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Importanza dei movimenti e dell'associazionismo per il frusinate

orgogliodi Ivano Alteri - Tutte le battaglie che il mondo dell'associazionismo, sinistra compresa, sta combattendo sul territorio, e alle quali aderiamo con convinzione e determinazione nella gran parte dei casi, hanno nondimeno tutte una stessa caratteristica, che lascia il sapore della insoddisfazione: sono tutte, ancora, “contro” qualcosa. A nostro parere, questo è il sintomo di una crisi di crescita del tessuto associativo ciociaro, che non riesce a compiere il passo ulteriore del suo cammino verso la compiutezza politica, che sola potrebbe dare alla parola “partecipazione” il senso pregnante che gli attribuisce la Costituzione Italiana; che sola, in definitiva, potrebbe dare efficacia politica alle aspirazioni di quelle associazioni e di quegli associati.

A nostra memoria, ma forse a memoria della storia, il nostro territorio non è mai stato così pullulante di associazioni di cittadini come lo è ora. E se da una parte questo è il frutto amaro della dissoluzione dei partiti, che sono stati i propugnatori e i catalizzatori della partecipazione politica per molti decenni del secolo scorso, dall'altra, è anche il frutto dolce della maturazione di una comunità che inizia ad acquisire consapevolezza di sé, a porre le basi per una democrazia efficiente ed efficace, a tendere all'autogoverno.

C'è da chiedersi se il tempo trascorso dalla nascita di questo fenomeno sia stato sufficiente alla maturazione collettiva necessaria a compiere l'ulteriore passo verso la determinazione politica delle volontà; o se, al contrario, non sia opportuno continuare a fare esperienze associative di “opposizione”, prima di pretendere di farsi soggetto collettivo politicamente determinante. In ogni caso, non può far male tentare di avere chiara la strada che si dovrà percorrere, anche se più lentamente.

Ai fini della nostra comprensione è stato utile fare a noi stessi alcuni esempi.

Un primo esempio riguarda la vicenda della Certosa di Trisulti. In questo caso la sinistra territoriale, e i movimenti in generale, hanno mostrato una capacità di resilienza e aggregazione che probabilmente ha stupito gli stessi promotori delle iniziative. Il movimento che si è creato contro l'ipotesi d'impiantare lì una scuola sovranista, populista, dalla cultura ultra reazionaria come quella di Bannon, è riuscito a bloccare (almeno così pare) un'operazione illecita, accaparratrice e portatrice di una cultura dai contenuti spesso orripilanti.

Tuttavia, a chi sente di appartenere a quella tradizione culturale il cui motto era e resta “studiare, studiare, studiare”, prendere consapevolezza di combattere una battaglia politica nientemeno che contro la nascita di una “scuola” (!), fa venire un brivido gelido lungo la schiena. In quel preciso istante, si palesa alla mente una terribile contraddizione che, all'inizio oscura, alla fine arriva a schiarirsi e a porre una fatidica domanda: “ma anziché stare qui a combattere contro la scuola di qualcuno, non dovremmo più coerente impiegare le nostre energie per crearne una nostra?”. Ma questo passo ulteriore non è stato compiuto.

Inoltre, mentre il movimento è risuscito (almeno così pare) a bloccare la illecita operazione di Bannon, non è stato in grado di proporre un'alternativa alla gestione della Certosa; la quale, abbandonata all'inerzia, è senz'altro condannata al decadimento e all'annientamento. Forse una soluzione potrebbe essere fare della Certosa di Trisulti il luogo “delle” scuole politiche, magari compresa quella di Bannon? Ma questo passo ulteriore non è stato compiuto.

Un altro esempio riguarda il tema dell'acqua pubblica. Anche in questo caso, il movimento dei cittadini è riuscito a far scoppiare tutte le contraddizioni presenti in seno alla classe amministrativa e politica, nonché alla classe dirigente più in generale; a partire dal referendum del 2011, che, sancendo la volontà collettiva di riportare l'acqua nella proprietà e nella gestione pubbliche, ha costretto i nemici dei beni comuni, gli accaparratori dei beni comuni, a venire allo scoperto e violare palesemente la democrazia referendaria. L'entità di questa loro prepotenza è la misura stessa della loro sconfitta morale e culturale. Tuttavia, politicamente parlando, il movimento non ha saputo, nel concreto, ricondurre l'acqua nella proprietà e nella gestione pubblica. Si tratta di un problema più generale, è vero; ma non mancherebbero, a livello territoriale, tante piccole iniziative tendenti alla soluzione complessiva. Forse una soluzione potrebbe essere creare un “governo ombra” per la gestione del servizio idrico, composto da associazioni, esperti, amministratori, politici che volessero impegnarsi nella realizzazione concreta dell'obiettivo referendario: la ri-pubblicizzazione dell'acqua. Ma questo passo ulteriore il movimento non l'ha saputo, potuto, compiere.

