fbpx
Menu
A+ A A-

C’era una volta ….

e.scalfari con bastone 350 260 mindi Aldo Pirone - Domenica scorsa nonno Scalfari, ha raccontato ai suoi nipotini le solite favole della domenica. Tra tutte, una è stata certamente la più bella.
Ha raccontato nonno. C’era una volta un regno felice, si chiamava liberal democrazia. Fu fondato da un re che si chiamava Montaigne. Questi ebbe due figli: Voltaire e Diderot. Passarono gli anni, tra alti e bassi, ma il regno continuò a svilupparsi. La popolazione era felice perché c’era in giro un crescente benessere economico. Malgrado cotanta beatitudine c’erano in giro innumerevoli comunisti arruffapopoli. “A un certo punto della storia il partito comunista (quello italiano n.d.r.), quando a guidarlo fu Enrico Berlinguer, cambiò decisamente natura rappresentando la sinistra italiana ormai democratica. E’ da quel momento che il partito comunista in quanto tale scompare e si trasforma nella sinistra democratica e liberal-socialista”. Cammina, cammina, cammina questa sinistra berligueriana, perdutasi nel bosco del mercato selvaggio, finì nelle mani del pensiero unico neoliberista e poi di Renzi che era diventato il suo (di nonno Scalfari) nipotino preferito. Matteo gli telefonava spesso e nonno Eugenio gli consigliava, senza successo, di leggere libri invece di giocare alla play station. Com’è, come non è, molti degli aderenti della sinistra democratica e liberal socialista fondata, a sua insaputa, da Berlinguer, decisero “di astenersi e di votare per i 5 stelle. Pensate un po’: molti democratici disgustati dal renzismo semi-dittatoriale, hanno preferito 5 stelle”, folgorati da un comico e presi da un parossismo populistico e irrazionale ben rappresentato, secondo Scalfari, da un’antica canzone: “Quando il popolo si desta / Dio si mette alla sua testa / la sua folgore ci dà”. E il PD crollò “dal 41 al 19 per cento”.

Ma non tutto è perduto, dice il grande vecchio. A parte l’onore e il buon senso. Dopo un sorso di tisana, il vegliardo riprende il “filo rosso di Arianna“ della favola, che non è, per carità, quello del socialismo, ma quello della democrazia liberale che, per la verità, non ha mai avuto grande simpatia per il colore purpureo. “Da questa situazione – dice, riferendosi al PD - sta tentando di uscire, come abbiamo già accennato, sotto la guida di Zingaretti e di un movimento che l’affianca e voterà allo stesso modo. Questo sarebbe un evento decisivo. Di modo che si potrà tornare a cantare (testuale): “Sole che sorgi libero e giocondo / sul colle nostro i tuoi cavalli doma / tu non vedrai nessuna cosa al mondo / maggior di Roma”.
Infine nonno Scalfari ha concluso la favola così: stretta è la foglia larga è la via … che dentro ci passa ogni bubbola mia.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Nuovo corso?

maurizio landini 350 260 mindi Aldo Pirone - Mercoledì scorso su “Repubblica” c’erano due interviste interessanti: una a Riccardo Illy e, a seguire, a Maurizio Landini. Tra le risposte date alle domande degli intervistatori (Ettore Livini e Roberto Mania) c’è stata anche quella sulla redistribuzione della ricchezza. Dice Illy: “Se l’economia distribuisce male, bisogna intervenire correggendola. Come? Tassando di più i redditi più alti”. E a testimonianza del suo assunto fa l’esempio di quel che è successo in Germania per far fronte all’unificazione del paese dopo la caduta del muro.

Landini, dal canto suo, afferma che c’è bisogno di un piano di interventi e investimenti statali di grande portata (infrastrutture, manutenzione del territorio, mobilità, energie rinnovabili, economia circolare, sostegni all’innovazione digitale, alla ricerca, alla cultura ecc.). “Servono soldi, tanti soldi. Dove pensa di trovarli?” domanda Mania. Landini risponde, tra l’altro, che “bisogna intervenire sulle ricchezze per una lotta contro le disuguaglianze”. Patrimoniale? Chiede l’intervistatore. Landini dice che non gli importano i nomi, il problema è la sostanza: “Penso che un prelievo di questo tipo debba essere finalizzato a un piano per gli investimenti (di cui sopra n.d.r) ”. Dentro questo piano di progetti produttivi e opere sociali, aggiunge il segretario della Cgil, “si potrebbero coinvolgere anche i fondi pensionistici integrativi. Finalizzare i loro investimenti, che comunque devono garantire un rendimento”. La proposta non è una novità. Era anche al centro del cosiddetto “Piano per il lavoro” proposto dalla Cgil di Susanna Camusso nel 2013 in cui si chiedeva: “Un’imposta sulle Grandi Ricchezze, per tassare i grandi patrimoni privati, immobiliari e finanziari (depositi, titoli di Stato, azioni, fondi comuni di investimento, ecc.), che misurano la crescente diseguaglianza della distribuzione della ricchezza”. Ma non sapendo inserire i gettoni telefonici negli smartphone, come rimproverò Renzi, le proposte della Cgil non raggiunsero il centralino Palazzo Chigi.

Sempre su “Repubblica”, il giorno dopo, a firma di Giovanna Casadio, è apparso un articolo in cui si dava conto dello scompiglio che una simile proposta di “patrimoniale” aveva suscitato nel PD. Subito si erano scatenati i renziani a respingere simile obbrobrio socialisteggiante e democratico-rooseveltiano. Carlo Calenda, il nuovo astro liberal democratico del PD, ha subito gelato le voglie di espropriazione proletaria di Landini: “Non sta né in cielo né in terra” ha detto. “Le tasse non possono aumentare ma solo diminuire”. Il che, come si sa, è sempre stato il cavallo di battaglia di lor signori. “L’unico aumento di gettito possibile – ha aggiunto - è quello derivante dalla lotta all’evasione fiscale”. Cosa giusta e sacrosanta, ma che si dice sempre quando si vuole scantonare da provvedimenti che da subito mettano a disposizione le risorse necessarie per un piano di sviluppo economico e, insieme, per "correggere", come dice Illy, l'iniqua distribuzione della ricchezza.
Cesare Damiano, invece, ha invitato a non avere tabù, “di fronte a una distribuzione più equa della ricchezza”. Cioè a smetterla con simile interdizione sacrale che, detto tra noi, per un partito che si definisce progressista e di sinistra, risulta un po’ strano per non dire straniante. Andrea Orlando, il fu l’audace competitore di Renzi, ha rivelato, timidamente, che ci aveva pensato pure lui. Forse rimase impaurito da tanto ardimento, perché la cosa non ebbe seguito e svanì presto dal suo encefalo che ridivenne piatto. Ora, però, sentenzia: “In una fase di recessione una tassa sul patrimonio non è la soluzione”. Come se lor signori fossero ridotti alla fame e certe misure non dovessero prendersi proprio nei momenti di vacche magre per rilanciare, tra l’altro, il ciclo economico espansivo.

