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Roma ciociara nel 1800

Gonin G.Roma1870 mindi Michele Santulli - Ci sono concetti ardui non tanto a comprendere quanto ad assimilare e uno di questi è la relazione secolare tra Roma e la sua appendice meridionale, che oggi individuiamo come la Ciociaria, una volta Lazio Aggetto e, successivamente, Campagna di Roma, ma alle origini Terra dei Volsci. La storia come sempre si limita a informare e a fornire fatti e vicende, la lettura e le interpretazioni sono degli altri. E quindi ben si conosce che, come osservò quell’acuto ciociaro Anton Giulio Bragaglia, mentre ancora ai piedi del Palatino il Tevere era tutto un pantano confuso e mescolato fino alle paludi pontine, dove alto si levava il gracidio delle rane, la regione al suo sud abitata dalle prime popolazioni italiche, dai Volsci, Ernici, Sanniti, Osci, Equi ed altre, si estendeva invece tra boschi e pianure fertili ed ubertose solcate da fiumi scroscianti e pescosi, laddove sui monti circostanti, Ernici e Mainarde e sui versanti dei Lepini e degli Aurunci e degli Ausoni si annidavano racchiuse nelle mura di pietre gigantesche appena tagliate e ancora bianche e brillanti al sole, Atina, Anagni, Veroli, Cori, Priverno, Fondi, Alatri, Norma, Ferentino… quali gioielli incastonati nel paesaggio.

Inutile ricordare gli uomini, e le loro opere, nati in questa terra: sono essi che hanno dato a Roma contributi significativi di cultura e di civiltà, sono essi che veramente hanno prodotto e creato senza ricorrere a violenze o a spargimento di sangue: è vero alcuni di loro hanno combattuto e brillato per coraggio, ma sempre al servizio di Roma: da loro non è emanata angheria prepotenza aggressività. Chi vuol saperne di più, raccomando “ORGOGLIO CIOCIARO/Ciociaria pride”. I secoli successivi hanno confermato e rafforzato un rapporto divenuto vera e propria simbiosi. Tributaria di Roma da sempre per vettovaglie e uomini: in epoca romana ha dato sistematicamente i soldati per le legioni, nei secoli successivi è stata quasi la sacrestia della gerarchia ecclesiastica, dalla quantità infinita di semplici preti alla quantità di alti prelati, ai cardinali e ad almeno sette papi. Ma il secolo che marca e contrassegna una realtà ancora più intima e stretta è il secolo diciannovesimo che registra la vera e propria ciociarizzazione di Roma, un fenomeno sociale ed antropologico che ancora oggi si continua a disconoscere anziché valorizzare ed approfondire. Il flusso costante di immigrati iniziato già alla fine del 1700 partendo dalla Valcomino e poi estesosi gradualmente a tutta la regione a Sud del Tevere e dell’Aniene, ebbe come conseguenza che ad un certo punto già verso il 1850 la presenza di quella umanità in quei variopinti abiti e con quelle calzature così singolari ai piedi era così massiccia ed imponente che divenne logico e normale far diventare i ciociari i veri abitanti di Roma: si rammenti che Roma in quest’epoca contava poco più di centomila abitanti e se si calcola quanti potessero essere i preti, i monaci, i sagrestani, le monache, gli aristocratici e i nobili e la loro servitù, e che molta parte dei romani erano osti o albergatori o caffettieri o pizzicagnoli o artigiani o bottegai e i sei-settemila ebrei confinati nel ghetto, allora ben si comprende come i quindici-ventimila ciociari presenti, effettivamente venissero considerati i veri abitanti di Roma.

Una concomitanza particolare fu che all’epoca di Pio IX e nella sua segreteria si contavano almeno quindici cardinali ciociari e il ministro delle finanze era anche un ciociaro di Ceprano: quindi fu perfino normale, allorché l’8 dicembre del 1854 il Papa proclamò il dogma della Immacolata Concezione, prendere atto da parte delle gerarchie ecclesiastiche che la popolazione romana erano i ciociari: e infatti nei Musei Vaticani si ammira la Sala con gli affreschi che ricordano la celebrazione della Immacolata Concezione e sulla parete in cui si vede il Papa che pronuncia il dogma, si noterà che la popolazione romana che assiste all’evento immortale è rappresentata da una ciociarella col suo bimbo che guardano verso il Papa! Ma tale realtà sociale era fatto acquisito anche in tutta l’Italia: e infatti nel 1867 o giù di lì, in Piemonte appariva sulla stampa un documento che mostrava la figura dell’ Italia incoronata che si rivolgeva al Re Vitt.Em.II e gli diceva: “ Sbrigati, Maestà, a liberare quella poveretta, così io sarà unita e tu ne avrai la gloria”: e quella ‘poveretta’ era una ciociarella in inappuntabile costume e con cioce ai piedi, accasciata su una sedia, con i simboli del potere per terra, assistita da una badante: era Roma. E qualche anno più tardi Gerolamo Induno dava il proprio contributo di patriota alle giornate rivoluzionarie che stavano affliggendo ed angustiando la tranquillità della romana esistenza, illustrando in un suo quadro alcune ragazze in costume ciociaro che, segretamente, confezionavano le bandiere tricolori.

Una conseguente realtà della cosiddetta ciociarizzazione di Roma la si rileva anche nella produzione artistica dell’epoca sia nelle opere degli artisti europei sia anche nella folta schiera di artisti sbocciati a Roma prima e dopo il 1870: infatti l’elemento umano presente nelle loro opere erano solo la ciociara o il ciociaro. Si aggiunga che tutta la iconografia sia artistica sia giornalistica e di cronaca in occasione del fatidico 20 settembre avevano come soggetti solo il ciociaro quale abitante di Roma e il bersagliere quale liberatore.

 

 

 

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Solidarietà e altruismo a Roma

roma 350 minA Roma ho scoperto con grande piacere che c'è un "tessuto sociale" vivo e pulsante, l'esempio di ciò lo descrivo raccontandovi alcune realtà.
Parto dal centro di Roma dove Mario Dal Mare, un artista a tutto tondo ha trasformato via dei Cappellari, storico vicolo a fianco alla storica Piazza di Campo dei Fiori, l'ha trasormata in "via della poesia".
Questo vicolo abbandonato al degrado, lui....Mario Dal Mare, lo ha trasormato in un luogo culturale in cui tutti gli artisti possono avere lo spazio per poter esprimere la loro arte...uno spazio aperto a tutti...qui dalla monnezza si è passati a come dice Mario all"umanezza".

Passiamo in periferia e qui troviamo realtà...come la scuola popolare di Tor Bellamonaca....camminiamo ancora sino ad un'altra periferia ed arriviamo a Ponte Mammolo...famoso per il carcere di Rebibbia....qui anche si sono formati vari comitati: il Comitato Mammut che aiuta i ragazzi in difficoltà a studiare...àffianco a loro l'Ads Mammut, una palestra popolare per far fare sport a chi non può permettersi una palestra.
Sempre a Rebibbia troviamo anche il casale Alba 2, un casale occupato sei anni fa dai ragazzi del quartiere..il casale si trova all'interno di un parco pubblico e il loro scopo è ambientale, far si che il parco rimanga pubblico e non venga dato in mano alla speculazione privata.
Insieme ad altri gruppi hanno formato il forum tutela del parco "Aguzzano". Tutti insieme lottano per difendere il parco dall'attacco del 4° municipio di Roma che vorrebbe dare i casali in mano a privati.

Passiamo per San Basilio, altra borgata famosa solo per lo spaccio di droga, ma anche qui a dispetto di chi sa solo criminalizzare troviamo il centro popolare San Basilio...e i comitati in difesa della casa. Alla Romanina invece troviamo il centro antiviolenza di Stefania Catallo.

Insomma a Roma il tessuto sociale è vivo, ognuno a difesa di qualcosa o di qualcuno.
A Roma la politica dal basso, quella fatta da persone che credono in quello che fanno e lo fanno con il cuore, senza scopo di lucro...c'è, esiste!!!
Ma purtroppo come spesso capita non viene aiutata dalle istituzioni...anzi viene messa in discussione e molte volte criminalizzata.
Trovo invece che queste realtà andrebbero valorizzate perché semplicemente rendono il mondo migliore....cosa che in qusto periodo di mediocrità in cui tutti sono contro tutti...fanno ben sperare.

 

 

 

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Studenti di Frosinone a Roma per il ‘Fridays for future’.

studentiaroma fridaysforfuture 350 260Gli studenti di Frosinone partecipano alla manifestazione mondiale contro il cambiamento climatico a Roma: ‘Fridays for future’.
Come studenti della città di Frosinone e provincia abbiamo voluto rispondere all’appello della nostra coetanea svedese Greta Thunberg, che da tempo sta portando avanti una battaglia sulle tematiche ecologiste legate all’ambiente, ed essere quindi presenti alla manifestazione mondiale di tutti gli studenti per chiedere un cambiamento immediato e netto sulle politiche ambientali: non c’è più tempo. Se non facciamo qualcosa ora non ci sarà più tempo neanche per i rimpianti.

Abbiamo avvertito l’obbligo morale di far sentire le nostre ragioni, tutti insieme, senza divisioni partitiche di alcun genere per combattere per un futuro migliore per tutti. Pensiamo che sia fondamentale che gli studenti, in quanto nuove generazioni siano in prima linea sulle tematiche sociali perché il cambiamento deve partire da noi: la nostra generazione ha l’onere di farsi carico della sfida più grande che si prospetta per la società mondiale a causa dell’irresponsabilità di chi ci ha preceduto. Abbiamo tenuto conto, inoltre, dalla preoccupante realtà con cui ogni giorno dobbiamo fare i conti: viviamo in una delle aree più inquinate a livello nazionale ed europeo e con questa manifestazione chiediamo ad alta voce anche alle Istituzioni locali di prendere impegni seri e lungimiranti per risanare un territorio in cui la gente muore principalmente per l’inquinamento.

Siamo partiti questa mattina con il treno per poi dirigerci, una volta a Roma, verso Piazzale Loreto (adiacente Piazza Venezia) dove ha avuto luogo il cuore dellaStudentiFrosinone 350 260 min manifestazione: c'erano migliaia di ragazzi che come noi chiedevano un cambiamento per cui non possiamo più aspettare. Ci sono stati interventi anche di scienziati ed esperti che hanno ribadito la gravità e soprattutto l'imprevedibilità della situazione. In seguito sono intervenuti anche studenti da altri Paesi del mondo, mettendo in risalto la dimensione internazionale della manifestazione. Le scuole presenti in prima linea erano il liceo scientifico:"Francesco Severi"; l'istituto d'istruzione superiore:"Norberto Turriziani"; il liceo scientifico di Ceccano, ma erano presenti anche studenti da altre scuole del territorio. Inoltre erano presenti associazioni studentesche e giovanili del territorio quali i Giovani Democratici e la Rete degli Studenti Medi.

Siamo consapevoli che non per tutti sia stato possibile raggiungere la città di Roma; essendo stata questa una prima grande giornata di mobilitazione alla quale seguiranno sicuramente altre, puntiamo ad organizzare eventi proprio nella città di Frosinone a cui possano partecipare tutti gli studenti del territorio, la città di Frosinone non deve rimanere estranea a queste tematiche, data drammatica situazione ambientale che fronteggiamo.

Siamo consapevoli di come questo sia solo l’inizio, non pensiamo che basti una manifestazione per risolvere i problemi, ma da qualche parte era necessario cominciare, anche per alimentare la speranza che un altro futuro è possibile. Adesso dobbiamo impegnarci attivamente e sensibilizzare il più possibile le persone per fargli comprendere che per cambiare il destino del mondo abbiamo bisogno di impegno quotidiano serio da parte di ognuno di noi, ognuno di noi conta. Adesso aspettiamo che anche gli adulti si impegnino e facciano la loro parte; noi come giovani, come studenti ci siamo e ci saremo, ora che abbiamo iniziato non ci fermeremo.

 

 

 

 

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Frosinone, ko con la Roma che sa di beffa

Gioia Ciano 350 mindi Tommaso Cappella* - Deve rimandare ancora l'appuntamento con la vittoria interna, il Frosinone. Allo “Stirpe” passa anche la Roma in modo alquanto fortunoso e rocambolesco e nonostante quindi l'ottima prova fornita dai giallazzurri. La differenza tra le due squadre l'ha fatta il tasso tecnico e alcune individualità nelle file dei giallorosse. Tra i padroni di casa nonostante la sconfitta, va segnalata l'ottima prova di un Camillo Ciano sempre più meritevole di questa categoria dove francamente è arrivato troppo tardi visto il suo tasso tecnico. La classifica continua quindi ad essere preoccupante in funzione salvezza, che resta ancora a cinque lunghezze dal momento che l'Empoli è uscito sconfitto dal “Meazza” al cospetto del Milan. Un risultato positivo contro la Roma avrebbe invece consentito alla squadra di Baroni di ridurre questo distacco. Ma occorre prendere atto del verdetto del campo e guardare avanti.

Tornando alla gara dello “Stirpe” condizionata comunque da un forte vento, il Frosinone, nonostante un evidente calcio di rigore negato al 3' per un fallo di mano in area di Manolas, la sbolcca due minuti dopo: Nzonzi effettua un errato passaggio all'indietro con palla intercettata da Ciano il quale non ci pensa due volte e calcia verso la porta giallorosa, Olsen para ma non trattiene e sfera che si impenna terminando la sua corsa alle spalle del portiere svedese. E' ancora Ciano al 11', solo davanti a Olsen, a divorare il raddoppio mandando alto. Gioca bene il Frosinone, ma una distrazione in area di Goldaniga alla mezz'ora consente a Dzeko di segare al fil di palo il gol del pareggio ospite. Due minuti dopo la Roma raddoppia con Pellegrini che ribatte in rete un diagonale di El Shaarawy. Al 35' si riscatta Olsen con un grande parata su tiro del solito Ciano.

Il Frosinone non ci sta e nella ripresa le prova tutte per pervenire al pareggio. Baroni toglie Ciofani e inserisce Pinamonti. Proprio quest'ultimo al 23', su perfetto cross dal fondo di Zampano, solo davanti a Olsen, manca clamorosamente la ribattuta in rete. Si riscatta però l'ex Inter al 35' quando conquista palla e allarga per Ciano il quale gli restituisce la palla al centro, controllo e tiro a fil di palo per il 2-2. E il Frosinone ha anche la palla del vantaggio al 40' se Olsen, con un gran balzo, non negasse la gioia del gol a Trotta. E così, a trenta secondi dal termine dei cinque minuti di recupero, Kolarov serve in profondità El Shaarawy il quale rimette al centro dove Dzeko si avventa e di pancia mette alle spalle di Sportiello per il 2-3 finale. Una sconfitta sicuramente che sa di beffa per un Frosinone che avrebbe meritato almeno un pareggio, sfiorando anche la vittoria.

Archiviato il doppio ko con Juventus e Roma, ora il calendario riserva al Frosinone incontri sicuramente alla sua portata con squadre come Genoa ed Empoli fuori e Torino in casa e, dopo la sosta del 17 marzo, Spal e Parma tra le mura amiche. Sarebbe auspicabile ottenere il massimo da queste cinque gare perché in palio ci sono ben quindici punti che consentirebbero di uscire intanto dalle sabbie mobili e giocarsi le ultime otto gare di campionato con la possibilità di centrare l'agognata salvezza Ma intanto occorre pensare alla trasferta di Genova contro i Grifoni di Prandelli. D'altronde i giallazzurri, fino ad oggi, hanno racimolato più punti fuori che in casa, soprattutto vincendo ben tre mach lontano dallo “Stirpe” con Spal, Bologna e Sampdoria.

*giornalista volontario in pensione

 

 

 

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Baobab, dove transita l'umanità: storie di Roma solidale

baobabexperiance 350 260 minPer ogni: “E allora voi che fate per loro?”, “Ci deve pensare l’Europa…”, “Perché non te li prendi a casa tua?”... Andrea Costa e il Baobab Experience hanno resistito a sgomberi forzati, alla mancanza di aiuti istituzionali e alle tante forme di avversità che hanno incontrato in questi anni sempre più difficili, tutto questo per garantire a chi, fuggendo dalla guerra, dalla mancanza di libertà, dalle persecuzioni o “semplicemente” dalla fame lascia la propria terra, la propria casa, i propri cari, spesso i propri figli e cerca di trovare, dopo il “viaggio per la vita”, finalmente riparo.

Il Baobab Experience ha dato una prima accoglienza a migranti transitanti ed è la testimonianza di una Roma che ci piace, aperta e solidale e che resiste e esiste, che vede schierate realtà di vario tipo, ma anche semplici cittadine e cittadini, a sostegno di chi vive sulla propria pelle il male del nostro tempo.

Risposta concreta all'emergenza e gesti semplici, coordinati da una struttura competente ed efficace, che riesce ad andare avanti e a rinascere, nonostante i tanti tentativi di farla scomparire. Sabato 16 febbraio 2019 alle 17:30 Andrea Costa, rappresentante di Baobab Experience, ci racconterà questa importante esperienza nei locali della Chiesa Evangelica Valdese di Colleferro, un’iniziativa voluta da diverse realtà associative del nostro territorio che vogliono fare rete. Vi aspettiamo numeros*!

 

Colleferro, 14 febbraio 2019

 

F.to le Associazioni di Colleferro

A.MA.

ANPI

Retuvasa

UGI

e la Chiesa Evangelica Valdese

 

FB: https://www.facebook.com/events/754336848281929/

 

 

 

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A Roma, oggi, città dell'altra economia

  • Pubblicato in Partiti

a Roma con V.Calcagni h260 mindi Valentina Calcagni - Oggi a Roma città dell'altra economia. Prima riunione dei comitati civici lanciati alla Leopolda io sono stata invitata dall’On Ivan scalfarotto come coordinatrice del comitato crescita per Frosinone grandissima partecipazione tantissimo entusiasmo
Oggi i comitati non si sono solo raccontati nelle singole esperienze oggi abbiamo condiviso abbiamo creato relazioni umane abbiamo dato una fisicità ad un sentire comune a difesa dei valori della democrazia, dei diritti delle libertà, Europa e la forza della scienza. V.Calcagni Scalfarotto 2 min
Oggi abbiamo sancito che il riformismo è radicale ed è l'unico mezzo per essere alternativi alla paura al giustizialismo alla chiusura, noi ci rifiutiamo di abituarci alle bugie e alla galvanizzazione della società in chiave violenta.
Noi oggi abbiamo deciso di lavorare in rete con una voce univoca perché la società deve essere migliore dei singoli individui che la compongono senza mai avere nostalgia del Passato ma guardando al presente e al futuro.
Noi insieme reagiamo senza arretrare di un millimetro rispetto alla bullizzazione quotidiana delle istituzioni.
Ringrazio Scalfarotto per questa bellissima opportunità che segna il primo passo di un cammino che sarà bellissimo perché fatto tutti insieme.
In tempi straordinari occorre una mobilitazione straordinaria noi ci siamo.

 

 

 

 

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Roma è invasa...

rifiuti borgate Roma 2 mindi Tiziano Ziroli - Roma è invasa...hanno ragione, c'e bisogno di sgomberare gli abusivi sbatterli in mezzo alla strada, ma Roma non è invasa da gente disperata che cerca solo di poter sopravvivere, Roma è invasa dalla spazzatura...guardate la foto.

Come vedete ci sono cumuli di rifiuti che il comune non si sa piu da quanto tempo non viene a far togliere.
Pero' fondamentalmente cosa importa a loro...i rifiuti sono in una borgata, zona dove abita la popolazione più debole, quindi cosa importa a loro? Se guardate le foto i secchioni sono vicino ad una fermata dell'autobus...autobus che prendono i ragazzi per andare a scuola.

Oltre ad essere un indecenza, questo è un vero e proprio attacco alla salute delle persone.
Quando hanno sgomberato le case c'erano tutti , e dichiararono che avevano ripristinato la legalità, ma ecco cosa hanno lasciato...montagne di spazzatura che nessuno toglie.

Questa è la Roma della sindaca Raggi. Se vuoi vivere o sopravvivere non puoi farlo, ti sgombrano...però puoi e devi vivere in mezzo alla spazzatura.

Questo è il rispetto che hanno delle borgate.

 

 

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Il 19 Dicembre a Milano, Roma e Napoli Cgil-Cisl-Uil

cgilcisluil 225290Donato Galeone* - E' la terza generazione, dal secondo dopoguerra, della rappresentanza sindacale unitaria dei lavoratori italiani di ogni livello sindacale che incontrandosi a Milano, Roma e Napoli - oggi il 19 dicembre - dopo divulgazione e confronto nei territori e luoghi di lavoro delle settimane passate sulle proposte da inserire nel “Bilancio 2019 dello Stato” presentate al Governo per il Parlamento - saranno richiamate e sollecitate per conto di una grande parte sociale intermedia organizzata del nostro Paese che rappresenta oltre 10 milioni di persone con loro famigliari.

Il 19 dicembre, nel segno della partecipazione democratica alla vita sociale del Paese, non può non essere la giornata coesa di azione unitaria di politica sindacale propositiva autonoma sia verso il Governo e Parlamento - con la centralità del “LAVORO” - che nelle relazioni informate e contrattuali sul nuovo modo del produrre beni e servizi nel terzo millennio tanto nella dimensione nazionale ed europea quanto per superare e combattere quelle azioni politiche che hanno favorito ed aumentato le povertà – con la perdita del lavoro e la inoccupazione crescente – oltre che incrementato le disuguaglianze sociali.

E le proposte unitarie dei Sindacati dei lavoratori - per il Bilancio 2019 - divulgate e condivise nei territori sono prioritariamente orientate verso lo sviluppo del nostro Paese, con investimenti per creare lavoro e non con l'utilizzo delle risorse - pur previste in deficit - verso spese correnti, mentre il confronto con l'Unione Europea – come sostengono CGIL-CISL-UIL, congiuntamente alla Confederazione Europea dei Sindacati(CES) - “dovrebbe essere caratterizzato più che da atteggiamenti strumentali spesso reciproci e da tensioni antieuropeiste, da una grande e seria battaglia per cambiare lo statuto economico europeo e le politiche economiche attraverso lo scomputo dal deficit sia delle spese per investimenti sociali che l'aumento delle risorse europee per gli investimenti e la sostenibilità ambientale”.

Questa terza generazione della rappresentanza sindacale dei lavoratori – che storicamente è diversa degli anni '60 e '70 – dopo la giornata unitaria del 19 dicembre dovrebbe, coerentemente, riprendere il confronto sindacale interno sulle motivazioni vere dell'interrotto percorso sull'unità organica sindacale, considerando, la raggiunta autonomia interna tra CGIL-CISL-UIL, necessaria e sollecitata dai lavoratori, innanzitutto oggi, in presenza di un complesso momento politico e sociale italiano ed europeo rilevato e confermato nella stessa discussione unitaria e in piena autonomia - sulla piattaforma unitaria per il Bilancio dello Stato 2019 - con migliaia di lavoratori.

Le undici pagine sulle “priorità di CGIL,CISL,UIL, per la la legge di Bilancio 2019” discusse e condivise dalla base sociale attiva di un corpo intermedio organizzato in una società democratica - quale è il Sindacato de lavoratori - saranno certamente richiamate dai Segretari della CGIL.CISL e UIL a Milano, Roma e Napoli.
E la giornata del 19 dicembre - a mio avviso - con la ricomposizione dei contenuti di quella piattaforma o documento unitario di politica sociale evidenziata, pur orientata verso la prossima legge di bilancio del Paese - annuale o triennale - dovrebbe favorire e riaprire un confronto sulla” questione sociale e del lavoro” mediante la ricostituita unità sindacale democratica dei lavoratori italiani, con autonomia di azione rappresentativa, quale soggetto intermedio da ascoltare e confrontare nella elaborazione e attuazione delle politiche attive e sociali del lavoro.

Penso che su queste finalità ed obiettivi, la terza generazione della rappresentanza sindacale dei lavoratori italiani - dopo la nostra di fine secolo scorso - dagli incontri di Milano, Roma e Napoli, non potrà non assumere una “coerente azione vertenziale sociale e per il lavoro” nella continuità unitaria dell'azione sindacale.

 

*Già segretario generale Cisl Frosinone e Lazio

 

 

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Virginia Raggi, a metà del guado

Piazza del Campidoglio 350 260di Aldo Pirone - Sabato mattina in piazza del Campidoglio c’è stata una manifestazione di protesta contro l’attuale amministrazione capitolina pentastellata, promossa da un gruppo di sei donne su facebook, ammiratrici dei “Tre moschettieri”: “Tutti per Roma. Roma per tutti”. La partecipazione, stando ai giornali, è stata di qualche migliaio di persone, per lo più di una certa età e provenienti dalle zone centrali dell’urbe. Un ceto medio riflessivo e delle professioni, si potrebbe dire, alquanto arrabbiato per lo stato in cui versa la città. La sindaca Raggi, naturalmente, è stato il bersaglio principale delle contestazioni il cui filo conduttore era la richiesta di dimissioni di Virginia.

La sindaca non l’ha presa bene e, un po’ stizzita, ha commentato che era tutta roba del PD mascherata da società civile: “Quelli del Pd – ha replicato - erano riconoscibilissimi: signore con borse firmate da mille euro indossate come fossero magliette di Che Guevara e – accessorio immancabile – i barboncini a guinzaglio (ovviamente con pedigree)”. Insomma i soliti radical chic “che non hanno mai preso un autobus in vita loro o fatto la spesa al mercato”. Poi, digrignando i denti, ha concluso: “Non mi lascio incantare dalle sirene degli orfani di ‘mafia Capitale’ “.
Eppure la sindaca, non dovrebbe dormire sonni tranquilli e non solo per le sue vicende giudiziarie in corso. Al di là delle polemiche su quelli di prima che per ripresentarsi si debbono mimetizzare – ma sarebbe bene che non sottovalutasse anche quel segnale di vitalità oppositoria - la Raggi dovrebbe immedesimarsi proprio in quelli che prendono l’autobus tutti i giorni e fanno la spesa al mercato, soprattutto nelle periferie. Si accorgerebbe allora che le cose, le opinioni, le sensazioni non sono più quelle che l’hanno portata al trionfo nel ballottaggio del 2016.

Sono passati 27 mesi dall’insediamento dell’amministrazione pentastellata e, a metà del guado, si può fare un bilancio parziale delle sue capacità. Partendo non dalle polemiche politicanti ma da quello che il cittadino normale, anche quello che ha votato la Raggi, riscontra, e soffre, giorno per giorno.
Nessuno, che avesse un minimo di discernimento politico, si aspettava che la nuova amministrazione potesse risolvere con un colpo di bacchetta magica i problemi di Roma lasciati incancrenire da anni di mala amministrazione, compendiati dalla vicenda di “Mafia capitale”. Ma continuare a giustificare la condizione degradante in cui versa l’urbe con la pesante eredità ricevuta, o le proprie défaillance con le faziose campagne di stampa delle cronache dei “giornaloni” romani, che pure non mancano, comincia a mostrare la corda mano a mano che i mesi e gli anni scorrono implacabili.virginia raggi m5s 340 250

Il punto essenziale è che sulle questioni più elementari e più impattanti nella vita quotidiana dei cittadini non si vedono miglioramenti sensibili. Vediamone le tre più importanti e generali. La questione dei rifiuti continua a essere appesa al filo dell’emergenza. Basta un nonnulla, cioè il fermo di un impianto di smaltimento per rotture o manutenzioni, che i cassonetti tornano a traboccare su strade e marciapiedi, sia in centro che in periferia. Si può dire che su ciò ci sia stata non una risoluzione del problema – cosa che sarebbe stato demagogico attendersi -, ma almeno un miglioramento? Non pare.
Manutenzione del verde. Anche qui, a parte le azioni di gruppi di cittadini volenterosi per la cura di piccoli giardini e aree verdi, quanto a sfalcio dell’erba non c'è stato un miglioramento sensibile. Quest’anno solo un’estate meno calda ci ha salvato dai roghi. Quanto alle potature degli alberi provvede a farli il vento quando, come oggi, tira forte.
Trasporti. La cura del ferro langue. All’attivo c’è il prolungamento subito attuato del tram 3 alla Stazione Trastevere e poi, dopo tanti rinvii, la congiunzione della linea C con la A a San Giovanni e l’apertura della relativa stazione che è un gioiello. Un po’ pochino se confrontato alle continue rotture delle linee del metro per difettosa manutenzione e gli allagamenti, con relativa chiusura, di varie stazioni quando piove sopra la media. L’eredità negativa è stata pesante, è vero, ma, in tutti questi mesi, non si è andati migliorando. Dei tram promessi, finora non si è aperto un solo cantiere. Si è invece notato un passaggio dei “cinquestelle” sui binari scivolosi dell’ “annuncite”, malattia epidemica grave e diffusa nelle amministrazioni precedenti. Si annunciano tram su viale Marconi, su via Tiburtina da piazzale del Verano verso l’omonima stazione, e da Piazza Vittorio su via Cavour fino ai Fori. Tutti per gli anni a venire. L’unico, quello strategico su viale Togliatti e richiesto dai cittadini con un'apposita delibera d’iniziativa popolare e approvato dal Consiglio comunale all’unanimità, rimane nel cassetto. Dissero che non c’erano i soldi. Ma ora, con i pentastellati al governo, qualcosa dovrebbe cambiare. O no? Se dal ferro si passa alla gomma, la disperazione non s’attenua. Gli autobus non passano più frequenti che ventisette mesi fa, al contrario si sono fatti più radi e vanno a fuoco più spesso. Prenderli e uscirne illesi è come vincere un terno al lotto.
Buche e manutenzione stradale. Anche qui le cose, in generale, non sono migliorate granché.

E’ evidente che la scelta giusta e doverosa di ricondurre le manutenzioni e gli acquisti dentro le gare di appalto non sta dando i frutti sperati. Le gare, spesso, sono bocciate o vanno deserte e i lavori urgenti vengono rimandati. L’impressione è che la sindaca e gli assessori non riescano a padroneggiare una macchina comunale, soprattutto nei gradi apicali, infiltrata dalla corruzione, che si difende con lo scudo burocratico avvolto dal ginepraio di leggi, regolamenti, norme e cavilli. Tutte cose che già si sapevano e che non si prestavano alle promesse palingenetiche che hanno contrassegnato la campagna elettorale grillina.
Il discorso si potrebbe allargare ad altri temi meno elementari ma non meno importanti. La politica urbanistica che non si sa che fine abbia fatto. La sola scelta di un certo peso - per altro sbagliata perché speculativa e in contraddizione non solo con il Prg ma con gli impegni programmatici pentastellati –, il famigerato Stadio della Roma, è diventata, con gli scandali giudiziari e l’intervento provvidenziale della magistratura, la nemesi pentastellata di quello che non si ha da fare. Il decentramento amministrativo è stato dimenticato. Gran parte dei Municipi – anche se non mancano alcune brave Presidentesse grilline – si dibattono nelle medesime difficoltà finanziarie e amministrative delle precedenti amministrazioni. I rapporti con i Dipartimenti comunali, decisivi per far funzionare la macchina del decentramento, lasciano a desiderare. Il che significa che a poteri vigenti gli assessori pentastellati non riescono a controllare la produttività e la sollecitudine degli uffici. La Raggi sarebbe anche sindaca della città metropolitana, con tanto di consiglio, assessori delegati, assemblea, commissioni e gruppi consiliari, ma nessuno se n’è accorto finora. Forse perché, per cotanta istituzione, i cosiddetti politici “competenti” che l’hanno varata nel 2014 non hanno previsto gli elettori. Ma lei potrebbe darle una svegliatina.

Ora, a queste succinte constatazioni Virginia Raggi risponde che la città sta cambiando ed elenca sempre una serie positiva d'interventi fatti. Sembra un po’ come il Renzi d’antan, che ancora non si rende conto del perché è stato ripetutamente suonato dagli elettori nonostante i suoi magnifici provvedimenti governativi. Antonio Padellaro, dal canto suo, su “Il Fatto Quotidiano” cerca di mettere in guardia i critici della sindaca sul pericolo che se la Raggi cade, a Roma arriva Salvini. Che è un po’ l’argomento della disperazione politica, già usato spesso senza alcun risultato da quei politici del vecchio centrosinistra a trazione renziana che il giornalista ha criticato in passato. Inoltre invita ad aspettare il termine dei cinque anni per giudicare l’operato della sindaca di Roma. Anche questo, un argomento già usato ed abusato negli anni trascorsi un po’ da tutti e per tutti. Se uno, o una, non riesce a guidare una macchina dopo un congruo periodo di tempo e diversi kilometri percorsi, non bisogna aspettare che finisca contro un muro per dirgli che sta andando a sbattere. Si cerca di far comprendere che bisogna cambiare marcia, girare il volante nel verso giusto, adoperare meglio il gas, la frizione, il cambio. Soprattutto se a sbattere non ci va solo lei o lui ma anche i loro amministrati.

La cosa più toccante, però, è l’autodifesa di Virginia: ce la sto mettendo tutta, faccio del mio meglio, dice a un dipresso. E’ vero, basta vedere quel viso smunto, quegli occhi incavati, privi di gioia e di serenità, per comprendere lo sforzo per lei sovrumano.
Solo che gli elettori l’hanno votata per migliorare la città, non per vederla peggiorare, avendo “fatto del suo meglio”.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

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Frosinone travolto, la Roma serve il poker

Abbraccio Under della Roma 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Pronostico rispettato anche contro la Roma per il Frosinone che esce pesantemente sconfitto dall'Olimpico, non ripetendo quindi la buona prestazione fornita contro la Juventus al 'Benito Stirpe'. I giallorossi di Di Francesco, reduci da una settimana “pesante” dopo il ko di Bologna, grazie a questo successo, possono respirare, in attesa del derby di sabato pomeriggio con la Lazio, corsara invece ad Udine. Di contro i giallazzurri hanno effettuato invece un passo indietro rispetto alla crescita evidenziata contro i campioni d'Italia e la classifica purtroppo continua ad essere deficitaria e le dirette concorrenti per la salvezza allungano. Ci si augura che il tecnico Longo, che ha mandato in campo una formazione completamente rivoluzionata, trovi un assetto tecnico-tattico definitivo, specialmente sull'undici base su cui lavorare per avere anche una continuità di rendimento.

Tornando al match dell'Olimpico la Roma passa dopo soli due minuti con Under il quale, dopo un tunnel a Crisetig, realizza un fantastico gol. La reazione del Frosinone è immediata e al 4' si accende una mischia nell'area giallorossa, ma Olsen è bravo a distendersi e parare. Ci prova anche il giovane Pinamonti al 12' ma il suo colpo di testa termina di pochissimo alto. La Roma ha il controllo totale della gara con Schick che spreca molto. Poco prima della mezz'ora però la squadra di Di Francesco raddoppia con Pastore il quale, servito da Santon, realizza di tacco come contro l'Atalanta. Il Frosinone è in balia dei giallorossi e al 35' è El Shaarawy, servito da Under, a fissare il parziale sul 3-0 con cui le due squadre vanno al riposo.

Nella ripresa il Frosinone cerca almeno di realizzare il primo gol in serie A. Al 5' Capuano serve Pinamonti che di testa non riesce a indirizzare il pallone verso la porta. Al 18' la Roma colpisce la traversa con un tiro-cross di Under leggermente deviato. Al 21' Longo manda in campo Daniel Ciofani che rileva Pinamonti. La Roma abbassa ulteriormente i ritmi, con il Frosinone che non riesce ad impensierire più di tanto Olsen. C'è solo il tempo per il gol di Kolarov al 42' e un clamoroso palo di Chibsah al 45' per il 4-0 finale.

Ora il Frosinone è atteso domenica pomeriggio alle ore 15.00 al “Benito Stirpe” dal confronto con il Genoa. Una gara che Ciofani e compagni non possono assolutamente fallire. Sarà fondamentale cogliere l'intera posta in palio se si vuole veramente cullare il sogno di restare nella massima serie. E' chiaro che ci vorrà un Frosinone deciso e determinato, ma soprattutto concentrato senza mollare un centimetro, con l'augurio che si riesca a vedere anche qualche marcatura, visto che nella casella dei gol realizzati è ancora a zero. E sarà ancora una volta fondamentale l'apporto del suo meraviglioso pubblico, sempre presente e determinante, soprattutto nei momenti di difficoltà.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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