Un altro esempio ancora riguarda la spinosissima e pericolosissima gestione dell'immondizia. In qualche caso il movimento è riuscito a bloccare i tentativi di mantenere la Ciociaria nella condizione di pattumiera del Lazio; in qualche altro caso, meno. Ma non c'è dubbio che, anche qui, l'azione collettiva dei cittadini sia riuscita a far emergere la cattiva coscienza della classe dirigente più generale, e che ci sia ora un coro, ormai, a dire che “il re è nudo!”. Tuttavia, tale movimento non è arrivato a formulare una proposta praticabile e risolutiva per una nuova e più salubre gestione del ciclo dei rifiuti. Questo passo ulteriore, il movimento non ha saputo, potuto, voluto compierlo.

Siamo convinti, insomma, che molti dei problemi dei territori e del Paese possano essere davvero affrontati e risolti solo attraverso una massiccia, organizzata e consapevole partecipazione popolare, e che ogni altra via sia illusoria e velleitaria. Ma forse occorre aspettare che maturino i tempi, perché anche quella consapevolezza maturi, perché maturi l'esperienza democratica, e si inizi a comportarsi davvero come se il mondo che auspichiamo esistesse già. O forse no, non è opportuno aspettare. In ogni caso, qualsiasi scelta compiremo, non resterà senza conseguenze.

Frosinone 12 luglio 2019

 

 

 

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Ceccano, solidarietà e partecipazione vincono nella “Partita del Cuore”

calcio dinizio Caterina 350 mindi Tommaso Cappella* - Successo senza precedenti per la prima edizione della “Partita del Cuore”, “Diamo un Calcio all'Autismo” che si è tenuta sabato scorso al “Popolla”, organizzata dal Ceccano Calcio 1920 e dall'associazione “Altre...Menti Frosinone”, con il patrocinio del Comune di Ceccano e sponsorizzata dal Conad-Gruppo Mazzocchi e ItalyGlass. Un appuntamento che non ha deluso le attese, anche perché l'evento era finalizzato alla raccolta fondi a favore dell'associazione “Altre...Menti”, presieduta da Marco Massa, che si occupa dei ragazzi autistici e per celebrare la vittoria in campionato della squadra rossoblu salita in Promozione. E' stata soprattutto una grande rimpatriata di ex giocatori rossoblu che hanno voluto quindi testimoniare, con la loro presenza, la vicinanza a tanti ragazzi meno fortunati. Senza dimenticare la festa per la vittoria in campionato del Ceccano calcio 1920 ai nastri di partenza nella prossima stagione in Promozione con in panchina il neo tecnico Mirco Carlini.

La giornata, ottimamente presentata da Simona Frezza di Ernica TV, emittente che ha ripreso l'evento, è iniziata con le mini partite dei ragazzi delle Scuole calcio del Ceccano calcio 1920 e del Rio Fabrateria Vetus, le quali, in questi giorni, hanno dato vita ad un unico soggetto sportivo: la “Ceccano Accademy”. A seguire c'è stato il triangolare tra le vecchie glorie rossoblu e il Ceccano calcio 1920 che ha chiuso al primo posto nel girone I di Prima categoria. Il tutto è stato preceduto da un ricordo, oltre che di Filippo Giudici, di Robertino Testa, ex bandiera rossoblu, recentemente scomparso. Per l'occasione era presente la mamma Anna alla quale Tonino Pizzuti, accompagnato dall'ex ds rossoblu Renzo Frainetti, ha consegnato un mazzo di fiori. Il calcio d'inizio è stato dato dalla dolcissima Caterina Schiano, utente dell'associazione “Altre...Menti” (per l'occasione anche il papà Antonello ha svolto uno splendido lavoro in qualità di fotografo ufficiale della manifestazione).

Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di tanti ex giocatori rossoblu che non ci sonio più. Molto combattute le sfide da trenta minuti ciascuna e ottimamente dirette dagli arbitri Calderari, Passeri e Reali. La prima ha visto di fronte le vecchie glorie capitanate da Alfonso Adinolfi e le quelle di Tonino Pizzuti. Hanno vinto le prime 2-0 grazie alla doppietta di bomber Caliano, sempre presente all'appuntamento con il gol. E' toccato quindi alla formazione perdente affrontare il Ceccano 2018-19 che si è imposto per 2-1. Dopo il vantaggio di Tarquini, è toccato all'altro bomber per eccellenza Pietro Compagnoni pareggiare i conti, mentre il successo per Tiberia e compagni è arrivato grazie a Colafrancesco. L'ultimo match invece è terminato sul nulla di fatto.

