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M5S interroga Zingaretti su ristrutturazioni Ater ad Arpino

bandiera M5S okIl consigliere regionale Loreto Marcelli ha chiesto al Presidente della Commissione regionale per l’urbanistica, politiche abitative, rifiuti, Marco Cacciatore, di fare luce sull’attuale stato dei lavori dell’edificio sito in Arpino, in via Colonna, e destinato all’housing sociale in ordine ad un accordo, del 2012/2013, tra Ater e il comune di Apino. L’immobile, oggetto di ristrutturazione da parte dell’Ater, non è stato completato e i soli quattro appartamenti ultimati, attualmente non solo non sono mai stati assegnati ma restano sconosciute anche le condizioni in cui versano dopo anni di abbandono.

“In un sopralluogo che ho fatto sabato 15 giugno – spiega il Consigliere Marcelli - mosso anche dalle segnalazioni dei cittadini agli attivisti del Movimento 5 Stelle di Arpino, mi sono potuto facilmente rendere conto che la situazione è al limite. Il passaggio accanto all’edificio dovrebbe essere vietato per il forte e concreto rischio di caduta calcinacci e parti dell’immobile. Ancor più se si pensa che a pochi metri di distanza c’è una scuola. L’interno è praticamente inesistente, il tetto ha parzialmente ceduto e, l’ipotesi che possa crollare tutta la struttura non è da escludere. Chiarire al più presto la situazione è francamente doveroso”.

Immediata l’azione del Presidente Cacciatore che, insieme al Consigliere Marcelli, ha provveduto a presentare una interrogazione a risposta scritta al Presidente della Giunta, On. Nicola Zingaretti, all’assessore Politiche abitative, urbanistica, ciclo dei rifiuti, On. Massimiliano Valeriani, per conoscere l’ammontare delle risorse stanziate per finanziare il progetto e gli importi già spesi; le ragioni per le quali sia stata ristrutturata solo una parte dello stabile e per quale motivo gli unici appartamenti realizzati non siano ancora stati assegnati. Infine, è richiesto all’Ater di Frosinone di spiegare quali azioni sta intraprendendo o voglia intraprendere per il completamento dei lavori.


 

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Sora: Lsu SI, ma anche NO

  • Pubblicato in da Sora

bandiera M5S okLSU: l’Amministrazione li vuole stabilizzare, ma fa ricorso al TAR contro la stabilizzazione. La vicenda dei Lavoratori Socialmente Utili sembra non avere fine.

Nell’ultimo Consiglio Comunale dai documenti allegati al Rendiconto del 2018 è emerso che l’Amministrazione De Donatis si è rivolta al T.A.R. per chiedere l’annullamento del procedimento di stabilizzazione degli LSU. Sembra che la causa coinvolga soltanto pochi lavoratori e sia ancora agli inizi, in quanto deve essere fissata la data dell’udienza. Tuttavia, si deve rimarcare che tale iniziativa è in aperta contraddizione con le dichiarazioni di voler procedere alla stabilizzazione degli LSU che l’attuale maggioranza ha manifestato in passato, anche in sede consiliare rispondendo alle interrogazioni presentate dal M5S Sora.

Al riguardo il M5S Sora ha sollecitato in svariate occasioni l’Amministrazione De Donatis a risolvere tale situazione e far uscire queste persone dal limbo in cui si trovano (si vedano i link: http://www.sora5stelle.it/lsu-illuminazione-pubblica-servono-chiarimenti/ http://www.sora5stelle.it/baratto-amministrativo-ed-l-s-u-un-po-chiarezza/ http://www.sora5stelle.it/quando-si-scrivera-la-parola-fine-alla-vicenda-dei-lavoratori-socialmente-utili-lsu/ ). Purtroppo, i fatti o, meglio, i documenti sembrano dimostrare che la soluzione per i Lavoratori sia ben lontana.

In estrema sintesi l’Amministrazione dice una cosa ma ne fa un’altra. Infatti, da una parte dichiara di voler procedere alla stabilizzazione degli LSU, dall’altra ricorre al TAR contro la stabilizzazione di alcuni di essi.

