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Azioni programmate per la bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

Anagni-protesta contro marangoniLe giornate del 20 e 21 dicembre hanno visto svolgersi due importanti iniziative per l'ambiente della Valle del Sacco. Il giovedì 20 nella Sala del Consiglio Provinciale, per iniziativa dell'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano Elisa Guerriero, ha preso vita un confronto fra i rappresentanti dell’Ambientalismo, di 9 Comuni e i tecnici della Regione Lazio e Ministero dell’Ambiente che è sembrato essere promettente.

Il venerdì 21 a Roma presso la Camera dei Deputati si è tenuta la conferenza stampa per la presentazione della mozione con prima firmataria la deputata Rossella Muroni che dichiara l'intento di «Portare in Parlamento, per sostenerle, le vertenze territoriali che ho incontrato in tanti anni di impegno con Legambiente. Nasce anche così la mozione a mia prima firma per la tutela della Valle del Sacco. Un atto ispirato dalle richieste di comitati e associazioni locali e dal segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Maddalena con cui insieme ai colleghi Fornaro, Epifani, Occhionero, Rostan e Fassina chiediamo al governo un impegno forte per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini».

 

UNOeTRE.it ha ritenuto utile che tutti i lettori possano tenere presente e sotto controllo il calendario delle iniziative concordate per arrivaree alla bonifica delle arre della Valle del Sacco

 L’Ingegner Elisa Guerriero* ci ha aiutato in questo intento realizzando un riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco.

 

TabellaProcedureBonificaSINbacinodelSacco

 

Pagina correlata Angelino Loffredi intervista Elisa Guerriro

*Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

 

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L'Ingegnere Elisa Guerriero intervistata da UNOeTRE.it

ElisaGuerriero 260h minAngelino Loffredi intervista (nel video) l'Assessora all'Ambiente del Comune di Ceprano, Ingegnere Elisa Guerriero*, sui tempi  e le procedure per la bonifica del SIN (Sito di Interesse Nazionale) Valle del Sacco, alla luce della riunione di 9 Sindaci ciociari con gli esperti del Ministero dell'Ambiente svolta il 20 dicembre a Frosionone nell'Aula consigliare dell'Amministrazione Provicnciale.

 

 

 

 

 

Elisa Guerriero

*Ingegnere ambientale, abilitata alla professione Albo Civile e
Ambientale nell'ordine degli Ingegneri di Frosinone.
Fra molte attività svolge anche quelle dì consulenza per enti pubblici e privati su tutte le tematiche ambientali e di sistemi integrati di raccolta differenziata.
E' Ricercatrice in ambito ambientale, Verificatrice dell'ambiente e esperta nello sviluppo sostenibile.

 

pagina correlata Riepilogo delle azioni programmate per l’iter della bonifica del SIN del bacino del fiume Sacco

 

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Presentata la mozione "Muroni" per la Valle del Sacco

inquinamento acqua 350 260di Laura Genga - Valle del Sacco – On. Rossella Muroni (LeU): «il Governo si impegni per le bonifiche e per una moratoria su conferimenti rifiuti extra-ato e nuove discariche a tutela di salute e ambiente». Una dichiarazione di Gianmarco Capogna*  Il video della Confernza stampa

 

«Portare in Parlamento, per sostenerle, le vertenze territoriali che ho incontrato in tanti anni di impegno con Legambiente. Nasce anche così la mozione a mia prima firma per la tutela della Valle del Sacco. Un atto ispirato dalle richieste di comitati e associazioni locali e dal segretario regionale di Sinistra Italiana Marco Maddalena con cui insieme ai colleghi Fornaro, Epifani, Occhionero, Rostan e Fassina chiediamo al governo un impegno forte per il risanamento ambientale e la tutela della salute dei cittadini.

La Valle de Sacco infatti è un territorio che già pagato i costi ambientali e sociali di un’idea di sviluppo vecchia e merita di poter investire sulle sue vocazioni e su uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile».

Lo afferma la deputata LeU Rossella Muroni presentando in conferenza stampa la mozione a sua prima firma a tutela della Valle del Sacco insieme al segretario regionale di SI Marco Maddalena, alla prof.ssa Margherita Eufemi dell’Università La Sapienza, ad Alessandro Coltré di Rifiutiamoli e ad alcune associazioni della Valle del Sacco.

