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Ferentino. Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari

Ferentino aula consigliaresemivuota 350 260Grave emergenza ambientale – Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari. Interessato formalmente il Prefetto di Frosinone
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Maurizio Berretta Capogruppo della Lega: “ Ho formalmente interessato S.E. Ignazio Portelli, Prefetto di Frosinone, sulle gravi omissioni, delle mancate risposte alle interrogazioni dei consiglieri comunali, da parte del Sindaco Antonio Pompeo e del Presidente del Consiglio comunale. Il 14 Dicembre 2018, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta ed urgente (10 giorni), cosi’ come previsto dal regolamento di consiglio comunale, per conoscere i provvedimenti adottati dal Comune di Ferentino sui casi di “sversamento nel torrente Alabro e fiume Sacco”, nel particolare se si era intervenuti nel riscontrare eventuali scarichi abusivi su territorio comunale e di conoscere invece, quanti sono gli scarichi regolarmente autorizzati.

A distanza di ben oltre 2 mesi, ho ricevuto solo silenzio e null’altro. Eppure nelle 2 sedute di Consiglio comunale del 18/12/2018 e 30/01/2019 ho sollecitato piu’ volte la risposta all’interrogazione. Non e’ cosi’ che si puo’ amministrare una Citta’, la mancata risposta alle interrogazioni dei Consiglieri e’ da interpretare a tutti gli effetti, come una mancata risposta alla Cittadinanza tutta, poiche’ l’Amministrazione e’ tenuta a riscontrare tali istanzmaurizioberretta 350e, non solo per questioni di correttezza istituzionale, nonche’ di elementare buona educazione, ma per chiarire le linee di indirizzo del Governo cittadino ed orientare cosi’ al meglio le azioni dei consiglieri. Pretendo a questo punto un dettagliato riscontro, sui provvedimenti o meno, adottati dal Comune sulla grave emergenza ambientale, i relativi atti deliberativi, e soprattutto il censimento degli scarichi industriali, e se non ne e’ in possesso, il Comune deve acquisirlo presso il Consorzio Industriale – Asi (competente), oltre ai residenziali, altresi’ se ha riscontrato direttamente con i propri organi interni scarichi totalmente abusivi.

Ho voluto interessare sono la Prefettura e non anche la Procura di Frosinone, seppur il comportamento omissivo viola l’articolo 43 della 267/2000, e si integra nel reato di omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.), confidando in un riscontro anche fuori dai termini di legge, seppur ampiamente scaduti, ma spero vivamente che questa Giunta comunale prenda coscienza che la grave emergenza ambientale del Sacco, ha bisogna di una task force senza precedenti, e’ ora che il nostro comune ponga la tematica tra le priorita’ assolute delle azioni di governo cittadino, non esistono solo feste e sagre o sorrisi alla stampa, ma sopra ogni cosa, la tutela dell’ambiente e della salute. Mi auguro che SE il Prefetto, intervenga quanto prima per garantire il rispetto dei diritti dei Consiglieri comunali nell’esercizio delle proprie funzioni”.

 

 

 

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Urlano aiuto, ma senza gridare. Una mamma risponde

salmo 350 260 mindi Arianna Rossi - Il Vangelo secondo Salmo.

Durante il concerto al Palalottomatica di Roma il rapper Salmo ha speso alcune parole su tutti coloro che non si sono risparmiati riguardo ciò che è successo ad Ancona, li ha definiti “instagrammisti” visto che ormai postare foto e storie è diventato lo sport preferito degli italiani. Essi comunicano attraverso l’immagine anziché farlo con le parole e quei pochi che lo hanno fatto si sono comunque espressi in maniera negativa, anteponendo il disprezzo alla riflessione.. “Ma si può morire per andare a vedere questo maiale, che schifo!”.

Sulla tragedia consumatasi alcuni giorni fa in occasione del concerto di Sfera Ebbasta sono state pronunciate tante, troppe PAROLE vuote perché ormai è questo che siamo diventati, opinionisti. Il nostro egocentrismo, la nostra arroganza e la nostra presunzione hanno raggiunto livelli talmente alti che emettere giudizi è diventato il nostro pane quotidiano, la linfa senza cui la nostra vita non va avanti.

