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Il plurale di poi

poi 350 minLibro: Il plurale di poi

Autore: Maurizio Petraglia

Editore: LFA Publisher

Sinossi: Diego Del Principe, a quarant'anni, potrebbe definirsi un uomo arrivato: ha un incarico di prestigio in una multinazionale, la famiglia ideale, una villa sul lago di Como. Eppure sa di vivere una perfezione solo apparente, nata dalle rinunce, dall'allontanamento dai vecchi amici di sempre, dalla fuga dal vero amore; e, soprattutto, dal ricordo dell'incidente che vent'anni prima gli ha portato via il suo migliore amico.

Intervista:

Come è nata la sua passione per la scrittura? Scrivo da quando ne ho memoria, fin da quando ho imparato a farlo praticamente. Sono un timido fondamentalmente e scrivere è il mio modo di raccontarmi al mondo.

Il plurale di poi è il suo romanzo uscito in ottobre. Cosa ci può dire? Questo mio romanzo, autobiografico, rappresenta principalmente la necessità di raccontare una storia, drammatica per tanti aspetti, ma anche romantica ed emotivamente formativa. È un pezzo della mia vita in cui ho iniziato a conoscere i veri valori della vita, come l’amicizia e l’amore, che rappresentano per me ancora oggi i veri principi a cui poter attingere per vivere intensamente il proprio percorso di vita.

Quali sono le soddisfazioni maggiori che le ha dato questo libro? Innanzitutto il piacere di vedere il proprio romanzo su carta stampata, è una bellissima sensazione, e poi il riconoscimento per un lavoro che è costato tanti sacrifici e spesso ripensamenti (scrivere per farsi leggere rappresenta un banco di prova importante) che hanno mi dato una indispensabile iniezione di fiducia. Sono felice però di aver trovato il coraggio di raccontare questa storia. Per quanto mi riguarda raccontare il dolore rimane l’unico modo per esorcizzarlo, per combattere cioè quella sensazione di impotenza che ci inchioda quando la vita ti mette duramente alla prova.

Sta pensando a un futuro in cui la scrittura diventerà sempre più importante per lei? R: è un sogno che coltivo da ragazzo. Quello di trasformare la mia passione nel mio lavoro. Sarebbe magnifico continuare a scrivere e farne la mia professione.

Se le chiedessi di parlare di cosa prova quando scrive, cosa potrebbe rispondere? Quando scrivo sono in un altro mondo, quello che mi appartiene di più, quello in cui forse sono davvero me stesso. Credo che chi scrive lo faccia principalmente per quello; per raccontare chi si è innanzitutto, anche se a volte non si riesca a dire tutto di se stesso. La scrittura ritengo sia una forma d’arte come qualsiasi altra in cui ci si metta a nudo davanti agli altri. Raccontare di se, senza nessuna barriera tra la propria anima e il resto del mondo.

Quali letture giudica fondamentali prima di imbarcarsi nella scrittura? Non esiste , credo, un elenco di libri da cui attingere per trovare la voglia di scrivere. Ogni libro, ogni esperienza letteraria, ogni singola parola, rappresenta un mattone con cui costruire la propria passione. Ognuno di noi ha qualcosa da dire, e ogni storia vale la pena di essere ascoltata. Io ho letto migliaia di libri e ogni racconto mi ha regalato un’ emozione. Leggere è un viaggio ogni volta diverso, nuovo, stimolante, come sedere accanto al comandante di un veliero alla scoperta di nuovi mondi.

 

 

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Il castello di Amanda

castelloAmanda 350 260Libro: Il castello di Amanda

Autrice: Marianna Caponigro

Editore: Lfa Publisher

Riassunto: Amanda è una bambina che, dalla finestra della sua stanza, riesce a vedere un bellissimo castello medievale, ed è a lui che racconta nel buio delle sue notti ansie e vicissitudini, ma anche speranze e sogni. Oltre alle aggressioni del padre, la bambina affronta segretamente un'altra sciagura: le molestie di un pedofilo, che la fanno crollare in una profonda depressione. Ma Amanda non sa che, oltre alla mamma e ai suoi nonni, c'è un'altra persona che segretamente si prende cura di lei.

Intervista all'autrice:

Come nasce la passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura, nasceva ancora prima che imparassi a scrivere e a leggere. Amavo sfogliare libri, annusarne l’odore e cercare di immaginare cosa tante parole potessero raccontare. Trascorrevo le ore ad osservare libri che non avevano neppure un’immagine. La mia passione per la scrittura è direttamente collegata al mio amore per la lettura

Cosa ti ha spinto a scrivere un libro?