Al termine, alla presenza del presidente rossoblu Thomas Iannotta, titolare dello sponsor Italy Glass, del direttore generale Sergio Milo e del sindaco Caligiore, sono stati consegnati tanti riconoscimenti. Oltre al primo cittadino, sceso anche in campo, risultando tra i migliori in campo, è stata premiata anche l'amministrazione comunale nella persona del consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei. E' stata poi la volta di Marco Massa, presidente dell'associazione “Altre... Menti” ricevere il riconoscimento e a seguire la Farmacia Querqui nella persona di Andrea Querqui, neo vice presidente della “Ceccano Accademy”. Presente anche Alessandro Mazzocchi, titolare dei punti Conad della città, tra i maggiori sponsor del Ceccano nella stagione appena conclusa. Dopo aver ringraziato anche Angelo “Mazzola” Mastrogiacomo , titolate di “Oro-Il Trofeo” per le targhe ricordo, la famiglia Liolli per i palloncini rossoblu, la Pasticceria “Zambardino” per la torta celebrativa, e aver consegnato il riconoscimento a Fabio Massa per quanto riguarda la tifoseria, sono stati premiati gli altri sponsor che hanno sostenuto il Ceccano nella stagione calcistica appena conclusa: Fortini Gomme2, MA.BE., Ciotoli Marmi, Caffè Shop, Hotel Testani, M.D.A. di Vico, Welding Tecnologies, Ital Carta Group, Bar Il Tulipano, Autobingo2, Caffè Dell'Olmo, Unitec, SE.AM., Latantour, Autofficina Santucci Motors. Premiato anche il Ceccano 1920 calcio a5, salito in serie C2, con targa ritirata dal tecnico Guido Compagnone. La giornata si è conclusa con una cena presso il Ristorante “Brigadon”.

Prossimi appuntamenti sportivi a Ceccano, sabato presso il piazzale Impastato, a partire dalle ore 10,00 fino alle ore 20,00, è in programma l'iniziativa “Sport in Piazza”, organizzata dall'amministrazione comunale. E poi la sera del 24 giugno, in occasione della festa del patrono San Giovanni Battista, sempre l'amministrazione comunale, in particolare il sindaco Roberto Caligiore e il consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei, premieranno giocatori e dirigenti del Ceccano calcio 1920 per la vittoria nel campionato di Prima categoria.

*Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 
Ragazzi scuole calcio Ceccano Il Ceccano attuale   L'associazioe dei giovani
 Vecchie Glorie - 1  Vecchie Glorie 2  Vecchie Glorie 3

cliccare sulle foto per ingrandirle

(Foto gentilmente concesse da Antonello Schiano)

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Per Bonifica del Fiume Sacco con partecipazione

coord.interpro Ambiente Salute 350 260 minAssicurare partecipazione all’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) SIN “Bacino del fiume Sacco"

Il sito di interesse Nazionale “Bacino del fiume Sacco” è uno dei più estesi e certamente il più complesso dal punto di vista della molteplicità delle aree contaminate e dele sostanze inquinanti. A due anni dalla nuova perimetrazione del sito il 7 marzo 2019 è stato firmato dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) relativo alla programmazione degli interventi di caratterizzazione bonifica del sito.

Nel protocollo di gestione non è prevista alcuna forma di partecipazione da parte di associazioni e comitati, che negli anni hanno contribuito alla creazione di una opinione pubblica informata sulle vicende che hanno portato al grave stato di contaminazione delle matrici ambientali nella Valle del Sacco. Peraltro anche le amministrazioni locali hanno un ruolo del tutto marginale,

In allegato la richiesta da parte delle associazioni raccolte nel ‘Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri’ con la quale si chiede che venga istituito un dispositivo di partecipazione per le associazioni e i comitati del territorio, a garanzia della massima trasparenza delle procedure messe in atto e per acquisire il supporto attivo delle reti associative, economiche e sociali, capaci di apportare la conoscenza puntuale di quanto accade realmente nel territorio inquinato.

Non si tratta di una concessione da parte delle istituzioni, ma di un diritto ormai consolidato.

 

 

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Da Ceccano: 'ripristinare subito la palina che ricorda Aldo Moro'

Ceccano Palina AldoMoro 350 minAngelino Loffredi - «Gentilissimo Sindaco,
qualche tempo fa insieme a due concittadini, Vincenzo Del Brocco e Peppino Diana, ci incontrammo nella sua stanza, nel palazzo comunale. Era l’11 aprile del 2018. L’oggetto del’incontro riguardava la nostra sollecitazione a ripristinare la palina, demolita per un incidente stradale, con relativa targa viaria titolata Circonvallazione Aldo Moro, Statista. Le venne chiesto inoltre di rendere visibile l’altra targa ( annerita ) posta al termine della Circonvallazione stessa, adiacente via Gaeta.
Le venne ricordato che il 9 maggio successivo sarebbero stati 40 anni dal sacrificio dell’Eminente Statista Italiano, pertanto, l’eventuale ricordo in tale importante ricorrenza avrebbe dovuto essere accompagnato da una certa dignità e decoro.Ceccano PalinaMoro intera 350 min

