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Ceccano, solidarietà e partecipazione vincono nella “Partita del Cuore”

calcio dinizio Caterina 350 mindi Tommaso Cappella* - Successo senza precedenti per la prima edizione della “Partita del Cuore”, “Diamo un Calcio all'Autismo” che si è tenuta sabato scorso al “Popolla”, organizzata dal Ceccano Calcio 1920 e dall'associazione “Altre...Menti Frosinone”, con il patrocinio del Comune di Ceccano e sponsorizzata dal Conad-Gruppo Mazzocchi e ItalyGlass. Un appuntamento che non ha deluso le attese, anche perché l'evento era finalizzato alla raccolta fondi a favore dell'associazione “Altre...Menti”, presieduta da Marco Massa, che si occupa dei ragazzi autistici e per celebrare la vittoria in campionato della squadra rossoblu salita in Promozione. E' stata soprattutto una grande rimpatriata di ex giocatori rossoblu che hanno voluto quindi testimoniare, con la loro presenza, la vicinanza a tanti ragazzi meno fortunati. Senza dimenticare la festa per la vittoria in campionato del Ceccano calcio 1920 ai nastri di partenza nella prossima stagione in Promozione con in panchina il neo tecnico Mirco Carlini.

La giornata, ottimamente presentata da Simona Frezza di Ernica TV, emittente che ha ripreso l'evento, è iniziata con le mini partite dei ragazzi delle Scuole calcio del Ceccano calcio 1920 e del Rio Fabrateria Vetus, le quali, in questi giorni, hanno dato vita ad un unico soggetto sportivo: la “Ceccano Accademy”. A seguire c'è stato il triangolare tra le vecchie glorie rossoblu e il Ceccano calcio 1920 che ha chiuso al primo posto nel girone I di Prima categoria. Il tutto è stato preceduto da un ricordo, oltre che di Filippo Giudici, di Robertino Testa, ex bandiera rossoblu, recentemente scomparso. Per l'occasione era presente la mamma Anna alla quale Tonino Pizzuti, accompagnato dall'ex ds rossoblu Renzo Frainetti, ha consegnato un mazzo di fiori. Il calcio d'inizio è stato dato dalla dolcissima Caterina Schiano, utente dell'associazione “Altre...Menti” (per l'occasione anche il papà Antonello ha svolto uno splendido lavoro in qualità di fotografo ufficiale della manifestazione).

Prima del fischio d'inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di tanti ex giocatori rossoblu che non ci sonio più. Molto combattute le sfide da trenta minuti ciascuna e ottimamente dirette dagli arbitri Calderari, Passeri e Reali. La prima ha visto di fronte le vecchie glorie capitanate da Alfonso Adinolfi e le quelle di Tonino Pizzuti. Hanno vinto le prime 2-0 grazie alla doppietta di bomber Caliano, sempre presente all'appuntamento con il gol. E' toccato quindi alla formazione perdente affrontare il Ceccano 2018-19 che si è imposto per 2-1. Dopo il vantaggio di Tarquini, è toccato all'altro bomber per eccellenza Pietro Compagnoni pareggiare i conti, mentre il successo per Tiberia e compagni è arrivato grazie a Colafrancesco. L'ultimo match invece è terminato sul nulla di fatto.

Al termine, alla presenza del presidente rossoblu Thomas Iannotta, titolare dello sponsor Italy Glass, del direttore generale Sergio Milo e del sindaco Caligiore, sono stati consegnati tanti riconoscimenti. Oltre al primo cittadino, sceso anche in campo, risultando tra i migliori in campo, è stata premiata anche l'amministrazione comunale nella persona del consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei. E' stata poi la volta di Marco Massa, presidente dell'associazione “Altre... Menti” ricevere il riconoscimento e a seguire la Farmacia Querqui nella persona di Andrea Querqui, neo vice presidente della “Ceccano Accademy”. Presente anche Alessandro Mazzocchi, titolare dei punti Conad della città, tra i maggiori sponsor del Ceccano nella stagione appena conclusa. Dopo aver ringraziato anche Angelo “Mazzola” Mastrogiacomo , titolate di “Oro-Il Trofeo” per le targhe ricordo, la famiglia Liolli per i palloncini rossoblu, la Pasticceria “Zambardino” per la torta celebrativa, e aver consegnato il riconoscimento a Fabio Massa per quanto riguarda la tifoseria, sono stati premiati gli altri sponsor che hanno sostenuto il Ceccano nella stagione calcistica appena conclusa: Fortini Gomme2, MA.BE., Ciotoli Marmi, Caffè Shop, Hotel Testani, M.D.A. di Vico, Welding Tecnologies, Ital Carta Group, Bar Il Tulipano, Autobingo2, Caffè Dell'Olmo, Unitec, SE.AM., Latantour, Autofficina Santucci Motors. Premiato anche il Ceccano 1920 calcio a5, salito in serie C2, con targa ritirata dal tecnico Guido Compagnone. La giornata si è conclusa con una cena presso il Ristorante “Brigadon”.

Prossimi appuntamenti sportivi a Ceccano, sabato presso il piazzale Impastato, a partire dalle ore 10,00 fino alle ore 20,00, è in programma l'iniziativa “Sport in Piazza”, organizzata dall'amministrazione comunale. E poi la sera del 24 giugno, in occasione della festa del patrono San Giovanni Battista, sempre l'amministrazione comunale, in particolare il sindaco Roberto Caligiore e il consigliere delegato allo sport Angelo Macciomei, premieranno giocatori e dirigenti del Ceccano calcio 1920 per la vittoria nel campionato di Prima categoria.