“Il castello di Amanda” era un sogno rimasto chiuso a lungo in un cassetto, una sorta di sfida con me stessa. Cominciai a scriverlo quasi per gioco, o probabilmente per ammazzare il tempo, ma all’improvviso la storia prese il sopravvento, e la mia mente continuava ad elaborare frasi anche quando ero impegnata in altre faccende.

Terminarlo, cercando di dare al romanzo un finale adeguato alla gravità delle storie raccontate, diventò la mia priorità.

Come definiresti “il castello di amanda”?

Il castello di Amanda lo definirei un romanzo senza tempo; poiché senza fine sono le piaghe di cui narra, le violenze domestiche e la pedofilia, di cui purtroppo sentiamo spesso parlare; ma lo definirei anche mistico, considerando l’arcana presenza che aleggia nel romanzo.

Cosa vorresti che il lettore riuscisse a comprendere leggendo il tuo libro?

Mi piacerebbe che il lettore non solo vedesse la sofferenza di Amanda, ma anche la sua energia nell’affrontare tanta violenza, e il suo bisogno di sognare per sottrarsi alla realtà e cercare di essere più forte dei suoi oppressori.

Credi che il libro sia ancora un mezzo di comunicazione importante?

Credo che nulla potrà mai sostituire il fascino di un libro: sfogliare le sue pagine, leggerne il contenuto, mentre l’odore della carta stampata invade le narici. Sono a parere mio emozioni e sensazioni che nessun computer potrà mai dare.

Quale romanzo ti ha rivoluzionato la vita, facendoti decidere di scrivere a tua volta?

Nel corso degli anni ho letto davvero tanto, ho mischiato i grandi classici ad autori contemporanei e raramente qualche romanzo non mi è piaciuto. Scoperta solo di recente, la mia scrittrice preferita è l’irlandese Lucinda Riley. Mi piacciono molto i suoi racconti, quasi fiabeschi e quel velo di mistero che spira tra le sue pagine.

Ma l’opera che non smetterò mai di leggere e di amare è in assoluto” La divina commedia” che considero il più bel capolavoro di tutti i tempi.

Quale sogno hai nel cassetto e come intendi realizzarlo?

Ho cercato di realizzare tutti i miei sogni, anche se qualcuno non valutato alla perfezione, dopo averlo realizzato, si è trasformato in un incubo. Adesso ho un sogno meno ambizioso da realizzare: lavorare di meno, godermi i miei figli e la mia famiglia e avere più tempo libero da dedicare alla scrittura.

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L'oro nel sangue

Aloi cover 350 mindi Diego Protani - In breve: Paco è un italiano che vive a Canton, in Cina. Da piccolo imprenditore pieno di debiti diventa uno degli uomini più ricchi al mondo grazie a un casuale ritrovamento di un tesoro in lingotti d’oro. Nell’attesa di trovare il modo di lasciare la Cina si trova suo malgrado coinvolto in un intrigo internazionale tra agenti dei servizi segreti di diversi Paesi.

Gian Paolo Aloi è nato a Roma il 13 novembre del 1959 e vive a San Paolo in Brasile, dove svolge l’attività di consulente per aziende. Sposato con 7 figli, laureato in Scienze Politiche, ha prestato servizio nel Sisde (il servizio segreto italiano, oggi AISI) in prima linea nella lotta al terrorismo e alla criminalità organizzata, nell’Organizzazione delle Nazioni Unite in Somalia e in Kenya, al Ministero della Giustizia a Roma e al Consolato Generale d’Italia a Canton, in Cina.

 

 

 

 

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Come fossi solo

marcomagini autore 350 260 minGulia Bragalone* - “Because of everything that happened I feel terribly sorry, but I could not do anything. When I could do something, I did it.”

“A causa di tutto quello che è successo mi sento terribilmente dispiaciuto, ma non ho potuto fare nulla. Quando potevo fare qualcosa, l'ho fatto. ”

- Dražen Erdemovic

Questa non è solamente la storia di un uomo, ma è la storia di un popolo, di una Nazione. Narra una guerra che ha stravolto completamente le vite di chi l'ha vissuta, narra della caduta di un intero Paese, il cosiddetto "massacro di Srebrenica" che ha assistito ad un vero e proprio sterminio di massa, un genocidio da parte dei serbi verso la popolazione di credo musulmano residente a Srebrenica. Il protagonista di questo romanzo è Dražen Erdemovic ed indossa la terza divisa. Dražen decide di arruolarsi nell'esercito essenzialmente per difendere sua moglie e la loro bambina, ma questa sua scelta finirà con l'influire violentemente nella la sua vita. La guerra non è una tenda sotto cui potersi rifugiare, un campo di battaglia può infuriare da un momento all'altro e prendere il controllo della situazione... esso può trasformarsi in una tomba o in un tumulo se chi ne fa parte gioca le carte sbagliate o, semplicemente, rifiuta un ordine, un comando prestabilito da un proprio superiore.

