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Regione Lazio ha discusso l'emergenza ambientale nella Valle del Sacco

Valle del Sacco industria e ambiente minApprovati due ordini del giorno, uno del centro sinistra e uno del centro destra. Respinto un terzo presentato dal Movimento 5 stelle.
20/02/2019

Il Consiglio regionale del Lazio si è riunito oggi in seduta straordinaria per discutere della emergenza ambientale nella Valle del Sacco. A presentare il tema sono stati i consiglieri delle opposizioni, firmatari della richiesta di seduta straordinaria. “L’obiettivo – ha detto Giancarlo Righini (FdI) – è quello di cercare di accelerare, semplificare e fornire risposte a un territorio che ne ha grande bisogno. Abbiamo appreso delle importanti e ingenti risorse stanziate per affrontare questa emergenza, riteniamo che sia ora di concretizzare tutto questo lavoro”. Righini ha anche chiesto una moratoria rispetto alla possibilità di avviare nuovi insediamenti produttivi nella Valle del Sacco “finché questa situazione non tornerà a dei valori accettabili”, per poi invitare tutti i colleghi a “iniziare un percorso, codificarlo e stabilire un cronoprogramma, nella consapevolezza che è stato prodotto, negli anni, un tale disastro che oggi è necessario molto tempo per recuperarlo”.

Orlando Angelo Tripodi ha parlato di “un problema molto importante, che oltre all’inquinamento, crea gravissimi problemi di salute”. Il capogruppo della Lega ha poi lanciato accuse precise: “Io penso che la politica abbia la sua responsabilità – ha detto – ed è ora che questo venga fuori. Ci sta tutto un intervento che la Regione Lazio in primis non ha fatto, su quel territorio, e una responsabilità oggettiva, quella del Consorzio industriale, che non ha controllato, che non ha fatto, che non ha gestito. Oggi si parla tranquillamente di bypass, aziende che hanno dei bypass, che sversano direttamente nel fiume”.

Valerio Novelli (M5s) ha invece dichiarato che “quando si parla di ambiente, non c’è colore che tenga, è ora di dare delle risposte ai cittadini di quel territorio che da troppi anni subisce degli sfregi ambientali”. Il presidente della commissione Agricoltura e Ambiente ha poi aggiunto che “anche il Consiglio regionale deve essere a fianco alla Giunta e al Ministero per dare un segnale forte e soprattutto di compattezza, perché il nostro dovere è quello di tutelare l’ambiente: noi dobbiamo salvaguardare questo ambiente non tanto per noi, ma per coloro che arriveranno successivamente”.cartografia sin fiume sacco min

Per Pasquale Ciacciarelli (FI), “oggi questo Consiglio regionale è la certificazione di un fallimento della politica e della gestione delle cose, perché se noi oggi siamo alle prese ancora con l’annoso problema della Valle del Sacco evidentemente la gestione che è stata portata avanti in questi anni su questo argomento non è stata una gestione oculata”.

La Giunta regionale è intervenuta sulla questione con quattro assessori, ciascuno con riferimento alle proprie deleghe. Il primo a intervenire è stato Massimiliano Valeriani, titolare della delega ai rifiuti, dando subito notizia che nei prossimi giorni verrà firmato l’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero dell’ambiente, con cui l’amministrazione regionale diventerà il soggetto gestore dei fondi disponibili, attuatore di tutti gli interventi per la caratterizzazione, la messa in sicurezza, le analisi del rischio e la bonifica della Valle del fiume Sacco. “Attraverso questo strumento – ha spiegato Valeriani – sarà finalmente possibile mettere a sistema tutte le risorse ancora disponibili, circa 40 milioni di euro, così da portare a termine le varie misure pianificate per il risanamento ambientale del sito di interesse nazionale”.

Dopo Valeriani è intervenuto Gian Paolo Manzella, assessore allo Sviluppo economico, il quale ha spiegato che si tratta di un’area a competenza condivisa tra Stato e Regione, un’area di crisi industriale complessa ai sensi della legislazione nazionale. “Lo strumento attraverso il quale gli interventi vengono definiti e attuati – ha detto Manzella – è l’accordo di programma, che adotta i progetti di riconversione e riqualificazione industriale”. A tal proposito, l’assessore ha spiegato che “il primo punto d’attacco è rendere più semplici le norme e i procedimenti relativi alle bonifiche propedeutiche agli investimenti”. Sul piano degli incentivi destinati alle imprese che investono in quel territorio, Manzella ha detto che sono stati stanziati 10 milioni di euro di risorse statali previste dalla legge 181. “L’avviso è stato pubblicato il 24 gennaio ed è aperto alle imprese interessate fino al 30 aprile del 2019”, ha precisato l’assessore.

L’assessora all’agricoltura e all’ambiente, Enrica Onorati, si è soffermata principalmente sui risultati delle analisi sulla qualità dell’aria nella zona. “La verifica che io ho a disposizione per l’anno 2018 – ha detto – ci ha portato a evidenziare come ci siano delle criticità per la Valle del Sacco, sia sui parametri relativi in particolare al PM10 che su quelli del NO2 (biossido d’azoto). Il numero dei superamenti del limite giornaliero – ha aggiunto Onorati – risulta superiore al valore consentito dalla norma nelle postazioni soprattutto di Cassino, Ceccano, Colleferro, e Frosinone Scalo. Per il biossido d’azoto, il superamento registrato è per Frosinone Scalo”.

