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Per la tutela del Parco di Aguzzano

Parco dAguzzano minComunicato di un forum di comitati di quartiere che si stanno battendo per la tutela di un parco naturale: Parco di Aguzzano

?30 marzo: Corteo per la difesa di Aguzzano e dei suoi Casali?

?Siamo i membri del Forum per la Tutela del Parco di Aguzzano, coordinamento di realtà sociali, scuole, poli culturali, associazioni, comitati e abitanti dei quartieri Rebibbia, Ponte Mammolo e Casal dè Pazzi. Il Forum, istituito il 9 febbraio in una partecipata assemblea al Casale Alba 2, si pone come obiettivo la tutela del Parco e dei suoi Casali.

➡️Nei mesi scorsi siamo venuti a conoscenza di un interesse della Giunta del IV Municipio per il Casale Alba 1, uno dei 5 casali del Parco di Regionale Urbano di Aguzzano. Il Piano d’Attuazione del Parco, punto fermo a tutela di quest’area verde, prescrive la destinazione d’uso dei casali: attività socio-culturali rivolte agli abitanti dei quartieri limitrofi.

➡️Con la Delibera n.21 del 12/12/2018 la Giunta Municipale ha invece stabilito di mettere a bando la concessione in valorizzazione per il Casale Alba 1 con attività private, anche a scopo di lucro, a tema “food” focalizzate sulla pizza, senza consultare, come prescritto, né l’ente gestore RomaNatura né la Regione, né tantomeno gli abitanti e le realtà del territorio. Una delibera che viola i vincoli sul Parco e ignora la richiesta di processo partecipativo da parte del territorio; inoltre, consentendo l’ingresso nella gestione del Parco di privati a scopo di lucro o di finti “privati sociali” delle grosse fondazioni e cooperative, la delibera costituisce un pericoloso precedente non solo per Aguzzano, ma per l’intero sistema delle aree protette. Siamo di fronte, a tutti gli effetti, al preludio dell’indebolimento dei vincoli sul Parco e dunque al suo progressivo smantellamento. A nulla sono valsi i numerosi tentativi di aprire un’interlocuzione con l’amministrazione municipale sulla vicenda, nonostante anche la Regione e RomaNatura si siano dette disponibili ad aprire un tavolo sul futuro del Casale Alba 1.

➡️La storia di Aguzzano è storia di una comunità che si è sempre battuta per la sua tutela, a partire dalla lotta per l’istituzione del Parco nel 1989, che ha strappato questo polmone verde alla cementificazione. Il Parco è, ancora oggi, tutelato dal basso dagli abitanti e da chi lo frequenta ogni giorno. Esistono già, ad Aguzzano, realtà che svolgono attività compatibili con una riserva naturale e con il Piano d’Attuazione: la Biblioteca Fabrizio Giovenale, l’Orto Giardino di Aguzzano, il Casale Alba Due. Da queste esperienze si dovrebbe ripartire anche per il futuro di Alba 1, su cui si può immaginare un progetto ampio che, coinvolgendo gli abitanti e le realtà sociali, rispetti le istanze del territorio e i vincoli di sostenibilità ambientale previsti per un’area naturale protetta.

➡️Il Forum ha formulato una proposta alternativa a quella del Municipio IV: l’affidamento del Casale Alba 1 al Museo di Casal de' Pazzi, importante realtà del quartiere che ha l’esigenza di nuovi locali, per la realizzazione di un polo museale-didattico con possibilità di spazi multifunzionali e percorsi di partecipazione attiva del territorio, in particolare delle scuole, delle associazioni, dei comitati e degli abitanti. La proposta è in corso di implementazione da parte del Forum con dei tavoli tematici ed è stata presentata al Municipio e alla Regione.

➡️Uno dei promotori del Forum è appunto il Casale Alba Due, nato nel Dicembre 2012 a seguito della battaglia contro un’altra speculazione nel Parco. Uno spazio in cui, grazie all’attività volontaria di decine di persone, senza alcun finanziamento né lucro, si stanno costruendo nuove modalità di organizzazione, condivisione, socialità. Un contenitore in continua evoluzione, riempito dalle centinaia di persone che partecipano attraverso laboratori, iniziative, attività tutte gratuite. Alba 2 collabora con varie istituzioni del territorio, come l' Istituto Comprensivo "Giovanni Palombini" , il Museo di Casal de' Pazzil, la Parrocchia di San Gelasio, il Centro anziani Ponte Mammolo - Rebibbia, l' Associazione di volontariato "A Roma, Insieme" che si occupa di far uscire, di tanto in tanto, i piccoli con meno di 3 anni figli di madri detenute nel carcere di Rebibbia. Dall’esempio di Alba 2 sono nate l' ASD Mammut Ponte Mammolo.