Le tre persone che La incontrarono non rappresentavano alcuna organizzazione ma ci tennero a precisare che occasionalmente esprimevano solamente un sentimento civile.
Tale incontro non venne seguito da alcun comunicato, non venne pubblicizzato, prevalsero insomma sobrietà e discrezione onde evitare l’insorgere di retro pensieri. Anche perché la discussione fu serena e senza contrarietà, tenendo conto oltretutto che il costo sarebbe stato irrisorio, insomma non avrebbe superato le 100 euro.
Trascorre prima il 9 maggio 2018, poi quello del 2019 senza alcun intervento.
Ora, proprio oggi, 21 maggio 2019, dopo tredici mesi mi accorgo che una palina ( arrugginita) non è stata sistemata nel vecchio sito, ancora vuoto e identificabile, ma dietro un vecchio segnale stradale irregolare e arrugginito con sopra la scritta.
La scritta nella parte inferiore della Circonvallazione, quella su via Gaeta, rimane purtroppo sporca e poco leggibile su la vecchia palina sempre di più arrugginita.
A questo punto Onorevole Sindaco non c’è riservatezza che tenga e senza allungare una rappresentazione che può essere vista da chiunque sento il dovere di dirLe in modo forte e amareggiato “la memoria dell’Onorevole Moro non può essere offesa nel modo come avete fatto“ .
Rispettosamente
Angelino Loffredi»

 

 

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Gatta: “Con la Straccecano vincono solidarietà e partecipazione”

GattaGerardo 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Anche nel corso della 15a edizione della “Straceccano” si è assistito non solo al podismo, ma anche a tanta solidarietà e partecipazione. Ogni anno l'infaticabile Gerardo Gatta, presidente dell'Atletica Ceccano, e tutti i suoi più stretti collaboratori rinnovano e inseriscono tante iniziative rivolte sia a chi soffre sia verso quelle persone che fanno della solidarietà una loro ragione di vita, a cominciare dai donatori Avis del neo responsabile locale Daniele Panella. Proprio con Gerardo Gatta quindi si traccia un bilancio di questa edizione e si indica la rotta per le prossime. “Intanto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno voluto condividere con noi, ancora una volta, una mattinata splendida e coinvolgente – esordisce il presidente dell'Atletica Ceccano – Nonostante la concomitanza con altre gare a livello regionale, siamo riusciti a portare a Ceccano qualcosa come 550 podisti proveniente da tutto il Lazio. Anche quest'anno abbiano voluto regalare un momento di gioia e spensieratezza a tutti quei ragazzi e persone meno fortunate di noi, come nel caso del piccolo Cristian o di Francesco Crispino. Senza dimenticare il sostegno all'Unicef guidato dall'avvocato Gargaruti e l'Avis del neo responsabile locale Panella”.

Momento significativo di questa 15a edizione anche la diversificazione del percorso che ha permesso una maggiore partecipazione? “Ceccano può vantare angoli turistici molto significativi a livello turistico. A parte il Castello dei Conti nella parte alta della Città, da questa edizione abbiamo voluto inserire nel tracciato dei 9.300 chilometri, anche Castel Sindici, vero e proprio 'gioiello' e vanto per il nostro territorio. I podisti che hanno transitato al suo interno sono rimasti sbalorditi e piacevolmente impressionati per la sua bellezza e maestosità. Alcuni volontari, che vorrei ringraziare, si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire il viale e gli angoli circostanti, all'interno del Castello proprio per agevolare il passaggio dei podisti. Ritengo debbano essere questi gli aspetti che vanno messi in risalto quando si organizzano e si tengono eventi come la 'Straceccano'.”

In conclusione è sempre bello quando trionfa lo sport? “Occorre rimarcare con forza il momento che sta vivendo lo sport nella nostra città – conclude Gerardo Gatta – Intanto vorrei fare i complimenti alle squadre di calcio e calcio a5 del Ceccano 1920 per la vittoria nei rispettivi campionati. Senza dimenticare il titolo provinciale dei Giovanissimi della Fabrateria Vetus. Ma altre discipline come la Ginnastica, il Pugilato, il Rugby, il Ciclismo, le Arti Marziali e tante altre stanno contribuendo in modo notevole alla crescita dell'attività sportiva e sociale soprattutto tra i giovani e i meno giovani. E' la dimostrazione di come la gente abbia voglia di trascorre il proprio tempo libero in modo sano e corretto. Ritengo che vi sia spazio per tutti, senza gelosie e nel massimo rispetto, perché, come dicevo prima, a vincere deve essere sempre lo sport. E di questo va dato merito anche all'amministrazione comunale che riserva sempre molta attenzione a tutto il movimento sportivo della nostra città. Da parte mia quindi non posso non rinnovare a tutti l'appuntamento all'anno prossimo per la disputa della 16a edizione della 'Straceccano'.”

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Acqua: I 6 Ato di Zingaretti schiaffo alla partecipazione e all'acqua pubblica

bandiera regione min 350 260di Comitato provinciale Acqua Pubblica Frosinone - Da oltre 3 anni comitati e sindaci hanno avanzato una proposta dettagliata di revisione degli Ato regionali, basata su solide argomentazioni scientifiche e gestionali, finalizzata alla creazione di una pluralità di ambiti di bacino idrografici, modellati sull'effettiva conformazione del territorio, al fine da garantire una gestione dell'acqua davvero sostenibile e vicina alle comunità locali.