Infine, è intervenuto l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato, che ha illustrato le iniziative messe in campo dalla Regione in tema di salute pubblica per il territorio della Valle del Sacco, citando tutti gli indicatori pubblicati di recente sul sito “Stato salute Lazio” sulla popolazione residente nella zona e aggiungendo che recentemente è stato attivato un programma “che prevede campagne periodiche della sorveglianza sanitaria ed epidemiologica attraverso il monitoraggio biologico di vari inquinanti organici, oltre a controlli di salute periodici di natura biennale”.

Dopo le relazioni degli assessori, il dibattito è proseguito con numerosi interventi di consiglieri di tutti i gruppi consiliari e si è concluso con l’approvazione di due ordini del giorno, uno presentato dal centro sinistra e uno dal centro destra. Respinto invece quello presentato dal Movimento 5 stelle.

Con il primo documento, il Consiglio ha impegnato la Giunta regionale a: predisporre una Struttura di missione formata da personale specializzato in materia di bonifica di siti inquinati con il compito di dare corretta attuazione a tutte le azioni ad oggi programmate; promuovere il coordinamento di tutti gli interventi sulla Valle del Sacco a livello sanitario, ambientale, agricolo, di bonifica e di sviluppo, in accordo con gli altri enti; a farsi parte attiva nei confronti del Ministero per la redazione di un accordo di programma dettagliato e puntuale.

L’ordine del giorno proposto dai consiglieri del centro destra impegna Presidente e Giunta regionale a: istituire un Tavolo istituzionale sulla Valle del Sacco con la Presidenza del Consiglio dei ministri, l’Ispra, l’Arpa Lazio, la Città metropolitana di Roma Capitale, la provincia di Frosinone, le prefetture di Roma e Frosinone, le Asl competenti, i comuni ricadenti nella zona interessata e i Consorzi industriali, per approvare in Consiglio regionale, entro 180 giorni, un “Piano straordinario per la bonifica della Valle del Sacco”; ad attivare entro 90 giorni un “Piano straordinario di assistenza sanitaria per i residenti della Valle del Sacco”.

Il documento del Movimento 5 stelle, respinto dall'Aula, chiedeva tra l'altro alla Regione Lazio di firmare subito l'accordo di programma con il Ministero dell'Ambiente, di aggiornare i Piani di bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano e di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti.

A cura dell'Ufficio stampa del Consiglio Regionale del Lazio

 

 

 

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Valle Sacco: M5S, Regione Lazio firmi accordo con Ministero Ambiente

consiglio lazio 350 260M5S Lazio - Roma, 20 febbraio – “Chiediamo alla Regione Lazio di firmare l’accordo di programma con il Ministero dell’Ambiente, di aggiornare i Piani di Bonifica inserendo regole certe per le aziende che inquinano, di istituire una task force con le istituzioni coinvolte e la polizia provinciale di Frosinone per individuare i responsabili degli sversamenti illeciti; infine di finanziare tutte le azioni necessarie ad una fattiva risoluzione dell’emergenza ambientale della Valle del Sacco, attraverso l’utilizzo delle risorse già stanziate ed individuando apposite procedure costantemente verificabili”.

Così in una nota i consiglieri regionali M5S del Lazio che in occasione del Consiglio straordinario hanno presentato un ordine del giorno in merito all’emergenza ambientale della Valle del Sacco, bocciato dall’aula. “Il prossimo 7 marzo, con la firma dell’accordo con il Ministero, la Regione si potrà finalmente ergere a protagonista, diventando responsabileM5S logo min unico dell’attuazione. – commenta Valerio Novelli, presidente della VIII Commissione Agricoltura e Ambiente - Dunque i 17 progetti presentati passeranno dalla Pisana e qui noi dovremo essere bravi a dare risposte al territorio”.

“Anche la Asl di Frosinone ha le sue responsabilità – commenta il consigliere 5 stelle, Loreto Marcelli - per l’inefficienza degli atti di sua competenza, per il disinteresse dimostrato nell’attivare il registro tumori e per l’imbarazzante decisione presa sul presidio ospedaliero di Anagni, drammaticamente depotenziato. Inoltre non è stato mai avviato alcuno studio epidemiologico per verificare gli effetti dell'inquinamento sulla salute delle comunità locali, nonostante la Regione Lazio abbia finanziato l’iniziativa nei bilanci regionali 2017 e 2018”. Sempre il Movimento 5 Stelle a giugno scorso aveva presentato una mozione per l’assistenza sanitaria dei residenti nella Valle del Sacco, misura approvata dal Consiglio regionale ma mai attuata.