Il M5S Sora auspica che all’Amministrazione faccia la massima chiarezza e indichi in maniera inequivocabile quali siano le proprie intenzioni, con l’augurio che si possa presto arrivare a scrivere la parola fine alla vicenda degli LSU.

 

 

 

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Il Portavoce, Fabrizio Pintori

Sora, 03 giugno 2019

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M5S in visita al Centro di Dematerializzazione di Gaeta

certrocenservazionegaeta 350 minIl deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone e il candidato M5S al Parlamento europeo Gianluca Macone si sono recati presso il Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico della Difesa (CEDECU) con sede a Gaeta incontrando le professionalità dello stabilimento e apprezzando le capacità di innovazione del sito. Il deputato Luca Frusone dichiara: «Quest'importante realtà è riconosciuta in ambito regionale e nazionale grazie alla qualità dei servizi che fornisce alla Difesa e ad altri enti della Pubblica Amministrazione. La digitalizzazione degli archivi con la possibilità di poter organizzare, classificare e disporre di un’enorme mole di informazioni e dati, che sono essenziali per la nostra società sia da un punto di vista culturale che economico, è un aspetto imprescindibile per lo sviluppo e comporta benefici sul piano della trasparenza, della qualità dei rapporti che il cittadino ha con gli enti pubblici e del risparmio».

«La nostra presenza allo stabilimento di Gaeta – continua il deputato M5S Frusone – si spiega anche in funzione del rilancio dello stabilimento di Fontana Liri. Da tempo stiamo lavorando per il rilancio definitivo del sito ciociaro, ora c’è la possibilità di implementarne le attività proprio con la digitalizzazione e la dematerializzazione di documentazione. Tutto questo per dare un segnale che quel sito non è stato abbandonato però, in questa prospettiva, chiedo che tutti gli enti locali in provincia di Frosinone diano il buon esempio utilizzando i servizi che Fontana Liri a breve potrà offrire e che porteranno al miglioramento dei servizi della pubblica amministrazione per i cittadini»

Il candidato M5S al Parlamento europeo Gianluca Macone sottolinea la rilevanza del Centro di Dematerializzazione e lancia la sfida sui fondi europei:«Lo stabilemento di Gaetà è protagonista brillante del nostro territorio e merita il pieno sostegno delle istituzioni. Mi ha molto colpito la propensione all’aggiornamento dei dipendenti dello stabilimento hanno saputo adattarsi ai cambiamenti nel loro lavoro. Questo aspetto sarà cruciale per il futuro: sulla formazione dei lavoratori, il rapporto tra Europa ed enti locali deve svilupparsi su basi più solide, spesso mancate per colpa di partiti come Pd e Forza Italia, capaci solo di occupare poltrone ai vertici delle istitzioni locali ed europee senza farne uno strumento positivo per migliorare la qualità della vita dei cittadini. I parlamentari europei possono costituire un ponte importante per facilitare l’arrivo dei fondi messi a disposizione dell’Europa»

 

 

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Il ritorno del 'Dibba'

dibba ttista 350 mindi Aldo Pirone - Alessandro Di Battista, dopo le sue ultime performance peroniste in Abruzzo e in quel di Francia dove, con il tentativo di agganciare il gilet gialli, ha fatto fare una figura meschina, per non dire di cacca, al suo Movimento, sembrava che avesse compreso di dover prolungare il suo riposo. Magari facendo qualche altro viaggetto intorno al globo.

Purtroppo, sia per i grillini e che per gli altri italiani preoccupati delle sorti della nostra democrazia, non è cosi. Il “Dibba” agogna a tornare in partita e quindi, da vero Torquemada, però descamisado, approfitta delle occasioni che la situazione gli offre. Ieri ne è arrivata una ghiotta: le nuove retate di politici e imprenditori corrotti in Lombardia e in Calabria che lui ha subito cavalcato, riproponendo il suo vecchio pallino: lo scontro fra fascismo e antifascismo è cosa antica simile a quello – come ebbe a dire – fra Guelfi e Ghibellini nell’Italia medievale. Il vero problema – dice lui - non è quello di qualche deficiente nostalgico, la vera priorità in Italia sono i ladri annidati nella politica.