“Non entra nel merito Enrico Letta, – scrive la giornalista – l’ex premier che di patrimoniale non volle sentir parlare durante l’anno del suo governo”. Anche perché con Berlusconi contraente principale del suo governo di “larghe intese” non era nemmeno pensabile. Oltre, naturalmente, alle inclinazioni personali di Enrico e a quelle del suo PD in procinto di farsi conquistare da Renzi.

Pure il vecchio e mite Vincenzo Visco ha detto la sua in proposito; con una certa autorità giacché è l’unico che ottenne qualche successo nella lotta all’evasione ed elusione fiscale ai tempi di Prodi e del centrosinistra. Per questo fu visceralmente odiato dai ceti possidenti alla stregua di un Robespierre travestito da “Dracula”, solo perché gli faceva pagare il dovuto. Visco ha ironizzato: “Mi preoccupa – ha detto – il riflesso condizionato di perbenismo fiscale del PD”. E aggiunge: “L’imposta patrimoniale che tutti evocano con terrore è ritenuta una espropriazione di una parte del patrimonio dei ricchi. Ebbene questo è ciò a cui proprio il governo gialloverde ci sta condannando visto l’indebitamento a cui ci porta”.

Zingaretti, per calmare le acque - e anche le aspettative (spes contra spem) sul “nuovo corso” e “la rivoluzione democratica” nate dalla sua elezione a segretario - è volato a rassicurare in modo inequivoco i parlamentari riuniti a Montecitorio: “Non so se è una proposta del sindacato (non aveva letto ancora i giornali? n.d.r.), di certo non è una proposta del PD”.
Non avevamo dubbi.

Leggi tutto...

Quando chiedere le dimissioni secondo il PD?

Ferentino municipio 350 260di Maurizio Berretta - Il PD vuole le dimissioni della Raggi ma dimentica di farle dare a Pompeo
Soltanto 79,5 km è la distanza tra le sedi dei Comuni di Ferentino e di Roma ma per il PD evidentemente sono distanti anni luce.

Ieri mattina, dopo la notizia dell'arresto per tangenti di Michele De Vito, Presidente del Consiglio comunale di Roma, sono arrivate le prese di posizione dei dirigenti Pd:

• Bruno Astorre – Segretario regionale Pd: "La Raggi riferisca in aula. Garantismo e rispetto per il lavoro della magistratura cosi' come per chi e' coinvolto nei procedimenti messi in atto dagli inquirenti. Questi sono i binari su cui si muove e muovera' il Partito democratico che chiama pero' la sindaca Raggi alle responsabilita' politiche e amministrative pesanti e gravi per la citta' Capitale d'Italia” ;
• Mariano Angelucci Vice Segretario Pd Roma: “Noi garantisti sempre, ma Raggi si dimetta”
• Giulio Pelonzi Capogruppo Pd in Consiglio: "Se Raggi non accoglie il nostro invito a liberare Roma e a dimettersi, pensiamo a una mozione di sfiducia per lei” ;
• Comunicato Pd capitolino: “Possibile che tutto avvenga sempre a sua insaputa? Possibile che si fidi sempre di persone poi accusate di fatti cosi' gravi?... Per questo, chiediamo alla sindaca di fare un passo indietro e dimettersi… Non per le conseguenze dell'inchiesta, sui cui fara' luce la magistratura ma per la sua incapacita', politica e amministrativa, di scegliere i collaboratori”.

Quindi il PD del Lazio e di Roma ai suoi massimi livelli prende una chiara posizione, la Raggi deve dimettersi perché ha il dovere di assumersi la responsabilità pmaurizioberretta 350olitica e amministrativa del comportamento di un esponente della sua maggioranza. Il PD di Ferentino, di cui il nostro sindaco e Presidente della provincia Antonio Pompeo è il massimo esponente che fa? Antonio Pompeo, liquida la grave vicenda locale, cha ha portato all’arresto di un suo Consigliere comunale, il più votato della sua maggioranza e delegato al project del cimitero, come una "marachella" di un singolo... Eppure eppure sia Roma che Ferentino, condividono in questa vicenda, la corruzione con tangenti per lavori pubblici, a Ferentino l'accusa al più votato tra i consiglieri di Pompeo ha un'aggravante terribile: oltre alle tangenti stesse c'è l'accusa di presunte infiltrazioni malavitose/camorristiche.

A questo punto mi rivolgo ai vertici del PD: Pompeo e la Raggi si devono dimettere entrambi o restare in sella? Se la Raggi deve rispondere politicamente dei comportamenti di De Vito perché Pompeo non deve farlo per quelli di Riggi? Nel Pd sono bravissimi quando pensano di rimpossessarsi del potere, ma meno bravi quando lo devono cedere.
Se invece si preoccupassero delle istituzioni, della trasparenza amministrativa, dovrebbero avere lo stesso atteggiamento.
Visto che il sindaco Pompeo non vuole dimettersi io mi rivolgo a Astorre, Angelucci, Pelonzi, e a tutto il Pd del Lazio: spiegate a Pompeo che deve dimettersi per le stesse motivazioni per cui lo chiedete alla Raggi? Un iscritto al partito dovrebbe obbedire alle regole prima di altri.
Mi aspetto dal PD comportamenti coerenti in caso contrario dimostrerebbe di avere una doppia morale: quella di essere rigoroso con gli altri e indulgente con i suoi.
Maurizio Berretta
Capogruppo Lega Salvini al Consiglio comunale di Ferentino

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Crisi e lavoro: il PD deve ripartire da qui

partito democratico bandiera350 250di Alfiero Grandi su Il Fatto Quotidiano 12/3/2019 - Tanti hanno partecipato alle primarie sperando di aiutare la ricostruzione di una posizione di sinistra, diroccata da Renzi, che ora tenta di ipotecare la vittoria di Zingaretti. Anche le manifestazioni sindacale e antirazzista di Milano sono state partecipate e importanti. Novità incoraggianti ma insufficienti.

