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Equitazione, il ceccanese Speranzini campione regionale

Salto Speranzini 350 minTommaso Cappella, Ufficio Stampa - Piccoli talenti ceccanesi crescono. E' il caso del 17enne Alessio Speranzini, autentica promessa dell'equitazione italiana. Domenica ha colto la sua prima grande soddisfazione conquistando la medaglia d'oro ai campionati regionali di salto ad ostacoli che si sono svolti a Roma presso il centro ippico militare “Lancieri di Montebello”. Una prestazione perfetta, sia nelle qualificazioni che in finale, a dimostrazione del suo grande talento e che lascia ben sperare per il prosieguo della sua grande passione. Dopo tre giorni di intense gare, è arrivata quindi la medaglia d’oro nella categoria “brevetti emergenti” per il ceccanese, neo campione regionale quindi in sella a Preziosa Graafone, cavalla proveniente dall’allevamento di famiglia.

Il giovane cavaliere Alessio Speranzini svolge i suoi allenamenti presso il centro ippico “Nabila” di Ceccano seguito a tempo pieno da suo padre Daniele e ripetutamente esegue stage presso il centro ippico “La Torre” con il suo amico-istruttore Davide Iacovacci. Sin da bambino segue le orme di papà Daniele e mamma Silvia montando a cavallo con la sua compagna preferita “Nabila” da cui prende il nome nel 2010 il centro ippico. Già dalle prime gare si distingue il suo innato talento. Per la stagione in corso viene fatto un programma di gare di ampio respiro tra cui un internazionale su “Fiera Cavalli Roma”, un campionato regionale e infine “Fiera Cavalli Verona”. Fin ad ora quindi due degli impegni maggiori sono stati affrontati nel miglior modo: una decima posizione per l’internazionale e la medaglia d’oro ai campionati regionali, oltre a diverse vittorie nei nazionali a 5.

 

 

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Il “Severi” di Frosinone campione regionale di calcio a5

Vincitori LiceoSeveri Fr 350 260Ufficio Stampa-Tommaso Cappella - Il liceo “Scientifico F. Severi” di Frosinone si è aggiudicato prima il titolo provinciale del campionato studentesco di calcio a5 eliminando le scuole “A. Volta” (20-2) e la scuola "Angeloni" (18-1). In seguito il liceo “Severi” ha continuato la sua scia positiva eliminando il “Baronio” di Sora (9-4). Ha poi proseguito la sua scalata vincendo a Broccostella eliminando prima il “Marconi” (9-7) e dopo il “Perlini” nella finalissima (4-3) aggiudicandosi quindi anche le fasi regionali. E proprio ieri (giovedì 11.04.19 ndc)) a Roma si sono svolte le partite in programma. Il Severi si è presentato alle partite con gravi assenze tra le quali il capitano (Davide Fejzulla).

Nonostante le difficoltà incontrate i ragazzi di Frosinone hanno iniziato la loro avventura regionale con un girone che comprendeva le squadre di Rieti e Roma2. La scuola ciociara ha battuto Rieti 3-0 e si è ritrovata a giocare contro Roma2. Anche in questa gara, oltre ad avere la porta inviolata, i ciociari hanno avuto la meglio con il risultato di 2-0. Dopo questa vittoria il Liceo “Scientifico Severi” si aggiudicato la finale contro Roma. Nel primo quarto la scuola ciociara si è trovata in svantaggio di una rete, ma, nonostante ciò, il secondo quarto ha visto il risultato fermo sul 4-4. Nel terzo quarto i ciociari finiscono in vantaggio di due reti e infine, nell'ultimo ultimo tempo i ciociari vincono con 3 reti di scarto con il risultato finale di 9-6. Con questa vittoria il “Severi” di Frosinone accede di diritto alle fasi nazionali in programma in Abruzzo dal 14 al 18 maggio. Da rimarcare anche le ottime performances di Davide Fejzulla, capocannoniere provinciale con 14 reti e di Francesco Federico il quale ha vinto invece quello regionale con 5 marcature.

 

 

 

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Valentina Calcagni e il congresso regionale del PD

  • Pubblicato in Partiti

Valentina Calcagni 350 260 minValentina Calcagni - Una mia dichiarazione dopo il congresso (del PD regionale del Lazio ndr).
Alla luce di quanto avvenuto con il Congresso PD Lazio per cui faccio gli auguri al nuovo Segretario Bruno Astorre, e mi complimento per il coraggio la coerenza dimostrarti da Claudio Mancini rimango ancora più disorientata.
Ritengo che Abbia vinto la restaurazione quando invece c'è bisogno di innovazione, di rivoluzione democratica, non di Ancien Regime e ancor meno di sacralizzazione dei capi bastone! Tutti ce ne lamentiamo nelle sezioni ma poi a loro i conti tornano sempre.