 

 

 

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Regione Lazio: Stop alla Termovalorizzazione a Colleferro?

legambienteLazio 350 260Legambiente Lazio -  “Bene lo Stop alla Termovalorizzazione a Colleferro della Regione Lazio, ora costruire un piano regionale dei rifiuti nel solco dell’economia circolare”

Il presidente Zingaretti ha annunciato lo stop alla possibilità che negli impianti di Colleferro si tornino a bruciare i rifiuti con la termovalorizzazione, perché tali impianti si trasformerebbero in trattamenti a freddo della FOS (Frazione Organica Stabile) e residui del TMB (Trattamento Meccanico Biologico) secondo quanto prevederebbe il piano regionale dei rifiuti che si sta costruendo.

“Bene lo Stop della Regione alla Termovalorizzazione di Colleferro - commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio -. Ora ci aspettiamo che si costruisca un piano regionale dei rifiuti condiviso con associazioni, cittadini e comunità locali, indicando impiantistica innovativa e avviando la nostra regione verso la green economy a partire dal trattamento dei rifiuti, nel pieno solco dell’economia circolare. Bene anche l’arrivo del nuovo piano regionale della qualità dell’aria che discuteremo nelle prossime ore in un territorio che ne ha forte bisogno, basti pensare alla congestione di automobili nella capitale o alla situazione della provincia di Frosinone che continua ogni anno a ed essere tra i peggiori territori d’Italia per presenza di polveri sottili”. Legambiente è stata infatti convocata in audizione proprio sulla stesura del nuovo piano di risanamento della qualità dell’aria che vedrà la luce nelle settimane prossime.

Ufficio Stampa Legambiente Lazio
Matteo Nardi - 3335687925 -
Ufficio - 0685358051 -
www.legambientelazio.it

 

 

 

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Delusione e rabbia per l'incontro del 3 luglio

cartelli 4lug18 350 250 mindi Ignazio Mazzoli - I disoccupati di Vertenza Frusinate si sono dati appuntamento in Provincia come è diventata tradizione ormai. dal 2014, richiamati dal messaggio “VERTENZA FRUSINATE DISOCCUPATI UNITI COMUNICA CHE IL GIORNO 4 LUGLIO ORE 15 30 TERRA’ UN ASSEMBLEA NEL SALONE DELLA PROVINCIA … SI CHIEDE MASSIMA PARTECIPAZIONE CI AUGURIAMO CHE L’INCONTRO IN REGIONE IL 3 LUGLIO NON VENGA RINVIATO ANCORA …” postato sulla loro pagina FB dall’infaticabile Gino Rossi che scrive sempre in maiuscoletto.

Di che si tratta?

Il 28 febbraio scorso, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Parlamento nazionale, alla Regione Lazio, si firma, fra sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ug)l e Giunta Regionale (che sta per scadere), un accordo quadro che riguarda i disoccupati e prevede altri 12 mesi di mobilità per chi l’ha persa e per chi la perderà nel 2018, stabilisce lo svolgimento di tirocini per individuare nuove occasioni di lavoro, e si definisce che i lavoratori over '60 saranno accompagnati fino al pensionamento svolgendo lavori di utilità sociale sulla base della richiesta dei Comuni e altri enti locali a carico del bilancio regionale. Le parti decidono di rivedersi per definire le modalità operative di questa importante decisione. Era soprattutto una promessa elettorale? Vediamo i fatti.
Dal 28 febbraio siamo arrivati al 3 luglio mentre venivano convocate e sconvocate le riunioni del 19, 22, 26 e 29 giugno. La riunione del 3 luglio si è svolta, anche in assenza dell’assessore al lavoro Di Bernardino.

In questi mesi, fra molto altro, Regione e sindacati avrebbero dovuto sollecitare e incontrare Sindaci e imprenditori sia per il piano dei tirocini che per i lavori socialmente utili di cui i Comuni del Frusinate hanno particolarmente bisogno e che non possono affrontare per i magri bilanci di cui dispongono. Una macchina complessa da far partire, per ora ferma, irresponsabilmente e che sarebbe dovuta partire nell'autunno 2017.
Ci sono, ora, mobilità scadute a marzo e i loro titolari non percepiscono reddito da quella data. Il rinnovo, a causa di tutto questo irresponsabile ritardo, è fermo. L’ultima data per presentare la richiesta di rinnovo era il 30 maggio. Lontanissimo, per chi non sa con che cosa vivere. Le domande di chi ha titolo sono state tutte presentate. L’esperienza del 2017 ha dimostrato che la procedura che porta alla riscossione non è affatto rapida: infatti ci vuole una determina della Regione che va inviata al Ministero perché rilasci l’autorizzazione definitiva. Niente di tutto questo è stato fatto. Cambiano gli assessori, ma inerzie, negligenze ed inefficienza restano sempre le stesse.

