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Quando nacque lo squadrismo - Giuliano di Roma

Squadristi 350 mindi Fabi Lucia e Angelino Loffredi - Il Fascio di Giuliano di Roma si costituisce il 21 ottobre 1922. L’iniziativa si tiene presso il Comune ed è presente il dottor Alberto Ghislanzoni, dirigente del Fascismo del Basso Lazio.

Dalle Note scritte nel 1939 dal Segretario della Federazione Fascista di Frosinone Aurelio Vitto, risulta che il primo Segretario del fascio locale è Gabriele Gabrielli. Lo testimonia lo stesso Ghislanzoni dichiarando nei suoi ricordi personali che il Gabrielli partecipò alla “grande adunata“ di Frosinone del 15 ottobre 1922. Sempre, sulla base di tali ricordi, dichiara che il Gabrielli fu presente al concentramento di Valmontone, in occasione della Marcia su Roma, il 28 ottobre 1922.
Scrivevamo precedentemente che le carte di cui siamo in possesso non fanno parte di una ricerca organica e ben sistemata, ma costituiscono l’insieme di tanti fogli (altri mancano) che a fatica siamo riusciti a mettere in ordine. Abbiamo l’impressione, inoltre, che lo scritto non vuole ricostruire la storia dello squadrismo in Ciociaria e nemmeno ha motivazioni apologetiche, ma serve solo per definire chi fra i fascisti ha il diritto a fregiarsi del titolo di Squadrista. Insomma si avverte una lotta aperta fra fascisti per ottenere tale riconoscimento e lo conferma il continuo rapporto fra realtà locali, federale e nazionale.

Alla base abbiamo notato una eccessiva necessità di ricercare testimonianze e protezioni per scalare le cariche di partito. Questo riguarda il Gabrielli ma anche Armando Pagliei. Per quest’ultimo vengono elencate tante benemerenze. Di lui si ricorda di aver capeggiato ed intervenuto in azioni squadristiche a Sezze, Prossedi e nell’agro pontino. Vengono indicate con molta precisione sia dichiarazioni del Segretario della Federazione di Littoria (26 giugno 1938, protocollo 344404) che cronache giornalistiche riportate da Il Messaggero, oltre che una conferma della sua attività da parte di Leo Pompeo, di Villa Santo Stefano, indicato come uno dei primi Segretari Fascisti del Lazio. Dichiarazioni e documenti insomma che dimostrano che il Pagliei era in collegamento con la Sub federazione ciociara già dal 11 luglio 1922.

Il Segretario della Federazione ciociara, a confermare il clima teso e conflittuale esistente anche nelle varie realtà locali, chiude la sua dichiarazione in questa significativa maniera “né a lui (Pagliei) né ai camerati appartenenti a detta squadra la Commissione ritiene possa applicarsi il provvedimento di depennazione che su proposta della locale Federazione Fascista discusse il Direttorio Nazionale del Partito Nazionale Fascista con nota dell’11/11/ XVIII a firma del vice segretario Cerutti “Se la questione della qualifica di Gabrielli e Pagliei viene definita positivamente rimane invece aperta quella di Pietrocarlo Giuseppe. Di quest’ultimo si scrive “Si richiama l’attenzione alle superiori Gerarchie su fascista Pietrocarlo Giuseppe che non ottenne riconoscimento della qualifica di Squadrista perché all’epoca del riconoscimento ufficiale era fuori dal PNF ma successivamente è stato riammesso con la primitiva anzianità“.

Non si conosce l’esito di tale richiesta, possiamo invece riportare i 15 nominativi di coloro che dopo tante discussioni e conflitti vennero qualificati come Squadristi:
Carpentieri Giovanni fu Luigi, Catuzza Lorenzo fu Cataldo, Coccarelli Angelo fu Angelo, Cologgi Arcangelo fu Antonio, Cologgi Armando fu Luigi, Cutonilli Severino Giuseppe di Luigi, Fabi Pietro fu Paolo, Fabi Giuseppe fu Sebastiano, Lunghi Pasquale fu Marco, Luzi Natale fu Antonio, Massari Arturo Cataldo di Giuseppe, Pagliei Armando fu Giuseppe, Rosi Cesare fu Innocenzo, Sarandrea Domenico fu Raffaele, Schietroma Valentino di Mario.