«L’unica cosa a cui devo pensare è a non tornare a casa in una bara.»

E' una condizione difficile da gestire... soprattutto per un ragazzo che ha poco più di 20 anni. Non c'è spazio per i sentimenti. E' un luogo in cui bisogna metter dCome fossi solo - libroa parte la paura, la compassione, il rimorso, se si vuole tornare a casa con le proprie gambe anziché in una bara. Dražen dovette scendere a compromessi per poter restare in vita, per rivedere ancora, almeno una volta, il volto dei suoi familiari.

"Il pensiero dell'attacco non mi lascia ormai da giorni. Gli uomini cambiano in guerra, si abituano alla presenza della morte, tirano fuori un lato diverso di sé. Cazzate. Non ci si abitua mai al pensiero della morte, non io, non con Sanja e Irina a casa." - Dražen -

Fu l'unico a confessare la sua partecipazione alla strage e ad esser processato ed infine condannato a 10 anni di reclusione (poi ridotti a 5). Affinché i terribili fatti avvenuti in Ex Jugoslavia non vengano dimenticati. Perché dalla storia e dalle vite che in essa hanno lottato e talvolta perito abbiamo sempre molto da imparare. Che di tutti loro rimanga sempre un ricordo... affinché ciò non si ripeta in futuro, perché il passato sa essere un maestro anche se crudele delle volte. A Srebrenica, dal 12 al 16 luglio 1995, vennero uccisi tra gli 8.000 e i 10.000 musulmani bosniaci.

“Irina non ha capito perché sono qui. Lei che si era innamorata di un capellone con la chitarra in mano e lo vede adesso con la terza divisa indosso. In fondo, a chi dovrei fare la guerra, io? Io che dovrei essere considerato un vero jugoslavo, un pezzo quasi unico. Sono nato a pochi chilometri da qui, nella parte a maggioranza serba della Bosnia Erzegovina da genitori croati. Non che questo facesse una gran differenza per me. La mia generazione non si è mai domandata se la ragazza con la quale uscivamo fosse serba o croata, o se il compagno di squadra fosse musulmano.”

L’autore - Biografia
Marco Magini è nato ad Arezzo nel 1985. Si è laureato in Politica Economica Internazionale alla London School of Economics. Per motivi di studio e di lavoro ha vissuto in Canada, Stati Uniti, Belgio, Turchia, India e Svizzera.

Oggi vive e lavora a Londra dove si occupa di cambiamento climatico ed economia sostenibile. Con Come fossi solo è stato finalista al Premio Calvino 2013, dove ha ricevuto la Menzione d’Onore, finalista al Premio Stega 2014 dove si è classificato terzo nel Premio Strega Giovani, e vincitore del premio “un Romanzo per il cinema”.

Marco Magini è stato scelto con questo romanzo per rappresentare l’Italia al 14esimo Festival del Romanzo d’Esordio a Budapest, al Festival del Primo Romanzo di Kiel e al Festival di Chambery in Francia.

*Studentessa - Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

 

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'Dal PCI al Pd' di Dario De Lucia

DarioDeLucia 350 260 mindi Valentino Bettinelli - “Dal PCI al Pd”, Dario De Lucia presenta il suo libro a Frosinone. L’iniziativa “Giù dall’albero”, promossa dalla federazione provinciale dei Giovani Democratici, taglia il nastro di partenza ospitando Dario De Lucia e il suo “Dal PCI al PD”. Lo scrittore emiliano è stato accolto da una nutrita cornice di pubblico presso la suggestiva location del Birracolo di Via Firenze a Frosinone.