Ma quella maledetta sera oltre a cinque ragazzi ha perso la vita anche una MAMMA, chi si è fermato a riflettere su questo? Quali sono state le parole utilizzate per raccontarla? “Lascia un marito e tre bambini di cui uno prende ancora il latte” e così una madre che si è recata ad un concerto per accompagnare sua figlia sacrificando la sua stessa esistenza per questo atto di amore è stata etichettata con la più antica definizione di DONNA che si possa ricordare: MOGLIE e MADRE.

Perché una madre di circa quarant’anni è stata così “sciocca” da portare sua figlia al concerto di un “maiale”? Perché se si apre la classifica di Spotify le prime cinque canzoni in lista sono pezzi rap? Perché il rap è la nuova forma di COMUNICAZIONE.
Le nuove generazioni si uniscono sotto un’unica voce, trovano comprensione in quelli che, anche se definiti pseudo-miti, riescono a penetrare quelle parti dell’anima il più delle volte nascoste perfino a se stessi.
Non bisogna sottovalutare il potere della parola e il rap è soprattutto questo PAROLA, LINGUAGGIO, COMUNICAZIONE perché oltre quei personaggi che si mascherano con un look bizzarro si nascondono dei ragazzi che come tutti hanno vissuto storie, momenti ed esperienze di vita sia terribili che bellissime ed hanno trovato nella scrittura il modo per esorcizzarle, per trasmetterle, per condividerle.

Molti si chiedono come sia possibile che i giovani di oggi ascoltino un certo tipo di musica ma se ci si fermasse un istante a pensare si troverebbe immediatamente la risposta, basta guardarsi intorno per capire che i ragazzi non usano la propria voce, non si ascoltano e non parlano, sono ammutoliti dalla società stessa, incapaci di avere un’opinione su qualunque cosa anche la più semplice. I codici hanno sostituito le corde vocali, il loro linguaggio non è altro che un codice morse che se decifrato in maniera attenta trasmette un unico e continuo messaggio che però non viene recepito: “Mayday”. La loro scuola, quella che per loro dovrebbe essere una seconda casa, il luogo in cui essi una volta si rifugiavano, si confrontavano, comunicavano è diventato un posto vuoto fatto di pareti insonorizzate in cui è inutile provare a parlare poiché non c’è nessuno pronto e capace ad ascoltare e in un mondo in cui si è circondati da gabbie nere e lucide, prigioni dei nostri occhi, dove le nostre emozioni sono annientate non appena si tenta di renderle umane, le parole di un rapper sardo di trentaquattro anni, con un nome quasi profetizzante (Salmo), rappresentano il filo di Arianna per uscire da un labirinto i cui muri sono fatti di superficialità, apparenza e SILENZIO.
Egli è stato definito, come tutti i suoi colleghi, un cantante incapace di trasmettere segnali positivi eppure in un momento in cui l’odio è la parola chiave per sopravvivere, in cui in Europa si lotta per farsi ascoltare, in cui si rischia ogni giorno di morire per la mitomania di qualche squilibrato, durante il suo live ha invitato circa un migliaio di giovani sconosciuti ad abbracciarsi e a ballare insieme lanciando un messaggio di unione, fratellanza e contatto, concetti di cui oggi non si ha più comprensione.

Il rap è la poesia del nostro secolo e i rapper sono i poeti della nostra epoca, sono catalogati come dei buffoni i cui testi sono solo un vomito di parole di cattivo gusto, oscene e disturbanti ma non è corretto racchiuderli tutti in un unico fascicolo contrassegnato dall’etichetta “SPAZZATURA” poiché come diceva De Andrè “Dal letame nascono i fiori” e la maturità di ognuno di noi deve essere nello scovarli, annusarli e raccoglierli e non nello schiacciarli perché diversi, una maturità che una mamma ha dimostrato trovando in quel mondo un modo per avvicinarsi a sua figlia e poter comunicare con lei, cercando di rispondere a quella richiesta di aiuto che tutti i ragazzi di oggi urlano ma senza gridare.