Il danno che producono i ritardiGino Rossi

Qui preme sottolineare quanto sia dannoso quanto accade non solo per il ritardo che si accumula nella erogazione della mobilità, ma perchè si perde la pur minima speranza di nuova occupazione. Infatti, c'è un legame importante fra determine che autorizzano la mobilità e partecipazione ai tirocini, dal momento che senza le determine non si può firmale il patto di lavoro per l’accesso ai tirocini. Chiaro? L’ANPAL, l’azienda nazionale per le politiche attive del lavoro ha collaborato tantissimo lo scorso anno con i disoccupati per creare questo legame fra politiche di sopravvivenza e quelle di re-inclusione. Ce lo siamo già scordato?
Non solo ritardi, ma quasi sicuramente anche errori che si ripetono a distanza solo di un anno. Abbiamo letto che il Def ha rifinanziato CIGS (Cassa integrazione speciale). Ottima cosa, ma quelli che votano si ricordano che in questa provincia è inutilizzabile perché qui non esistono aziende che la utilizza. Lo scorso anno fu necessario un emendamento (quello che porta il nome di Pilozzi). Quest'anno occorrerà ripeterlo o si sono ricordati di autorizzare insieme alla CIGS anche il rifinanziamento della mobilità? Su queste messe a punto che hanno già richiesto interventi bisogna rassicurare e correggere se già non è stato fatto.
Dalle voci raccolte ‘l’accordo raggiunto ieri in Regione sarebbe il classico topolino partorito dalla montagna. È vero che si tratta solo di un intervento per appena un terzo degli aventi diritto? Qualcuno risponda!
Il Decreto Di Maio per la Dignità fa ben sperare, recupero di diritti e certezze per ora negati. Ci auguriamo che diventino legge per tutti.
Queste misure sin qui descritte sono appena un sorso d’acqua per una piccola parte di senza lavoro, lo sanno bene gli animatori di Vertenza Frusinate. Eppure, ci vuole un estenuante lavoro di sollecitazione e di partecipazione altrimenti tutto sarebbe fermo. Enorme è il corpo di disoccupati in questa provincia. Siamo ancora al numero di 135.000? Cosa si è modificato? Creare condizioni per nuova occupazione larga e diffusa è il primo compito che le Istituzioni dovrebbero avere a cuore. I disoccupati del frusinate sono una forza indispensabile per uscire dal disagio sociale del frusinate.

La solidarietà non basta più

Molte donne e uomini da anni senza occupazione ci ripetono spesso “Non basta più la solidarietà”. Fino ad ora ci sono state solo le iniziative spontanee di chi non ha lavoro. Generose, ma chiaramente insufficienti, nonostante gli indubbi risultati strappati.
Tutti i senza lavoro giovani e vecchi sentono che oramai occorre un'iniziativa organizzata finalizzata, coordinata nazionalmente, di massa, attiva giorno per giorno, attenta a tutti i mutamenti e a tutte le esigenze. Qualcosa si muove. Il “decreto dignità” ieri sera ha superato l'esame del Consiglio dei ministri. Andrà letto con attenzione, sembra che vada nella direzione di ripristinare alcuni diritti del lavoro e dei lavoratori. Sarà "un primo passo in avanti"? Speriamo.
Se così sarà dovrebbe ripercuotersi sull’azione di tutte le istituzioni. Sperare, però, non basta.
Le attuali politiche economiche puntano a precarizzare tutto il mercato del lavoro. Questo richiede di attrezzarsi per fronteggiare e combattere disoccupazione e precarietà senza precedenti. Il primo pensiero va ai Sindacati che dovrebbero strutturarsi per questa terribile novità che va cronicizzandosi.
Non solo, anche le Istituzioni dovrebbero creare sedi e strumenti legislativi per fronteggiare questa emergenza.
Il ricordo degli anni più recenti produce tanti brutti pensieri. Disoccupati prima negati e poi minimizzati. Qui in provincia senza Vertenza Frusinate dal 2014, forse non si sarebbe arrivati ai primi timidi passi del 2016-2017. Nessun argine alla disoccupazione, rappresenta un vuoto senza precedenti del sindacalismo italiano. Qui in provincia, a parte un solo intervento della Cisl di Frosinone per estendere l'8ª salvaguardia agli ex Videocon, la conquista vera, come spesso ha ricordato Romeo Caruso, i disoccupati ciociari se la sono fatta da soli il 9 maggio 2017, quando ottennero, al Ministero del Lavoro, un accordo utile a tutti i disoccupati delle Aree di crisi complessa in Italia. Ciociari alla ribalta.

Nuovo quadro politico e quale iniziativa sindacale?Disocccupati_4lug18disoccupati

Anche oggi, questa assemblea del 5 suona … non bene. Vengono invitati i dirigenti sindacali a quella del 4 luglio convocata dai disoccupati e senza motivazione essi ne indicono una per il giorno dopo, il 5. Perché questo gesto poco garbato. Anziché tentare di recuperare tempo che loro, con la Regione, hanno perso, che fanno? Si preoccupano di dividere chi si è organizzato? Ma così non si risolve il problema che si è creato: un deficit di fiducia. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato combattivo e il sindacato, tutto, ha bisogno di ogni lavoratore, con e senza lavoro.

Una domanda: ora come intendono regolarsi con questo governo giallo-verde (anzi giallo-nero)? Bisognerebbe che ci fosse tanta tanta iniziativa di massa.
Si può partire da un censimento serio dei disoccupati? Si può pensare ad una nuova fase di dialogo e di movimento che strutture, ad hoc create dal sindacato, abbiano intenzione di promuovere e guidare?
Sarebbe solo un’altra faccia della lotta per la piena occupazione. L’art 4 della Costituzione afferma: "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la proprio scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società." E’ troppo chiedere l’applicazione della Nostra Costituzione?
4 luglio ‘18

 

 

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Di che si tratta?