 

 

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Ceccano 5 Aprile 2019

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Centro Anziani di Giuliano di Roma e le sue belle iniziative

giulianodiroma 350 260di Lucia Fabi - Il Centro Sociale Anziani di Giuliano di Roma continua a stupire per le belle iniziative che promuove a favore dei propri iscritti.
L’anno 2018, denso di obiettivi portati a compimento, ha visto una grande partecipazione di persone che ha reso soddisfatto tutto il Comitato di gestione.

Anche la fine del 2018 e l’inizio del 2019 ha visto la partecipazione di 50 iscritti al Cenone organizzato presso la sede del centro. In questa occasione l’obiettivo di unire le persone che altrimenti avrebbero trascorso la fine dell’anno in solitudine, ha funzionato alla grande.
Molta cura è stata riservata nella preparazione del menù e nella predisposizione della sala. Tutto si è svolto all’insegna della raffinatezza, del calore e dell’allegria.
L’ambiente è stato addobbato con eleganza: le luci e la predominanza del colore rosso caratteristico della serata, il vischio e l’agrifoglio hanno dato un tocco esclusivo.
I tavoli sono stati imbanditi con minuziosa ricercatezza: dalla candela accesa,ai segnaposti personalizzati, al menù accuratamente esposto, alle tovaglie rigorosamente bianche e di fine manifattura. Il tutto curato secondo il tocco raffinato di Francesca Parpaiola.

Il menù è stato predisposto con attenzione e professionalità da Cesarino Luzi: antipasto, primi, secondo, dolce e frutta accompagnati da vino (pecorino e vermentino) e spumante DOC hanno determinato la qualità, il gusto e la raffinatezza dei sapori. A mezzanotte, prima del brindisi sono state offerte lenticchie e cotechino. Il tutto è stato allietato dalla musica anni ’60 curata dal bravissimo Neno Carizzi. All’ottima riuscita della serata ha contribuito un gruppo di iscritti nelle persone di Felide, Piera, Assunta, Carla, Mimma Felici.
A Gianni invece, il compito, eseguito egregiamente, di supervisore . Insomma una bellissima serata trascorsa all’insegna del buon gusto, con un menù ricercato e molto gradito.

Un esempio ulteriore che una sana collaborazione e una voglia di fare portano ad ottenere ottimi risultati nonché una buona premessa per future iniziative. In questi tempi carichi d’incertezze e alquanto bui, nel nostro piccolo cerchiamo di offrire spiragli di serenità rendendo più piacevole lo scorrere dei giorni. Noi del Comitato di gestione del centro Anziani, con il nostro costante impegno insieme alla collaborazione e alla fiducia che gli iscritti ci accordano, desideriamo proseguire in armonia per trascorrere insieme più giorni piacevoli possibili. Un caloroso buon Anno.

 

 

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Lucia Fabi ricorda Maria Teresa De Santis

circoloanzianigiuliano mindi Lucia Fabi - Con commozione e molto affetto desidero ricordare Maria Teresa, sperando di rappresentare i sentimenti di tutti coloro che l’hanno conosciuta.
La sua scomparsa, pur sapendola malata, ci ha colto di sorpresa e molto rattristato.

Nella piccola comunità dove viviamo, dove ci uniscono affetti e dolori ma anche parentele ed amicizie, come potevano non conoscere Maria Teresa ? La dimostrazione del suo forte legame che la univa alla nostra comunità è rappresentata dalla presenza di tanti che oggi, pur in condizioni difficili sono qui a porgerle l’ultimo saluto.
Il rapporto amichevole e di stima reciproca che in particolar modo in quest’ultimo periodo ci ha legato ha rappresentato, almeno per me un valore aggiunto.

Di lei ho apprezzato, ma potrei dire, abbiamo apprezzato, la generosità e la sensibilità nei confronti dei più deboli e più bisognosi. Ho potuto ammirare il suo carattere forte e deciso, spesso intransigente, ma in ogni momento leale e coerente che l’hanno portata a condurre una vita al di fuori di compromessi, falsità ed ipocrisie. Una vita dura ma accettata e vissuta consapevolmente.

Noi del Centro Anziani la ricordiamo oltre che per lo spiccato senso di umanità anche per la sua professionalità. Ne ricorderemo infatti la meticolosità, la severità con cui ha controllato la contabilità, le cifre del bilancio dando a tutti noi in ogni momento tranquillità e sicurezza.
Ciao Maria Teresa, ti porteremo sempre nel cuore per essere stata per tutti noi un esempio di donna capace, volitiva ed umana.