*Ufficio Stampa Ceccano Calcio 1920

 
Ragazzi scuole calcio Ceccano Il Ceccano attuale   L'associazioe dei giovani
 Vecchie Glorie - 1  Vecchie Glorie 2  Vecchie Glorie 3

cliccare sulle foto per ingrandirle

(Foto gentilmente concesse da Antonello Schiano)

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Gatta: “Con la Straccecano vincono solidarietà e partecipazione”

GattaGerardo 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Anche nel corso della 15a edizione della “Straceccano” si è assistito non solo al podismo, ma anche a tanta solidarietà e partecipazione. Ogni anno l'infaticabile Gerardo Gatta, presidente dell'Atletica Ceccano, e tutti i suoi più stretti collaboratori rinnovano e inseriscono tante iniziative rivolte sia a chi soffre sia verso quelle persone che fanno della solidarietà una loro ragione di vita, a cominciare dai donatori Avis del neo responsabile locale Daniele Panella. Proprio con Gerardo Gatta quindi si traccia un bilancio di questa edizione e si indica la rotta per le prossime. “Intanto vorrei ringraziare tutte quelle persone che hanno voluto condividere con noi, ancora una volta, una mattinata splendida e coinvolgente – esordisce il presidente dell'Atletica Ceccano – Nonostante la concomitanza con altre gare a livello regionale, siamo riusciti a portare a Ceccano qualcosa come 550 podisti proveniente da tutto il Lazio. Anche quest'anno abbiano voluto regalare un momento di gioia e spensieratezza a tutti quei ragazzi e persone meno fortunate di noi, come nel caso del piccolo Cristian o di Francesco Crispino. Senza dimenticare il sostegno all'Unicef guidato dall'avvocato Gargaruti e l'Avis del neo responsabile locale Panella”.

Momento significativo di questa 15a edizione anche la diversificazione del percorso che ha permesso una maggiore partecipazione? “Ceccano può vantare angoli turistici molto significativi a livello turistico. A parte il Castello dei Conti nella parte alta della Città, da questa edizione abbiamo voluto inserire nel tracciato dei 9.300 chilometri, anche Castel Sindici, vero e proprio 'gioiello' e vanto per il nostro territorio. I podisti che hanno transitato al suo interno sono rimasti sbalorditi e piacevolmente impressionati per la sua bellezza e maestosità. Alcuni volontari, che vorrei ringraziare, si sono rimboccate le maniche e hanno provveduto a ripulire il viale e gli angoli circostanti, all'interno del Castello proprio per agevolare il passaggio dei podisti. Ritengo debbano essere questi gli aspetti che vanno messi in risalto quando si organizzano e si tengono eventi come la 'Straceccano'.”

In conclusione è sempre bello quando trionfa lo sport? “Occorre rimarcare con forza il momento che sta vivendo lo sport nella nostra città – conclude Gerardo Gatta – Intanto vorrei fare i complimenti alle squadre di calcio e calcio a5 del Ceccano 1920 per la vittoria nei rispettivi campionati. Senza dimenticare il titolo provinciale dei Giovanissimi della Fabrateria Vetus. Ma altre discipline come la Ginnastica, il Pugilato, il Rugby, il Ciclismo, le Arti Marziali e tante altre stanno contribuendo in modo notevole alla crescita dell'attività sportiva e sociale soprattutto tra i giovani e i meno giovani. E' la dimostrazione di come la gente abbia voglia di trascorre il proprio tempo libero in modo sano e corretto. Ritengo che vi sia spazio per tutti, senza gelosie e nel massimo rispetto, perché, come dicevo prima, a vincere deve essere sempre lo sport. E di questo va dato merito anche all'amministrazione comunale che riserva sempre molta attenzione a tutto il movimento sportivo della nostra città. Da parte mia quindi non posso non rinnovare a tutti l'appuntamento all'anno prossimo per la disputa della 16a edizione della 'Straceccano'.”

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Solidarietà e altruismo a Roma

roma 350 minA Roma ho scoperto con grande piacere che c'è un "tessuto sociale" vivo e pulsante, l'esempio di ciò lo descrivo raccontandovi alcune realtà.
Parto dal centro di Roma dove Mario Dal Mare, un artista a tutto tondo ha trasformato via dei Cappellari, storico vicolo a fianco alla storica Piazza di Campo dei Fiori, l'ha trasormata in "via della poesia".
Questo vicolo abbandonato al degrado, lui....Mario Dal Mare, lo ha trasormato in un luogo culturale in cui tutti gli artisti possono avere lo spazio per poter esprimere la loro arte...uno spazio aperto a tutti...qui dalla monnezza si è passati a come dice Mario all"umanezza".

Passiamo in periferia e qui troviamo realtà...come la scuola popolare di Tor Bellamonaca....camminiamo ancora sino ad un'altra periferia ed arriviamo a Ponte Mammolo...famoso per il carcere di Rebibbia....qui anche si sono formati vari comitati: il Comitato Mammut che aiuta i ragazzi in difficoltà a studiare...àffianco a loro l'Ads Mammut, una palestra popolare per far fare sport a chi non può permettersi una palestra.
Sempre a Rebibbia troviamo anche il casale Alba 2, un casale occupato sei anni fa dai ragazzi del quartiere..il casale si trova all'interno di un parco pubblico e il loro scopo è ambientale, far si che il parco rimanga pubblico e non venga dato in mano alla speculazione privata.
Insieme ad altri gruppi hanno formato il forum tutela del parco "Aguzzano". Tutti insieme lottano per difendere il parco dall'attacco del 4° municipio di Roma che vorrebbe dare i casali in mano a privati.