Il 4 marzo è crollato un sistema politico. Sono finiti il centrodestra e il centrosinistra, Cio' non vuol dire affatto che non ci siano più valori di sinistra e di destra. Ma non c'è piu' il centrodestra, ormai completamente sostituito da una estrema destra egemonica che sta finendo per assorbire Fi e sta attraendo anche parte dell'elettorato di M5s, mentre il centrosinistra è polverizzato. Ebbene, abbiamo davanti a noi una vera opportunità. Possiamo e dobbiamo occupare un ampio spazio centrale con una nuova proposta liberale e sociale, radicalmente alternativa al polo nazional-sovranista che si è fatto governo.
Per allargare il consenso subito e poi tornare ad essere maggioranza in Italia, e dobbiamo farlo ora, prima delle europee, perché queste elezioni europee non sono mai state così decisive per l'Europa. La mia direzione sarà questa.

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Daniela Bianchi: Consorzi Industriali? Uno solo, Regionale

consiglio lazio 350 260Daniela Bianchi* - Lazio, si al consorzio unico regionale dell'industria. Si ascoltino gli interessi delle aziende e non le scaramucce campanilistiche.

«Dare al Lazio alle sue imprese un ente di sviluppo snello ed efficiente, capace di disegnare e sostenere il rilancio industriale del Lazio con progetti innovativi e sostenibili. E' questo il punto principale della riforma dei Consorzi industriali che il Consiglio Regionale si appresta a votare lunedì. Dopo essermi occupata in questi anni della questione con due proposte di legge, sostengo con forza il provvedimento che punta a ridurre da 5 a un solo Consorzio per l’intera regione. Un intervento che ha in sé il coraggio del cambiamento perché mette da parte le solite scaramucce campanilistiche delle province del Lazio e punta a rinnovare enti che non possono continuare a funzionare con logiche vecchie di trent'anni fa. La novità più importante non è tanto il taglio di poltrone, visto che il Presidente Zingaretti che ne ha già cancellate più di 500 negli ultimi 5 anni, ma quella di poter mettere in campo una strategia industriale disegnata su scala regionale.»

Così Daniela Bianchi, già Consigliera regionale del Lazio e prima firmataria di due proposte di legge di riforma dei Consorzi Industriali del Lazio e di istituzione delle Apea che interviene in merito alla proposta di riforma dei Consorzi Industriali del Lazio contenuta in un emendamento al Collegato in discussione lunedì nel Consiglio Regionale del Lazio

«Non è un caso infatti che chi si oppone a questa riforma, come il Sindaco di Frosinone Ottaviani, riduce la discussione alla mera gestione urbanistica. Ed è questa visione che negli anni ha impedito il rilancio deciso del territorio frusinate: un’idea provinciale e campanilistica in cui lo sviluppo si fa gestendo qualche capannone e qualche strada e facendo la guerra all'impresa che risiede nella provincia accanto. Ragionamenti che forse andavano bene negli anni 80'.

Oggi le imprese hanno bisogno di un territorio che sappia offrire nuovi servizi come centri di ricerca e reti veloci, regole chiare e semplici, risposte rapide ai loro piani di investimenti senza che la burocrazia li blocchi per anni. Così come i cittadini del Lazio devono vedere rispettati l'ambiente e la loro salute. Un consorzio unico può sicuramente essere lo strumento giusto per rispondere a queste esigenze oltre a dare alle province l’occasione di sfruttare l’attrattività di Roma Capitale senza averne paura o combatterla.

In questi ultimi anni la Regione di Zingaretti ha lavorato molto per il rilancio industriale grazie e nuove politiche e interventi diretti ad esempio sulla FCA di Cassino, sulla Ideal Standard di Roccasecca e sul farmaceutico di Anagni. Adesso è necessario fare un ulteriore passo con il Consorzio Unico. Non si tratta di cedere quote di potere o di presunta sovranità a Roma, e neanche di accaparrarsi la gestione esclusiva del "tesoretto" da 50 mln della Apea (Aree produttive ecologiche), visto che a questi fondi può accedere chiunque abbia progetti di sviluppo validi, non solo i Consorzi. Qui si tratta di dare risposta su ciò che chiedono da anni le aziende: politiche industriali serie e subito attuabili. L'associazioni degli industriali, infatti, si è espressa a favore del Consorzio unico Regionale.»