 

 

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La 'polentata" del Centro sociale anziani di Giuliano di Roma

polentata a giuliano di roma 350 mindi Ermisio Mazzocchi - Una comunità che si ritrova. Il Centro sociale anziani di Giuliano di Roma ha svolto domenica 25 novembre la sua tradizionale "polentata" quale momento di incontro tra i suoi oltre cento soci. Una giornata festosa, ma anche molto significativa per tutta la cittadinanza giulianese per il senso di appartenenza e di solidarietà, inviando in questo modo un messaggio alle nuove generazioni di valori positivi e robusti.
La presidente, Lucia Fabi, a tutti nota come il nome affettuoso di Cicia, con il Comitato di gestione e soci volontari, ha organizzato questa giornata che vuole essere un augurio per le prossime festività e, soprattutto, mantenere viva una tradizione, che vanta un concreto impegno sociale e culturale, apprezzato non solo dagli abitanti di questo splendido paese, ricco di storia e di tradizioni, ma dall'intera area territoriale dei comuni circostanti.
Quella di domenica è una ulteriore dimostrazione della intensa attività svolta dal Centro sociale, che mantiene vivo l'interesse per tutto ciò che Giuliano di Roma ha rappresentato nella storia per le sue vicende politiche e militari, per il suo dialetto, per la sua enogastronomia, per l'arte.
Lo stesso Centro è stato autore di un libro-vocabolario sul dialetto locale, a significare di come sia possibile mantenere unita una comunità che ritrova le radici delle proprie origini.
Non a caso in questa giornata invernale, che invita a degustare i piatti preparati da un nutrito gruppo di volontari, con il plauso di tutti i soci che volentieri hanno contributo alle spese, erano presenti il sindaco Adriano Lampazzi, il già sindaco Aldo Antonetti e molti consiglieri comunali, volendo suggellare quel legame che unisce il popolo e i suoi rappresentanti nelle istituzioni.
L'attività del Centro sociale sarà in futuro, come annunciato dalla presidente, molto intensa con molteplici iniziative, tra cui un significativo concerto il 29 dicembre e il tradizionale cenone di fine anno.
Si potrebbe dire di una comunità in cammino ansiosa di conoscere e di alimentare un clima di pace e di speranza.

Giuliano di Roma 25 novembre 2018

 

 

 

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A Giuliano di Roma: Adda passa’ a nuttata

addapassaanuttata 350 260di Lucia Fabi* - Arrivati al 3° anno di gestione del Centro Anziani di Giuliano di Roma è naturale chiedersi da dove il Direttivo trae la forza, l’entusiasmo e l’impegno per realizzare tante attività. Ogni anno infatti è trascorso pieno di iniziative che, per qualità e quantità, hanno reso il Centro fulcro di operosità e partecipazione cittadina.
Se il 2017 rappresenta la scadenza del mandato per la Presidente e il Direttivo va altresì riaffermato che in questo periodo nessuno si è seduto sugli allori perché tutti insieme abbiamo continuato a creare, ci siamo impegnati e abbiamo partecipato.
A riprova di quanto affermato, il 13 agosto 2017 alle ore 21 nella suggestiva Piazza Santa Maria Maggiore ci sarà la tanto attesa rappresentazione di “ADDA PASSA’ A NUTTATA“ liberamente tratta da “NAPOLI MILIONARIA“ di Eduardo de Filippo.
Dopo il clamoroso successo ottenuto nel 2016 con “RUGANTINO“ (Tre riconoscimenti ottenuti da una Giuria esperta e qualificata) quest’anno il gruppo di 15 attori siAdda passà a nuttata cimenterà in questo nuovo e impegnativo lavoro. Ci esibiremo con un lavoro complesso, drammatico e nello stesso tempo divertente, opportunamente integrato da canzoni d’epoca eseguite dal Coro del Centro, formato da 30 elementi, magistralmente diretto dalla professoressa Fabiola Mastrogiacomo che con pazienza, tatto e professionalità è riuscita a portare il Coro a livelli insperati.
Tutto il lavoro portato avanti da circa 50 elementi, tutti iscritti al Centro, ha comportato un continuo impegno iniziato durante l’inverno, attraverso il quale è stato possibile superare difficoltà scaturite dall’imparare a memoria le parti, le canzoni e non da ultimo di recitare e cantare in dialetto napoletano. Inoltre si è creata anche una forte intesa nel progettare una sceneggiatura semplice ma di effetto.
Insomma possiamo dire che si è trattato di un impegno portato avanti con convinzione, ostinazione ma anche con partecipazione e gioia.
Con orgoglio e grande soddisfazione si può affermare che un gruppo numeroso di iscritti ha trovato nella recitazione e nel canto una motivazione e uno scopo per andare incontro ad una fase della vita con gioia e leggerezza.
Per tutti questi motivi non ho alcuna difficoltà nel gridare forte: Bravissimi ai giovani anziani del Centro Sociale, artefici di una migliore qualità della loro vita.