Il 28 febbraio scorso, alla vigilia del voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e del Parlamento nazionale, alla Regione Lazio, si firma, fra sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Ug)l e Giunta Regionale (che sta per scadere), un accordo quadro che riguarda i disoccupati e prevede altri 12 mesi di mobilità per chi l’ha persa e per chi la perderà nel 2018, stabilisce lo svolgimento di tirocini per individuare nuove occasioni di lavoro, e si definisce che i lavoratori over '60 saranno accompagnati fino al pensionamento svolgendo lavori di utilità sociale sulla base della richiesta dei Comuni e altri enti locali a carico del bilancio regionale. Le parti decidono di rivedersi per definire le modalità operative di questa importante decisione. Era soprattutto una promessa elettorale? Vediamo i fatti.
Dal 28 febbraio siamo arrivati al 3 luglio mentre venivano convocate e sconvocate le riunioni del 19, 22, 26 e 29 giugno. La riunione del 3 luglio si è svolta, anche in assenza dell’assessore al lavoro Di Bernardino.

In questi mesi, fra molto altro, Regione e sindacati avrebbero dovuto sollecitare e incontrare Sindaci e imprenditori sia per il piano dei tirocini che per i lavori socialmente utili di cui i Comuni del Frusinate hanno particolarmente bisogno e che non possono affrontare per i magri bilanci di cui dispongono. Una macchina complessa da far partire, per ora ferma, irresponsabilmente e che sarebbe dovuta partire nell'autunno 2017.
Ci sono, ora, mobilità scadute a marzo e i loro titolari non percepiscono reddito da quella data. Il rinnovo, a causa di tutto questo irresponsabile ritardo, è fermo. L’ultima data per presentare la richiesta di rinnovo era il 30 maggio. Lontanissimo, per chi non sa con che cosa vivere. Le domande di chi ha titolo sono state tutte presentate. L’esperienza del 2017 ha dimostrato che la procedura che porta alla riscossione non è affatto rapida: infatti ci vuole una determina della Regione che va inviata al Ministero perché rilasci l’autorizzazione definitiva. Niente di tutto questo è stato fatto. Cambiano gli assessori, ma inerzie, negligenze ed inefficienza restano sempre le stesse.

Il danno che producono i ritardiGino Rossi

Qui preme sottolineare quanto sia dannoso quanto accade non solo per il ritardo che si accumula nella erogazione della mobilità, ma perchè si perde la pur minima speranza di nuova occupazione. Infatti, c'è un legame importante fra determine che autorizzano la mobilità e partecipazione ai tirocini, dal momento che senza le determine non si può firmale il patto di lavoro per l’accesso ai tirocini. Chiaro? L’ANPAL, l’azienda nazionale per le politiche attive del lavoro ha collaborato tantissimo lo scorso anno con i disoccupati per creare questo legame fra politiche di sopravvivenza e quelle di re-inclusione. Ce lo siamo già scordato?
Non solo ritardi, ma quasi sicuramente anche errori che si ripetono a distanza solo di un anno. Abbiamo letto che il Def ha rifinanziato CIGS (Cassa integrazione speciale). Ottima cosa, ma quelli che votano si ricordano che in questa provincia è inutilizzabile perché qui non esistono aziende che la utilizza. Lo scorso anno fu necessario un emendamento (quello che porta il nome di Pilozzi). Quest'anno occorrerà ripeterlo o si sono ricordati di autorizzare insieme alla CIGS anche il rifinanziamento della mobilità? Su queste messe a punto che hanno già richiesto interventi bisogna rassicurare e correggere se già non è stato fatto.
Dalle voci raccolte ‘l’accordo raggiunto ieri in Regione sarebbe il classico topolino partorito dalla montagna. È vero che si tratta solo di un intervento per appena un terzo degli aventi diritto? Qualcuno risponda!
Il Decreto Di Maio per la Dignità fa ben sperare, recupero di diritti e certezze per ora negati. Ci auguriamo che diventino legge per tutti.
Queste misure sin qui descritte sono appena un sorso d’acqua per una piccola parte di senza lavoro, lo sanno bene gli animatori di Vertenza Frusinate. Eppure, ci vuole un estenuante lavoro di sollecitazione e di partecipazione altrimenti tutto sarebbe fermo. Enorme è il corpo di disoccupati in questa provincia. Siamo ancora al numero di 135.000? Cosa si è modificato? Creare condizioni per nuova occupazione larga e diffusa è il primo compito che le Istituzioni dovrebbero avere a cuore. I disoccupati del frusinate sono una forza indispensabile per uscire dal disagio sociale del frusinate.