*Già Consigliera Regionale e presentatrice di due proposte di legge regionale di riforma dei consorzi e di istituzione delle Apea.

 

 

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Sanità regionale: più annunci che fatti concreti

sanità prevenzionedi Angelino Loffredi - Alessio D’Amato, neo assessore alla Sanità della Regione Lazio ha indicato con ordine di priorità nella sanità pubblica regionale due temi che meritano essere riportati e conosciuti “Con una forte accelerazione soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e la riorganizzazione della sanità sul territorio che debbono essere i due elementi che dovranno necessariamente caratterizzare i prossimi anni“.
Nelle grandi linee tale prospettiva è condivisibile oltre che necessaria ma, così come formulata, mi sembra anche troppo generica perché priva di alcune fondamentali e necessarie precisazioni, quali l’ammontare delle somme messe a disposizione, nel futuro prossimo, sia per “l’assistenza domiciliare” che per “la riorganizzazione della sanità nel territorio”. Ed ancor più mi sembra lecito ed opportuno chiedere in modo preciso quanto riguarderà per tale destinazione ai presidi esistenti della provincia di Frosinone?
Rispondere a tali richieste mi sembra un modo naturale per avviare un buon rapporto di collaborazione e trasparenza con le associazioni impegnate nel settore sanitario.

Non può essere dimenticato il notevole scarto esistente fra gli annunci sentiti e le scarse, concrete realizzazioni. Mi sembra opportuno, pertanto, ricordare l’inaugurazione “trionfante” della Casa della Salute di Ceccano, il 18 dicembre del 2017, ovvero di un contenitore vuoto. Solo successivamente sono stati avviati i lavori per adeguare il Centro Prelievi ed il Centro prenotazioni. Dopo cinque mesi il Commissario straordinario annunciava che il 4 giugno c.m. sarebbe stata avviata la Degenza Infermieristica con i suoi 20 posti. Poi, tanto per cambiare veniva annunciata anche l’attività della TAC. Alla data di oggi manca la TAC, per la Degenza Infermieristica si registra la presenza di personale infermieristico ma non di degenti. C’è una novità non prevista, ne prevedibile e da evidenziare con forza e stupore: l’Ambulatorio odontoiatrico da Ceccano è stato trasferito a Frosinone. Insomma di male in peggio!

A proposito di necessarie e significative collaborazioni fra Assessorato regionale alla sanità, Commissario straordinario e Direttori vari con le organizzazioni impegnate nel settore, ricordo che in una partecipata riunione, l’11 giugno2018, promossa dal Tribunale del Malato-Cittadinanza attiva, presso il Teatro della ASL, avente come tema “Incontriamoci per ragionare“, Francesco Notarcola fra le tante questioni sottolineate riguardanti l’Ospedale di Frosinone ne ha poste alcune minime ma da ricordare e che riporto direttamente “non c’è carta igienica e di sapone nei bagni di reparto, nelle aree dove sostano pazienti e cittadini in attesa dell’ascensore o di altri servizi. Segno di questo degrado e non curanza sono più che evidenti proprio nelle sale d'attesa. Qui si contano diverse sedie rotte e i bagni quando si guastano rimangono abbandonati a se stessi per lunghi periodi, mentre porta sapone e porta carta igienica fanno bella mostra di se, desolatamente vuoti". Notarcola sviluppa la sua analisi impietosa per concludere con una domanda che meriterebbe una immediata risposta: "Chi deve fornire la carta igienica e il sapone? La ASL o la ditta appaltatrice? Chi deve procedere alla riparazione delle sedie rotte in sala d’attesa e dei letti mal funzionanti nei reparti, dei campanelli che non suonano? A quanto ammonta il costo dell’appalto?"

Domande necessarie, giuste e che visto l’andazzo esistente forse non avranno mai le dovute risposte. Anche se non ci saranno risposte comunque ci sarà sempre qualcuno o qualche organizzazione che manterrà aperte questioni di diritto e di difesa della salute.