*Lucia Fabi
Presidente Centro Sociale Anziani.

 
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Centro anziani di Giuliano attività senza soste e tante adesioni

giulianodiroma 350 260di Lucia Fabi - Il Centro anziani di Giuliano di Roma prosegue la sua attività senza soste e con tante adesioni. Dopo la magistrale e corale esibizione del Rugantino, nel mese di agosto, che ha visto protagonisti oltre cinquanta iscritti, il salutare e divertente soggiorno marino trascorso a Montesilvano e l’iniziativa della “ Pittia co i fasoi”, ora si marcia speditamente verso un’ inedita e originale iniziativa. Il 1 novembre, infatti, d’accordo con l’amministrazione comunale, si terrà la “1° Sagra della Cococcia alla Latta”, piatto tipico e popolare della cittadina lepina. Potrei scrivere unico, non conosciuto, né molto diffuso nella nostra area geografica. La preparazione lunga e paziente verrà realizzata dalle donne del Centro e una volta cucinata al forno, verrà offerta gratuitamente al pubblico alle ore 17 del 1 novembre sulla Piazza principale del paese. Dopo questa originale iniziativa l’attività andrà ancora avanti perché il 3 dicembre ci sarà l’annuale Polentata, il 18 dicembre l’attesissimo tradizionale Pranzo sociale e per concludere verrà organizzato uno strepitoso veglione di fine d’anno.
In questo periodo inoltre, i protagonisti della commedia del Rugantino saranno impegnati nelle repliche che si terranno nei comuni vicini ( Villa, Patrica , Castro ecc.).
Insomma il Centro Anziani continua a meravigliare per le continue e interessanti iniziative che svolge, rese possibili solo dal lavoro collaborativo del comitato di gestione che sempre più mostra coesione e determinazione nel promuovere attività tendenti a migliorare l’interesse sociale e culturale dei propri iscritti. La riprova di questo riconosciuto impegno è data dalla richiesta di persone residenti in altri Comuni di iscrizione al Centro. Di certo al Centro Anziani di Giuliano di Roma non c’è posto per la noia.

 
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A Giuliano, in una festa del PD. Sensazioni