«Diversi i fenomeni all’origine di quello che lo stesso Ministero dell’Ambiente, nel decreto di definizione del nuovo perimetro del SIN Bacino del fiume Sacco, chiama un grave inquinamento ambientale di una vasta area a cavallo tra le province di Roma e Frosinone e lungo tutta l’asta fluviale – prosegue la Muroni -. Da una parte le 121 discariche di rifiuti solidi urbani nel territorio della provincia di Frosinone, per molte delle quali al 2016 non era conclusa ancora la bonifica. Dall’altra la contaminazione legata allo sversamento abusivo di sostanze pericolose di origine industriale, a un sistema di collettamento e depurazione non idoneo e allo smaltimento illecito di rifiuti industriali e pericolosi. Sversamenti che sarebbero all’origine della schiuma densa e bianca che spesso copre lunghi tratti di fiume, come accaduto nella notte del 30 ottobre nei pressi di Ceccano e denunciato da comitati, associazioni e cittadini. E se non bastasse tutto questo, nella zona vengono superati troppo spesso anche i limiti delle polveri sottili.

Secondo la stessa Regione Lazio nella Valle del Sacco la compromissione delle matrici ambientali suolo, acqua e aria ha avuto indubbie ricadute sullo stato di salute della popolazione. Ricadute di cui ci può testimoniare la professoressa Eufemi dell’Univesità La Sapienza, impegnata in uno studio sul lindano, l’insetticida ampiamente usato in agricoltura fino ai primi anni duemila quando venne vietato dalla Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti, tra la popolazione di questo territorio».

«Per la Valle del Sacco e per i suoi cittadini - spiega la Muroni - va recuperato il ritardo sul fronte delle bonifiche, vanno individuate tutte le fonti di inquinamento, scarichi abusivi compresi, e non vanno aggiunti fattori di ulteriore pressione ambientale. Questo territorio deve essere messo in condizione di recuperare le sue vocazioni artigiane, agricole e turistiche. Preoccupa ogni ipotesi di utilizzare gli impianti per il trattamento dei rifiuti di questa provincia per accogliere la frazione indifferenziata dei rifiuti urbani di Roma, nonché per soddisfarne il bisogno di smaltimento in discarica e di impiego di Cdr.

Vista l’urgenza ambientale e sanitaria della Valle del Sacco – conclude Rossella Muroni - la mozione che oggi presentiamo impegna il governo a una moratoria del conferimento dei rifiuti destinati all’incenerimento e alla discarica in Provincia di Frosinone provenienti da altri ATO e a fermare le procedure per l’apertura di nuovi impianti impattanti dal punto di vista ambientale e di nuove discariche nella Valle del Sacco. All’esecutivo si chiede anche un impegno sul fronte del censimento e del monitoraggio di tutti i siti compromessi e delle bonifiche».

Una dichiarazione di Gianmarco Capogna - “La bonifica non è un traguardo ma l’inizio di una nuova visione per questo territorio – ha affermato Gianmarco Capogna, membro del Comitato Scientifico nazionale di Possibile, presente alla conferenza – La Valle del Sacco e tutta l’area del Lazio a Sud della Capitale ha bisogno di una nuova speranza che passa dalla bonifica, dalla messa in sicurezza del territorio e da un modello di sviluppo completamente diverso fondato su rispetto ambientale ed ecologia elementi con i quali sono certo si possa contrastare non solo la deriva ambientale e sanitaria ma anche impattare il fenomeno della forte disoccupazione e lo spopolamento in particolare tra le nuove generazioni che in questi anni si sono formate con grande qualità sul risanamento di zone a rischio come la nostra. Proprio per questo a breve proveremo a convocare amministratori e associazioni ad un tavolo di confronto operativo per mettere insieme le proposte già esistenti e rilanciare un nuovo piano verde a tutto campo per la nostra Valle”.

 ll video della Presentazione

 

In allegato si trasmette il testo della mozione e il link da cui scaricare la presentazione della prof.ssa Margherita Eufemi, PhD Department of Biochemical Sciences "A. Rossi Fanelli" Sapienza - University of Rome, relativa ai suoi studi sul lindano

https://wetransfer.com/downloads/8ed627fc9ea33f603d0bd30805bc5ba920181221143601/fcf201a50af0001c8351fc87580a171220181221143601/2064c8