➡️Nelle scorse settimane, a fronte di una totale chiusura al dialogo da parte della Giunta del IV Municipio, alcuni membri del Forum e del Casale Alba 2 hanno subito gravi attacchi intimidatori con identificazioni da parte della forza pubblica mandata direttamente dal Municipio. La grande partecipazione alle iniziative del Forum e la vertenza sul Casale Alba 1, evidentemente, non sono gradite alla Giunta e alla presidente Della Casa.

➡️Si tratta purtroppo di una metodologia non nuova. Nell’affrontare i numerosi problemi del IV Municipio, come l’emergenza abitativa, l’ex Penicillina, la viabilità della Tiburtina, le sale slot, la carenza di spazi verdi e di cultura, la risposta dell’amministrazione municipale è sempre la stessa: muro di gomma e intimidazioni. Un comportamento paradossale per il Movimento 5 Stelle, che faceva dell’ecologia e del coinvolgimento dei cittadini due dei suoi principali cavalli di battaglia.

➡️Ed è proprio sulla difesa dell’ambiente che in questi giorni stiamo assistendo ad una mobilitazione di livello globale che sta coinvolgendo migliaia di persone. Il Global Strike for Future del 15 marzo e la 23M, Marcia per il Clima e Contro le Grandi Opere Inutili segnano due date importanti per affermare che non siamo più disposti ad ascoltare le false promesse sulle devastazioni ambientali. Da Nord a Sud le vertenze ambientali si moltiplicano e cercano di connettersi per dare più forza ad un’istanza di rispetto dell’ambiente che non può più aspettare. Per ciò che riguarda i Parchi, rimanendo nel nostro caso, il tentativo di smantellamento delle aree verdi protette è di livello nazionale, come dimostra il disegno di legge (oggi ferma nelle commissioni parlamentari), risalente alla scorsa legislatura, che vuole riformare la legge 394/91. Tra le novità di questo disegno di legge vi è la possibilità di svolgere attività a scopo di lucro nelle aree protette e il progressivo coinvolgimento degli enti locali, strozzati dal pareggio di bilancio e dunque costretti alla dismissione del patrimonio pubblico, nella gestione delle aree. A Roma, il precedente di privati a scopo di lucro nella gestione delle aree verdi è il famigerato meccanismo dei Punti Verde Qualità, una vergogna che ha determinato la cementificazione o la chiusura di molte delle aree coinvolte oltre all’accollo, da parte delle finanze comunali, di ingenti debiti privati.

‼️ E’ inaccettabile. E’ inaccettabile che le richieste di partecipazione e l’attività sociale nei quartieri vengano trattati come problemi di ordine pubblico. E’ inaccettabile che il Movimento della partecipazione e dell’ecologia si rifiuti di aprire interlocuzioni con chi vive ogni giorno il territorio su una questione ambientale così delicata. E’ inaccettabile che un’amministrazione pubblica, peraltro sollecitata anche da altre istituzioni, si chiuda a riccio dietro le proprie competenze e in nome di queste violi ogni principio di trasparenza, partecipazione e democrazia. E’ inaccettabile che venga proposto il solito mantra della privatizzazione selvaggia come panacea di tutti i mali quando ci sono evidenti esempi, proprio a Roma, di cosa significhi consentire l’ingresso dei grandi privati nella gestione del verde pubblico.

⭕️La storia di questo parco e il suo valore per tutti e tutte noi ci impone di mobilitarci. Il Casale Alba 2, il Comitato Mammut, l’ASD Mammut Ponte Mammolo, il Forum, il Parco di Aguzzano e il suo tessuto sociale rappresentano una risorsa per il quartiere e la città, non un problema.

?Per questo invitiamo tutti e tutte ad un corteo colorato, festoso e determinato che mandi un messaggio chiaro al Municipio: no alle speculazioni e alle intimidazioni, si ai percorsi partecipati e alla trasparenza, difendiamo Aguzzano e i suoi Casali!