Ora la discontinuità del Pd con il passato deve essere netta. La maggioranza giallo-verde finora non ha dovuto fare i conti con una reale alternativa politica. F.I. e F.dI. sono subalterni alla Lega, il loro obiettivo è riallacciare con Salvini.

A sinistra un'opposizione confusa e divisa ha attaccato il governo con argomenti contraddittori e senza il coraggio di fare i conti con la sconfitta elettorale. Emblematico il reddito di cittadinanza. Alcune critiche al governo hanno rivendicato il REI introdotto da Gentiloni, chiedendo di potenziarlo invece di scegliere altre strade, mentre altre critiche hanno ritenuto un errore spendere risorse per alleviare le sofferenze della povertà, raddoppiata in dieci anni, dimenticando che anche gli 80 euro erano destinati ai lavoratori a basso reddito, quindi erano un intervento sulla domanda.

Interventi per aiutare i redditi che non bastano per una vita dignitosa sono giusti e necessari di fronte ad una crisi che dura da un decennio e non è finita. Il reddito di cittadinanza proposto dal governo ha aspetti criticabili come la confusione tra interventi per l'occupazione e sostegno al reddito delle aree di povertà. L'opposizione di sinistra dovrebbe condividere l'obiettivo e lavorare per correggerne errori e storture, compreso avere ignorato le regioni e i sindacati.

Una battaglia si impone ma per correggere in meglio. Il reddito di cittadinanza non crea occupazione e sono necessari altri interventi che questa maggioranza sembra incapace di fare. Tuttavia reddito di cittadinanza ed altri provvedimenti sono di segno diverso da quelli di Salvini sui migranti e sulla sicurezza. Zingaretti deve puntare ora a costruire un'alternativa al governo giallo-verde, prima che sia troppo tardi. La precondizione è rompere con la logica renziana del “mai con i 5 Stelle” sconfitta dalle primarie e prima ancora dal referendum costituzionale.

Per di più sulla Costituzione c'è la tentazione nel governo di riscriverne aspetti centrali con troppa faciloneria. La destra non ha i voti in parlamento, mentre una qualche convergenza tra Pd, sinistra e M5 Stelle potrebbe essere un'alternativa. Un confronto tra Pd, sinistra e 5 Stelle non è semplice ma - ad esempio - la proposta del salario minimo è una novità a fronte della frantumazione e della svalutazione del lavoro. Questo governo non è in grado di governare l'Italia in crisi, per di più in continuità con Renzi ha ignorato le rappresentanze sociali, sindacati in testa.

Ridare ruolo alla rappresentanza sociale è un punto chiave del futuro politico di questo paese. Zingaretti deve assumerlo esplicitamente.

Se il governo arranca la difficoltà è politica. Se l'Italia non vuole perdere il contatto con il gruppo di testa dell'Europa deve mobilitare le energie politiche, intellettuali e sociali che possono aiutare a fare uscire il paese da una crisi pericolosa.

La risposta deve essere politica e deve valorizzare il contributo delle forze sociali e intellettuali fondamentali di cui l'Italia tuttora dispone. Occorre costruire un progetto di futuro su cui far convergere governo e parti sociali. Il governo propone, le forze sociali fondamentali e l'intellettualità ne discutono e si tenta una sintesi condivisa, con impegni e verifiche precisi. Il punto di partenza deve essere la valorizzazione del lavoro, la sua quantità, la sua qualità, la sua crescita nella considerazione sociale, retribuzioni comprese.

Per un patto credibile occorre un governo affidabile e quello attuale non lo è, quindi il suo superamento è centrale, ora.

Leggi tutto...

PD Ceccano: Interrogazione urgente

partito democratico bandiera350 250 INTERROGAZIONE URGENTE ANCHE CON RISPOSTA SCRITTA

 

Alla C.A. del Sindaco del Comune di Ceccano
al Presidente del Consiglio Comunale
al Segretario Generale
agli Assessori
ai colleghi Consiglieri Comunali

 

 

 

 

Oggetto: Nel Centro Storico di Ceccano si sta rispettando il Piano Particolareggiato vigente?

Il sottoscritto Giulio Conti, in qualità di Consigliere Comunale di Ceccano e Capogruppo del Partito Democratico, presenta al Sindaco la seguente interrogazione urgente, a cui chiede, a norma del Regolamento vigente, sia data anche risposta scritta nei tempi prescritti dallo stesso.

PREMESSO CHE

Il Comune di Ceccano, da diversi anni, è dotato di un Piano Particolareggiato, il quale suddivide il territorio comunale in diverse aree, ivi compreso il centro storico, e ne regola modalità e tipologie di intervento;

PRESO ATTO

che all’interno del centro storico comunale è fatto divieto di mettere in atto interventi edilizi di demolizione e ricostruzione dei fabbricati;

RILEVATO CHE

Nel corso degli anni l’ufficio tecnico preposto ha rigettato diversi progetti di privati cittadini che prevedevano interventi di natura edilizia, sui fabbricati, contrari a quanto dettato dal Piano Particolareggiato Comunale;

CONSIDERATO CHE

Sul settore urbanistico l’amministrazione comunale deve operare con il massimo della trasparenza amministrativa, garantendo ad ogni cittadino l’equo rispetto di Norme e Regolamenti vigenti

INTERROGO IL SINDACO E DOMANDO:

- di riferire con dettagliata relazione tutti gli interventi realizzati nel corso degli anni 2018 e 2019 nelle aree sottoposte ai vincoli del Piano Particolareggiato, ricadenti in modo particolare nelle fasce del centro storico della città di Ceccano;

- di riferire ed elencare l’entità delle opere eseguite e la reale corrispondenza alla documentazione presentata negli uffici comunali e l’eventualità che all’interno degli elaborati progettuali siano mancanti alcuni prospetti fondamentali;

- di riferire ed elencare se negli ultimi mesi vi sono stati casi di rinuncia ad incarichi da parte di liberi professionisti della città e gli eventuali nominativi dei professionisti che sono subentrati al loro posto;

- di riferire ed elencare i soggetti coinvolti in tali interventi, in modo particolare sui nominativi dei professionisti coinvolti, al fine di accertare eventuali correlazioni o gradi di parentela con pubblici amministratori della città di Ceccano.