Passiamo per San Basilio, altra borgata famosa solo per lo spaccio di droga, ma anche qui a dispetto di chi sa solo criminalizzare troviamo il centro popolare San Basilio...e i comitati in difesa della casa. Alla Romanina invece troviamo il centro antiviolenza di Stefania Catallo.

Insomma a Roma il tessuto sociale è vivo, ognuno a difesa di qualcosa o di qualcuno.
A Roma la politica dal basso, quella fatta da persone che credono in quello che fanno e lo fanno con il cuore, senza scopo di lucro...c'è, esiste!!!
Ma purtroppo come spesso capita non viene aiutata dalle istituzioni...anzi viene messa in discussione e molte volte criminalizzata.
Trovo invece che queste realtà andrebbero valorizzate perché semplicemente rendono il mondo migliore....cosa che in qusto periodo di mediocrità in cui tutti sono contro tutti...fanno ben sperare.

 

 

 

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UNOeTRE.it promuove iniziative di solidarietà collettiva

Vertenza Frusinatedi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - La speranza è l'ultima a morire. Per Gino Rossi è un mantra, l'incoraggiamento continuo a non mollare sui diritti. Vertenza Frusinate è l'esempio di come la lotta stoica sia l'essenza della democrazia. È un diritto costituzionalmente riconosciuto, ma spesso dimenticato da società ed istituzioni. Il gruppo di disoccupati ciociari però, non ha mai negato questo spirito, anzi, nel rispetto di regole e leggi ha sempre operato per la propria salvaguardia, protestando con tanto ordine quanta forza.
Ed è grazie a questa continuità martellante che il Presidente della Provincia Pompeo ha concesso, a partire dalla mattina di Lunedì 17, la possibilità di manifestare ad oltranza, senza limiti di tempo, nelle sale di Palazzo Iacobucci. Da inizio settimana, fino a quando non arriverà il chiaro sblocco dei fondi a copertura della mobilità in deroga, tutti i membri di Vertenza Frusinate saranno in presidio stabile, avranno finalmente un luogo dove poter discutere e continuare a far sentire la loro voce. Niente festività ad impedimento. Un chiaro segnale di attenzione istituzionale, mancato troppe volte in questa battaglia sociale, a difesa di diritti già riconosciuti ma non rispettati.

L'Assessore regionale al Lavoro Di Berardino, da dichiarazioni rilasciate al portale “Rietiinvetrina”, ha inoltre rinnovato il suo totale impegno a lasciare aperto il tavolo di lavoro, per intercettare quei fondi mancanti per i pagamenti.
Questo risveglio delle istituzioni è frutto della democratica e libera rivendicazione di diritti da parte del gruppo di Vertenza Frusinate.
Troppe volte tali azioni sono passate in sordina, tanto da sminuire il peso del problema ed il valore dell'impegno. Tradimento a doppia lama, dallo Stato e dall'informazione che poco spazio ha concesso alla cronaca di questa vicenda.

In nome delle necessità sociali, il nostro impegno come Unoetre.it intende estendersi, promuovendo iniziative di solidarietà collettiva. L’invito - rivolto ad associazioni, cooperative e liberi cittadini - è quello di contribuire alle necessità dei tanti disoccupati. L’intento è quello di far trascorrere in maniera più serena le imminenti festività natalizie a persone, ed intere famiglie, che vivono la drammatica situazione di una mancanza di reddito. Un aiuto al sostentamento pratico e morale di tante, troppe persone che non meritano di essere abbandonate anche dalla società civile.

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I 'volontari della solidarietà'

Volontari solidarietà mindi Valentino Bettinelli - La pioggia batte forte su Frosinone. È sabato pomeriggio. Eppure da Piazzale Gramsci arriva forte un messaggio di solidarietà e accoglienza.
Dalle 16:00, e per le successive due ore, lo spiazzo antistante il palazzo della Provincia ha visto la presenza di un sit-in organizzato dalla Rete Provinciale delle Comunità Solidali.

I pacifici manifestanti hanno unito le forze per trasmettere la propria vicinanza al sindaco di Riace Domenico Lucano, a seguito delle recenti vicende giudiziarie riguardanti il coraggioso primo cittadino della locride.
L’obiettivo di questa comunità, spiega Daniela Bianchi, è “quello di unire le coscienze di tutti coloro si riconoscano nei valori dell’accoglienza, dell’integrazione e dell’antirazzismo”.

Una partecipazione trasversale che vede coinvolti partiti politici, associazioni, organizzazioni di tutela ambientale e liberi cittadini. Tutti legati dal filo della solidarietà.
La manifestazione rappresenta la prima vera uscita ufficiale della rete, che si propone come organo pluralista, a difesa di quei principi solidali e umani espressi anche e soprattutto nella Carta Costituzionale.
Dopo la nascita spontanea, mossa da un senso di doverosa ribellione nei confronti di una politica governativa xenofoba e oppressiva nei confronti dei più deboli, la rete ha accolto ulteriori adesioni. Il manifesto diffuso dai militanti ha ottenuto un gran numero di sottoscrizioni. Anche la manifestazione di ieri ha permesso di intercettare le istanze di nuovi firmatari, che hanno deciso di unirsi alle attività.
Un successo che segna l’inizio di una nuova stagione, periodo in cui la rete delle Comunità Solidali si impegnerà nel creare altri momenti di aggregazione, al fine di contrastare l’attuale narrazione, imponendo un nuovo linguaggio fondato sulle storie reali.