Mentre scolpiva questo concetto su facebook, la sua Sindaca Virginia Raggi sfidava a viso aperto a Casal Bruciato la solita cagnara xenofoba e fascista di Casa Pound e l’Appendino a Torino convergeva con il governatore regionale Chiamparino del Pd per cacciare dal Salone del libro la casa editrice dello squadrista Polacchi di Casa Pound.

Il “Dibba”, che evidentemente non ha ancora smaltito il jet lag dei suoi ultimi tour, non si è accorto che in questi ultimi giorni è emerso, con una certa evidenza, che il Movimento pentastellato si è scontrato proprio con la pervicace omertà verso questo “mondo di ladri” con il suo partner di governo: Salvini. Costui, guarda caso, è pure amante dei balconi del “duce” e fervente imitatore dei fascisti, delle loro pose, nonché protettore delle loro più estreme organizzazioni naziste come Casa Pound. Il tutelato dal “bauscia”, Siri, è risultato essere in contatto clientelare, se non in combutta, con personaggi legati alla mafia del latitante Messina Denaro. Il suddetto sottosegretario leghista era già sfuggito all’occhiuta sorveglianza delle fedine penali da parte dei pentastellati, arrivando al governo con precedenti per bancarotta fraudolenta e sottrazione di denaro al fisco. Anche per questa svista i “grillini” dovrebbero chiedere scusa agli italiani. Poi, a proposito di ladri e di Lega, ci sarebbe anche da approfondire sulla retata in Lombardia, ma non è qui il caso.

Grazie all’affaire Siri, è diventato visibile un qualche approccio della mafia alla Lega salviniana, nazionalista e fascistoide, completando così il cerchio dei contatti reazionari e omertosi di questo partito.
Perciò, per tornare all’assunto iniziale di Di Battista, è del tutto evidente che anche gli antifascisti non sono, purtroppo, immuni dai ladri, categoria quanto mai trasversale nella politica odierna, ma è altrettanto assodato, stando a quel che dice il “Dibba” a proposito di priorità, che il M5s non è immune dai cretini.

 

 

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I parlamentari M5S e il malaffare a Ferentino

M5S logo minI deputati del Movimento 5 Stelle Luca Frusone, Enrica Segneri e Ilaria Fontana intervengono sul caso di malaffare che sta travolgendo il Comune di Ferentino e che ha portato agli arresti domiciliari dell'ex assessore allo sport della giunta Pompeo, Luca Bacchi dopo che era stato già arrestato, nell’ambito della stessa inchiesta, il consigliere comunale dell’attuale maggioranza, Pio Riggi.

«Le accuse e i fatti gravissimi che gli inquirenti stanno accertando (si parla di estorsione aggravata dal metodo mafioso per ottenere una tangente da un imprenditore che doveva effettuare lavori pubblici), evidenziano gli errori di chi ha amministrato e sta amministrando il Comune – rilevano i tre deputati M5S – ma Ferentino non è un caso isolato. Purtroppo il sistema marcio che danneggia i cittadini e gli imprenditori onesti è collegato al modo nefasto con cui si affrontano le elezioni amministrative, caratterizzate dalla presenza di decine di liste piene di candidati che spesso nascondono, consapevolmente o inconsapevolmente, manovre di personaggi pericolosi che, se da un lato portano voti, dall’altro non vedono l’ora di bussare alla porta dei sindaci per chiedere favori o muoversi “dietro le quinte” per interessi personali». I parlamentari M5S ribadiscono il massimo impegno per contrastare il malaffare ricordando i passi in avanti fatti con il nuovo governo: «Con lo “Spazzacorrotti”, provvedimento che combatte sul serio la corruzione e che i cittadini aspettavano da 20 anni, e la legge che inasprisce le pene sul voto di scambio politico-mafioso, già votata alla Camera, stiamo facendo capire a corrotti e mafiosi che rubare dalle opere pubbliche e infiltrarsi nelle istituzioni non conviene più. Ma adesso occorre un cambio di passo anche nella vita pubblica dei Comuni».