 

Ceccano, 25/02/2019 Il Capogruppo del Partito Democratico
Giulio Conti

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Zingaretti nuovo Segretario del PD

  • Pubblicato in Partiti

nicolazingaretti 350 260di Ermisio Mazzocchi - Zingaretti ha vinto

Si può essere soddisfatti per il risultato ottenuto dal PD nelle primarie aperte ai cittadini. Hanno votato in tutto il paese 1.700.000 cittadini, di cui circa il 70% ha scelto Nicola Zingaretti quale segretario del PD. Nella provincia di Frosinone con un risultato superiore alle aspettative, hanno votato 22.501 cittadini in cui Zingaretti ottiene 20.391 voti pari al 90,6%. La partecipazione è vita per la democrazia e il PD ha suscitato un interesse che ha sbaragliato lo scetticismo di molti e sconfitto le strumentali critiche degli osservatori.

La eccezionalità di questo risultato di Zingaretti risiede nel fatto che esso è omogeneo su tutto il territorio nazionale, così come in quello provinciale.
Questo voto è pervaso da una capacità di tutti gli iscritti al PD a rilanciare il partito e che non lo hanno abbandonato, ma resistito con caparbietà accompagnata da una profonda passione.
Dall'altra parte il voto è stato espresso da una larga parte di cittadini che non si riconosce nel populismo grilloleghista e reclamano la difesa dei valori della democrazia e della Costituzione italiana.

Nessun modo migliore può esistere per commentare il risultato delle primarie con l'elezione di Zingaretti a segretario nazionale, che quello di fare un esame dell'immenso lavoro che dobbiamo svolgere e che dovrà fare lo stesso segretario per ridisegnare la nuova configurazione politica e strutturale del Partito Democratico.
Un impegno strettamente legato alla situazione generale del paese, verso il quale è necessario rivelare e praticare, partendo dalle considerazioni contenute nel programma di Zingaretti, un maggiore senso di responsabilità e manifestando di averlo con una evidente preoccupazione per le criticità dell'Italia, le sofferenze del popolo italiano, aggravate e irrisolte da un governo imbelle e confusionario.
Questo è il problema attuale che si pone, reagendo a un agguerrito avversario di centrodestra e infondendo nel paese una nuova cultura della politica.
Un obiettivo su cui Zingaretti è stato sempre molto chiaro ed esplicito, ma anche con la consapevolezza di un cambio strutturale e di rinnovati contenuti del PD.

Il PD con queste primarie e l'elezione di Zingaretti chiude definitivamente con il suo passato.
Una grande parte di italiani ha dato fiducia al PD proprio perché considera possibile ricostruire una speranza per un futuro migliore.
Rimettere in movimento le realtà sociali colpiti dalla crisi, risvegliare un senso di appartenenza rivolto a rivendicazioni economiche, a preservare i valori costituzionali, a entrare nel mondo delle nuove tecnologie.
Ribaltare e modificare un sistema socio-economico, reso ancora più debole e inefficace sotto i colpi micidiali dell'attuale governo e che nel passato non è stato preservato da politiche di grande respiro sociale ed economico.

E' necessario che l'impianto programmatico di Zingaretti sia un catalizzatore di tutte quelle forze politiche , culturali, associative disponibili a fare germogliare i semi gettati per ridare una prospettiva di rinascita del paese.
Tutta l'impalcatura politico - programmatica del nuovo segretario poggia su l'obiettivo di recuperare il distacco tra i cittadini e la politica, che è stato ampio e motivato e che le formule del populismo moderno hanno premiato i suoi paladini.
Non solo un recupero, ma soprattutto rimuovere la diffidenza verso i partiti, che nel tempo ha logorato il PD.
Colmare questo fossato tra la politica, a maggiore ragione quella del PD, e il paese significa avere un ottimo programma di cose da fare e un ceto politico dello stesso PD, capace di infondere quella fiducia per riprendere un cammino verso un domani fatto di certezze per i lavoratori, per le nuove generazioni, per l'intero paese, in termini di credibilità e di consenso.

E' stato aperto un nuovo cantiere del quale non solo nel PD si sentiva bisogno.
All'orizzonte si profila una permanente opera di rifondazione di una cultura politica progressiste e di sinistra per comprendere i tempi del XXI secolo, in cui il PD assume la responsabilità di essere il vero protagonista.
IL PD e con esso in primo piano Zingaretti, oggi apre un nuovo percorso della sua politica e della sua organizzazione su la base di rinnovate formule e contenuti in rapporto ai mutamenti avvenuti e che avverranno.
La bussola di orientamento dovrà essere quella di avere una politica in grado di dominare e guidare gli avvenimenti tale da salvaguardare gli interessi di tutto il paese.
Ci si deve preparare a una attività concreta, a un lavoro rivolto alle necessità di milioni di donne e di uomini, che si immerga nella realtà del lavoro, della povertà, della precarietà, dei bisogni delle nuove generazioni, dentro una cornice di solidarietà e di convivenza civile e democratica.
Avere una coscienza più viva dei problemi concreti, affrontati in modo tale che si alzi il livello di partecipazione e di coinvolgimento di un intero popolo.

Il PD non è arrivato a queste primarie con un modulo gattopardesco, cambiare perché tutto rimanga come prima.
La volontà, come espressa da Zingaretti, è quella di un profondo segno di rinnovamento alla struttura organizzativa per favorire il confronto, ripristinare l'abitudine di parlare di politica, ragionando insieme, volta a dare dignità alla politica.
La piattaforma su cui poggiare questa volontà, è quella di cementare l'unita dell'intero PD.
Una nuova politica quale strumento che renda il PD capace di attrarre forze democratiche e fortemente legati ai valori della Costituzione in modo da riconoscere i problemi generati dalla disuguaglianza economica e sociale, riportare in primo piano le drammatiche condizioni di larghe zone del paese, come il Mezzogiorno.
Un partito che esalti i principi democratici e sappia ricostruire una politica che guardi al Paese e all'Europa, e parafrasando Gramsci, una politica come "passione organizzata" capace di provocare emozioni e nutrire speranze, risvegliare sentimenti di partecipazione e di impegno.
Questo è il PD dopo il 3 marzo, che proietta la sua politica per completare quella saldatura, che nel primo PD non è avvenuta, del carattere popolare della tradizione culturale socialista, comunista, cattolica, di quel cattolicesimo sociale e democratico, avendo chiaro che il suo avversario sono quelle forze populiste, di destra, che si riconoscono in una area di centrodestra.

