Certosa di Trisulti. Intervista

Certosa di Trisulti 390 260 minIgnazio Mazzoli intervista il Deputato Luca Frusone del M5S – Martedì 8 gennaio 2019

On. Luca Frusone farodiroma.it il nove febbraio 2018 pubblicò il testo pressoché integrale del suo esposto all'Anac (anticorruzione) e una denuncia-querela dei 5stelle sulla concessione della Certosa di Trisulti al DHI (Dignitatis Humanae Institute). Fu il primo e l’unico. Perché intraprese questa iniziativa insieme al M5S?

La Certosa è sempre stato un luogo che ho frequentato sin da piccolo, crescendo è diventato poi un luogo da mostrare con orgoglio a parenti e amici che venivano a visitare la Ciociaria. Quando ho saputo del bando non ero del tutto contrario, mi rendo conto che un bene del genere è difficile da mantenere e purtroppo i monaci cistercensi non potevano certo sobbarcarsi questo impegno, ma avrei preferito che i privati entrassero in maniera diversa. Avrei preferito un mecenate che si interessasse alla Certosa senza però usarla per scopi personali oppure la possibilità di poter adottare i beni con un crowdfunding locale, alla fine siamo 500 mila in provincia, con un euro l’anno si supera di molto il prezzo che oggi deve pagare DHI. Dopo aver visto le carte intrapresi la strada della denuncia perché per me c’erano delle forzature nel percorso amministrativo e che la DHI non avesse i requisiti richiesti. Semplicemente una richiesta di chiarimenti e che venisse rispettata la legge. Per me non è questione di Bannon o non Bannon, anzi ritengo strumentali alcune posizioni prese successivamente al bando. Alcune persone potevano parlare prima quando Franceschini intraprese questa strada con un bando troppo generico che non metteva chissà quali paletti all’utilizzo del bene, e non solo per la Certosa ma per molti altri immobili con una storia simile in tutta Italia. Nel momento in cui non si contesta l’idea che qualcuno possa sviluppare un proprio progetto attraverso un bene del genere diventa piuttosto ipocrita lamentarsi dopo perché colui a cui viene concesso il bene non ha le stesse idee politiche. Per me si doveva trovare un altro modo sin dall’inizio.

A conclusione del suo esposto lei conclude che con esso: “si intende formulare denuncia-querela, in relazione ai fatti sovra descritti se verificati dagli accertamenti delle autorità”. Quali sono le precise risposte che lei ha ricevuto?

Purtroppo non ho ricevuto risposte nel merito dall’anticorruzione ma una risposta di rigetto che non fa luce sulla questione dei requisiti che avevo sollevato. Il bando è un procedimento amministrativo e per poter sollevare delle questioni e chiedere ad un giudice di stabilire se qualcosa non va serve un ricorso al giudice amministrativo ma gli unici che potevano farlo erano gli altri che avevano partecipato al bando e che non hanno intrapreso questa strada.

 LucaFrusone 3 350 260

On. Frusone ormai da più parti (organi d'informazione, associazioni e finanche istituzioni religiose fra cui alcune ciociare) si sollevano dubbi sulla legittimità della concessione a DHI. Lei stesso nell'esposto "lamenta di non aver - potuto risalire - alla documentazione depositata dall’Istituto Dignitatis Humanae che lo ha reso idoneo alla vincita del bando, ma dai fatti sovraesposti è chiara la mancanza dei requisiti dell’Istituto almeno per quanto riguarda la lettera b) del punto 4 (documentata esperienza almeno quinquennale nel settore della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale) sempre se consideriamo la gestione del “Piccolo museo monastico di Civita” un’esperienza conforme a quella richiesta nel punto c)”. Lei conferma questa sua critica o lamentela?

Sì, e mi sembrano anche molto tirate alcune risposte che sono state date sui giornali come per esempio che l’esperienza almeno quinquennale non sta a significare che per partecipare si doveva avere almeno 5 anni di esperienza ma che l’esperienza doveva essere maturata nell’ultimo quinquennio. Un’interpretazione estremamente originale per non usare altri termini.