 

 

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Guardia Medica: presentata un’interrogazione regionale urgente

movimento 5 stelle bandiera 350 260Loreto Marcelli, Portavoce Regionale M5S - La scorsa settimana il M5S ha depositato un’interrogazione scritta a firma dei Portavoce Regionali Marcelli e Barillari (il cui testo è disponibile sul link: http://atticrl.regione.lazio.it/interrogazioniScritte_dettaglio.aspx?id=26) in merito al servizio di Continuità Assistenziale meglio noto come Guardia Medica.

Il quesito si è reso necessario in quanto l’A.S.L. di Frosinone con l’atto deliberativo n. 1517, del 22 settembre 2017, ha proceduto alla riorganizzazione del servizio di Guardia Medica stabilendo che: “L’attività del servizio di Continuità Assistenjziale è quindi esclusivamente itinerante cioè a domicilio del paziente”. L’indirizzo assunto dall’A.S.L. lascia perplessi, infatti si deve evidenziare che la decisione è avvenuta in assenza di un qualunque tipo di novità legislativa relativa alla disciplina delle modalità di svolgimento del servizio della Guardia Medica. Pertanto, la scelta dell’A.S.L. sembra apparire – oltre che priva di un fondamento giuridico – anche illogica. Non si comprende perché limitare l’attività della Guardia Medica alle sole visite domiciliari quando, fin dall’effettiva entrata in funzione, vale a dire ai primi anni ’80, la stessa è stata identificata con un luogo fisico ben preciso: un ambulatorio. Questo fatto rappresenta un dato storico assodato ed incontestabile.

Si ritiene, inoltre, che una tale limitazione dell’attività potrebbe comportare l’interruzione di un pubblico servizio in riferimento al mancato svolgimento delle visite ambulatoriali. Questo aspetto è stato posto in evidenza nell’interrogazione, con la quale – tra l’altro – si è domandato se la Regione vuole chiedere all’A.S.L. di revocare in autotutela l’Atto Deliberativo in questione nonché quali provvedimenti intende adottare nei confronti dell’Azienda Sanitaria di Frosinone in considerazione degli eventuali disagi e disservizi conseguenti alla riorganizzazione della Guardia Medica.

Sora, 15 maggio 2018

 

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Sanità regionale fuori dal commissariamento, ma....

zingaretti 350 260di Angelino Loffredi - Cosi come era prevedibile, gli organi di informazione provinciale hanno riportato ampiamente ma senza osservazioni critiche( Uno Spot, secondo L’Inchiesta) la conferenza stampa tenuta il 4 dicembre dal Commissario ASL Luigi Macchitellla, dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e conseguenti apologetiche dichiarazioni da parte dei Consiglieri Regionali Buschini, Fardelli, Bianchi. Anzi, mentre per quest’ultimi, più realisti del Re, si ritiene si stia aprendo un facile mondo di efficienza e di cura, il Presidente Zingaretti appare più prudente. Egli, infatti ha dichiarato “Siamo usciti dal Commissariamento ma dobbiamo essere molto cauti. La situazione è molto più complicata e non bisogna dire bugie”

Il tema centrale dell’incontro era la fuori uscita dal Commissariamento il 31 dicembre di questo anno; dai 2miliardi di disavanzo nel 2007 ai 137 milioni del 2017. Un momento certamente positivo, per le prospettive, se ben utilizzato, che nel futuro si potrebbe aprire. Il Consigliere Regionale Mario Abruzzese però ha tempestivamente ridimensionato l’eccessiva euforia attraverso una sferzante dichiarazione «Il miracolo zingarettiano si compone di tre fattori determinanti: l’arrivo di più fondi statali (1 miliardo di euro l’anno, negli ultimi cinque anni) il taglio del personale medico e infermieristico, e l’aumento delle tasse ( addizionale regionale IRPEF più alta d’Italia)». Fino ad ora nessuno lo ha smentito !