La solidarietà non basta più

Molte donne e uomini da anni senza occupazione ci ripetono spesso “Non basta più la solidarietà”. Fino ad ora ci sono state solo le iniziative spontanee di chi non ha lavoro. Generose, ma chiaramente insufficienti, nonostante gli indubbi risultati strappati.
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Se così sarà dovrebbe ripercuotersi sull’azione di tutte le istituzioni. Sperare, però, non basta.
Le attuali politiche economiche puntano a precarizzare tutto il mercato del lavoro. Questo richiede di attrezzarsi per fronteggiare e combattere disoccupazione e precarietà senza precedenti. Il primo pensiero va ai Sindacati che dovrebbero strutturarsi per questa terribile novità che va cronicizzandosi.
Non solo, anche le Istituzioni dovrebbero creare sedi e strumenti legislativi per fronteggiare questa emergenza.
Il ricordo degli anni più recenti produce tanti brutti pensieri. Disoccupati prima negati e poi minimizzati. Qui in provincia senza Vertenza Frusinate dal 2014, forse non si sarebbe arrivati ai primi timidi passi del 2016-2017. Nessun argine alla disoccupazione, rappresenta un vuoto senza precedenti del sindacalismo italiano. Qui in provincia, a parte un solo intervento della Cisl di Frosinone per estendere l'8ª salvaguardia agli ex Videocon, la conquista vera, come spesso ha ricordato Romeo Caruso, i disoccupati ciociari se la sono fatta da soli il 9 maggio 2017, quando ottennero, al Ministero del Lavoro, un accordo utile a tutti i disoccupati delle Aree di crisi complessa in Italia. Ciociari alla ribalta.

Nuovo quadro politico e quale iniziativa sindacale?Disocccupati_4lug18disoccupati

Anche oggi, questa assemblea del 5 suona … non bene. Vengono invitati i dirigenti sindacali a quella del 4 luglio convocata dai disoccupati e senza motivazione essi ne indicono una per il giorno dopo, il 5. Perché questo gesto poco garbato. Anziché tentare di recuperare tempo che loro, con la Regione, hanno perso, che fanno? Si preoccupano di dividere chi si è organizzato? Ma così non si risolve il problema che si è creato: un deficit di fiducia. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato combattivo e il sindacato, tutto, ha bisogno di ogni lavoratore, con e senza lavoro.

Una domanda: ora come intendono regolarsi con questo governo giallo-verde (anzi giallo-nero)? Bisognerebbe che ci fosse tanta tanta iniziativa di massa.
Si può partire da un censimento serio dei disoccupati? Si può pensare ad una nuova fase di dialogo e di movimento che strutture, ad hoc create dal sindacato, abbiano intenzione di promuovere e guidare?
Sarebbe solo un’altra faccia della lotta per la piena occupazione. L’art 4 della Costituzione afferma: "La repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere secondo le proprie possibilità e la proprio scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società." E’ troppo chiedere l’applicazione della Nostra Costituzione?
4 luglio ‘18

 

 

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Candidate alla regione: Daniela Bianchi (intervista)

danielabianchi 350 minDaniela Bianchi. Consigliera regionale del Lazio. Candidata quale capolista nella "Lista Civica Zingaretti Presidente". Ha lavorato presso la Doxa, Intesa S. Paolo, Cariplo. Ha studiato presso l'Università la Sapienza di Roma, città nella quale aveva frequentato il Liceo Classico Socrate. Esperta di relazioni istituzionali e da sempre attiva nel sociale alla guida di organizzazioni del terzo settore. Nel 2013 la rivista “Vita” la inserisce tra le 50 donne italiane del Non Profit. Di Roma, ma originaria di Amaseno. Mamma di due bimbi, Tania ed Alexey. Vive a Frosinone e prima ancora a Milano.

 

 

 

 

Qui il video con Daniela Bianchi intervistata da Nadeia De Gasperis, Vicedirettore di UNOeTRE.it

 
 
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Cuperlo a Latina per sostenere Carla Amici, candidata alla Regione Lazio

Cuperlo Amici a Latina minComunicato A pochi giorni dal voto del 4 marzo, la candidata al Consiglio regionale del Lazio Carla Amici fa il punto sui cambiamenti delle politiche sociali per la riduzione delle disuguaglianze insieme a Gianni Cuperlo. L’appuntamento è a Latina: 1 marzo 2018, con inizio alle 17, presso l’hotel Europa. L’incontro pubblico vede protagonista il Partito democratico, nelle sue diverse sfumature, al centro del cambiamento sociale.

Cuperlo, deputato uscente del Partito democratico, non in corsa per le imminenti politiche, sostiene la candidatura di Amici alla Regione Lazio. Manager di importanti istituzioni socio-sanitarie, la candidata del Pd promuove servizi sociali innovativi affinché nessuno resti indietro e vuole portare la sua esperienza di sindaco del piccolo comune di Roccagorga alLocandina Cuperlo Amiciservizio di tutto il territorio regionale sicura di poter interpretare al meglio le esigenze delle comunità, in special modo della provincia di Latina.

