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Unione Pugilistica Provincia di Frosinone pronta al decollo

GruppoUnione 350 260 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa - Unione Pugilistica Provincia di Frosinone pronta al decollo. Le festività natalizie coincidono sempre con momenti di aggregazione e socialità specialmente nel mondo dello sport. Come nel caso dell'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone. Sabato sera, presso il locale “Red Stone” di Via Giacomo Matteotti a Ceccano, gestito da Giacinto Iacobelli, cinque delle undici società affiliate si sono ritrovate per fare il punto della situazione e, per l'occasione, scambiarsi anche gli auguri per le festività di fine anno. Erano presenti, per la “Boxe Domenico Tiberia”, Massimo Tiberia, Domenico Del Brocco, Massimo Malizia, Simona Diana e l'avvocato Claudio Barletta, per la “Luigi Quatrini” di Castelliri, Raimondo Scala e Simona Napini, per la “Boxe Bucciarelli”, Giuseppe e Marino Bucciarelli, per la “Training Boking Cassino”, Giuseppe Tucciarone e per la “Pugilistica Venus” di Pontecorvo, Tony Mastantuono e Manuel Iannoni, nipote di Massimo, recentemente scomparso, e fratello di Gino il Mago, tra gli organizzatori della riunione pugilistica di venerdì scorso in Via Gaeta a Ceccano, nel corso della quale è stato ricordato con un minuto di raccoglimento. Presente anche Luigi Capogna, giornalista della rivista specializzata “Boxe Ring”.

Quella di sabato sera, come detto, è stata l'occasione per dare un ulteriore impulso circa il decollo definitivo dell'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone. Intanto c'è da dire che, per fine gennaio, è prevista un'assemblea delle società aderenti. Verrà approvato lo statuto, un regolamento comportamentale e verranno elette le cariche. Attualmente è MassimoSilenzio per Massimo 350 260 min Tiberia il presidente. Proprio lui, nel corso della serata e nel prendere la parola, ha ribadito che “questo nuovo organismo è un valido strumento per tutto il movimento pugilistico della Ciociaria. Fino ad oggi ci siamo gestiti in modo autonomo, spontaneo e amicale. E' arrivato invece il mie momento che ci si doti di regole, direttive e strumenti in grado di dare un certo senso a tutta l'attività. Soprattutto – ha concluso il presidente pro-tempore dell'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone nel breve discorso – vorrei invitare tutte le società, che operano in provincia nel seguire e gestire tanti giovani che si avvicinano al pugilato, di entrare a far parte di questo nuovo organismo. Come si suol dire, le porte sono aperte per tutti”. E allora non resta che attendere fine gennaio per vedere decollare questa nuova realtà in Provincia di Frosinone

 

 

 

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Secondo giorno di presidio in Provincia per Vertenza Frusinate

Assemblea permanente disoccupati Palazzo della Provincia 18dic18 350 260 Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Secondo giorno di presidio in Provincia per Vertenza Frusinate. Nella serata di Lunedì le prime risposte dei politici, incisive e senza dubbio incalzate dalla protesta. Verso le 19, dopo una segreteria tenutasi presso la sede della CISL, sono stati gli stessi sindacalisti a riferire ai disoccupati la situazione corrente. A parlare a nome di tutti, il Segretario generale della CISL Frosinone Enrico Coppotelli, accompagnato dai colleghi UGL Enzo Valente e UIL Anita Tarquini. "Non è solidarietà che portiamo, non ne avete bisogno, è l'appoggio nella battaglia contingente. Il nostro impegno è fermo e convinto, fosse anche necessario arrivare a Roma il 31 Dicembre".

Nella tarda serata le dichiarazioni del sottosegretario Durigon, rilanciate via Facebook anche da Enrica Segneri, hanno aperto ancora di più uno spiraglio per i lavoratori di Vertenza Frusinate. C’è l’impegno, nella somma complessiva di 6 milioni di euro, di rifinanziare la mobilità in deroga per coprire fino al 31 Dicembre gli aventi diritto.
Lo scenario politico dunque sembra aver subito una scossa decisiva tanto da muoversi con una celerità fino ad ora rimasta sconosciuta. I fondi non saranno più inglobati nella finanziaria, la cui votazione è fissata per venerdì, piuttosto si procederà con un Decreto, convertibile in legge fino all'ultimo giorno dell'anno.

È il sindacalista CGIL Dario D'Arcangelis a riportare i nuovi provvedimenti alla platea permanente dei disoccupati. “Mettendoci la faccia, non posso che riportare le novità ottenute. L'accordo del 28 Febbraio è stato in parte tradito, ma senza di quello oggi non avremmo margine alcuno. Inoltre, l'impegno dell'Assessore Regionale del Lavoro, Di Berardino, è già proiettato a sbloccare i fondi vincolati all'INPS, proprio in previsione delle ulteriori manovre necessarie per il 2019. Da parte dell'Onorevole, c’è inoltre la completa disponibilità a giungere in Provincia ad incontrare Vertenza Frusinate. Impegno che intende rispettare in tempi brevi”.

Parole di amaro conforto, per il gruppo pronto a passare la seconda nottata nelle sale della Provincia. Le parole speranzose dovranno tramutarsi in azioni, prima che la tensione possa calare.

 

 

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18 dic ‘18

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Per far decollare il progetto 'Autismo e calcio nella Provincia'

Una iniziativa 350 260 mindi Tommaso Cappella - Importante accordo siglato tra il Ceccano calcio 1920 e l'associazione culturale 'Altre...menti-Lotta all'autismo'. Sabato scorso, presso la sede di Ceccano dell'associazione stessa, i presidenti Thomas Iannotta e Marco Massa hanno messo nero su bianco circa l'impegno non solo sportivo verso i ragazzi affetti da autismo da parte della compagine rossoblu.