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli* - Mi ritrovo, curiosamente e con sorpresa a scrivere di una Festa dell’Unità, quella di Giuliano di Roma (19 – 21 agosto), simile sicuramente a molte altre, con l’intento di trasmettere le sensazioni belle che ho provato, riscoprendo il gusto di vivere in una comunità con valori condivisi. Perché è giusto, ogni tanto, ricordare quanto c’è di buono nel nostro partito, è giusto riconoscere l’impegno costante dei dirigenti ed attivisti di molti circoli locali. Sarà perché a Ceccano le Feste dell’Unità sono ormai un ricordo lontano, sarà perché rimandano ad un passato “glorioso”, sarà perché ho la tendenza ad emozionarmi quando ho l’occasione di parlare di politica con la gente, personalmente ho vissuto le due serate a cui ho partecipato (sabato e domenica), con allegria e motivazione, e, inevitabilmente sono stata indotta ad una riflessione.
Al di là degli interventi programmati, interessanti ed equilibrati, della ottima cucina, al 100 per 100 tipica, della musica che pure serve ad alleggerire l’atmosfera, ciò che ci tengo ad evidenziare e che secondo me conta più di tutto il resto, è l’incontro - confronto che si è realizzato durante la festa tra il popolo e gli addetti ai lavori. E così, di fronte ad un piatto di baccalà, si è avuta la possibilità di discutere ed interagire con rappresentati del Governo, della Regione, dei comuni, degli enti, di approfondire le ragioni del si e del no al Referendum costituzionale, con un giovane costituzionalista ed una senatrice, sorseggiando un bicchiere di vino rosso, seduti su delle panche di legno, senza formalizzarsi e senza pregiudizi, con semplicità e naturalezza.
In fondo l’azione politico – amministrativa, dovrebbe basarsi proprio sull’ascolto delle problematiche, delle esigenze e dei dubbi della società civile. Mantenere le distanze da essa allontana dalle priorità. E ci si rende conto, quindi, che la passione politica, l’interesse per la vita pubblica, sono ancora vivi nel PD, a dispetto di chi continua a propagandare il contrario. E’ questa l’importanza e la forza delle nostre feste, la comunicazione diretta tra tutti i livelli della società, il riscoprirsi UNITI, appunto, negli ideali e nelle intenzioni, il toccare con mano il disagio sociale e i problemi quotidiani. Non esistono strategie che tengano di fronte a tale realtà che è quella da cui ripartire, non esistono inciuci o propaganda elettorale, ma esiste e resiste il PD.
Probabilmente ho ecceduto un po’ in romanticismo in questa mia riflessione, con una certa vena nostalgica, dopotutto sono sempre quella, che per qualche amico è in preda ad un “innamoramento politico”, ma il mio romanticismo è lo stesso di quei 15 – 20 compagni e amici che domenica 21 agosto si sono attardati, incuranti dell’ora, nonostante gli impegni lavorativi del giorno dopo, continuando a discutere di politica nazionale e locale, fin oltre le due di notte, con la passione negli occhi e nelle parole, passione che solo il nostro popolo può ravvivare e che deve essere la forza motrice per riacquisire fiducia e credibilità.
Sono queste le riunioni che preferisco, spontanee ed improvvisate. E allora grazie al circolo di Giuliano di Roma e viva le Feste dell’Unità!
*Emanuela Piroli (PD Ceccano – dirigente provinciale)

 
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Un "Rugantino" originale a Giuliano di Roma

rugantino 350di Lucia Fabi - La tanto attesa e impegnativa serata finalmente sta arrivando. Sabato 6 agosto 2016 alle 21 in Piazza S. Maria Maggiore, infatti, il Centro Sociale Anziani di Giuliano di Roma presenterà “RUGANTINO“. Lavoro liberamente tratto dalla commedia musicale di Garinei e Giovannini.
Si conclude così un lungo ed avvincente lavoro portato avanti e realizzato da ben 45 iscritti al Centro. Iscritti-protagonisti non più in verde età che, grazie alla loro costanza, si sono cimentati in una difficile esperienza teatrale superando difficoltà che inevitabilmente si sono presentate durante il lungo lavoro.
A prescindere dal risultato artistico finale, va sottolineato sia il grande e continuo impegno e l’entusiasmo profuso, sia ilrugantino raggiungimento di obbiettivi fissati quali l’esercizio della memoria e lo stimolo verso una pluralità di interessi riguardanti gli aspetti storici, culturali e di costume.
Va riconosciuto altresì la professionalità e l’impegno della Maestra del Coro Fabiola Mastrogiacomo che pazientemente è riuscita a condurre il Coro a risultati lusinghieri.
Per quanto riguarda la scenografia il merito particolare va riconosciuto a Pino Lampazzi e alla giovanissima Chiara Cologgi. A quest’ultima va la riconoscenza del Centro per aver sottratto tempo allo studio.
Convinti di aver realizzato quanto era nelle nostre limitate possibilità auguro a tutti i protagonisti “ragazzi settantenni“ un caloroso “In bocca al lupo“.

 
 
 
 
 
 
 
 
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8 marzo 2016 a Giuliano di Roma, Silvia Gabrielli