L’incontro ha permesso ai presenti di affrontare con spirito critico e correttezza storica, l’excursus della sinistra italiana e la relativa declinazione della casa madre del Partito Comunista. L’autore ha avuto modo di arricchire la sua ricerca attraverso l’esperienza personale da consigliere comunale del Comune di Reggio Emilia.
Tanti i temi toccati nel dialogo con De Lucia. Al centro della discussione il ruolo di un partito nell’attuale società civile. A tal proposito, il segretario provinciale GD Alessandro Marino, ha introdotto il tema della partecipazione; ratio dalla quale nasce l’idea della serie di incontri tematici “Giù dall’albero”. Per stessa ammissione del segretario, infatti, “non v’è modo di concretizzare la realtà, se non nella partecipazione”.

Ad avere ampio spazio anche la piazza virtuale dei social network responsabili, secondo l’autore, del “fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, causato dal paradosso delle non verità”. De Lucia afferma che “non può esistere campagna di comunicazione che batta il vecchio legame di vicinanza con l’elettorato”.
A tenere banco nella serata anche lo scarso rapporto tra il Partito Democratico e gli enti intermedi, associazioni di categoria e sindacati ad esempio, un tempo diretti discendenti del partito stesso.

Un dialogo stimolante quello tra i presenti e Dario De Lucia, che ha lasciato soddisfazione negli organizzatori. Gradimento espresso dal segretario regionale GD Luca Fantini che, nel ringraziare l’ospite, ha colto l’occasione per invitare tutti ai prossimi eventi “Giù dall’albero” in programma, i quali verranno annunciati a breve.
Politica, società, lettura e comunicazione. Quattro componenti fondamentali di una società che ha bisogno di riscoprire i propri valori e di una sinistra che ha necessità di una svolta rapida.

 

 

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Tutti i nomi del mondo

Eraldo Affinati 350 mindi Diego Protani - Tutti i nomi del mondo. Autore: Eraldo Affinati. Editore: Mondadori

Sinossi: Fare l'appello delle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita, capire in quale senso sono state importanti e perché hanno lasciato un marchio indelebile: l'insegnante protagonista di questo romanzo compie un gesto consapevolmente rischioso che tuttavia lui sente necessario, quasi ineludibile.

Ad accompagnarlo nell'impresa, con l'ingenua volontà di proteggerlo, per fortuna c'è Ottavio, suo ex alunno ripetente che si esprime soltanto in romanesco. Rispondono ventisei nomi, quante sono le lettere dell'alfabeto: individui provenienti da ogni parte del mondo, giovani profughi, antichi amici dispersi, nonni paterni e materni, adolescenti pieni di speranza, a volte sventurati.

Alcuni, sopravvissuti a guerre e carestie, vivono fra noi; altri, che lasciano intravedere, insieme a un passato lancinante, vicende legate alla storia della Resistenza italiana, parlano da un oltre. Gli interlocutori, convocati al Colle Oppio di Roma, registrano la loro presenza in una scuola di lingua per immigrati, chiamata Penny Wirton, dove frattanto continua a scorrere tumultuoso il fiume d'umanità dolente che tutti ben riconosciamo.

Ognuno racconta l'avventura in cui è impegnato. Ne scaturisce un'originalissima riflessione corale sull'epoca che stiamo attraversando, scrutinata nel filtro di un'esperienza intima e personale. Eraldo Affinati, con questa sorprendente Spoon River, imbastisce un processo autobiografico e collettivo sui temi che sin dall'inizio hanno contraddistinto, come un filo rosso, la sua opera inconfondibile: libertà, responsabilità, educazione, giustizia, valori etici, religiosi e politici. Ma stavolta, scoprendo le ragioni profonde della propria vocazione pedagogica e letteraria, non può evitare di subire il controfagotto, comico e caustico insieme, del suo allievo preferito: il solo, forse, in grado di consegnargli alla fine la vera risposta che lui desiderava.

 

 

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'Intellizione' di Silvia Bossetti

bossetti libro 350 260 mindi Diego Protani - Silvia Bossetti nasce il 7/10/1991. Vive a Parre, un piccolo paese in provincia di Bergamo. Laureata a pieni voti in Psicologia Clinico Dinamica presso l’Università degli Studi di Padova dove attualmente sta conseguendo l’abilitazione all’esercizio della professione. Sin da bambina ha mostrato interesse per due cose: la lettura e il mistero della mente umana. Ama leggere, nuotare, recitare e il suo cane.