Dopo il presidio, tutti i presenti si sono riuniti nei locali del Grid. Aggregazione che ha permesso di sviluppare un dialogo costruttivo sul futuro prossimo. Il gruppo composto da “volontari della solidarietà” ha iniziato a ragionare su piani a breve termine e metodi di diffusione dei propri ideali. In primo piano il rapporto diretto con la gente e le attività da implementare all’interno delle scuole. In programma anche delle manifestazioni, che verrano rivelate a breve, in cui aprire delle finestre sui vari temi che fungono da struttura ideologica portante del Manifesto.
Una realtà, quella delle Comunità Solidali della Provincia di Frosinone, nata da poco, ma già in grande espansione sul territorio. Un baluardo di ambizioni concrete che mira a ricostruire una coscienza civile solidale, partendo dal nostro territorio. È proprio dal basso che bisogna ripartire per ricostituire un equilibrio sociale dei popoli basato sul rispetto delle necessità altrui.

 

 

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Frusinate alla prova della solidarietà

28set18 alla Provincia 350 260 min28 settembre 2018. Ore 15 e qualche minuto. La stampa è la prima ad arrivare nell'aula consiliare della Provincia, dove è convocato il Tavolo di crisi dell'occupazione, quasi a competere in velocità con la Digos. Un segno che l'appuntamento è importante.

Il tavolo con eletti, sindacati e Vertenza Frusinate

Un “parterre di tutto rispetto”. Altre al Presidente della Provincia, Antonio Pompeo, i Deputati Enrica Segneri e Luca Frusone, il Senatore Massimo Ruspandini, i Consiglieri regionali Mauro Buschini e Loreto Marcelli, il già Deputato Nazzareno Pilozzi. I Sindacalisti Enrico Coppotelli Cisl e Enzo Valente dell'Ugl.

Ieri 27 settembre si leggevano, sulla pagine Facebook di Vertenza Frusinate, queste parole (sempre in stampatello secondo lo stile di Gino Rossi) “DOMANI RADUNO ORE 14 30 PIAZZALE DELLA PROVINCIA VERTENZA FRUSINATE E’ PRONTA A SCENDERE IN LOTTA AD OLTRANZA SE NON ARRIVERANNO RISPOSTE SUI 4 PUNTI DEL DOCUMENTO (della Provincia ndr) …CHI DOVREBBE DARE RISPOSTE SIA PRESENTE RICORDO LA SITUAZIONE E’ DRAMMATICA, SI CORRE IL RISCHIO CHE OLTRE MILLE FAMIGLIE DEL VOSTRO TERRITORIO RIMANGONO SENZA PIU SOSTEGNO AL REDDITO E SENZA LAVOROOOOOOOOOOOOOOOOOO”

Ancora qui stiamo? Sono trascorsi 7 mesi esatti da quel 28 febbraio quando Regione, Sindacati e Associazioni degli imprenditori definirono un accordo per assicurare ancora per una la proroga della mobilità in deroga e l’avvio delle politiche attive con i tirocini e i lavori di utilità sociale per gli over 28 febbraio - 28 settembre sono i sette mesi di cui scriviamo.
Si disse, allora, che l’accordo sarebbe diventato una delibera di Giunta, perché una eventuale diversa maggioranza fosse costretta a tenerne conto. Anche se ammaccata la maggioranza è rimasta la stessa e non ne ha tenuto conto. Non ne tiene conto. Non si possono fare spot elettorali sulla pelle dei disoccupati e delle loro famiglie.

La Provincia di Frosinone con un importante documento definito assieme alle organizzazioni sindacali, all’inizio di questo settembre, definì delle richieste precise alAntonioPompeo 350 260 min Governo ed alla Regione Lazio. Il Presidente Pompeo afferma oggi  che quel documento ha fatto fare un passo in avanti.
Per memoria di tutti le richiamiamo. Al Governo e al Parlamento, in particolare al Ministro del lavoro e dello sviluppo economico furono richiesti 3 interventi: a - la proroga degli ammortizzatori sociali, con il relativo rifinanziamento, in particolare della mobilità in deroga, per le Aree di crisi complessa (con la stessa procedura rapida adottata per la Sardegna e più ancora come e stato fatto per la Campania con il DM 113 del 18 settembre scorso, 15 giorni fa, si é detto nell'incontro ndr), Enzo Valente apprezza questa misura perché ha consentito di sopravvivere, b - la conclusione delle procedure per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma e la pubblicazione dei bandi per la reindustrializzazione dell’area; c - l’avvio di un processo di politiche attive efficace e rispondente alle reali esigenze del territorio. Neppure un progetto è partito in questa provincia. Alla Regione Lazio si chiede, in particolare, lo sblocco dei pagamenti relativi alle indennità di mobilità degli anni precedenti.

Occorre un promemoria per ricordare gli impegni presi il 28 febbraio?
In questi mesi si sono dette molte parole, ma i fatti sono stati pochi. Il tema più ricorrente è stato quello della mancanza di fondi. Questa “dichiarata indisponibilità” (?) è la causa di una possibile gravissima ingiustizia, inaccettabile sul piano umano e sociale, capace di fomentare una guerra fra poveri, quelli capitati nelle prime due finestre di erogazione e quelli che sono fra “color che son sospesi” nelle finestre tre e quattro. Il Consigliere Buschini conferma il pagamento per quanto concerne il 2018. Per il prossimo anno prevede un incontro con il Ministero confidando in un risultato positivo se ci sarà un intervento parlamentare a sostegno, come è stato per la Campania, e anche un'accelerazione per la definizione degli interventi previsti nell'accordo di programma (fino ad oggi dimenticato).
Segneri ricorda come anche l'Ilva di Patrica sia rientrata nei provvedimenti adottati per tutti gli stabilimenti del gruppo e assicura che entro due mesi dovrebbero definirsi gli interventi previsti nell'Accordo di programma.
Importante l'appello del Segretario della Cisl, Enrico Coppotelli, agli eletti del Frusinate a fare squadra nell’interesse di questo territorio. “Occorre un impegno nelle istituzioni dove operano per ottenere risultati concreti e rapidi.
C’è chi, in questi lunghi mesi, anche fra i dirigenti sindacali,ha minacciato di adire le vie legali, chi fra gli eletti non ha mosso un dito per assicurare il necessario emendamento da adottare per consentire che i fondi già stanziati per la proroga della CIG straordinaria, nelle aree dove questo ammortizzatore non può essere utilizzato come nel frusinate, venissero utilizzati anche per la mobilità in deroga.