«Un tempo si pensava che le persone con autismo non fossero educabili - si evidenzia nel protocollo d'intesa - che non potessero apprendere, capire, comunicare, praticare sport, stare con gli altri, lavorare, vivere una vita di qualità. Oggi vi sono studi scientifici ed esperienze documentate che testimoniano proprio il contrario: le persone con autismo, se adeguatamente motivate ed educate, possono svolgere numerose attività con buoni livelli qualitativi. seguendo le loro naturali propensioni e capacità.Sono stati individuati metodi educativi speciali che consentono ai bambini e ai ragazzi autistici di andare a scuola ed apprendere come tutti gli altri, sono stati sperimentati progetti di inclusione sociale che consentono loro di vivere il tempo libero, sono stati compiuti progressi nello sport insegnando loro a nuotare, sciare, fare atletica, giocare a basket, a tennis, a golf, andare a cavallo e altro ancora. Tuttavia tutte queste importanti iniziative sono ancora assai frammentate e a macchia di leopardo, talvolta sono costose, quindi non tutti possono facilmente accedervi. Le attività sportive però rivestono particolare importanza per le persone con autismo, perché consentono di: migliorare la loro prestanza fisica, realizzare la loro integrazione sociale, dare un senso al loro tempo libero. Chiaramente, per ogni persona con autismo - si rimarca con forza - occorre valutare attentamente le attitudini motorie, le motivazioni a fare sport, l’interesse per uno sport specifico, le possibilità di inserimento sociale, le possibilità della famiglia e anche la figura dell’educatore sportivo. Sport amatoriali e agonistici per persone con sindrome dello spettro autistico possono migliorarne la qualità della vita, ma è importante che le famiglie e gli operatori del settore siano informati e possano trovate le opportunità per intraprendere questa strada».Iannotta Massa 350 260 min

Proprio queste motivazioni hanno indotto sia l’associazione 'Altre...menti-Lotta all'autismo' che la società sportiva Ceccano Calcio 1920, a dare vita ad un partenariato, ad iniziare da settembre, per far decollare il progetto 'Autismo e calcio nella Provincia'. Nello specifico «Il Ceccano Calcio 1920 - si legge nel documento sottoscritto - concede la disponibilità delle proprie strutture al fine di poter far realizzare attività motorie ai ragazzi dell’associazione. Tali attività saranno studiate su misura ed in linea con le possibilità degli stessi che saranno a loro volta affiancati dagli operatori dell’associazione. Nel progetto è incluso la disponibilità della Società Sportiva Ceccano calcio 1920 a far conoscere e promuovere le attività dell’associazione (prima dell’inizio delle partite casalinghe i ragazzi scenderanno in campo con striscioni e con altre iniziative concordate). Saranno altresì realizzati eventi di raccolta fondi in favore dell’associazione 'Altre...menti-Lotta all'autismo' per sostenere le terapie svolte dai ragazzi». Una delle prime iniziative sarà messa in atto nel corso delle festività natalizie.

 

 

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Festival letterari della provincia pontina

Latina parcodelcirceo 370 mindi Ilaria Ferri da latinatoday.it - Libri e autori: i maggiori festival letterari della provincia pontina
Non solo semplici incontri con autori o presentazioni delle ultime uscite in libreria, ma appuntamenti che di anno in anno arricchiscono il pubblico di ricordi ed emozioni.

A Latina e provincia, soprattutto in estate, vengono organizzate moltissime iniziative che permettono al pubblico di incontrare gli autori dei propri libri preferiti, o dei romanzi primi in classifica. Ci sono le singole presentazioni di libri che avvengono nelle librerie o all’interno di manifestazioni più ampie, ed altre espressamente dedicati ai libri che di anno in anno riscuotono grandi successi e tornano ad allietare i lettori pontini.

Competizioni per scrittori esordienti, incontri con autori famosi, festival letterari con personaggi affermati, ce n’è per tutti i gusti.

Libri sulla cresta dell’onda
È senz’altro la rassegna letteraria più longeva della provincia: è giunta quest’anno alla sua 25° edizione. Il suo successo è forse dovuto al connubio sempre vincente che la caratterizza: le location più suggestive della Riviera d’Ulisse con nomi importanti della letteratura e del giornalismo italiani; ma soprattutto perché consta di incontri con gli autori pensati seguendo un filo conduttore e temi ben precisi, quindi senza promuove necessariamente le nuove uscite. Location indimenticabili, libri e personaggi sempre interessanti, intermezzi musicali e alcune volte degustazioni di prodotti tipici. Il paradiso per lettori e semplici curiosi.

Giallolatino
È una manifestazione che più che un festival letterario è una vera e propria competizione nazionale che chiama i partecipanti a cimentarsi non solo con il genere giallo, noir, poliziesco e similari, ma ad ambientare le vicende raccontate a Latina e provincia. Nata nel 2007 ad oggi ha portato a Latina importanti protagonisti della scena letteraria italiana, premiando autori in erba e di maggior esperienza.

Gita al Faro
È forse la più innovativa e ben strutturata rassegna letteraria della provincia pontina che si tiene ogni anno all’inizio dell’estate nella splendida Ventotene. Rifacendosi romanticamente al titolo dell’omonimo romanzo di Virginia Wolf e sfruttando il concetto di “confino” che da sempre ha contraddistinto l’isola pontina alcuni autori vengono invitati a passare una settimana sull’isola, per vivere le atmosfere, i luoghi e le persone del luogo e lasciarsi ispirare da esse e scrivere un racconto. Nel corso della manifestazione ogni sera vengono letti i racconti in un’atmosfera di complicità e arricchimento che rende così originale la manifestazione, ormai giunta alla sua VII edizione.

Alberi di Canto
È una delle manifestazioni letterarie più originali che coniuga l’attenzione per la natura con la passione per la letteratura e la cultura in generale. Il festival giunto quest’anno alla sua VI edizione contribuisce alla costituzione di un giardino nel borgo medievale di Maranola a Formia fatto di piante da frutto particolari, specie dimenticate, intervallate da piccoli elementi come fontane, meridiane, muretti e panchine su cui vengono incisi versi e brani di poeti e scrittori indimenticabili.

Si potrebbe continuare ancora parlando di Libri nel Parco, che è la rassegna che si tiene in estate a Sabaudia e che porta sul lungolago autori importanti e dibattiti interessanti; oppure il festival culturale Come il Vento nel Mare che, sebbene quest’anno sia ancora alla sua II edizione, riscuote largo consenso di pubblico. La moltiplicazione di queste manifestazioni letterarie testimonia il desiderio del pubblico di confrontarsi con gli autori, informarsi su temi di attualità e soprattutto sognare attraverso le parole dei romanzi.