“Per non lasciare nessuno indietro” non è per Carla Amici soltanto uno slogan della campagna elettorale in corso ma un principio che rientra nella sua filosofia di vita. Un principio che Amici ha messo in atto sia come sindaco della piccola comunità che amministra da otto anni, fungendo da esempio per gli altri Comuni del comprensorio lepino nella gestione dei servizi, sia nelle sue funzioni direttive per diversi enti pubblici ponendo massima attenzione alle fragilità sociali con l’obiettivo dell’affermazione dell’uguaglianza dei diritti umani per tutte le persone.

Il primo marzo a Latina Cuperlo e Amici affronteranno il tema dei cambiamenti sociali in cui la sinistra oggi si trova dentro.

Latina, 24 febbraio 2018

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“Io corro per la Pisana”

consiglio lazio 350 260“Non solo corro, ma corro per vincere”.

Chi sono
Nata a Sezze nel 1961, vivo a Roccagorga, sono sposata e ho due figlie. Ho studiato al liceo classico Dante Alighieri di Latina e mi sono laureata presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma in Economia e Commercio. Esercito la libera professione di Commercialista da trent’anni.

Sono stata eletta sindaco di Roccagorga nel 2009 e riconfermata nel 2014, un’esperienza umana e politica esaltante per l’intensità dell’impegno e per il contatto quotidiano con le persone.

La forza, il coraggio e la determinazione, l’esperienza da sindaco, la competenza e la passione mi accompagneranno in questo viaggio fatto di 33 tappe, una per ciascun comune della provincia di Latina.

Sono membro del Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa, l’associazione europea più antica e più estesa dei governi locali e regionali che concentra la propria attività in settori quali la cittadinanza, l’ambiente, la coesione economica, e la gestione dei servizi pubblici. L’affermazione dei diritti delle persone con particolare attenzione alle fragilità sociali, obiettivo che ha guidato da sempre le mie scelte, mi ha portato a ripensare il sistema delle politiche sociali sui territori della provincia di Latina ed ad occuparmi della gestione dei servizi sociali con funzioni direttive in diversi comuni.

Ci incontreremo per ascoltarci, confrontarci ed insieme contribuire a realizzare la nuova Regione dei Comuni e dei diritti umani.

Sono candidata con il PD, per sostenere e contribuire all’elezione di Nicola Zingaretti a Presidente della Regione Lazio, per andare avanti insieme.

 

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'Possibile': no a Zingaretti

  • Pubblicato in Partiti

Possibile logo 350 260Ecco la scarna e determinata nota, (su FB da domenica 14 gennaio '18) con cui "Possibile" rifiuta da dare sostegno a Nicola Zingaretti. (segue uno scritto di Umberto Zimarri)

«Prendiamo atto della decisione di Liberi e Uguali di appoggiare Zingaretti alle prossime elezioni regionali. Pur rispettando questa decisione, sulla base della forte contrarietà emersa in questi giorni nel confronto con la nostra base, Possibile non parteciperà a questa tornata elettorale amministrativa e non esprimerà candidati propri alla regione Lazio.»

Interessante e molto importante è la motivazione della scelta: "forte contrarietà emersa in questi giorni nel confronto con la nostra base".  A nostro avviso convergono in questa scelta ragioni di coerenza con la linea politica di "Possibile" e valutazioni di validità locale perchè come ha già detto qualcuno "Zingaretti dovrebbe chiedere scusa alla Ciociaria" in particolare per quattro disagi mai affrontati: l'enorme disoccupazione, il disastro sanità, i costi inaccettabili dalla gestione idrica Acea Ato 5 e infine l'enome danno ecologico e ambientale a partire dallo stato della "Valle del Sacco" fino all'utilizzo affaristico delle discariche e degli inceneritori.

 

Umberto Zimarri argomenta questa decisione, su FB del 16 gennaio '18:

«Chi mi conosce sa che per me la politica parte dall'impegno, dalla condivisione dei processi decisionali, dall'impegno sul e per il territorio. Poi c'è una parolina magica, che si chiama coerenza. Senza coerenza non può esserci credibilità. E senza credibilità non si può fare politica. Dal piccolo paese alla Nazione.
In questi anni, nel piccolo delle mie possibilità, ho cercato di difendere un territorio martoriato a livello ambientale. In prima persona ho scritto numerosi articoli avanzando dure critiche verso le politiche regionali sui rifiuti. Nefandezze su nefandezze. Ipocrisia e malafede.
Allo stesso modo ho manifestato in maniera schietta e diretta le mie opinioni politiche, pur sapendo che in un piccolo Paese questo può essere controproducente. Ma sono fatto così. Tre anni fa insieme a tanti altri in Italia ho fondato un partito Possibile ed un circolo Possibile "Salvador Allende" - Terra di Lavoro. Siamo usciti in solitaria, in mare aperto, senza alcun salvagente, con una certa dose di follia.
Sabato il leader di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, ha annunciato l'accordo con il Governatore del Lazio, Nicola Zingaretti.
Ieri, 31 Sindaci del Pd hanno avallato prima l'arrivo di 250 tonnellate di rifiuti a giorno a Colfelice, poi sono usciti dalla sala quando si stava per votare per bloccare ogni possibile ampliamento della discarica di Cerreto.
Dopo ieri chi ha il coraggio di parlare ancora di un csx efficiente e valido a livello amministrativo in questa provincia, mi fa tremendamente innervosire. Tutti possiamo essere affezionati ad alcune etichette, ad alcune categorie, tutti vogliamo e possiamo essere tifosi di qualcuno o qualcosa. Ma la realtà è ben altra ed è estremamente brutta a Frosinone e nel Cassinate.
Coerentemente con il mio impegno di questi anni, dunque, per me è insostenibile votare per un Governatore del Partito Democratico. Il territorio viene prima di ogni accordo elettorale. Per la prima volta della mia vita e con profondo rammarico, farò scheda bianca alle elezioni regionali.
Lazio Possibile, in accordo con il segretario Nazionale Giuseppe Civati, non inserirà nessun candidato nelle elezioni regionali.
Una decisione sofferta, difficile, e dura: ma la politica per tornare ad appassionare le persone deve essere fatta anche in questo modo. Bisogna essere limpidi e trasparenti. Aggiungo che per difendere il territorio c'è bisogno di schiena dritta e di decisioni difficili. Questo è uno di quei momenti.
Mi auguro veramente e sinceramente che qualcuno in questi anni mi faccia ricredere su questa decisione. In quel caso sono pronto a dire con il sorriso sulle labbra, ho sbagliato.Sono pronto ad essere smentito. Sarei contentissimo di pronunciare quelle parole perché questo significherebbe che questa Provincia e questa Regione saranno un posto più bello, più giusto, più vivibile e più salutare. Sogno di essere smentito e di sbagliarmi, per una volta.

Pancia a terra, invece, sul livello nazionale. Vigileremo sulle liste, saremo attenti ad ogni candidato non potabile, cercheremo di organizzare momenti di approfondimento, di parlare di tematiche, di stare sulle questioni reali in grado di risollevare questo Paese e di rendere i cittadini Liberi e Uguali.
Siempre adelante ma con juicio».

 

 

 
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Ideal Standard e gli impegni di Zingaretti

IdealStandard chiusadi Romeo Caruso - Questa mattina il gruppo di Vertenza Frusinate si è recato a Roccasecca presso lo stabilimento IDEAL STANDARD, per portare il proprio contributo di solidarietà agli operai che manifestano contro la decisione della proprietà di chiudere le sue attività in Italia, spostando la produzione all'estero.

Grande qualità di prodotto, pessime condizioni di lavoro

Lo sconcerto è tanto più grave se si considera che lo stabilimento produttore, all'avanguardia, nel campo delle ceramiche da bagno, non solo non è in perdita, ma è in attivo, proprio grazie alla qualità indiscussa delle maestranze che con spirito di sacrificio hanno rinunciato a parte dello stipendio derivante da voci come i premi di produzione. Quest'ultimi hanno persino accettato di lavorare in condizioni ambientali estremi, ovvero ad altissime temperature, vengono riferiti casi di svenimenti con interventi pressapochisti di "riattivazione" del dipendente a base di "risciacqui" sotto i rubinetti dei lavandini!

Senza contare la malattia professionale più frequente, la silicosi. Tutto questo, ci riferiscono i dipendenti, non è servito ad indurre la proprietà americana a rinunciare al loro progetto di delocalizzazione. Nel corso della mattinata sono giunti anche i sindacati ed il presidente della regione Lazio Zingaretti, accompagnato da assessori e consiglieri al suo seguito.

Gli impegni di Zingaretti

Un grido all'unisono si è levato "presidente, non ci lasci soli". Presa la parola Zingaretti prometteva massimo impegno, giurando sulla sua vita che questa sarà la sua battaglia estrema, condannando fermamente una decisione apparentemente incoerente con i positivi bilanci dell'azienda. Poi i saluti di rito, le interviste, le domande che riportano alla realtà: come è possibile che una autorità regionale sia in grado di invertire un processo di una multinazionale di levatura mondiale?

Ovviamente la risposta è stata che l'impegno sarebbe stato quello di premere incessantemente sui ministeri competenti e di riversare sullo stabilimento in caso di rinuncia alla chiusura importanti investimenti.
L'analisi è che questo è un film già visto troppe volte, le passerelle, le parole di speranza, di condanna, di impegno, spesso non sono stati seguiti da risultati positivi. I motivi sono molteplici, l'inesistente autorevolezza dei nostri governi, sudditi della potenza economica e quindi dell'influenza e a volte delle complicità con le multinazionali, nemmeno la distruzione dei diritti dei lavoratori conquistati in decenni di lotte, anche sanguinose, hanno reso il nostro paese luogo di investimenti importanti e strutturali, anzi realtà radicate da anni chiudono. Non ultimo, la recente decisione di TRUMP di abbassare notevolmente le tasse e di aumentarle per le aziende americane che producono all'estero. La conclusione è che questi elementi così tristemente predominanti non lascino molte speranze ai dipendenti della IDEAL, le parole, gli impegni, gli annunci, sono una cosa, lo stato dei fatti descritti un'altra, il tutto si può pertanto riassumere principalmente in una scarsa autorevolezza da una parte e il conseguente strapotere delle multinazionali dall'altra.

 
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