 

Lei e il suo gruppo parlamentare intendete proseguire perché si accerti la correttezza giuridica e legale della concessione e si revochi questa concessione che appare a tanti in aperto conflitto non solo con il bando del 2016, ma anche con la stessa Costituzione italiana per le finalità che Stephen K. Bannon e i suoi accoliti si prefiggono volendo trasformare il monastero in una "scuola di gladiatori per guerrieri della cultura" (Chico Harlan, 25 dicembre 2018 dal Wastington Post). Minaccioso linguaggio, chiaramente in conflitto con l'art 3 della nostra Costituzione. La revoca di questa concessione è un diritto per affermare che gli atti di governo di questo nostro Paese sono uguali per tutti?

Ho richiesto la concessione per capire bene i termini. Uno dei miei timori era relativo alla custodia dei beni, soprattutto della biblioteca Statale del Monumento Trisulti. Fortunatamente quella è fuori da tutto questo discorso e rimane di libera consultazione. Politicizzare questa questione non porterà a nulla se non a fare confusione. La concessione è stata firmata a seguito del bando del 2016, con il vecchio Governo ed era piuttosto generico sulle attività che si potevano intraprendere. Sarebbe stato opportuno vincolare maggiormente i beni a specifici progetti o indirizzi. Purtroppo parla principalmente di manutenzione e valorizzazione dei siti previsti nel bando, senza specificare cosa si intenda per valorizzazione. Se non si vogliono fare solo chiacchiere le ipotesi di revoca devono attenersi alla concessione e agli eventuali inadempimenti che da questa dipendono.

8 gennaio 2019

 

 

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Frusone: Ipab Rodilossi, solo più degrado e pericolo

M5S logo minContinua a tenere banco la questione relativa alla messa in sicurezza dell’Ipab Rodilossi che, per ora, resta un’illusione. Nonostante siano passati quasi due mesi dalla nomina del commissario ad acta disposta dalla Regione Lazio, competente sull’immobile, nulla si è mosso.

Anzi, il peggioramento delle condizioni dell’immobile continua a destare preoccupazione per il rischio di crolli in una parte della struttura. «La situazione di pericolo e degrado, conseguenza della trascuratezza regionale sulla questione Ipab, sta raggiungendo un livello di gravità estrema – dichiara Luca Frusone deputato del MoVimento 5 Stelle – Insieme a coloro che hanno a cuore le sorti dell’immobile quale bene pubblico da mettere in sicurezza e riqualificare, in particolare il cittadino Giulio Rossi, avvertimmo che la nomina del commissario, dopo l’ordinanza del sindaco Morini, era solo un primo effetto da verificare in seguito. Dopo 4 anni di ritardo, la Regione è stata costretta a prendere atto dello stato dell’immobile, grazie ad azioni portate avanti in più sedi tra cui segnalazioni, ispezioni e l'interrogazione del consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle Loreto Marcelli. Sarebbe bastato il comune buon senso per suggerire un intervento rigoroso visto il carattere di urgenza, ribadito anche dallo stesso sindaco Morini, nel sollecitare i lavori di messa in sicurezza per l’importante edificio del centro storico cittadino. Ma il buonsenso evidentemente latita al pari di buone condotte amministrative». Frusone ricorda come «i ringraziamenti al presidente di Regione Zingaretti e al consigliere regionale Buschini, tributati dopo la nomina del commissario, risuonino adesso sinistri e fuori luogo. Si faccia chiarezza – conclude il deputato pentastellato – sui motivi per cui persiste il blocco dei lavori e si tenga presente che l’immobilismo, oltre a essere causa di ulteriori rischi per l’incolumità pubblica, arreca danni economici poiché occorreranno molte più risorse per rimettere in sesto lo stabile. Il continuo spreco di tempo prezioso in questo scenario tradisce le aspettative dei cittadini che non meritano questo vuoto pericoloso sui beni pubblici»

 

 

 

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Al telefono con Frusone parlando di Asl

lucafrusone 350 260Il 16 ottobre scorso UNOeTRE.it pubblicò un comunicato inviato dai Deputati 5stelle Luca Frusone ed Enrica Segneri che informava dell’incontro da loro avuto con l’on. Giulia Grillo, Ministra alla Salute, alla quale hanno consegnato un “carteggio” con i dati della situazione in cui versa la ASL frusinate così descritta «è stata così trasformata in un totale far west amministrativo dove qualcuno viene lautamente ricompensato per non fare nulla e molti si trovano a fare turni massacranti per dare una risposta alle esigenze del territorio in carenza cronica di servizi. Una gestione pessima che si basa su esternalizzazioni a non finire e che a malapena riesce ad assicurare gli stipendi».