 

 

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"Liberi e Uguali" risponde alle domande di UNOeTRE.it

liberieuguali 460 minIl Coordinamento dei Candidati, Per la Lista "Liberi e Uguali", risponde a UNOeTRE.it che ha chiesto una valutazione, ai segretari di partito o ai coordinatori delle liste, su questa campagna elettorale 2018 che esprimerà il nuovo Parlamento Nazionale ed il nuovo Consiglio Regionale.

Come valuta che sarà lo scenario dopo il 4 marzo?

A causa di una legge elettorale indegna riteniamo che dopo il 4 marzo ci sarà una situazione politica estremamente confusa. Gli elettori, però, possono stare tranquilli: non tradiremo mai la loro fiducia e non saremo mai al governo con la destra.  L’obiettivo che ci poniamo nel futuro è chiaro: ridare finalmente una casa alla sinistra in Italia, un partito che non confonda il riformismo con il neo-liberismo. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e capaci di tradurla nel mondo odierno. Questa è la sfida che vogliamo vincere, rafforzandoci e creando finalmente un nuovo e forte partito, radicato ed organizzato sul territorio.

Quali sono le criticità di questo territorio da affrontare nell’immediato dopo voto?

Lavoro, ambiente e sanità.

La politica deve tornare ad indicare una direzione di sviluppo e di programmazione. L’assenza è evidente quando si osservano i capannoni industriali dismessi, leggiamo i dati sulla disoccupazione giovanile e quando gli operai dopo anni di lavoro vengono lasciati a casa dall’oggi al domani. LeU ritiene sia il momento di ragionare in maniera complessiva. E’ tempo di un grande piano di riconversione ecologica con l’obiettivo della bonifica dei grandi siti inquinati e della messa in sicurezza del territorio. Pensiamo allo sviluppo di “Officine Culturali” e ad una seria formazione per gli operai che hanno perso il lavoro. Su questa base si può pensare di sviluppare un’azione di marketing territoriale oltre che la creazione di aziende agricole di nuova generazione. L’azione sull’ambiente è ovviamente il primo passo per una prevenzione sanitaria efficace. A tal proposito, chiediamo a gran voce un registro dei tumori.

Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche?

Crediamo nell’accoglienza e ci interroghiamo sulle cause profonde del fenomeno migratorio. Non possiamo omettere le responsabilità del mondo occidentale in terre colonizzate e poi sfruttate fino a ridurle alla povertà e alla impossibilità di vita. Abbiamo colpe riguardo lo sfruttamento delle risorse energetiche, sui cambiamenti climatici, nella creazione di conflitti e nella vendita delle armi. Il fenomeno migratorio non dipende, quindi, da velleità individuali ma da processi storici, economici, sociali, che ci chiamano in causa direttamente. Chiudere le frontiere, respingere, recingere, sono atti politici ingiustificabili. Accoglienza e sicurezza non sono in contraddizione se pensiamo a risolvere il disagio socio economico che di fatto produce la “paura” del migrante come potenziale “ladro di lavoro”, utile ad alimentare la “guerra dei penultimi contro gli ultimi”. Se vogliamo combattere l’odio dobbiamo sconfiggere le diseguaglianze.

Ambiente malato (Valle del Sacco, ma non solo), paesaggio e biodiversità sono problemi reali da affrontare subito? La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria e turismo sono la ricompensa?

Bonificare, riconvertire, riqualificare aree che hanno ospitato attività industriali altamente inquinanti. Non è una chimera, si può fare. In Europa hanno risanato i corsi d’acqua, trasformando in verde pubblico le aree industriali abbandonate, migliorando i servizi e facendo nascere piccole imprese. Abbiamo il dovere di farlo anche qui, avviando un percorso partecipato che coinvolga il mondo della politica e dell'economia, i sindacati e le associazioni ambientaliste. Non è visionario pensare ad un Parco fluviale che connetta i Centri storici e il paesaggio anche con un’infrastruttura ciclabile. C’è bisogno di un green new deal capace di dare occupazione e salubrità. Dobbiamo avviare un processo virtuoso che punti sulla qualità della vita, sulla valorizzazione paesaggistica partendo dalle nostre montagne.