La stampa nazionale, “La Repubblica” in testa, ancora il 26 settembre, ha ricordato come Legge di Bilancio per l’anno 2018 ha stabilito che, a sostegno dei piani di recupero occupazionale delle imprese operanti in un’area di crisi industriale complessa, le risorse finanziarie residuali ripartite tra le Regioni negli anni 2016 e 2017 per gli interventi di cassa integrazione guadagni straordinaria e di mobilità in deroga possano essere destinate, nell’anno 2018, alle medesime finalità. Un ulteriore anno di proroga per la concessione degli ammortizzatori sociali alle imprese che operano nelle aree di crisi complessa è quanto stabilito anche dal Consiglio dei Ministri riunitosi l’8 maggio 2018, che ha stanziato le risorse finanziarie necessaria alla prosecuzione della misura di sostegno al reddito dei lavoratori delle aziende in crisi.

Allora? Il ministro Luigi Di Maio ha già annunciato entro fine anno un nuovo codice del lavoro, si parla di reintrodurre la cassa integrazione guadagni e altre misure che erano state eliminate. Oggi quello che si può dire è che viene meno (era ora!) l’impianto del Jobs Act, che è stato costruito a tavolino e in maniera incoerente rispetto alla modernità del lavoro, ma soprattutto delle nuove drammatiche esigenze che si sono venute determinando.

Parlamentari uniti: si a prorogare la mobilità

Ora si tratta di operare in maniera coordinata e collaborativa, senza rimpalli fra Regione e Parlamento. La differenza di maggioranze che governano le due istituzioni non debbono essere causa di ritardi o peggio di inefficienze e insuccessi. Su questo fronte ognuno si gioca la propria credibilità.
A conclusione si può dire che un tentativo solidale da parte del “parterre di tutto rispetto” questa volta c'è stato e si è sentito acne negli interventi di Massimo Ruspandini, Nazzareno Pilozzi e Loreto Marcelli che hanno confermato la propria adesione ai 4 punti del documento Provincia-sindacati.
************

Riassumendo: i parlamentari presenti hanno preso l'impegno di favoirire la proroga degli ammortizzatori sociali per il 2019 attraverso un apposito intervento legislativo. Per quanto riguarda il pagamento delle annualità precedenti, la Regione ha comunicato di aver adempiuto all'istruttoria delle domande della seconda finestra e di essere in attesa dell'autorizzazione ministeriale per i pagamenti.
Inoltre, dalla Regione sono state richieste ulteriori risorse per soddisfare l'intera platea degli aventi diritto al pagamento ed un'attiva collaborazione istituzionale con il Ministero del Lavoro.

 Gino Rossi e i disoccupati

 

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Una nuova Europa invoca solidarietà

UE bandiere mindi Francesco Del Brocco - Nel 2018 saranno passati settant'anni dalla riunione ricordata come “Congresso dell’Europa” che all’Aja diede un impulso fondamentale all’avvio di integrazione europea, come progetto innovativo di pace, benessere e scambio interculturale.
Quali tra i valori propugnati dai protagonisti di allora mantengono ancora oggi una validità tale da dover essere difesi e rilanciati?
Essere o non essere cittadino Europeo è questo il dilemma!
Movimento Federalista Europeo

Tutti i testi fondamentali dell'Unione Europea, dal trattato di Lisbona alla Carta dei diritti fondamentali, assegnano all'Unione il compito di realizzare un modello di sviluppo sostenibile dal punto di vista sia ambientale sia sociale.
Ed è proprio da queste due realtà che dovremmo ripartire tutti assieme perché andando avanti così con questa condizione di stazionamento dei mercati a causa della crisi che si ha in Italia.
Noi giovani generazione dobbiamo impegnarci a ridare un nome e una faccia a questo grande corpo che fin da quando è stato creato aveva come pensiero quello di riunire sotto lo stesso tetto più stati. Innanzitutto bisogna porre le basi affinchè gli stati membri si aiutino a vicenda in modo concreto, soprattutto qualora vi fossero squilibri.

Soltanto un'unione compatta ed effettiva permetterà l'assorbimento della crisi senza conseguenze troppo gravi. I vari stati dovrebbero accorrere immediatamente in aiuto di un altro più in crisi per evitare il completo fallimento di tale paese che provocherebbe danni all'intera comunità europea, cioè salvare uno per salvare tutti.