 

Scarica dal link che segue il testo della mozione 

Files:
Mozione per la Valle del Sacco
(0 voti)
Autore Rossella Muroni Data 2018-12-21 Dimensioni del File 130.21 KB Download 6 Scarica

 

 

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Davanti al fiume

fiume saccoDavanti al fiume

 

Il rimpianto della purezza sorgiva
La promessa di un infinito marino lontano
Il dolore di una visione angosciosa

 

 

Poesia di Marina Longo di zerotremilacento

 

 

 

 

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Ceccano vuole respirare a pieni polmoni

depuratore Asi 350 260 mindi Valentino Bettinelli - Respirare è forse uno dei gesti più semplici che l’essere umano compie quotidianamente. Prendere aria è una necessità vitale. Senza di essa sarebbe impossibile vivere.

Ai ceccanesi è stata negata anche questa libertà. L’aria per loro non è vita. L’aria non è affatto fonte di sussistenza organica. L’aria di Ceccano è irrespirabile.
Sono giorni ormai che il territorio del comune fabraterno è costretto nel poco affettuoso abbraccio dei nauseabondi odori provenienti dal depuratore ASI. Una situazione ormai insostenibile per una cittadinanza esausta di questo insopportabile afrore.

All’olezzo poco gradevole vanno aggiunte le perdite umane che stanno devastando la città. Vite innocenti vittime di malattie dovute, nella maggior parte dei casi, alla delicata situazione ambientale del SIN della Valle del Sacco. Un’intera area divenuta negli anni incubatrice di cattive nuove e di terribili patologie per i suoi abitanti.

Dopo la manifestazione dello scorso sabato, un’ulteriore protesta popolare ha avuto luogo nella serata di ieri, nei pressi del suddetto depuratore, situato nella zona di Colle San Paolo. Un nutrito gruppo di cittadini si è unito ai residenti di quella zona che vivono nella peggiore condizione possibile. Una manifestazione nata spontaneamente e pubblicizzata tramite i canali social, che ha raccolto un'adesione incredibile, mostrando quanto questo problema rappresenti una ferita viva per tutti i ceccanesi.

La difesa della salute pubblica continua a non avere colori politici o posizioni da difendere, ma è semplicemente uno strumento di tutela che tutta la comunità attua ai fini collettivi.
Ceccano chiede soltanto di tornare ad essere quella splendida città, immersa nel verde della valle dei monti Lepini, dove tutti riescano un giorno a respirare di nuovo.

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«Dall’inquinamento alle malattie 'Attacco alla Salute. 12 milioni di italiani senza cura'»

serrone proietti mindi Maurizio Proietto per Liberi e Uguali coordinamento di Serrone - A Serrone sabato 14 aprile al Ccentro Sociale Anziani di La Forma si e’ tenuto un incontro sul tema:
«Dall’inquinamento alle malattie “Attacco alla Salute. 12 milioni di italiani senza cura”»