I deputati Frusone, Segneri e Fontana rivendicano con orgoglio le scelte relative alle elezioni comunali fatte dal MoVimento 5 Stelle «Dopo le tornate elettorali degli enti locali, la maggior parte dei media ci critica perché non eguagliamo i risultati delle elezioni politiche. Poi però, di fronte alla gravità di questi fatti, gli stessi media tacciono sulle conseguenze nefaste del sistema che favorisce le ammucchiate di liste contro di noi». I portavoce del M5S alla Camera Frusone, Segneri e Fontana concludono «Noi siamo fieri di andare da soli contro le ammucchiate come accade nei Comuni di Cassino, Ceprano e Veroli. I nostri candidati quando decidono di candidarsi con il MoVimento 5 Stelle sanno che ci mettono la faccia e non lo fanno immischiandosi ad altre centinaia di candidati, ma lo fanno perché ci credono. Questa è la nostra strada, sappiamo che è lunga ed ostacolata, ma stiamo vedendo che è l’unica strada giusta».

 

 

 

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Il fallimento del M5S non è dovuto solo all’incompetenza

confllittosociale 350 260 mindi Michele Prospero*, dal suo diario FB - Soprattutto nei giornali d’area come il Fatto quotidiano, il coinvolgimento del M5S nel malaffare viene spiegato, in modo alquanto riduttivo, con il problema del reclutamento difettoso dei candidati. Si tratterebbe di una pecca comprensibile per un movimento ancora giovane che non riesce a riconoscere la competenza. Ora che il non-partito dell’onestà-onestà sta rivelando il suo volto poco onorevole negli scandali romani, la sinistra deve saper porre la domanda giusta per accompagnarlo al meritato declino (confermato anche dal voto in Basilicata). Quello che non dovrebbe rimarcare, dinanzi al fallimento pentastellato, è proprio il richiamo alla competenza perduta come rimedio da offrire al governo degli incompetenti che blocca tutto.

Il volto peggiore del grillismo non è infatti l’incompetenza, che pure abbonda nel personale im-politico arruolato in rete tra un esercito di sconosciuti promosso a colpi di clic a funzioni di governo. Il nodo più rilevante da cogliere è che il M5S rappresenta una scheggia del sistema che ha abilmente occupato anche uno spazio della sinistra con simboli di rivolta per ripristinare l’essenza del bel mondo antico fatto di trame affaristiche e spartitorie.

A una rivolta di sistema che vede l’alto inventare la ribellione del basso con le passioni del risentimento e della rabbia, secondo uno schema che si può cogliere nel solco di certe raffigurazioni di Shakespeare, non si risponde con una nostalgia della competenza. Al ministro Fornero non mancava la competenza, così come a Monti e ad altri titolari del suo dicastero la tecnica non faceva difetto. Però la dimestichezza con i numeri e il galateo delle istituzioni europee non ha risparmiato l’adozione di politiche antisociali che hanno determinato la grave crisi della democrazia.

micheleprospero 350 260 minIl lato del conflitto sociale, con la lotta alle esclusioni e alla precarietà, non la competenza è il centro di una cultura politica della sinistra da riprogettare. Lo chiariva anche un liberale alla Tocqueville. “Importa senza dubbio al bene delle nazioni che i governanti abbiano delle virtù o dei talenti: ma quello che forse importa di più è che i governanti non abbiano interessi contrari alla massa dei governati; poiché, in tal caso, le virtù potranno diventare inutili e i talenti funesti”. Non la tecnica ma gli interessi sociali antagonisti sono alla base dei progetti politici che se perdono questa matrice della loro azione sono condannati ad essere rigettati come occupazione di un ceto separato.