✅Appuntamento sabato 30 marzo alle 15:30 alla fermata metro Rebibbia.

 

 

 

 

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Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio

Capol 364 260minda CAPOL* - Sabaudia (LT), Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio. L’attualità dell’olivicoltura nazionale e locale al centro del seminario di aggiornamento per capi panel ed esperti assaggiatori di sabato 30 Giugno, presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. L’iniziativa è stata organizzata dal CAPOL in collaborazione con l’ASSAM, patrocinata dal Comune di Sabaudia e dalla CCIAA Latina.

55 addetti ai lavori hanno preso parte al seminario di aggiornamento “Valorizzazione e tutela della biodiversità: dall’olivo all’olio”, organizzato dal Centro Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina, in collaborazione con ASSAM - Agenzia per i Servizi nel Settore Agroalimentare delle Marche - col patrocinio del Comune di Sabaudia e della Camera di Commercio di Latina, ospitato sabato 30 Giugno, a Sabaudia (LT), presso il Centro Studi dell’Ente Parco Nazionale del Circeo. Tra loro 40 tra Capi Panel dell’olio vergine ed extravergine di oliva, assaggiatori iscritti all’elenco nazionale e provenienti da varie regioni e alcuni produttori della provincia di Latina presenti alla Rassegna Nazionale Oli Monovarietali 2018.

Nel corso dell’incontro, suddiviso in due parti, una teorica e l’altra pratica, sono state approfondite diverse ed attuali tematiche di settore, nello specifico quelle legate ai danni provocati dal freddo dell’inverno scorso; alle modalità di recupero degli oliveti; alle problematiche del Panel test; alle strategie di valorizzazione della biodiversità olivicola; alle caratteristiche sensoriali di taluni oli monovarietali italiani, successivamente oggetto della sessione di assaggio e abbinati in degustazione ai prodotti tipici del territorio. Erano rappresentate le principali cultivar autoctone della penisola: Ascolana tenera (Marche); Tonda Iblea (Sicilia), Pendolino (Toscana); Borgiona (Umbria); Coratina (Puglia); Dritta (Abruzzo); Itrana (Lazio). Alla fine visita guidata dell’area protetta.

Alla giornata di studi sono intervenuti rappresentanti istituzionali ed esperti in materia. Giada Gervasi (Sindaco di Sabaudia), Adriano Bruni (Reparto Carabinieri Biodiveristà di Fogliano) e Carlo Medici (Presidente Provincia Latina) hanno portato i saluti degli enti ospitanti. Luigi Centauri (Presidente e Capo Panel CAPOL) – soddisfatto dell’esito della manifestazione e della partecipazione - ha introdotto e moderato gli interventi in programma. Le relazioni tecniche sono state affidate a: Giorgio Pannelli (già CRA OLI sezione di Spoleto), Barbara Alfei (Capo Panel ASSAM Marche), Gianfranco De Felici (Capo Panel, esperto nazionale settore olio di oliva) e Giulio Scatolini (Capo Panel Concorso “L’Olio delle Colline”).

CAPOL - Latina

*Consorzio Assaggiatori Produzioni Olivicole Latina

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Tutela ambientale e valorizzazione per il lago di Canterno