La presentazione e l’incontro con l’autore, Angelino Loffredi, del libro inchiesta “Attacco alla Salute”, e’ stato lo spunto per mettere in relazione il contenuto del libro, cioè le problematiche delle strutture sanitarie provinciali, le buone pratiche; il caos sui 4 pronto soccorso provinciali: Cassino, Sora, Alatri e Frosinone; la ridondanza tra Ambufest, Pat, Case della salute e Guardie mediche e la relativa spesso incosistente attivita’ di prevenzione svolta nella nostra provincia. Tali questioni, analizzando i comunicati dei sindacati del settore (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) e articoli denuncia riportati sui quotidiani, sono state discusse in un vivace confronto riguardo a come si sta muovendo la problematica sanitaria a livello regionale, nazionale ed europeo. tale confronto e’ partito dai dati, che l’autore riporta, la cui fonte è il ii rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale presentato al Senato della Repubblica a metà del 2017 alla presenza del Ministro Lorenzin: 112,5 miliardi destinati alla sanita’ dallo Stato e 30 dai cittadini con dispendio accertato di circa 23 miliardi tra: costi eccessivi, sovrautilizzo farmaci esami e ricoveri, complessità amministrativa, inadeguato coordinamento, frodi e abusi. Una cifra enorme alla luce delle esigenze attuali.
Interessante notare i dati OCSE, dettagliatamente riportati dall’autore, riguardo l’impiego pro-capite per spesa sanitaria in Italia di 2469 dollari contro i 2820 dollari medi dell’Unione Europea, nella quale 14 paesi investono più dell’Italia.
Altra fonte citata dall’autore e’ il rapporto CENSIS-RBM assicurazione salute, dove risalta il dato che 12,2 milioni di italiani hanno rinviato o annullato prestazioni sanitarie nel 2016 a fronte di 11 milioni del 2015 (1,2 milioni in piu’ in un anno!!!). che dire dei tempi medi di attesa riportati nello stesso, in barba ai LEA (livelli essenziali di assistenza): mammografia 122 giorni (60 in piu’ rispetto al 2014); risonanza magnetica 80 giorni (6 in piu’ rispetto al 2014); visita cardiologica 67 giorni (8 in piu’ rispetto al 2014); visita ortopedica 66 giorni (18 in piu’ rispetto al 2014).
Che dire poi: dei fondi destinati ai privati nella gestione Ares 118 per circa 15,5 milioni di euro/anno, con inidoneita’ di alcuni mezzi ed equipaggi, denunciate dal sindacato; dei 236 milioni all’anno spesi per turismo sanitario (persone del Lazio che vanno a curarsi in altre regioni); delle spese per gestire con sanità’ privata le 3 case di reclusione provinciali: Cassino, Frosinone e Paliano. Parliamo di 1.200.000 euro anno, contro i 200.000 finora spesi con la gestione pubblica del servizio; del tesserino sanitario strumento straordinario, ma non utilizzato per come dovrebbe, perche’ li c’è la storia sanitaria di ognuno di noi, basta raccogliere i dati complessivi per paese, per territorio, per regione, per come si vuole (aspetto messo in evidenza dal dr. Giuliano Fabi).

Una nota a parte poi l’autore la dedica al registro tumori: istituito con L.R. a luglio 2015, regolamento fatto a meta’ 2016 e ad oggi ancora non si hanno notizie.
Diritto alla salute dunque come cardine della nostra costituzione attraverso l’art. 32: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività e garantisce cure gratuite agli indigenti…“. Tale diritto ad accedere all’assistenza sanitaria, alla prevenzione e alle cure è stato inserito anche nella carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.

Nel libro viene citato anche il rapporto epidemiologico della Regione Lazio 2017: tolti i dati della provincia romana, la nostra supera tutte le altre per sclerosi multiple accertate (844), l’ictus (921), l’infarto delle donne (178).

Esiste una correlazione tra malattie e territorio?
Qui e’ scaturito il dibattito, mettendo in corrispondenza lo stato della sanità provinciale all’ambiente in cui viviamo:
il nostro e’ un territorio salubre? qual’e’ il livello di inquinamento della Valle del Sacco e dei paesi confinanti o a ridosso di essa?
Ricordando che il diritto alla salute (art. 32 della costituzione), comporta anche il diritto alla salubrita’ dell’ambiente, perché la prevenzione di varie patologie, impone di eliminare le cause dell’inquinamento ambientale.
Al dibattito hanno partecipato in modo molto attento circa 85 persone di vari paesi, tra cui sindaci, assessori e consiglieri comunali di maggioranza e opposizione sia in carica che di consiliature precedenti.

Vogliamo ringraziarli tutti, a partire dal presidente del centro sociale anziani. La discussione si e’ sviluppata con interventi qualificati ed approfonditi di:
Angelo Galanti del Comitato Osteria della Fontana (ASnagni), Alessandro Coltrè giornalista di Casilina news, Alberto Valleriani di Re.Tu.Va.Sa, Margherita Eufemi docente di biochimica all’Università “La Sapienza”, Deborah Cuneo del neocostituito Comitato di Piglio, Giulio Tirinelli, membro della associazione “Laboratorio comune Alta Valle del Sacco”, il Sindaco di Serrone Natale Nucheli, il Ssindaco di Piglio Mario Felli e Piero Pera, dipendente regionale già collaboratore dell’Assessore regionale all’ambiente nella Presidenza Marrazzo.

