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'Dal PCI al Pd' di Dario De Lucia

DarioDeLucia 350 260 mindi Valentino Bettinelli - “Dal PCI al Pd”, Dario De Lucia presenta il suo libro a Frosinone. L’iniziativa “Giù dall’albero”, promossa dalla federazione provinciale dei Giovani Democratici, taglia il nastro di partenza ospitando Dario De Lucia e il suo “Dal PCI al PD”. Lo scrittore emiliano è stato accolto da una nutrita cornice di pubblico presso la suggestiva location del Birracolo di Via Firenze a Frosinone.

L’incontro ha permesso ai presenti di affrontare con spirito critico e correttezza storica, l’excursus della sinistra italiana e la relativa declinazione della casa madre del Partito Comunista. L’autore ha avuto modo di arricchire la sua ricerca attraverso l’esperienza personale da consigliere comunale del Comune di Reggio Emilia.
Tanti i temi toccati nel dialogo con De Lucia. Al centro della discussione il ruolo di un partito nell’attuale società civile. A tal proposito, il segretario provinciale GD Alessandro Marino, ha introdotto il tema della partecipazione; ratio dalla quale nasce l’idea della serie di incontri tematici “Giù dall’albero”. Per stessa ammissione del segretario, infatti, “non v’è modo di concretizzare la realtà, se non nella partecipazione”.

Ad avere ampio spazio anche la piazza virtuale dei social network responsabili, secondo l’autore, del “fenomeno dell’analfabetismo di ritorno, causato dal paradosso delle non verità”. De Lucia afferma che “non può esistere campagna di comunicazione che batta il vecchio legame di vicinanza con l’elettorato”.
A tenere banco nella serata anche lo scarso rapporto tra il Partito Democratico e gli enti intermedi, associazioni di categoria e sindacati ad esempio, un tempo diretti discendenti del partito stesso.

Un dialogo stimolante quello tra i presenti e Dario De Lucia, che ha lasciato soddisfazione negli organizzatori. Gradimento espresso dal segretario regionale GD Luca Fantini che, nel ringraziare l’ospite, ha colto l’occasione per invitare tutti ai prossimi eventi “Giù dall’albero” in programma, i quali verranno annunciati a breve.
Politica, società, lettura e comunicazione. Quattro componenti fondamentali di una società che ha bisogno di riscoprire i propri valori e di una sinistra che ha necessità di una svolta rapida.

 

 

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Tutti i nomi del mondo

Eraldo Affinati 350 mindi Diego Protani - Tutti i nomi del mondo. Autore: Eraldo Affinati. Editore: Mondadori

Sinossi: Fare l'appello delle persone che abbiamo incontrato nella nostra vita, capire in quale senso sono state importanti e perché hanno lasciato un marchio indelebile: l'insegnante protagonista di questo romanzo compie un gesto consapevolmente rischioso che tuttavia lui sente necessario, quasi ineludibile.

Ad accompagnarlo nell'impresa, con l'ingenua volontà di proteggerlo, per fortuna c'è Ottavio, suo ex alunno ripetente che si esprime soltanto in romanesco. Rispondono ventisei nomi, quante sono le lettere dell'alfabeto: individui provenienti da ogni parte del mondo, giovani profughi, antichi amici dispersi, nonni paterni e materni, adolescenti pieni di speranza, a volte sventurati.

Alcuni, sopravvissuti a guerre e carestie, vivono fra noi; altri, che lasciano intravedere, insieme a un passato lancinante, vicende legate alla storia della Resistenza italiana, parlano da un oltre. Gli interlocutori, convocati al Colle Oppio di Roma, registrano la loro presenza in una scuola di lingua per immigrati, chiamata Penny Wirton, dove frattanto continua a scorrere tumultuoso il fiume d'umanità dolente che tutti ben riconosciamo.