 

 

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Turismo in provincia? Invertire la rotta: dallo spontaneismo alla pianificazione

Fabi PeschèraGrande P.Fibreno mindi Giuliano Fabi - Turismo in provincia? Invertire la rotta: dallo spontaneismo alla pianificazione

La Destinazione Turistica è quel “contesto geografico” (luogo, comprensorio, piccola località) percepita e scelta dal turista o dal segmento di turisti come meta del proprio viaggio.
La Destinazione Turistica è quindi un luogo obiettivo di viaggio, che il turista desidera visitare grazie alle attrazioni naturali o artificiali che esso offre.
Deve disporre di tutte le strutture e le infrastrutture necessarie al soggiorno (trasporto, alloggio,
ristorazione, attività ricreative) ma anche di un’adeguata capacità di richiamo emozionale legato alla sua notorietà e alla sua immagine.
Una località diviene destinazione quando il mercato ne acquisisce consapevolezza e questa si traduce in domanda effettiva anche grazie alla capacità di comunicare i servizi offerti.
Noi qui sappiamo di avere materiale, abbiamo idee, siamo circondati da province più popolose della nostra, ci manca tradizione di accoglienza e organizzazione, provarci è un dovere considerando i due ambiti in cui può espletarsi la nostra azione.

Spontaneismo e Pianificazione

Lo spontaneismo lo concepiamo come “atto compulsivo” intelligente elaborato e realizzato da coloro che sono più intraprendenti, fatto di iniziative locali e di intraprendenze che investono energie e spesso raggiungono livelli di grande qualità ed appeal notevole, che bisogna far crescere perché sono un test straordinario per focalizzare nuove piste turistiche e bisognerà che continui a vivere con spirito di saggezza,divertimento ed anche con una buona dose di follia salvifica.
La Pianificazione, oltre a nutrirsi di spontaneismo, diventa il percorso che porta a sistemare la funzionalità di tutta l’offerta turistica, diventando accessibile, stabile e continuamente rinnovabile nelle diverse tipologie di sistema locale di offerta turistica. Dovrà quindi essere redatta con criterio scientifico, di imprenditorialità e sostenibilità economica.
Redigere un Sistema Locale di offerta Turistica significa principalmente acquisire contenuti socio economici, ambientali, culturali. In sintesi procedere verso una efficace analisi territoriale attraverso uno schema preciso di lavoro, partire con l’acquisizione di informazioni di carattere generale, per poi procedere a delineare i turismi di prima accessibilità. il tutto attorno alle unicità del nostro territorio che ci sono e sono tante rispetto al resto del Lazio. Pianificazione significa anche muoversi per intercettare quel turismo diretto verso Roma per cui il nostro territorio, specie la fascia Ernica e giù di lì, da Anagni a Montecassino passando per Sora, a non più di un’ora di bus sembra vocato, cosa che l’insipienza di chi ha avuto poteri decisionali nel passato non ha mai preso in considerazione. Di qui al 2025 è previsto un raddoppio del flusso turistico verso Roma che scoppierà, i costi arriveranno alle stelle le periferie potrebbero avere una opportunità. Vincerà chi si farà trovare pronto.

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Il disastro del piano di rientro per la nostra provincia

sanità sala operatoria medici 350 260 mindi Giuliano Fabi - Il piano di rientro sostanzialmente ha provocato una forte contrazione della qualità e della quantità delle prestazioni sanitarie nella nostra provincia. Per anni non si e investito non si è modernizzato non si è assunto. L’età media dei medici strutturati nella nostra ASL supera i 60 anni, mentre l’età media dei ricoverati pare sia di 75 anni: il che significa che nella nostra provincia non abbiamo una sanità degna di questo nome, ma significa anche occupazione mancata e turismo sanitario con costi aggiuntivi notevoli, il cui peso è avvertito soprattutto categorie svantaggiate.

Chiaramente la nostra provincia ne ha risentito di più della capitale perché, tra l’altro, siamo reduci dalla demenziale idea delle macroaree che in base a criteri di risparmio ha privilegiato la capitale e hanno accentuato il declino dei servizi nelle periferie, con qualità è quantità delle prestazioni al di sotto dei limiti della accettabilità. Ora che siamo usciti dal piano di rientro ci aspettiamo nuovi investimenti. Ma portare specialità qui richiede figure professionali preparate, macchinari costosi e soprattutto un contesto di buon livello e personale addestrato che possa supportarli.

Nel caso migliore occorreranno anni per il ritorno a standard accettabili e di prestazioni che invertano la tendenza. Influirà il peso contrattuale delle periferie che dal punto di vista elettorale valgono poco, nonché il fatto che i costi per portare qui un servizio di alta specializzazione sono altissimi e si giustificano solo con una utenza copiosa. E’ inevitabile che la scelta continui a cadere sulla grande città. Quindi l’auspicio è che almeno si faccia funzionare al meglio quello che c’è. Per il resto mettiamoci l’animo in pace siamo e saremo sempre una provincia destinata al turismo sanitario.

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I Candidati alla Presidenza della Provincioa di Latina

provincia latina 350 260 mindi Rita Palombi – Eleonora Contento, Consigliere Comunali di Sezze Bene Comune - I candidati alla Presidenza della Provincia di Latina. "Sezze Bene Comune", Lunedì 16 Aprile 2018.
Le elezioni provinciali che si svolgeranno il prossimo 29 aprile vedranno tre candidati sindaci con caratteristiche e obiettivi diversi e distinti tra loro.

Nei giorni scorsi, abbiamo letto molte dichiarazioni e fino alla data dell’elezione, siamo certe che ne vedremo ancora delle belle. Con la collega Contento, abbiamo potuto assistere direttamente alle dinamiche avvenute all’interno del coordinamento civiche pontine e già in una precedente nota abbiamo voluto evidenziare le modalità con cui si è arrivati alla doppia candidatura dei sindaci civici Coletta e Gervasi; questo per onestà intellettuale e per rigor di chiarezza. Allo stesso tempo, non volendo accettare il qualunquismo dilagante che si legge sui social e volendo fare uno sforzo oltre questo atteggiamento semplicistico e superficiale, corre l’obbligo di una riflessione in merito al significato di queste candidature.