Si e’ spaziato dalle esperienze locali e territoriali dei comitati, delle associazioni e delle istituzioni, da Colleferro fino a Ceprano, su tutta la Valle del Sacco: dal Comitato di Piglio, che si sta battendo per impedire la possibilita’ di aumentare la lavorazione dei rifiuti nel centro di trasferenza, da circa 36000 a 51000 tonnellate annue; alla lodevole iniziativa “dell’Associazione comune Alta Valle del Sacco” di mettere una centralina per la rilevazione delle polveri sottili nel Parco di San Rocco a Serrone, dove pensiamo l’aria sia pura, ma purtroppo non è sempre così; delle lotte in corso e delle situazioni di criticità ambientale e sanitaria: dai termocombustori, alle discariche, alle iniziative imprenditoriali che orbitano con spregiudicatezza nel campo dei rifiuti, aumentando il carico inquinante dell’intera valle. E' stato riportato anche l’esempio dell’Ilva di Taranto, che presenta analogie con la realta’ della Valle del Sacco e dei tanti studi epidemiologici che correlano l’esposizione ad agenti inquinanti allo sviluppo di svariate patologie, tra cui varie forme tumorali. Molto interesse ha ricevuto la battaglia che si sta portando avanti da 150 giorni a Colleferro, con l’esperienza di “rifiutiamoli”. Battaglia nata con la volontà di opporsi a far ripartire i termocombustori per bruciare i rifiuti e che non è solo di Colleferro, ma di tutti i paesi che orbitano nel territorio della valle (ricordiamo che polveri sottili e diossina vengono trasportati dalle correnti d’aria). Una nota di sicuro interesse scientifico ha riguardato la collaborazione tra l’Universita’ La Sapienza e le associazioni ambientaliste UGI e Re.Tu.Va.Sa, diretto allo studio degli effetti sulla carcinogenesi di alcuni inquinanti organoclorurati tipici della Valle del Sacco, come diossina e lindano. L’attenzione si e’ incentrata poi anche sullo stato di avanzamento sia del sito di interesse nazionale (SIN), che dei finanziamenti messi in bilancio dallo Stato e dalla Regione, per iniziare l’opera di risanamento dello stesso. Parlando dell’esempio del bacino della Ruhr in Germania, che da sito tra i piu’ inquinati del mondo e’ stato completamente risanato. Cambiare si puo’, cambiare si deve, si può fare con la partecipazione e la presa di coscienza collettiva, risanando l’ambiente in cui viviamo e stimolare investimenti che diano lavoro senza comprometterne l’integrità. Si debbono allargare le indagini analitiche sui suoli produttivi e dove viviamo, sull’aria che vi respiriamo, al fine di avere una mappatura completa dei nostri territori.

La conoscenza della situazione reale, la dobbiamo cercare celermente e senza paura, perche ci permetterebbe di usare le giuste precauzioni e se necessario, apportare i dovuti correttivi e stimolare gli investimenti necessari al risanamento eventuale, anche in considerazione del fatto che tra misure europee, nazionali e regionali le risorse economiche sono cospicue. Siamo convinti che questo non verrà da se, ci vorrà un grande impegno da parte di tutti, ma ne va della cosa più importante che abbiamo: la salute. Ricordiamoci che lo dobbiamo ai nostri figli e alle generazioni future.

I cittadini devono prendere coscienza, partecipare e sollecitare i rappresentanti istituzionali ai vari livelli, al fine di raggiungere questo importante obiettivo.
Ci piacerebbe un giorno vedere questo territorio risanato, in cui nei nostri paesi la tabella “Strada del Vino Cesanese”, stesse all’interno di una piu’ grande, magari di un parco, esteso senza soluzione di continuità, dal parco giochi di Valmontone, alle citta’ fortificate, alla Selva di Paliano, senza piu’ i termocombustori e le discariche affiancati, fino ai monti simbruini e agli ernici.

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A Ceprano «Corruzione, riciclaggio e inquinamento: Frosinone cerniera delle mafie»