Con questo metodo, radicato nei principi della legge regionale 5/2014 sulla gestione dell'acqua, venivano individuati 19 ABI, sui quali aprire un confronto con le istituzioni e i territori, considerando anche eventuali accorpamenti. Confronto mai realizzato, poichè dopo aver lasciato languire per anni quel testo, l'Assessore Refrigeri circa due mesi fa ha sottoposto una bozza di proposta su 6 Ato, stroncata dai comitati e da molti sindaci delle zone interessate.

Oggi apprendiamo che con un atto unilaterale la giunta ha approvato quella stessa proposta, rivendicando una partecipazione che è invece stata rifiutata e calpestata, così come i principi della legge 5, nel costituire un nuovo Ato 6 che non ha alcun fondamento idrogeologico. Un atto ancora più grave nel momento in cui diversi sindaci dell'Ato2 stanno discutendo la ripubblicizzazione di Acea Ato2, dimostrando la necessità e volontà di decidere in prima persona sull'acqua.

Una norma che poteva e doveva avviare un percorso di rinnovamento nella governance dell’acqua e concludere l’esperienza fallimentare dell’attuale servizio idrico integrato nella provincia di Frosinone che la popolazione paga profumatamente e garantisce ogni anno rilevanti utili alla società privata che lo gestisce e ai suoi azionisti.

Invece, addirittura, la giunta Zingaretti propone la separazione di netto del bacino idrografico del Sacco in due ATOBI distinti e molto eterogenei, spazzando via ogni ipotesi di governo efficace del nostro territorio e di soluzione reale delle criticità che lo caratterizzano in termini ambientali, sociali ed economici.

Se questo atto della giunta aveva lo scopo di raccogliere consensi elettorali sull'acqua pubblica, la mira è sbagliata! Se si intendeva invece far finta di cambiare tutto, per non cambiare nulla, probabilmente i poteri forti di Acea ne saranno soddisfatti.

Come si comporterà la politica locale in Valle del Sacco in difesa del proprio territorio e delle sue risorse rispetto a quest’atto amministrativo regionale che ci fa perdere un’enorme occasione verso una tutela della qualità e della quantità delle risorse idriche, un governo sostenibile del territorio e una partecipazione adeguata degli enti locali e della comunità?

Naturalmente come coordinamento regionale continueremo la nostra azione nei territori e nelle sedi istituzionali a difesa dell'acqua pubblica senza se e senza SpA.

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I lavoratori devono tornare a confrontarsi con la politica

mercatolavoro 350 260di Anna Elisa De Santis - Relazione di lavoro e democrazia. L’esperienza dei 530 della FCA-

La massa di informazioni che ci ingloba dal mattino fino a notte, ha un effetto tra gli altri molto comune: la difficoltà a comprendere cosa sta accadendo. Molte cose accadono ogni giorno, ma se diciamo “che è successo oggi?”, intendiamo cosa è avvenuto che ieri non era e adesso non solo esiste ma ha già cambiato il nostro presente.

530: sono volti, sguardi, sono persone

Il recente articolo del Direttore di UNOeTRE. it sulla mancata stabilizzazione degli addetti FIAT scuce la cappa che la realtà mediatica cala attorno al tema del lavoro, ridotto spesso nell’informazione frettolosa a meri dati numerici.
Il numero, in questo caso 530, tanti sono i lavoratori colpiti, si riferisce a persone. 530 volti, sguardi che hanno letto il messaggio della FIAT (FCA), del quale il Direttore sottolinea il tono lieve, inappropriato alla sostanza della missiva.
Si potrebbe dire con piana tranquillità che questi sono i tempi, il linguaggio ai tempi della valanga linguistica che ci rotola addosso da un capo all’altro del mondo. Sarebbe consolante dirlo e invece, se guardiamo meglio in questa notizia, troviamo ben altre informazioni che sono collegate alla funzione che socialmente si vuole riconoscere al lavoro.

La comunicazione FIAT è dentro il pensiero politico orientato ad una trasformazione definitiva della relazione di lavoro.
Il lavoro dipendente e le collaborazioni che dell’impresa seguono le sorti in una fittizia autonomia, sono un’accessorietà intercambiabile, riducibile, estensibile.
La questione è interamente politica e con la politica i lavoratori devono tornare a confrontarsi, non accettando di essere chiusi nelle riserve indiane di famiglie sempre più deboli, territori isolati in città come in provincia. Territori frammentati nei quartieri indeboliti dall’alienante partecipazione limitata al momento della conta del peso elettorale, alle pratiche monotone di costruzione di opposti schieramenti attorno a comitati elettorali. Così anche nelle frazioni, nei borghi, nelle campagne.
Così anche nel territorio ciociaro e a Cassino, dove la vicenda dei 530 lavoratori ha preso corpo.