Lago di Canternodi Marco Maddalena* - Lago di Canterno, cambiare passo puntando sulla valorizzazione e la tutela ambientale
Cosa succede nel Lago di Canterno? La moria di pesci evidente sulle rive del Lago non può che preoccupare sulle condizioni dello stato di salute del bacino idrico. Ad oggi, ancora non si conoscono le cause della morte dei pesci, gli enti locali, però , sono tenuti a dare risposte trasparenti sul fatto accaduto e mi auguro che questo avvenga presto.
Non è la prima volta che succedono cose allarmanti nella Riserva naturale del Lago di Canterno, come ad esempio cantieri discutibili; il mancato controllo delle attività venatorie; gli sversamenti; le costruzioni abusive ect.
E’ evidente che oggi, manca un investimento concreto sulla Riserva Naturale, la gestione provinciale ha dimostrato di non essere all’altezza della gestione e il nuovo assetto che definisce in parte la nuova competenza regionale non ha di certo ancora migliorato la situazione, si ricorda che con deliberazione del 30/12/2016 n. 838 la Regione Lazio ha adottato il trasferimento delle funzioni e della gestione della Riserva Naturale del Lago di Canterno dall'Azienda speciale Lago di Canterno all'ente regionale Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi
Una delibera che già nella lettura fa capire di essere un pasticcio, in quanto, crea ulteriore confusione nei compiti, tanto che recita testualmente “che l’ente regionale Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi gestisca in collaborazione con l’Azienda speciale Lago di Canterno, attività e servizi inerenti”.
Pertanto permangono due soggetti giuridici su una stessa area di cui uno avulso dal territorio, il Parco Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi e l’altro di natura provinciale, l’azienda speciale Lago di Canterno, fino ad oggi inadempiente ai dettami della legge regionale n. 209 /1997 che istituisce le aree protette.
La Riserva Naturale di Canterno, fino ad oggi, infatti, non è mai stata presente nessuna iniziativa di educazione ambientale, nonostante che, uno dei compiti istituzionaliM.Maddalena 350 260 delle aree naturali è proprio quello di sviluppare un ambiente educativo-formativo, in particolare con il sistema scolastico , la gestione di una riserva naturale, infatti, non è solamente un’attività “cantoniera”(!)
Sui Parchi naturali, che sono risorse importantissime per uno sviluppo economico virtuoso, non si può continuare a fare operazioni di “clientela” politica a discapito delle competenze professionali necessarie per la gestione delle stesse, come è avvenuto per il Lago di Canterno.
In tutto ciò, il grande assente è il Comune di Ferentino, dove gran parte della Riserva è insediata, che mai si è interessato ad una pianificazione delle innumerevoli potenzialità dell’area in termini di accoglienza, di sviluppo dell’ecoturismo legato ai Cammini, al cicloturismo, al birdwatching e al benessere.
La delibera regionale va cambiata riconsegnando dignità alla Riserva Naturale di Canterno, come parco con competenza regionale ma con una propria autonomia, magari integrato con l’istituzione del Parco dei Monti Ernici, e con la soppressione definitiva del “carrozzone” provinciale

*Marco Maddalena - Capogruppo Consiliare di Sinistra Italiana

 
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Via l’amianto. Ma chi tutela coloro che sono stati esposti?

ITI Leonardo da Vincida Osservatorio Nazionale Amianto - Leonardo Da Vinci: finalmente via l’amianto. Ma chi tutela coloro che sono stati esposti?

Finalmente via l’amianto dalla Leonardo Da Vinci di Firenze: una battaglia storica dell’Osservatorio Nazionale Amianto, fino ad ora contrastato dall’amministrazione comunale di Firenze, che ora invece gli dà ragione.
«Occorre però recuperare il tempo perduto: innanzitutto la preoccupazione del Sindaco e dell’intera amministrazione comunale e delle autorità sanitaria dovrebbe essere quella di verificare le condizioni di salute di chi, in quella scuola, è stato esposto ad amianto fino ai tempi più recenti ed anzi a chi ne è potenzialmente esposto perché l’amianto verrà rimosso solo nei prossimi mesi» dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto.
I numeri dell’emergenza amianto nelle scuole in Italia
L’amianto, largamente utilizzato nell’edilizia e nell’impiantistica fino alla sua messa al bando per effetto della Legge 257/1992, è a tutt’oggi presente in 2.400 scuole, con il rischio esposizione per circa 350.000 allievi e 50.000 tra docenti e non docenti.
Per tali ragioni, l’Osservatorio Nazionale Amianto, ormai dal febbraio del 2012, ha lanciato una campagna di sensibilizzazione che ha portato a diverse bonifiche. Misure non sufficienti, anche perché dovrebbe essere accompagnate anche da uno screening sanitario sugli alunni dei diversi istituti dove è stato utilizzato e/o erano presenti questi minerali cancerogeni.
Lo stesso Registro Mesoteliomi, nel V Rapporto, ha reso pubblici i dati fino al 2011 che certificano di 63 casi di mesotelioma tra il personale docente e non docente.
Essendo il mesotelioma la punta dell’iceberg ed essendo detti dati riferiti ai soli docenti e non docenti e non agli alunni, sono intuibili le dimensioni dell’impatto dell’uso dell’amianto in tale settore.