Anche se questo attualmente non avviene bisogna impegnarci per ricreare una solidarietà fra gli stati membri anche sull’argomento immigrazione perché attualmente per via di guerre civili e terrorismo si assiste a scenari come quelli nel Mediterraneo e attraverso i Balcani e da parte dell’Europa si assiste a scenari come in Bulgaria e Austria che alzano immensi muri senza fine composti da filo spinato in modo da sbarrare il passaggio a questi poveri individui che senza colpa sono dovuti emigrare dai loro paesi di origine per dare almeno una chance di vita migliore a proprio e se questo è Europa allora si può pensare di non essere certamente cittadini europei ma lo stesso trattamento più o meno in grandi linee riguarda anche l’Italia si perché secondo la Svizzera il cittadino italiano viene definito come un topo che va li per rubare il lavoro agli svizzeri, tutto perché c’è un problema di fondo il popolo ha fame e non riesce neppure la pagnotta di pane per mangiare quindi emigra in altri paesi più ricchi come Gran Bretagna e Germania come fecero più di duecento anni fa i nostri che affrontavano viaggi lunghi e anche pericolosi sapevano che erano sempre una migliore condizione.
In conclusione quello che pensò ottant’anni fa, circa, Altiero Spinelli era quello di essere tutti di una stessa nazione ed avere tutti gli stessi diritti e lo stesso passaporto fondato su i rapporti umani e non sulle banche.Una nuova Europa invoxa solidarietà

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Paliano. Calcio e solidarietà, nazionale attori vs amministratori locali

Locandina Noncirestacheilpallone 350 mindi Daniela Mattei - Presentazione del Festival Internazionale “Corto… ma non troppo!”
dedicato al racconto del disagio psichico, fisico e sociale.

Paliano, 29 maggio 2018 – Sabato 2 giugno importante appuntamento sportivo allo stadio comunale Piergiorgio Tintisona. “Non ci resta che il pallone” vedrà scendere in campo per 90 minuti la nazionale attori contro una rappresentanza degli amministratori locali per una partita dedicata al divertimento e all'integrazione sociale. I fondi raccolti saranno interamente devoluti alla realizzazione del Festival Internazionale “Corto…. ma non troppo”, rassegna cinematografica dedicata al racconto diretto del disagio psichico, fisico e sociale.

NON CI RESTA CHE IL PALLONE! – L'evento è promosso e realizzato dalla struttura socio-sanitaria Johnny&Mary, che da anni si occupa di riabilitazione psichiatrica, insieme all'Aps L'Onda. Entrambe impegnate nell'ambito del sociale, lavorano sul territorio con progetti e attività che hanno come obiettivo l'assistenza, il recupero, l'inserimento nella vita quotidiana e il superamento di pregiudizi culturali. A scendere in campo il 2 giugno saranno quindi i valori che da tempo muovono Johnny&Mary e L'Onda, e che stavolta troveranno nello sport e nella strategia di squadra la loro espressione: al Tintisona si incontreranno infatti pazienti e comunità in una giornata di festa e solidarietà.

IN CAMPO – Il fischio d'inizio ci sarà alle ore 10:00 nello stadio di Paliano. Attori e amministratori locali non saranno i soli protagonisti in campo: nell'intervallo disputeranno un breve incontro amichevole anche i pulcini dell'Asd Paliano contro i pulcini dell'Asd Olevano Romano. «Sarà una mattinata dedicata al pallone e ai giovanissimi – spiega l'avvocato Marco Mampieri de L'Onda – e attraverso il valore educativo dello sport, la condivisione e il gioco di squadra punteremo ad allontanare il pregiudizio e l'emarginazione sociale». A sostenere l'iniziativa con un'attiva collaborazione anche l'amministrazione del Comune di Paliano e Radio Onda Libera che saranno presenti allo stadio il 2 giugno.

FESTIVAL DEI CORTI – La rassegna “Corto… ma non troppo” è prevista l'8 e il 9 giugno all'Ex Cinema Esperia di Paliano, con il patrocinio della ASL di Frosinone. Verranno proposti video e cortometraggi realizzati da scuole, associazioni, comunità socio-educative e centri analoghi, che operano nel sociale e a contatto con pazienti affetti da patologie psichiatriche. «Sono gli stessi ospiti insieme agli operatori delle diverse strutture in gara – racconta il direttore artistico Enzo Prisco – ad aver realizzato nell'arco dell'anno queste brevi opere cinematografiche». Saranno premiati da una giuria di esperti insieme ad una giuria popolare, nella serata conclusiva di sabato 9 giugno.

Addetto stampa: Daniela Mattei

 

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Per la Sanità una terapia intensiva di Solidarietà

sanità ilmedico350 260di Ignazio Mazzoli - Discutere di sanità dopo il libro di Angelino Loffredi “Attacco alla Sanità. 12 milioni d’italiani senza cura” richiede attenzione e voglia di riflettere sulle reazioni che la lettura del volumetto ha provocato. Esaminiamo con attenzione la concreta discussione che si è già svolta sulle ottanta pagine di incalzante cronaca dei danni e dei limiti di cui soffre la sanità in Ciociaria. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. D'accordo con Loffredi
  2. Primo intervento: Solidarietà