Ognuno racconta l'avventura in cui è impegnato. Ne scaturisce un'originalissima riflessione corale sull'epoca che stiamo attraversando, scrutinata nel filtro di un'esperienza intima e personale. Eraldo Affinati, con questa sorprendente Spoon River, imbastisce un processo autobiografico e collettivo sui temi che sin dall'inizio hanno contraddistinto, come un filo rosso, la sua opera inconfondibile: libertà, responsabilità, educazione, giustizia, valori etici, religiosi e politici. Ma stavolta, scoprendo le ragioni profonde della propria vocazione pedagogica e letteraria, non può evitare di subire il controfagotto, comico e caustico insieme, del suo allievo preferito: il solo, forse, in grado di consegnargli alla fine la vera risposta che lui desiderava.

 

 

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'Intellizione' di Silvia Bossetti

bossetti libro 350 260 mindi Diego Protani - Silvia Bossetti nasce il 7/10/1991. Vive a Parre, un piccolo paese in provincia di Bergamo. Laureata a pieni voti in Psicologia Clinico Dinamica presso l’Università degli Studi di Padova dove attualmente sta conseguendo l’abilitazione all’esercizio della professione. Sin da bambina ha mostrato interesse per due cose: la lettura e il mistero della mente umana. Ama leggere, nuotare, recitare e il suo cane.

Sinossi: Anno 2078, ad Intellitor gli abitanti sono concentrati a studiare ed inventare nuovi strumenti di benessere per l'umanità. Ma è un'umanità robotizzata, automatizzata, che mangia bacche, indossa divise, porta catene al collo, un'umanità in cui le emozioni non esistono. Sila e Jx, i protagonisti, pensano di essere ammalati perché un barlume di umanità circola nelle loro vene e la riconquista di sentimenti percorre l'intera vicenda del romanzo. Un viaggio verso terre lontane ma anche nel passato per riscoprire la tristezza di un abbandono, la gioia di un incontro e la magia dell'amore. Come dalla preistoria l'uomo si è evoluto verso la civiltà, così dalla civiltà eccessivamente progredita, si fugge verso un'umanità nuova.

Editore: LFA Publisher

Link Ibs: https://www.ibs.it/intellizione-libro-silvia-bossetti/e/9788833430393

 

 

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A Cori e a Giulianello un Parco di Libri

parco libri CoriNati per Leggere: a Cori e a Giulianello un Parco di Libri

Mercoledì 23 e 30 Maggio, alle ore 17:00, Il Maggio dei Libri propone i due incontri ad ingresso gratuito di letture a bassa voce per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni.

Mercoledì 23 Maggio, alle ore 17:00, nel giardino di Piazza Signina, a Cori (LT), e mercoledì 30 Maggio, alla stessa ora, ai giardinetti della ex stazione di Giulianello, si svolgeranno i due incontri ad ingresso gratuito di letture a bassa voce per bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni, organizzati dalla Biblioteca comunale “Elio Filippo Accrocca” e dall’Associazione culturale Arcadia, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Cisterna ed il gruppo Cisterna-Cori-Aprilia di Nati per Leggere Lazio, con il patrocinio dei Comuni di Cori e Cisterna.

“Un parco di libri” è una delle iniziative locali de Il Maggio dei Libri che intende sviluppare il collegamento e la messa in rete del territorio pontino attraverso il coinvolgimento dei servizi bibliotecari dell’area nord della Provincia di Latina, per consolidare il processo di dialogo, collaborazione e crescita, iniziato lo scorso anno e proseguito il 5 e 6 Maggio con il corso di formazione dei volontari NpL, al fine di sensibilizzare le comunità di riferimento sull’importanza della lettura fin dalla primissima infanzia.

Il sodalizio e la sinergia tra le tre realtà ha ottenuto un primo importante riconoscimento il 14 Maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino, nell’ambito del IX Premio Nazionale Nati per Leggere 2018. Una giuria di esperti, composta da docenti, bibliotecari, pediatri, librai specializzati e giornalisti, ha premiato il progetto Leggi Amo, realizzato dalla Biblioteca comunale di Cisterna di Latina insieme al gruppo locale NpL, come il miglior progetto emergente d’Italia per la promozione della lettura.