Questa dichiarazione al pubblico dei due Deputati è subito stata molto seguita perché il tema sanità in questa provincia è un nervo scoperto e assai dolente. Molti lettori ci hanno scritto per saperne di più altri, ce lo hanno richiesto attraverso post su FB. Tanta attenzione ci ha consigliato di aprire un dialogo con i parlamentari che si sono impegnati in questa iniziativa.

Abbiamo trovato a telefono l’on. Luca Frusone e abbiamo chiesto lui un approfondimento.

Appare, dalle sue parole, subito chiaro un problema: «A Macchitella mancano i requisiti per svolgere il ruolo di direttore generale. Il commissariamento è un escamotage, infatti serve solo ad aggirare le norme sulla inconferibilità del ruolo di direttore generale visto che Macchitella ha 72 anni e non potrebbe essere chiamato a svolgere tale ruolo. Inoltre, c’è una sentenza che ha visto vincente il precedente direttore generale, Isabella Mastrobuono, che quindi avrebbe doveva essere reintegrato. Cosa che non si è verificata».

Questa la cronistoria: 11/11/2015 Macchitella viene nominato commissario. Il 16/01/2017 una sentenza del TAR annulla la nomina del commissario, sconfessando le ragioni del commissariamento e con ciò giudica “vincente” il ricorso del precedente direttore generale, Isabella Mastrobuono. Il 6 febbraio successivo (con DCA n. 26) Zingaretti rinomina, nonostante la sentenza, Macchitella come Commissario Straordinario e il 28 dicembre 2017 gli rinnova l’incarico con delibera di giunta regionale (la n.28) fino al 31 dicembre 2018.

L’ANAC stessa nel suo pronunciamento (12/08/2018 00775443) ha rilevato che l’onorario, le funzioni e i poteri si sovrappongono con quelle del direttore generale e parla di “escamotage per ovviare alle carenze del requisito” riferendosi appunto ai requisiti che Macchitella non ha per fare il direttore generale.

In questo procedere non proprio ossequioso della giurisprudenza che succede? L'On. Luca Frusone descrive alcune decisoni dagli effetti davvero negativi.

«La chiusura del Punto di Primo Intervento di Anagni in data 15/07/18 con delibera della ASL di Frosinone n. 1362 del 25/06/2018 firmata dal commissario straordinario Luigi Macchitella.
Appare non solo sbagliata questa decisione, ma forse anche abusiva. Tale PPI, infatti a seguito della chiusura dell’ospedale di Anagni e del suo relativo pronto soccorso è diventato l’unico punto di cure per un bacino di utenti superiore agli 80.000 abitanti e per un territorio in buona parte montagnoso composto da piccoli Comuni che si trovano a distanza di oltre un’ora di percorrenza dai pronti soccorsi più vicini.
Nel territorio del Comune di Anagni insistono ben n.7 impianti industriali a Rischio Incidente Rilevante RIR, ricadenti nelle fattispecie previste dalla Direttiva Seveso III, D.lgs. 105/2015. Sono impianti RIR quegli stabilimenti che, per le sostanze che utilizzano e per i processi produttivi che svolgono, possono causare incidenti le cui ricadute potrebbero interessare in maniera grave l’ambiente e la salute dei cittadini. Tali impianti hanno come riferimento per i loro “Piani di emergenza esterna” l’ospedale civile di Anagni che non esiste.»

Infatti secondo l’Atto Aziendale dell’ASL di Frosinone approvato con Decreto del Presidente ad Acta il 3 agosto 2017, n. U00354, ad Anagni non dovrebbe esserci un PPI, ma un vero e proprio presidio sanitario.