Rimettere in cammino un percorso di riscatto, di liberazione da politiche neoliberiste inserite nel sistema della feroce globalizzazione, con i connotati di sfruttamento, di razzismo, di xenofobia che mira a indebolire la democrazia e a favorire la ricchezza economica e il potere, concentrati in poche ambiti sociali e in una cerchia ristretta di persone.
Il riflesso delle primarie sul territorio provinciale con una accettabile competizione, ha messo in rilievo una diversa lettura del fenomeno gialloleghista e dell'insieme del centrodestra e una diversa impostazione delle strategie per parlare a quel popolo deluso e mortificato.
Uno scenario che, anche in questa provincia, ha come sfondo la speranza di una unità per il PD, essenziale per non portare a frantumarsi tutto l'edifico di costruzione del nuovo partito.
In questo ambito il prevalere di Zingaretti su gli altri candidati e la lista di "Piazza grande" su quella del "Territorio", non annulla quella spinta a un cambiamento che sono venute da queste primarie.
Del resto le due liste, ambedue a sostegno di Zingaretti, convergono di fatto su un comune progetto di riforma della politica prospettata dal nuovo segretario.
La fusione delle due rappresentanze sarà inevitabile, non potendo esserci dissonanze nel perseguire gli obiettivi comuni imposti dal nuovo corso del PD.
La partecipazione altissima al voto per le primarie nei comuni di maggiore intensità cittadina, come Frosinone con 1.680 votanti, Isola del Liri con 1.601, Alatri con 1.217, significativa di una spinta che viene da tutti i ceti sociali del popolo italiano, rafforza la convinzione di un riconoscimento di una nuova identità del PD necessaria e attesa. E

Zingaretti è stato convincente e ha conquistato questo alto consenso.
Le logiche del passato sono state seppellite da queste primarie e aprono uno scenario inedito, da costruire, da esplorare.
La fiducia che ci è stata concessa dal popolo italiano, come quella da questa provincia, deve essere onorata da quella politica sana, viva, fatta di partecipazione dell'intera comunità, quale strumento per dare a tutto il paese la sua rinascita.
4 marzo 2019

Leggi tutto...

Il vuoto

  • Pubblicato in Partiti

destra sinistra boh 350 mindi Aldo Pirone - Quel che sta avvenendo dentro al PD, è noto. Dopo i Congressi di Circolo che hanno segnato una nuova drastica diminuzione della partecipazione degli iscritti (circa 77 mila in meno in assoluto pari al 25%), domenica 3 marzo ci saranno i gazebo delle Primarie. A fronteggiarsi sono in tre: Giachetti, Martina e Zingaretti. Quest’ultimo quasi certamente arriverà primo. Non si sa se riuscirà a conquistare il 50% più uno di chi voterà. Anche qui si teme, fondatamente, una riduzione dei partecipanti.

Ma a sinistra del PD che succede?

Stando a Salvatore Cannavò, giornalista sempre attento a quel che succede nel microcosmo della sinistra alternativa, e a quanto da lui pubblicato su “Il Fatto Quotidiano” di mercoledì scorso, pare che il tentativo di De Magistris di fare una lista unitaria per le europee stia agonizzando. Dal tavolo apparecchiato dal sindaco di Napoli, sembra che se ne siano andati quelli di Diem 25 (la formazione pan europea di Yanis Varoufakis) impegnati a promuovere il loro “green new deal” dopo che Pap (Potere al popolo) rappresentato da Viola Garofalo e Giorgio Cremaschi hanno chiesto la “rottura dei trattati europei” e la “solidarietà a Maduro in Venezuela”.

A seguire, si sono alzati dal tavolo i rappresentanti di Sinistra italiana. Al segretario Nicola Fratoianni non è piaciuta la presa di distanza di Pap dalla manifestazione sindacale unitaria di due settimane fa e, soprattutto, da Landini, nuovo segretario della Cgil. Incombendo, però, l'obbligo della raccolta delle firme (180.000) per presentarsi con una nuova lista, Fratoianni sembra che voglia riavvicinarsi al segretario di quel che rimane del Pcr (Rifondazione comunista) Maurizio Acerbo che possiede il simbolo di “Sinistra europea”, il che renderebbe esenti da ogni sforzo di mobilitazione popolare. Poi ci sono quelli di Mdp la cui maggioranza sta in attesa, facendo un’ammuina radical ecologista, di quel che succede nel PD per rientrare se vince Zingaretti. Da una parte rientrerebbero loro e dall’altra, sperano, uscirebbero i renziani, come nelle porte girevoli. Intanto tutti, o quasi, sono usciti da Leu dopo il catastrofico risultato elettorale del marzo dell’anno scorso.

Totò minacciava: “E poi dice che uno si butta a sinistra”. Un’entità all’epoca assai consistente. Oggi più che una minaccia sarebbe un annuncio di suicidio, perché si butterebbe nel vuoto: cerebrale.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Il 3 marzo del PD

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250di Donato Galeone - Le primarie del PD per una guida con intelligenza sociale unitaria. Domenica 3 marzo prossimo, con le primarie del PD, si mira a riavvicinare la generalità dei cittadini italiani al Partito Democratico e indicare una guida aperta alla “intelligenza sociale politica umana” del terzo millennio.

Osserviamo e osservano molti cittadini-elettori che, da tempo, i “partiti ” sono considerati nella loro operatività sociale - ormai ed essenzialmente - inadeguati alla proposta politica e, quindi, tende a prevalere nella opinione pubblica, l'idea che la “forma partito” debba essere oggetto di attenta indagine sociologica nel contesto della scienza politica di una società alla “quarta” fase, evolutiva, tanto nella storia mondiale quanto dell'economia e della cultura umana.