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Ad Arnara 'Nord-Sud un cuore solo'

Arnara 350 260 mindi Silvia Testani - Martedì 15 maggio la scuola media di Arnara ha ospitato Lucia Fabi ed Angelino Loffredi, autori del libro "L'infanzia salvata-Nord Sud un cuore solo".
L'incontro è stato promosso ed organizzato dal Comitato dei genitori di Arnara, in collaborazione con i docenti, e fortemente voluto da me, Presidente Silvia Testani, rimasta colpita dalla vicenda dei "treni della solidarietà" trattato nel testo in questione.
Sono venuta a conoscenza solo recentemente dell'iniziativa organizzata dal PCI nell'immediato dopoguerra per cercare di arginare la condizione di indigenza e miseria che colpiva soprattutto l'infanzia del cassinate e di tutta la provincia di Frosinone ed ho sentito subito il bisogno di condividere questa bella storia di generosità con gli studenti della nostra scuola.

Una storia bella, sì, nonostante la distruzione, la disperazione, la fame e le conseguenze terribili dovute ai 7 mesi in cui il fronte di guerra si attestò lungo la famigerata linea Gustav: una condizione estremamente precaria, ai limiti del vivibile per la quale, grazie alla lungimiranza ed all'impegno dei comitati organizzativi, si mise in moto un flusso di solidarietà, di aiuti, di partecipazione che mostrarono una comunione d'intenti degna di un popolo, "eccezionale sussulto di unità nazionale" (cit.)
Oltre 3000 bambini ciociari, tra le resistenze dei genitori e del clero locale, raggiunsero in Umbria, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, famiglie semplici, che li accolsero, nutrirono, curarono e mandarono a scuola: 3000 e più storie di nuovi legami che spesso continuano tutt'oggi.
Beniamino dei ragazzi è diventato il sig.Marcello Micheli, testimone diretto di quegli eventi, partito da Ceccano nel marzo del 1946 ed ospitato da una famiglia di Lavezzola, frazione del comune di Conselice, in provincia di Ravenna.

Precisa e puntuale la ricostruzione dei fatti raccontata da Angelino, che inquadra la vicenda e ne delinea i tratti organizzativi e pratici.
È poi la volta di Lucia che esordisce con un appello all'importanza della lettura, di cui non si parla mai troppo ai giovani e che mi sta particolarmente a cuore, per poi passare ai suoi affettuosi racconti, alle spiegazioni nel trattare momenti di alto valore umano che l'hanno interessata come ricercatrice. In particolare sottolinea il ruolo chiave rivestito dalle donne in questa vicenda: il deciso intento delle mamme ciociare, che con fermezza e lungimiranza permisero ai loro figli di partire e il coraggio, l'umanità delle mamme del nord che si sobbarcarono altre bocche da sfamare, lavorando perché in famiglia non nascessero livori o gelosie.

Commossi e toccanti infine i ricordi di Marcello, che frequenta ancora annualmente i suoi "familiari acquisiti" ed al quale piace chiacchierare con i nostri ragazzi. Emblematico il suo racconto del primo regalo ricevuto dalla famiglia che lo ospitava, e cioè un pallone di cuoio che soppiantava il precario pallone fatto di pezze che usava a Ceccano ed emozionanti i suoi occhi lucidi, il groppo in gola mentre racconta il terrore di un bimbo di 6 anni, qual era allora, nell'abbandonare di notte la sua casa, in una Ceccano invasa dai tedeschi.

Tante e sentite le domande degli alunni, di cui palese era la difficoltà di calarsi in una situazione di questo genere, fortunatamente così lontana dalle loro attuali condizioni.
Un incontro che è stato un successo, adeguatamente preparato ed apprezzato dai docenti, in particolare dalla Prof.ssa Laura Cerrone, insegnante di italiano e storia, sensibile ai temi della memoria storica e collettiva: i ragazzi di oggi hanno bisogno non solo di conoscere, ma di attualizzare, concretizzare e sottrarre a quell'aria di fumoso, astratto e, oggi ormai anche virtuale, che ai loro occhi assumono le vicende del passato.
Il mio più affettuoso ringraziamento agli amici Lucia ed Angelino, che stimo profondamente perché persone attive in una società bisognosa di uscire da un segregante individualismo, bisognosa di condividere il passato ed il presente, persone impegnate e preziose, al servizio della cultura e dei giovani.