L’incontro del 4 dicembre è stato caratterizzato da una lunga, stanca esposizione di cifre alle quali non è stata mai affiancato il termine programmazione e nemmeno una ricognizione coerente, coordinata e precisa circa gli interventi finanziari che ci saranno nella provincia di Frosinone. Per dovere mi corre l’obbligo di riportare la dichiarata stabilizzazione in corso di 216 operatori sanitari, mentre non c’è stata nessuna precisazione riguardante il rapporto fra le annunciate 3.500 assunzioni nel Lazio e la stabilizzazione di altri precari.
Sono stati annunciati inoltre per tutto il Lazio 700 milioni di investimento per l’edilizia sanitaria e acquisto di materiale tecnologico. Zingaretti però non ha indicato la ripartizione fra i due settori. Inoltre sono stati promessi l’arrivo di 17 milioni di euro per l’assestamento sismico dell’ospedale di Sora e 11 per la rete sanitaria provinciale.
E’ mancata qualsiasi riflessione sulle liste di attesa e sulla pericolosità esistente nel Pronto Soccorso di Frosinone; ignorata la condizione di lavoro dei dipendenti delle imprese privatizzate (CUP, Ambulanze, manutenzioni varie, vigilanza, distribuzione pasti). Il Commissario Macchitella se ne è guardato bene di motivare la privatizzazione del personale addetto alle carceri di Frosinone, Cassino, Paliano, e della conseguente spesa di un milione euro in più che i cittadini dovrebbero pagare per gli anni successivi.

 lazio tesserasanitaria min

Se il tema dei temi rimane la questione della riduzione dei costi non riesco a capire come mai politici e tecnici alla ricerca di collocazioni ben remunerate in ambito regionale non ipotizzano di volere utilizzare al meglio la tessera sanitaria. La stessa infatti non serve solo a mostrarla in farmacia o in altre secondarie occasioni ma per altre e più importanti funzioni.

Nel tesserino, che di fatto è la base della Cartella Sanitaria Individuale, c’è un microcip, per cui lo Stato ha speso e spende ancora tanto denaro, attraverso il quale noi e i sanitari impegnati potremmo avere accesso alla nostra cartella, trovarvi la nostra storia familiare, i ricoveri, vaccinazioni, medicine, conoscere allergie. Tantissimi potrebbero essere i vantaggi se tali informazioni si potessero avere a disposizione durante le varie visite, nei ricoveri, nell’attività dei Pronto soccorso, nelle visite pre-anastesiologiche e nelle emergenze, con enorme risparmio di tempo e di impegno delle varie strutture sanitarie.
Quello che sto scrivendo, in modo molto sintetico, è stato ben documentato dal dottor Giuliano Fabi in un un’incontro promosso il 1 dicembre dal sito elettronico www.unoetre.it e dal quotidiano L’Inchiesta. L’intervento completo può essere letto attraverso il link www.unoetre.it/notizie/sanita/item/5244-proposte-concrete-e-utili-per-la-sanita-del-frusinate

Il presidente Zingaretti e i tanti aspiranti a cariche politiche e amministrative regionali dovrebbero impegnarsi sin da ora a dirci in quante settimane i dati che ora sono in rete, dispersi e non utilizzati, possono essere collegati, resi funzionali sia per difendere la nostra salute che per ridurre le spese (dovute alle tante ripetizioni e esami inutili) che ancora oggi i cittadini subiscono per incapacità o malafede di chi domina il mondo sanitario senza saper dirigere e organizzare con onestà, umanità e giustizia.

 
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Se la Sanità è dono di una banca e non è investimento regionale

sanità unitàoncologicadi Angelino Loffredi - Una buona notizia, finalmente: l’Unità Oncologica dell’Ospedale Spaziani di Frosinone in questi giorni è stata dotata di un apparato tecnico informatico che potenzierà le attività funzionali a vantaggio di quelle terapeutiche di tutta la struttura di oncologia della ASL.
In concreto vuol dire che dopo l’installazione di 5 postazioni di Personal Computer complete, di fascia elevata, la nuova rete faciliterà di molto la presa in carico globale del paziente. Dal giornale “L’Inchiesta“ si apprende inoltre che , «permetterà comunicazioni via Skype, garantirà il collegamento diretto in tutti i Presìdi della ASL che si occupano di Oncologia, implementando la immediatezza e la tempestività del percorso unitario cui viene sottoposto il paziente, innalzando il livello delle prestazioni e soprattutto consentirà per ogni singolo utente di prendere visione in tempo reale di cosa ha fatto, cosa stà facendo e cosa eventualmente andrà a fare».
Debbo riconoscere che, almeno per adesso, abbiamo di fronte una situazione promettente e positiva. Solo che sollevo un piccolo rilievo: tale avanzamento tecnologico non è opera, non fa parte di una programmazione, di una scelta della Regione Lazio ma esprime un atto di liberalità da parte della Banca Popolare del Frusinate. Il Presidente della stessa, Domenico Polselli, in occasione della consegna del materiale informatico ha dichiarato «L’ambizioso obbiettivo di mettersi al servizio della collettività è da sempre un valore fondante, sicuri che la crescita di un territorio debba passare anche attraverso un sistema sanitario efficace per la salute di tutti».
Quale è allora il problema? Mentre l’uomo della Banca ha una idea e prospetta una missione per la stessa, sostituendosi alla Regione, gli uomini delle Istituzioni, politici e dirigenti sanitari, tacciono, accontentandosi di vivere alla giornata, inerti, in attesa dello stipendio mensile e di vedersi immortalati sui giornali attraverso tanti scatti fotografici.