Partecipazione alla politica, è il mezzo per difendere dignità e valore di sé

I lavoratori possono riprendere nelle loro mani il filo interrotto della partecipazione alla politica, perché questa è il mezzo per difendere la propria dignità e valore, in una società che sia capace di rispettare la dignità e il valore di ognuno, in uno Stato che conosca le diseguaglianze e agisca per superarle.
La partecipazione politica dei lavoratori potrà efficacemente contrastare la riduzione della politica a conta, perché potrà essere baricentro dell’impegno di quanti vogliano impegnarsi in questa stessa direzione per una società che libera capacità e contrasta diseguaglianze, rimuove gli ostacoli all’espressione piena della persona umana, in ogni condizione di vita e relazione, compresa quella di lavoro.
Il Prof. Luigi Ferrajoli, nel suo Principia juris. Teoria del diritto e della democrazia, ha affrontato il tema dell’eventualità che la formazione della maggioranza, nell’esperienza contemporanea, possa non essere sufficiente da sola a garantire la realtà democratica.
Nel vivo dell’esperienza, l’ipotesi del Professore si conferma di rilievo e non solo per vicende come quella americana con Trump.
Se tutto si riduce a conta, i numeri costruiranno una realtà solo apparente, fittizia. Colui che può aggiungere o diminuire i dati da contare, se nessuno bilancerà questo suo potere, si presenterà come necessario autore del bene, come fa Marchionne. I 530 sono solo uno dei numeri risultato. La disumanità delle sue decisioni è quindi del tutto possibile, il punto è chi bilancia questo potere grandissimo d’impresa. Chi altri se non un governo democratico dovrebbe farlo? E’ comunista chiedere questo? Non basta più classificare, magari bastasse per fare il giusto. Anche la Cina aggiunge e toglie lavoratori, usa strumenti capitalistici, è nella competizione capitalistica. Come?
In Italia è possibile porsi obiettivi di cambiamento profondo della governance aziendale, affinchè sia interrotto lo scivolamento del lavoro umano alla condizione dell’occasionalità, di variabile prima nella gestione. Cambiamenti non solo nelle linee guida, ma nelle norme, che spostino in avanti la responsabilità d’impresa, sociale e etica. In autonomia dalle norme, ma alimentata da queste.

Se tale è l’orizzonte, potrà essere più chiaro come trovare la forza di ricostruire il concetto stesso di diritto del lavoro, che è andato sfumando insieme a quello di diritto al lavoro. Possiamo dirlo con chiarezza che l’assioma della inesistenza del diritto al lavoro, sostenuto dal Ministro Fornero, sia stato uno dei colpi più duri inferti dall’Italia alla funzione del lavoro contemporaneo, alle relazioni di lavoro. E’ stato, questo è vero, un pensiero di elaborazione non esclusiva di quel Ministro, sul quale tutti gli strali è troppo facile indirizzare, ma l’esito di una costante marcia di destrutturazione costituzionale, condotta a livello culturale, prima di giungere al presente, in cui le persone corrono costantemente il rischio di essere assimilate a solitari numeri o stock.

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La Leopolda e il mondo reale

firenze la Leopolda 350 260di Daniela Mastracci - Ci devo mettere un po’ di immaginazione. Devo figurarmi la scena, la sala gremita, il palco, le luci, le voci, gli occhi, il brillio degli occhi, le braccia alzate... e ciò che l’immaginazione mi rimanda alla ragione, la ragione lo rifiuta quasi.

Se essa ha un gusto, la ragione volge lo sguardo altrove. Perché la ragione mi impone uno sguardo più ampio: mi fa uscire da quella sala per andare a vedere il mondo. E sta qui il punto: quella sala catalizza i sensi di donne e uomini che cercano la soluzione ad ogni male, ammesso che sentano dei mali. Catalizza gli sguardi e l’udito; muove le bocche al sorriso, e le mani all’applauso. Tutti pronti e bendisposti ad ascoltare le nuove battute, i nuovi slogan, le nuove strategie d’immagine, di marketing, di vendita di parole che fanno breccia nei cervelli, si impongono all’attenzione e convincono per la potenza che evocano, per la vis existendi che farebbero provare. Sono imbevuti di una vis existendi volta verso il futuro.

La "ragione" impone di guardare fuori

Ma la ragione impone di guardare meglio, e meglio significa non altro se non allargare lo sguardo, criticare ciò che a prima vista si vede, metterlo nei confini che il contesto gli impone: ogni evento ha un contesto. E anche se ci chiudiamo dentro sale, il mondo esterno non cessa di esistere: sta lì e pretende attenzione, perché è il mondo dove quell’evento si manifesta. Occorre relativizzare l’evento, trovarne i limiti, ampliando la nostra visione. E cosa ci dice il mondo fuori? Mentre dentro si applaude alla panacea di tutti i mali, fuori la gente non sta bene: non lavora, non studia, non può curarsi; fa fatica a vivere dignitosamente, non ce la fa. Neppure con i voucher! Anzi proprio perché ci sono i voucher! E perché la scuola ci porta da MacDonald’s. E perché la Sanità pubblica è oppressa da tagli inverosimili fino ad un anno fa. Nemmeno immaginati. E perché la distribuzione della ricchezza è del tutto sproporzionata! E perché la corruzione dilaga e infetta la politica, l’economia, la società tutta.