 

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Ceccano. Carlo Ruta presenta due libri

carlo Ruta 350 260 mindi Diego Protani - Venerdì 20 Aprile si terrà a Ceccano un doppio evento organizzato dall'associazione Ars est vita con il saggista Carlo Ruta che sarà accompagnato dal prof. Pino Blasone. La mattina saranno ospiti al Liceo Scientifico alle ore 11 per presentare "Viaggio nell'antica Grecia" mentre alle ore 17.30 presso l'auditorium della biblioteca comunale presenterà "Viaggio nell'antica Roma lungo vie dei saperi, delle cittadinanze e del sacro".

Come spiega la sinossi del libro "L'Urbe si erse dal fondo della storia attraverso un uso strategico della forza: dominatrice e intrisa di bisogni. Di tale pulsione essa seppe fare tuttavia un impiego razionale, imbrigliandola in un complesso progetto di civiltà. E questo fece, in primo luogo, l'originalità del suo cammino. Una ispirazione fondamentale di quel tragitto fu la legge, il diritto, attorno a cui maggiormente si destreggiò il genio di un ceto dirigente, lanciando un po' alla volta un corpus di principî che nelle linee essenziali sarebbero sopravvissuti di gran lunga ai destini monarchici, repubblicani e imperiali della Città Eterna. Quando sentì minacciati i propri interessi vitali, Roma guerreggiò con impeto. Tuttavia, si aprì ai popoli, assimilandone e irradiandone i patrimoni più fecondi. Cercò di disciplinare con ponderazione l'intera vita sociale, maturando una nozione aperta delle cittadinanze. Roma si aprì appunto ai contagi, fino al tramonto della sua potenza politica, quando, mentre consegnava all'Oriente bizantino il testimone di una promettente ma difficile continuità politica e morale, riviveva come capoluogo di una religiosità che avrebbe scritto altre fondamentali pagine di storia."

Entrambi i saggi sono scritti con l'archeologo Sebastiano Tusa attualmente assessore ai Beni culturali in Sicilia della giunta di Nello Musumeci.

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Acqua nei locali della Biblioteca Comunale di Ceccano

acqua nella biblioteca di Ceccano 350 minContinua imperterrito lo stillicidio di acqua all’interno dei locali della Biblioteca Comunale di Ceccano. L’ingente perdita idrica, probabilmente causata da un guasto dell’impianto di riscaldamento, sta inondando completamente la zona antistante la porta d’accesso all’auditorium della “De Sanctis”.

La situazione appare estremamente grave ed in via di peggioramento; come dimostrano le immagini, infatti, l’infiltrazione sta risalendo attraverso il solaio, palesandosi anche all’altezza del piano superiore. L’acqua sta penetrando attraverso le pareti, entrando inoltre in contatto con cavi ed attrezzature elettriche.

Ad oggi l’unico intervento operato per la messa in sicurezza dell’area è stato quello di posizionare dei contenitori al di sotto delle zone di gocciolamento dell’acqua, secchi che sono aumentati con lo scorrere del tempo e che ormai non riescono più a contenere l’enorme quantitativo d’acqua che, inevitabilmente, fluisce sul pavimento.

La pericolosità della suddetta condizione appare evidente, sia per gli utenti che quotidianamente fruiscono dei servizi della biblioteca, sia per gli operatori stessi.

Importante ricordare la valenza storica del palazzo (Palazzo Antonelli) dove è sita la biblioteca, e l’altrettanto valore patrimoniale della De Sanctis. Si parla di un computo di oltre 50000 tra libri e materiale audiovisivo, che fanno della biblioteca di Ceccano il polo di riferimento di una rete di venticinque biblioteche. (il Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco).

La corretta conservazione di un patrimonio così importante potrebbe essere messa a repentaglio da una “banale” perdita idrica non riparata con celerità.