Per memoria di tutti citiamo gli atti deliberativi, cioè decisionali. Il D.M. 70/2015 con cui è stato approvato il “Regolamento recante definizione degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi relativi all’ assistenza ospedaliera” cita i PPI stabilendo che “La funzione dei Punti di Primo Intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 entro un arco temporale predefinito”.
La delibera della ASL di Frosinone n. 1363 del 25/06/2018 oltre a disporre la chiusura “contestuale del Primo Soccorso” lo sostituisce con un PAT h24 non previsto dal D.M. 70 con degli oneri che potrebbero contrastare con il piano di rientro del debito della sanità della Regione Lazio e che dovrebbero essere portati all’attenzione della Corte dei Conti.
Ad oggi non risulta che la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 sia stata compiuta. Disattendendo quindi lo stesso D.M.

Per ora qui ci si ferma. Questo primo assaggio di notizie fornite alla Ministra Giulia Grillo è quanto mai interessante. Continueremo appena possibile la nostra conversazione di approfondimento con il disponibilie e cordiale Deputato Luca Frusone.

 

 

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Frusone scrive ai sindaci “Difesa in aiuto dei Comuni”

M5S logo min - «La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei militari in ausiliaria, personale che può essere impiegato presso Comuni, Regioni e Pubbliche Amministrazioni, senza alcun costo aggiuntivo per gli Enti Locali – dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone – è un notevole passo in avanti per affermare un modello di Difesa che sappia integrare le esigenze della sicurezza nazionale con la salvaguardia dei territori e la tutela delle comunità per scopi non militari».

L’istituto dell’ausiliaria è il periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e, in alternativa, al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica Amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di cinque anni. L’istituto non ha origini recenti, ma – rileva il deputato pentastellato – «gli Enti Locali hanno usufruito pochissimo di questa possibilità perché non erano mai state pubblicate leLucaFrusone 3 350 260 liste con i nominativi e quindi diventava difficile per un Comune poter richiedere un aiuto a costo zero. Dal 2015 ho iniziato insieme ad altri colleghi questo lavoro per rendere pubblici i nominativi e a seguito dell’insediamento del Ministro Trenta ho lavorato con il suo Gabinetto per portare a termine il percorso».

«La valorizzazione e l’impiego efficace delle competenze acquisite dalle nostre forze armate – conclude Frusone – costituiscono un utile strumento per migliorare la qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni e della vita dei cittadini; una vera boccata d’ossigeno se pensiamo a quanto siano indispensabili professionisti qualificati che abbiano modo di mettere a posto, ad esempio, i piani di emergenza per le pubbliche calamità facendolo anche a costo zero. Ho provveduto a contattare i sindaci della nostra provincia: il ricorso al personale della Difesa in ausiliaria può essere un piccolo ma significativo aiuto per i primi cittadini ciociari nella gestione dei beni comuni».

 

 

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Frusone, M5S - Disagi all'ospedale San Benedetto di Alatri

ospedale san benedetto Alatri minOn. Luca Frusone, M5S - Dall'ospedale San Benedetto di Alatri oggi [lunedì 25 giugno 2018 n.d.r.] sono arrivate numerose segnalazioni di disagio da parte dei pazienti e dei loro familiari sulla disorganizzazione per cui tante persone in attesa di medici per le visite ortopediche sono state rimandate senza spiegazioni.

Il Movimento Cinque Stelle di Alatri denuncia la situazione di caos che si è venuta a creare sottolineando che l'episodio specifico fa parte della mala gestio generale che riguarda la sanità nella provincia di Frosinone che sconta un modelloLucaFrusone in Parlamento 350 260 organizzativo inefficace e inefficiente. Il deputato pentastellato Luca Frusone commenta: "Gli annunci dei miglioramenti della sanità nella nostra provincia non corrispondono alla realtà dei fatti e la disorganizzazione della Asl di Frosinone, che fa scontare i disagi a cittadini e operatori dell’ospedale di Alatri, è il risultato di politiche e priorità sbagliate che vedono affermarsi un sistema in cui si esaltano le scatole vuote dei proclami, mentre di ciò che realmente potrebbe far migliorare la qualità delle prestazioni sanitarie non vi è traccia".

 

 

 

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Frusone (M5S), I Fondi europei di Zingaretti e il caso 'Porta Futuro'

lucafrusone 350 260Ufficio stampa del Deputato Luca Frusone M5S - Qualche settimana fa la Regione Lazio è stata colpita dalla notizia riguardante i problemi dei Fondi Europei e il loro uso. La candidata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi e il Deputato Frusone avevano approfittato per porre Delle domande a Zingaretti sull’uso dei soldi che vengono dalla UE. Oggi, a seguito di quella vicenda il Deputato Frusone torna sull’argomento con delle domande su uno specifico argomento. Infatti il Deputato dichiara che «A seguito Delle nostre domande Zingaretti ha etichettato le denunce dei commissari della UE come fake news ma ci sono dei casi molto vicini a noi di sprechi di risorse come il caso di Porta Futuro».