Le richieste dell’ONA

L’associazione, attraverso la Sig.ra Antonella Franchi del coordinamento nazionale e responsabile del Dipartimento Tutela Personale Docente e non Docente esposto ad Amianto, avanza la seguente piattaforma propositiva:
• necessità di totale messa in sicurezza di tutte le scuole attraverso la rimozione dei materiali di amianto;
• screening/sorveglianza sanitaria del personale docente e non docente che ha lavorato nelle scuole con presenza di amianto;
• verifica epidemiologica dei casi di patologie asbesto correlate tra gli alunni e il personale docente e non docente della scuola Leonardo Da Vinci di Firenze e di tutte le altre scuole con presenza di amianto.
«L’Osservatorio Nazionale Amianto continuerà a perseguire innanzitutto la sua azione per la prevenzione primaria (evitare ogni forma di esposizione) e poi quella secondaria (diagnosi precoce, migliori terapie delle patologie asbesto correlate -mesotelioma, tumore polmonare, altri cancri causati dall’amianto e asbestosi, placche pleuriche ed ispessimenti pleurici - ricerca scientifica per debellarle) e poi quella terziaria, e cioè l’epidemiologia e il risarcimento dei danni, ed è per tale ragione che noi, che siamo prima di tutto mamme, dobbiamo ringraziare l’Avv. Ezio Bonanni che in Toscana come in Sicilia, in Calabria come in Trentino Alto Adige rappresenta e tutela le vittime dell’amianto e i loro famigliari» dichiara la Sig.ra Antonella Franchi del Coordinamento nazionale ONA e coordinatore dello specifico Dipartimento.
L’ONA annuncia battaglia: come mai solo ora è stata accolta la richiesta dell’associazione di rimuovere l’amianto dalla scuola Leonardo Da Vinci?
Roma, 11.03.2017
Ufficio Stampa ONA

 
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Assunzione medici non obiettori tutela ogni volontà

consiglio lazio 350 260di Sara Battisti (PD): Assunzione medici non obiettori simbolo di civiltà.

Una decisone importante e significativa quella di assumere nuovi ginecologi non obiettori al reparto maternità del San Camillo.
Una scelta del Presidente Zingaretti, che merita grande attenzione perché sottolinea l'importanza della legge 194.
L'assunzione di due nuovi ginecologi attraverso un concorso volto a garantire il servizio di interruzione volontaria di gravidanza, evidenzia un'attenzione della Regione Lazio e del Presidente Zingaretti a favore della libertà di scelta delle donne.
Il ricorso all'obiezione di coscienza da parte dei medici ha compromesso la salute psico fisica di molte donne e questo è impensabile in un paese dove vige una legge che dovrebbe tutelare la loro scelta di interrompere una gravidanza.
Il Lazio cambia e indica nuove linee di azione per applicare correttamente la 194.
É il segno che le battaglie per le conquiste di diritti fondamentali per la salute della donna non sono state dimenticate. Non è un fatto banale nelle ore in cui nel PD si discute di quale sia l'identità politica sulla quale restare uniti.
É nell'agire quotidiano che le ragioni del nostro stare assieme diventano impegno per migliorare la vita delle cittadine e dei cittadini. E questa scelta ne è la piena dimostrazione.

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S'è persa la "Commissione speciale per la tutela della salute dei cittadini"?

Asl OspFr bigdi Marcello Colasanti - Un paio di decenni fa avevamo il Servizio Sanitario Nazionale uno dei migliori del continente, dopo la parcellizzazione alle Regioni , dove si sono compiuti i più grandi disastri della spesa pubblica , debiti incontrollabili che si rincorrono anno dopo anno con continui tagli su prescrizioni sanitarie e ticket che sono diventati sempre più insostenibili e necessari alla salute e ad una utenza sempre più impoverita e da un'altra visione , vediamo sempre più presenti ambulatori privati sempre più attrezzati per chi ha la possibilità di curarsi privatamente , rimarcando sempre più una uno stato sociale iniquo tra ricco e povero nonostante che la spesa della sanità pubblica annua e' di circa 115 miliardi di euro ( previs. 2017 ) e di una spesa del privato di circa 35 miliardi .