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Romain Rolland nelle parole di Fiorenza Taricone

romainrolland 350 260okErmisio Mazzocchi intervista Fiorenza Taricone autrice del suo libro: "Romain Rolland pacifista libertario e pensatore globale" (video)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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'Lampi di verità'

Copertina Lampi di Verità 350 mindi Nadeia De Gasperis - Lampi di verità* incrociano lampi di bellezza in un abbacinante abbraccio, che bacia le stelle ad occhi chiusi e cristallizza i sogni dell’umanità come fruscio di silenzio.
“La bellezza salverà il mondo”, ci fa sapere il principe Myskin di Dostoevskij, o almeno, ci rammenta il poeta, salverà quell’istante, quella porzione di aria, quel frammento di vita, di cui ci prenderemo cura, sia anche solo per il tempo che dura.
Lampi di verità infiammano la carta straccia che mistifica le storie “sepolte” di una madre, quella patria, che relegata a un purgatorio terreno resiste al giogo del progresso che tenta di umiliarla.
Lampi di verità infiammano morti luminose che rinsaviscono la vita, , quel popolo di poeti “donchisciotteschi e duri” , indomiti cavalieri senza macchia e senza paura, grandine di sogno, sorrisi, follia, sapienza.
Ah, la follia, quel luogo così accogliente e ostile, dove la ragione e la stoltezza ammiccano l’un l’altra. “voi mi odiate, io per dispetto vi amo tutti” scrive un internato di manicomio sul muro del pregiudizio.
Muri, muri di gomma, muri che separano, muri che respingono. Sopravviveremo ai muri e ai veti della mediocrità e dell’impuro vivere, lo faremo costruendo case, ponti, idee, libri, in un baleno di verità.
Ci sono tracce di vite invisibili che sono “vere presenze, percorrono cammini, indicandoci la strada della verità, illuminata da ”lampi di creatività”. Chè è meglio bruciare in un lampo che spegnersi poco a poco, praticare la libertà, come principio di partecipazione.
E intanto sulla soglia della Tabaccheria di Pessoa, un uomo sa di non essere niente e di avere in se tutti i sogni del mondo, e quando le certezze affondano ventimilaleghesottoilmare, dagli abissi, qualcuno, implora di non disperare, è un marinaio del Kursk che sa di stare per morire per una verità che non verrà mai a galla.
Rispondono sirene armene, che hanno dato gusto e piacere a torturatori senza limiti , donne amate dell’Armenia violentata, perché si vive per donare, quel poco di amore che ci rimane. Perché siamo semi, che diventeranno alberi, se solo qualcuno pianterà un sogno dentro un sogno.
Lampi di verità, illuminano labirinti d’amore di luce di assenza, proprio quando credevamo di essere giunti alla fine e invece, eravamo solo all’inizio della ricerca. “avevamo bisogno della stessa cosa che ci occorreva quando avevamo incominciato a cercare” discorreva il Socrate di Platone. In un lampo di verità, le belle persone, quelle che osano sempre e sanno dire, amare, agire, e come bambini conservano sassi per i giorni migliori, da far saltare più e più volte sul pelo dell’acqua, come uno specchio che rifletta la nostra essenza più autentica. Giocano a rimbalzella col futuro, al cospetto delle stelle.
Verranno lampi di verità, a indicarci i percorsi di verità e finalmente scriveremo per stipulare l’armistizio che sancisca la pace del cuore.
Ci leccheremo le ferite, mettendo fine alle ostilità di silenzi e solitudine, con la ardente disperata passione di essere nel mondo.

 

*"Lampi di Verità", libro di Donato Di Poce, poeta e critico d'arte. Nato a Sora, vive a Milano.

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'Sulle Labbra del Tempo'

sulle labbra del tempo 350 260min mindi Diego Protani - E' appena uscito il libro Sulle Labbra del Tempo - Area tra musica gesti ed immagini di Protani Diego e Viviana Vacca edito dalla Lfa Publisher.