 

Porta Futuro Frosinone è un progetto inaugurato da Zingaretti nel 2015 che, grazie allo stanziamento da parte della Regione di ben 500mila euro, avrebbe dovuto favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, attraverso l’utilizzo di una piattaforma apposita denominata Network Porta Futuro, in poche parole uno sportello al servizio di persone in cerca di lavoro e aziende alla ricerca di bandi e finanziamenti.

 

Frusone prosegue spiegando che tale progetto «doveva garantire un’offerta integrata di formazione breve, orientamento personale e alla professione. Sono trascorsi ben 2 anni e di questo servizio si sono perse le tracce, nel senso che solo imbattendosi per caso nel portale internet se ne può venire a conoscenza, un portale fantasma che rimanda a 4 stanze con brand molto in vista nella sede distaccata della Regione Lazio a Frosinone».
Quali servizi ha erogato questo sportello e quante persone sono state aiutate recandosi nella sede di Frosinone, queste sono le domande che pone il Movimento 5 Stelle. «Ad oggi ci chiediamo come siano stati investiti quei 500 mila euro e se ne è valsa la pena. Se il personale presente allo sportello non poteva essere più utile e maggiormente valorizzato in altre sedi senza essere dimenticato come probabilmente è successo» spiega Frusone «Magari Zingaretti derubricherà anche questa come notizia falsa, ma basta chiedere in giro per capire che pochissimi ciociari sapevano di questo servizio e solo per demerito di chi si preoccupa più delle inaugurazioni che dei servizi da dare, ma si sa che di fumo negli occhi in questi 5 anni il Partito Democratico ne ha gettato tantissimo».

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Frusone(M5S) Green Act: preveda divieto assoluto per nuovi impianti emissivi

LucaFrusone 3 350 260Ufficio stampa di Luca FrusoneDeputato M5S - La Regione Lazio inserisca nel testo il divieto assoluto per nuovi impianti emissivi
“Si sta discutendo in questi giorni in Regione Lazio, il cosiddetto “Green Act”, ossia la proposta di legge n.402 denominata “Disposizioni in materia di Ambiente”. Il testo dovrebbe prevedere tutte quelle norme volte a favorire la sostenibilità ambientale e arginare il grave problema dell’inquinamento presente su tutto il territorio della Regione. In realtà leggendo con attenzione il testo, non posso che rimanere amareggiato e sconfortato, quando nell’articolo 8 tra le misure di contrasto per l’inquinamento atmosferico, non trovo scritto da nessuna parte il divieto assoluto di costruire impianti emissivi in quei territori che ricadono nelle cosiddette zone 1, in cui l’inquinamento dell’aria raggiunge preoccupanti livelli da essere un serio rischio per la salute delle persone. In provincia di Frosinone ricade in zona 1 più della metà del territorio. È impensabile che si possa operare un reale risanamento della qualità dell’aria se non si attuano misure restrittive che possano effettivamente apportare un beneficio per i cittadini.”

Queste le dichiarazioni del deputato pentastellato Frusone che incalza – “Il MoVimento 5 Stelle ha presentato in Regione una serie di emendamenti al Green act che spero vengano accolti, tra i quali il divieto assoluto di istallare impianti emissivi non solo nelle zone 1, ma anche nelle zone 2. Questo perché riteniamo che per risolvere il grave problema dell’inquinamento dell’aria, si debba con fermezza scegliere una sola strada, quella che vieta l’esercizio di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica da combustione di biomasse.” – e conclude – “Solo attraverso una pianificazione strategica verso le nuove metodologie di trattamento dei rifiuti che non prevedano in alcun modo l’incenerimento, si potranno ottenere risultati concreti per il miglioramento del nostro ambiente. Lasciare spazi di manovra o d’interpretazione dei testi normativi, fa intuire una mancanza di volontà nell’affrontare con coscienza il grave problema di inquinamento che sta devastando il nostro territorio.”