Sinossi: Anno 2078, ad Intellitor gli abitanti sono concentrati a studiare ed inventare nuovi strumenti di benessere per l'umanità. Ma è un'umanità robotizzata, automatizzata, che mangia bacche, indossa divise, porta catene al collo, un'umanità in cui le emozioni non esistono. Sila e Jx, i protagonisti, pensano di essere ammalati perché un barlume di umanità circola nelle loro vene e la riconquista di sentimenti percorre l'intera vicenda del romanzo. Un viaggio verso terre lontane ma anche nel passato per riscoprire la tristezza di un abbandono, la gioia di un incontro e la magia dell'amore. Come dalla preistoria l'uomo si è evoluto verso la civiltà, così dalla civiltà eccessivamente progredita, si fugge verso un'umanità nuova.

Editore: LFA Publisher

Link Ibs: https://www.ibs.it/intellizione-libro-silvia-bossetti/e/9788833430393

 

 

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A Cori e a Giulianello un Parco di Libri

parco libri CoriNati per Leggere: a Cori e a Giulianello un Parco di Libri

Mercoledì 23 e 30 Maggio, alle ore 17:00, Il Maggio dei Libri propone i due incontri ad ingresso gratuito di letture a bassa voce per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni.

Mercoledì 23 Maggio, alle ore 17:00, nel giardino di Piazza Signina, a Cori (LT), e mercoledì 30 Maggio, alla stessa ora, ai giardinetti della ex stazione di Giulianello, si svolgeranno i due incontri ad ingresso gratuito di letture a bassa voce per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, organizzati dalla Biblioteca comunale “Elio Filippo Accrocca” e dall’Associazione culturale Arcadia, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Cisterna ed il gruppo Cisterna-Cori-Aprilia di Nati per Leggere Lazio, con il patrocinio dei Comuni di Cori e Cisterna.

“Un parco di libri” è una delle iniziative locali de Il Maggio dei Libri che intende sviluppare il collegamento e la messa in rete del territorio pontino attraverso il coinvolgimento dei servizi bibliotecari dell’area nord della Provincia di Latina, per consolidare il processo di dialogo, collaborazione e crescita, iniziato lo scorso anno e proseguito il 5 e 6 Maggio con il corso di formazione dei volontari NpL, al fine di sensibilizzare le comunità di riferimento sull’importanza della lettura fin dalla primissima infanzia.

Il sodalizio e la sinergia tra le tre realtà ha ottenuto un primo importante riconoscimento il 14 Maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’ambito del IX Premio Nazionale Nati per Leggere 2018. Una giuria di esperti, composta da docenti, bibliotecari, pediatri, librai specializzati e giornalisti, ha premiato il progetto Leggi Amo, realizzato dalla Biblioteca comunale di Cisterna di Latina insieme al gruppo locale NpL, come il miglior progetto emergente d’Italia per la promozione della lettura.

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Ad Arnara 'Nord-Sud un cuore solo'

Arnara 350 260 mindi Silvia Testani - Martedì 15 maggio la scuola media di Arnara ha ospitato Lucia Fabi ed Angelino Loffredi, autori del libro "L'infanzia salvata-Nord Sud un cuore solo".
L'incontro è stato promosso ed organizzato dal Comitato dei genitori di Arnara, in collaborazione con i docenti, e fortemente voluto da me, Presidente Silvia Testani, rimasta colpita dalla vicenda dei "treni della solidarietà" trattato nel testo in questione.
Sono venuta a conoscenza solo recentemente dell'iniziativa organizzata dal PCI nell'immediato dopoguerra per cercare di arginare la condizione di indigenza e miseria che colpiva soprattutto l'infanzia del cassinate e di tutta la provincia di Frosinone ed ho sentito subito il bisogno di condividere questa bella storia di generosità con gli studenti della nostra scuola.

Una storia bella, sì, nonostante la distruzione, la disperazione, la fame e le conseguenze terribili dovute ai 7 mesi in cui il fronte di guerra si attestò lungo la famigerata linea Gustav: una condizione estremamente precaria, ai limiti del vivibile per la quale, grazie alla lungimiranza ed all'impegno dei comitati organizzativi, si mise in moto un flusso di solidarietà, di aiuti, di partecipazione che mostrarono una comunione d'intenti degna di un popolo, "eccezionale sussulto di unità nazionale" (cit.)
Oltre 3000 bambini ciociari, tra le resistenze dei genitori e del clero locale, raggiunsero in Umbria, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, famiglie semplici, che li accolsero, nutrirono, curarono e mandarono a scuola: 3000 e più storie di nuovi legami che spesso continuano tutt'oggi.
Beniamino dei ragazzi è diventato il sig.Marcello Micheli, testimone diretto di quegli eventi, partito da Ceccano nel marzo del 1946 ed ospitato da una famiglia di Lavezzola, frazione del comune di Conselice, in provincia di Ravenna.