E’ evidente che la figura di Carlo Medici sia la candidatura di un prodotto generato da un accordo politico pre-elettorale tra il PD e Forza Italia, un accordo d’establishment che non si discosta dalla gestione a cui abbiamo assistito fino ad oggi e che vede i soliti noti al gioco di una spartizione di potere senza considerare alcuna forma di dialogo all’interno dei partiti. Si decide in due e, tutti allineati devono eseguire gli ordini.

La Gervasi è l’espressione di un civismo campanilista di stampo populistico che ha trovato, con azioni alquanto discutibili, il modo per farsi candidare alla presidenza della provincia. Sono molto interessanti i post su facebook del “Gruppo di Sabaudia Zanzara Razionale” che la descrivono in una veste davvero curiosa, bucolica e poco rappresentativa dal punto di vista istituzionale.

Coletta è il terzo candidato e su di lui vorremmo spendere due parole in più. Per quanto discutibile da alcuni, è di fatto la figura politica più rappresentativa perché è l’unica candidatura in grado di accogliere una serie d’istanze provenienti da una varietà di mondi diversi. Il dialogo con altre forze politiche, basato sui contenuti e sulla visione strategica del territorio provinciale, pone le basi per affrontare questioni fondamentali e con tali obiettivi, i movimenti civici hanno il dovere di discutere in merito all’approccio metodologico che dovrebbero intraprendere, alla possibilità di contaminazione, di evolversi attraverso un processo di rigenerazione politica con nuove alleanze definite da principi riconoscibili nei valori che hanno mobilitato ed unito per il Bene Comune.

Dare vita ad una forza politica innovativa, partecipativa e rigenerata nelle forme d’espressione e di comunicazione che i potenti mezzi tecnologici ci richiedono, senza essere populisti oppure nostalgici di partiti ormai al tramonto. Siamo ad un bivio, lo affermano statisti e filosofi che spiegano come i nuovi processi evolutivi della politica hanno tempi più veloci, al passo con le esigenze contemporanee. Un aspetto quest’ultimo che entra in conflitto con la necessaria esigenza di lentezza che serve alle comunità per creare momenti di empatica resilienza. Proprio il raffronto tra queste due velocità è la vera sfida della politica oggi, quella che deve rispondere ai veri bisogni delle comunità, trovando la sintesi tra i tempi immediati della comunicazione e quelli delle comunità resilienti. All’interno di questo complesso scenario, la candidatura del sindaco della città capoluogo, alla carica di Presidenza della Provincia, si pone come figura politica rappresentativa di molti e con grande responsabilità sarà chiamato a dimostrare la capacità nel condurre in maniera equilibrata tale processo. Auspichiamo nella sua intelligenza affinché ci sia il giusto approccio politico per una nuova fase da scrivere in questa Provincia, facendogli i complimenti per la nuova carica da vicepresidente del Neo Partito “L’Italia in Comune” ed augurandogli un sentito in bocca a lupo.
Buon voto a tutti!

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I voti che hanno stravolto la provincia di Frosinone e il Capoluogo

votare 350 260di Ermisio Mazzocchi - E' necessario andare in profondità nell'analisi del voto del 4 marzo per comprendere il significato di quel risultato che ha riguardato tutti i partiti, sconvolgendone assetti e frantumando certezze. La provincia di Frosinone ne è un esempio, su cui è utile soffermarci per rilevare i cambiamenti prodotti in questa consultazione elettorale. I partiti più penalizzati sono quelli tradizionali come PD e FI, mentre quelli che ne escono rafforzati, anche in maniera sorprendente, sono M5S, Lega e FdI. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. Raffronti
  2. Nel Capoluogo
  3. Solo numeri

Fare raffronti per capire

Una lettura dei voti per essere compresa pienamente, deve avere dei raffronti, altrimenti il dato isolato da un contesto storico delle precedenti votazione non avrebbe nessun valore e si ridurrebbe unicamente a confronto circoscritto al risultato del 4 marzo 2018. In provincia di Frosinone il partito che più perde in voti e in percentuale è FI. Questo partito nelle politiche del 2008 ebbe 151.344 voti (47,2%) scende a 90.688 (31,2) nel 2013, per arrivare nel 2018 a 50.495 voti (risultato ottenuto sommando i voti del collegio di Frosinone e quello di Cassino), attestandosi intorno al 17%.

Appare evidente che FI subisce una perdita di voti nel 2013 di 60.664 rispetto al 2008, nel 2018 di 40.193 voti rispetto al 2013, e sempre nel 2018 ben 100.949 voti rispetto al 2008. Il PD ha una perdita di notevole dimensione. Infatti nel 2008 esso ottiene 97.194 voti (30,3%), scende nel 2013 a 65.572 voti (22,5%) per fermarsi a 40.803 voti (sempre sommando i due collegi), attestandosi intorno al 14%. Questo significa che il PD nel 2013 perde 31.622 voti rispetto al 2008, e nel 2018 perde 25.542 voti rispetto al 2013 e naturalmente ben 40.803 rispetto al 2008.

E' evidente che FI è il partito con maggiori perdite di voti, mentre quelle del PD appaiono più contenute. Se si vuole fare comprendere quali siano i trasferimenti di voti ad altri partiti si deve tenere presente che rimanendo a un rapporto solo con il 2013, i due partiti insieme perdono 65.735 voti. La Lega, M5S, FdI e Casa Pound non erano presenti nel 2008, per cui le valutazioni per essi vanno fatte in rapporto al 2013. M5S è il partito che riceve il massimo dei consensi, che già nel 2013 era di 71.547 voti (24,6%), mentre nel 2018 (sempre sommando i due collegi) ottiene 104.193 voti (circa il 36%). Un partito che guadagna ben 36.646 voti.