Dopo aver sviscerato questi numeri, scopriamo che da uno studio stimato del Censis, nel 2016 ci saranno 11 milioni di persone che hanno rinunciato o rinviato a curarsi , due milioni in più rispetto al 2012 (dati ufficiali 9 milioni).
Motivo, lungaggini dei tempi delle liste d'attesa che, per una risonanza oppure un eco doppler, o ancora una TAC o una mammografia e tanti altri esami occorre più di un anno con ticket sempre più esosi.
Purtroppo le sorprese non mancano perché nella prossima manovra Finanziaria il Ministro della Sanità Lorenzin sta modificando i nuovi " LEA " (Livelli Essenziali di Assistenza , ultima modifica risale a 15 anni fa), che a seguito della concertazione tra il Ministero della Salute conferenza Stato-Regioni alcune prestazioni non saranno più trattate come chirurgia d'urgenza , quindi non più ricoveri Day Surgery, quindi completamente gratuiti ma verranno trasferiti in regime di prestazioni "ambulatoriali" e di conseguenza soggetti a ticket che riguarderanno circa 24 prestazioni di cui , "rimozione della cataratta" , "ernia inguinale", "rimozioni di calcoli renali", "tunnel carpale ", "il dito a martello" queste alcune delle patologie interessate , che colpiranno soprattutto i meno abbietti e gli anziani.
Il PCI fa appello a tutti quei Parlamentari progressisti che tra non molto si accingono ad approvare la Finanziaria a vigilare affinché tutto ciò non avvenga in quanto ci sarà un ulteriore aggravio di costi e che produrranno un nuovo aumentano di pazienti che rinunceranno a curarsi.

Sanità e campagna elettorale di Frosinone

Mentre succede quanto descritto in ambito Nazionale , apprendiamo che a Frosinone , come per magia e' stato o sta per essere risolto il problema del "PRONTO SOCCORSO" al Fabrizio SPAZIANI, sarà un caso, non voglio pensare a male, ma questa notizia rimbalza in pieno dibattito di campana politica, tra primarie e referendum costituzionale ma, noi staremo in attenta osservazione per verificare quanto strimpellato sulla stampa.
Però se il problema sembra risolto all' Ospedale di Frosinone , negli altri nosocomi della Provincia le esigenze e i pronto soccorso sono sempre al collasso dopo aver chiuso 9 Ospedali negli ultimi anni .
In tutto questo, il Presidente della Conferenza dei Sindaci per la Sanità, il nostro Sindaco Ottaviani, che e' la massima espressione per le dovute verifiche del piano delle attività territoriali e per quelle socio-sanitarie della comunità, che ruolo sta svolgendo, che fine hanno fatto le promesse per ottenere un Ospedale migliore e non dover migrare per potersi curare, dove sono finite le importanti nuove alte specialità sbandierato ai quattro venti circa un anno fa durante l'approvazione dell'Atto Aziendale della ASL, tipo, Unita' di terapia neuro-vascolare, Chirurgia vascolare, Radiologia interventistica, Neurologia, tutte specialità di alta professionalità propedeutiche per il DEA di ||° livello, se ne son perse le tracce? e visto che parliamo di Sanità locale, il Sindaco saprà dirci che fine ha fatto e cosa ha prodotto la famigerata "Commissione speciale per la tutela della salute dei cittadini" istituita in Consiglio Comunale il 15 Aprile 2013 e votata all'unanimità per l'importanza che rivestiva?
Frosinone 10 ottobre 2016

Marcello COLASANTI Segretario sezione PCI di Frosinone

 
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Ceccano. "L'ambiente non si tutela incentivando il fumo di sigaretta"