Il fallimento del governo del non-partito non rinvia solo alle pratiche di abituale incompetenza per cui, per archiviare il tempo dell’improvvisazione, occorre ritrovare un professionismo politico esperto e metterlo di nuovo alla prova per risolvere il malessere accumulato. Il problema vero è che il M5S, con le maschere della rivolta, ha giocato un ruolo di conservazione a tutela di un non-partito a direzione aziendale. Non si tratta perciò solo di una difettosa selezione della classe dirigente imputabile alla giovinezza di un movimento che non sa ancora come scegliere la rappresentanza.

Come non-partito d’azienda il M5S si è inserito in maniera accomodante dentro le “congiunzioni astrali” del sistema che per sopravvivere nelle antiche consuetudini ha agitato la finzione dello tsunami e del “tutti a casa” come ingannevole cambiamento di tutto. Una classica operazione gattopardesca che ha trionfato perché nel frattempo la sinistra, anche per l’adozione della parentesi tecnica che assumeva “interessi contrari” a quelli della propria parte di società, era evaporata come combattivo soggetto dell’autonomia politica del mondo del lavoro.

 

 *Michel Prospero, docente di  di Filosofia del Diritto presso la facoltà di Scienza Politica, Sociologia e Scienze della Comunicazione della Sapienza. Autore di numerosi saggi, collabora con diverse riviste scientifiche e quotidiani.

 

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M5S: che ne sarà di Odontoiatria del SS. Trinità di Sora?

Sora Ospedale 350 260Quale futuro per i servizi di Odontoiatria del Santissima Trinità e degli ambulatori del distretto “C”?

Desta perplessità e forte preoccupazione la decisione assunta dalla dirigenza strategica aziendale della Asl di Frosinone, con delibera n.477 dell’8 marzo scorso, di sostituire un Dirigente di Odontoiatria con un Dirigente per le Professioni Sanitarie Infermieristiche in prossimità del pensionamento previsto a fine anno del primario della Uos dipartimentale di Odontostomatologia, Dr. Di Mambro, che in tutta evidenza non si sa da chi, come e quando sarà rimpiazzato come responsabile della struttura.

Tale incomprensibile decisione, è in continuità con il progressivo depotenziamento dei servizi odontoiatrici offerti all’utenza provinciale, in particolare del Distretto C, che creano sconcerto soprattutto per coloro che fino a poco tempo fa potevano fare affidamento sull’elevato standard qualitativo offerto da quella che una volta era una vera e propria unità operativa complessa presente da anni nel SS. Trinità di Sora e capace di attirare presso di sé pazienti da altre regioni. Essa, attualmente, rappresenta una vera e propria eccellenza del comprensorio.

Con quasi 9.000 interventi l’anno, gli ambulatori in questione integrano l’Azienda Ospedaliera in maniera prestigiosa: un centro che si distingue per la qualità delle prestazioni erogate, sia nelle cure odontoiatriche che nelle terapie ortodontiche. Una struttura che, negli anni, è diventata punto di forza per il territorio, un riferimento importante che garantisce assistenza odontoiatrica di alto livello, dal bambino all’anziano, ai pazienti con malattie infettive, immunodepressi, in terapia anticoagulante, diabetici, ai pazienti oncologici la cui terapia farmacologica ha implicazioni importanti sul cavo orale. Un’assistenza totale che diventa servizio esclusivo del reparto in quanto nel comprensorio non ci sono ambulatori che possano garantire cure adeguate alle diverse patologie elencate.

Inoltre la struttura ospedaliera assicura la tranquillità, per eventuali complicanze: della camera di rianimazione, ricerche radiologiche, pronto soccorso, una collaborazione meticolosa con gli altri reparti. Tutto questo spiega i numerosi pazienti che raggiungono l’Odontostomatologia nel Sorano: da Cassino, Frosinone, Anagni, da tutta la provincia, e poi Roma ed anche da fuori regione, soprattutto dalla Campania e dall’ Abruzzo.