Sanità: si può dire che va rapidamente verso la privatizzazione? Come garantire il diritto a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente? Come abbattere le liste di attesa?

Dove c’era uno dei migliori sistemi di sanità migliori al mondo oggi ci sono milioni di persone che rinunciano alle cure. Si è spinto pesantemente verso la sanità privata. Siamo per l’assunzione di 40 mila precari, per un piano di investimenti pubblici in 5 anni, per l’innovazione tecnologica e l’edilizia. Dobbiamo riallineare progressivamente la spesa sanitaria pubblica italiana alla media dei paesi dell’Europa occidentale. Massima priorità all’abolizione dei superticket e a un’attenzione specifica alla promozione del diritto alla salute delle donne.

Lavoro: tanto precariato, tanta disoccupazione pochi diritti: condivide? Come intervenire?

I Governi che si sono succeduti hanno promosso la flessibilità, che è diventata sempre più precarietà, riducendo tutele e dei diritti. Bisognerebbe intervenire per ribaltare questo paradigma, ripensando il mercato del lavoro e le politiche di sviluppo dei nostri territori.

Dobbiamo combattere la precarietà che ha immobilizzato intere generazioni, a partire dalla reintroduzione dell’articolo 18, dalla scelta chiara e netta di un salario minimo orario e dalla limitazione dei contratti ultraleggeri. Chiediamo l’attivazione di un Reddito Minimo come atto di civiltà e dignità. Serve un contratto unico per tutti i lavoratori basato sulla professionalizzazione affiancato da politiche attive di riqualificazione e formazione continua.

Grande malessere nella scuola. Insegnanti e famiglie sembrano non costruire più insieme, anzi… Come e quanto le riforme attuate negli ultimi anni hanno cambiato in peggio o in meglio il mondo della scuola?

Vogliamo un’istruzione garantita per tutti, gratuita, democratica, laica e non accettiamo quella “classista” emersa dai Rav (rapporto di autovalutazione) di questi giorni. Quella è una scuola escludente, in contraddizione con il dettato costituzionale ( art 3 e art 34). LeU vuole una Scuola della Conoscenza che educhi e formi i futuri cittadini al libero pensiero, alla capacità critica, alla autonomia. Rigettiamo al contempo la visione della scuola come azienda sul territorio e la competizione tra istituti nella quale si vendono pacchetti “formativi”. La cronaca ci mostra una scuola squalificata in un incessante degradare delle figure dei docenti (subalterni al preside manager) divenuti oggetto di offese e di atti violenti. Famiglia e Scuola debbono concorrere allo scopo condiviso di educare i più giovani e prepararli alla comprensione del mondo. E’ possibile ricomporre questo legame costruendo una scuola partecipata, consapevole di un ruolo sociale di primo piano nella costruzione del futuro di questa Repubblica.

I Candidati di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati e al Senato

Candidato al collegio uninominale Frosinone per la Camera: Marco Maddaslena

Candidata al collegio uninominale Sora-Cassino-Pontecorvo: Sandra Penge

Candidati al lisitno proporzionale della Camera:

  • Alfredo D’aAttorre
  • Daniela Mastracci
  • Gianmarco Capogna
  • Fabiana Fabrizi

Candidati al listino proprozionale del Senato

  • Pietro Grasso
  • Loredana De Petris
  • Piero Martino
  • Anna Capogna

Candidato al collegio uninominale per il Senato: Danilo Salvucci

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"Insieme" risponde alle domande di UNOeTRE.it

Insieme logo 460 min

L'Avv. Vincenzo Iacovissi, Per la Lista "INSIEME", risponde a UNOeTRE.it che ha chiesto una valutazione, ai segretari di partito o ai coordinatori delle liste, su questa campagna elettorale 2018 che esprimerà il nuovo Parlamento Nazionale ed il nuovo Consiglio Regionale.

Come valuta che sarà lo scenario dopo il 4 marzo?