8marzo GiulianodiRoma correttadi Silvia Gabrielli - Mi spiace non essere presente tra di voi, ma sono bloccata al letto con l’influenza, tuttavia, ringrazio Cicia per avermi voluta rendere partecipe di questo giorno facendomi esprimere la mia considerazione sulla Giornata della Donna.
Premetto che personalmente sono poco incline a lasciarmi coinvolgere da queste feste annuali, siano esse della donna, della mamma, di San Valentino. Sono convinta, infatti, che l'attenzione e l'impegno verso gli altri non possa esprimersi in una giornata o in un periodo ma vada vissuto 365 giorni all'anno. Spesso la celebrazione di una giornata ha il sapore di un lavarsi la coscienza per poter poi continuare a vivere così come si è sempre fatto, tuttavia queste sono comunque occasioni da non farsi scappare per parlarne!!!!
E’ consuetudine, in questo giorno celebrare la donna con il solito corredo di mimose, con discorsi sulla necessità di emancipazione e promozione della donna in tutti i campi, dalla politica ( con le quote rosa) all'economia, dall'imprenditoria al sociale, e credo che chi mi ha preceduto o interverrà dopo di me argomenterà ampiamente sul tema.
Detto questo vorrei qui esprimere, però, la mia grandissima ammirazione per quello che le donne stanno facendo ovunque, 365 giorni all'anno, per rendere questo mondo migliore, più giusto, più umano e cristiano. Il mio pensiero non può che andare alle donne di oggi professioniste, docenti, studenti, casalinghe, lavoratrici dipendenti, imprenditrici, disoccupate, madri, nonne e ragazze, a tutte le Donne consapevoli che badano all’essenziale, a quelle che fanno delle proprie debolezze un valore aggiunto, a quelle che non si sentono il sesso debole, ma che vanno avanti con la sola forza delle proprie capacità.
Mi piacerebbe pensare all’8 marzo, non come una festa, bensì come una ricorrenza nata per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche, ma anche le discriminazioni e le violenze, subite da chi ci ha preceduto e di cui noi donne di oggi ne godiamo i benefici.
Non dobbiamo ricordarci di festeggiare le donne un giorno l’anno. Tutta la società in cui viviamo si posa spesso sulle spalle di grandi donne che, anche quando sono dietro le quinte o nascoste tra le mura domestiche, sono la colonna portante senza la quale tutto crollerebbe. La storia è piena di grandi donne ma ancora oggi sono gli uomini a riempire i libri scolastici. Tanto è stato fatto finora ma non è ancora sufficiente. Non serve andare molto lontano, spesso le donne che vedono violati i propri diritti lavorativi o che subiscono violenze ci abitano accanto ed è importante partire da ciò che ci è più vicino e ciò che conosciamo per cercare di abbattere le differenze di genere e smettere di parlare di uomini e donne ma solo, e più semplicemente di umanità.
Anche noi come amministrazione siamo in prima linea a tutela delle donne e dei loro diritti, in un percorso di civiltà che deve riguardare tutti .
In questa giornata , ma non solo, anche quotidianamente, ogni donna deve ricordare il proprio valore, il valore di avere una vita che deve essere vissuta nel rispetto e nella dignità dell’essere persona e nel rivendicare in una sola parola: ' IO VALGO ' .
E’ proprio sul valore dell’essere persona che vogliamo , oggi, ricordare tutte le donne vittime di grandi e piccole violenze quotidiane e dedicare la mimosa, fiore diventato simbolo di questa giornata, a tutti quegli uomini che sanno ancora rispettarci ...!!!

Chiudo con una frase di Oriana Fallaci che dice così:
"Essere donna è così affascinante.
È un’avventura che richiede un tale coraggio, una sfida, che non finisce mai " .

Evviva le Donne!

 
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8 marzo 2016 a Giuliano di Roma, Bianca Fabi