ceccano palazzo antonelli 350 253dall'ufficio Stampa della Consigliera Manuela Maliziola. UDR Ceccano - Ancora una volta il Sindaco Caligiore è riuscito a stupirci, purtroppo in negativo. L'ultima trovata è stata quella di regalare, a spese dei contribuenti di Ceccano, posacenere portatili, che sembrano più dei gadgets elettorali, a firma dell'attuale Sindaco, piuttosto che dei deterrenti contro l'abbandono selvaggio di mozziconi per strada.
E' veramente preoccupante come questa maggioranza voglia tutelare l'ambiente e soprattutto i cittadini incentivando il fumo di sigaretta, e tentando di giustificare spese assurde, come quella dell'acquisto di circa 3.000 posacenere, con la tutela del decoro cittadino.
Mi sarei aspettata invece una imponente campagna di sensibilizzazione e di prevenzione, con tanto di volantini, contro il fumo di sigaretta ed i danni che lo stesso provoca sulla salute, soprattutto rivolta ai giovani. Evidentemente tutto ciò sarebbe rientrato in una programmazione amministrativa seria, che ormai come ben sappiamo, non rientra nelle priorità del Sindaco Caligiore.
A distanza di quasi un anno dall'elezione della nuova maggioranza questa appare l'ennesima presa in giro ai danni dei ceccanesi, in quanto ancora una volta il Sindaco tenta maldestramente di giustificare delle spese inutili facendole rientrare forzatamente nel "decoro urbano". Bisogna chiedersi allora quale altra trovata c'è da aspettarsi dallo stesso per la lotta contro l'abbandono di chewing gum, scontrini, fazzoletti di carta, e piccoli rifiuti.
Fermo restando l'importanza del rispetto delle leggi, che devono essere osservate ed applicate, sicuramente sarebbe stato più opportuno dotare il territorio di appositi raccoglitori al fine di evitare che vengano gettate per terra, oltre alle cicche di sigaretta, anche altri piccoli rifiuti.
Caro Sindaco, la tutela dell'ambiente e del territorio è qualcosa di diverso e più complesso delle tue trovate pubblicitarie, che sperperano solo i soldi dei contribuenti fabraterni, fumatori e non, senza purtroppo sortire alcun effetto.

 
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Per una vera stagione di cura e tutela dei beni culturali a Ceccano

ceccano monumento 350 260da Luigi Compagnoni, PSI, riceviamo e pubblichiamo - L' Assessore Gizzi rivendica l'inizio di una nuova stagione di cura e tutela dei beni culturali additando le passate amministrazioni come responsabili dello scempio totale del patrimonio artistico. Il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale dell'opposizione, ruolo che l'Avv. Gizzi ha ricoperto ininterrottamente per oltre vent'anni senza mai incidere con proposte concrete per la valorizzazione di tale patrimonio ma soltanto con velleitarie proteste e contestazioni senza che le stesse abbiano avuto mai riscontri dalle autorità competenti, vuole aiutarlo - appunto come consigliere d'opposizione - ad iniziare “questa nuova stagione” con una serie di interrogazioni a risposta scritta.

Anche perchè l'interrogazione recentemente discussa in Consiglio Comunale non è stata sufficiente a fargli comprendere il pressapochismo e la superficialità che l'attuale Amministrazione sta dimostrando negli interventi di decoro urbano che, lo ripeto, sono da me condivisi e mi troveranno sempre propositivo e collaborativo (come ho dimostrato nella proposta del restauro del portale della chiesa di San Nicola). Ebbene, questi saranno i quesiti che presenterò ufficialmente perché mi sia data risposta scritta anche dal solerte Assessore/fustigatore delle passate amministrazioni.
- quali autorizzazioni paesaggistiche e culturali sono state richieste alle autorità competenti in materia di tutela del patrimonio artistico e monumentale prima di effettuare i avori di restauro ?
- quali autorità sono intervenute prima di effettuare i lavori di restauro e a quale Soprintendenza appartenevano? Che verbali sono stati redatti?Lavori di restauro
- lo smontaggio, l'applicazione di impianti meccanici ecc. è avvenuta sotto la sorveglianza di quale personale e con quali competenze professionali? Qauli sono i nomi dei tecnici presenti durante la fase di restauro?
- sono stati redatti verbali che attestino lo stato dei luoghi prima degli interventi di restauro e della consistenza degli oggetti e delle strutture facenti parte del patrimonio artistico?
- le strutture sono state depositate presso quali spazi comunali e sotto la sorveglianza di quali responsabili? Inoltre, sono state inventariate?
- la parti della croce che fino al giorno del consiglio comunale in cui si è discussa la mia interrogazione erano buttate sotto le scrivanie degli uffici tecnici oggi dove sono state depositate? Spero non in casa dell'Assessore, perché è opportuno ricordargli che il patrimonio artistico della città di Ceccano è dei cittadini.
- quali analisi metodologiche e progettuali di restauro sono state eseguite negli interventi già effettuati o si utilizzeranno negli interventi previsti? I barattoli di vernice da me rinvenuti e fotografati negli uffici tecnici sono il risultato di queste analisi ?
- l'abbellimento tramite fioriere di alcuni ambiti urbani, da me condiviso, è stato realizzato applicando i dettami dell'Art. 24 del Decreto Legge n°133 del 12.09.2014, individuando con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati?
- Dove è possibile consultare l'elenco dei privati che hanno effettuato donazioni al comune di Ceccano per realizzare gli interventi di decoro urbano con le relative somme messe a disposizione dell'amminstrazione?