Ritengo che le elezioni del 4 marzo avranno degli esiti molto diversi da quelli preconizzati dalle rilevazioni demoscopiche, per due motivi: gli italiani sempre più spesso decidono solo negli ultimi giorni gli orientamenti di voto; ogni rinnovo del Parlamento porta con sé dei cambiamenti, ma resto convinto che il Paese troverà una via d’uscita, mi auguro affidandosi alle forze riformiste e rifuggendo dagli avventurismi e dai dilettantismi che imperano nel nostro tempo. Perché non possiamo permetterci salti nel buio.

Quali sono le criticità di questo territorio da affrontare nell’immediato dopo il voto?

Ambiente, lavoro, qualità della vita. È necessario mettere in campo una strategia di rilancio che tenga conto non solo degli aspetti emergenziali ma sappia valorizzare anche le tante potenzialità di una terra che deve aspirare ad una inversione di tendenza, puntando su bonifica ambientale, sviluppo turistico e salvaguardia del patrimonio industriale. Accanto a questo un serio investimento infrastrutturale consentirebbe di colmare quei gap che ancora oggi bloccano una stabile ripresa economica e occupazionale.

3Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche?

Assolutamente no. Integrare significa accogliere ma chiedendo il rispetto di regole comuni. Peraltro il fenomeno migratorio non può essere piegato a becere esigenze elettorali poiché è destinato a coinvolgere le attuali e le future generazioni in una dimensione globale. Reputo pertanto miserabili le speculazioni che spesso vengono fatte, ma sono altresì convinto dell’inefficacia della retorica dell’accoglienza fine a se stessa. Come socialisti da anni proponiamo un piano di gestione dell’immigrazione che consenta agli stessi migranti di venire inseriti in concreti piani di formazione e lavori di pubblica utilità, al fine di renderli partecipi della comunità ed eliminare le attuali sacche di emarginazione.

Ambiente malato (Valle del Sacco, ma non solo), paesaggio e biodiversità sono problemi reali da affrontare subito? La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria e turismo sono la ricompensa?

La riconversione del territorio a fini turistici è da anni la nostra battaglia. Il coordinatore nazionale del partito, Gian Franco Schietroma, già nel 2009 impostò il proprio programma elettorale come candidato alla Presidenza della Provincia su questo tema, poiché lo sviluppo del nostro territorio passa inevitabilmente da qui. Il turismo però non può ampliarsi senza una serio piano di salubrità ambientale che tenga conto delle specificità orografiche della Ciociaria e soprattutto sensibilizzi l’opinione pubblica sulla necessità di modificare alcuni abitudini e stili di vita, come ad esempio un utilizzo più oculato dell’autovettura rispetto ad oggi (70 automibili ogni 100 residenti!) e un maggiore controllo sugli impianti di riscaldamento domestici, pubblici e sugli scarichi industriali.

Sanità: si può dire che va rapidamente verso la privatizzazione? Come garantire il diritto a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente? Come abbattere le liste di attesa?

Un territorio come il nostro, composto da 91 comuni e poco meno di 500 mila abitanti, deve necessariamente vedere ampliata la propria offerta sanitaria pubblica, poiché è impensabile che gli attuali nosocomi riescano da soli a fronteggiare l’elevato flusso quotidiano di pazienti. Ecco perché come socialisti non ci stancheremo di richiedere che a Frosinone possa venire finalmente riconosciuto il DEA di secondo livello. Per fare questo servono molta determinazione e volontà politica. Noi siamo pronti a fare di nuovo la nostra parte.

Lavoro: tanto precariato, tanta disoccupazione pochi diritti: condivide? Come intervenire?

Il mondo del lavoro è profondamente mutato rispetto a trenta anni fa. Il secolo scorso ha visto la costruzione del welfare State, che ha assicurato l’ingresso di tutti i cittadini nelle prestazioni sociali e nei servizi pubblici. Oggi le esigenze del tempo mostrano quanto sia necessario adeguare gli strumenti di regolazione del mercato del lavoro al nuovo contesto, proteggendo i nuovi bisogni e valorizzando i nuovi meriti della società. In questa direzione, le riforme degli ultimi anni hanno fatto registrare un sensibile aumento dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, facendoli uscire da una condizione di stabile precariato, ma non sono ancora sufficienti sul lato della qualità del lavoro e delle tutele, che non possono essere totalmente sacrificate sull’altare della competitività. Occorre quindi un riequilibrio tra domanda e offerta di lavoro.