Precisa e puntuale la ricostruzione dei fatti raccontata da Angelino, che inquadra la vicenda e ne delinea i tratti organizzativi e pratici.
È poi la volta di Lucia che esordisce con un appello all'importanza della lettura, di cui non si parla mai troppo ai giovani e che mi sta particolarmente a cuore, per poi passare ai suoi affettuosi racconti, alle spiegazioni nel trattare momenti di alto valore umano che l'hanno interessata come ricercatrice. In particolare sottolinea il ruolo chiave rivestito dalle donne in questa vicenda: il deciso intento delle mamme ciociare, che con fermezza e lungimiranza permisero ai loro figli di partire e il coraggio, l'umanità delle mamme del nord che si sobbarcarono altre bocche da sfamare, lavorando perché in famiglia non nascessero livori o gelosie.

Commossi e toccanti infine i ricordi di Marcello, che frequenta ancora annualmente i suoi "familiari acquisiti" ed al quale piace chiacchierare con i nostri ragazzi. Emblematico il suo racconto del primo regalo ricevuto dalla famiglia che lo ospitava, e cioè un pallone di cuoio che soppiantava il precario pallone fatto di pezze che usava a Ceccano ed emozionanti i suoi occhi lucidi, il groppo in gola mentre racconta il terrore di un bimbo di 6 anni, qual era allora, nell'abbandonare di notte la sua casa, in una Ceccano invasa dai tedeschi.

Tante e sentite le domande degli alunni, di cui palese era la difficoltà di calarsi in una situazione di questo genere, fortunatamente così lontana dalle loro attuali condizioni.
Un incontro che è stato un successo, adeguatamente preparato ed apprezzato dai docenti, in particolare dalla Prof.ssa Laura Cerrone, insegnante di italiano e storia, sensibile ai temi della memoria storica e collettiva: i ragazzi di oggi hanno bisogno non solo di conoscere, ma di attualizzare, concretizzare e sottrarre a quell'aria di fumoso, astratto e, oggi ormai anche virtuale, che ai loro occhi assumono le vicende del passato.
Il mio più affettuoso ringraziamento agli amici Lucia ed Angelino, che stimo profondamente perché persone attive in una società bisognosa di uscire da un segregante individualismo, bisognosa di condividere il passato ed il presente, persone impegnate e preziose, al servizio della cultura e dei giovani.

 

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Ceccano. Carlo Ruta presenta due libri

carlo Ruta 350 260 mindi Diego Protani - Venerdì 20 Aprile si terrà a Ceccano un doppio evento organizzato dall'associazione Ars est vita con il saggista Carlo Ruta che sarà accompagnato dal prof. Pino Blasone. La mattina saranno ospiti al Liceo Scientifico alle ore 11 per presentare "Viaggio nell'antica Grecia" mentre alle ore 17.30 presso l'auditorium della biblioteca comunale presenterà "Viaggio nell'antica Roma lungo vie dei saperi, delle cittadinanze e del sacro".

Come spiega la sinossi del libro "L'Urbe si erse dal fondo della storia attraverso un uso strategico della forza: dominatrice e intrisa di bisogni. Di tale pulsione essa seppe fare tuttavia un impiego razionale, imbrigliandola in un complesso progetto di civiltà. E questo fece, in primo luogo, l'originalità del suo cammino. Una ispirazione fondamentale di quel tragitto fu la legge, il diritto, attorno a cui maggiormente si destreggiò il genio di un ceto dirigente, lanciando un po' alla volta un corpus di principî che nelle linee essenziali sarebbero sopravvissuti di gran lunga ai destini monarchici, repubblicani e imperiali della Città Eterna. Quando sentì minacciati i propri interessi vitali, Roma guerreggiò con impeto. Tuttavia, si aprì ai popoli, assimilandone e irradiandone i patrimoni più fecondi. Cercò di disciplinare con ponderazione l'intera vita sociale, maturando una nozione aperta delle cittadinanze. Roma si aprì appunto ai contagi, fino al tramonto della sua potenza politica, quando, mentre consegnava all'Oriente bizantino il testimone di una promettente ma difficile continuità politica e morale, riviveva come capoluogo di una religiosità che avrebbe scritto altre fondamentali pagine di storia."

Entrambi i saggi sono scritti con l'archeologo Sebastiano Tusa attualmente assessore ai Beni culturali in Sicilia della giunta di Nello Musumeci.

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