Avevo concluso il mio intervento con la famosa frase : “quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini”. In questo caso lo trovo addirittura riduttivo: a Ceccano si è fatto di peggio. Si è calpestata anche la normale prassi amministrativa, incuranti dei rischi e delle conseguenze che derivano dall'approssimazione degli atti amministrativi, che potranno ripercuotersi anche sui responsabili dei procedimenti, sull 'Assessore e sui consiglieri che hanno avallato tali scelte.

 

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Ceccano al voto. Funari: garantire la tutela dell'ambiente

castello sindici ceccano 350 260di Valentina Funari - La tutela dell'ambiente per Ceccano è un problema di estrema importanza. Rivalorizzare e salvaguardare il patrimonio naturale e artistico della nostra città, ricca di storia e di cultura , deve essere un esigenza primaria. Il primo passo per affrontare questo problema è il contributo di ognuno attraverso la sensibilizzazione rispetto ai temi dell'ambiente e della raccolta differenziata e l'efficienza energetica nell'illuminazione pubblica. In seguito si Valentina Funariavrebbe necessità di favorire la cosidetta Green Economy, un alternativa agli ormai sorpassati sistemi produttivi ad alto impatto ambientale, basati sul massimo sfruttamento delle risorse naturali e sulla carente attenzione all'impatto sull'ambiente. I vantaggi di questa nuova economia sono molteplici; utilizzando maggiormente fonti di energia rinnovabile o alternativa, quali eolica, solare o biomasse si avrebbero minori emissioni di CO2 e quindi un trascurabile impatto sul territorio. Inoltre, porre una soluzione ai problemi ambientali porterebbe ad una svolta anche nel campo economico creando piccole o medie imprese, che fanno della sostenibilità il loro investimento, e quindi posti di lavoro. Per troppo tempo si è trascurato il tema, è arrivato il momento di puntare sul rinnovamento anche nei temi ambientali.

 

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Anagni, un'ordinanza a tutela del lavoro agricolo

cinghiali 350di Antonella Necci - Molti difendono i cinghiali, ma chi difenderà gli allevatori e gli agricoltori?
Dal sito del comune di Anagni apprendiamo con piacere che in data odierna è stata affissa all'Albo e resa nota agli organi di stampa l'ordinanza n• 146 del 08/08/2014, ove si pone fine a quanto erroneamente riportato su Il Messaggero del 06/08/2014 dove si parlava di intenzione, da parte del sindaco Dott. Fausto Bassetta, di procedere all'abbattimento di cinghiali allo stato brado che erano stati avvistati in diverse zone di Anagni. Premesso che qualora si dovesse procedere all'abbattimento di alcuni dei capi che la Polizia Provinciale di Frosinone su segnalazione della Guardia Forestale si dovesse trovare nella condizione di eseguire, non esiste alcuna legge che impedisca l'atto. Ricordiamo che tali animali hanno provocato e a tutt'oggi continuano a provocare danni ingenti agli allevatori anagnini che lamentano la grave perdita di pregiate colture, quali grano, granturco e girasoli adibite all'alimentazione di bovini di razza pregiata. Tali colture e tali allevamenti rischiano di essere messi in ginocchio proprio dalle razzie dei cinghiali selvatici. Caccia al cinghiale di Snayders FransNella valle del Sacco, già grandemente inquinata dal Beta-HCH e da altri veleni causati dal fenomeno dell'industrializzazione sconsiderata dei decenni passati, l'operato di allevatori e coltivatori riveste una grande importanza per la rivalutazione di tale area.
Ciò premesso ringraziamo il sindaco Fausto Bassetta per aver provveduto tempestivamente all'emissione dell'ordinanza che accludiamo al presente articolo.
Ma permetteteci di rivolgere una domanda al sindaco Bassetta: "Sindaco, ma i capi catturati che fine faranno? Rientreranno in quel programma di "diradamento" di cui ho parlato nell'articolo di oggi? E infine, chi ripagherà gli agricoltori dei danni subiti dalle orde di cinghiali selvatici?"

Scarica il testo integrale dell'ordinanza del Comune di Anagni pdf Ordinanza catturacinghiali ComuneAnagni (969 KB)

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08/08:2014

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