Grande malessere nella scuola. Insegnanti e famiglie sembrano non costruire più insieme, anzi… Come e quanto le riforme attuate negli ultimi anni hanno cambiato in peggio o in meglio il mondo della scuola?

Il settore dell’istruzione pubblica deve divenire il principale volano per una seria lotta alle diseguaglianze. La lista “Insieme”, in cui sono presenti le tradizioni socialiste, ambientaliste e uliviste, ha costruito il proprio programma elettorale su quest’asse portante, perché per rimettere in moto l’ascensore sociale bloccato da anni occorre aumentare i fondi a disposizione di scuola, università e ricerca e allinearci ai principali Paesi europei, come Francia e Germania, che dedicano quote di bilancio molto ampie rispetto all’Italia. Va però cambiato anche il clima culturale che circonda l’insegnamento, poiché questa fondamentale professione è stata spesso oggetto di sottovalutazione, con le conseguenze che purtroppo pagano sia i docenti, costretti ad un’eterna rincorsa alla stabilità, che gli studenti, sui quali si riflettono tutte le criticità del sistema.

I Candidati di "INSIEME"

Candidati alla Camera riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Collegio plurinominale Lazio 2 – 02
1. Vincenzo Iacovissi (capolista)
2. Daniela Testa

Collegio plurinominale Lazio 1 – 03
1. Gian Franco Schietroma (capolista)

Candidati al Senato riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Collegio plurinominale Lazio 3
1. Antonio Ciotoli (capolista)
2. Antonella Liberatori

Candidati alle elezioni regionali riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Irene Bartolomucci
Gianni Bernardini
Massimo Calicchia
Gianna Perciballi
Francesco Quadrini
Antonella Spiridigliozzi

 

 
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Ceccano: Maliziola risponde alla Consigliera Aceto

m.maliziola 500di Manuela Maliziola - Mi spiace costatare che l’attuale maggioranza, scarsa in politica e misera in idee, pur di far vedere che ha fatto qualcosa di “ordinario” usa e strumentalizza vergognosamente un imput dato dalla sottoscritta in favore dell’utilizzo di beni pubblici per attività associative. Del resto che cosa c’è da aspettarsi da un’amministrazione di destra, che pur di coprire, agli occhi della cittadinanza, la propria incapacità politico-amministrativa, volutamente travisa sia la realtà dei fatti che il significato delle parole per denigrare gli avversari politici.
Pertanto risulta inappropriata e del tutto fuori luogo la reazione della consigliera Federica Aceto, alle mie dichiarazioni di ieri a mezzo stampa, relative ai possibili utilizzi degli edifici scolastici dismessi, tra cui la ex scuola di Casamarciano, attualmente sede temporanea di un associazione di volontariato.

La consigliera Aceto dimentica che il mio mandato da Sindaco è stato bruscamente interrotto nel giugno 2014, per dimissione di 11 consiglieri tra cui l’attuale Sindaco, a cui è seguito un anno di commissariamento.
Pertanto, rimango basita, dell’attacco del tutto pretestuoso e fuori luogo nei miei confronti, relativamente ad una mia proposta formulata in Consiglio Comunale di adibire i rimanenti spazi dell’ex scuola di Casamarciano venissero messi a disposizione alle tante associazioni attive sul nostro territorio. Forse la stessa Aceto non ha ben compreso le mie dichiarazione e lo spirito collaborativo delle stesse, soprattutto perché riguardanti un tema a me molto caro quale quello del volontariato dell’associazionismo . Di certo la consigliera di maggioranza su tale questione è stata informata male e consigliata peggio, al sol scopo di coprire i veri e seri problemi della nostra città. Tale polemica è indubbiamente stata montata ad arte per far chiaramente capire che questa maggioranza non accetta alcun tipo di costruttiva collaborazione con le forze di opposizione, che paradossalmente rappresentano la maggioranza dei cittadini. Infatti, come è ben noto a tutti, tre consiglieri di maggioranza, già da tempo siedono sui banchi dell’opposizione facendo sì che l’opposizione stessa detenga il maggior numero di consensi.