La discussione sul libro di Loffredi

A Ceccano, Sora, Anagni, Frosinone si è discusso. Sono città in cui vivono e operano strutture sanitarie di cui si parla da tempo, tanto tempo. Ospedali che ci sono o che non ci sono più. Il confronto continua.
Come si sono affrontati i temi del libro di Loffredi? Si è trattato di dialoghi con semplici cittadini ma anche con operatori della sanità e dirigenti sindacali fino al confronto di Frosinone che si è svolto facendo dialogare l’autore e il Dottor Giovanni Cirillo “coordinatore di staff della direzione generale dell'Asl di Frosinone” ed entrambi sottoposti alle domande di due giornalisti Stefano di Scanno, Direttore de L’Inchiesta quotidiano e Giovanni Giuliani, Redattore di Teleuniverso.
Parto da alcuni punti fermi posti da Loffredi: «la spesa ospedaliera arriva al 90%, prevenzione e assistenza territoriale sono a mala pena al 10%.» Una situazione ben diversa da quella basata su criteri solidaristici che fu alla base della riforma sanitaria del 1978. «Le dinamiche operative sono concorrenziali tipiche del mercato libero. Hanno mercificato la salute, mortificando la sanità pubblica a favore di quella privata e facendo sparire la visione d'insieme del sistema. Oggi prevale il grande inganno dell'esternalizzazione dei servizi per contenere le spese mentre, nella realtà, le spese aumentano riducendo quantità e qualità dei servizi ai pazienti e intensificando lo sfruttamento dei dipendenti del comparto privato». Questo quadro è stato ampiamente confermato. A Ceccano con i sindacalisti Alessandra Romano della Cisl e Guido Tomassi della Cgil, il medico di base Dottor Giuliano Fabi la consulente d’industria Anna Maria Tedeschi. A Sora lo hanno confermato la coordinatrice Nadeia De Gasperis, ancora il dottor Giuliano Fabi, insieme ad altri due medici di base, il Dottor Gianfranco Lilla, relatore in quella sede e il Dottori Luciano Conte. Ad Anagni la conferma è venuta senza mezzi termini dalla Prof. Anna Natalia che ha illustrato il libro apprezzando il giornalista per l’attenzione che riserva alle vicende del nostro territorio, delle quali dà conto nel libro, dedicati alla grave situazione dei servizi sanitari nella provincia di Frosinone: «attraverso una ricostruzione puntuale e documentata emerge un quadro di crescente arretramento e conseguente perdita dei Livelli Essenziali di Assistenza e dei Presidi ospedalieri in grado di far fronte alle urgenze e alle emergenze. Il “caso Anagni” rappresenta in modo emblematico la politica sanitaria degli ultimi anni: una storia infinita di promesse disattese».
Ancora quindi una conferma di come il danno sia diffuso su tutto il territorio senza eccezioni. sanità malasanità 350 260
Le parole “politica sanitaria” risuonano con particolare insistenza nell’incontro di Frosinone. Un confronto garbato, civile, molto argomentato, ma scuramente capace di mostrare differenti visioni d’intendere l’offerta e l’utilizzo dell’assistenza sanitaria. La competenza del Dottor Giovanni Cirillo si è completamente confermata, ma così si conferma pure la distanza dalla richiesta di come il cittadino vorrebbe fruire del servizio sanitario.

Si dice la direzione è tracciata: attivazione piena di tutte le strutture dell'assistenza territoriale Case della Salute, Ambufest, Pat. Queste ipotesi però ciondolano tra buone intenzioni e realtà, come risultato della trasformazione dei piccoli ospedali in strutture intermedie. Nel recente passato l’intenso attivismo sul territorio della Mastrobuono, l’aveva convinta che ci volevano strutture orientate verso la prevenzione secondaria delle forme morbose prevalenti nel nostro territorio.

L’oggi invece a che cosa porta? «Considerato che avevamo il problema dell'uscita dal commissariamento - dice Cirillo (L’Inchiesta del 6 aprile) - non sono successe grandi cose. Ma …se non rimettiamo in piedi il sistema della medicina territoriale avremo sempre e comunque da offrire ai cittadini un'unica risposta alla domanda di salute: l'ospedale.» Deve funzionare La sanità territoriale, quella vicino ai cittadini. Bene. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Solidarietà, non liberismo compulsivo

Sulle cause dell’inefficienza e dell’inadeguatezza le opinioni divergono. Sostiene Cirillo «le Asl non hanno funzionato, ma non è colpa dell’aziendalizzazione, è responsabilità del fatto che è rimasta incompiuta». E qui fa un esempio «per tutti – dice - : si fa la riforma dello stato giuridico del personale Asl e d'un tratto un mare di medici passa dalla dipendenza alla dirigenza. Diventiamo tutti dirigenti, tanto che tendono ad arrivare alla dirigenza altre figure, come infermieri, tecnici, ingegneri, fisici, chimici, farmacisti. Ma se si parla di azienda si pensa ad un'organizzazione verticistica. Invece, nella fase gestionale, hai una platea di dirigenti che non risponde a livello di direzione aziendale ma sostiene di agire per “scienza e coscienza”. Ti ritrovi, così, con obiettivi aziendali che non si realizzano perché conti su tante persone che non si sentono vincolate a quegli, stessi obiettivi». L’interesse superiore del “bene comune” evapora.

È una affermazione seria che merita rispetto di valutazione anche per il coraggio civile di chi l’ha pronunciata. Parliamo allora di aziendalizzazione. Che cosa avrebbe dovuto essere, un’organizzazione verticistica, come si ricava dal brano virgolettato, che nella gerarchia avrebbe trovato la sua efficienza? Oppure doveva esser solo il presupposto di un’autonomia operativa che nella competizione commerciale e finanziaria avrebbe realizzato risparmi ad ogni costo anche attraverso esternalizzazioni di ogni tipo? Non si è verificata né la prima né la seconda ipotesi. Nulla di tutto ciò (forse è stato inevitabile).