Sorprendente (ma non troppo) è il risultato della Lega che nel 2013 ottiene solo 381 voti (0,1%), mentre nel 2018 raggiunge i 43.424 voti. Non credo che ci sia bisogno di raffronti. Più contenuto, ma un buon risultato è quello di FdI che nel 2013 ottiene 5.499 voti, mentre nel 2018 riceve 13.386 voti, guadagnando 7.887 voti. Un risultato che merita attenzione è quella del partito di estrema destra, CasaPound, che passa da 1.027 voti nel 2013 a 3.927 nel 2018. Non deve essere sottovalutato questo risultato che rivela una presenza sempre più organizzata e capace di attrarre consensi alla destra più estrema.

Si può, con la dovuta cautela, ritenere che i voti persi da PD e soprattutto da FI, si siano spalmati su M5S e la Lega, non escludendo un riversamento dei voti del PD, in particolare del suo elettorato di sinistra, verso altri partiti minori di sinistra. Mentre potrebbe significare più evidente una distribuzione dei voti di FI su la Lega e il M5S.

I dati mostrano in modo inconfutabile che il primo partito risulta essere M5S con 104.193 voti, e a seguire FI 50.495, Lega 43.424, PD 40.803, FdI 13.386.

Il voto per il Consiglio Regionale del Lazio

Il voto regionale presenta delle caratteristiche interessanti. Appare chiaro che il vero sconfitto per una sostanziosa perdita di voti è FI, che passa dai 103.286 voti nel 2010, ai 73.104 voti nel 2013, perdendo quindi 30.182 voti rispetto al 2010, per arrivare ai 44.311 del 2018 con una perdita di 99.311 sul 2010 e di 28.793 sul 2013.

La Lega, non presente nel 2010, ottiene ben 28.259 voti, passando quindi da 0 voti a questo eclatante risultato. M5S, non presente nel 2010, ottiene 31.900 voti nel 2013, per arrivare 52.702 voti nel 2018, guadagnando ben 21.702.

FdI, non presente nel 2010, passa da 10.835 voti nel 2013 a 14.100 voti nel 2018 guadagnando poco più di 3.725 voti.

Il PD rimane stazionario, pur perdendo voti rispetto al 2013. Il PD nel 2010 ottiene 51.550 voti, nel 2013 65.527, guadagnando 13.527 voti, ma nel 2018 ottiene 50.966 voti, perdendo 1.634 voti rispetto al 2010, e ben 15.461 voti rispetto al 2013. Sostanzialmente si è tornati al 2010.

Anche in queste elezione CasaPound, non presente nel 2010, passa da 10.835 del 2013 a ottenere nel 2018 ben 14.100 voti guadagnando 3.175. un dato da non sottovalutare. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Frosinone Capoluogo

Il voto del 4 marzo espresso nella città di Frosinone rispecchia l'andamento di quello nazionale e provinciale. Tuttavia, esso si presta ad alcune riflessioni in merito ai risultati conseguiti da i partiti in una città di 45.000 abitanti dai segmenti sociali prevalentemente impiegatizio e professionale, ma anche colpita da povertà e degrado sociale. La disoccupazione e il lavoro precario sono diffusi, accompagnati da fenomeni di emarginazione.

Tutti elementi che hanno influito sulla decisione di recarsi alle urne ed esprimere il proprio voto, tanto che l'affluenza alle urne è stata nella media con il 74,2% (elettori 36.235, votanti 26.905), mentre nel 2013 fu del 76,1%. La città ha un governo di centrodestra, ma il voto del 4 marzo ha fortemente penalizzato FI che nel 2018 ottiene 4.506 voti. Nel 2008 FI aveva ottenuto 16.317 voti, nel 2013 riceve 8.678, conseguendo una perdita rispetto al 2008 di 7.639, mentre nel 2018 perde 4.172 rispetto al 2013 e ben 11.811 voti rispetto al 2008.

Una trasfusione sostanziosa di voti in parte verso M5S, ma sostanziosamente verso la Lega, con qualche ricaduta su FdI. La Lega (non presente nel 2008) ottiene nel 2013 solo 33 voti, mentre raggiunge i 4.982 voti nel 2018. Sembrerebbe evidente che l'elettorato della forza più rappresentativa, FI, si sia orientato verso la Lega, che viene valutata più soddisfacente per le sue proposte politiche di quelle di FI.

L'incidenza di una amministrazione di centrodestra, caratterizzata fortemente da FI appare molto scarsa. Una dimostrazione ci viene dal voto per FdI (non presente nel 2008) che guadagna solo 711 voti, passando dai 695 voti del 2013 ai 1.306 del 2018.

Il M5S (non presente nel 2008) ottiene una affermazione, ma non eclatante, passando dai 6.644 voti del 2013 ai 7.847 ottenuti nel 2013, guadagnando 1.203 voti. Il PD perde sostanzialmente il consenso elettorale, alla pari di FI, ma risultando il quarto partito.

Nel 2008 il PD ottiene 8.434 voti, nel 2013 raggiunge i 5.528 consensi, nel 2018 riceve 3.386 voti. La perdita di voti nel 2013 rispetto al 2008 è di 2.908 voti, di quelli nel 2018 rispetto al 2013 è di 2.148 voti. Si tratta di ben 5.056 voti nella città di Frosinone. PD e FI perdono complessivamente dal 2008 a oggi 16.859 voti e dal 2013 a oggi si arriva a una perdita di 6.320 voti. Appare chiaro che se ne sono avvantaggiati M5S, FdI, Lega con qualche trasferimento a partiti minori di destra e di sinistra.

La valutazione politica rimane quella che il PD è la forza politica che più di altri partiti riduce il suo consenso elettorale.