Ceprano 20ott17di Ermisio Mazzocchi - Il convegno svoltosi il 20 ottobre a Ceprano su "Corruzione, riciclaggio e inquinamento: Frosinone cerniera delle mafie" ha segnato un approfondimento su la necessità di arrivare a un atto di coscienza dell'esistenza del fenomeno criminoso di stampo mafioso. Tutti gli interventi hanno focalizzato le questioni di maggiore rilievo rispetto alle infiltrazioni mafiose su piano ambientale e finanziario. Lo stesso prefetto, Emilia Zarrilli, ha sottolineato che molto della criminalità a livello provinciale, non arriva da fuori, ma è autoctona, che va combattuta con energia, abbattendo l'ignoranza e l'omertà. Il sindaco Galli, ha sottolineato l'importanza di una coscienza civile. Di grande rilievo è stato l'interevento del capitano Vito Masi del Gruppo Carabinieri Forestali di Frosinone, il quale ha rilevato che oggi si batte contro una criminalità imprenditoriale, legata al mascheramento dei rifiuti attraverso i documenti falsi. Nel suo intervento Mazzocchi ha sottolineato che occorre una larga partecipazione della parte sana della comunità che va motivata a denunciare. Significativo l'intervento di Attilio Bolzoni giornalista di Repubblica e autore del blog Mafie, che raccoglie notizie su tutte le province perché è necessario raccontare e scrivere di mafie quando non si vedono. L'assessore regionale Mauro Buschini ha annunciato la costituzione di 5 ambiti autonomi, rispetto all'unico regionale, aumentando il protagonismo dei comuni per favorire il rispetto delle prescrizioni e i controlli sugli impianti. Massimiliano Manfredi, deputato, della Commissione parlamentare antimafia, ha posto all'attenzione i nuovi processi evolutivi della criminalità organizzata. Il pizzo non c'è più con la crisi. Fanno raccolta di denaro e la portano dove possono investire in modo legale. E' l'economia che decide in quale territorio spostarsi, non la vicinanza territoriale. La "Corruzione nella PA" è stato il tema trattato da Sandro Salera, che ha esaminato lo stato della legislazione attuale nella PA rispetto ai controlli e al rispetto della legalità.

E' stato un convegno che ha portato all'attenzione dell'opinione pubblica la necessità di una lotta implacabile verso una criminalità mafiosa, la quale ha creato un sistema di corruzione, riciclaggio, inquinamento, che deve essere bloccato ed estirpato.

 
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22 ottobre 2017

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Il 'coraggio' di denunciare l'inquinamento a Ceccano

ceccano monumento 350 260Riceviamo e pubblichiamo. L’Ing. Antonio Olmetti ha inviato alla nostra Redazione attraverso Angelino Loffredi questa nota scritta insieme all'Arch. Anita Mancini. Si tratta disacrosanta polemica contro la maggioranza che amministra il Comune di Ceccano e si sono espressi come segue: « Caro Angelino,
vediamo se uno e tre ha il coraggio di pubblicare l'articolo sull'ambiente scritto da Anita ed il sottoscritto direi, Nel prologo gradiremo se possibile, si scrivesse che "gli autori hanno fatto parte della giunta dell'ex Sindaca Manuela Maliziola, la giunta di un solo giorno ma con un milione di progetti ed idee...che sanno di sinistra".
grazie
Antonio»

Soddisfatta integralmente la richiesta, qualche chiosa o commento sono d’obbligo: 1) questo giornale si chiama UNOeTRE.it e il suo nome deriva dagli articoli 1 e 3 della nostra Costituzione, quindi è insieme un nome e un logo e non può essere assolutamente un “uno e tre” scritto tanto per scrivere; 2) non ci vuole più coraggio di quello che ci anima ogni giorno per pubblicare quanto scritto dai due professionisti, visto che la continuità della lotta di questo giornale contro le prepotenze e gli errori di tutte le maggioranze a partire da quella Regionale e da quella di Governo è quotidiana, tenace, senza sconti e anche con qualche risultato pur se piccolo (vedi disoccupazione e altro); 3) pubblichiamo eccezionalmente, anche se non è nostro costume ripubblicare (salvo decisione autonoma della Redazione) quanto apparso da giorni su FB e altre testate o pagine on line, infatti conosciamo questo testo, che a nostro parere contiene il minimo indispensabile (da molto tempo conosciuto) contro una maggioranza da tutta la città di Ceccano ampiamente criticata; 4) ci piace l’ardire di ricordare con orgoglio che gli scriventi sono stati amministratori comunali solo per un giorno, ma hanno “un milione di progetti ed idee idee...che sanno di sinistra"., ma si consenta a noi, che abbiamo apprezzato e stimiamo l’avvocata Manuela Maliziola, di ricordare agli autori dell’articolo: non basta avere idee che 'sanno di sinistra' o sono di sinistra o non lo sono, ma soprattutto non bastano le idee da sole senza gambe e quindi non basta scrivere per dimostrare coraggio, ma bisogna organizzare persone e consenso tutti i santi giorni che viviamo. Questo è di sinistra. (IM)