- Tutti sappiamo, sintetizzando, che la fase “prima è stata l'agricoltura” passando da nomade e imparando sia a coltivare la terra che ad allevare gli animali: diventa non più vagante ma stanziale e i inizia a navigare ed esplorare, inventando concetti nuovi, come la proprietà, il denaro, il commercio ed anche il diritto.

- La “seconda è l'industria” che affida non più alla fatica delle braccia umane - anche nella condizione di schiavitù come agli animali da soma e da tiro - la produzione ed i trasporti con la nascita delle macchine: si producono beni, standardizzati e in grandi quantità, nelle fabbriche e la prospettiva delle persone e delle imprese nazionali appare sempre più determinata dal controllo delle tecnologie e dei mezzi di produzione.

- La “terza è l'informazione” che affida il potere nelle mani di quanti hanno maggiori conoscenze capaci di controllare i flussi informativi che contano più del possesso delle risorse e delle loro attrezzature meccanizzate per la trasformazione in prodotti finiti e servizi: la occupazione - cioè il lavoro contrattato e partecipato - già prevalentemente prima agricolo e poi, sopratutto, industriale, tende a prevalere – oggi – nel ricercato settore definito “terziario” che con la “comunicazione” si completa e si qualifica elemento fondamentale della natura umana.

Alvin Toffler, analizzando queste epoche o fasi storiche, le definisce “ondate economiche sociali che non si annullano ma si sovrappongono” ed è proprio la “comunicazione” - che risale a più di cinquemila anni fa – lo dimostra con la “scrittura prima ideografica e poi fonetica in prevalenza”. Cosi come l'agricoltura che cambia e rimane per l'alimentazione umana e animale mentre nell'era dell'informazione tende a innovarsi lo sviluppo dell'industria.

In questo aggiornato e sintetico contesto che viviamo, il 3 marzo le primarie del PD - giornata per la democrazia - potrebbero risultare più o meno affollate, tenuto anche in conto che “appena la metà degli iscritti allo stesso PD” hanno espresso il proprio voto ai candidati per la guida del partito .
Piaccia o no, conosciamo da tempo, il diffuso e crescente atteggiamento di disistima verso i “Partiti Politici” che, peraltro, viene confermato, anche, dalla “caduta di partecipazione elettorale popolare italiana”
Infatti constatiamo e leggiamo che i Italia le “aree del non voto” si compone di 13,7 milioni di persone alla Camera e di 12,6 milioni al Senato della Repubblica, tra astenuti, schede bianche e nulle.
Ed il Censis - rilevando quelle astensioni dal voto del 4 marzo 2018 - aggiunge che “l'area del non voto si presenta in salita”: con l'11,3% del 1968; con il 23,5% del 1996 e con il 29,7% del 2018.
Appare, sociologicamente interessante, sottolineare che quell'elettorato di circa un terzo di non votanti nel marzo 2018, ritengono che “gli attuali partiti politici sono tutti uguali”

Questi dati e orientamenti devono indurre a riflettere, responsabilmente e oggettivamente, pur considerando che la generica e superficiale opinione o convinzione che i Partiti, quali istituzioni costituzionali rappresentative – non è vero – che sono tutti uguali.
Appare chiaro, invece, che “per l'area del non voto è in crisi la rappresentanza” e, quindi, quella stessa rappresentanza non può essere valutata dagli elettori se è eccellente, inefficace o mendace, perché è inesistente.

Purtroppo è vera - in quanto attualizzato da tempo - la qualunquistica presenza improvvisata di liste elettorali cosiddette “civiche” strumentalmente definite “gruppi civici” che negano solo nominalmente di definirsi rappresentanti di “parte o di partito” mediante l'ingannevole tentativo - gravissimo nelle relazioni umane - sia nel disorientare che nel rendere a livelli bassi l'alto valore della politica declamata e praticata, in libertà, dai cittadini.
E non solo verso una parte di elettori dei tradizionali schieramenti convenzionali di destra, sinistra o centro - ma nel cercare, artificiosamente, di escludere e non includere le moltitudini di persone dalle questioni individuali e famigliari vere: quali l'esercizio del diritto al lavoro che manca e il superamento del disagio sociale territoriale crescente delle povertà.

 

A me sembra ragionevole e determinante - elettore al gazebo del 3 marzo - ma penso anche di altri italiani non ancora coinvolti nelle primarie del PD che “debba essere superato il rischio” di volere identificare il coinvolgimento spontaneo di elettori alle primarie PD non come libera scelta individuale e collettiva ma come una “lotta egemonica per la rappresentanza” tanto irriguardosa quanto non rispettosa sia del “pluralismo che dei contenuti politici e programmatici” delle rappresentanze risultante minoritarie nel PD se lasciate inascoltate.

Risulterebbe un atto politico suicida, consumato da una rappresentanza quantitativamente vincente nella guida del PD e una rappresentanza perdente che va ascoltata e resa disponibile in quanto legittimata e responsabile – unitariamente tra i democratici italiani – in presenza di una Italia europea che non dà lavoro ed è in recessione, con prodotto interno lordo ridotto al meno 0,2% nel quarto trimestre 2018; con un fatturato industriale di meno 3,5% rispetto a novembre e meno 7,9% su base annua.
I democratici italiani ed il Paese attendono “una guida unitaria del PD coesa nei contenuti e partecipata” con intelligenza sociale avanzata e collegiale per favorire – anche attraverso le prossime elezioni del Parlamento europeo – un graduale e certo superamento della caduta in recessione economica e sociale.
Una dirigenza unitaria del PD non di facciata ma di credibilità cogente sia in Italia che in Europa, che sappia ricomporre la storia della democrazia economica e della cultura umana del lavoro, mediante una “coltivazione attiva” dell'impegno sociale, verso le “comunità di ogni livello territoriale” considerando che la sfida mondiale del terzo millennio apre alla “conoscenza umana” con le nuove tecnologie informatiche, le innovazioni e la ricerca teorica e pratica.
Ed è proprio il “sentirsi comunità che significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri – sottolineava il Presidente della Repubblica a fine anno 2018 e aggiungeva che “ comunità significa stare dentro un futuro comune da costruire insieme”.

