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Con Sindaci e Presidenti di Regione per una sicurezza Costituzionale

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art1mdp 350 260BATTAGLIA DI CIVILTA’, SIAMO CON SINDACI E PRESIDENTI
“Siamo al fianco dei sindaci e dei presidenti di Regione nella battaglia contro il Dl sicurezza: si tratta di una vera e propria questione di civiltà, attorno alla quale si sta formando un fronte ampio, che va oltre la sinistra tradizionale. E’ un bene, ad esempio, che nel Lazio oltre alla voce del sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, si sia sentito anche il primo cittadino di Pomezia. La strada maestra da perseguire, secondo noi, oltre alla disubbidienza civile che possono portare avanti gli amministratori, è quella del ricorso alla Corte costituzionale: dopo l’annuncio del presidente della Toscana, Enrico Rossi, ci auguriamo che seguano anche altre regioni. Dobbiamo costruire un movimento di resistenza contro un provvedimento razzista, insieme possiamo fermare questa pericolosa deriva”.

Lo dichiarano in una nota:
Riccardo Agostini, coordinatore di Articolo Uno – Mdp Lazio
Gaetano Ambrosiano, coordinatore di articolo Uno - Mdp Frosinone

 

 

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Riunione del tavolo dei sindaci per la Valle del Sacco

legambienteLazio 350 260SIN Valle del Sacco - Riunione del tavolo dei sindaci, presso il palazzo dell'amministrazione Provinciale di Frosinone.

La riunione del Coordinamento dei Sindaci della Valle del Sacco, che ha avuto luogo questa mattina a Frosinone, ci ha visto partecipare come soggetto portatore di interesse invitato ufficialmente.
Alla riunione erano presenti il MATTM, con il Capo della Segreteria Tecnica del Ministro, dott. Tullio Berlenghi, ed altri funzionari competenti per il SIN, la Regione Lazio, con il dott. Eugenio Monaco, responsabile delle Bonifiche, molte amministrazioni Comunali della Valle del Sacco (ricordiamo, tra le altre, Colleferro, Paliano, Morolo, Ferentino, Patrica, Ceccano, Ceprano, Pastena), molte associazioni di cittadini.

Questi i punti principali:
- il dott. Monaco ha ripercorso la storia del SIN, con i vari passaggi che hanno portato alla attuale perimetrazione, formalizzata con D.M. 22/11/2016 e ha comunicato che sono disponibili 53.6 milioni di Euro per le bonifiche, così ripartiti:
-10 milioni di Euro stanziati dalla Legge 208/2015;
-11 milioni di Euro residuo gestione commissariale del SIN;
-16,3 milioni dai fondi comunitari assegnati alla Regione Lazio
-16,3 milioni di Euro di fondi comunitari assegnati al MATTM

- il dott Berlenghi conferma l'impegno del Ministero a condividere con le amministrazioni e le associazioni di cittadini la bozza dell’Accordo di Programma per i primi interventi urgenti di bonifica, come individuati da ISPRA sulla base della documentazione fornita dalle amministrazioni; l'obiettivo è di formalizzare e rendere effettivo l'accordo di programma entro la fine di Gennaio 2019. Per il comune di Anagni l'intervento individuato come prioritario è la bonifica dell'area della Ex Polveriera.

- l'ing. Elisa Guerriero, assessore ambiente del comune di Ceprano, a nome del Tavolo di Sindaci, ha sollecitato il Ministero per la approvazione del Protocollo per gli interventi edilizi e di altra natura ricadenti nel perimetro del SIN, di estremo interesse per cittadini ed imprese. Il MATTM si impegna a emanarlo entro fine gennaio 2019, seguito entro la metà dell'anno dall'altrettanto fondamentale normativa per la caratterizzazione delle aree agricole.

Come associazione, continueremo a seguire le iniziative del Tavolo dei Sindaci per l'ambiente per la Valle del Sacco, che riconosciamo come l'unico serio tavolo di confronto tra le amministrazioni locali e le istituzioni superiori. La battaglia per la bonifica della valle deve essere caratterizzata dal perseguimento del bene comune, a prescindere dal colore politico delle diverse amministrazioni.
20/12/2018
___
Rita Ambrosino
Segreteria Regionale Legambiente Lazio
Presidente Circolo Legambiente Anagni

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Frusone scrive ai sindaci “Difesa in aiuto dei Comuni”

M5S logo min - «La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dell’elenco dei militari in ausiliaria, personale che può essere impiegato presso Comuni, Regioni e Pubbliche Amministrazioni, senza alcun costo aggiuntivo per gli Enti Locali – dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone – è un notevole passo in avanti per affermare un modello di Difesa che sappia integrare le esigenze della sicurezza nazionale con la salvaguardia dei territori e la tutela delle comunità per scopi non militari».

L’istituto dell’ausiliaria è il periodo transitorio durante il quale il militare, in occasione della cessazione del rapporto permanente di impiego e, in alternativa, al congedo in riserva, può essere richiamato dalla Pubblica Amministrazione della sua provincia di residenza per un periodo di cinque anni. L’istituto non ha origini recenti, ma – rileva il deputato pentastellato – «gli Enti Locali hanno usufruito pochissimo di questa possibilità perché non erano mai state pubblicate leLucaFrusone 3 350 260 liste con i nominativi e quindi diventava difficile per un Comune poter richiedere un aiuto a costo zero. Dal 2015 ho iniziato insieme ad altri colleghi questo lavoro per rendere pubblici i nominativi e a seguito dell’insediamento del Ministro Trenta ho lavorato con il suo Gabinetto per portare a termine il percorso».

«La valorizzazione e l’impiego efficace delle competenze acquisite dalle nostre forze armate – conclude Frusone – costituiscono un utile strumento per migliorare la qualità dei servizi delle pubbliche amministrazioni e della vita dei cittadini; una vera boccata d’ossigeno se pensiamo a quanto siano indispensabili professionisti qualificati che abbiano modo di mettere a posto, ad esempio, i piani di emergenza per le pubbliche calamità facendolo anche a costo zero. Ho provveduto a contattare i sindaci della nostra provincia: il ricorso al personale della Difesa in ausiliaria può essere un piccolo ma significativo aiuto per i primi cittadini ciociari nella gestione dei beni comuni».

 

 

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Ospedale Colleferro. Sindaci! Non tutto è perduto

logocomitatodifesaospedalecolleferro 350 260Il Comitato libero “A difesa dell'ospedale di Colleferro”SINDACI! NON TUTTO E’ PERDUTO. Coordinamento territoriale richiama le coscienze politiche e civili sullo stato di inefficienza, inappropriatezza e insicurezza in cui versa la sanità locale.
In merito al nosocomio cittadino L.P. Delfino, dopo le promesse elettorali, non ci sono stati interventi qualitativi, di riorganizzazione dell’esistente e di valorizzazione della ristrutturazione esterna per la salvaguardia dei livelli di assistenza.
In Regione sono passati dai programmi di legislatura alle “missioni prioritarie”! Zingaretti è stato confermato Presidente della Giunta della Regione Lazio e reincaricato Commissario ad acta per l’attuazione del Piano di rientro dai disavanzi del Servizio sanitario regionale.
Il regime commissariale cesserà il 1 gennaio 2019, “se” i conti saranno in regola, un anno durante il quale non è possibile ampliare l’organico, fare nuove spese e disporre detrazioni di imposta, visto il disavanzo sanitario.
Vedremo se durante l’esame del bilancio, che il Consiglio regionale si appresta ad approvare con urgenza, l’addizionale Irpef sarà eliminata o rimodulata.
L’aliquota grava, proporzionalmente, su tutte le fasce di reddito, a fronte di servizi sanitari drammaticamente carenti, pronti soccorso al collasso e tempi lunghi delle liste di attesa, criticità che collocano la Regione agli ultimi posti della graduatoria nazionale!

Nel programma illustrato nei giorni scorsi al Consiglio regionale, Zingaretti ha parlato di un Nuovo modello sanitario, incentrato sulla sanità di territorio domiciliare, la telemedicina e la convocazione degli Stati generali, programma drammaticamente al di sotto dei bisogni dei cittadini.
Non è possibile comprendere il baratro nel quale sta sprofondando la sanità pubblica regionale se non ricordiamo che l’obiettivo strategico per la riduzione del disavanzo negli anni 2014-2015 è stata la riorganizzazione della rete ospedaliera e le misure che sono state adottate.
“Allo stato attuale l'unica strada percorsa dalla politica è stata la logica dei tagli lineari (riduzione dei posti letto, blocco delle assunzioni, soppressione dei servizi e riduzione delle tariffe di rimborso ospedaliere e ambulatoriali) e non la riduzione degli sprechi con una oculata riorganizzazione dei servizi.”
Alla dismissione del sistema sanitario locale, Colleferro e la valle del Sacco si sono opposti subito con una raccolta firme sottoscritta da oltre 20.000 cittadini, chiedendo ai Comuni di resistere in ogni sede.

I Comuni di Colleferro, Anagni, Gavignano, Gorga, Montelanico, Piglio, Paliano, Segni, Serrone e Valmontone hanno deciso di fare appello al Consiglio di Stato, dopo ripetute richieste del Comitato e dopo 5 mesi dalla sentenza del TAR del Lazio (che ha rigettato la richiesta di annullamento dell’Atto aziendale del Direttore Generale della ASL RM G, prot. n. 0263/DG, 1.7.2015, che aveva disposto l’accorpamento delle attività di ostetricia, ginecologia, pediatria e neonatologia dall’ospedale di Colleferro a quello di Palestrina, dal 6.7.2015).
Ne prendiamo atto ribadendo che abbiamo fatto pressione per questa scelta sin dalla pronuncia del TAR (processo a cui intervengono ad adiuvandum il Comitato residenti Colleferro, gruppo Consulta le Donne e cittadini, con il sostegno del Comitato).
I Comuni continuano ad ignorare la richiesta di partecipazione del Comitato alla elaborazione di proposte e alla fase delle scelte, che apprendiamo sempre dal sito istituzionale, come quella di ricorrere al Consiglio di Stato e di sostituire il legale a cui è affidato l’appello.
Non appare saggio cambiare avvocato “in ragione del prezzo più basso offerto per l’incarico”, considerato il rapporto di fiducia che accompagna questo genere di affidamenti, il curriculum, l’esperienza, la competenza amministrativa e il rigore risultati ottenuti.
Il legale che non è stato confermato nell’incarico ha ottenuto risultati assolutamente rilevanti, come la trasposizione del ricorso straordinario dal Capo dello Stato al TAR, a seguito del quale i Comuni hanno ottenuto l’accoglimento dell’istanza cautelare e quindi la fissazione della discussione del merito innanzi al Tribunale in tempi rapidissimi rispetto al normale corso di tali giudizi. Va sottolineato però che tale risultato positivo non è stato accompagnato da specifiche iniziative politiche dei Comuni.
Ha fatto accertare, anche a seguito di accesso agli atti presso la ASL, che i Comuni ed i Sindaci del distretto dell’ospedale di Colleferro non sono stati né convocati né consultati prima dell’accorpamento dei reparti all’ospedale di Palestrina. I Comuni dovevano fare una istanza specifica alla Regione per il riesame dei provvedimenti impugnati, allargato alla partecipazione dei Sindaci del distretto, ma anche questo non è stato fatto.
Ha messo in evidenza che la ASL (Nota allegata prot. 12827, 1.7.2015) si era espressamente impegnata a garantire per Colleferro “l’offerta sanitaria relativa alla specialità di ostetricia e ginecologia, oltre a quella esistente del territorio, con l’istituzione di un ambulatorio ospedaliero aperto 6 giorni su 7 e manterrà la specialità di pediatria all’interno dello stabilimento di Colleferro con l’attivazione di un ambulatorio aperto 3 giorni su 7”, mentre così non è stato. C’è da chiedersi se i Sindaci non l’abbiano fatto per timore reverenziale verso la Regione.
Ai Sindaci, destinatari della suddetta Nota, domandiamo se abbiano richiesto e tenuto l’incontro con la Asl, che si era dichiarata disponibile e “fornire alla cittadinanza tutte le informazioni del caso”.
La nomina del nuovo professionista risulterebbe condivisibile qualora si trattasse di un autorevole esperto di diritto sanitario, scelto per rafforzare il prestigio del collegio difensivo dei Comuni, ma averlo scelto in base ad una differenza di onorario, pur essendo un sano principio economico, non ci sembra appunto saggio.
Alle parti intervenute nel giudizio ad adiuvandum rinnoviamo il nostro sostegno in sede amministrativa ma, visti i tempi lunghi dei Comuni, ci ripromettiamo di agire in via d’urgenza anche in sede civile verso la Asl, perché almeno questo impegno sia rispettato, posto che il TAR lo ha ritenuto fondamentale per giudicare legittimo l’accorpamento dei reparti.
Il Comitato andrà avanti per proprio conto nell’azione civile, senza attendere la collaborazione dei Sindaci.
I Sindaci sono responsabili della condizione di salute della popolazione del loro territorio e condividono questa responsabilità con il Consiglio comunale e con l’Assemblea dei Sindaci della ASL di appartenenza.
I Sindaci non possono far dipendere il diritto alla salute e alla continuità di cure dallo stato delle casse comunali e di fronte alle difficoltà a garantire la sanità pubblica è dovere delle Istituzioni promuovere la partecipazione di tutte le forze sociali organizzate, dai comitati, ai movimenti, alle associazioni.
E’ questo lo spirito con il quale abbiamo chiesto al Commissario Quintavalle un incontro a breve, di cui attendiamo conferma. La situazione con il Comune di Colleferro non ha avuto finora riscontri positivi.
Resta il fatto che l’assessorato alla Sanità di un Comune ha la responsabilità di tutelare la salute pubblica collaborando ad ogni livello istituzionale – innanzitutto convocando l’Assemblea dei Sindaci della ASL - sia nell’organizzazione dei servizi sanitari, sia di quelli erogati dalla ASL, sia nell’adozione degli interventi di prevenzione. Notizia che finora non ci è pervenuta.
Colleferro, 20 aprile 2018
Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale

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Pompeo: 'I Sindaci a fianco dei licenziati Ideal Standard'

Provincia Fr 350Ufficio stampa Provincia di Frosinone - Il Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, in accordo con le organizzazione sindacali, ha inoltrato una lettera a tutti i sindaci del territorio per coinvolgerli nella vertenza Ideal Standard di Roccasecca, in particolare chiedendo la partecipazione all’incontro presso la sede di Unindustria Frosinone, giovedì 11 gennaio e, soprattutto, a quello programmato il giorno successivo, 12 gennaio, a Roma, presso la sede del Mise.


“E’ importante che le Istituzioni siano presenti ai due incontri – ha spiegato il Presidente Pompeo – sia per sostenere i lavoratori nella difesa del posto di lavoro e dare più forza alle loro richieste, sia, soprattutto, per far sentire forte la voce di dissenso dell’intero territorio rispetto all’ennesimo tentativo di indebolimento del nostro tessuto produttivo”.
“L’Ideal Standard di Roccasecca, negli anni – ha concluso Pompeo – ha avuto tanto dai cittadini di questa terra e altrettanto deve ridare, considerato che si tratta di uno stabilimento in attivo e che realizza prodotti di qualità. Per questo il territorio deve mobilitarsi, a partire dalle Istituzioni che lo rappresentano”.

 

 
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«Sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale»

acquapubblica 2si 350 260L'Inchiesta intervista l'Ing. Mario Antonellis - La strategia è quella di sostenere i 33 sindaci della risoluzione contrattuale e, comunque, di andare avanti ed attrezzarsi anche legalmente per resistere e controbattere alle pretese del gestore idrico. In ogni caso di chiedere che venga dimissionata la segreteria tecnica organizzativa (Sto), rea di non aver controllato adeguatamente e di aver in pratica ostacolato la risoluzione contrattuale. Questa la linea emersa dall'ultima riunione dei comitati del. Coordinamento Acqua Pubblica Frosinone che si riunito ad Isola Lini nella serata di sabato scorso.

«Ci sono voluti anni prima che la maggioranza dei Sindaci, in modo trasversale, comprendesse a pieno le ragioni delle nostre lotte - ha spiegato il leader del coordinamento, Mario Antonellis -, e soprattutto prendessero atto non solo delle vessazioni delle inadempienze e della mala gestione idrica, che era ed è sotto gli occhi di tutti, ma soprattutto prendessero coscienza di documenti "lampanti" che rendessero necessario un cambiamento di rotta. Ripetiamo ci sono voluti anni prima che ciò suc¬cedesse, soprattutto che la maggioranza di loro abbandonasse le oscure trame dei partiti, che si svincolasse dai potentati politici di turno, fino a coalizzare le loro azioni contro il gestore romano, che annovera propaggini indelebili ed endemiche anche dalle nostre parti. Ricordiamo come in molte assemblee abbiamo applaudito Sindaci e Ammini¬stratori che ci sembravano "rivoluzionari" secondo il nostro schema mentale, salvo poi scoprire che la loro base ideologica era completamente opposta alla nostra. Ci siamo ritrovati insieme, dopo aver approfondito il tema, sulle stesso versante, superando di fatto sovrastrutture inutili. Del resto l'argomento, del bene comune per eccellenza, non dovrebbe essere base di scontro, tanto meno politico, come purtroppo continua ad essere».

Ora - sempre secondo Antonellis - «nonostante gravi errori commessi nel passato, l'indirizzo vo-luto dalla stragrande maggioranza dei cittadini utenti della provincia di Frosinone è stato portato avanti da 33 addetti ai lavori. Si è parlato della sta¬gione del "Partito dei Sindaci" proprio per marcare una linea di confine con quella che era stata la politica acquiescente alle lobby di potere alla finanza e agli affari. Adesso in molti ci pongono una domanda: ma questi 33 hanno agito in buona fede rispetto al percorso intrapreso verso la risoluzione contrattuale o in modo solo speculativo e demagogico? La mia risposta è lapidaria pensando di interpretare anche il pensiero del Coordinamento. Nelle condizioni poste e per le azioni intraprese, posso affermare che la loro azione, almeno in questa circostanza, era ormai dettata da una fondata convinzione. Lo dimostra il fatto che: - intrapresero un percorso condiviso fatto di incontri, riunioni e di verifiche a partire da quella storica del 15 gennaio 2015 a Ceccano; - che si adeguarono a portare nei diversi consigli comunali delibere poi approvate, quasi sempre all'unanimità, in cui si sono state messe in evidenza, in modo dettagliato, le ragioni profonde della necessità della risoluzione; - nono¬stante tutto hanno combattuto contro gli intralci e i sabotaggi, frapposti dall'apparato tecnico dell'Autorità d'Ambito che tutto ha fatto meno che tutelare i cittadini; - che l'Atea temendo il peggio è giunta prima a insulti razzisti, poi a minacce di ritorsioni patrimoniali personali e infamanti pur di farli desistere; - nonostante tutto, sono andati avanti fino alla votazione sulla risoluzione contrattuale».

Ma oggi, dopo la sentenza del Tar di Latina? «La peggior cosa che adesso possa succedere - risponde Antonellis - è che quella stagione e quella unità d'intenti si lasci intimorire da una sentenza che è un attentato alla democrazia diretta o che si lasci indebolire dalle insane pratiche della opposizione demagogica... Diciamolo chiaramente, chi in questo momento gioca allo sfascio e allo sciacallaggio politico, sul bene comune per eccellenza, e addirittura gioisce, si pone ancora una volta con¬tro il popolo ciociaro facendo inesorabilmente il gioco di Acea. Da amministratore, più che da attivista, pensando di rappresentare anche il sentimento comune del Coordinamento - conclude Antonellis -, nutro profondo disagio rispetto ad una sentenza che da un lato riconosce a pieno il primato della politica e la piena validità dei deliberati Comunali, quindi del popolo, a favore della estromissione del Gestore, e dall'altro, senza mezzi termini, condannai rappresentanti liberamente eletti dai cit¬tadini che hanno assunto decisioni a tutela di tutti gli utenti, a salvaguardia del patrimonio pubblico e della salute, "per abuso di potere".

Siamo di fronte alla peggiore delle ragioni che si potevano inventare per continuare ad alimentare il più grande scandalo che si sia mai verificato in terra di Ciociaria. Siamo di fronte ad un "cortociuto istituzionale". E' come dire che le istituzioni locali non hanno alcuna voce in capitolo. Se abuso di potere, c'è stato è stato ben indirizzato contro chi, pur essendo cittadino ciociaro, come lo sono i rappresentanti della Sto, lautamente pagati dalle tasche degli utenti, invece di tutelarli, hanno agito in modo talmente negligente e a favore dell'Eesattore da essere richiamati più volte dalla stessa Aeegsi, giungendo al punto di dare l'appiglio ad Acea di opporsi e poi ai giudici di annullare il dispositivo con il loro sconcertante parere negativo. I veri nemici del popopolo ciociaro per una volta si sono dichiarati con le loro firme».

fonte: L'inchiesta quotidiano del 3 gennaio 2018

 
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Sindaci a Zingaretti: nuove scelte per pronto soccorso efficiente

anagni presidio ospedalierodall'Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - I sindaci di Anagni (Fausto Bassetta), Acuto (Augusto Agostini), Filettino (Paolo De Meis), Paliano (Domenico Alfieri), Piglio (Mario Felli), Serrone (Natale Nucheli), Sgurgola (Antonio Corsi) e Trevi nel Lazio (Silvio Grazioli) e il commissario straordinario del Comune di Fiuggi (Francesco Tarricone) hanno inviato una lettera al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, e alla Cabina di Regia del Servizio Sanitario regionale sulla situazione del presidio ospedaliero di Anagni.

E' una nota che fa seguito a quella trasmessa lo scorso 7 settembre al commissario straordinario della Asl di Frosinone, Luigi Macchitella, per sollecitare l'attuazione dell'Atto Aziendale pubblicato sul Burl del 21.4.2015 e modificato dalla Conferenza dei Sindaci a novembre 2016, che potrebbe assicurare al Presidio anagnino i primi provvedimenti di rilancio, indispensabili per assicurare uno standard accettabile di assistenza e un potenziamento dell'area di emergenza-urgenza in un vasto comprensorio del Nord Ciociaria.

Nella nuova comunicazione si ripercorre tutto l'iter seguito dai Sindaci per rilanciare la sanità locale, compresa la finora disattesa richiesta di un ospedale di base in relazione all'emergenza socio-sanitaria, economica e ambientale del territorio anche a fronte della costituzione del Sin (sito di interesse nazionale) “Bacino Fiume del Sacco” e del provvedimento di area di crisi complessa per l'emergenza occupazionale e di crisi industriale.

I Sindaci, quindi, chiedono a Zingaretti di «prevedere nel più tempo breve possibile nuove scelte strategiche in materia di assistenza all'emergenza, con la realizzazione di un pronto soccorso efficiente», di intervenire urgentemente nei confronti del commissario straordinario della Asl «ai fini dell'attuazione dell'Atto Aziendale e, eventualmente, dell'azione di responsabilità dirigenziale per inadempimento» e di «convocare urgentemente un Tavolo di lavoro per predisporre una politica sanitaria territoriale che tenga in debito conto le condizioni emergenziali e peculiari della Valle del Sacco, in una visione complessiva che riguardi i territori della Valle interessati dal Sin ambientale e che comprenda, dal punto di vista dell'offerta sanitaria, i presidi di Colleferro, Anagni e Frosinone».

 
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Sindaci a sostegno di Cristofari

frosinonedematthaeisaerea 350 260APPELLO DEI SINDACI
a sostegno
di Fabrizio Cristofari
Sindaco
per una città intercomunale

Il futuro della città di Frosinone risiede nella sua capacità di proiettarsi e di integrarsi con il territorio, quale città intercomunale, in cui i comparti strutturali costituiscono gli assi di crescita sociale ed economica.
Un modello di sviluppo fondato su i valori della modernità, dell’innovazione e dell’integrazione in una autentica dimensione europea, in grado di creare sinergie per ottimizzare le risorse economiche da impiegare nella programmazione e nella realizzazione di interventi, come una preziosa opportunità di crescita per tutte le forze economiche e sociali locali. E' essenziale che Frosinone sia parte attiva al fine di creare una rete più ampia ed integrata nella promozione e nel confronto con le forze sociali, economiche e istituzionali, operanti nelle realtà territoriali in un rapporto intercomunale, ai fini della concertazione delle strategie di sviluppo e delle migliori modalità di realizzazione. I vantaggi socio-economici avrebbero una ricaduta positiva su tutti i cittadini dell'area intercomunale.
Auspichiamo, come sindaci interessati a realizzare questi obiettivi, che la prossima amministrazione di Frosinone metta in atto un progetto di integrazione territoriale condiviso e partecipato.
Siamo altrettanto convinti che Fabrizio Cristofari, quale sindaco di questa città, saprà sostenere e attuare questo processo innovativo nei rapporti con tutti i comuni dell'area circostante, con una particolare attenzione al ruolo di una città capoluogo.
Rivolgiamo, per questi motivi, un appello alle elettrici e agli elettori del comune di Frosinone a sostenere con il loro voto la candidatura a sindaco di Fabrizio Cristofari nell'interesse dell'intera città e delle altre comunità di questo territorio.

I Sindaci di

Alatri
Amaseno
Anagni
Boville E.
Ceprano
Falvaterra
Ferentino
Fontana Liri
Giuliano di Roma
Patrica

 
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Riunione del Coordinamento dei sindaci per l'ambiente

Anagni Palazzo della Ragione 350 260dall'Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - Giovedì pomeriggio, nella Sala della Ragione del Comune di Anagni, si è riunito il Coordinamento dei sindaci per l'ambiente. Erano presenti gli amministratori di Anagni (sindaco Fausto Bassetta, coordinatore del tavolo), Frosinone (assessore Flora Ferazzoli), Paliano (consigliere delegato Ugo Germanò), Ferentino (assessore Luca Bacchi), Ceprano (sindaco Marco Galli e assessore Elisa Guerriero), Acuto (sindaco Augusto Agostini), Sgurgola (sindaco Antonio Corsi), Segni (sindaco Maria Assunta Boccanelli), Gavignano (vice sindaco Carlo Tiberi), Colleferro (assessore Giulio Calamita), Carpineto Romano (sindaco Matteo Battisti), Gorga (vice sindaco Enzo Menichelli), Genazzano (vice sindaco Angelo Morelli) e Olevano Romano (consigliere delegato Nicoletta Amelia).

Numerosi gli argomenti dibattuti dal Coordinamento, organismo che da oltre due anni si riunisce periodicamente nei vari Comuni che lo compongono. I lavori sono iniziati, dopo l'introduzione del sindaco Bassetta, con la questione della discarica Colle Fagiolara, nel territorio di Colleferro e confinante con Paliano. Calamita e Germanò hanno illustrato la situazione tecnica e ambientale del sito, parlando di emergenza concreta e ribadendo la necessità di chiuderlo entro il 2019 e di farlo gestire dal Comune proprietario (Colleferro) fino alla post-mortem (circa 30 anni). Al Coordinamento è stato chiesto un fronte comune per far rispettare i termini della chiusura e di programmare un sopralluogo dei sindaci per vedere da vicino le criticità della discarica.

Elisa Guerriero è intervenuta sul punto relativo all'avanzamento del Sin (sito interesse nazionale) Valle del Sacco per il quale è stata definita la riperimetrazione con ilambiente sindaci gennaio2017 decreto firmato del Ministro dell'ambiente Galletti. L'assessore ha segnalato che, nelle more dei provvedimenti attuativi finalizzati alla bonifica, stanno arrivando numerose richieste di apertura di impianti per i rifiuti sul territorio inserito nel Sin, evidenziando la necessità di chiedere a Ministero e Regione Lazio, come amministrazioni comunali, le linee-guida per gestire le varie istanze. Ha anche parlato dei provvedimenti adottati dai Comuni per il risanamento dell'aria, chiedendo maggiore omogeneità nelle ordinanze dei Sindaci, tenuto conto anche delle difficoltà incontrate per far comprendere le misure restrittive ai cittadini. Bassetta, a questo proposito, ha proposto di studiare ordinanze modello così da tenere, almeno per i Comuni che fanno parte del Coordinamento, una linea uniforme.

La riunione ha ospitato, infine, i rappresentanti della Saxa Gres società che di recente ha rilevato l'ex Marazzi di Anagni riassumendo 70 lavoratori per la produzione di ceramiche. Il vice presidente Francesco Borgomeo e due tecnici hanno illustrato l'attività della fabbrica, parlando del loro progetto di economia circolare e della richiesta di produrre energia tramite un impianto di biodigestione che ha sollevato perplessità da parte delle associazioni ambientaliste. Al fine di una maggiore trasparenza, è stato proposto un protocollo di relazione tra Saxa Gres, Comune e associazioni.

 
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I sindaci di Roma e Milano nella bufera

Sala Raggidi Elia Fiorillo - La roulette russa dei cittadini al potere. E ci mancava pure questa. Roma e Milano nella bufera giudiziaria, e non solo. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha ricevuto una comunicazione di garanzia nell’ambito dell’inchiesta sui lavori per la piastra Expo. All’epoca Sala aveva seguito le opere da commissario unico dell’Esposizione, incaricato dal Governo, nonché da amministratore delegato di Expo 2015 Spa. Una brutta botta per il Sindaco. L’ipotesi su cui s’indaga è “concorso in falso ideologico e falso materiale”. Appena ricevuta la notizia l’esponente del Pd, con una procedura inusuale, si è “autosospeso” conferendo di fatto i suoi poteri alla vicesindaco Anna Scavuzzo.

A Roma, invece, non sono arrivate comunicazioni giudiziarie a Virginia Raggi, ma è stato arrestato il suo “fido furiere” Raffaele Marra – vero dominus dell’Amministrazione -, già collaboratore di Gianni Alemanno e Renata Polverini. Il vero problema per il Sindaco è il braccio di ferro che ha tenuto con buona parte del Movimento Cinque Stelle, proprio sul nome di Marra e di altri suoi fedelissimi ritenuti non in “odore di santità” , non solo per il loro passato, ma anche per la gestione degli incarichi ricoperti nell’attuale Giunta. E’ solo di qualche giorno fa la notizia delle dimissioni di Paola Muraro, assessore all’Ambiente, per un avviso di garanzia dopo una polemica senza fine sul suo operato, sia passato che presente.

L’incavolatura del garante Beppe Grillo, ben consapevole che un fallimento gestionale nella Capitale avrebbe pregiudicato ai 5Stelle la scalata a palazzo Chigi, non si è fatta attendere ed è stata violenta. Azzeramento dei soggetti chiacchierati o un “vaffa” senza appello a Virginia. Che poteva fare la sindaca Raggi? Continuare a sostenere i suoi “senza se e senza ma”, ovvero senza più il simbolo del Movimento, come pure pare abbia pensato di fare, o dire “obbedisco”? Ha optato per l’accettazione del comando perentorio del Beppe furente ed ha dettato alle agenzie la seguente dichiarazione: "Daniele Frongia ha deciso di rinunciare al ruolo di vicesindaco mantenendo le deleghe alle Politiche giovanili e allo Sport. Contestualmente Salvatore Romeo ha deciso di dimettersi dall'incarico di capo della Segreteria politica. Al contempo a breve avvieremo una nuova due diligence su tutti gli atti già varati". La cosa che più preoccupa Virginia - e non solo - è la possibilità che pure lei possa essere iscritta nel registro degli indagati. Il fondatore e garante lo dà quasi per scontato quando afferma: “Ci stanno combattendo con tutte le armi comprese le denunce facili che comunque comportano atti dovuti come l'iscrizione nel registro degli indagati o gli avvisi di garanzia... Faremo un nuovo codice etico... Nessuno pensi di poterci fermare così. Mettiamo la barra a dritta e avanti tutta". Insomma, anche i 5Stelle fanno marcia indietro in merito all’obbligatorietà delle dimissioni in caso di avviso di garanzia: una cosa è l’opposizione, un’altra il governo.

Di considerazioni, in queste due vicende molto diverse tra di loro, se ne possono fare tante. La prima è relativa all’avviso di garanzia che colpisce un sindaco. Nessuna “autosospensione” può essere presa in considerazione. O si va avanti, o ci si dimette con tutte le conseguenze del caso. E qui, al di là dei diretti interessati, sono le forze politiche che li hanno candidati e sostenuti a dover decidere sul da farsi. Certo, difronte a reati gravissimi le dimissioni, se non spontanee del diretto interessato, dovrebbero essere invocate dalla forza politica d’appartenenza, senza aspettare i vari passaggi che la legge prevede a garanzia del presunto reo. Ciò perché le polemiche danneggerebbero oltre misura la “gestione della polis” , arrecando danni non stimabili a tutta la comunità.

C’è poi la delicata questione dell’individuazione da parte dei partiti e dei movimenti del “personale politico”. Una volta, prima di far ricoprire una carica politica a chicchessia, i partiti puntavano molto sulla loro esperienza e formazione. Era importante avere un curriculum fatto d’impegno nel sociale, d’esperienza nella gestione di cooperative, di gavetta ai vari livelli di partito, di sindacato, ecc.. Passare d'emblée dalla vita di tutti i giorni ai vertici delle Istituzioni, teoricamente può ritenersi una scelta azzeccata e democratica, praticamente può dimostrarsi un disastro. Perché i vari Raffaele Marra sono sempre in agguato con la loro “esperienza” e con i loro “consigli”. Diventano una colla a presa rapida, a cui non si può rinunciare, specialmente quando molti dei tuoi vogliono “farti le scarpe”. Qui, ovviamente, parliamo di politici inesperti ed ingenui. Il malaffare è un’altra cosa.

 
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