 

Ed ecco il testo integrale dell'articolo firmato da Anita Mancini e Antonio Olmetti

Basta. Basta con le delibere all’acqua di rose contro gli inquinatori. Basta con i proclami dell’ASI che stanzia (addirittura!) un milione di euro per “togliere la puzza”. La puzza, ammesso che vada via, non è certo il problema.
Con milione di euro, oggi, ci si compra un appartamento nelle grandi città, e solo una politica miope e provinciale (per non dire altro) può pensare di “fare colpo” riempiendosi la bocca con una cifra così ridicola. L’amministrazione comunale ceccanese, da parte sua, dichiara in consiglio di avere stanziato dei fondi per l’ambiente: quindi,oltre al danno, la beffa?
Spiegate alle famiglie ceccanesi il motivo per cui oltre ad aver subito inquinamento, malattie e lutti, devono metterci pure i soldi di tasca propria.
E basta poi con ‘sto Masterplan di Kipar che dovrebbe essere “finanziato dall’Unione Europea” che dovrebbe ripetere il miracolo tedesco della Ruhr. Primo noi non siamo né tedeschi, né viviamo in un’area metallifera depressa e, secondo, Bruxelles non paga MAI per l’ inquinamento causato da fiorenti industrie con fatturati enormi che hanno incassato negli anni passati fior di milioni (che prima erano miliardi…)dallo stato italiano.
E c’è un altro motivo per cui Bruxelles non ci finanzierà: perché l’Unione Europea, sin dal 2004, ha stabilito un principio sacrosanto: CHI INQUINA PAGA.
E’ la Direttiva 2004/35/CE del 21 aprile 2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e RIPARAZIONE del danno. La nostra legislazione con il Testo Unico dpr 252/2006 ha rafforzato la normativa a tutela dell'ambiente, recependo proprio questo principio.
Se ,in passato, la nostra legislazione prevedeva che nei processi per reati contro l'ambiente, volti ad ottenere il risarcimento da danno ambientale, la competenza ad esperire l'azione risarcitoria era riservata in maniera esclusiva allo Stato e cioè al Ministero dell'Ambiente, dopo la direttiva europea non è più così. Tant’è vero che la Cassazione Penale, Sez. III 633/2012 , ha definitivamente sancito il principio secondo cui tale potere spetta anche a tutti gli altri soggetti interessati, singoli o associati, compresi gli enti pubblici territoriali, i cui diritti siano stati lesi da un danno prodotto all'ambiente.

Parliamoci chiaro: la denuncia alla Procura della Repubblica del Sindaco di Ceccano, così come la “delibera ambientale” approvata dall’ultimo consiglio comunale appaiono ormai come gesti quanto meno tardivi e poco efficaci, perché ARPA Lazio ha già elevato contravvenzioni dopo i rilievi effettuati, ad esempio, sul depuratore ASI a Ceccano.
Altro che progetti europei, altro che stanziamento di fondi comunali: parliamo di quantificazione del danno, piuttosto. Le voci di spesa possiamo immaginarle facilmente, e di conseguenza presagire l’ordine di grandezza delle cifre che occorreranno.
Quanto costerà, al metro quadrato, la bonifica di migliaia di ettari? Quanto costerà allontanare i cittadini che abitano in quelle aree per tutto il tempo necessario per la bonifica? Quanto costerà far tornare pulite le acque del fiume Sacco, che sta ancora aspettando il famoso “contratto di fiume”? Quanto costerà ripristinare finalmente un Ospedale, chiuso da una politica regionale scellerata, che non ha tenuto conto del fatto che se c’è un Sito di Interesse Nazionale e decine di Industrie a rischio di incidente rilevante, non si può chiudere un presidio importante come quello di Ceccano?
Altro che "milione di euro" per il revamping di un depuratore ASI realizzato in un centro abitato.
E non c’è solo Ceccano, ma tutti gli altri Comuni del Popolo Inquinato, da Patrica a Ferentino a Supino… La richiesta di risarcimento di questo abnorme danno ambientale è l’unica strada che potrebbe davvero fare la differenza, se davvero gli amministratori avessero (come peraltro dichiarano sempre) «a cuore la salute dei cittadini, del territorio, ed il futuro dei nostri figli…bla, bla, bla».