Il 3 marzo 2019 per il PD e per i cittadini italiani – raccogliendo il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella – è certamente una giornata di libera partecipazione democratica “rispettosa degli uni verso gli altri, consapevoli degli elementi che uniscono” per contribuire a favorire la democrazia italiana ed europea.
(D.G.)
Roma, 24 febbraio 2019

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Il 3 marzo del PD

partito democratico bandiera350 250di Donato Galeone - Le primarie del PD per una guida con intelligenza sociale unitaria. Domenica 3 marzo prossimo, con le primarie del PD, si mira a riavvicinare la generalità dei cittadini italiani al Partito Democratico e indicare una guida aperta alla “intelligenza sociale politica umana” del terzo millennio.

Osserviamo e osservano molti cittadini-elettori che, da tempo, i “partiti ” sono considerati nella loro operatività sociale - ormai ed essenzialmente - inadeguati alla proposta politica e, quindi, tende a prevalere nella opinione pubblica, l'idea che la “forma partito” debba essere oggetto di attenta indagine sociologica nel contesto della scienza politica di una società alla “quarta” fase, evolutiva, tanto nella storia mondiale quanto dell'economia e della cultura umana.

- Tutti sappiamo, sintetizzando, che la fase “prima è stata l'agricoltura” passando da nomade e imparando sia a coltivare la terra che ad allevare gli animali: diventa non più vagante ma stanziale e i inizia a navigare ed esplorare, inventando concetti nuovi, come la proprietà, il denaro, il commercio ed anche il diritto.

- La “seconda è l'industria” che affida non più alla fatica delle braccia umane - anche nella condizione di schiavitù come agli animali da soma e da tiro - la produzione ed i trasporti con la nascita delle macchine: si producono beni, standardizzati e in grandi quantità, nelle fabbriche e la prospettiva delle persone e delle imprese nazionali appare sempre più determinata dal controllo delle tecnologie e dei mezzi di produzione.

- La “terza è l'informazione” che affida il potere nelle mani di quanti hanno maggiori conoscenze capaci di controllare i flussi informativi che contano più del possesso delle risorse e delle loro attrezzature meccanizzate per la trasformazione in prodotti finiti e servizi: la occupazione - cioè il lavoro contrattato e partecipato - già prevalentemente prima agricolo e poi, sopratutto, industriale, tende a prevalere – oggi – nel ricercato settore definito “terziario” che con la “comunicazione” si completa e si qualifica elemento fondamentale della natura umana.

Alvin Toffler, analizzando queste epoche o fasi storiche, le definisce “ondate economiche sociali che non si annullano ma si sovrappongono” ed è proprio la “comunicazione” - che risale a più di cinquemila anni fa – lo dimostra con la “scrittura prima ideografica e poi fonetica in prevalenza”. Cosi come l'agricoltura che cambia e rimane per l'alimentazione umana e animale mentre nell'era dell'informazione tende a innovarsi lo sviluppo dell'industria.

In questo aggiornato e sintetico contesto che viviamo, il 3 marzo le primarie del PD - giornata per la democrazia - potrebbero risultare più o meno affollate, tenuto anche in conto che “appena la metà degli iscritti allo stesso PD” hanno espresso il proprio voto ai candidati per la guida del partito .
Piaccia o no, conosciamo da tempo, il diffuso e crescente atteggiamento di disistima verso i “Partiti Politici” che, peraltro, viene confermato, anche, dalla “caduta di partecipazione elettorale popolare italiana”
Infatti constatiamo e leggiamo che i Italia le “aree del non voto” si compone di 13,7 milioni di persone alla Camera e di 12,6 milioni al Senato della Repubblica, tra astenuti, schede bianche e nulle.
Ed il Censis - rilevando quelle astensioni dal voto del 4 marzo 2018 - aggiunge che “l'area del non voto si presenta in salita”: con l'11,3% del 1968; con il 23,5% del 1996 e con il 29,7% del 2018.
Appare, sociologicamente interessante, sottolineare che quell'elettorato di circa un terzo di non votanti nel marzo 2018, ritengono che “gli attuali partiti politici sono tutti uguali”

Questi dati e orientamenti devono indurre a riflettere, responsabilmente e oggettivamente, pur considerando che la generica e superficiale opinione o convinzione che i Partiti, quali istituzioni costituzionali rappresentative – non è vero – che sono tutti uguali.
Appare chiaro, invece, che “per l'area del non voto è in crisi la rappresentanza” e, quindi, quella stessa rappresentanza non può essere valutata dagli elettori se è eccellente, inefficace o mendace, perché è inesistente.

Purtroppo è vera - in quanto attualizzato da tempo - la qualunquistica presenza improvvisata di liste elettorali cosiddette “civiche” strumentalmente definite “gruppi civici” che negano solo nominalmente di definirsi rappresentanti di “parte o di partito” mediante l'ingannevole tentativo - gravissimo nelle relazioni umane - sia nel disorientare che nel rendere a livelli bassi l'alto valore della politica declamata e praticata, in libertà, dai cittadini.
E non solo verso una parte di elettori dei tradizionali schieramenti convenzionali di destra, sinistra o centro - ma nel cercare, artificiosamente, di escludere e non includere le moltitudini di persone dalle questioni individuali e famigliari vere: quali l'esercizio del diritto al lavoro che manca e il superamento del disagio sociale territoriale crescente delle povertà.

 

A me sembra ragionevole e determinante - elettore al gazebo del 3 marzo - ma penso anche di altri italiani non ancora coinvolti nelle primarie del PD che “debba essere superato il rischio” di volere identificare il coinvolgimento spontaneo di elettori alle primarie PD non come libera scelta individuale e collettiva ma come una “lotta egemonica per la rappresentanza” tanto irriguardosa quanto non rispettosa sia del “pluralismo che dei contenuti politici e programmatici” delle rappresentanze risultante minoritarie nel PD se lasciate inascoltate.