Un libro che affronta il decennio degli anni 70 nelle varie sfaccettature. Gli anni 70 sono stati il decennio artisticamente più prolifico del secolo scorso. Per questo nel saggio si parte da un gruppo rock simbolo del decennio, ovvero gli "Area" di Demetrio Stratos, per affrontar tutto il periodo musicale artistico e teatrale. Ma gli anni 70 sono stati anche il periodo più buio socialmente e politicamente del dopoguerra e anche l'arte si intrecciava con la politica. Oltre 70 testimonianze di artisti, politici, intellettuali che raccontano il proprio punto di vista sugli anni 70 da Enrico Ruggeri, Steve Hackett a Enzo Moscato, da Daniele Ciprì a Lino Vairetti ed Enzo Vita. Nel volume sono incluse le foto di Tano D'Amico ed i disegni di Pablo Echaurren per Lotta Continua. Prefazione di Fabrizio Fariselli.

Per l'occasione abbiamo intervistato la prof.ssa Viviana Vacca:

Come nasce il libro e da dove trae ispirazione il titolo?

Nasce da un incontro, da un'esigenza condivisa: entrambi pensavamo che si potesse dare un'altra lettura, da un altro punto di vista di un periodo storico culturale importante. Nel titolo si riflette la volontà di raccontare la musica attraverso le storie delle persone e le immagini.

Il progressive italiano è apprezzato ancora oggi, specialmente in Asia. Perchè questa riscoperta?

Non si tratta di una riscoperta alla fine...nessuno voleva dar vita a richiami nostalgici. Nel progressive- alla stessa maniera del rock o del punk- vi è un pensiero alla base e quindi un mondo culturale da esplorare sempre.

Demetrio Stratos e la contaminazione: binomio inscindibile?

Assolutamente si. L’evento Stratos, come una meteora, ha illuminato con enorme forza una certa immagine della musica; anzi è la stessa voce a diventare la musica attraverso la contaminazione sperimentale di altri apporti artistici.

Dove è nata la sua passione per le canzoni di Claudio Lolli?

C’è in Claudio Lolli uno strato poetico così profondo che etichettarlo come “cantore del Movimento” sarebbe una forzatura semplicistica. Nelle canzoni di Lolli- questo, trovo potente- è tratteggiato un mondo, con una tavolozza di colori il cui carattere di novità mi stupisce sempre. E’ in fondo lo stesso sguardo che anima le immagini di Tano d’Amico.

Jean Luc Ponty ha rilasciato un'intervista nel volume, quanto è innovativo il suo sound?

Ponty è il pioniere dell’innovazione visto che ha sperimentato il violino nel jazz rock: penso a Mirage oppure agli esiti fantastici per Aria di Alan Sorrenti…ecco, vede, vi è uno stile, una postura di Ponty che crea un ritmo unico,

Quanto è importante il ruolo di Enzo Moscato nel teatro italiano?

Nella scena contemporanea Moscato è un evento, alla maniera di Stratos, l’inizio del teatro della trasgressione: la storia della sua formazione e il clima a Napoli nei primi anni 80- una scena profondamente rinnovata e vivace, penso a Ruccello, a Martone- sono perfettamente restituiti nelle sue opere, altrettanti lavori di sperimentazione su e con la lingua, nell’incontro rivoluzionario con il napoletano.

Nel volume ci sono oltre 70 interventi, interviste ecc... chi l'ha sorpresa di più ?

La cosa che più mi sorprende è che tutte le interviste sono delle vere e proprie conversazioni, altrettanti tasselli di una storia più lunga e più grande. Alcune mi sorprendono tanto- penso a Vincenzo Sparagna, a Luperini, a Tano e Pablo Echaurren- altre ancora mi commuovono- Salvo Vitale, Marco Boato, tutte poi mi toccano profondamente perché storie vissute.

Perchè ha deciso di dedicar il libro, tra gli altri, a Mauro Rostagno?

Quando venne ucciso- nel settembre del 1988- Mauro Rostagno aveva diverse vite alle spalle, tutte vissute intensamente. Adriano Sofri gli dedicò un testo il cui titolo mi colpisce ancora oggi con la sua forza “E reagì Mauro Rostagno sorridendo…”. Nella forza di questo sorriso vedo la più intensa delle sue vite, quella siciliana a Lipari, un’altra occasione di impegno e di attivismo coraggiosi. Mauro Rostagno è stato un grande sperimentatore la cui potenza teorica merita di essere conosciuta e riscoperta.

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