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Trivelle. No ad una ulteriore presa in giro

noTriv 350 mindi Nadeia De Gasperis - Il comitati per il "No Triv" rifiuta di incontrare il Ministro per l’Ambiente Costa, dopo il via libera a tre nuove esplorazioni petrolifere nel Mar Ionio e la conferma di quelle già ‘vistate’ in Emilia-Romagna. Gli attivisti del movimento, nonostante fino ad ora siano stati sempre disponibili a incontri sulle questioni di merito con il governo, non si prestano a una ulteriore presa in giro. Le ragioni sono chiare, non rendersi zimbelli autorizzando foto di gruppo che vanifichino la ferma posizione del comitato contro le scelte di questo governo che hanno aspramente combattuto.

Quello che hanno voluto farci credere è che l’autorizzazione alle nuove trivellazioni nel Mar Ionio fossero dovute, adducendo come ragione il fatto che quello della Valutazione di Impatto Ambientale fosse un procedimento già avviato sul quale non si poteva intervenire, perché in verità, spiega la senatrice De Petris, fino all'autorizzazione finale si può rivedere la scelta amministrativa. Il testo Unico dell'Ambiente prevede che la V.I.A. possa essere rieditata qualora emergano impatti non valutati. Quello che serve e che invece manca è proprio la volontà politica

Il Ministro Costa intanto, dà la colpa al suo predecessore e a quelli che definisce gli”amici dell’ambiente di sinistra”, riferendo che quello delle autorizzazioni non sia altro che il compimento amministrativo obbligato di un sí dato dal ministero dell’Ambiente del precedente governo. Ma gli attivisti del M5 S e i comitati non ci stanno, così come non ci sta la sinistra di governo.
Intanto le politiche di estrazione degli combustibili fossili nei fondali dei nostri mari contrasta con la politica di decarbonizzazione tesa a combattere "il cambiamento climatico”, rappresentando un rischio concreto per la biodiversità dei nostri ecosistemi.

Le prospezioni implicano l’utilizzo di tecnologie ad altissimo impatto sull’ambiente. A destare preoccupazione sono le tecniche utilizzate che potrebbero avere ripercussioni negative sulla fauna e sulla flora marina presenti:” l’air-gun”, tecnica adottata, infatti, ispeziona i fondali marini attraverso spari fortissimi e continui di aria compressa.

È facile immaginare, dunque, le ripercussioni negative su un equilibrio già tanto fragile in cui versa l’ambiente in cui viviamo e che ci dà continui segnali che invitano a desistere sullo sfruttamento ulteriore del nostro territorio.

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PRC: Votare SI nel referendum contro le trivelle

bandiere rifondazione 360 260dal Segretario del PRC Paolo Ceccano - Il PRC invita a votare SI al referendum del 17 aprile per dire NO e fermare l’insensata e altrimenti inarrestabile trivellazioni dei fondali dei nostri mari e del territorio.
Son molti, troppi i motivi che possono e debbono indurre a smetterla con queste pratiche devastatrici del territorio. Non fosse altro che, appena fresca di stampa, è la notizia che questo governo, per via della ministra Guidi, sulla storie di sfruttamento dei cosiddetti giacimenti petroliferi ha perpetrato le solite pratiche del familismo e occupazione parentale.
Oltre la cronaca, il PRC ribadisce che il problema energetico nazionale non può essere risolto solo sulla base del criterio degli approvvigionamenti crescenti, che induce a considerare risolutive del problema le effimere quantità di petrolio e di gas estraibile sul patrio suolo quanto piuttosto sunuove politiche energetiche.
Gli investimenti impegnati nelle risibili estrazioni dovrebbero essere impegnati sul fronte del risparmio energetico riducendo le inefficienze e recuperando in questo modo quote di energia ben superiori a quelle che i trivellatori blaterano di estrarre.
Il PRC afferma che è importante e doveroso votare SI. Inoltre andare a votare è necessario per fermare chi agita l’astensionismo per far si che non si superi il quorum del 50% e che vuole impedire la popolazione di esprimersi su un tema fondamentale per il futuro delle politiche energetiche di questo paese.
Blocchiamo le trivellazioni per difendere il territorio e per un futuro in cui si consumi meno energia, concentriamoci invece in favore delle energie verdi che non inquinano e creano moltissimi posti di lavoro.

 
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