A proposito della privatizzazione della sanità il 20 di agosto riportai una presa di posizione della UIL Fba circa la privatizzazione nella Regione Lazio dell’ARES 118. L’ente regionale prevede, esternalizzando una parte del servizio, di dare ai privati la somma di 15 milioni e 472mila euro.


Tale sindacato però non si limitava a criticare solo una politica di indirizzo generale ma diceva qualcosa in più. Degli automezzi privati messi a disposizione del servizio lo stesso denunciava «il mancato rispetto dei requisiti relativi a immatricolazioni non corrispondenti all’uso; equipaggi non completi; dotazioni sanitarie carenti; dotazioni sanitarie non corrispondenti all’offerta».
Poche righe che indicavano un alto e incombente indice di pericolosità e per questo mi lamentavo perchè dopo tali critiche nessun uomo politico né del personale tecnico della ASL avesse richiesto delucidazioni ne tantomeno avesse fatto smentito. La gerarchia scelse il silenzio!
Ora leggo che presso l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino, la Procura della Repubblica ha chiesto a Polizia e Carabinieri di controllare 5 autoambulanze private dalle quali risulta che a bordo mancano strumenti salvavita. Non si conoscono i particolari dell’’informativa inviata in Procura pertanto è necessario mantenere una certa prudenza ma attorno a questa questione va anche registrata una presa di posizione del Consigliere Provinciale di Forza Italia Gianluca Quadrini, il quale oltre che evidenziare la condizione di subappalto del servizio e di sfruttamento degli operatori, sottolinea che «alcune ambulanze sarebbero risultate non a norma, prive di prodotti necessari all’immediata rianimazione, oltre che di defibrillatore, ossigeno, con medicinali scaduti e deflussori per le infusioni sporchi».
Il silenzio, l’omertà, il lasciar scivolare critiche, non ascoltare i bisogni dei cittadini non rendono un buon servizio ai governanti regionali (politici o tecnici) perché dopo la vicenda della Risonanza Magnetica, presso l’ospedale di Sora, quello del Santa Scolastica è il secondo intervento della Magistratura. Chi mi conosce sa che al centro dell’agire politico ho sempre messo la politica, la Bella Politica, e per la risoluzione delle grandi questioni non mi sono mai affidato alle iniziative giudiziarie. Dopo aver descritto in questi mesi lo sfascio sanitario e leggendo quanto sta accadendo mi limito a dire che queste non sono iniziative giudiziarie ad orologeria promosse da una Magistratura politicizzata. Vista la decadenza morale potrebbero essere delle avvisaglie. Io comunque non mi stancherò di affermare che Trasparenza e Partecipazione sono l’antidoto al malaffare. Chi, avendo responsabilità, di fronte a critiche ineccepibili tace ed è omertoso mi sento di pensare che se la sta cercando.

 
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Depositata in Regione la LIP per Reddito minimo regionale

striscione 350mila 350 260dalla Delegazione del Comitato Promotore della LIP per il Reddito Minimo Regionale (documenti integrali in pdf allegati*) - Alle ore 15:30 la delegazione rappresentante il Comitato Promotore della "Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul Reddito Minimo Garantito verso l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro", nelle persone di Bruno Barbona, Romeo Caruso, Anna Rosa Frate, Angelino Loffredi, Daniela Mastracci, ha depositato la proposta di legge presso la Segreteria Generale del Consiglio Regionale Lazio.
Ricevono la proposta di legge la Dottoressa Segretario Generale Vicario Avv. Cinzia Felci e il dottor W. La Croce.
La proposta di legge è il risultato del lavoro congiunto di Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti e del suddetto Comitato Promotore. Risponde alla drammatica emergenza occupazionale della Regione Lazio dove si registrano 350.000 tra disoccupati e inoccupati.
Nella sola Provincia di Frosinone si registrano 135.000 tra disoccupati e inoccupati. La Legge sul "Reddito Minimo Garantito verso l'inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro" ha la finalità della lotta alla povertà e al contempo della promozione di percorsi atti all'inserimento e al reinserimento nel mondo del lavoro.
Seguirà comunicazione relativa all'avvio della raccolta firme, dopo l'approvazione della Presidenza della Regione Lazio.