Numeri a parte, forse è opportuno che la consigliera Aceto prima di constare “l’attuale” stato dell’immobile di via Anime Sante faccia riferimento al periodo in cui lo stesso, oltre cinque anni fa, fu concesso in buono stato a tale apprezzata associazione, con delibera n. 169 del 06.09.2012. Insediamento accompagnato da una sentita e partecipata inaugurazione alla presenza anche dell’allora Assessore ai servizi sociali Marco Corsi e del consigliere di minoranza, Camillo Ciotoli.

L’alta professionalità dell’associazione di volontariato, destinataria della sede di via Morolense, unica disponibile al momento della richiesta, era riscontrabile, oltre che negli aiuti alle persone bisognose, anche nell’utilizzo di un efficientissimo ponte radio, da loro installato presso tale sede.
E’ evidente che chi non sa fare politica riesca solo a fare polemica, gettando fumo negli occhi della cittadinanza, attraverso false informazioni e deviate rappresentazioni della realtà perché in questi due anni e mezzo di mandato la maggioranza Caligiore, oltre denigrare la passata amministrazione, non ha prodotto alcun risultato positivo per la nostra città, gettandola nel completo abbandono, degrado ed immobilismo.

 
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Frusone, risponde al Vice Presidente di Saxagres

LucaFrusone 350 260dall'Ufficio stampa del Deputato Luca Frusone M5S - «Il vice presidente Borgomeo non ha chiara la natura delle mie preoccupazioni, che riguardano ben altro che il progetto della Saxagres in sé. Sottolineare che l’azienda voglia produrre alla luce del sole e sotto i dovuti controlli sanitari, mi pare il minimo e anzi, credo debba essere scontato, come per qualunque azienda al mondo. Ci tengo invece a ribadire la mia preoccupazione espressa nel comunicato indirizzato qualche giorno fa al Sindaco di Anagni Bassetta, e cioè che ad oggi, non esiste alcuna legge che regolamenti l’utilizzo di ceneri contenenti scorie pericolose come materiale da riciclo per produzione di piastrelle o quant’altro.

E sono costretto a ripetermi, l’impianto di San Vittore produce, secondo dati ISPRA 2016, ben 39.727 tonnellate all’anno di ceneri contenenti scorie pericolose, a fronte di sole 4.892 tonnellate annue di non pericolose, dunque è evidente, basta leggere i dati, che esiste un problema, per il quale, ho chiesto spiegazioni al Ministro dell’ambiente Galletti e i miei colleghi in Regione hanno chiesto un intervento di controllo dell’ARPA Lazio. Ad oggi non sappiamo a cosa sia dovuto questo numero così alto di produzione di scorie pericolose, sicuramente questo dato, di cui non si può far finta di nulla, ci mette molto in allerta. In questo quadro di poca trasparenza e chiarezza, si aggiunge inoltre, la maxi inchiesta sul traffico illecito di rifiuti che ha coinvolto in questi giorni la provincia di Frosinone. Non è molto rassicurante sapere che l’inchiesta ruota intorno a uno scambio illecito di codici CER (codici che identificano la tipologia del rifiuto), che trasformavano “magicamente” rifiuti pericolosi, in non pericolosi.»

E conclude: «La mia preoccupazione rimane dunque più che legittima perché si può portare avanti il miglior progetto di recupero di rifiuti, ma se a monte ci sono delle sofisticazioni dei rifiuti stessi, delle modifiche di cui l'azienda destinataria può anche non essere a conoscenza, allora non si tratta di disinformazione, ma di semplice principio di precauzione e siccome viviamo in una delle zone più inquinate d'Italia non possiamo permetterci nemmeno più un singolo dubbio

 
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«La mia preoccupazione rimane dunque più che legittima perché si può portare avanti il miglior progetto di recupero di rifiuti, ma se a monte ci sono delle sofisticazioni dei rifiuti stessi, delle modifiche di cui l'azienda destinataria può anche non essere a conoscenza, allora non si tratta di disinformazione, ma di semplice principio di precauzione e siccome viviamo in una delle zone più inquinate d'Italia non possiamo permetterci nemmeno più un singolo dubbio.»

 

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