Osserviamo per un attimo come l’ “intuizione innovativa” appare ai pazienti. Che volto ha l’aziendalizzazione agli occhi di chi cerca assistenza sanitaria? A volte si traduce nella figura di un energumeno con un pigiama verde e zoccoli, che di fronte ad un a fila di 40-50 persone ormai impazienti per gli scavalcamenti e la mancanza di ordinato accesso ai servizi comincia a sbraitare “qui decido io che sono un infermiere capo e vi caccio tutti. Oppure ha il volto di una operatrice che vedendo una fila inesauribile rispetto alle sue previsioni anche lei minaccia di cacciare tutti supportata poco dopo da un collega che non sapendo cosa fare di meglio ironizza sulla vecchiaia dei presenti anziché riservare loro il rispetto dovuto a chi pur avendo molti anni sta lì paziente ad aspettare che i suoi diritti siano rispettati. Oppure, il volto che si vede è quello dei carabinieri o dei poliziotti che intervengono perché chiamati dal personale ospedaliero in soccorso della loro incapacità a non saper far funzionare i servizi a cui sono preposti. Si questo è quello che appare ad Altri, Veroli, Cassino, Frosinone ecc. Così il paziente, il malato vedono del tutto estranea l’istituzione sanitaria. E vi pare poco?sanità file alla asl 350 min

Senza voler criminalizzare nessuno, ma qui mancano anche i livelli minimi di educazione nei rapporti con le persone. Non si risponde neppure al buongiorno. Che è diventato questo personale che solo dieci anni fa collocava il sistema sanitario italiano fra i migliori al mondo, anzi lo poneva al secondo posto come lo stesso Giovanni Cirillo ha ricordato.

Qui c’è molto di più che una ricetta di ricerca dell’efficientismo e del risparmio che non funziona. C’è un problema culturale che nasce dalla degenerazione dell’individualismo esasperato prodotto dalla predicazione a senso unico della competizione individuale e c’è un problema politico grande come una casa, la mancanza di una direzione unitaria e responsabile per un’educazione comune e di massa a saper beneficiare della sanità pubblica e gratuita quale massima espressione della solidarietà sociale. Cirillo con onestà ha lamentato che solo in un caso c’è sta una manifesta volontà di dirigere, nella vicenda deplorevole della libertà di vaccinarsi e di vaccinare che minacciava contagi diffusi e forse destinati a diventare incontrollabili.

Tutto potrà funzionare? Perché no? Ricostruiamo la solidarietà fra lavoratori e cittadini intanto riprendendoci la sanità pubblica applicando per intero a legge 833 del 1978 che mai nessuno ha abrogato. Per impedire un triste epilogo della sanità pubblica italiana internalizziamo di nuovo tutti i servizi per garantire tutte e tutti e per risparmiare denaro come il libro di Loffredi in più punti ricorda a lettori ed operatori.

C’è ancora molto da dire, ma avremo altre occasioni di tornarci per dimostrare ancora come prima di tutto dobbiamo allontanare da noi questo liberismo che mortifica e danneggia persone e iniziative.

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Solidarietà a Vertenza Frusinate

disoccupati VertenzaFrusinate 350 260Dichiarazione di solidarietà ai disoccupati di Vertenza Frusinate. Si apprende da un comunicato di Cgil, Cisl e Uil, che domani dovrebbe finalmente svolgersi, dopo due rinvii di cui non si conoscono le motivazioni, l’incontro Regione -Sindacati per la definizione degli adempimenti necessari a rendere operativa la seconda proroga della mobilità, per coloro a cui è scaduta, e l’avvio definitivo dei tirocini per la rioccupazione di chi ne ha titolo, insieme ai lavori socialmente utili per gli over 60.
Ne parlo al telefono con Romeo Caruso, portavoce del Comitato della Lip Proposta di Legge di iniziativa popolare regionale per il reddito minimo garantito verso l’inserimento e il reinserimento nel mondo del lavoro, e membro di Vertenza Frusinate

Mi pare che ci sia da capire meglio cosa è successo o stia succedendo. Caruso ricorda il percorso “blindato” in cui i 628 ex lavoratori cui era stata riconosciuta la mobilità in deroga per il 2017-18, avrebbero avuto un prolungamento di un ulteriore anno, ovvero da giugno 2018 a giugno 2019. Ma man mano che passa il tempo, sembra diminuiscano le certezze. Le esatte parole di allora, racconta Caruso, furono che da tale percorso "blindato" si poteva solo uscire (per lavoro o per raggiungimento dei requisiti pensionistici o altro), ma non si poteva entrare, ovvero se altri lavoratori avessero necessitato di ammortizzatori sociali, si sarebbero ricercate risorse aggiuntive. E tali risorse, si riteneva potessero essere prese dai 60 milioni individuati, e successivamente sbloccati, a seguito della riunione presso il MISE, avuta il 09/05/2017. C’è al momento molta attesa e anche tanta incertezza. Solo il primo marzo ci sarà un’assemblea sindacale che informerà degli esiti.

Il possibile ricorso ai 60 milioni sembrerebbe precluso? Quei fondi serviranno alle politiche attive, piuttosto che a quelle considerate “passive”. Si può ipotizzare che in quei 60 milioni si possano ricercare i fondi per la riconversione industriale della ex Ideal Standard, ovvero i 30 milioni di cui la stampa ha parlato? ma, a nostro avviso, continua Caruso, la proroga della mobilità per un altro anno, richiederebbe 12 milioni all’incirca, perciò, se ai 60 milioni sottraiamo i 30 per la ex Ideal Standard, i 12 necessari per le mobilità ci sarebbero abbondantemente. Gli ex lavoratori di Vertenza Frusinate stanno attendendo dal 21 febbraio nuove notizie
A me preme ricordare che senza reddito alcuno non si vive; che i disoccupati hanno diritto a risposte. Soprattutto faccio appello a che si assuma come priorità la disoccupazione e la mancanza di reddito. Esprimendo la mia solidarietà agli ex lavoratori, mi auguro che domani tutto si risolva nel modo più solidale rispetto alla vita e alla dignità degli ex lavoratori.

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