Arch. Anita Mancini e Ing. Antonio Olmetti

Gli autori hanno fatto parte della “nuova” giunta dell’ex Sindaca Manuela Maliziola, la giunta di un solo giorno, ma con un milione di idee e progetti dal sapore di….. sinistra

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La qualità dell'aria

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260Sabato 21 ottobre 2017, presso la sala GRID in Corso della Repubblica n° 48/52, Frosinone, ci sarà un convegno sull’inquinamento nella città di Frosinone, nel corso del quale si cercheranno soluzioni innovative che proporremo in tutti i campi, in particolar modo sulle tematiche ambientali, nascono in un quadro specifico di requisiti che possiamo riassumere in alcuni punti forza-qualità, azioni da mettere in atto per contenere lo smog.

Nel corso del convegno sono previsti gli interventi di Marco Maddalena Segretario Provinciale di Sinistra ItalianMonica Gregori mina, Paola Manchi Comitato di Possibile, Francesco Smania Segretario del Circolo di Rifondazione Comunista, Gaetano Ambrosiano Coordinamento Prov.le Art.1 MDP, Francesco Raffa coordinatore provinciale di Legambiente Frosinone, Stefano Pizzutelli consigliere comunale, Andrea Marchegiani Frosinone in Comune.

 

Concluderà Monica Gregori Parlamentare di Sinistra Italiana.
Presiederà Caggiano Pasquale Segretario del Circolo di Sinistra Italiana.
Il convegno avrà inizio alle 18.00 e si concluderà alle ore 20.00.
Tutta la cittadinanza di Frosinone è invitata a partecipare.

Pasquale Caggiano min


Pasquale Caggiano,
Segretario del circolo di Sinistra Italiana di Frosinone

 

 
 
 
 
 
 
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Proposte M5S per contrastare inquinamento a Frosinone

M5S Frosinone 350dal M5S Frosinone - “Frosinone in tema di ambiente, e più in generale di qualità della vita, è praticamente all’anno zero, come dimostrano tutte le rilevazioni statistiche di settore (sole 24 ore, Italia oggi, Istat). M’impegno a mettere in campo tutte le azioni di competenza del Sindaco per cambiare radicalmente lo stato attuale delle cose. Mi piacerebbe che Frosinone fosse riconosciuta come una città in cui l’inquinamento non faccia più paura e non determini un serio rischio per la nostra salute. Il contrasto all’inquinamento in genere e delle polveri sottili in particolare, è uno dei miei obiettivi principali.

 

Per questo motivo sabato 13 maggio, sarò a Largo Turriziani dalle ore 17.00 per un evento sulla qualità dell’aria e salute, insieme al consigliere della Regione Lazio Davide Barillari e il Deputato Luca Frusone, non solo per informare i cittadini entrando nel merito della grave problematica ambientale che viviamo ogni giorno, ma soprattutto per discuterebellincampi delle proposte concrete che il MoVimento 5 Stelle ha proposto a tutti i vari livelli istituzionali dal parlamento alla regione, per poi arrivare al Comune di Frosinone in cui io interverrò con diverse proposte.” – a dichiararlo è il candidato Sindaco 5 Stelle Bellincampi che continua – “Il mio intervento avrà una connotazione sia locale partendo dall’importanza di sviluppare una mobilità sostenibile, ma anche provinciale, perché è dovere di un Sindaco di un capoluogo di provincia, farsi promotore di un’azione condivisa con le altre amministrazioni della provincia, per contrastare realmente il fenomeno dell’inquinamento dell’aria. È assurdo pensare che il problema dell’inquinamento della città di Frosinone possa derivare esclusivamente da un mix nocivo nell’area urbana corrispondente al traffico veicolare e uso di carburanti per riscaldamento, ma è necessario tenere conto anche delle vicende legate allo sviluppo industriale sconsiderato, avvenuto senza rispetto delle norme e dell’ambiente e che oggi ci porta ad essere in una delle valli più inquinate d’Europa, la valle del Sacco. Il fenomeno è tristemente complesso e un Comune capoluogo deve adottare tutte le misure necessarie per un’azione politica efficace, che finora non è mai stata messa in campo da nessun Sindaco che ha amministrato questa città.”

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