 
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Frusone: Proposte M5S in bilancio per migliorare la qualita’ dell’aria

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Ufficio stampa del mDeputato Frusone, M5S - «Si discute in Aula l'ultima legge di stabilità della legislatura e, anche questa volta, abbiamo presentato una serie di emendamenti utili al miglioramento reale della qualità dell’aria, problematica ambientale che riguarda purtroppo molte zone d'Italia, tra le quali la provincia di Frosinone. Soluzioni a medio e lungo termine e non inutili proposte tampone a cui il governo ci ha abituato purtroppo in questi anni.»

Così dichiara il Deputato Frusone intervenendo a proposito della Legge di stabilità in queste ore in votazione alla Camera. Il MoVimento 5 Stelle ha infatti depositato una serie di emendamenti alla proposta del governo, incentrati sulla mobilità elettrica e sull'efficientamento del trasporto pubblico. Frusine continua – «Abbiamo proposto ad esempio d’istituire presso il Ministero dell’Ambiente, un apposito fondo di 50 milioni di euro l’anno per i prossimi tre anni, per agevolare l’acquisto di auto elettriche e di colonnine per la ricarica, oppure di destinare una spesa di 20 milioni di euro per gli anni 2018, 2019 e 2020 per incentivare i Comuni a promuovere e sostenere forme di multiproprietà delle autovetture destinate ad essere utilizzate da più persone»

Il Deputato conclude con un auspicio per il nostro territorio – «Sarebbe inoltre utile prendere come esempio laLucaFrusone 350 260 programmazione strategica che si sta operando in nord Italia, dove intere regioni, attraverso un Accordo di programma, hanno unito le forze per attuare un efficace piano di risanamento della qualità dell’aria. Si tratta di un accordo tra il Ministero dell’ambiente e le regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto siglato nel giugno scorso. Ora non dico che si dovrebbe procedere, nel nostro caso, con un’unione di regioni, perché è evidente che il Bacino Padano ha dei minimi comuni denominatori che Lazio e Campania ad esempio, probabilmente non hanno, però si potrebbe procedere invece con un’unione tra Comuni della provincia di Frosinone, partendo proprio da quelli che fanno parte del SIN Valle del Sacco, che insieme alla Regione e al Ministero, potrebbero siglare un accordo di programma volto a pianificare azioni concrete a breve e lungo termine, utili ad un miglioramento reale della nostra qualità dell’aria.»

 

 
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Frusone, M5S, sul rinnovo della Presidenza della SAF

LucaFrusone 3 350 260dall'Uffcio stampa del Deputato Luca Frusone, M5S - «Spostiamo il Parlamento alla SAF, si fanno più inciuci lì che a Montecitorio» queste le prime parole del Deputato del Movimento 5 Stelle Luca Frusone in merito alla nomina del nuovo Presidente della SAF che per il Movimento ha anche dei profili di incompatibilità con il ruolo.
«In un territorio normale i sindaci si vedrebbero molto più spesso per chiedersi cosa fare di un impianto che tratta solo indifferenziata e che ha ridotto enormemente gli utili visto che da Roma arrivano sempre meno rifiuti» spiega Frusone.
«Invece a quanto pare l’unica cosa che conta è seguire gli ordini di partito lasciando questo territorio agli anni 80 quando si tratta di rifiuti e con un sicuro aumento delle tariffe per il prossimo anno. Abbiamo già chiesto anni fa - prosegue il Deputato - che si trasformasse l’impianto in un vero centro per il riciclaggio, una fabbrica dei materiali come quelle che verranno fatte a Roma, perché nonostante le bugie del PD, Roma non solo ha superato da un pezzo la provincia di Frosinone in quanto a differenziata e ridotto i conferimenti fuori città, ma ha iniziato la sperimentazione per la tariffa puntuale grazie a nuove tecnologie in modo che ognuno pagherà in base a quanti rifiuti ha prodotto e non in base ai metri quadri.
I partiti erano così impegnati a criticare l’opera degli altri che non si sono accorti che Frosinone provincia ha un ritardo di 30 anni su impianti e strategie, ma del resto le uniche cose che si riescono a riciclare a Frosinone sono le carriere e le poltrone».

 
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