E’ nostra intenzione chiedere immediatamente conto di tale decisione al Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, ed all’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, per sapere quali decisioni intendano assumere per mantenere gli standard qualitativi e quantitativi in materia di servizi odontoiatrici e quale futuro avrà la Uos di Odontostomatologia del SS. Trinità di Sora. Cordiali saluti.

Il Consigliere Regionale

 

 

 

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M5S. Parcheggiare ad Anagni è piuttosto complicato

Anagni Piazza Cavour 350Parcheggiare ad Anagni è piuttosto complicato perché tutti noi conosciamo la carenza patologica di tali spazi nella nostra città.
La sosta nelle aree blu poi, viene vista un po’ da tutti come un autentico ostacolo da superare.

Vi spieghiamo perché.

Immaginiamo come possa essere frustrante per un cittadino, non più giovanissimo, alle prese con i moderni parcometri installati nella nostra città.

Per munirsi del ticket per la sosta il poveretto non può più semplicemente inserire le monete e digitare il tasto di avvenuto pagamento come faceva anni fa; oggi tutto questo è stato sostituito da una complessa ed articolata procedura con la quale è obbligato a inserire il proprio numero di targa.

Parlando con alcuni di questi parcheggiatori abbiamo raccolto diverse lamentele e suggerimenti in merito: alcuni ci hanno suggerito di scrivere il numero di targa su di un foglietto per non dimenticarlo durante l’operazione, altri, i più avvezzi alla tecnologia, di fotografarlo direttamente col proprio smartphone.

Inutile dire che tutto questo causa, a volte, code anche lunghe per pagare il parcheggio. Oltretutto abbiamo notato che il “comportamento” dei parcometri non è sempre lo stesso, e i messaggi sul display cambiano a seconda se si prova ad inserire contanti oppure se si pigia il bottone sbagliato.

Mandare i cittadini a scuola di parcometro ci sembra assurdo!

Ravvisiamo che questo sistema non sia agevole nemmeno per i giovani che potrebbero godere delle peculiarità delle moderne App, evitando così di trasformare il parcheggio in momenti di stress quotidiano.

Ammettiamolo, l’attuale setup non gioca a favore del cittadino, tuttalpiù a favore delle tasche della Società che gestisce i parcheggi.

Facciamo un esempio tipico: debbo recarmi dal medico, presuppongo una fila da fare ma non posso sapere quanto tempo dovrò aspettare.

Quindi che fare?M5S logo min

L’unica possibilità che ho è tentare la sorte; inserisco magari 1 euro sperando di averne spiccioli altrimenti mi toccherà chiedere ai vari esercenti di cambiare le monete, nella speranza che nel frattempo l’ausiliare del traffico non abbia già provveduto a parcheggiarmi una bella multa sul cruscotto.

Soldi in mano, cerco di districarmi attraverso questi marchingegni infernali e procedo alla stampa del biglietto. Entro dal medico, ma trascorsi 50 minuti ed una persona ancora avanti torna lo stesso dilemma;

che faccio?

Scendo, vado a mettere altri soldi oppure rischio e magari l’ausiliare mi multa?!?

Ecco, abbiamo reso l’idea?

Anno 2019, le automobili guidano da sole, l’intelligenza artificiale sta prendendo piede e noi ancora lottiamo coi parcometri.

Come sarebbe bello invece, per esempio, attivare la nostra comoda App sul telefonino e girare il disco a seconda di quanto tempo desideriamo sostare oppure semplicemente estendere la sosta in base alle reali esigenze.

Perché non fare questo salto di qualità?

Sarebbe, tra l’altro, un servizio in più da inserire nelle brochures turistiche, il che non guasta.

Il cambiamento è anche questo non vi pare?

Noi cittadini del Meetup Anagni 5 Stelle, il giorno 25/03/2019 abbiamo protocollato una richiesta() affinché l’amministrazione guidata dal Sindaco Daniele Natalia possa chiedere alla Società che gestisce i parcheggi nel nostro territorio di adottare nuove metodologie di fruizione delle aree di sosta attraverso App e ausili digitali, favorendo così il pagamento del reale consumo.