Delegazione del Comitato Promotore della proposta di legge

 

Delgazione che ha depositato mLIP Reddito minimo Lazio

 

Da sinistra: Bruno Barbona, Romeo Caruso, Daniela Mastracci, Anna Rosa Frate, Angelino Loffredi

 

Documentazione integrale in pdf da scaricare

  pdf LIP per Reddito minimo regionale: testo integrale come depositato (628 KB)      pdf Attestazione di deposito della LIP Reddito Minimo Regionale Lazio (2.00 MB)

 
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Il fallimento della politica sanitaria regionale

  • Pubblicato in Sanità

Zingaretti blabla 350 260Comunicato stampa congiunto da CittadinanzAttiva - Tribunale per i Diritti del Malato Tivoli Subiaco Palestrina Colleferro, Comitato libero "a difesa dell'ospedale di Colleferro", Coordinamento Territoriale Associazione Medici di Famiglia per l'Ambiente di Frosinone e Provincia

CONFERENZA STAMPA


Il fallimento della politica sanitaria regionale e le conseguenze sul territorio di Colleferro e ASL RM5
Venerdì 15 settembre presso Istituti Paritari G. Falcone, Il Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale e CittadinanzAttiva - Tribunale per i Diritti del Malato, Assemblea Territoriale di Tivoli Subiaco Palestrina Colleferro, assieme all'Associazione Medici di Famiglia per l'ambiente di Frosinone e Provincia incontreranno alle ore 18:00 i rappresentanti dei media in una conferenza stampa sulla situazione dell'ospedale di Colleferro con diretta streaming (dalla pagina FB "A difesa dell'ospedale di Colleferro -Coordinamento territoriale"). Subito prima è possibile iscriversi a Cittadinanzattiva per partecipare alla elezione del Responsabile del Tribunale per i Diritti del Malato di Colleferro e del settore Scuola. Si raccoglieranno le firme per il ricorso al TAR contro il decreto Zingaretti da presentare ai Sindaci del territorio.


A questo proposito, Ina Camilli, coordinatore del Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale, precisa: "Il recente decreto Zingaretti sulla rete ospedaliera prevede misure di razionalizzazione che sono tagli dei servizi pubblici. Il decreto non si fa carico della necessità di assicurare i dovuti servizi, personale e apparecchiature alla martoriata valle del Sacco. In particolare l'ospedale L.P. Delfino di Colleferro subisce il declassamento delle attività chirurgiche e la riduzione dei posti letto. Il decreto non affronta il problema cronico della carenza di personale!", e il portavoce, Gabriella Collacchi, aggiunge: "Ci appelliamo al Presidente Zingaretti e ai Sindaci del territorio (alcuni con incarichi importanti nelle strutture ospedaliere) affinché nel nostro territorio siano innalzati gli standard sanitari di assistenza pubblica e di cura della salute".


Il coordinatore dell'Assemblea Territoriale di Cittadinanzattiva - Tribunale per i Diritti del Malato, Tiberio La Rocca esprime tutto il suo disappunto per questa politica regionale: "Quando, per difendere il diritto costituzionale previsto dall'articolo 32, si deve fare ricorso all'autorità Giudiziaria, è segno che la politica ha fallito. Questo è accaduto dal punto di vista del servizio sanitario in questa regione ed a pagarne le conseguenze sono i cittadini, sempre e soltanto i cittadini."


Giovanni Magnante di Associazione Medici di Famiglia per l'ambiente di Frosinone e Provincia sottolinea le emergenze del territorio: "È evidente che c'è una emergenza sanitaria secondaria ad una emergenza ambientale dovuta all'inquinamento. È poco comprensibile come in una delle zone più critiche d'Italia per motivi ambientali e con dirette conseguenze sulla salute, l'offerta sanitaria degli abitanti della valle del Sacco venga progressivamente depauperata. La nostra Associazione, accanto all'informazione sulle patologie legate all'inquinamento, si adopera per sollecitare un servizio sanitario pubblico il più efficiente possibile.
Colleferro, 13 settembre 2017

 
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