Il voto Regionale nel Capoluogo

Il voto alla Regione Lazio, sostanzialmente riflette l'andamento nazionale. Il PD passa dai 4.046 voti del 2010 al soddisfacente risultato di 4.962 voti del 2013, ma ha una forte contrazione con 3.386 voti nel 2018, perdendo 1.576 voti rispetto al 2013. Più sostanziosa la perdita di FI che passa da 8.735 voti nel 2010 a 6.793 voti nel 2013, perdendo 2.042 voti, per scendere a 4.554 voti nel 2018, perdendo 4.221 voti rispetto al 2010 e rispetto al 2013 FI perde 2.259 voti. E, volendo fare un paragone tra il 2010 e il 2018, in otto anni FI perde ben 4.181 voti. La Lega non presente nel 2010 e nel 2013, balza in avanti con 3.269. M5S (non presente nel 2010) ottiene un buon risultato passando da 3.378 voti del 2013 a un incremento che arriva a 3.858 ricevendo 680 voti in più rispetto al 2013. Stazionario FdI (non presente nel 2010) che passa dai 1.266 voti del 2013 ai 1.304, per la prima volta nelle regionali,m con un incremento di appena 188 voti. Interessante CasaPound (non presente nel 2010) che nel 2013 ottenne 146 voti e arriva nel 2018 a raggiungerne 463 con un aumento di 317 voti. È evidente anche in questo caso della città di Frosinone, i partiti che hanno una maggiore contrazione sono FI e PD. La sostanziosa perdita di voti da parte di FI non impedisce a questo partito di essere il primo partito, cui seguono nell'ordine M5S, PD, Lega, FdI, che come si può constatare il PD in questa città, rimane in terza posizione, mentre era in seconda nel 2013. La valutazione, su questi risultati di una città come Frosinone, può portare a diverse considerazione rispetto ai partiti che si vogliono esaminare. Il PD paga una sua opaca politica dopo le vicende amministrative, in cui ancora non vi è una sufficiente azione politica di opposizione che si trasferisce nella città, ma anche ritardi in una incisiva iniziativa rispetto al governo regionale e a quello nazionale. I contrasti interni a FI ne hanno indebolito l’efficacia sul suo elettorato, che ha preferito trasferire il voto su la Lega e in parte su M5S. Un fenomeno simile, anche se conseguenze numeriche diverse, a quello che ha investito il PD. Non ritengo che ci sia stato un eccessivo astensionismo, visto che la partecipazione al voto si è mantenuta su il 71,4%, considerando che in questa città nel 2010 votò il 64,4%, nel 2013 il 73,3%. Rimane aperto il problema di come potranno evolversi gli sviluppi della nuova geopolitica, che mette in discussione certezze del passato e chiude le procedure dei vecchi sistemi nei rapporti tra i partiti. La politica italiana dovrà rigenerare il suo pensiero per una nuova cultura della politica democratica. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Un po' di soli numeri

 

Politiche Prov.
2008 2013 2018
VOTI % VOTI % 04 Fr 05 Cassino totale
PD 97.194 30,3 65.572 22,5 21.171 14,4 19.632 14,2 40.803
FI 151.344 47,2 90.688 31,2 25.325 17,2 25.175 18,3 50.495
Lega non pres. 381 0,1 25.188 17,2 18.239 13,2 43.424
M5S non pres. 71.547 24,6 52.281 35,7 51.912 37,8 104.193
FdI non pres. 5.499 1,8 7.773 5,3 5.813 4,2 13.386
Casa P. non pres. 1.027 0,35 2.086 1,4 1.841 1,3 3.927
Regionali Prov.
2010 2013 2018
VOTI % VOTI % VOTI %
PD 51.550 19,90% 65.527 25 50.966 20,2
FI 103.286 39,9 73.104 27,6 44.311 17,5
Lega non pres. non pres. 28.259 11,2
M5S non pres. 31.900 12,1 52.702 20,9
FdI non pres. 10.835 4,1 14.100 5,5
Casa P non pres. 998 0,3 3.285 1,5
Politiche  Frosinone città
2008 2013 2018
VOTI % VOTI % VOTI %
PD 8.434 27,5 5.528 20,6 3.386 13,4
FI 16.317 53,3 8.678 32,3 4.506 17,9
Lega non pres. 33 0,1 4.982 19,8
M5S non pes. 6.644 24,7 7.847 31,2
FdI non pres. 695 2,5 1.306 5,3
Casa P. non pres. 141 0,5 399 1,5
Regionali Frosinone città
2010 2013 2018
PD 4.046 18,3 4.962 21.0 3.386 13
FI 8.735 39,6 6.793 29 4.554 20
Lega non pres. non pres. 3.269 14,4
M5S non pres. 3.378 14,3 3.858 17
FdI non pres. 1.266 5,3 1.304 5,7
Casa P. non pres. 146 0,6 463 1,7

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I voti che hanno stravolto la provincia di Frosinone e il Capoluogo

votare 350 260di Ermisio Mazzocchi - E' necessario andare in profondità nell'analisi del voto del 4 marzo per comprendere il significato di quel risultato che ha riguardato tutti i partiti, sconvolgendone assetti e frantumando certezze. La provincia di Frosinone ne è un esempio, su cui è utile soffermarci per rilevare i cambiamenti prodotti in questa consultazione elettorale. I partiti più penalizzati sono quelli tradizionali come PD e FI, mentre quelli che ne escono rafforzati, anche in maniera sorprendente, sono M5S, Lega e FdI. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. Raffronti
  2. Nel Capoluogo
  3. Solo numeri

Fare raffronti per capire

Una lettura dei voti per essere compresa pienamente, deve avere dei raffronti, altrimenti il dato isolato da un contesto storico delle precedenti votazione non avrebbe nessun valore e si ridurrebbe unicamente a confronto circoscritto al risultato del 4 marzo 2018. In provincia di Frosinone il partito che più perde in voti e in percentuale è FI. Questo partito nelle politiche del 2008 ebbe 151.344 voti (47,2%) scende a 90.688 (31,2) nel 2013, per arrivare nel 2018 a 50.495 voti (risultato ottenuto sommando i voti del collegio di Frosinone e quello di Cassino), attestandosi intorno al 17%.

Appare evidente che FI subisce una perdita di voti nel 2013 di 60.664 rispetto al 2008, nel 2018 di 40.193 voti rispetto al 2013, e sempre nel 2018 ben 100.949 voti rispetto al 2008. Il PD ha una perdita di notevole dimensione. Infatti nel 2008 esso ottiene 97.194 voti (30,3%), scende nel 2013 a 65.572 voti (22,5%) per fermarsi a 40.803 voti (sempre sommando i due collegi), attestandosi intorno al 14%. Questo significa che il PD nel 2013 perde 31.622 voti rispetto al 2008, e nel 2018 perde 25.542 voti rispetto al 2013 e naturalmente ben 40.803 rispetto al 2008.