Ma soprattutto l’indifferenza verso i più deboli, verso chi non appartiene allo show business, non c’entra con le sfere alte e ricche, non ha nessun parente da nessuna parte, non ha favori. Fuori c’è una società lasciata a se stessa, abbandonata, sempre più immiserita che viene nascosta dietro i dati ingannevoli di fantomatici aumenti dell’occupazione: certo basta un voucher per rientrare nel novero degli occupati! Una società abbandonata perché anzichè pensare a risolvere i problemi del pendolarismo, si ritiene di investire nelle “grandi opere”, nelle Tav di qui e di là, nei ponti, nella mega strutture cui forse ci hanno abituati le trasmissioni dei canali Sky. Ma chi compra il biglietto tutti i giorni per recarsi a scuola, a lavoro, ad appuntamenti per questioni di salute è costretto dentro treni o autobus con orari razionalizzati: che altro non significa, se non meno treni per trasportare più passeggeri possibile: si riducono le spese per il trasporto e contemporaneamente si guadagnano euro sul numero dei passeggeri, che sale e sale fino a che non ci si sta nemmeno dentro al treno, non c’è posto né a sedere né in piedi: chi viaggia da Roma verso la Provincia di Frosinone e poi Caserta, lo sa bene! E si vuole fare la Tav e il ponte sullo stretto, quando per viaggiare all’interno della Calabria si impiegano ore, con cambi di treni e spostamenti in bus, ove non ci siano binari: è capitato a me per andare dalla costa tirrenica a quella ionica. Dunque attraverseremo la Calabria da su in giù, veloci veloci (così veloci che non riusciamo più nemmeno a guardare fuori dal finestrino e capire dove siamo, vedere quelle terre, quei paesini, quella desolazione, a volte, corriamo sopra binari che sanno di futuro senza sapere più il presente!). E poi se vogliamo andare da ovest a est, non ci possiamo andare.

La Politca è una Kermesse?


Quella che l’immaginazione mi rimanda è una Politica spettacolarizzata. Kermesse. Convention. Endorsement. Politica personalizzata. Leaderismo. Potenza dell’immagine. Rimozione della parola pensata. Mobilitazione di grandi somme di denaro. Politica fatta per imbonire, manipolare l’attenzione, eccitare gli animi, e purtroppo anche per aizzare le passioni più triviali. Lo sloganismo al posto del pensiero, e nemmeno lungo. Frasi a effetto che catturano e blandiscono le voglie piuttosto che le passioni. Solo voglie piccole piccole: quelle più immediate, quelle di facciata. Frasi intonate con sapiente oratoria incita folle. E dette veloci così come veloci sarebbero le soluzioni che raggiungono quasi per magia. Senza un percorso ragionato. Senza porsi interrogativi più profondi. Forse sono tutti andati a lezione dagli scienziati delle neuroscienze: autoconvincimento, autovalutazione, autoincitamento, basta che una parte del cervello lo dica convintamente all’altra e il gioco è fatto: diventiamo tutti capaci di tutto! Senza alcun condizionamento esterno! Anzi se per caso lo andiamo a ricordare ci pigliano per disfattisti! Certo l’uomo è indipendente dalle condizioni esterne, è autofunzionante. E allora col sorriso stampato sulla faccia, e tutti insieme mettendoci gioia e passione, tutti insieme POSSIAMO! Ecco lo “ yes we can” di casa nostra! Chi ha cominciato? Chi ha cominciato a parlare di e con OTTIMISMO? Di guardare le cose con gioia? Col sorriso? Gente ma che cosa state guardando? Come fate ad essere ottimisti? Ad avere quel sorriso stampato sulla faccia? Ad essere così gioiosi? Forse perché non guardate al di là del vostro naso! Forse perché non vedete il dolore, il malessere, le possibilità inesistenti o negate. Perché non vi mettete nei panni di chi i panni non ce li ha!

 
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Maggiani: "Compio un passo indietro nella partecipazione alle primarie"

partito democratico bandiera350 250Dichiarazione di Alessandra Maggiani, PD Frosinone - Raccolgo e faccio mie le preoccupazioni espresse dal presidente del Pd di Frosinone, Francesco Brighindi, in merito alla necessità di costruire una candidatura forte e unitaria sostenuta da tutto il partito che possa dare a questa città un'amministrazione diversa, più attenta ai bisogni dei cittadini, che sono molti e gravi.
Per questo motivo, con le persone che mi hanno sostenuto, scelgo di mettere prima di tutte le altre considerazioni il bene del partito democratico di Frosinone. Nel rispetto anche dell'Istituto delle primarie che sono e rimangono un importante elemento di confronto e partecipazione e che non devono essere trasformate in una fittizia operazione di facciata. Pertanto ritengo opportuno compiere un passo indietro nella partecipazione alle primarie, affinché si apra un momento di riflessione da parte di tutti.
La mia candidatura è nata per dare voce ad un'area di sinistra presente nel partito democratico, è evidente che in un panorama politico che è recentemente cambiato bisogna prima di tutto tenere presente in modo responsabile la necessità di favorire un processo unitario del Pd.A.Maggiani 350 262
Ritengo però, e faccio io un appello al partito, perché si apra un cantiere in cui costruire, aprendoci ai cittadini di Frosinone, i temi della nostra campagna elettorale e costruisca una lista equilibrata in cui possano trovare rappresentanza le diverse voci della città.
Rimane confermato il mio impegno per un risultato vincente del Partito democratico a Frosinone.
Voglio ringraziare quanti hanno sostenuto e sottoscritto la mia candidatura crea di poter fare affidamento su di loro per i futuri impegni che ci attendono in questa competizione elettorale.