Contestualmente abbiamo richiesto il ripristino dei parcometri semplificati con possibilità esclusiva di pagamento attraverso il semplice inserimento di monete e conseguente pressione del pulsante per l’emissione biglietto.

Siamo pienamente convinti che il cittadino alla fine se lo meriti.

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M5S. E ora sia valido e operativo il registro tumori del Lazio

registrotumori minComunicato di Luca Frusone ed Enrica Segneri - «L'approvazione definitiva della rete nazionale dei registri dei tumori e del referto epidemiologico, significa maggiore prevenzione, terapie migliori e un aiuto prezioso alla ricerca scientifica: fattori imprescindibili per tutelare al meglio la salute dei cittadini» dichiarano i deputati del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone ed Enrica Segneri.

«Grazie a questo provvedimento - affermano i due portavoce M5S alla Camera - renderemo operativi, nei tempi stabiliti dalla legge, gli strumenti indispensabili per contrastare la diffusione delle patologie e per favorire le pratiche virtuose di prevenzione. Un modus operandi ben diverso dall'irresponsabile comportamento del Presidente della Regione Lazio, Zingaretti - rimarcano i deputati pentastellati - che è stato presentato come fautore di un nuovo corso per il Pd, ma che, in qualità di Presidente della Regione, carica ricoperta da circa 6 anni, non è stato in grado di realizzare un registro tumori completo e rispondente agli standard nazionali e internazionali».
I deputati pentastellati, Frusone e Segneri, evidenziano come «la legge votata in Parlamento obblighi Zingaretti a rendere pienamente valido e operativo il registro tumori del Lazio, i cui dati sanitari dovranno confluire nella rete nazionale. Poniamo così rimedio alla trascuratezza nei confronti della salute dei cittadini e alle priorità sbagliate stabilite da Zingaretti».
Frusone e Segneri in chiusura sottolineano come l'azione della maggioranza sia decisa a rendere concreti per i cittadini gli effetti positivi dei provvedimenti votati in Aula, a differenza di quanto accade alla Regione Lazio dove «Zingaretti - rilevano i deputati M5S - da anni si occupa solo di fare annunci, che magari gli saranno stati utili per scalare il suo partito, ma che di certo non stanno consentendo ai cittadini del Lazio di avere una sanità adeguata, nonostante le indiscusse capacità e professionalità degli operatori del settore».

 

 

 

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Dissesti. M5S Lazio, 'Quasi 83 Milioni da #Proteggitalia'

  • Pubblicato in Partiti

Proteggitalia 350 260 minRoma, 27 febbraio – “Circa 83 milioni di euro per il triennio 2019-2021: a tanto ammonta la prima tranche dei fondi destinati al Lazio all’interno del Piano ‘Proteggi Italia’, presentato dal nostro priemier Giuseppe Conte a palazzo Chigi insieme con i ministri Sergio Costa e Barbara Lezzi, e a cui vanno aggiunti altri fondi da ripartire in base all’art.24 quater del Decreto Fiscale con Piani che verranno concordati direttamente con le varie Regioni”.

Lo dichiarano i consiglieri regionali M5S del Lazio. “In un territorio fragile come il nostro, che si trova ormai a fronteggiare, oltre che l’incuria e l’azione devastante dell’uomo, i fenomeni meteorici estremi e gli effetti dei cambiamenti climatici e le emergenze periodiche, accogliamo con grande soddisfazione questo provvedimento che si configura come il più grande piano contro il dissesto del territorio mai fatto prima d’ora in Italia”, continuao i consiglieri 5stelle – “Si tratta di stanziamenti certi che a livello nazionale ammontano complessivamente a quasi 11 miliardi di euro solo per il triennio 2019-2021 e che potranno subito essere utilizzati per la prevenzione e il rafforzamento della messa in sicurezza dei territori a rischio dissesto idrogeologico: l’unica vera grande opera di cui i cittadini del Lazio hanno bisogno”.

 

 

 

 

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