E' evidente che FI è il partito con maggiori perdite di voti, mentre quelle del PD appaiono più contenute. Se si vuole fare comprendere quali siano i trasferimenti di voti ad altri partiti si deve tenere presente che rimanendo a un rapporto solo con il 2013, i due partiti insieme perdono 65.735 voti. La Lega, M5S, FdI e Casa Pound non erano presenti nel 2008, per cui le valutazioni per essi vanno fatte in rapporto al 2013. M5S è il partito che riceve il massimo dei consensi, che già nel 2013 era di 71.547 voti (24,6%), mentre nel 2018 (sempre sommando i due collegi) ottiene 104.193 voti (circa il 36%). Un partito che guadagna ben 36.646 voti.

Sorprendente (ma non troppo) è il risultato della Lega che nel 2013 ottiene solo 381 voti (0,1%), mentre nel 2018 raggiunge i 43.424 voti. Non credo che ci sia bisogno di raffronti. Più contenuto, ma un buon risultato è quello di FdI che nel 2013 ottiene 5.499 voti, mentre nel 2018 riceve 13.386 voti, guadagnando 7.887 voti. Un risultato che merita attenzione è quella del partito di estrema destra, CasaPound, che passa da 1.027 voti nel 2013 a 3.927 nel 2018. Non deve essere sottovalutato questo risultato che rivela una presenza sempre più organizzata e capace di attrarre consensi alla destra più estrema.

Si può, con la dovuta cautela, ritenere che i voti persi da PD e soprattutto da FI, si siano spalmati su M5S e la Lega, non escludendo un riversamento dei voti del PD, in particolare del suo elettorato di sinistra, verso altri partiti minori di sinistra. Mentre potrebbe significare più evidente una distribuzione dei voti di FI su la Lega e il M5S.

I dati mostrano in modo inconfutabile che il primo partito risulta essere M5S con 104.193 voti, e a seguire FI 50.495, Lega 43.424, PD 40.803, FdI 13.386.

Il voto per il Consiglio Regionale del Lazio

Il voto regionale presenta delle caratteristiche interessanti. Appare chiaro che il vero sconfitto per una sostanziosa perdita di voti è FI, che passa dai 103.286 voti nel 2010, ai 73.104 voti nel 2013, perdendo quindi 30.182 voti rispetto al 2010, per arrivare ai 44.311 del 2018 con una perdita di 99.311 sul 2010 e di 28.793 sul 2013.

La Lega, non presente nel 2010, ottiene ben 28.259 voti, passando quindi da 0 voti a questo eclatante risultato. M5S, non presente nel 2010, ottiene 31.900 voti nel 2013, per arrivare 52.702 voti nel 2018, guadagnando ben 21.702.

FdI, non presente nel 2010, passa da 10.835 voti nel 2013 a 14.100 voti nel 2018 guadagnando poco più di 3.725 voti.

Il PD rimane stazionario, pur perdendo voti rispetto al 2013. Il PD nel 2010 ottiene 51.550 voti, nel 2013 65.527, guadagnando 13.527 voti, ma nel 2018 ottiene 50.966 voti, perdendo 1.634 voti rispetto al 2010, e ben 15.461 voti rispetto al 2013. Sostanzialmente si è tornati al 2010.

Anche in queste elezione CasaPound, non presente nel 2010, passa da 10.835 del 2013 a ottenere nel 2018 ben 14.100 voti guadagnando 3.175. un dato da non sottovalutare. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Frosinone Capoluogo

Il voto del 4 marzo espresso nella città di Frosinone rispecchia l'andamento di quello nazionale e provinciale. Tuttavia, esso si presta ad alcune riflessioni in merito ai risultati conseguiti da i partiti in una città di 45.000 abitanti dai segmenti sociali prevalentemente impiegatizio e professionale, ma anche colpita da povertà e degrado sociale. La disoccupazione e il lavoro precario sono diffusi, accompagnati da fenomeni di emarginazione.

Tutti elementi che hanno influito sulla decisione di recarsi alle urne ed esprimere il proprio voto, tanto che l'affluenza alle urne è stata nella media con il 74,2% (elettori 36.235, votanti 26.905), mentre nel 2013 fu del 76,1%. La città ha un governo di centrodestra, ma il voto del 4 marzo ha fortemente penalizzato FI che nel 2018 ottiene 4.506 voti. Nel 2008 FI aveva ottenuto 16.317 voti, nel 2013 riceve 8.678, conseguendo una perdita rispetto al 2008 di 7.639, mentre nel 2018 perde 4.172 rispetto al 2013 e ben 11.811 voti rispetto al 2008.

Una trasfusione sostanziosa di voti in parte verso M5S, ma sostanziosamente verso la Lega, con qualche ricaduta su FdI. La Lega (non presente nel 2008) ottiene nel 2013 solo 33 voti, mentre raggiunge i 4.982 voti nel 2018. Sembrerebbe evidente che l'elettorato della forza più rappresentativa, FI, si sia orientato verso la Lega, che viene valutata più soddisfacente per le sue proposte politiche di quelle di FI.

L'incidenza di una amministrazione di centrodestra, caratterizzata fortemente da FI appare molto scarsa. Una dimostrazione ci viene dal voto per FdI (non presente nel 2008) che guadagna solo 711 voti, passando dai 695 voti del 2013 ai 1.306 del 2018.

Il M5S (non presente nel 2008) ottiene una affermazione, ma non eclatante, passando dai 6.644 voti del 2013 ai 7.847 ottenuti nel 2013, guadagnando 1.203 voti. Il PD perde sostanzialmente il consenso elettorale, alla pari di FI, ma risultando il quarto partito.

Nel 2008 il PD ottiene 8.434 voti, nel 2013 raggiunge i 5.528 consensi, nel 2018 riceve 3.386 voti. La perdita di voti nel 2013 rispetto al 2008 è di 2.908 voti, di quelli nel 2018 rispetto al 2013 è di 2.148 voti. Si tratta di ben 5.056 voti nella città di Frosinone. PD e FI perdono complessivamente dal 2008 a oggi 16.859 voti e dal 2013 a oggi si arriva a una perdita di 6.320 voti. Appare chiaro che se ne sono avvantaggiati M5S, FdI, Lega con qualche trasferimento a partiti minori di destra e di sinistra.