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Se voto "SI" mi assicuro più partecipazione alla vita pubblica?

Difendi la Costituzionedi Angelino Loffredi - Nel leggere il Manifesto del SI a sostegno del Referendum d’autunno mi ha colpito una motivazione: il disegno di legge di Riforma Costituzionale assicurerebbe una “maggiore partecipazione dei cittadini“ alla vita pubblica.
Si tratta di un argomento positivo e condivisibile, considerato il pericoloso distacco creato fra cittadini e Istituzioni motivato ancor più in questi ultimi giorni da alcuni dati offerti dall’Istituto di Statistica. In Italia, infatti, la povertà oramai tocca 4,6 milioni di persone. Il massimo dal 2005. C’è qualcosa di più inquietante: nel 2007 dieci famiglie possedevano la ricchezza di 3 milioni di Italiani ora invece le stesse 10 famiglie hanno la ricchezza non di 3 ma di 6 milioni di Italiani. Insomma alcuni hanno raddoppiato le loro ricchezze mentre raddoppiava il numero dei poveri. La disuguaglianza cresce e contemporaneamente aumentano varie paure e più in generale il disagio sociale.

Limiti alla partecipazione

Se esaminiamo attentamente il Testo di Riforma Costituzionale pubblicato il 16 aprile 2016, quello sottoposto a Referendum di autunno, ci accorgiamo che i provvedimenti individuati non fanno partecipare i cittadini alla attività pubblica ma addirittura li allontanano dalla stessa.
Infatti con l’articolo 11 del Testo di legge, il Parlamento (eletto da una legge dichiarata illegittima dalla Corte Costituzionale) ha modificato il secondo comma dell’articolo 71 della vigente Costituzione. Ha aumentato (triplicandolo) il numero delle firme necessarie per proporre leggi di iniziativa popolare in quanto dalle 50.000, ora necessarie, si passa a 150.000.
Inoltre, l’art.15, sempre del Testo di legge Costituzionale, prevede che non basta la raccolta di 500.000 firme per richiedere un Referendum abrogativo ma se ne pretendono addirittura 800.000.

Basterebbero questi due rilievi per evidenziare che la maggioranza del Parlamento si è mossa in direzione contraria ma c’è qualcosa in più e di inquietante. Chi sta leggendo è a conoscenza che la Corte Costituzionale ha bocciato la legge elettorale ( denominata Porcellum ) che ha determinato l’attuale Parlamento di nominati, non per fare dispetto a quest’ultimi ma perché secondo il dettato costituzionale è necessario e doveroso che siano i cittadini italiani a scegliere i propri rappresentanti ( attraverso il voto di preferenza ), inoltre perché, sempre con la legge Porcata, il premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincitrice era sproporzionato rispetto alla volontà espressa dagli elettori.

100 capilista (della lista vincitrice) designati dai partiti

Era necessario dunque apportare dei correttivi, accogliere le motivazioni della sentenza, insomma avvicinare concretamente la legge alla volontà popolare, invece cosa è stato fatto?
Nel Testo di legge Costituzionale è previsto che il Senato non sarà eletto più dai cittadini ma dai Consigli regionali, ovviamente su indicazione dei partiti, i quali designeranno consiglieri ai quali verrà assicurata la l’immunità parlamentare.
Per quanto riguarda l’elezione della Camera è in vigore la legge 52 del 6 maggio 2015 che prescrive l’elezione di 100 capilista (della lista vincitrice) nei rispettivi collegi plurinominali, designati dai partiti.
Non è finita! Una delle cause di illegittimità del Porcellum, scrivevo, era determinata dall’eccessivo premio di maggioranza assegnato alla coalizione vincente, perché lesivo del valore della rappresentanza. Quale è il correttivo apportato per riconoscere la rappresentanza? Sembra assurdo ma ora il premio di maggioranza non va alla coalizione ma alla lista che prende più voti, la quale, se vince al ballottaggio, pur avendo ottenuto al primo turno una percentuale del 25 %, eleggerà 340 deputati su circa 600. Potrebbe succedere che una forza politica minoranza nel paese potrebbe avere una tale maggioranza alla Camera da mettere in discussione gli equilibri istituzionali.
I fautori del SI non solo con tanta sfrontatezza affermano che in questa maniera i cittadini parteciperanno alla vita pubblica ma non si stanno accorgendo che l’elastico della prepotenza, degli inganni e delle ingiustizie sociali è stato tanto allungato da rischiare di spezzarsi.
Ceccano 19 Luglio 2016

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