Risulterebbe un atto politico suicida, consumato da una rappresentanza quantitativamente vincente nella guida del PD e una rappresentanza perdente che va ascoltata e resa disponibile in quanto legittimata e responsabile – unitariamente tra i democratici italiani – in presenza di una Italia europea che non dà lavoro ed è in recessione, con prodotto interno lordo ridotto al meno 0,2% nel quarto trimestre 2018; con un fatturato industriale di meno 3,5% rispetto a novembre e meno 7,9% su base annua.
I democratici italiani ed il Paese attendono “una guida unitaria del PD coesa nei contenuti e partecipata” con intelligenza sociale avanzata e collegiale per favorire – anche attraverso le prossime elezioni del Parlamento europeo – un graduale e certo superamento della caduta in recessione economica e sociale.
Una dirigenza unitaria del PD non di facciata ma di credibilità cogente sia in Italia che in Europa, che sappia ricomporre la storia della democrazia economica e della cultura umana del lavoro, mediante una “coltivazione attiva” dell'impegno sociale, verso le “comunità di ogni livello territoriale” considerando che la sfida mondiale del terzo millennio apre alla “conoscenza umana” con le nuove tecnologie informatiche, le innovazioni e la ricerca teorica e pratica.
Ed è proprio il “sentirsi comunità che significa condividere valori, prospettive, diritti e doveri – sottolineava il Presidente della Repubblica a fine anno 2018 e aggiungeva che “ comunità significa stare dentro un futuro comune da costruire insieme”.

Il 3 marzo 2019 per il PD e per i cittadini italiani – raccogliendo il messaggio di fine anno del Presidente Mattarella – è certamente una giornata di libera partecipazione democratica “rispettosa degli uni verso gli altri, consapevoli degli elementi che uniscono” per contribuire a favorire la democrazia italiana ed europea.
(D.G.)
Roma, 24 febbraio 2019

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Primarie PD. Circolo di Roccasecca si asterrà dalla consultazione

  • Pubblicato in Partiti
partito democratico bandiera350 250Valentino Bettinelli intervista Ileana Munno, segretaria del Circolo PD “Sandro Pertini” di Roccasecca - Sempre più vicino l’appuntamento con le Primarie nazionali del Partito Democratico. Votazione aperta che avrà luogo domenica 3 marzo. In provincia di Frosinone, però, il clima non è tra i più distesi: a squarciare la quiete dell’avvicinamento al voto, la decisione del Circolo di Roccasecca di astenersi dalla consultazione. Decisione arrivata in seguito al sopraelevamento della discarica, deciso dalla Regione Lazio. Qualche giorno fa, attraverso un comunicato molto duro, la segreteria annunciava la decisione al grido di “prima che del Partito Democratico, siamo Roccaseccani”. Abbiamo deciso di porre delle domande a riguardo, alla segretaria del Circolo “Sandro Pertini”, Ileana Munno.
L’ambiente ancora relegato all’ultimo posto della scala di valori. Quanto il sopraelevamento della discarica potrà incidere sulla condizione generale del Comune di Roccasecca?
Il problema non riguarda solo Roccasecca, ma gli effetti della MAD si ripercuotono anche nei comuni limitrofi. L’esistenza della MAD che ribadisco perdura da anni (2002), con l’allora Presidente della Regione Storace, ha causato gravi ricadute sul nostro territorio. L’insistenza da parte nostra nasce proprio dalla consapevolezza che la discarica di Cerreto è ora esaurita. Si trovi un sito provinciale alternativo, si impegnino Regione e Provincia nel porre fine ad una storia che dura da più di quindici anni.
Il 3 marzo si voterà per le primarie nazionali del PD. Come circolo cittadino avete annunciato il vostro distacco dal voto. Come nasce la decisione e quanto incide, anche personalmente, questa scelta ?
L’idea è nata da uno degli iscritti del circolo “Sandro Pertini” di Roccasecca, nel corso della riunione convocata subito dopo la notizia dell’ok della Regione al sopraelevamento. Decisione condivisa all’unanimità, a cui ha fatto seguito una lettera diretta al Presidente Zingaretti, per comunicare la nostra scelta di astenerci dal voto, e per metterlo al corrente della nostra contrarietà alla decisione presa sulla discarica.
Abbiamo inoltre scritto una lettera a tutti i segretari di circolo del basso Lazio, chiedendo di non svolgere le primarie e prendere posizione sulla vicenda che ci vede tristemente protagonisti. Siamo un popolo che ha già dato molto alla nostra Provincia. Le primarie sono un unicum del nostro partito. Sono la dimostrazione di una comunità che si incontra anche fuori dal web. Sono un festa, un momento di discussione anche con l’ex iscritto di turno che critica ma vota, sono una sfida a durata giornaliera, ma soprattutto la meraviglia di riscoprirsi comunità e non sentirsi isolati.
Arriva, però, un punto dove bisogna urlare a gran voce e farsi ascoltare. Noi l’abbiamo fatto con i mezzi a nostra disposizione. Essendo del Partito Democratico, abbiamo deciso di astenerci dalle primarie.
Avete la percezione di un partito lontano dalle vostre istanze locali?
Io credo in questo partito, sempre. Ci credevo quando era al 40% e ci credo adesso che è al 18%. Parlarne male per me è una sconfitta.
Ho apprezzato che siano venute tutte le istituzioni del partito, ma se alle parole non corrisponde alcuna azione, trovo tutto piuttosto inutile. L’ho detto più volte in questi giorni: non ha senso parlare di “cambiamento del PD”, se già torniamo alle discussioni interne tra correnti, lasciando nel silenzio problemi seri e concreti come il nostro. Lega e M5S hanno fatto loro la battaglia che ci vede protagonisti, in quanto cittadini di Roccasecca, e hanno già guadagnato simpatie e consensi.
Il Partito Democratico non ha risposto.
Pesano questi silenzi, macigni che aumentano le distanze tra i cittadini e il partito. Ha poco senso anche partecipare alle Direzioni Provinciali, se poi non trovo un partito compatto, pronto a muoversi con cognizione di causa su problemi del genere.
Quali saranno le prossime mosse per cercare di contrastare la decisione assunta sulla discarica?
Insieme al circolo PD di San Giovanni Incarico stiamo ultimando un documento condiviso dove, ancora una volta, chiediamo ai nostri rappresentanti istituzionali di lavorare affinché si ponga fine alla discarica di Cerreto. Abbiamo partecipato alla manifestazione, voluta dall’Amministrazione Comunale di Roccasecca, contro il sopraelevamento della discarica.
Il 3 marzo non saremo nelle piazze del nostro Paese e credo che quell’assenza, la nostra assenza, si sentirà.
 
 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici