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Ferentino. Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari

Ferentino aula consigliaresemivuota 350 260Grave emergenza ambientale – Il Sindaco non risponde alle interrogazioni consiliari. Interessato formalmente il Prefetto di Frosinone
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Maurizio Berretta Capogruppo della Lega: “ Ho formalmente interessato S.E. Ignazio Portelli, Prefetto di Frosinone, sulle gravi omissioni, delle mancate risposte alle interrogazioni dei consiglieri comunali, da parte del Sindaco Antonio Pompeo e del Presidente del Consiglio comunale. Il 14 Dicembre 2018, ho presentato un’interrogazione a risposta scritta ed urgente (10 giorni), cosi’ come previsto dal regolamento di consiglio comunale, per conoscere i provvedimenti adottati dal Comune di Ferentino sui casi di “sversamento nel torrente Alabro e fiume Sacco”, nel particolare se si era intervenuti nel riscontrare eventuali scarichi abusivi su territorio comunale e di conoscere invece, quanti sono gli scarichi regolarmente autorizzati.

A distanza di ben oltre 2 mesi, ho ricevuto solo silenzio e null’altro. Eppure nelle 2 sedute di Consiglio comunale del 18/12/2018 e 30/01/2019 ho sollecitato piu’ volte la risposta all’interrogazione. Non e’ cosi’ che si puo’ amministrare una Citta’, la mancata risposta alle interrogazioni dei Consiglieri e’ da interpretare a tutti gli effetti, come una mancata risposta alla Cittadinanza tutta, poiche’ l’Amministrazione e’ tenuta a riscontrare tali istanzmaurizioberretta 350e, non solo per questioni di correttezza istituzionale, nonche’ di elementare buona educazione, ma per chiarire le linee di indirizzo del Governo cittadino ed orientare cosi’ al meglio le azioni dei consiglieri. Pretendo a questo punto un dettagliato riscontro, sui provvedimenti o meno, adottati dal Comune sulla grave emergenza ambientale, i relativi atti deliberativi, e soprattutto il censimento degli scarichi industriali, e se non ne e’ in possesso, il Comune deve acquisirlo presso il Consorzio Industriale – Asi (competente), oltre ai residenziali, altresi’ se ha riscontrato direttamente con i propri organi interni scarichi totalmente abusivi.

Ho voluto interessare sono la Prefettura e non anche la Procura di Frosinone, seppur il comportamento omissivo viola l’articolo 43 della 267/2000, e si integra nel reato di omissione di atti d’ufficio (art.328 c.p.), confidando in un riscontro anche fuori dai termini di legge, seppur ampiamente scaduti, ma spero vivamente che questa Giunta comunale prenda coscienza che la grave emergenza ambientale del Sacco, ha bisogna di una task force senza precedenti, e’ ora che il nostro comune ponga la tematica tra le priorita’ assolute delle azioni di governo cittadino, non esistono solo feste e sagre o sorrisi alla stampa, ma sopra ogni cosa, la tutela dell’ambiente e della salute. Mi auguro che SE il Prefetto, intervenga quanto prima per garantire il rispetto dei diritti dei Consiglieri comunali nell’esercizio delle proprie funzioni”.

 

 

 

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Riggi: Appello al Sindaco per l'asilo nido Pollicino

Frosinone 350 260 minDaniele Riggi: “Rivolgo un appello al Sindaco, all'Assessore al Bilancio e all'Assessore alla Pubblica Istruzione: consentiamo all'asilo nido Pollicino di proseguire l'attività didattica, almeno fino alla fine di questo anno scolastico”

L'attuale legge di bilancio varata dal governo giallo-verde si sta rivelando l'ennesima tagliola sui bilanci comunali, dato che riduce ulteriormente le già scarse risorse disponibili per i servizi ai cittadini. L'asilo nido comunale “Pollicino” vive da diverso tempo una situazione precaria, infatti il servizio, in assenza di nuova gara per l'affidamento, va avanti attraverso delle proroghe. Adesso, a causa anche dei recenti tagli imposti dal Governo, c'è il forte rischio che nel bilancio comunale di quest'anno non ci siano le risorse sufficienti per garantire il proseguimento dell'attività del servizio, almeno fino alla fine dell'anno scolastico. Sarebbe veramente clamoroso e ingiusto interrompere un servizio didattico ad anno scolastico inoltrato, considerando che i genitori hanno già versato le quote di iscrizione e, soprattutto, hanno organizzato i propri impegni lavorativi e personali sapendo di poter contare sul supporto del servizio. In questo modo rischiamo di danneggiare le famiglie, con cui il Comune ha preso degli impegni, i bambini, che vedrebbero interrotto il loro percorso didattico, e, soprattutto, i lavoratori e le lavoratrici dell'asilo, che in questi anni hanno garantito con professionalità un servizio utile a tutta la comunità. Capisco che in una situazione economica così drammatica sia difficile mantenere operativi tutti i servizi a domanda individuale, va anche detto, però, che nel caso degli asili nido le quote versate per il servizio da parte dell'utenza consentono di bilanciare parte della spesa, generando così una “perdita controllata”. L'asilo nido Pollicino, tra l'altro, in questi anni ha sempre svolto un servizio di qualità, apprezzato dall'utenza, che ha consentito a molte famiglie frusinati, a fronte di impegni di vita e di lavoro sempre più pressanti, di poter garantire ai propri figli un'educazione socio-affettiva adeguata nella seconda infanzia, ad un costo accessibile.

In tempi così difficili, non tutti hanno le risorse economiche per potersi permettere servizi educativi privati, così come non tutte le coppie di genitori hanno la fortuna di avere a casa familiari a cui poter affidare la cura dei propri bambini. Spero, dunque, che ci sia la volontà politica di garantire il proseguimento del servizio almeno fino alla fine di quest'anno scolastico, diversamente si andrebbe incontro a un precedente veramente imbarazzante per la nostra Amministrazione, che non può pensare di avviare dei servizi scolastici senza essere certa della copertura finanziaria almeno fino alla fine dell'anno didattico. Sono convinto che per un servizio così apprezzato e importante ci sia la disponibilità di tutto il consiglio comunale, maggioranza e minoranza, a intraprendere una battaglia comune presso la Regione o il Ministero per ottenere dei canali di finanziamento; intanto cerchiamo di eliminare il più possibile le spese velleitarie.

 

 

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Capoluogo. Sindaco deride e respinge proposte degli studenti

rsm 350 260 mindi Giacomo Felici - Come sindacato studentesco è dallo scorso anno, a partire dalla tornata elettorale, che portiamo avanti delle proposte inerenti alle questioni giovanili. Dopo aver constatato un netto immobilismo nei confronti delle politiche giovanili, confermate dagli 0 euro in bilancio in questa voce, abbiamo lanciato una nostra petizione nelle scuole. Firmando questa, si sostenevano le nostre proposte, tra cui quelle sulla mobilità (corse notturne nel weekend e sgravi fiscali per gli studenti) , welfare (revisione di solidiamo con incremento fondi e con carattere più mirato alla tutela sociale) e cultura attiva . In 3 settimane siamo riusciti a raccogliere 880 firme di studenti, che chiedevano risposte chiare e azioni in una città che è divenuta ostile ai giovani, proponendo un tipo di cultura passiva e ripetitiva (passio christi tra tutte, pagata a caro prezzo).

Ottenuto l'incontro con il sindaco il 19 dicembre ( alle 22:00) ci siamo seduti a tavolo e nonostante l'improbabile orario abbiamo deciso di fare un sacrificio, andando fino in fondo per rispettare i ragazzi che hanno creduto in questa iniziativa. Dopo il sostanzioso ritardo il sindaco ha preso il dosssier delle nostre proposte (leggendone 2 righe), iniziando una discussione improntata quasi soltanto sul suo monologo, con prese in giro e gesti di scherno che hanno palesato un atteggiamento antidemocratico nei confronti di studenti impegnati e volenterosi in una città che non offre nulla ai giovani. E' stata impedita la discussione su ogni punto delle nostre proposte e quelle pochissime righe lette sono state travisate, al fine di renderle scusanti per muovere accuse banali e da bar sport come "soliti ideologi vecchi marxisti".

Lo stesso comportamento e' stato tenuto in consiglio comunale insultando e zittendo i consiglieri di minoranza che avevano mostrato solidarietà nei nostri confronti.
Riteniamo gravissimo l'accaduto, un atteggiamento squadrista e offensivo nei confronti delle 800 persone che hanno sottoscritto la petizione, che noi insieme a tutta la base della Rete degli Studenti Medi di Frosinone rappresentavamo quella sera. il Nostro quotidiano Impegno per una Frosinone realmente a misura di giovane non termina qui e per questo continueremo sulla nostra strada, constatando l'incapacità politica di questa giunta e di questo sindaco di dialogare con giovani che hanno visioni della città anche minimamente diverse dalla sua.

 

 

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Valle del Sacco, parla il Sindaco Caligiore

scarichi valle del SaccoValentino Bettinelli intervista il Sindaco di Ceccano, Roberto Caligiore - La questione della Valle del Sacco rappresenta una ferita aperta per l’intera ciociaria. Un taglio netto nel tessuto vitale di un’area che si estende da Colleferro a Ceprano, provocato dall’incessante corso di un fiume, il Sacco, che porta con sé sostanze inquinanti e gravi problemi legati alla salute.
Nella mattina di venerdì 21 dicembre abbiamo raccolto le parole di Roberto Caligiore, Sindaco di Ceccano, comune simbolo del problema Valle del Sacco. Al primo cittadino abbiamo posto tre domande:

La qualità delle acque del fiume Sacco è nel livello più basso della scala di valori. Come giudica questa condizione e qual è, a suo giudizio, la causa. Come sono sanzionate le infrazioni delle aziende che sversano nel fiume?
La situazione di Ceccano proviene da una storia industriale molto lunga. Non bisogna dimenticare la presenza di aziende come la “Snia”, il saponificio “Annunziata”, la “Viscolube”. Abbiamo, inoltre, sul nostro territorio la discarica di Via Anime Sante e il depuratore del Consorzio ASI. L’inquinamento di acque e suolo circostante è dunque il risultato di anni di industrializzazione poco sostenibile a livello ambientale nell’intera zona della Valle del Sacco, partendo da Colleferro e Anagni, passando per Ceccano e arrivando fino a Ceprano. Proprio ieri (20 dicembre 2018), nell’incontro in Provincia con i funzionari del Ministero, si è discusso, nello specifico con il Dott. Berlenghi (Capo della Sezione Tecnica del Ministro Costa), di un piano sostenibile a livello ambientale di riqualificazione industriale dell’intera area. Non c’è da confondere però lo sviluppo con l’incontrollata attività criminosa di chi continua a bypassare i meccanismi di depurazione dei rifiuti di risulta delle lavorazioni industriali. È dunque compito del Comune segnalare alle autorità competenti tali situazioni, al fine di sensibilizzare le istituzioni al controllo.

Come migliorare la gestione dei rifiuti solidi urbani negli impianti di Colfelice, Roccasecca e San Vittore. Come si può dunque procedere per impedire il sovraccarico di rifiuti conferiti nei siti gestiti da Saf, Mad e Acea Ambiente?
La questione del trattamento dei rifiuti è un altro tassello importante nel quadro dell’inquinamento del SIN della Valle del Sacco. Molte aziende continuano a lavorare sullo smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio. Emblematico il caso della “Tecnofusti Sud” alla quale era stato permesso, da parte della Regione Lazio, il trattamento di altre 60 sostanze nocive. Concessione poi revocata dalla stessa Regione a seguito di indagini e tavoli tecnici ad hoc. Proprio la Tecnofusti, attraverso un sistema di deviazione degli scarichi, aggirava il depuratore, scaricando direttamente nel corso del fiume.
Il problema Saf è complesso, in quanto gli azionisti dell’azienda sono i Sindaci. Per le votazioni però, non esiste una quota ponderata, per cui vige la regola dell’uno vale uno. Il Comune di Ceccano ha votato negativamente all’ipotesi di ingresso di rifiuti provenienti dal Comune di Roma, in quanto ha valutato questa mossa come una strategia per ripianare politicamente i bilanci della società.

Unificare l’azione civica è una condizione necessaria per raggiungere risultati tangibili. Come pensa di perseguire la realizzazione di questo obiettivo di unità delle compagini di cittadini che si stanno mobilitando?
A mio parere la libertà di espressione è sacrosanta e va assecondata piuttosto che guidata. La guida presuppone un condizionamento che andrebbe a limitare la libertà stessa. Credo che la forza dei comitati sia proprio questa grande e autonoma libertà. Come Sindaco e uomo delle istituzioni offrirò sempre la mia completa disponibilità a partecipare ad eventi o manifestazioni che servano a sensibilizzare i poteri trasversali e mantenere alta l’attenzione su un problema che sta completamente attanagliando un’intera valle.

 

 

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Quello che c’è di politico nell’arresto del Sindaco di Riace

Giulio Cavalli 350 260Nadeia De Gasperis intervista Giulio Cavalli 

Quanto c’è di politico nell’arresto del Sindaco di Riace, Mimmo Lucano?
Non è mia abitudine entrare nelle scelte giudiziarie, sempre speranzoso che davvero esista una separazione dei poteri che non sia solo declamata. Lo stesso Mimmo Lucano ha dichiarato di avere consapevolmente commesso delle irregolarità e quindi è normale che la giustizia faccia ciò che ritiene utile e giusto. L’oscenità politica dell’arresto di Lucano sta tutta nell’uso che è stato fatto della vicenda giudiziaria e nel perfetto tempismo per distruggere la persona e soprattutto il modello di integrazione che rappresenta. L’arresto di Mimmo Lucano diventa politico nel momento in cui c’è un evidente pezzo di Paese che usa oggi Lucano (come ieri le ONG) per sostenere tesi che nulla hanno a che vedere con la vicenda giudiziaria.

L’ostilità palesata dal Ministro Salvini nei confronti di Domenico Lucano, come la frase “sei uno zero” hanno influito su questa vicenda? Se sì, in che modo?
Ogni periodo storico risente dell’humus culturale, sentimentale e politico che è alimentato (purtroppo) dalla propaganda: credo che sia innegabile che chi ha voluto usare la mano pesante contro Lucano sia perfettamente consapevole di convergere con questo nostro pessimo tempo.

 I capi di imputazione attribuiti a Mimmo Lucano pensano siano reati o possiamo chiamarla “disobbedienza civile”?
Ogni volta che nella Storia un Paese ha compiuto una passo in avanti sui temi dei diritti ha dovuto scontrarsi con principi di legalità ingiusti. Mimmo Lucano (come molti altri) è un disobbediente dichiarato e mi pare impossibile non esserlo in un Paese che da anni rispedisce persone nei lager libici e riesce a farlo con le carte a posto oltre che con la propria coscienza.

Perché il modello Riace ha funzionato ed è preso come esempio da tutto il mondo?
Perché c’è cuore e c’è intelligenza oltre al burocrazia. E perché Riace ha avuto il coraggio di riconoscersi ormai vuota senza quel patetico amor proprio tipico dei nazionalismi. Il modello Riace funziona perché non c’è accoglienza ma contaminazione: persone con diversi talenti si incontrano per rispondere alle identiche necessità.

Crede nei piccoli esempi di accoglienza come soluzione al problema dell’immigrazione?
Credo che mischiarsi (e uso volutamente questa parola che ha un profumo bellissimo e che qualcuno vorrebbe sporcare con accezioni negative) sia l’unica soluzione. Qualcuno di noi è mai riuscito a creare relazioni nella vita con qualcuno che abbiamo tenuto relegato nella periferia della nostra quotidianità? Non scherziamo, su.
6. Cosa dobbiamo aspettarci d’ora in poi? Cosa accadrà se i migranti di Riace non potranno fare ritorno in quel paese?
Non accadrà nulla di diverso da ciò che è naturale che accada: gli uomini si mescolano, la fame e la guerra se ne fregano dei mari e dei muri, la Storia e la cultura sono contaminazioni continue, da sempre, nonostante i parrucconi conservatori.

Sora (Fr), 16/10/2018

*Autore, attore, scrittore, politicamente attivo. Racconto storie, sul palcoscenico, su carte e su schermo e cerco di tenere allenato il muscolo della curiosità. Collaboro dal 2013 con Fanpage.it, curando le rubriche "Le uova nel paniere" e "L'eroe del giorno" e realizzando il format video "RadioMafiopoli". Quando alcuni mafiosi mi hanno dato dello “scassaminchia” ho deciso di aggiungerlo alle referenze.

 

 

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M5S Anagni. Promemoria al Sindaco per aumenti SAF

M5S logo mindi Fernando Fioramonti* - Caro Daniele ti scrivo

Ti scrivo questa lettera aperta per ricordarti che dopodomani (7 luglio) scadono i termini (60 giorni) per il ricorso contro l’aumento della tariffa di conferimento dei rifiuti indifferenziati alla SAF spa di Colfelice. Tale aumento è stato deciso dall’assemblea dei Sindaci del 15 gennaio scorso, ed è stato ribadito dalla Regione Lazio con la Determinazione n° G05552 del 27 aprile 2018, pubblicata sul BURL n° 37 del 08 maggio 2018.

Voglio ricordarti che tale aumento, retroattivo dal 1 gennaio 2015, sarà a completo carico dei cittadini ed è stimato tra i 50 e i 90 euro ad utenza (come precedentemente abbiamo avuto modo di dimostrare). In questo periodo di incertezza economica un aggravio del genere, sulle tasche dei nostri cittadini, può esacerbare ancora di più i disagi che molti anagnini stanno vivendo.

Ricordo ancora le tue parole, rilasciate ad un giornale online “Il ricorso è un atto necessario. Entro il 7 luglio una amministrazione efficiente e capace è in grado di portare a termine le procedure necessarie per garantire gli interessi degli anagnini nella sede preposta.” e “A prescindere dal colore politico dei Comuni che hanno già scelto di ricorrere al TAR – essendo una scelta di buonsenso al di là degli schieramenti – ritengo che sia fondamentale per Anagni fare ricorso contro questo aumento iniquo voluto dal SAF contro i cittadini.” e confidando nella tua capacità di mantenere gli impegni presi ti invito a pubblicare copia del ricorso presentato, per dare speranza e far tirare un sospiro di sollievo a tutti quei cittadini sui quali incombe, come una spada di Damocle, questa ulteriore vessazione.

Con stima

*Portavoce del MoVimento 5 Stelle in consiglio comunale di Anagni

 

 

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Martina Inncocenzi: candidata a Sindaco di Fiuggi

MartinaInnocenzi 350 260 min(video intervista) Una città non si misura dalla sua lunghezza e larghezza, ma dall'ampiezza della sua visione e dall'altezza dei suoi sogni. Oggi siamo nuovamente chiamati a sostenere ed attuare un percosrso di reale cambiamento caratterizzato da trasparenza, rinnovamento e partecipazione attiva dei cittadini per giungere ad una gestione consapevole delle risorse della comunità finalizzata a tutelarne la vocazione turistica e la qualità della vita.

Con questi obiettivi nasce il movimento civico "FIUGGI VIVA"

 

 

Martina Innocenzi, Candidata a Sindaco di Fiuggi, prima donna il lizza per queso ruolo, intervistata da Ermisio Mazzocchi, illustra il programma di Fiuggi Viva,

 

 

 

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Anagni. Associazioni interrogano candidati a Sindaco

Anagni Palazzo civico Sec. XI XIII 350 250 min2 gugno 2018 - Il dibattito che si è svolto ieri pomeriggio, nella Sala della Ragione del Comune, tra i candidati alla carica di Sindaco di Anagni, nelle elezioni amministrative del prossimo 10 giugno ha permesso a ciascuno di loro di confrontarsi con gli altri su alcuni punti particolarmente significativi delle loro proposte programmatiche.
Le Associazioni e i Comitati hanno organizzato l’ iniziativa con il chiaro obiettivo che essa fosse,per tutti i cittadini/elettori l’ occasione per capire le ragioni per cui “dovremmo votarli”.
Di fronte ad una Sala gremita, il moderatore Paolo Carnevale ha condotto con misura ed equilibrio lo svolgimento del confronto. In apertura ciascun candidato ha illustrato brevemente la propria proposta elettorale, quindi ad ognuno sono stati presentati , in successione, tre gruppi di domande, incentrate su alcuni temi cruciali per la città e il territorio : Ambiente, Salute, Centro Storico.
Le risposte avevano tempi stabiliti e seguivano una modalità di alternanza nell’ ordine degli interventi.
Sono poi seguiti alcuni interessanti interventi dal pubblico e un giro conclusivo per permettere ad ogni candidato di formulare un breve appello al voto, rivolto a tutti i cittadini.
Il ricco e articolato dibattito ha così permesso di conoscere le posizioni di ciascuno riguardanti temi per nulla “leggeri “ in quanto carichi di prevedibili, pesanti responsabilità alle quali il prossimo sindaco sarà chiamato a rispondere di fronte ai cittadini. Essi non si sono sottratti neanche alle domande “ scomode “ e, pur con qualche spunto polemico, è prevalsa una dialettica politica che ha animato quasi tre ore di discussione
Tutti i candidati, anche se con diverse sfumature, hanno affermato la necessità di migliorare la qualità della vita degli anagnini, con iniziative quali vigilanza e tutela dell’ambiente, con controlli e opposizioni alle vecchie e nuove fonti di inquinamento. Per la ex Polveriera è stato espresso un consenso comune verso la definizione di “ area non industriale” da valorizzare al servizio dei cittadini. Quanto alla questione Ospedale è emersa la volontà di impegnarsi per difendere il Diritto alla Salute, riconosciuto dalla Costituzione, e di proseguire nel coinvolgimento dei sindaci dei comuni limitrofi per una forte richiesta del Pronto Soccorso che garantisca un’ assistenza di base irrinunciabile. Per il Centro Storico, si è fatto riferimento principalmente alla necessità di migliorare l’ offerta turistica, con progetti dai contorni incerti che andranno, indubbiamente precisati. Occorre ancora sottolineare il ruolo del moderatore che ha sempre ricondotto il dibattito nel solco di una discussione civile e rispettosa delle reciproche posizioni politiche davanti ad una platea molto attenta e partecipe.
Pertanto le Associazioni e i Comitati ringraziano i candidati : Viviana Cacciatori, Nello Di Giulio, Fernando Fioramonti, Maria La Pastina, Daniele Natalia, Sandra Tagliaboschi, Daniele Tasca per aver accettato l’ invito al confronto, l’ ottimo moderatore e, doverosamente, il Commissario Prefettizio dott. Massimo Di Donato per aver autorizzato lo svolgimento dell’ incontro nella Sala della Ragione.
Le associazioni e i Comitati avvertono anche la necessità di richiamare tutti i candidati, una volta eletti, nella maggioranza o all’ opposizione, ad impegnarsi fattivamente per gli obiettivi virtuosi dichiarati e confermano il loro impegno, nell’ ambito del loro ruolo, a dare vita concretamente alle forme della democrazia partecipata.

Le Associazioni presenti: "Diritto alla Salute", "Anagni Viva", "Comitato Osteria della Fontana", "Anagni Scuola Futura", "Raggio verde", "LegAmbiente Circolo di Anagni", "Comitato Residenti Colleferro", "Re.Tu.Va.Sa.", "Comitato S. Bartolomeo".

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Al sindaco di Sgurgola lettera aperta di Legambiente Anagni

rifiutiamoli 350 260 mindi Rita Ambrosino - Gentile Sindaco Corsi,
le scriviamo in riferimento agli articoli recentemente pubblicati dalla stampa locale relativi al suo deciso intervento di accertamento e denuncia dell’inquinamento delle acque del fiume Sacco.
Come forse ricorderà, la nostra associazione è da anni interessata all’argomento e numerose sono state le denunce e le segnalazioni. Disinteressato e generoso è stato l’impegno dei volontari di Legambiente per non far calare l’attenzione sul tema: potremmo citare la partecipazione ai procedimenti giudiziari, o le decine di articoli su giornali, o la trasmissione di “Buongiorno Regione” di RAI3 andata in onda in diretta proprio da Sgurgola il 28 febbraio 2015.
Potremmo continuare con le analisi condotte da ARPA, su nostra richiesta, su un campione prelevato dal famigerato collettore di reflui sito in prossimità del ponte dell’Alta Velocità al confine tra Sgurgola e Anagni. Già allora, eravamo a gennaio 2015, i risultati non sono stati affatto confortanti!
In questi anni, abbiamo fatto quello che ci era possibile come associazione di cittadini: ad esempio, abbiamo lottato contro il declassamento del SIN e, successivamente, seguito il complesso procedimento di nuova perimetrazione, partecipando concretamente alla Conferenza di Servizi indetta dal MATTM, fino alla promulgazione del D.M. n. 321/2016 che ufficializza l’attuale Sito di Interesse Nazionale Valle del Sacco.Rifiutiamoli
Dalla fine del 2016, dunque, è partito l’iter procedurale che porterà, auspicabilmente, alla bonifica del fiume. Sono già attive diverse procedure, delle quali lei avrà sicuramente contezza. Solo come promemoria, citiamo la Delibera Regionale n. 129 del 28 marzo 2017 “Promozione dell'attività di fitorisanamento–fitodepurazione finalizzate all'individuazione di progetti di ricerca pilota nel territorio del S.I.N. "Bacino del fiume Sacco" – D.M. n.321/2016 – per il biennio 2017/2018”, o, ancora, la Deliberazione 5 luglio 2017, n. 393 “Avvio delle attività di monitoraggio delle acque tramite campionamento delle acque ad uso potabile e dei pozzi di emungimento ad uso irriguo e domestico presenti nelle aree perimetrate ex D.M. n. 321/2016, volto a valutare lo stato di inquinamento delle falde”.
Possiamo affermare, senza timore di essere smentiti, che è grazie anche al lavoro dei volontari di Legambiente e di tante altre realtà associative del territorio, e nonostante l’inerzia di molti politici succedutisi negli ultimi due decenni, cioè da quando l’inquinamento del Sacco si è palesato, che possiamo iniziare ad intravedere una piccola luce in fondo al tunnel.
La sua attività di tutela del Sacco, dunque, non può che suscitare in noi apprezzamento e soddisfazione: ben vengano le sue azioni se si collocano nel solco delle nostre iniziative statutarie!
Le chiediamo, perciò, di volerci informare sulle iniziative che vorrà intraprendere e che seguiremo con interesse mettendo in campo le nostre risorse tecniche.

Per quanto riguarda il Fiume Sacco, possiamo suggerirle di adoperarsi per cercare di dare un’identità precisa ai responsabili dei numerosi scarichi abusivi, magari iniziando proprio da quello situato sotto al ponte di Sgurgola? Come certamente saprà, dal 2015 è in vigore la cosiddetta “legge sugli ecoreati”, che è costata a Legambiente, e ad altri, 21 anni di impegno civile. Oggi chi inquina, paga.

I problemi ambientali della nostra zona, purtroppo, non sono limitati all’inquinamento delle acque o del terreno: le è nota, certamente, la classificazione dell’intera provincia di Frosinone come livello pessimo per la qualità dell’aria (vedi Deliberazione Regione Lazio n. 536 del 15 settembre 2016). Eppure, sono in corso processi di autorizzazione per impianti potenzialmente emissivi proprio ad Anagni, parliamo della riattivazione dell’inceneritore di PFU (Pneumatici Fuori Uso) della Marangoni, oppure il riavvio degli inceneritori di Colleferro.
Noi siamo parte attiva nel contrasto di tali impianti, a tutela della salute dell’ambiente e dei cittadini.
Si unisca a noi, potrà cominciare concedendo il sostegno della sua amministrazione alla mobilitazione #RIFIUTIAMOLI e partecipando personalmente alla manifestazione del prossimo 18 novembre a Colleferro.

Con i più cordiali saluti

Circolo Legambiente Anagni

Anagni, 7 novembre 2017
____________________________________________________

Rita Ambrosino
Presidente Circolo Legambiente Anagni

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Sacrosante dimissioni. Sindaco così si fa!

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260da Sinistra Italiana Anagni - Quando la situazione diventa insostenibile, quando non viene più rispettato il principio della rappresentanza, si sputtanano quelli che l’hanno determinata e si costringono tutti a rimanere nel ruolo e nel posto loro assegnato dagli elettori.
Ai consiglieri non è andata bene la prima Giunta, la seconda nemmeno, la terza pure. Dobbiamo forse attenderne una quarta? E poi una quinta?

È ora che il Sindaco faccia valere i suoi ottomila voti a fronte di eletti che al massimo ne hanno trecento e giù di lì.

È ora che dalla gestione politica e amministrativa del Comune scompaiano figure non ben definite di personaggi che rimestano nelle cose che non gli appartengono. Altri invece non partecipando alle elezioni decidono però da sempre le strategie e le tattiche di potere.

È ora che i consiglieri la smettano di mescolarsi, come in una minestra di rape e broccoli, in gruppi consiliari ai fini di accaparrarsi il maggior numero di seggi in Giunta e la smettano di tradire gli elettori passando indiscriminatamente da uno schieramento all’altro (come l’ex consigliere e poi ex assessore Roberto Cicconi).

È ora che i partiti siano veri partiti e non comitati elettorali permanenti a sostegno di personaggi di scarso spessore politico. Che si interessino piuttosto di politica, delle persone e della città.

Come circolo di Sinistra Italiana denunciamo il vergognoso stato della politica anagnina. Mai in passato è stato raggiunto un livello così basso.
Che ne sarà della nostra città?
Come si potranno affrontare le gravi criticità se si continuerà a dare credito a persone che pensano solo ai propri interessi personali e alle loro carriere “politiche”?
Come circolo di Sinistra Italiana denunciamo il colossale imbroglio delle liste civiche costituite per disorientare gli elettori e confermare in politica la permanenza dei soliti personaggi. I risultati danno ragione alle nostre analisi.

Come circolo di Sinistra Italiana denunciamo l’operato del Partito Democratico di Anagni, che ad oggi non sembra essere un partito politico ma un comitato di persone al servizio di poteri forti ed estranei agli interessi della città. Denunciamo altresì le rappresentanze provinciali e regionali del Pd che stanno trasformando la nostra città in una mega discarica di rifiuti e che hanno affossato definitivamente la sanità locale privando i cittadini di ciò che gli spettava. Non era questo infatti il programma elettorale presentato agli elettori e alla base del partito.
Ormai siamo tutti consapevoli del danno subito dalla nostra comunità e del disastro politico che si è consumato in questi giorni. Riprendiamoci la città! Non dobbiamo rassegnarci e non dobbiamo aver paura delle difficoltà da affrontare e delle rovine da sistemare.
Come sinistra Italiana crediamo e siamo convinti di quello che abbiamo finora detto e fatto dimostrandolo con la nostra tenacia e la nostra coerenza.

SINISTRA ITALIANA
Circolo di Anagni

 
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