8marzo GiulianodiRoma correttadi Bianca Fabi - 8 marzo una giornata in cui ricordare le conquiste sociali e politiche delle donne, un'occasione per rafforzare la lotta contro le discriminazioni e le violenze, un’occasione per rivendicare i diritti femminili, un momento per riflettere sui passi ancora da compiere. La Giornata Internazionale della Donna, è tutto questo e anche di più. È un modo per ricordarsi da dove veniamo, noi donne, e dove stiamo andando.
Il mio intervento si limiterà a parlare della donna come figura fondamentale che ha partecipato alla storia del nostro paese.
Prima di affrontare l’argomento è doveroso ricordare ,le donne vittime di femminicidio e di violenza.
Ricordare i tragici numeri non significa essere ripetitivi ma deve servire per riflettere. In Italia i casi di femminicidio nel 1990 sono stati l’11,1 per cento, nel 2014 il 31.9 per cento. Nel 2015 sono state 128 le donne uccise , prevalentemente dal marito o dal compagno. Ancora troppe, anche se il dato è in calo del 6,57 per cento rispetto al 2014, quando si contavano otto omicidi in più. Prima di arrivare all’omicidio si contano 6.945 atti persecutori a danno delle donne, 3.086 casi di violenza sessuale e ben 6.154 casi di percosse..
Meno fiori + diritti, dobbiamo essere consapevoli che l’8 marzo non è l’occasione per andare a pranzo o a festeggiare, perché abbiamo poco da festeggiare, secondo me, quando i nostri diritti vengono calpestati, infangati e strumentalizzati da chi ne fa una questione di genere.
Bisogna promuovere la cultura di genere e delle pari opportunità in un contesto sociale e politico che sdogana con tanta sfacciataggine e superficialità offese gratuite e sessiste perché, a mio parere, non si conosce e di conseguenza non si apprezza quel percorso di crescita, progresso e civiltà delle tante donne che hanno fatto e possono continuare a fare l’Italia.
Inizio dalle donne del Risorgimento, donne del popolo che disinnescavano bombe inesplose, consegnavano carte segrete, depistavano la polizia, combattevano con i garibaldini e soccorrevano i feriti . Donne di un’Italia ancora da fondare, accomunate dalla stessa passione e dalla voglia di partecipare al cambiamento .
Il Risorgimento segnò più ufficialmente un Risorgimento delle donne, in seguito all’ istruzione di un’elite femminile e alla diffusione dei grandi ideali rivoluzionari di libertà, fraternità ed uguaglianza del ‘700. Le donne vennero allo scoperto sulle barricate, nelle piazze, nei salotti , nei campi. Nell’800 manifestarono pubblicamente il loro pensiero ,soprattutto per iscritto, con epistolari, memorie, diari, romanzi, poesie esprimendo coscienza di sé, capacità critica ed autonomia di giudizio sul loro tempo e sulle vicende personali, emergendo sempre più come presenze attive nella vita comunitaria.
Con l’Unità d’Italia le donne continuarono nel loro cammino per lo sviluppo culturale, sociale ed economico del paese, seppure ignorate dalla storia. Si pensi alle maestre che in paesi sperduti promossero la prima alfabetizzazione, rinunciando spesso ad una propria vita affettiva, alle operaie che sostituirono gli uomini nelle fabbriche, alle infermiere volontarie impegnate al fronte durante le guerre mondiali, alle mondine e alle tabacchine che sollevarono questioni sociali di disagio e di sfruttamento lavorativo, alle balie che, forse inconsapevolmente, collegarono l’isolato mondo rurale con quello cittadino più aperto al nuovo.
Pian piano le donne conquistarono titoli di studio, un posto di lavoro, un nuovo ruolo nella società che si consolidò con le adesioni ad associazioni, ai partiti, ai sindacati, alla Resistenza. Lottarono non poco e a lungo per ottenere il diritto di voto che in Italia si esercitò per la prima volta soltanto nel 1946, circa quarant’anni dopo la Finlandia. Ai seggi affluirono circa 14.600.000 donne contro i 13.350.000 uomini , che elessero nell’Assemblea Costituente 21 donne su 556 membri. Erano perlopiù giovani e laureate: tra insegnanti e giornaliste vi erano anche una sindacalista e una casalinga. Cinque di loro fecero parte della Commissione dei 75 per elaborare la Costituzione. Lotte, sacrifici e sconfitte nella storia dell’emancipazione femminile furono in un certo modo riscattate dalla possibilità di accedere alle più alte cariche istituzionali.
Figure femminili unicamente grandi, per meriti diversi,ne voglio ricordare alcune:
Maria Montessori, pedagogista, filosofa, scienziata; Oriana Fallaci, giornalista; Marisa Bellisario, pioniera del nascente settore elettronico dei computer; Anna Magnani: l’energica e fragile Nannarella; Rita Levi Montalcini , la scienziata; Madre Teresa di Calcutta, che ha dedicato se stessa alla cura dei dimenticati da tutti; Margherita Hack, una delle menti più brillanti della comunità scientifica italiana; Samantha Cristoforetti la prima donna italiana astronauta.
Seguono tante, tante altre nel campo della musica del cinema, dello sport, della politica e così via..
La storia dell’emancipazione femminile in Italia può vantare donne intraprendenti di diversa estrazione socio-culturale che con lungimiranza hanno messo a frutto le proprie inclinazioni e capacità in scelte di vita, a volte inconsuete, apprezzate tardivamente perché spesso hanno precorso i tempi.
Voglio chiudere con una frase di Rita levi Montalcini.“Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”

 
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