La valutazione politica rimane quella che il PD è la forza politica che più di altri partiti riduce il suo consenso elettorale.

Il voto Regionale nel Capoluogo

Il voto alla Regione Lazio, sostanzialmente riflette l'andamento nazionale. Il PD passa dai 4.046 voti del 2010 al soddisfacente risultato di 4.962 voti del 2013, ma ha una forte contrazione con 3.386 voti nel 2018, perdendo 1.576 voti rispetto al 2013. Più sostanziosa la perdita di FI che passa da 8.735 voti nel 2010 a 6.793 voti nel 2013, perdendo 2.042 voti, per scendere a 4.554 voti nel 2018, perdendo 4.221 voti rispetto al 2010 e rispetto al 2013 FI perde 2.259 voti. E, volendo fare un paragone tra il 2010 e il 2018, in otto anni FI perde ben 4.181 voti. La Lega non presente nel 2010 e nel 2013, balza in avanti con 3.269. M5S (non presente nel 2010) ottiene un buon risultato passando da 3.378 voti del 2013 a un incremento che arriva a 3.858 ricevendo 680 voti in più rispetto al 2013. Stazionario FdI (non presente nel 2010) che passa dai 1.266 voti del 2013 ai 1.304, per la prima volta nelle regionali,m con un incremento di appena 188 voti. Interessante CasaPound (non presente nel 2010) che nel 2013 ottenne 146 voti e arriva nel 2018 a raggiungerne 463 con un aumento di 317 voti. È evidente anche in questo caso della città di Frosinone, i partiti che hanno una maggiore contrazione sono FI e PD. La sostanziosa perdita di voti da parte di FI non impedisce a questo partito di essere il primo partito, cui seguono nell'ordine M5S, PD, Lega, FdI, che come si può constatare il PD in questa città, rimane in terza posizione, mentre era in seconda nel 2013. La valutazione, su questi risultati di una città come Frosinone, può portare a diverse considerazione rispetto ai partiti che si vogliono esaminare. Il PD paga una sua opaca politica dopo le vicende amministrative, in cui ancora non vi è una sufficiente azione politica di opposizione che si trasferisce nella città, ma anche ritardi in una incisiva iniziativa rispetto al governo regionale e a quello nazionale. I contrasti interni a FI ne hanno indebolito l’efficacia sul suo elettorato, che ha preferito trasferire il voto su la Lega e in parte su M5S. Un fenomeno simile, anche se conseguenze numeriche diverse, a quello che ha investito il PD. Non ritengo che ci sia stato un eccessivo astensionismo, visto che la partecipazione al voto si è mantenuta su il 71,4%, considerando che in questa città nel 2010 votò il 64,4%, nel 2013 il 73,3%. Rimane aperto il problema di come potranno evolversi gli sviluppi della nuova geopolitica, che mette in discussione certezze del passato e chiude le procedure dei vecchi sistemi nei rapporti tra i partiti. La politica italiana dovrà rigenerare il suo pensiero per una nuova cultura della politica democratica. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Un po' di soli numeri

 

Politiche Prov.
2008 2013 2018
VOTI % VOTI % 04 Fr 05 Cassino totale
PD 97.194 30,3 65.572 22,5 21.171 14,4 19.632 14,2 40.803
FI 151.344 47,2 90.688 31,2 25.325 17,2 25.175 18,3 50.495
Lega non pres. 381 0,1 25.188 17,2 18.239 13,2 43.424
M5S non pres. 71.547 24,6 52.281 35,7 51.912 37,8 104.193
FdI non pres. 5.499 1,8 7.773 5,3 5.813 4,2 13.386
Casa P. non pres. 1.027 0,35 2.086 1,4 1.841 1,3 3.927
Regionali Prov.
2010 2013 2018
VOTI % VOTI % VOTI %
PD 51.550 19,90% 65.527 25 50.966 20,2
FI 103.286 39,9 73.104 27,6 44.311 17,5
Lega non pres. non pres. 28.259 11,2
M5S non pres. 31.900 12,1 52.702 20,9
FdI non pres. 10.835 4,1 14.100 5,5
Casa P non pres. 998 0,3 3.285 1,5
Politiche  Frosinone città
2008 2013 2018
VOTI % VOTI % VOTI %
PD 8.434 27,5 5.528 20,6 3.386 13,4
FI 16.317 53,3 8.678 32,3 4.506 17,9
Lega non pres. 33 0,1 4.982 19,8
M5S non pes. 6.644 24,7 7.847 31,2
FdI non pres. 695 2,5 1.306 5,3
Casa P. non pres. 141 0,5 399 1,5
Regionali Frosinone città
2010 2013 2018
PD 4.046 18,3 4.962 21.0 3.386 13
FI 8.735 39,6 6.793 29 4.554 20
Lega non pres. non pres. 3.269 14,4
M5S non pres. 3.378 14,3 3.858 17
FdI non pres. 1.266 5,3 1.304 5,7
Casa P. non pres. 146 0,6 463 1,7

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Incontro con il Vicepresidente della Provincia

andrea amata minIntervista al Vicepresidente della Provincia di Frosinone. dottor Antonio Amata e il Presidente della Provincia, Avvocato Antonio Pompeo, dal 2015 sono stati spesso impegnati a sostenere la lotta dei disoccupati di questo territorio frusinate.

Lo abbiamo incontrato in occasione dell'assemblea dei disoccupati di Vertenza Frusinate, svolta il 21 febbraio '18 nel salone dell'Amministrazione Provinciale, cos' ci è stato possibile raccogliere alcune dichiarazioni nel merito del mancato incontro Regione Lazio-Sindacati, che si sarebbe dovuto svolgere nella mattinata dello stesso giorno ed invece è stato annullato senza alcuna informazione nè del rinvio nè delle motivazioni. 

Solo nel pomeriggio inoltrato, in seguito alla minaccia di occupazione del salone provinciale si è conosciuta la data del nuovo appuntamento fra l'Assessora regionale Lucia Valente e i Sindacati, fissato per il 28 febbraio.

Nell'occasione abbiamo parlato con il dottor Amata anche dei suoi impegni elettorali.

Qui di seguito la video-intervista

 

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